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COME USCIRE DA QUARANT'ANNI DI LIBERISMO ?

DI ALEXANDER COCKBURN

DA ATENE A OAKLAND

Tra appena un anno gli americani decideranno se rieleggere Barack Obama o probabilmente Mitt Romney. Ma c’è almeno uno tra i candidati attuali, Obama incluso, che sappia offrire una risposta alla terribile situazione dell’America – una crisi causata da quarant’anni di assalto neoliberista?

No, perché non c’è risposta possibile nei termini e confini della situazione presente.

Riassumiamo. Due terzi della classe media sono precipitati nella penuria. La cassaforte dei valori e risparmi americani – cioè la casa – non vale più nulla. Le reti di sicurezza sociale sono erose, gli studenti escono dall’università schiacciati dai debiti. Trenta milioni di americani sono senza lavoro o lavorano part-time. Quasi 6 milioni di posti di lavoro nelle manifatture negli Usa sono scomparsi dal 2000, e oltre 40mila fabbriche hanno chiuso. Gli afro-americani hanno subìto la più grande perdita di beni collettivi della loro storia. Gli ispanici hanno visto il valore delle loro reti crollare di due terzi. Milioni di bianchi sono stati spinti nella povertà e disperazione.
E’ su questo terreno che è nato il movimento Occupy Wall Street, Ows. La sua forza sta nella semplicità e verità del suo messaggio fondamentale: pochi sono ricchi, molti sono poveri. Rispetto alle sue pretese, il capitalismo ha fallito.

Con tutta la sua verità però, che capacità di resistenza ha dimostrato finora il messaggio di Occupy Wall Street? In termini di potere repressivo, il sistema non ha fallito. A oggi il movimento Ows non ha neppure affrontato l’élite danarosa con una minaccia delle dimensioni delle proteste di Seattle nel 1999. Per il momento tutti amano questo movimento. Il Financial Times ha scritto un editoriale a suo favore. Ma alla fine, per riformare il capitale finanziario devi offendere le persone e istituzioni che lo rappresentano, incluso il Financial Times.

Tra le cronache quotidiane dai campi di battaglia del movimento Ows negli Stati uniti (Zuccotti Park a Manhattan, Oscar Grant Plaza a Oakland, e poi Austin, Chicago, Philadelphia, Atlanta, Nashville, Portland…), i miei occhi scorrono sul mappamondo fino alla Grecia. Ecco, penso, là annusiamo una situazione pre-rivoluzionaria! Dev’essere il leninista che è in me, anche dopo anni di terapia. Sazio della gentilezza democratica del movimento Ows, tiro giù dallo scaffale le Tesi d’Aprile di Vladimir Illich, 1917: mettere fine alla guerra, confiscare le grandi proprietà terriere, fondere tutte le banche in una sola banca nazionale… Mi brillano gli occhi. Ma poi sento i passi di mia figlia, allora rimetto Lenin al suo posto per tirare fuori E. F. Schumacher – anche se non sono sicuro che sia tra le letture preferite del movimento Ows, e neppure sui menu di Twitter.

Ora, prendiamo la storia della Grecia per come è evocata da una foto arrivata nella mia e-mail alla fine di ottobre: mostra gruppo di dimostranti di fronte al Partenone di Atene con uno striscione bianco a lettere rosse e nere, «Oki 1940-2011». In greco oki vuol dire no. Il «no» del 1940 è la risposta data il 28 ottobre all’ambasciatore d’Italia che trasmetteva la richiesta di Benito Mussolini alla Grecia di aprire le sue frontiere all’esercito italiano. Quel «no» ha segnato l’ingresso della Grecia nella seconda guerra mondiale. Cerimonie annuali commemorano quella risposta al fascismo.

Quest’anno però «le parate ufficiali sono state sopraffatte dai cittadini», dice la mail arrivata dalla Grecia, e in molte città la folla ha cacciato via i rappresentanti del governo. A Salonicco «il presidente della Repubblica se ne è andato in protesta», abbandonando la parata militare per la prima volta nella Grecia del dopoguerra. Ad Atene, «la parata si è svolta “normalmente”, protetta da misure draconiane», molti studenti «hanno sfilato sventolando fazzoletti neri davanti alla ministra della pubblica istruzione». La mattina del 28 ottobre un gruppo di artisti e intellettuali sono riusciti a portare un grande striscione con scritto «oki» nell’Acropoli, nascosto sotto il soprabito di una nota attrice, «e siamo riusciti a dimostrare là per oltre mezz’ora», anche perché «tutti i poliziotti erano a difendere la parata a Syntagma e altrove in Attica».

Dunque: oki nel 1940 a Mussolini. Oki nel 2011 ai banchieri che vogliono imporre il loro dominio sulle spalle dei greci, oki ai collaboratori locali di quei banchieri.
Verso la fine della seconda guerra mondiale, una nuova impresa di capitalisti occidentali (di cui abbiamo visto un nuovo capitolo nel recente colpo della Nato in Libia, consumato con grande distruzione e spargimento di sangue) ha compiuto la sua sortita inaugurale con l’attacco di Gran Bretagna e Usa in Grecia, nel 1943, con il tacito okay di Stalin. Nel 1949, alla fine di una terribile guerra civile, la sinistra era stata decimata, massacrata, imprigionata, costretta all’esilio – e si preparava una dittatura della destra.

Non ho dubbi che se la sinistra in Grecia riuscirà oggi a sloggiare gli agenti politici delle banche internazionali non passerà molto prima che la Nato intervenga, in modo coperto e poi aperto, con il solito arsenale di omicidi, droni e sostegno armato alle forze di sicurezza di turno.

Sessant’anni dopo la sconfitta di Hitler, quarant’anni dopo il contrattacco capitalista neoliberale negli anni ’70, il sistema è sotto forte pressione, ben rappresentata dalle manifestazioni di massa da Atene a Oakland.

Dopo aver assaggiato i manganelli e i lacrimogeni, i protagonisti del movimento Occupy Wall Street dovrebbero sapere che quando il capitale si sente con le spalle al muro reagisce, e non si fermerà di fronte a nulla pur di schiacciare ogni forza che lo minacci. Allora i poliziotti smettono di sorridere. Il benevolo sindaco impone il coprifuoco. Sentenze «esemplari» sono appioppate a chi provoca disordini. Le prigioni si riempiono.

La repressione organizzata può essere sconfitta solo da una resistenza organizzata, in tutto il paese. Come organizzarla è la sfida più urgente per il movimento Ows. Mercoledì il movimento ha bloccato Oakland con uno sciopero generale: è l’inizio giusto.

Alexander Cockburn (fondatore e co-direttore del sito CounterPunch, editorialista di The Nation)
Fonte: www.ilmanifesto.it
5.11.2011

Pubblicato da Davide

  • IVANOE

    Ma quale governo tecnico, questi sciagurati di sinistrati di sinistra e ve lo dice uno che per estrazione sociale era di sinistra, mi stanno facendo tifare per Berlusconi perche se adesso cede quest’altri ci si mangiano come diceva qualche settimana fa cremaschi .Mario monti ? E peggio di tutti gli altri così come Bersani casini e company che sono come le jene .Vogliono il governo tecnico per fare la riforma delle pensioni e mandare la gente in pensione a 70 anni !!!! E poi togliere l’articolo 18 e fare diventare il mondo del lavoro costituita da una piccola élite di raccomandati iper protetti e iper pagati pure se incapaci e tutti gli altri a massacrarsi in una guerra tra poveri.E si vede quanto sono invasati perche stanno tentando in tutti i modi di fare un governo con una , maggioranza diversa imbarcando i traditori e opportunisti del centro destra proprio loro che criticavano Berlusconi per la compra vendita dei deputati….. Che schifo. Faccio il tifo purtroppo pure per la lega che vuole le elezioni anticipate invece di un maledetto governo tecnico perche la speranza che questi demoni cattivi di monti Bersani casini Rutelli e fini e napolitano si sciolgano con il passare di pochi mesi di fronte al loro fallimentare curriculum politico ed elettorale.
    Bisogna pregare che si allunghi il piu possibile il brodo….

  • LAZZARETTI

    LO SOSTENGO DA QUALCHE MESE.
    BERLUSCONI E’ LA NOSTRA ARMA PER IL DEFAULT.
    DEVE RESISTERE ALMENO 4-5 MESI.
    PENSI POSSANO BASTARE ?
    IN OGNI CASO TRA 2 ANNI, RACCONTEREMO(I VIVI_IO NON SO SE SARO’ ANCORA VIVO) DI UN’ITALIA STRAVOLTA.
    SE IN MEGLIO O IN PEGGIO NON LO SO.

  • kawataxi

    sono mesi che provo a dirlo ai miei amici, ma loro si affidano al prode salvatore (di) goldman sachs… sigh -.-“

  • AlbertoConti

    “… pochi sono ricchi, molti sono poveri. Rispetto alle sue pretese, il capitalismo ha fallito …” Quello che in USA si sta chiarendo, da noi è ancora in dubbio per motivi reali, di rendita di un passato “capitalisticamente glorioso”, che ha beneficiato molti onesti e che oggi invece porta al successo i disonesti. C’è ancora troppa “fiera dignità” tra i ceti medi, e anche ex-medi, che vedono i mafiosi come disonesti, non come prodotto del tardo-capitalismo, o turbo-capitalismo come lo chiama Benettazzo. I nostri prodi, scusate il gioco di parole, sono un passaggio obbligato per chiarire definitivamente la situazione, così come accaduto nell’Argentina del prima-default. Prima di maturare il nostro vero risorgimento, la lotta per la libertà da un matrix sempre più sofisticato e sfuggente, dovremo toccare il fondo. Ci vuole ancora un po’ di pazienza.

  • maremosso

    La LEGA NORD non vuole le elezioni anticipate, non sa più dove andare ed è in balìa degli eventi. Non ci sono più idee se non la salvaguardia degli interessi di alcune fasce di elettorato come i pensionati. Il partito è bloccato perchè, iperverticizzato, dipende da una sola persona che per malattia ha poche ore di autonomia operativa al giorno.
    Chi dall’interno si espone proponendo meccanismi e formule più efficaci per affrontare le evidenze di una nuova realtà sociale, che non è più quella degli anni 90, viene sistematicamente espulso dal movimento.
    L’organigramma di comando pullula di yes-men, cortigiani asserviti e leccaculo spudorati.
    La constatazione che malgrado questi gravi e congeniti difetti il movimento di Bossi risulta, ancora oggi, meno peggiore di tutti gli altri partiti, fornisce la dimensione esatta delle future catastrofiche prospettive italiche e ahimè padane.

  • IVANOE

    Carissimi amici, tiro un sospiro di solievo, perchè sono stato provocatorio con il mio commento e temevo in una cragnola di parolacce… Invece scopro una maturità senza precedenti tra di noi che fa ben sperare.
    Purtroppo è così, ormai tutti hanno scoperto le carte ma quelle di questi spudorati della cosidetta opposizione scoprono delle case putride e vomitevoli.Perchè una opposizione vera dovrebbe fare un programma alternativo opposto e tranquillizzante rispetto a quello del governo.E invece questi cialtroni di bersani, vendola, fini, renzi, casini ecc. ecc. come hanno annusato odore di carogna hanno aperto subito la porta a mario monti il peggior nemico delle classi popolari. Ripeto se questi vanno al potere adesso con un governo tecnico ci fanno a pezzi sul wlefare, sulle pensioni sulle tasse, perchè proprio esendo un governo di emergenza ben voluto pure da napolitano ci lasceranno nell’emergenza per altri 50 anni per non risolvere nulla e farci diventare come la ex jugoslavia…. capito ?
    Invece con le elezioni questi malandrini dell’opposizione si troverebbero a fare i conti coi rottamatori e con una guerra civile interna ai loro partiti e quindi prima che reiscono a sciegliere un nuovo vecchio di candidato premier passerebbero 2 anni… ve lo immaginate che guerra tra fini e bersani e casini e vendola e di pietro per diventare la prima donna ? E alla fine correrebbero da soli con percentuali di voto fallimentari… Ecco perchè vogliono il governo tecnico perchè con un colpo di mano diventerebbero tutti ministri dell’emergenza e azzererebbero il dissenso interno ai loro nomi nei loro partiti.
    E allora cosa sperare ? Nei movimenti, in un nome totalmente nuovo, oppure mio malgrado ad una crescita della lega ( perchè guardate che con la mossa delle pensioni ) hanno portato dalla loro parte molta gente sia del nord che del sud.Perchè la lega. Perchè se cresce la lega automaticamenmte tutto il vecchio marciume che sta nei vecchi nomi della politica della destra e della sinistra sarebbero cancellati perchè la lega è comunque un partito popolare anzi lo sta ridiventando e penso che di fronte al salvataggio delle pensioni e del lavoro la gente veramente supportati da una forza politica parlamentare farebbero vedere i sorci verdi…Purtroppo è questa la reatà oggi ci hanno messo nella condizione di stare o con dei vecchi e sbilnchi leoni oppure con le jene…. io preferisco i vecchi leoni pur se malandati….In italia non ci sarà mai una rivolta collettiva, ma si potrà cambiare qualcosa solo lse la “rivolta” sarà a livello individuale a cominciare nei posti di lavoro negli uffici pubblici ecc. ecc. perchè il sistema è debole proprio nella siua classe dirigente che è diventata autoreferenziale, impomatata e senza calli nelle mani… e pertanto deboli…. vedremo quello che succederà in seguito…

  • nettuno

    Hai detto bene. Le cose stanno proprio così . Consiglio di votare ALTERNATIVA di Giulietto Chiesa un movimento fatto da tanti gruppi che dovranno riunirsi in un partito. Possibile che non si riesca ad avere gli stessi voti di Di Pietro ? che fa solo chiacchiere e dice madicenze, e sopratutto si spartisce con La Mura il sostanzioso rimborso elettorale. La Bce è la nostra rovina.. uscire dall’euro prima possibile, costi quel che costi..ma dobbiamo avere i numri in parlamento..