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COME SOROS E IL FOREIGN OFFICE CREARONO L’ODIERNO REGIME GEORGIANO

FONTE: MOVISOL.ORG

Dopo aver servito i suoi padroni nelle guerre dei Balcani del 1990-1991, George Soros lavorò ad un ciclo di missioni di addestramento a Belgrado, da cui lanciò più tardi la “Rivoluzione Rosa”, la “Rivoluzione Arancione”, e altri elementi di una serie di insurrezioni pensate per destabilizzare gli stati nazionali prescelti e creare un “anello attorno alla Russia” con cui arrivare al confronto armato tanto desiderato da Londra. Una delle operazioni più importanti di Soros fu il rovesciamento del presidente georgiano Eduard Shevardnadze e la sua sostituzione con Mikheil Saakashvili, educato nell’ambito del progetto “Open Society Institute” da lui animato da alla Columbia University.

Proprio per mandare a casa Shevardnadze, dal 1994 al 2004, con i tanti progetti e sottoprogetti di Soros furono spesi più di 40 milioni di dollari.

Nei primi mesi del 2003, Soros cominciò a pieno regime le azioni con cui attivare le “truppe” che avrebbero dovuto iniziare la conquista “democratica” della Georgia. Nel novembre successivo, il quotidiano canadese Globe and Mail fornì una descrizione molto precisa della cosa:

“Tbilisi – È in febbraio che il finanziere miliardario George Soros ha posato la prima pietra del progetto di rovesciamento del presidente georgiano Eduard Shevardnadze.”
“In quel mese, con i soldi provenienti dal suo Open Society Institute un attivista di Tbilisi, il trentunenne Giga Bokeria, fu spedito in Serbia per incontrare i membri del movimento Otpor [resistenza] e imparare da essi come condurre dimostrazioni di piazza simili a quelle che avevano rovesciato il dittatore Slobodan Milosevic. Nell’estate, poi, la fondazione del Sig. Soros rimborsò il viaggio di ritorno in Georgia ad alcuni attivisti di Otpor, i quali istruirono per tre giorni consecutivi oltre un migliaio di studenti su come allestire una rivoluzione pacifica.”
“Lo scorso fine settimana, il Liberty Institute, fondato con l’aiuto del Sig. Bokeria, è stato lo strumento con cui organizzare le proteste di piazza che hanno forzato il Sig. Shevardnadze a rassegnare le proprie dimissioni. Il Sig. Bokeria ha detto di aver imparato a Belgrado… come usare le tattiche di pressione popolare che si sono dimostrate così persuasive a Tbilisi, dopo le dubbie elezioni parlamentari di questo mese.”

La Georgia non è stata l’unica nazione colpita dalle truppe giacobine della rivoluzione “colorata” addestrate da Soros. Il copione è stato ripetuto anche in Ucraina e in altre nazioni un tempo appartenenti al blocco sovietico.

Come attestò il giornalista Mark Almond il 14 novembre 2007, Saakashvili giunse al potere nel 2004 grazie ai tanti milioni di dollari forniti a lui e ad ogni suo uomo (lungo tutta la scala gerarchica) dal miliardario Soros e dall’allora vice segretario generale dell’ONU Mark Malloch Brown (oggi Lord Malloch Brown, segretario generale del Foreign Office britannico). Almond scrisse che, durante le elezioni del 2007, i poliziotti del governo Saakashvili, ben pagati con 1000 dollari al mese (una bella cifra in Georgia), agirono come una milizia in grado di dare man forte alle intimidazioni contro le opposizioni.

Il golpista dell’Impero

Lord Malloch Brown non è soltanto quel collaboratore di Soros che aiutò a rimpinguare le casse degli apparati di ‘guerra allo stato nazionale’ con i soldi delle Nazioni Unite: egli è anche socio in affari con Soros.


Nell’aprile 2007, Malloch Brown fu eletto vicepresidente del Quantum Fund, la finanziaria da cui provengono i tanti miliardi dello speculatore Soros. Una settimana dopo era nominato direttore generale del Foreign Office. Il Financial Times riportava che “Sir Mark [ora Lord Malloch Brown] sarà anche vicepresidente del filantropico miliardario Open Society Institute, che promuove la democrazia e i diritti umani, particolarmente in Europa orientale e nell’ex Unione Sovietica”.

Il quotidiano inglese aggiungeva, il primo maggio dello stesso anno, che “con una lettera agli azionisti dei vari hedge fundsdel Quantum Fund, il Sig. Soros diceva che Sir Mark avrebbe espresso consigli su un ventaglio di questioni a lui e ai suoi due figli, che quotidianamente gestiscono la società. Con i suoi tanti contatti internazionali, Malloch Brown aiuterà a creare occasioni in giro per il mondo per l’amministrazione del fondo di Soros…”

Lord Malloch Brown è nel business dei “cambiamenti di regime” da una vita. Nato in Rhodesia da una famiglia di proprietari terrieri dell’Impero, un certo istinto coloniale gli scorre nelle vene. Nel 1986 abbandonò la carriera di giornalista all’Economist per entrare nella sezione internazionale di un aggressivo studio di consulenza politica americano, Sawyer & Miller, per cui svolse attività di consulenza in favore di Corazon Aquino, allora leader dell’opposizione filippina. Egli si vanta di aver partecipato in maniera decisiva al rovesciamento del presidente Marcos.

Nel 1990 Malloch Brown rappresentò il romanziere fascista peruviano Mario Vargas Llosa, che si candidò alle elezioni presidenziali proponendo la legalizzazione della droga e sacrifici per le classi popolari. Naturalmente perse. Lo studio Sawyer & Miller ha anche promosso campagne a favore del Dalai Lama.

Malloch Brown e Soros tramano in combutta contro gli stati nazionali almeno dal 1993, quando il primo aderì a un gruppo organizzato dal finanziere anglo-ungherese, che aveva il compito di stilare suggerimenti su come spendere un fondo di 50 milioni di dollari per “ricostruire” la Bosnia, dopo che questa era stata distrutta dalla guerra orchestrata dai britannici.

Durante il suo mandato come vicesegretario dell’ONU, egli e Soros sembravano inseparabili, come Gianni e Pinotto. Nel 2002 tennero assieme una conferenza stampa a Monterrey, nel Messico, per annunciare piani su come usare i fondi dell’ONU, integrandoli con fondi procurati da Soros, per controllare l’economia e la politica dei paesi del terzo mondo. Soros non agiva come filantropo, ma in veste di presidente del Soros Management Fund, un noto fondo speculativo.

Oggi non esisterebbe il governo Saakashvili senza Soros e Malloch Brown. Nel gennaio 2004, alla riunione del World Economic Forum a Davos, Soros, Malloch Brown e Saakashvili comparvero assieme ad una conferenza stampa per annunciare un fondo di 1,5 milioni di dollari, due terzi dei quali provenienti dall’Open Society Institute e un terzo dal Programma di Sviluppo dell’ONU. I fondi erano destinati ad un “programma di riforma della governance” in Georgia, il cui progetto principale erano bustarelle organizzate: un “Fondo di supplemento salariale”.

Il rapporto dell’UNDP – allora diretto da Malloch – confessava che quei finanziamenti avevano spinto “il presidente russo Vladimir Putin […] a rimproverare il Sig. Saakashvili di essere sul libro paga del Sig. Soros”. Nel 2006, i supplementi salariali superavano il milione di dollari al mese, secondo il rapporto UNDP.

Questi fondi sono andati ad un vasto contingente di agenti di Soros che sono il governo della Georgia: il capo del Consiglio per la Sicurezza Nazionale Alexander Lomaia; il vice ministro degli Esteri Giga Bokeria (uno dei primi ad essere addestrato dagli squadristi serbi di Otpor); il presidente della Commissione per l’Integrazione Europea del parlamento georgiano, David Darchiashvili; e tanti a seguire.

Ora Lord Malloch Brown è il segretario generale del Foreign Office. Si sarà preoccupato di dimettersi dal Quantum Fund e dall’Open Society Institute? Lo diciamo a coloro che ancora si indignano per i conflitti d’interesse, senza guardare più in alto.

Fonte: www.movisol.org
Link: http://www.movisol.org/08news178.htm
20.08.08

DOVE C’E’ DROGA, COME IN GEORGIA, C’E’ SOROS

FONTE: MOVISOL.ORG

La Fondazione Beckley, una delle tante organizzazioni fondate da Soros per propagandare la liberalizzazione della droga, si trova alla periferia di Oxford. Nel maggio scorso essa ha pubblicato un rapporto dal titolo “Antidroga in Georgia: i test anti-droga e la riduzione del consumo”. Con quel rapporto, la fondazione lodava la politica del presidente georgiano Mikhail Saakashvili e criticava l’operato del precedente presidente Eduard Shevardnadze.

“L’ex primo segretario del comitato centrale del partito comunista georgiano, Eduard Shevardnadze, iniziò negli anni ’70 una dura campagna di misure contro la droga e contro coloro che ne facevano uso”, dice il rapporto, citando un’altra entità fondata da Soros, lo Human Rights Watch. La Fondazione Beckley commentava positivamente i “promettenti cambiamenti sotto la presidenza di Mikhail Saakashvili”, il quale ha “annunciato la possibilità di spostare l’asse delle politiche antidroga dall’orientamento giuridico dominante”. In altre parole, il beneficiario della “rivoluzione rosa” georgiana finanziata da Soros, Saakashvili, potrebbe aver promesso a Soros di arrivare in futuro alla legalizzazione della droga. Immaginate che cosa significherebbe per la Russia, già pesantemente compromessa dalle ondate di eroina proveniente dall’Afghanistan!

Il condirettore della Fondazione Beckley, Mike Trace, l’ex vice zar dell’antidroga in Inghilterra, fu nominato direttore della sezione “Riduzione della Domanda” dell’Ufficio Antidroga delle Nazioni Unite nel gennaio 2003. Dopo otto settimane fu costretto a dare le dimissioni, a seguito della pubblicazione di documenti in possesso del Hassela Nordic Network, un gruppo svedese che si oppone alla liberalizzazione delle droghe, nei quali Trace appariva partecipe di un piano finanziato dal miliardario George Soros per rivedere le convenzioni internazionali sul traffico di droga, in occasione di un incontro dell’ONU da tenersi a Vienna nell’aprile dello stesso anno.

L’Hassela Nordic Network aveva fatto notare che, nel settembre precedente (2002) Trace, in una lettera indirizzata a Aryah Neier, presidente dell’Open Society Institute (OSI), descriveva il suo ruolo come segue: “Per quanto riguarda i miei compiti, penso che sarebbe meglio, nei primi momenti, che io fornissi consigli e consulenze da dietro le quinte, visto il mio contemporaneo ruolo di Presidente dello European Monitoring Group, la mia associazione con il governo britannico e qualche lavoro di cui mi ha incaricato l’Ufficio antidroga dell’ONU. Questo ruolo da ‘quinta colonna’ mi permetterebbe di sovraintendere all’istituzione dell’ente (ho già in mente alcuni individui di buona qualità con cui potrei lavorare a tal proposito in piena fiducia), mentre promuovo i suoi scopi sottilmente nelle sedi governative formali”.

L’ente a cui Trace si riferisce è Release, un gruppo londinese usato da Trace e l’OSI come paravento per condurre un’iniziativa, privatamente chiamata Progetto X o “iniziativa di Londra”, e ufficialmente “Forward Thinking on Drugs” (Pensiero avanzato sulla Droga), che serviva a preparare delle alternative alle vigenti convenzioni dell’ONU sulla droga prima dell’incontro di Vienna. Quale presidente di questa iniziativa era stata scelta l’australiana Cheryl Kernot, nel dicembre 2002. Il bilancio a disposizione per l’iniziativa fu stabilito a 405 mila dollari. Il finanziamento provenne da Soros e da altre fondazioni europee che condividono gli obiettivi di Soros.

Fonte: www.movisol.org/
Link: http://www.movisol.org/08news174.htm
14.08.08

Pubblicato da Davide

  • alnilam

    L’egregio signor Soros ha avuto, in un passato neanche troppo lontano (correva l’anno 1992), contatti anche con il nostro paese (ufficiosamente dal punto di vista speculativo) causando il famoso attacco alla nostra tanto bistrattata lira. Ed a quanto pare tutta la ridda di avvenimenti succedutasi in quel breve lasso di tempo ha profondamente ed irrevocabilmente mutato il quadro socio-politico ed economico del nostro paese (come non ricordare l’avvio delle privatizzazioni ovviamente rese ancor più convenienti dalla svalutazione della nostra moneta e l’avvio di mani pulite con il pressoché azzeramento di una classe politica con la creazione del fenomeno lega…che sia anche quella una antesignana delle rivoluzioni colorate ?!)

  • lino-rossi

    ringraziamo prodi per aver omaggiato il signor g. soros, presso l’ateneo bolognese, della laurea HC, il 30 ottobre 1995, in Economia e Commercio, per la sua attività filantropica nell’Europa dell’Est.

  • sultano96

    All’inizio del movimento leghista si era iniziato, da parte della magistratura, ad indagare su di esso intestando il fascicolo con la dicitura Phoney-Money, che fine ha fatto?
    Fare politica ha un costo onerosissimo, chi ha finanziato Bossi, ai suoi esordi, dal momento che lui era un povero in canna?
    Negli anni ’80 l’Umberto dilagava nella padania conducendo i suoi comizi, normalmente al chiuso, chi pagava il noleggio di quei luoghi?
    Chi finanziava le pubbliche affissioni? Chi foraggiava gli organizzatori di tali eventi? Chi sosteneva le spese dei spostamenti del “Senatur”, con tanto di autista e scorta? Provate, questo è l’invito che faccio ad ognuno, ad organizzare un singolo evento di tale fata e constaterete, di persona, il dispendio di mezzi, forze e tempo necessari alla realizzazione dell’accadimento. In alternativa potete chiedere a qualsiasi Pro-Loco lumi e chiarimenti in questa direzione.
    Tenetevi sempre a mente i 200 ml di lire versati da Carlo Sama (Gruppo Ferruzzi) al nascente movimento, a che prò?

  • Blackrose4400

    Bè mi sembra evidente che siamo di fronte ad un uomo che, come tanti altri, sta dietro la politica e ha venduto l’anima al sistema per denaro e potere. Questi uomini non fanno altro che eseguire ordini che gli vengono impartiti dall’alto, giocando un ruolo importante negli affari politici e strategici di questo skifoso pianeta.

  • lino-rossi
  • abdiel

    Saggi di questo tipo, oltre ad illuminare la comprensione del presente in modo profondo, aiutano moralmente a non sentirsi mosche bianche complottiste e paranoiche da parte di chi tende a giudicare drasticamente al massimo ascoltando i vari TG, accontentandosi del cosidetto gossip versione politichese, lunga vita alla controinformazione!

  • sultano96

    lino la risposta non la devo fornire io ma chi ha posto il quesito.
    In questa occasione i suoi rimandi alle fonti sono condivisibili, anche se non sufficienti. Poi, se il tutto avesse come scopo la dissoluzione dello Stato, a me personalmente non dispiacerebbe neanche un po’, dal momento che non mi riconosco nelle sue istituzioni. Sono nato nel territorio già della Repubblica Serenissima e l’organizzazione statale italiana mi è stata imposta non avendola mai scelta. Almeno avessi partecipato al referendun repubblica-monarchia! Cosa che avrei scrupolosamente evitato, preferisco di gran lunga la parallela organizzazione sociale siciliana, la ritengo più vicina all’antropocrazia.
    La mia è una scelta squisitamente economica, infatti il “pizzo” è molto più conveniente di una qualsiasi polizza assicurativa, non esiste confronto e non devo estenuarmi in trattative con l’ufficio liquidatore.