DI URIEL FANELLI
Kein Pfusch
Quando ero giovane, un signore anziano mi disse che lui i giornali li leggeva, ma poi faceva una media. Quello che faceva era prendere l'Unita' (giornale che forzava tutto verso il PCI) e l' Avvenire (giornale che forzava tutto verso la DC), e poi "faceva una media" per capire quali fossero i fatti. Questo era l'approccio della persona che cercava i fatti: chi cercava la verita', ovvero UNA verita', leggeva UN SOLO di questi giornali. La ricerca dell'obbiettivita', dunque, si manifestava semplicemente attraverso il numero di giornali letti. I militanti rifiutavano di leggere un giornale che non fosse "il loro" giornale, mentre i non militanti per capirci qualcosa si sforzavano di leggerne molti.Esisteva poi una classe di "trascinati", nel senso che leggevano un giornale solo, ma quello che "sentivano" piu' vicino a loro, e questa "sensazione" era legata, piu' che altro, alle scelte editoriali: il giornale che si rivolgeva ad una classe sociale (ma all'epoca questa scelta era politica) e usava una certa terminologia (e anche questa era una scelta politica) veniva sentito "piu' vicino".
Tutto, insomma, stava nella politica. E siccome la politica aveva anche delle scelte economiche e sociali e culturali, in pratica era facile capire COME ogni cosa venisse distorta. Durante gli anni '80 film come Rambo ottenevano unanimi condanne da parte dei giornali di sinistra, e grande ammirazione da parte dei giornali di destra, e cosi' via.
Oggi, tutto e' piu' complesso, ma la cosa non e' molto diversa. Quello che cambia e' che la proprieta' dei giornali non e' politica, cioe' non sono i partiti a possedere i giornali, semmai il contrario. Ma e' ancora possibile leggere in un modo analogo i media italiani, a patto di analizzarne la proprieta'. Andiamo per ordine.
- Il Sole 24 ore.
Il Sole 24 ore è abbastanza utile perche' le notizie finanziarie, se ci limitiamo ai numeri, sono abbastanza veritiere. Ma bisogna assolutamente diffidarne quando si tratta della lettura dei fatti, o di fatti che non servono ai TECNICI della finanza, bensi' all'opinione pubblica.
- Ogni articolo del Sole24 Ore intende dimostrare che gli unici scopi di un governo sono quelli di abbassare le tasse, procurare loro degli schiavi togliendo diritti ai dipendenti, proteggere i loro mercati dalla concorrenza, proteggere le aziende obsolete dalla concorrenza di aziende piu' moderne, smantellare il welfare e trasformare ogni nazione in una Capanna dello Zio Tom, ove se qualcuno e' povero allora "DEUS LO VULT" , e se qualcuno e' ricco allora "DEUS LO VULT", e se lo dice Dio, chi e' questo "governo" che intende opporsi? Ovviamente, quando l'industria va male, la colpa NON e' ma di una classe di industriali obsoleta ed arretrata nella visione, quando manca innovazione tecnologica non sono le industrie che devono investire in ricerca ma lo stato che deve mantenere ricercatori, e quando c'e' la fuga dei cervelli all'estero non sono le nostre industrie ma lo stato che deve assumerli per tenerli in Italia. Siccome i nostri industriali NON sanno costruire nulla ma -in gran parte- lo hanno ereditato, l'unico modo di avere altri grandi privati in Italia e' che lo stato privatizzi -regalandolo a loro- il patrimonio industriale che ha costruito. Il popolo e', di fatto, una distesa di manodopera -a basso costo: esiste altra manodopera senza che ci sia un blasfemo furto a danno degli industriali?- e quindi e' da negare ogni possibile influenza del popolo nelle decisioni a sfondo finanziario. La delocalizzazione non e' la ricerca di nuovi mercati, bensi' la "tratta dei negri 2.0". Solo che i negri sono gialli.
Al 10 febbraio 2010, l'azionariato di RCS MediaGroup S.p.A., aggiornato secondo le comunicazioni pervenute alla Consob, è così composto :
- Mediobanca S.p.A. - 14,209%
- Giovanni Agnelli & C. S.A.p.A., tramite Fiat - 10,497%
- Giuseppe Rotelli - 7,546%, tramite Pandette Finanziaria S.r.l.
- Efiparind BV della famiglia Pesenti - 7,748%, di cui:
- tramite Franco Tosi S.r.l. - 5,133%
- tramite Italcementi S.p.A. - 2,332%
- tramite Societé de Participation Financière Italmobiliare S.A. - 0.283%
- Dorint Holding S.A. della famiglia Della Valle - 5,499%
- Premafin Finanziaria S.p.A. della famiglia Ligresti - 5,461%, di cui:
- tramite Fondiaria Sai S.p.A. - 2,242%
- tramite Milano Assicurazioni - 1,712%
- tramite Sainternational S.A. - 1,406%
- tramite Saifin S.p.A. - 0,094%
- tramite Siat S.p.A. - 0,007%
- Pirelli & C S.p.A rappresentata da Marco Tronchetti Provera - 5,166%
- Si.To. Financiere S.A. - 5,140%; tramite Partecipazioni Editoriali S.r.l. (famiglia Toti)
- Gruppo Benetton - 5,100%; tramite Edizione S.r.l.
- Intesa Sanpaolo rappresentata da Corrado Passera - 5,065%, di cui:
- direttamente - 5,051%
- tramite Banco di Napoli S.p.A - 0,009%
- tramite Banca IMI S.p.A. - 0,005%
- Assicurazioni Generali - 3,957%, di cui:
- tramite Generali Vie S.A. - 3,894%
- tramite INA Assitalia S.p.A. - 0,043%
- tramite Toro Assicurazioni - 0,020%
- Banco Popolare - 3,634%
- Gruppo UBS - 3,522%; tramite Ubs Fiduciaria S.p.A.
- Gruppo Merloni rappresentato da Francesco Merloni - 2,090% tramite Merloni Invest S.p.A.
- Sinpar Società di Investimenti e Partecipazioni S.p.A., finanziaria della Famiglia Lucchini - 2,060%
- La missione del Corriere della Sera e' di far credere che tutta l'economia, la societa' e la finanza dipendano, essenzialmente, dalla capacita' di liberarsi di ogni tipo di "lavoro" che si focalizzi sulla produzione industriale, e che il modello ideale e' quello di economia basata sui servizi, nella quale "qualcun altro" deve produrre , ma bisogna stare molto attenti che non si monti la testa. A differenza dei signori di Confindustria, al Corriere credono in famiglie che comprano la casa e si indebitano e mandano i figli a fare l' MBA, quindi non vogliono esattamente un modello di Capanna dello Zio Tom: l'ufficio di Fantozzi e' piu' simile alla visione che hanno della societa'. Nell' ufficio di fantozzi tutti erano buoni e paternalisti verso i dipendenti, e il Visconte Cobram aveva molto a cuore che loro facessero del buono sport, e gli facevano vedere i film per acculturarli, anche se non cosi' di sinistra. Nella visione del Corriere non si deve affatto privatizzare, si deve far entrare la finanza buona nei salotti dello stato, e tenere gli industriali alla porta delle banche. Sono i leggero conflitto con confindustria quando si parla di societa' e di privatizzazioni: le privatizzazioni permettono l'assalto di capitali stranieri, il ridimensionamento e la chiusura, che confindustria ammette -a loro gli spezzatini vanno benissimo- mentre la finanza vuole un recinto protetto. Non per niente se si vende un impianto produttivo allo straniero il corriere esulta, quando entra una banca straniera in Italia il Corriere e' a lutto. Se preferite, immaginateli come la Confindustria della Finanza, solo che il parco buoi non e' una distesa di schiavi negri che lavorano nelle piantagioni di cotone, ma una distesa di consumatori che lavora per mettere i risparmi nelle loro mani.
geopardy 21 settembre 2011
L'articolo è brillante, piacevole e ci dice che dietro l'editoria ci sono determinate lobbies (lo sapevamo già), ma non potrei esprimere un giudizio in merito a tutti i contenuti in esso espressi, poichè, è molto tempo che non mi informo dai giornali.
Ciao
Geo