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COME DELLE GITE SCOLASTICHE A HEBRON ASSOMIGLIANO ALLE VISITE AD AUSCHWITZ

DI GIDEON LEVY
haaretz.com


Così come al ritorno dai viaggi sponsorizzati dallo Stato ad Auschwitz, gli studenti ebrei torneranno da Hebron sentendosi più nazionalisti che mai.

Più della metà degli scolari ebraici in Israele hanno visitato Auschwitz; ogni anno più di 10.000 fanno un viaggio in Polonia o alla Marcia della Vita, un pellegrinaggio nei campi di sterminio. Tornano scioccati e nazionalisti. Questi tour inducono in errore gli studenti piangenti per un momento in cui si avvolgono nella bandiera nazionale, prima e dopo aver buttato giù un Vodka Red Bull nelle loro camere.

Questi programmi riportano indietro migliaia di ragazzi che nulla hanno imparato circa il pericolo del fascismo, che non hanno sentito nulla della morale, dell’umanità e della china scivolosa su cui un regime pericoloso potrebbe abbattere una società compiacente. Solo la fede più cieca nella forza, la xenofobia, la paura di altre e infiammate passioni. Quindi, nella loro forma attuale, queste visite sono opportunità perse il cui danno è maggiore della loro utilità.

Nella foto: studente ebreo ad AuschwitzOra il ministro dell’Istruzione Gideon Sa’ar vuole aggiungere una visita alla Tomba dei Patriarchi a Hebron. Migliaia di ragazzi saranno portati in autobus blindati nella zona di pericolo, accompagnati da soldati e guardie del corpo armate. Un safari a Hebron. Durante la visita, il coprifuoco sarà imposto agli ultimi palestinesi lasciati nel quartiere. Gli studenti saranno spinti frettolosamente nell’antico sito che si ritiene essere la grotta di Machpelah – le tombe dei patriarchi e matriarche che non sono probabilmente sepolti là. Nessuno mostrerà loro quello che c’è intorno. Nessuno dirà loro che cosa è accaduto alle migliaia di persone che vivevano vicino alla tomba.

Le loro guide, le più atroci e violente dei coloni nei territori, non diranno loro che cosa hanno fatto. Essi discuteranno la storia del luogo con selettività sionista. Racconteranno loro del massacro di Hebron del 1929, ma non del massacro di Baruch Goldstein del 1994. Gli studenti vedranno un quartiere fantasma intorno a loro e non chiedere perché è abbandonato, e di chi avevano paura gli abitanti quando sono fuggiti.

Anche qui, come ad Auschwitz, li spaventeranno solo sempre di più. Ad Auschwitz saranno atterriti dai polacchi e a Hebron dagli arabi. Tutti vogliono sempre annientarci. Torneranno da Hebron eccitati per aver toccato le pietre antiche e ancora di più accecati dal non aver toccato le persone che vivevano accanto a quelle pietre. Essi non vedranno nulla e non imparareranno nulla. Come ad Auschwitz, torneranno a casa ancora di più nazionalisti: Hebron per sempre, e la forza delle armi.

Dopo tutto, che cosa avranno da raccontare? Quali sono i messaggi nascosti? Che la santità del luogo significa sovranità. Che il luogo è sacro per noi, ma solo a noi. Che vi è Abramo, ma non Ibrahim. Che il fatto che in questo luogo c’è storia ebraica deve “santificarlo”, anche agli occhi degli studenti laici, che si suppone non hanno nulla a che fare con qualcosa di sacro. Una moltitudine mista di invenzioni, propaganda e messaggi diseducativi.

Se il ministro dell’istruzione fosse fedele al suo lavoro e alla sua immagine come ministro relativamente illuminato, avrebbe organizzato un vero tour di Hebron. Un programma “saliamo a Hebron”? In effetti, ma a condizione che sia tutto incluso: la tradizione ebraica e l’ingiustizia ebraica.

Ciò non accadrà, naturalmente. Se Sa’ar erano onesti, avrebbe anche incoraggiato dei tour del patrimonio culturale per i bambini della scuola araba in questo paese. Lasciate che i bambini ebrei vadano ad Auschwitz e Hebron, e quelli arabi a Deir Yassin e Sheikh Munis. Anche loro si meritano di conoscere la storia del loro popolo e del loro paese. Sarebbe meglio se tutti i scolari israeliani, ebrei e arabi, andassero in tutti quei siti del patrimonio culturale, apprendendo la reciproca sorte. Né una né l’altra cosa accadrà, naturalmente. Invece, abbiamo un ministro dell’istruzione che cerca di avere tutto: sedersi come un liberal al Cafe Tamar di Tel Aviv col laburista MK Shelly Yachimovich, e, come un nazionalista, inviare studenti in viaggio alla Tomba dei Patriarchi occupata.

Ma il problema, ovviamente, non è chi è ministro dell’istruzione. Il problema è quello che stiamo istillando nei nostri studenti, dove stiamo portando loro (e noi stessi) e quello che stiamo dicendo loro lì. Gli studenti di ritorno dalla gita annuale a Hebron saranno studenti peggiori. Impareranno a toccare la storia e a nascondersi dalla realtà. Essi credono che Abramo, il patriarca, è stato sepolto per migliaia di anni a Hebron, ma non impareranno nulla di giustizia e di umanità, che vi sono sepolti un migliaio di volte più profondamente.

Gideon Levy
Fonte: www.haaretz.com
Link: http://www.haaretz.com/print-edition/opinion/how-school-trips-to-hebron-resemble-visits-to-auschwitz-1.343873
17.02.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cuar di ETTORE MARIO BERNI

Pubblicato da Davide

  • Rossa_primavera

    Certo che questi studenti ebrei che hanno la pretesa di visitare i luoghi
    dove sono stati sterminati milioni di loro avi dovrebbero vegognarsi,
    anzi dovrebbe essere loro proibito e si dovrebbe spiegare loro che i
    nazisti sono stati dipinti come cattivi solo perche’ la storia la fanno i
    vincitori,in realta’ Hitler meritava il premio nobel per la pace.
    Anzi in realta’ sono gli ebrei che hanno sterminato sei milioni di tedeschi,
    la storiografia ufficiale yankee sionista vi ha sempre ingannati.

  • Erwin

    Il meccanismo è semplice:alla Storia,come risulta dai documenti e reperti, si sostituisce la favola (le origini fasulle,auschwitz),la “memoria”,dei professionisti della “memoria”.In aggiunta la psicosi collettiva della “imminente nuova $hoah”…

  • keypaxy

    Sono trascorsi 62 anni dalla cacciata del popolo palestinese dalla Palestina, occupata nel 1948 dalle bande criminali sioniste.

    Esse uccisero e bruciarono tutto ciò che era palestinese, costringendo all’esilio e alla dispersione come “rifugiati” centinaia di migliaia di autoctoni: con il termine “Nakba (Catastrofe) palestinese” si indica quel che accadde allora a quelle persone.
    Questa è storia.

  • rasna-zal

    … “Bastardi senza gloria”…

  • calliope

    “We don’t need no education
    We dont need no thought control
    No dark sarcasm in the classroom
    Teachers leave them kids alone
    Hey! Teachers! Leave them kids alone!
    All in all it’s just another brick in the wall.
    All in all you’re just another brick in the wall.”
    Roger Waters

    Bastards With No Glory Grows Up.

    Anche là servono utili idioti per la causa!!!

  • rasna-zal

    Par condicio sull’ironia proposta da Rossa Primavera (1° post):


    (Hitler merita il nobel per la pace) : (gli ebrei hanno sterminato sei milioni di tedeschi) = (Benjamin Netanyahu merita il nobel per la pace) : (Gli israeliani non fanno pulizia etnica in palestina uccidendo migliaia di innocenti)


    Niente scusanti per nessuno, ma vale la pena considerare il contesto storico culturale e i tempi in cui i crimini sono avvenuti:
    Mentre i primi appartengono alla “storia” e nascono nel clima della seconda guerra mondiale, i secondi partono dal ’48, giungono fino ad oggi e continueranno ancora domani se la shoa viene usata come leva sui giovani per alimentare sentimenti nazionalistici.


    Per un giovane tedesco è impossibile anche solo sussurrare nel “Das” (inno Tedesco) le parole “Deutschland, alles del über di Deutschland”, perchè identificano l’erà del Terzo Reich di cui si cerca di dimenticare le infamie compiute.

    Al contrario sugli stessi luoghi che rappresentano la misera elevatezza dello spirito umano, dove la presenza di qualcuno sarebbe giustificata solo dalla sua preghiera di pace, per i giovani israeliani vengono costruiti “santuari” del ricordo dove si rafforza l’orgoglio.


    Cosa rappresenta Auschwitz per gli israeliani?

    Che messaggio incarna per loro se riescono a convivere con il ricordo di quei luoghi e la realtà delle politiche razziali che Israele adotta verso gli arabi palestinesi?


    La shoa è divenuta una dottrina ma, che valore ha se non insegna nulla nemmeno ha chi l’ha subita?

    A che serve, a chi serve questa “memoria”?

    Bastere analizzare l’atteggiamento che hanno i tedeschi (che hanno offeso), con quello che hanno gli Israeliani ex ebrei (che hanno subito), per capire che qualcosa non quadra.

    La faccenda diventa più interessante se andiamo a considerare Hiroshima e Nagasaki e la lezione che ne hanno tratto le ripettive parti, qui esiste un’altra evidente incongruenza.


    Popoli offesi che perseguono la loro “vendetta” e nazioni vincitrici che perseverano nella loro arroganza, agli altri l’onere e il dovere della memoria…
  • keypaxy

    Ottima analisi.
    Condivido totalmente.

  • Iacopo67

    E intanto l’Egitto, dopo aver lasciato passare le navi iraniane, ha riaperto il confine con la striscia di Gaza: finalmente quei palestinesi potranno ricevere aiuti, cibo, medicine, potranno uscire dalla striscia e andare in Egitto, e commerciare con l’estero.
    Il nuovo regime egiziano evidentemente non è così filoisraeliano come Mubarak.

    http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gcNXuxDGjVonzfxkWAV1lnZ1CxBA?docId=CNG.fe923605159ddf42b506b51390842eaa.5d1

  • cardisem

    200.000 persone in Germania dal 1994 ad oggi sono state penalmente perseguite solo perchè la pensano diversamente su questioni ormai storiche, per reati di opinione. Io direi: lasciamo pure stare se fu o non fu nel modo che si pretende e si impone come dottrina ufficiale e religione di stato. Chiediamoci: ma se fu, perché accadde?

    Io credo che la risposta vera, approfondita cioè e non banale, a questa domanda, riapra la questione su un terreno che se dovrà pure venire sanzionato penalmente comportera una visione della storia umana che è solo quella contenuta nella Bibbia: tutto quello che non è ebraico è “idolatrico” e dunque condannabile, massa damnationis, che come nel caso dei cananei abitanti abusivi della Terra Promessa dovranno venire “sterminati” per presunto comando divino.

    Un simile Dio ha qualcosa a che fare con noi? ed il suo esclusivo presunto Patto con gli ebrei, il “suo” popolo, dovrebbe riguardare anche noi? Ho detto impropriamente “popolo”, ma è davvero così? Shomo Sand e altri non insegnano proprio nulla?

    È stata mai data una risposta soddisfacente al quesito di Bernard Lazare: ma se in migliaia di anni tutti i popoli con cui gli ebrei (religione o societas simulata) hanno avuto dissidi più o meno forti, non è che la ragione possa trovarsi negli ebrei stessi?

    Insomma, io non la bevo. Il problema però è che non mi lascia pensare liberamente quello che mi viene naturale e spontaneo pensare…

  • Rossa_primavera

    Alt un momento:il reato d’opinione,sono perfettamente concorde con te,
    e’ una mostruosita’ giuridica:ciascuno di noi ha diritto ad avere le
    proprie opinioni anche se sbagliate,non si puo’ perseguire una persona
    penalmente perche’ ha una visione distorta della storia.Sono anche
    pienamente d’accordo sul fatto che gli ebrei abbiano dimostrato di
    essere nel corso della storia dei veri e propri “rompiballe” e certo il
    fatto che si definiscano il popolo eletto non me li rende simpatici,anzi.
    Detto questo occorre notare che e’ in atto da sempre da parte della
    destra e ultimamente da una certa parte della sinistra filoaraba un
    tentativo di negare l’Olocausto o di ridimensionarlo infinitamente nella
    speranza di togliere leggittimita’ allo Stato di Israele.E questa scusami,
    e’ una cosa schifosa perche’ si nega per fini puramente politici che
    milioni di poveracci siano stati deportati,torturati e uccisi nei lager
    nazisti.Se oggi Israele tiranneggia i palestinesi non per questo i morti
    ebrei dei lager tornano in vita:milioni erano e milioni saranno sempre,
    poco importa se 4,5 o sei.Non c’e’ assolutamente legame tra i due
    avvenimenti storici.Inoltre ti ricordo che Israele occupa i territori
    cosiddetti occupati in seguito a due guerre nelle quali fu aggredita e
    non aggressore,non dimentichiamo questo particolare a chi propone
    continuamente assurdi paragoni tra la Germania di Hitler e Israele.
    Come ha detto una persona non sospettabile di simpatie sioniste,il
    leader cubano Fidel Castro di estrazione ideologica marxista,nessun
    popolo nel corso della storia ha mai subito nemmeno qualcosa di
    simile e paragonabile all’Olocausto,ricordiamolo sempre.
    Il negare questo non e’ un crimine in termini giuridici ma una cosa
    schifosa ed abbietta dal punto di vista etico morale.

  • Rossa_primavera

    Il resto del ragionamento l’ho seguito ed apprezzato,ma,scusa,mi sfugge il nesso tra questione ebraica ed Hiroshima o Nagasaki.

  • Erwin

    La “negazione” della versione ufficiale del preteso olocausto ebraico ha il suo INIZIO nella figura di un francese ,socialista,ex comunista,partigiano,internato in 2 lager tedeschi:Paul Rassinier.
    Si legga il suo “la MENZOGNA di Ulisse”.
    La casa editrice che ha dato alle stampe i testi “negazionisti” è francese e comunista “La Vieille Taupe “.
    Addirittura il fascista Bardeche CREDEVA alla favola delle “gas kammern”!
    Quindi NON è…“in atto da sempre da parte della destra e ultimamente da una certa parte della sinistra filoaraba un tentativo di negare l’Olocausto “!

    Questa affermazione è storicamente infondata.

  • Erwin

    La “negazione” della versione ufficiale del preteso olocausto ebraico ha il suo INIZIO nella figura di un francese ,socialista,ex comunista,partigiano,internato in 2 lager tedeschi:Paul Rassinier.
    Si legga il suo “la MENZOGNA di Ulisse”.
    La casa editrice che ha dato alle stampe i testi “negazionisti” è francese e comunista “La Vieille Taupe “.
    Addirittura il fascista Bardeche CREDEVA alla favola delle “gas kammern”!
    Quindi NON è…“in atto da sempre da parte della destra e ultimamente da una certa parte della sinistra filoaraba un tentativo di negare l’Olocausto “!

    Questa affermazione è storicamente infondata.

  • Rossa_primavera

    Infatti la frase era riferita alla sinistra filoaraba di cui l’autore da lei
    citato non fa parte.Mi spiace per lei ma l’affermazione e’ fondatissima.

  • Rossa_primavera

    L’autore,se cosi’ si puo’ chiamare,da lei citato non fa infatti parte
    della sinistra filoaraba la quale ha cominciato a sparare a zero su
    Israele solo dopo l’occupazione dei territori in seguito ad una guerra
    in cui fu aggredita e non aggressore.

  • Erwin

    La matrice del “negazionismo” è in Rassinier,quindi ben a sinistra.Addirittura dagli anni ’50. L’occupazione e la guerra sono solo dettagli.

  • Rossa_primavera

    La guerra un dettaglio?Una definizione che nemmeno Clausewitz
    avrebbe dato.

  • Erwin

    Considerata la fondamentale importanza del cosidetto olocausto ebraico nel NWO del post ’45,la guerra ,appunto dei 6(!)giorni, cosa può rappresentare?
    Meno di un dettaglio…una piccola nota a piè di pagina,forse.

  • rasna-zal

    “Popoli offesi che perseguono la loro “vendetta” e nazioni vincitrici che perseverano nella loro arroganza, agli altri l’onere e il dovere della memoria…”


    Semplicemente un parallelismo, non tanto sulle tragiche realtà che hanno subito i due popoli (ebreo e giapponese) nell’ambito, tra l’altro dello stesso periodo storico.

    Quanto sulle conseguenti mutazioni sociali ed ideologiche che entrambi gli eventi hanno portato tra le parti in causa.


    I giapponesi possono ritenersi offesi dagli eventi che hanno subito alla stregua degli ebrei, eppure hanno “metabolizzato” la tragedia in maniera diametralmente opposta.


    Lo stesso dicasi delle parti che si sono “sporcate” le mani di sangue innocente, tedeschi e americani, i primi ancora pagano il loro crimine gli altri hanno un arsenale nucleare e l’arroganza di essersi imposti come “polizziotti” del globo, alimentando la loro industria bellica e scegliendosi o inventandosi un nemico nuovo ogni quando gli pare.


    Il resto del mondo però, venera o è costretto a venerare il nuovo dogma del sacrificio dei figli di dio, che si sono immolati per cosa?

    Pretendono di sostituirsi a Cristo sulla croce, mettiamo che ci vada anche bene (giammai!), cosa insegna questo olocausto?

    Quali i valori che trasmette?

    Questo sacrificio di genti è vanificato dalle azioni e dai comportamenti degli stessi promotori che pretendono di imporlo come monito-dogma a tutti gli altri.

    Quindi è solo propaganda per sciocchi che non sanno vedere che chi vende pace promuove anche la guerra.


    10.000 ragazzi ebrei all’anno visitano i posti dell’olocausto: impossibile non sorga in loro un sentimento pacifista, anche ammettendo come plusibile una manipolazione delle coscenze, cosa si dovrebbe pensare della maggioranza degli israeliani?


    E’ evidente che i figli dei giapponesi sanno trarre più insegnamenti dalle loro tragedie di quanto ne siano capaci i figli degli ebrei israeliani dalle proprie; possibile che siano i giapponesi il Popolo Eletto?
  • cardisem

    Se vuoi che ragioniamo liberamente e civilmente, son qui per servirti.

    Schematicamente:

    a) Quando parli di “legittimità” dello Stato di Israele dovresti precisarmi meglio di cosa parli e cosa intendi. Sì, parli direi inutilmente di guerre, di aggressori e aggrediti. Sul tema della “legittimità” dovresti però considerare un arco storico ben più ampio di una singola fase di un conflitto che supera il secolo. Incomincia esattamente quando dal 1882 e via via sempre più massicciamente, a partire dalla dichiarazione Balfour (la cui storia nota e meno nota andrebbe ricostruita e divulgata) inizia un processo di immigrazione e colonizzazione che si distinge da tutti gli altri che io conosca ed è unico nel suo genere, almeno tra i casi ancora storicamente esistenti.

    Non vi può essere nessuna “legittimità” nella pretesa di insediarsi in casa altrui, volendone scacciare, uccidere, negare i legittimi inquilini e proprietari.

    È questo esattamente quello che è successo e tuttavia continua a succedere in Israele, che per giunta nega il “diritto al ritorno” a chi ancora conserva non metaforicamente le chiavi della casa da cui fu materialmente scacciato nella pulizia etnica del 1948, durante la quale la Palestina fu “ripulita” del 50 per cento dei suo abitanti storici.

    E dunque per favore di quale “legittimità” stiamo parlando? Io credo che Israele meriti maggiormente quel concetto di “Stato criminale” che Jaspers pensava di poter applicare allo stato nazista, quando giò ancora ne l 1953 Israele teneva i campi di concentramento che erano stati chiusi in Germania. Rispondi, se puoi.

    “Olocausto”. Intanto vi è un problema di terminologia. Il termine ha valenza religiosa e teologico-politico. Nella vera e propria guerra di persecuzione e sterminio morale, civile, politico contro i cosiddetti “negazionisti” si fa deliberatamente confusione della questione, come se i cosiddetti “negazionisti” negassero l’esistenza stessa dei campi di concentramento, cosa che assolutamente non è. Le questioni controverse sono tre: a) numero esatto delle vittime, dove il numero di 6.000.000 ha un valore magico-cabalistico e non può essere discusso; b) il mero fatto tecnico delle camere a gas; e più importante di tutti a mio avviso: c) la “intenzionalità” dei decessi che comunque vi sono stati e che nessuno nega.

    Quale che sia la “verità” cui credere, noi non la possiamo conoscere se non è assicurato il libero contradditorio delle persone che professionalmente o con interesse e impegno di studio e di ricerca si occupano di queste cose, che a mio avviso sono molto meno importanti della risposta al Perché la cosa sarebbe successa. Un perché deve necessariamente esserci. Ed è ancora meno grave del fatto che ad oltre 65 anni dei fatti successi nessuno è libero di poterne parlare.

    Della faccenda, tu stesso, propriamente di tua propria scienza e coscienza cosa ne sai? Quello che sai è farina del tuo sacco? O hai attinto da qualche parte?

    Infine: Questa estate, nei Sudeti, sono stato ospite in case che erano state dei tedeschi scacciati nella stessa epoca dei campi di concentramento di cui parliamo. Mi ha molto ma molto impressionato (tacendo per non turbare i miei squisitissimi e degnissimi ospiti) il riconoscere piccole suppellettili con scritte ancora in lingua tedesca. Sono sempre incondizionatamente per l’uomo, per la sua dignità, per la sua incolumità, non importa se ebreo, musulmano, nero, giallo, rosso, ma come è che la nostra “pietà” deve valere di più per gli uni e di meno per gli altri.

    Concludo: nessun spirito polemico da parte mia. Se sei in grado di rispondere seriamente alle questioni, mi avrai dato un contributo di riflessione del quale ti sarò grato.

  • rasna-zal

    Esprimi concetti moralistici ma,

    “ciascuno di noi ha diritto ad avere le proprie opinioni anche se sbagliate,non si puo’ perseguire una persona penalmente perche’ ha una visione distorta della storia

    “togliere leggittimita’ allo Stato di Israele”

    “Non c’e’ assolutamente legame tra i due avvenimenti storici” [tra lo sterminio e l’atteggiamento israeliano nei confronti dei palestinesi]


    non ti suonano faziosi?
  • Rossa_primavera

    Ragionando civilmente ti dico questo:ho scritto che la destra e una
    certa sinistra filoaraba vogliono togliere legittimita’ allo stato di Israele
    attraverso la negazione dell’Olocausto e che questa e’ un’operazione
    indegna e vergognosa,ma sulla legittimita’ dello stato di Israele nutro
    le medesime perplessita’ che nutri tu.Ma l’illegittimita’ di tale stato
    scaturisce dalle discutibili modalita’ in cui e’ nato,cioe’ tramite una
    chiara forzatura delle superpotenze vincitrici della seconda guerra
    mondiale,non dal fatto che l’Olocausto non sia esistito.
    Sono anche d’accordo con te sul fatto che una verita’ storica non si possa imporre con leggi o sanzioni:chi vuole negare l’Olocausto deve
    poterlo fare in assoluta’ liberta’ o anche in assoluta malafede,il concetto
    di reato ideologico e’ giuridicamente ridicolo.E concordo anche in parte
    su quanto da te detto sul comportamento spesso criminale della Tsahal
    nei territori occupati e zone limitrofe.Anche se non e’ necessario che
    ti ricordi che tali territori sono stati occupati in seguito ad una guerra
    in cui gli ebrei furono aggrediti e non aggressori e questo particolare
    non e’ un dettaglio:Gaza sarebbe sempre stata egiziana se l’Egitto
    non avesse attaccato Israele e perso poi la guerra,non dimenticarlo.
    Spero di essere stata chiara nell’esposizione del mio pensiero,in pratica
    sono concorde con te su praticamente tutto,visto che tu non mi sembra
    abbia negato l’Olocausto,l’unica cosa che mi lascia perplessa e’
    l’accostamento tra Germania nazista e Israele,i due grandi nemici
    storici:resto convinta che il male fatto al mondo dai nazisti resti di
    gran lunga insuperato ed insuperabile,anche se devo dire che Stalin
    ha fatto il suo tentativo,comprese le politiche persecutorie contro gli
    ebrei.Un saluto e grazie per la conversazione’spero di aver risposto
    alle tue domande

  • Rossa_primavera

    Rispondo sinceramente:la prima non mi sembra affatto faziosa,la seconda ,attenzione, non vuole dire che israele e’ uno stato legittimo,vuol dire solo che la sua illeggittimita’ deriva dalle modalita’ in cui e’ nato e non certo dal fatto che l’Olocausto non e’ esistito.La terza
    vuole solo dire,forse mi sono espressa male,che se anche gli ebrei oggi
    si comportano male,come avviene,questo non significa che lo sterminio
    e la Shoah siano un’invenzione:loro li usano a loro volta come pretesto
    per perseguitare ma questo e’ un altro discorso ancora.
    Mi devo scusare per non essere stata chiara,spero di esserlo stata
    maggiormente ora.

  • Rossa_primavera

    Sei nazioni che dichiarano guerra contemporaneamente e tentano di
    invadere uno stato limitrofo una piccola nota a pie’ di pagina?Mah

  • Erwin

    Se confrontata con la guerra di ricatto “morale”,politico, finanziario contro l’Europa,tramite l’ imbroglio del preteso olocau$to ebraico,decisamente una noticina.

  • Rossa_primavera

    La morale non uccide le bombe e i razzi si.

  • Rossa_primavera

    Mi perdoni ma il parallelismo ebrei giapponesi e’ improponibile almeno
    per quanto riguarda la seconda guerra mondiale:i secondi furono quelli,
    con la Germania,che scatenarono quell’evento con un proditorio e
    vigliacco attacco senza preventiva dichiarazione di guerra agli Stati
    Uniti,perseguirono una politica imperialista e di supremazia razziale coi
    popoli confinanti,mangiarono addirittura alcuni prigionieri in senso di
    spregio.Mi scusi la brutalita’ ma le due bombe atomiche furono la logica
    conseguenza alle loro ignobili azioni.Gli ebrei ai tempi non erano nemmeno una nazione,erano confinati nei ghetti quando andava bene,
    quando andava male venivano deportati e gasati.I giapponesi nella
    seconda guerra furono prima carnefici e poi vittime,gli ebrei furono
    solo vittime.Oggi chiaramente il discorso e’ diverso.

  • Erwin

    Infatti il ricatto morale,del non avvenuto olocausto,non ha ucciso col piombo,solo lo spirito europeo.Non a caso siamo servi di usraele ,dei suoi interessi e delle sue guerre.Non a caso si limita la libertà di ricerca e pubblicazione degli studi revisionisti!Ne va della sopravvivenza del NWO usraeliano!

  • rasna-zal

    Questo è quello che ho detto:

    “un parallelismo, non tanto sulle tragiche realtà che hanno subito i due popoli (ebreo e giapponese) nell’ambito, tra l’altro dello stesso periodo storico.
    Quanto sulle conseguenti mutazioni sociali ed ideologiche che entrambi gli eventi hanno portato tra le parti in causa.


    non mi sembra di aver tirato in ballo questioni storiche ma solo considerazioni a livello culturale e sociale.


    Vedo tra l’altro che i libri di scuola li conosci benissimo: la lezione di storia l’hai imparata bene.


    Non posso “scusarti la brutalità” non esiste scusa per chi vuole cercare di sminuire un crimine di guerra mentre tenta di metterne in evidenza un altro; questo si chiama giudizio di parte.


    L’atomica “una logica coseguenza”…

    … come fai ad accostare la parola “logica” con l’assurdità che deriva dall’idea dell’utilizzo di un simile strumento di morte? Ah, già… anche la mistificazione segue un suo filo logico…