COME ABBIAMO FATTO A SOPRAVVIVERE ?

COME ABBIAMO FATTO A SOPRAVVIVERE ?

DI MASSIMO FINI

gazzettino.it

"Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag. Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale. Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo. Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte, alle prese. Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco. Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale. Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari, cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile.

Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi. Condividevamo una bibita in quattro, bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, Xbox, videogiochi, televisione via cavo 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computer, chatroom su Internet. Avevamo solo tanti, tanti amici. Uscivamo, andavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello semplicemente per vedere se lui era lì e poteva uscire. Sì! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita, non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non subivano un trauma. Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né di iperattività, semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno, perché gli insegnanti avevano sempre ragione. Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità e imparavamo a gestirli. E allora la grande domanda è questa: come abbiamo fatto a sopravvivere noi bambini degli anni ’50 e ‘60, a crescere e a diventare grandi?".

Questo ‘mantra’ circola da qualche settimana su WhatsApp. L’autore, certamente un uomo in età, è ignoto, come ignoti quasi sempre sono gli autori di certe barzellette fulminanti che nascono in genere negli ambienti impiegatizi da qualcuno che, per non morire di noia, dà libero sfogo alla propria fantasia.

L’obbiettivo sarcasticamente polemico dell’Autore Ignoto è lo Zeit Geist, lo spirito del tempo, la pretesa di mettere tutto ‘in sicurezza’, ‘a norma’, omologato da rigidi protocolli. Non siamo più in grado di accettare il rischio, l’imprevedibile, l’imponderabile, il Caso che i Greci chiamavano Fato. Ma in questa pretesa di controllare in tutto e per tutto la vita finiamo per non viverla più.

Io mi identifico totalmente nell’Autore Ignoto che offre una serie di spunti che mi spiace di non poter qui sviluppare. Sono anch’io ‘un ragazzo degli anni ‘50’, la nostra ‘educazione sentimentale’ è stata sulla strada e, sia pur fra qualche rischio e pericolo, ci ha insegnato, fra le altre, una cosa fondamentale: il principio di responsabilità (nel ‘mantra’ è l’accenno al ragazzino che si rompe un osso facendo a bastonate in una lotta fra bande o al ripetente). Oggi bambini o, peggio, adulti che si sia, la colpa è sempre degli altri, di un’infanzia difficile, della scuola, degli insegnanti, delle cattive compagnie, del ‘così fan tutti’. Quel principio di responsabilità che da tempo è venuto meno nella società italiana, in particolare nella classe politica ma anche fra i ‘very normal people’, e che è uno dei motivi principali, se non addirittura il principale, della nostra difficoltà a vivere insieme.

Massimo Fini

Fonte: http://www.ilgazzettino.it

14.11.2014


Commenti (51)

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    1. Merlin 16 novembre 2014

      mantra? non ho mai fatto uso di social network e trappolette simili ma a me sembra una constatazione banale nonché vera. Nacqui nel primo dopoguerra e ricordo tutto. ciao

    1. Tonguessy 16 novembre 2014

      Un commentatore dice che l'informatica ha rovinato tutto. Vero, ma le auto? Da piccolo mi lanciavo con un carrettino a tre ruote (cuscinetti a sfere rimediati) dal cavalcavia e giù a perdifiato. Impensabile con le auto di oggi che sfrecciano dappertutto. Dietro a casa mia c'era un campetto dove si giocava a pallone. Quel campetto oggi non c'è più, la lottizzazione se l'è mangiato, e ci sono tante belle auto parcheggiate sotto alle villette a schiera. I miei figli non andranno mai in un campetto incolto, per il semplice motivo che non ce ne sono. Le strade di una volta diventavano luoghi di gioco, oggi questo non è possibile e per un semplice motivo (oltre al numero esagerato di auto circolanti): le auto pagano il bollo, i miei figli no. Quindi le auto, in questo mondo di venduti, hanno più diritti dei miei figli. E questo è un semplice dato di fatto. Una volta i figli avevano più diritti della auto.

    1. Nauseato 16 novembre 2014

      Be'… risalendo dalle guerre puniche ai nostri giorni troveremo sempre generazione dopo generazione i "nonni" lamentarsi per i tempi andati quando tutto era "meglio" e non corrotto come l'attuale. È quasi un luogo comune.


      Ma se questa può essere considerata una costante, altrettanto è costante che ci sia e sempre ci sarà, chi sta a disquisire del dito e non volge lo sguardo alla luna...

    1. RenatoT 16 novembre 2014

      Si ma erano anni in cui il cancro veniva a 1 persona su 50... non una su 3 come oggi.

    1. dcaput 16 novembre 2014

      I problemi sono cominciati, spiace dirlo, con l'informatica e poi con la telematica. Beninteso, so benissimo quali siano i vantaggi di questa tecnologia: ci ho lavorato a lungo nel settore. Tuttavia, il danno di questa tecnologia non è stato nel campo della produzione (anzi, ha migliorato i processi produttivi), ma lo è stato nel campo sociale.
      Prima dell'era digitale si scriveva a mano la letterina alla fidanzata lontana e si spediva con il francobollo. La risposta arrivava dopo un mese ed era bellissimo ricevere la lettera di carta che sapeva ancora del suo profumo.
      Se si scriveva un report per lavoro, lo si faceva sull'olivetti 32, se si sbagliava si accartocciava il foglio e si ricominciava. Nessuno si incazzava se il report tardava di un giorno.
      Si andava a telefonare alla morosa al telefono a gettone e la si aspettava all'uscita di scuola o sottocasa senza aver bisogno di sms o di cellulari. Non esisteva facebook (la peggiore invenzione della storia recente), ci si incontrava al bar o al parco nella piazza del paese e ci si diceva tutto faccia a faccia e la coscienza politica aumentava e si diffondeva sulle gambe e la testa della gente, non attraverso le parole sconclusionate di FB.
      Quei tempi erano assolutamente migliori. Non c'è paragone.

    1. ilsanto 16 novembre 2014

      Siamo sopravvissuti ne più ne meno di come fanno ancora oggi un sacco di persone in giro per il mondo.

      Per la responsabilità invece come siamo cresciuti conta poco niente infatti chi adesso è al potere veniva proprio da quelle esperienze e quindi è ininfluente.
      Vedo invece una probabile causa nella burocratizzazione elefantiaca e nella crescita abnorme di leggi ed avvocati e corruzione.
      Un solo esempio : scrivo al comune una lamentela sui tombini intasati, vengo rimbalzato all'AMGA, che mi passa all'AMIACQUE ( stranamente una spa privata che gestisce l'acqua e le fogne di milano e provincia ) ma l'acqua non doveva essere pubblica ? boh comunque il risultato e che la spa non risponde e quindi ? il comune comunque si è deresponsabilizzato mica è colpa sua se una ditta privata non risponde no ? ed io mica posso correre dietro alle scatole cinesi poi uno si stanca e rinuncia ai suoi diritti.
      Come sempre se ci sono troppi attori si scarica su altri e la colpa non è mai di nessuno !
      Del resto secondo voi servono i carabinieri per certificare che un impiegato del comune non è sul posto di lavoro ma risulta che ha timbrato ( ovviamente il collega ) non lo vede il suo diretto superiore ? forse dormiva ? o forse non vuole prendersi la responsabilità ? e allora che lo paghiamo a fare ?
      E tutti i falsi invalidi che prendono la pensione ? dico io ma c'è 1 dico un medico che sta marcendo nelle pubbliche galere per aver certificato l'invalidità falsa ?
      Alla fine viene fuori che è colpa dei cittadini che costruiscono dove non dovrebbero, che è colpa degli elettori che votano male, che è colpa mia perchè la legge non ammette ignoranza, che se sbaglia il commercialista comunque sei tu il responsabile ..... a ecco adesso ho capito sono io il responsabile di tutto stò sfacelo e c...o ma allora perchè mi dissanguo a pagare tutta sta gente.

    1. consulfin 16 novembre 2014

      pienamente d'accordo. Diciamo che, come c'è chi si piange addosso perché "questo è un paese di merda" senza sapere cosa si fa ai nostri confini, c'è anche chi dice che quelli odierni "sono tempi di merda" perchè volge lo sguardo nostalgico alla sua infanzia e vede che è tutto diverso. Che questa diversità faccia parte di noi? Non è dato sapere.
      Una sorta di "cronofilia" da affiancare all'esterofilia

    1. consulfin 16 novembre 2014

      Tutto vero. Ma c'è un "MA": sono proprio i "ragazzi degli anni Cinquanta" e anche degli anni Sessanta a voler mettere tutto in sicurezza!

    1. Allarmerosso 16 novembre 2014

      Sarà ma io sono dei primissimi anni 80' (81 per l'esattezza) e posso sottoscrivere quanto scritto sopra, mi rispecchio in quanto detto senza dover andare fino agli anni 5060 ....
      forse che la mia generazione sia l'ultima che ha vissuto così ....



    1. mago 16 novembre 2014

      Abbiamo esportato i nostri mali e schifezze facendoli passare per progresso,non che li siano stati tutti santi uomini fin dai tempi,non vorrei scivolare nella retorica ma dai nativi americani agli aztechi indios dove siamo andati abbiamo sempre fatto casini,poi resto del parere che solo la nostra estinzione salverà questo pianeta.

    1. RenatoT 16 novembre 2014

      Non credo che chi stampa soldi e li presta agli Stati abbia bisogno di controllare il denaro. Quello che stanno controllando è la crescita smisurata, la fine delle risorse e l'inquinamento.


      Per come la vedo io, il denaro, è su un layer inferiore... serve ad avvelenare le menti ed ad agevolare la riduzione della popolazione.
    1. neroscuro2014 16 novembre 2014

      Sembra un attacco di senilità, della serie: si stava meglio quando si stava peggio.
      Tuttavia un po' di riflessioni le suscita tramite alcuni confronti tra presente e passato nel gestire il rischio, i limiti personali, l'istruzione e il diventare grandi. Molte cose sono diventate impossibili perché è sorta una "degenerazione da causa civile" protesa ad individuare i cosiddetti responsabili, a volte semplici capri espiatori, per ottenere risarcimenti milionari e vivere di rendita. Qualsiasi sia la vostra attività, che la svolgiate bene oppure male sapete sempre che in caso di incidente, a seconda di come la vicenda viene ricostruita in un'aula di tribunale potreste trovarvi graziati seppure colpevoli o condannati anche se innocenti. Questo sempre che la causa non si protragga per decenni.
      Di recente hanno prima condannato e poi assolto i tecnici della protezione civile che gestirono il pre-terremoto de l'Aquila. Una farsa. Così come è grottesco che un'insegnante di educazione fisica sia stata condannata a 4milioni di risarcimento, che mai potrà guadagnare, per un disgraziato incidente che ha messo una ragazza su una sedia a rotelle. Al contempo se in una casa ci sono tre persone, una viene uccisa, ma i due rimanenti si accusano a vicenda, beh, nessuno va in galera!
      A quale parvenza di libertà una società può aspirare, se non esiste un concetto chiaro e applicabile di responsabilità (vanno di pari passo), che infatti deve sempre essere filtrata e decisa CASO PER CASO dai giudici? Il risultato è la paranoia (se si ha qualcosa da perdere), altrimenti "chissenefrega?" dei peggiori, il rallentamento e il blocco di ogni attività.

    1. giannis 16 novembre 2014

      mi viene in mente che in oriente stanno facendo di peggio : in asia nei secoli scorsi spiritualmente erano avanti agli occidentali e adesso tutti in fabbrica a produrre cose inutili e a rincoglionirsi , evvaiii

    1. Giovina 16 novembre 2014

      :)

    1. modo16 16 novembre 2014

      Fini, 30 gocce di lexotan e dormi come un pipino..

    1. mago 16 novembre 2014

      Siamo dei primitivi,siamo regrediti nel campo spirituale,abbiamo lasciato la strada per cui eravamo destinati e ci siamo condannati ad una neanche poi tanto lenta ma inesorabile fine....

    1. mazzam 16 novembre 2014

      ...disse, mentre lanciava l'IPad dal balcone..

    1. giannis 16 novembre 2014

      Concordo , e tutto per i schifosissimi soldi , ma le leggi dell' universo
      ci stanno facendo capire che avere tanti soldi non fa stare bene....come dire
      che la ricchezza economica e' stata un abbaglio

    1. sandrez 16 novembre 2014

      ...poi apparve la tv e poi i "social" media...

      http://allhumorpic.com/wp-content/uploads/funny-Quino-television-sheep.jpg [allhumorpic.com]

    1. giannis 16 novembre 2014

      Troppo benessere ci ha fatto male , ben venga la poverta'

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