COLUI CHE GLI DEI VOGLIONO DISTRUGGERE

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI GIANLUCA FREDA



“E’ questo che ci succede? Una vita di conflitto, senza tempo per gli amici... così che quando è finita solo i nostri nemici portano rose.”

(Alan Moore, Watchmen)

“Si nasce incendiari e si muore pompieri”, diceva un sindacalista mia vecchia conoscenza. Questo blog aprì nel 2006 a pochi giorni dalle elezioni politiche, nelle quali speravo di assistere ad una sconfitta irrimediabile e schiacciante del centrodestra berlusconiano, che in cinque anni di governo mi aveva disgustato al di là di ogni limite. Ora che Berlusconi e la sua corte di lestofanti sembrano davvero sull’orlo dell’evaporazione politica, ecco che imprevedibilmente mi tocca difendere il nano priapeo, negando a me stesso anche la modesta gioia di assistere alla sua esecuzione. La vita è strana e ci conduce per sentieri inattesi.



Pare che i colloqui di Berlusconi con Obama, a cui facevo riferimento qualche giorno fa, non siano andati bene. Lo deduco dall’incarognirsi della campagna di diffamazione che il capo del governo ha trovato ad attenderlo al suo ritorno in Italia. Una campagna diffamatoria di stampo sessual-scandalistico, di chiara impronta anglosassone, mai vista con intensità tale nel nostro paese. Praticamente, una firma. Altri festini, altre veline, altre mutandanti bagasce fotografate in compagnia del boss e schiaffate sulle splash page dei quotidiani incartapesce come Repubblica. Mi sembra piuttosto evidente che i burattinai di Obama, a prescindere dai sorrisi sfoderati nel meeting, non siano rimasti soddisfatti degli inchini e delle affettate promesse di collaborazione del liftato e abbiano impartito ai loro sicari mediatici un ordine preciso e definitivo: buttatelo ai pesci. Berlusconi è troppo imprevedibile.Fin dal 1994 ha dato del filo da torcere ai progetti americani di sostituire l’intera classe politica italiana con servitorame USA in livrea. Non ha voluto piegarsi più di tanto alle pressanti richieste di “riforme” periodicamente ripetute dall’FMI. Non ha mosso un dito a favore della FIAT durante il duello con Magna, nonostante sapesse benissimo dell’intenzione americana di trasformare il brontosauro torinese in una testa di ponte industrial-finanziaria americana in Italia. Anzi: non ha mosso un dito proprio per questo. Ha insistito ad intrattenere ottimi rapporti con Russia, Libia e Iran, nonostante le diffide d’oltreatlantico. Ha giustificato la reazione russa in Georgia, rendendo chiara la sua scarsa fedeltà al progetto di New World Order stilato dagli USraeliani. Ha favorito accordi tra l’Eni e la russa Gazprom, mettendo a repentaglio la signoria energetica USraeliana in Europa, così faticosamente costruita dall’11 settembre in poi. Dulcis in fundo ha invitato in Italia Gheddafi che ha osato paragonare Reagan al povero Bin Laden, il quale dovrebbe mangiarne di pappa per arrivare a quei livelli. Il suo destino, a questo punto, sembra segnato. La ridicola promessa di rimpinguare il contingente italiano in Afghanistan con qualche altro cazzone pronto a sparacchiare sulle ambulanze si è rivelata pateticamente insufficiente a placare l’ira dei signori del mondo. E’ dal 1994 che i media filo-USA cercano di tenere a bada Berlusconi lanciandogli contro i molti scheletri del suo luridissimo armadio. E’ dal 1994 che lo avvertono: “stattene buono e ubbidisci, altrimenti...”. Stavolta, a giudicare almeno dalla virulenza della campagna di stampa, sembra che l’epoca degli avvertimenti sia finita e che i sicari siano pronti a sferrare il colpo di grazia.

Berlusconi non è un salvatore della patria. Da quando è entrato in politica si è interessato unicamente dei propri affari personali, mettendo sotto le suole rialzate dei suoi calzari tutto ciò che rischiava di limitare il suo business, popolo italiano compreso. Questa è la differenza principale tra lui e il centrosinistra. Berlusconi sfrutta la politica per realizzare il proprio tornaconto. La sinistra sfrutta la politica per realizzare il tornaconto di potenze straniere, alle quali, dopo il crollo dell’URSS, si è prostrata in ginocchio implorando di aver salva la vita. Senza il sostegno e le direttive USraeliane, la sinistra cesserebbe di esistere. Senza il sostegno e le direttive USraeliane, Berlusconi, invece, continuerebbe ad esistere e ne guadagnerebbe in salute. Per questo ai padroni non piace. Per questo va messo nell’impossibilità di nuocere.



Tuttavia, non è facile linciare Silvio Berlusconi. Nel vasto carnet di bersagli da eliminare scritto nell’agenda dei dominanti, egli non è esattamente una sitting duck. Possiede giornali, TV e mezzi d’informazione, non certo onnipotenti, come si vorrebbe far credere (altrimenti non si spiegherebbe come mai egli sia stato e sia tuttora il politico italiano più bersagliato e infamato dagli apparati di propaganda), ma che si sono mostrati perfettamente in grado – finora – di reagire agli attacchi. La forza di Berlusconi è il suo esercito di giornalisti formati nel culto della personalità del capo. La debolezza di Berlusconi sta nel fatto che i suoi giornalisti sono dei babbei. Vivono di manicheismi e dicotomie d’inaudita scemità, risalenti all’epoca di Don Camillo e Peppone. Pur di rendere pan per focaccia alla “sinistra”, che reputano l’unica spina nel fianco del boss, hanno magnificato ed esaltato per anni il modello politico USA e l’American way, la quale nel loro immaginario sessantottesco costituirebbe il nemico naturale del comunismo che essi continuano a vedere presente e radicato nella società italiana così come a Medjugorie si vede la Madonna. Quando Berlusconi viene attaccato dalla stampa anglosassone (ormai con cadenza quotidiana e con modulazioni sempre più incomposte) la loro costante giaculatoria è: “la sinistra aizza la stampa estera contro Berlusconi”. Non capiscono che è esattamente il contrario: è il mondo della finanza e della politica anglosassone, inglese e americana, che si serve di ciò che chiamiamo “sinistra” per togliere di mezzo un intralcio ai loro progetti. Americani e israeliani non sono affatto nemesi della “sinistra”, ma i loro intransigenti datori di lavoro. Gli scribacchini di Berlusconi non vedono il nemico. O forse lo vedono benissimo, ma ormai, dopo anni di estasiati panegirici, non possono più invertire la rotta senza perdere la faccia. Come tutti gli idioti, andranno incontro al loro carnefice sorridendo e tendendo la mano, perché ammettere di essersi sbagliati e ricostruire dalle fondamenta il proprio mondo ideologico è troppo faticoso e doloroso. Una coltellata in pieno petto provoca molto meno dolore: dieci brevi minuti di agonia ed è finita.



La situazione è ormai così degenerata che perfino il boss in persona – che nonostante le apparenze è meno scemo dei suoi sottoposti – inizia a lasciar trapelare qualche ammissione, qualche allusione, qualche “vorrei dire ma non posso”. Così eccolo accennare a “poteri forti”, a “trame oscure”, a complotti dietro le quinte di cui sa di non poter parlare in modo più esplicito senza subirne le conseguenze. E’ la strategia della disperazione che fu adottata anche dal povero (si fa per dire) Craxi, quando si rese conto di quali fossero i poteri che stavano spazzando via il suo partito, insieme al resto della classe politica italiana, attraverso la grande truffa di Mani Pulite. Rispetto a Craxi, Berlusconi è un po’ meno indifeso, ma nonostante il suo violento egocentrismo non mi sembra possedere né la cultura, né la capacità progettuale, né l’astuzia, né la lungimiranza politica, né le palle per uscire vittorioso da un fuoco concentrico di queste dimensioni.



Oltretutto i congiurati non sono certo da ricercarsi nell’ambito della sola sinistra: lo schieramento dei sicari usraeliani è assolutamente trasversale e apartitico e conta una quantità di esponenti nella stessa coalizione del sacrificando. Pensiamo all’ex ministro degli esteri Frattini, maître di casa Giuda, affiancato da subito alla mina vagante per tenerla sotto controllo; pensiamo a Paolo Guzzanti, uscito strepitando dal partito quando la linea Berlusconi-Putin ha iniziato a farsi più netta; pensiamo a Gianfranco Fini, il duce con la kippà, che ormai non si limita più a fare la fronda contro l’alleato, ma lancia bordate a piena potenza per favorirne l’affondamento.



Le idi di marzo del tappo sciupafemmine sarebbero state per me uno spettacolo lungamente atteso e tutto da gustare, sgranocchiando popcorn e facendo la ola ai fendenti più micidiali, se a rovinarmi il divertimento non fosse giunta, dal profondo della coscienza, una di quelle considerazioni politico-morali che non sanno apprezzare l’entertainment e non capiscono mai quando è il momento di starsene in silenzio e godersi la rappresentazione. Il fatto è che il tappo, dopo aver commesso soperchierie titaniche e innumerabili, verrà tolto di mezzo proprio nel momento in cui stava facendo qualcosa di buono: favorire l’acquisizione di una microscopica particella d’indipendenza politica nei confronti delle potenze straniere che da 65 anni tengono l’Italia sotto il loro tallone. Certo, il suo tentativo di smarcarsi non rispondeva a lungimiranti interessi politico-strategici d’autonomia nazionale, ma solo al meschino desiderio di salvaguardare il proprio potere e il proprio impero economico da un accerchiamento sempre più stretto. Ma quale capo di governo ha mai fatto gli interessi del proprio paese prescindendo con abnegazione dal proprio interesse personale? Oltretutto la sua dipartita non avrà – come dovrebbe essere evidente a tutti – lo scopo di punire i suoi misfatti o di sostituire il suo canagliesco entourage con una classe dirigente più presentabile e dedita alla prosperità del paese. Al contrario, la sua scomparsa eliminerà il solo modesto ostacolo all’asservimento totale dell’Italia allo straniero, sotto la guida di una nuova maestranza più servile, famelica e furfantesca della precedente e per di più senza sostanze personali con cui garantirsi un minimo di spazio di manovra. Berlusconi non finirà in cella – come per molti versi meriterebbe – ma in un comodo seggio parlamentare o in un’isola dei Caraibi, a godersi il frutto delle sue malversazioni, senza aver avuto la possibilità di offrire all’Italia, a parziale compensazione della propria esistenza, una speranza di riscatto contro l’oppressore. Preparatevi ad una bella scossa, come dice D’Alema, ma soprattutto all’impazzare dei predatori del dopo-terremoto, pronti a saccheggiare quel poco di appetibile che è rimasto tra le rovine.

Tanti anni fa, durante un viaggio in treno, feci uno strano sogno. Sicuramente avevo mangiato qualcosa di MOLTO pesante la sera prima, comunque il sogno era questo: ero seduto sul divano di casa mia ed assistevo ad un messaggio televisivo di Berlusconi alla nazione. Berlusconi arrivava con un malloppo di fogli in mano e si metteva dietro una solenne scrivania in quercia come il Presidente della Repubblica nel messaggio di fine anno. In piedi, naturalmente, per evitare di avere metà della faccia coperta dai fermacarte. Non sorrideva, non raccontava barzellette ed era mortalmente serio e sereno. Aveva sul naso un paio di occhiali con catenella che gli conferivano un gradevole aplomb intellettuale. Diceva (più o meno): “Ci siete cascati. Vi ho preso per i fondelli per anni e voi ci avete creduto. Pensavate sul serio che un magnate dei media e della finanza potesse essere uno sghignazzante barzellettaio semianalfabeta che fa le corna alle riunioni diplomatiche? Questa è solo l’immagine che ho costruito per voi, cari italiani. Siete voi gli analfabeti. Io ho letto Machiavelli e Guicciardini, conosco Marcuse e Rosa Luxemburg a memoria, ho studiato Marx e Gramsci quando la maggior parte di voi non era nemmeno nata. So come funzionano i meccanismi del potere, so bene quali sovrastrutture di conflitto economico intercapitalista muovano i fili di ciò che voi, poveri sprovveduti, chiamate “politica”. L’ho imparato negli anni della mia ascesa imprenditoriale, mentre voi eravate occupati a sculettare in discoteca o a strafarvi di marijuana alle feste rave. Siete voi che non sapete nulla, e io ne ho approfittato, per il vostro bene. Voi leggete solo barzellette, e io vi ho dato barzellette per mettervi a vostro agio. Voi parlate solo di calcio e di pettegolezzi da comari, e io vi ho dato calcio e gossip, come si danno pezzetti di legno colorati a un bambino autistico per tenerlo occupato. Voi adorate il servilismo e l’arroganza dei potenti e io vi ho fornito l’immagine di un capo di governo che fosse servile e arrogante oltre ogni vostra fantasia. L’ho fatto perché l’unico modo di rendere legittimo il mio potere ai vostri occhi di servi era quello di spogliarlo di ogni orpello democratico e presentarvelo nudo e autoritario, come è e come piace a voi. Ma mentre facevo questo per legittimarmi, lavoravo nel vostro interesse. Lavoravo per liberarvi, almeno in piccola parte, della schiavitù di chi vi ha distrutto e umiliato sessant’anni fa e che voi, anziché combattere, avete acclamato e ossequiato, come prostitute di basso rango di fronte a un cliente danaroso. L’avevo promesso a Craxi prima che quello stesso potere che vi ha asservito lo spazzasse via e ho mantenuto la mia promessa. Non potevo condurre la lotta contro i nostri oppressori sotto i vostri occhi, perché siete servili e vi sareste schierati senza esitare con il potere più forte. Perciò l’ho condotta in sordina, tenendo un basso profilo, fingendomi pazzo e scemo affinché continuaste a ridere e non intralciaste il mio lavoro. Più i tuoi nemici ti ritengono stupido, più sorpresi saranno quando li ucciderai. Non so se riuscirò a restituirvi un minimo di dignità nazionale: i nostri oppressori sono troppo forti e voi siete un popolo senza più fierezza. Ma ci ho provato e ci proverò fino all’ultimo, perché credo che le persone che si lagnano della propria condizione siano inutili. Amo le persone che decidono in quali condizioni vogliono vivere e se non le trovano, le creano. Buonasera e buon anno a tutti”.

Il fatto che nel mio sogno Berlusconi pronunciasse espressioni quali “sovrastrutture di conflitto economico intercapitalista” dimostra che esso era tanto verosimile quanto quello che ho fatto qualche settimana fa, in cui flirtavo con Halle Berry. Nella cruda realtà è assai probabile che Berlusconi sia davvero scemo come sembra, o poco meno, e che il suo maldestro tentativo di agevolare la nascita di un equilibrio geopolitico multipolare, che garantisca all’Italia un minimo di autonomia politica, sia destinato a fallire proprio perché condotto con l’inconsapevolezza culturale e la miseria strategica di un bottegaio di periferia senz’altra prospettiva che il consolidamento della sua piccola rivendita fra le quattro case del quartiere. E così sia.

Però in questo blog ho cantato il De profundis per l’uomo di Arcore – spesso con lieti gorgheggi – più volte di quante riesca a ricordarne. Mi sono sempre sbagliato. Ogni volta Berlusconi è caduto dal sesto piano, è rimbalzato su un tendone o su un camion di materassi ed è atterrato in piedi senza un graffio, con il sorriso smagliante e il completo grigio scuro neppure sgualcito. Per una volta – e solo ed esclusivamente per questa volta – non sono sicuro di voler intonare l’elegia funebre. Sarebbe un canto forzato e privo di autentica gioia.

Gianluca Freda

Fonte: http://blogghete.blog.dada.net

Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2009-06-20

20.06-2009

Commenti (40)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. portoBF 26 giugno 2009

      Vorresti cacciarli tutti con i forconi? E magari anche manifestando assieme ai sindacati.... e quanti illusi pensi che verranno con te a cacciare i cattivi?! Auguri!

    1. osservatore 23 giugno 2009

      la teoria è reale. Ho sempre pensato che Berlusconi bestemmiava il comunismo per far credere che non era l'amico di Russia o kgb ecc...sapete, nella politica miglior modo di infiltrarsi è parlare malissimo dei propri mandanti, ma solo sparlare apparentemente...e sotto sotto continuare a fare cavoli propri portando avanti ciò che è incaricato di fare...
      mentre leggevo l 'articolo non so perchè, mi ricordavo il famoso scandalo di spionaggio a Londra qualche anno fa dove è morto avvelenato un ex agente di kgb dopo aver mangiato un boccone da sushi bar con un agente italiano...dicevano che quel russo "pentito" voleva consegnare del materiale distruggente riguarda servizi segreti russi. Poi però non ho capito se alla fine quel disgraziato ha consegnato il materiale, e se si a chi ( se non al caro 007 italiano di origini del sud se non erro) e che fine ha fatto tale materiale e che cosa c'era in quel materiale...mah...sono sempre più convinta che siamo solo un pubblico passivo ed assistiamo a certi giochi politici disgustosi che alla fine si sfogano sulla nostra pelle, alla fine ci mette solo la gente povera, per esempio attraverso disasrti "naturali"...

    1. RobertoG 23 giugno 2009

      Non capisco l'acredine di molti commenti. Trovo questo articolo molto ben fatto, decisamente superiore a quello, mediocre, postato da Barnard giorni fa.

      Freda non fa l'elegia del Cavaliere, ma anzi lo definisce più volte per quello che è: un individuo volgare e meschino sceso in politica per curare i propri interessi. Poi da persona intelligente evita di foderarsi gli occhi di prosciutto e dà una sua chiave interpretativa sullo scontro in atto.

      Ci sono forse anime belle che pensano che la stampa internazionale si sia scatenata contro il premier semplicemente perchè va a puttane?

      All'estero della qualità della nostra classe politica non frega assolutamente nulla, è ovvio che si tratta di una lotta di potere nei quartieri alti.

      In realtà questo paese è ancora come nel '400, solcato da compagnie di ventura dedite al saccheggio. Taluni giostrano in proprio altri per conto terzi ma il risultato è sempre lo stesso e a prenderlo in quel posto siamo sempre noi, la gente comune.

    1. DaRiOcK 22 giugno 2009

      Cacchio,(per non usare in partenza francesismi più forti), si passa tutta un'epoca a contrastarlo e a sbandierare ciò che ad alcuni di noi appare palese, nella speranza che i ciechi vedano e i sordi odano, eppoi quando escono per due casi all'apparenza fortuiti - lo sfogo della moglie per il suo stato mentale e per il ciarpame esposto, ed un'indagine partita da Bari ad un imprenditore - fior fior di prove, che saranno pure sinonimo di lotte intestine tra i poteri occulti che evidentemente non gradiscono il suo mancato totale asservimento, ed eccoci là a difenderlo in quella classica forma della cara sinistra italiana che attacca, contrattacca, combatte, ma, quando c'è bisogno del colpo di grazia, eh no non si può essere così disumani e non essere mossi da pietismo; cerchiamo quindi alibi per non affossarlo cosìcchè se già ci sono pochi punti di riferimento, togliamo pure questi e..... pouff, tarallucci e vino!
      No cari non ci sto quello che si è cominciato lo si finisca e se poi sorgerà qualche altro marcio esponente lo si attaccherà nuovamente.....

    1. DaRiOcK 22 giugno 2009

      SUBLIME!

    1. Eli 22 giugno 2009

      Bah, in fondo è solo vittima di se stesso e di tutte le cavolate fatte nel corso della sua vita.

    1. Eli 22 giugno 2009

      E allora dovremo tirare fuori i forconi e cacciarli tutti.

    1. frankleone 22 giugno 2009

      Ma chi ha parlato di d'Alema o del Kosovo o di altro? ho detto che quella frase totalmente gratuita non c'entrava niente nel contesto e che è un cazzone chi la scrive.

    1. marcello1950 22 giugno 2009

      E' UN ARTICOLO CHE AVREI VOLUTO SCRIVERE IO.

      grazie Freda sei occhio di tutti quelli che hanno ancora un'anima, e una identità non da puttana in questa maledetta Italia.

    1. g10rdan0 22 giugno 2009

      Fantastico! :D

    1. g10rdan0 22 giugno 2009

      "lo si trasforma da uno che di politica non c'ha mai capito un cazzo e tutto quello che gli e' sempre interessato sono i soldi e la peppa, in una specie di politico di statura bismarkiana, un idealista difensore di sa quali principi, eroe e conseguentemente (horresco referens) vittima": sarà ma io non ho letto questo. O almeno, non è il significato che ho tratto da questo scritto, nè da quello di Barnard, nè da quelli di questa risma.

      Se solo ci liberassimo del nostro anti-berlusconismo, che a mio avviso ci rende ciechi, riusciremmo a vederci non molto chiaro in tutta sta faccenda di mignotte e soldi e potere.

      I redattori di cui sopra ci stanno provando, magari stan pisciando "fuori dal vaso", ma sembra che non stiano mancando il buco di molto.

      O almeno, questo sembra.

    1. nick-86 22 giugno 2009

      al di là delle paranoie sparate in questo articolo degne de il giornale, chi sarebbero questi DEI?

    1. g10rdan0 22 giugno 2009

      Non ci scommetterei.

    1. nessuno 22 giugno 2009

      Stare dietro a tutte le ipotesi di cui hanno scritto commentatori di ogni tipo e fede confonde parecchio le idee a chi se le fa confondere

      Fino a non molto tempo fa si blaterava che berlusconi avesse portato a termine il famigerato piano di rinascita partorito da quella eccelsa mente di Gelli.

      Questo piano era ed è molto gradito agli amerikani

      Ora si parla di poteri forti esteri come se i poteri forti in Italia non abbiano sempre condizionato e diretto la politica Italiana arrivando a ogni genere di nefandezze

      Se fosse vero dei poteri forti esteri perchè consentire la rielezione di berlosco visto che fin dall'inizio ha pensato solo ai casi suoi e della p2 mentre a sinistra ci sono zerbini come bersani che sono asserviti alla bisogna?

      Non per niente bersani viene indicato come leader futuro della sinistra!

      Bersani è di un liberismo talmente sfrenato che la Tacher lo invidia! Se capisse ancora qualcosa ma ormai e rintronata

      La cosa che rimane difficile da capire è come una persona che ha dimostrato tuta la sua ignoranza,arroganza disprezzo delle regole sia ancora sulla scena politica e gli italiani non lo abbiano cacciato ma che poteri forti lo vogliano distruggere per i motivi elencati è una bufala

    1. Truman 22 giugno 2009

      Ottimo. Rende bene l'idea del nanerottolo.

    1. Eli 22 giugno 2009

      Lo so, a me ripugnano come queti altri, ma almeno con quelli si può parlare, non ti mandano l'esercito.

    1. berotor 21 giugno 2009

      Splendido articolo. Penna eccellente. Per un attimo c'ho creduto!

      Al Cavaliere della Repubblica Silvio Berlusconi, Medaglia d'oro alla memoria, motivazione:
      «Comandante di flotte radiotelevisive, nonché di squadriglie periodico cartacee, avvistava al largo delle coste italiche le flotte congiunte del nemico israelo-anglo-americano, manovrava con grande perizia nell’approntare le difese, coordinandosi abilmente con l’Alleato cosacco e ascaro; si lanciava quindi all’attacco con temerario ardimento incurante della schiacciante superiorità del nemico e del suo violento tiro; colpito dalla corazzata inglese “H.M.S. Times” si inabissava immolandosi nel supremo sacrificio per la salvezza della Patria.
      Fulgido esempio di elette virtù politiche e sublime dedizione alla Patria.»
      -Acque antistanti Villa Certosa, alba del XXX 2009

      Ma noi lo ricorderemo così, in maniera meno fredda del rigido linguaggio militare: il capo cinto dalla bandana, il cardigan navy sulle spalle; sprezzante del pericolo, offre il petto al nemico, facendogli le corna. (in coro) Cavaliere, mio Cavaliere! (lacrima) Fine.

    1. bluerik3 21 giugno 2009

      Arridatece El Mortazza o Baffino !!!

    1. bluerik3 21 giugno 2009

      Non credo che sia dovuto a Don Chisciotte, ma al fatto che buona parte degli utenti sia anacronisticamente ancora di sinistra.
      Certamente si parla meno degli altri leaders, ma questo forse è dovuto alle pochezza delle notizie che purtroppo trapelano,chissà perchè , sul loro conto.

    1. bluerik3 21 giugno 2009

      Invece D'Alema che ha spedito l'esercito in Kosovo è un eroe?

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