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COLUI CHE GLI DEI VOGLIONO DISTRUGGERE

DI GIANLUCA FREDA

“E’ questo che ci succede? Una vita di conflitto, senza tempo per gli amici… così che quando è finita solo i nostri nemici portano rose.”

(Alan Moore, Watchmen)

“Si nasce incendiari e si muore pompieri”, diceva un sindacalista mia vecchia conoscenza. Questo blog aprì nel 2006 a pochi giorni dalle elezioni politiche, nelle quali speravo di assistere ad una sconfitta irrimediabile e schiacciante del centrodestra berlusconiano, che in cinque anni di governo mi aveva disgustato al di là di ogni limite. Ora che Berlusconi e la sua corte di lestofanti sembrano davvero sull’orlo dell’evaporazione politica, ecco che imprevedibilmente mi tocca difendere il nano priapeo, negando a me stesso anche la modesta gioia di assistere alla sua esecuzione. La vita è strana e ci conduce per sentieri inattesi.

Pare che i colloqui di Berlusconi con Obama, a cui facevo riferimento qualche giorno fa, non siano andati bene. Lo deduco dall’incarognirsi della campagna di diffamazione che il capo del governo ha trovato ad attenderlo al suo ritorno in Italia. Una campagna diffamatoria di stampo sessual-scandalistico, di chiara impronta anglosassone, mai vista con intensità tale nel nostro paese. Praticamente, una firma. Altri festini, altre veline, altre mutandanti bagasce fotografate in compagnia del boss e schiaffate sulle splash page dei quotidiani incartapesce come Repubblica. Mi sembra piuttosto evidente che i burattinai di Obama, a prescindere dai sorrisi sfoderati nel meeting, non siano rimasti soddisfatti degli inchini e delle affettate promesse di collaborazione del liftato e abbiano impartito ai loro sicari mediatici un ordine preciso e definitivo: buttatelo ai pesci. Berlusconi è troppo imprevedibile.Fin dal 1994 ha dato del filo da torcere ai progetti americani di sostituire l’intera classe politica italiana con servitorame USA in livrea. Non ha voluto piegarsi più di tanto alle pressanti richieste di “riforme” periodicamente ripetute dall’FMI. Non ha mosso un dito a favore della FIAT durante il duello con Magna, nonostante sapesse benissimo dell’intenzione americana di trasformare il brontosauro torinese in una testa di ponte industrial-finanziaria americana in Italia. Anzi: non ha mosso un dito proprio per questo. Ha insistito ad intrattenere ottimi rapporti con Russia, Libia e Iran, nonostante le diffide d’oltreatlantico. Ha giustificato la reazione russa in Georgia, rendendo chiara la sua scarsa fedeltà al progetto di New World Order stilato dagli USraeliani. Ha favorito accordi tra l’Eni e la russa Gazprom, mettendo a repentaglio la signoria energetica USraeliana in Europa, così faticosamente costruita dall’11 settembre in poi. Dulcis in fundo ha invitato in Italia Gheddafi che ha osato paragonare Reagan al povero Bin Laden, il quale dovrebbe mangiarne di pappa per arrivare a quei livelli. Il suo destino, a questo punto, sembra segnato. La ridicola promessa di rimpinguare il contingente italiano in Afghanistan con qualche altro cazzone pronto a sparacchiare sulle ambulanze si è rivelata pateticamente insufficiente a placare l’ira dei signori del mondo. E’ dal 1994 che i media filo-USA cercano di tenere a bada Berlusconi lanciandogli contro i molti scheletri del suo luridissimo armadio. E’ dal 1994 che lo avvertono: “stattene buono e ubbidisci, altrimenti…”. Stavolta, a giudicare almeno dalla virulenza della campagna di stampa, sembra che l’epoca degli avvertimenti sia finita e che i sicari siano pronti a sferrare il colpo di grazia.

Berlusconi non è un salvatore della patria. Da quando è entrato in politica si è interessato unicamente dei propri affari personali, mettendo sotto le suole rialzate dei suoi calzari tutto ciò che rischiava di limitare il suo business, popolo italiano compreso. Questa è la differenza principale tra lui e il centrosinistra. Berlusconi sfrutta la politica per realizzare il proprio tornaconto. La sinistra sfrutta la politica per realizzare il tornaconto di potenze straniere, alle quali, dopo il crollo dell’URSS, si è prostrata in ginocchio implorando di aver salva la vita. Senza il sostegno e le direttive USraeliane, la sinistra cesserebbe di esistere. Senza il sostegno e le direttive USraeliane, Berlusconi, invece, continuerebbe ad esistere e ne guadagnerebbe in salute. Per questo ai padroni non piace. Per questo va messo nell’impossibilità di nuocere.

Tuttavia, non è facile linciare Silvio Berlusconi. Nel vasto carnet di bersagli da eliminare scritto nell’agenda dei dominanti, egli non è esattamente una sitting duck. Possiede giornali, TV e mezzi d’informazione, non certo onnipotenti, come si vorrebbe far credere (altrimenti non si spiegherebbe come mai egli sia stato e sia tuttora il politico italiano più bersagliato e infamato dagli apparati di propaganda), ma che si sono mostrati perfettamente in grado – finora – di reagire agli attacchi. La forza di Berlusconi è il suo esercito di giornalisti formati nel culto della personalità del capo. La debolezza di Berlusconi sta nel fatto che i suoi giornalisti sono dei babbei. Vivono di manicheismi e dicotomie d’inaudita scemità, risalenti all’epoca di Don Camillo e Peppone. Pur di rendere pan per focaccia alla “sinistra”, che reputano l’unica spina nel fianco del boss, hanno magnificato ed esaltato per anni il modello politico USA e l’American way, la quale nel loro immaginario sessantottesco costituirebbe il nemico naturale del comunismo che essi continuano a vedere presente e radicato nella società italiana così come a Medjugorie si vede la Madonna. Quando Berlusconi viene attaccato dalla stampa anglosassone (ormai con cadenza quotidiana e con modulazioni sempre più incomposte) la loro costante giaculatoria è: “la sinistra aizza la stampa estera contro Berlusconi”. Non capiscono che è esattamente il contrario: è il mondo della finanza e della politica anglosassone, inglese e americana, che si serve di ciò che chiamiamo “sinistra” per togliere di mezzo un intralcio ai loro progetti. Americani e israeliani non sono affatto nemesi della “sinistra”, ma i loro intransigenti datori di lavoro. Gli scribacchini di Berlusconi non vedono il nemico. O forse lo vedono benissimo, ma ormai, dopo anni di estasiati panegirici, non possono più invertire la rotta senza perdere la faccia. Come tutti gli idioti, andranno incontro al loro carnefice sorridendo e tendendo la mano, perché ammettere di essersi sbagliati e ricostruire dalle fondamenta il proprio mondo ideologico è troppo faticoso e doloroso. Una coltellata in pieno petto provoca molto meno dolore: dieci brevi minuti di agonia ed è finita.

La situazione è ormai così degenerata che perfino il boss in persona – che nonostante le apparenze è meno scemo dei suoi sottoposti – inizia a lasciar trapelare qualche ammissione, qualche allusione, qualche “vorrei dire ma non posso”. Così eccolo accennare a “poteri forti”, a “trame oscure”, a complotti dietro le quinte di cui sa di non poter parlare in modo più esplicito senza subirne le conseguenze. E’ la strategia della disperazione che fu adottata anche dal povero (si fa per dire) Craxi, quando si rese conto di quali fossero i poteri che stavano spazzando via il suo partito, insieme al resto della classe politica italiana, attraverso la grande truffa di Mani Pulite. Rispetto a Craxi, Berlusconi è un po’ meno indifeso, ma nonostante il suo violento egocentrismo non mi sembra possedere né la cultura, né la capacità progettuale, né l’astuzia, né la lungimiranza politica, né le palle per uscire vittorioso da un fuoco concentrico di queste dimensioni.

Oltretutto i congiurati non sono certo da ricercarsi nell’ambito della sola sinistra: lo schieramento dei sicari usraeliani è assolutamente trasversale e apartitico e conta una quantità di esponenti nella stessa coalizione del sacrificando. Pensiamo all’ex ministro degli esteri Frattini, maître di casa Giuda, affiancato da subito alla mina vagante per tenerla sotto controllo; pensiamo a Paolo Guzzanti, uscito strepitando dal partito quando la linea Berlusconi-Putin ha iniziato a farsi più netta; pensiamo a Gianfranco Fini, il duce con la kippà, che ormai non si limita più a fare la fronda contro l’alleato, ma lancia bordate a piena potenza per favorirne l’affondamento.

Le idi di marzo del tappo sciupafemmine sarebbero state per me uno spettacolo lungamente atteso e tutto da gustare, sgranocchiando popcorn e facendo la ola ai fendenti più micidiali, se a rovinarmi il divertimento non fosse giunta, dal profondo della coscienza, una di quelle considerazioni politico-morali che non sanno apprezzare l’entertainment e non capiscono mai quando è il momento di starsene in silenzio e godersi la rappresentazione. Il fatto è che il tappo, dopo aver commesso soperchierie titaniche e innumerabili, verrà tolto di mezzo proprio nel momento in cui stava facendo qualcosa di buono: favorire l’acquisizione di una microscopica particella d’indipendenza politica nei confronti delle potenze straniere che da 65 anni tengono l’Italia sotto il loro tallone. Certo, il suo tentativo di smarcarsi non rispondeva a lungimiranti interessi politico-strategici d’autonomia nazionale, ma solo al meschino desiderio di salvaguardare il proprio potere e il proprio impero economico da un accerchiamento sempre più stretto. Ma quale capo di governo ha mai fatto gli interessi del proprio paese prescindendo con abnegazione dal proprio interesse personale? Oltretutto la sua dipartita non avrà – come dovrebbe essere evidente a tutti – lo scopo di punire i suoi misfatti o di sostituire il suo canagliesco entourage con una classe dirigente più presentabile e dedita alla prosperità del paese. Al contrario, la sua scomparsa eliminerà il solo modesto ostacolo all’asservimento totale dell’Italia allo straniero, sotto la guida di una nuova maestranza più servile, famelica e furfantesca della precedente e per di più senza sostanze personali con cui garantirsi un minimo di spazio di manovra. Berlusconi non finirà in cella – come per molti versi meriterebbe – ma in un comodo seggio parlamentare o in un’isola dei Caraibi, a godersi il frutto delle sue malversazioni, senza aver avuto la possibilità di offrire all’Italia, a parziale compensazione della propria esistenza, una speranza di riscatto contro l’oppressore. Preparatevi ad una bella scossa, come dice D’Alema, ma soprattutto all’impazzare dei predatori del dopo-terremoto, pronti a saccheggiare quel poco di appetibile che è rimasto tra le rovine.

Tanti anni fa, durante un viaggio in treno, feci uno strano sogno. Sicuramente avevo mangiato qualcosa di MOLTO pesante la sera prima, comunque il sogno era questo: ero seduto sul divano di casa mia ed assistevo ad un messaggio televisivo di Berlusconi alla nazione. Berlusconi arrivava con un malloppo di fogli in mano e si metteva dietro una solenne scrivania in quercia come il Presidente della Repubblica nel messaggio di fine anno. In piedi, naturalmente, per evitare di avere metà della faccia coperta dai fermacarte. Non sorrideva, non raccontava barzellette ed era mortalmente serio e sereno. Aveva sul naso un paio di occhiali con catenella che gli conferivano un gradevole aplomb intellettuale. Diceva (più o meno): “Ci siete cascati. Vi ho preso per i fondelli per anni e voi ci avete creduto. Pensavate sul serio che un magnate dei media e della finanza potesse essere uno sghignazzante barzellettaio semianalfabeta che fa le corna alle riunioni diplomatiche? Questa è solo l’immagine che ho costruito per voi, cari italiani. Siete voi gli analfabeti. Io ho letto Machiavelli e Guicciardini, conosco Marcuse e Rosa Luxemburg a memoria, ho studiato Marx e Gramsci quando la maggior parte di voi non era nemmeno nata. So come funzionano i meccanismi del potere, so bene quali sovrastrutture di conflitto economico intercapitalista muovano i fili di ciò che voi, poveri sprovveduti, chiamate “politica”. L’ho imparato negli anni della mia ascesa imprenditoriale, mentre voi eravate occupati a sculettare in discoteca o a strafarvi di marijuana alle feste rave. Siete voi che non sapete nulla, e io ne ho approfittato, per il vostro bene. Voi leggete solo barzellette, e io vi ho dato barzellette per mettervi a vostro agio. Voi parlate solo di calcio e di pettegolezzi da comari, e io vi ho dato calcio e gossip, come si danno pezzetti di legno colorati a un bambino autistico per tenerlo occupato. Voi adorate il servilismo e l’arroganza dei potenti e io vi ho fornito l’immagine di un capo di governo che fosse servile e arrogante oltre ogni vostra fantasia. L’ho fatto perché l’unico modo di rendere legittimo il mio potere ai vostri occhi di servi era quello di spogliarlo di ogni orpello democratico e presentarvelo nudo e autoritario, come è e come piace a voi. Ma mentre facevo questo per legittimarmi, lavoravo nel vostro interesse. Lavoravo per liberarvi, almeno in piccola parte, della schiavitù di chi vi ha distrutto e umiliato sessant’anni fa e che voi, anziché combattere, avete acclamato e ossequiato, come prostitute di basso rango di fronte a un cliente danaroso. L’avevo promesso a Craxi prima che quello stesso potere che vi ha asservito lo spazzasse via e ho mantenuto la mia promessa. Non potevo condurre la lotta contro i nostri oppressori sotto i vostri occhi, perché siete servili e vi sareste schierati senza esitare con il potere più forte. Perciò l’ho condotta in sordina, tenendo un basso profilo, fingendomi pazzo e scemo affinché continuaste a ridere e non intralciaste il mio lavoro. Più i tuoi nemici ti ritengono stupido, più sorpresi saranno quando li ucciderai. Non so se riuscirò a restituirvi un minimo di dignità nazionale: i nostri oppressori sono troppo forti e voi siete un popolo senza più fierezza. Ma ci ho provato e ci proverò fino all’ultimo, perché credo che le persone che si lagnano della propria condizione siano inutili. Amo le persone che decidono in quali condizioni vogliono vivere e se non le trovano, le creano. Buonasera e buon anno a tutti”.

Il fatto che nel mio sogno Berlusconi pronunciasse espressioni quali “sovrastrutture di conflitto economico intercapitalista” dimostra che esso era tanto verosimile quanto quello che ho fatto qualche settimana fa, in cui flirtavo con Halle Berry. Nella cruda realtà è assai probabile che Berlusconi sia davvero scemo come sembra, o poco meno, e che il suo maldestro tentativo di agevolare la nascita di un equilibrio geopolitico multipolare, che garantisca all’Italia un minimo di autonomia politica, sia destinato a fallire proprio perché condotto con l’inconsapevolezza culturale e la miseria strategica di un bottegaio di periferia senz’altra prospettiva che il consolidamento della sua piccola rivendita fra le quattro case del quartiere. E così sia.

Però in questo blog ho cantato il De profundis per l’uomo di Arcore – spesso con lieti gorgheggi – più volte di quante riesca a ricordarne. Mi sono sempre sbagliato. Ogni volta Berlusconi è caduto dal sesto piano, è rimbalzato su un tendone o su un camion di materassi ed è atterrato in piedi senza un graffio, con il sorriso smagliante e il completo grigio scuro neppure sgualcito. Per una volta – e solo ed esclusivamente per questa volta – non sono sicuro di voler intonare l’elegia funebre. Sarebbe un canto forzato e privo di autentica gioia.

Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net
Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2009-06-20
20.06-2009

Pubblicato da Davide

40 Commenti

  1. tutto d’accordo tranne che io adesso berlusconi lo difendo perché se dovesse essere sostituito sarà mooolto peggio, avremo la peggiore dittatura bancaria quella che vuole riscuoltere tutto il debito pubblico che ha prefabbricato per noi, significa la fine dell’italia e degli italiani, significa emigrazioni ancora di piu di massa per immigrazioni di massa nel nostro paese, acquisto di latifondi, acquisto di centri storici, campi OGM, ecc ecc ecc

  2. Bell’articolo, anche se non riesco a vedere papi come il liberatore del paese dalla schiavitù usraeliana, anzi. Comunque questi pazzi vanno fermati, e se non ci si riesce con il voto, perchè milioni di ignoranti e decerebrati continuano a votarlo perchè lo vedono simile a se stessi, ben venga il gossip come arma. Il loro progetto di centrali nucleari in Italia va fermato, non possiamo mettere a rischio la vita, il futuro dei nostri figli, nipoti, e di chi abiterà il Pianeta dopo di noi. E’ una questione di responsabilità. E’ questo, a mio avviso, il pomo avvelenato più pericoloso dell’attuale governo, il progetto della loro avidità più agghiacciante e deleterio. I baccanali alla Nerone e Caligola, con codazzo di etère e prosseneti, in confronto mi fanno sorridere.

  3. Già. Finiremo per rimpiangerlo.

  4. molto bello, grazie

  5. Grazie Gianluca… peggio ma molto peggio è il baffino D’Alema verminoso e vomitevole… non posso dire quello che sarei disposta a fare pur di farlo sparire… lui e tutta la pletora di ex che lo circondano… a cominciare dai vari ex di lotta continua, che soffiano in modo vergognoso sul fuoco, quali Gad Lerner, la famiglia Sofri (Bignardi compresa) etc. etc.

  6. Dio ci salvi Nerone!

  7. Se Berlusconi è così coraggioso ad affrontare la battaglia forse perchè il KGB rende protezione a un alleato.

  8. Il 15 maggio si è compiuto un ulteriore passo avanti dell’accordo tra ENI e Gazprom per il gasdotto che dovrà aggirare da sud l’attuale monopolio ucraino del trasporto di gas dalla Russia. Stampa e telegiornali hanno presentato l’accordo come un altro storico risultato dell’amicizia personale fra Berlusconi e Putin.
    Un giornale della corte di Berlusconi -“Libero”- ha addirittura proposto un paragone fra l’attuale Presidente del Consiglio ed il fondatore dell’ENI Mattei, presentandoli entrambi come invisi agli interessi degli americani e quindi entrambi vittime delle loro trame. Le attuali difficoltà giudiziarie e familiari di Berlusconi sarebbero quindi da attribuire alla firma di questo accordo che ha pestato i piedi alle multinazionali anglo-americane del petrolio e del gas.
    Insomma, sembra la propaganda elettorale di Berlusconi nel 2001, quando questi si presentava come il presidente tuttofare; oggi rivendica a sé persino il ruolo dell’antiamericano e, purtroppo, c’è anche chi è disposto a dare credito a questo nuovo mito. È tipico della destra questa tecnica propagandistica che consiste nel pretendere di recitare tutte le parti in commedia, in modo da occupare ogni spazio comunicativo possibile. Berlusconi come Enrico Mattei, Berlusconi come Adriano Olivetti: insomma non c’è limite alla faccia tosta degli adulatori di Berlusconi, così egli può svolgere al meglio la sua funzione di fumogeno.
    In realtà questo accordo del 15 maggio 2009 rappresenta la terza fase di un processo già cominciato con una prima firma tra ENI e Gazprom nel novembre 2006, poi sancita con un altro contratto esattamente un anno dopo, il 23 novembre del 2007. Come già nel 2006, anche l’anno dopo il Presidente del Consiglio era ancora Romano Prodi, e all’epoca fu Prodi a volare a Mosca per scambiare la rituale stretta di mano con Putin; anche se i media allora non dimostrarono l’attuale attenzione, dato che gli austeri costumi di Prodi non diedero spazio al gossip.
    Ciò non vuol dire affatto che il vero patrocinatore dell’accordo “South Stream” sia stato Prodi, ma soltanto che ENI e Gazprom avrebbero trovato il modo di fare i loro affari chiunque vi fosse stato alla Presidenza del Consiglio in Italia. Inoltre l’ENI ha firmato l’accordo alle condizioni volute dal monopolio russo dell’energia, la Gazprom, che diventa monopolista a tutti gli effetti proprio tramite quest’ultima fase della contrattazione, che ha comportato il passaggio alla stessa Gazprom della maggioranza azionaria delle aziende petrolifere siberiane finora controllate da ENI ed Enel.
    È scontato che un accordo del genere abbia comportato un giro di tangenti da capogiro; ed è altrettanto scontato che tangenti di tale entità non si siano fatte fermare da logiche di schieramento, poiché in questioni del genere non esistono filo-americani e filo-russi, perciò anche i vertici della NATO hanno ricevuto sicuramente la loro parte per non porre ostacoli. Bernard Henry-Levy ci infliggerà sicuramente qualche altro articolo sulla minaccia costituita dal neo-zarismo di Putin, mentre Roberto Saviano farà qualche altra sortita sul pericolo rappresentato dalla mafia russa, ma, propaganda a parte, la NATO pretenderà un diritto di pedaggio sull’affare della distribuzione del gas.
    Ciò vuol dire che chi pensa che l’ENI possa costituire una sorta di baluardo contro il colonialismo statunitense, si illude. Gli affari non hanno mai liberato nessuno.
    Per anni da più parti si è sperato che il rapporto privilegiato della russa Gazprom con l’italiana ENI e, in subordine, con la francese Total, comportasse un ridisegno delle alleanze e dei rapporti di forza in Europa.
    Il risultato è stato però che il presidente Sarkozy ha ricondotto la Francia a tutti gli effetti nella NATO, mentre l’occupazione del territorio ex-italiano da parte della stessa NATO non conosce pause o rallentamenti; come dimostra anche l’ultima vicenda dell’hub di Malpensa, sacrificato alle esigenze dell’espansione della vicina base NATO di Solbiate Olona, e della sua dependance pseudo-italiana, cioè la base aeronautica di Cameri.
    La stessa entità dell’accordo contratto dall’ENI e la relativa esposizione finanziaria che ne è conseguita, oggi la pongono di fatto in una condizione di dipendenza dalla Gazprom che configura una sorta di subordinazione coloniale, dato che è venuto a cessare anche il potere contrattuale che derivava dal controllo dei giacimenti siberiani da parte della stessa ENI e dell’ Enel.
    Quindi non si è avvertito sinora nessun arretramento del colonialismo USA sull’Italia, ma soltanto il ritaglio di una fetta a vantaggio del colonialismo russo, il quale, comunque dovrà versare, direttamente o tramite l’ENI, la sua tangente agli occupanti statunitensi. Che questo attuale colonialismo russo sia, per ora, decisamente redditizio per le oligarchie italiane dell’energia, non costituisce di per sé un motivo di consolazione, poiché non si intravede nessuna avvisaglia del fatto che ciò possa comportare delle ricadute positive sui prezzi dell’energia in Italia; a conferma che gli affari fanno bene solo a chi li fa.

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    Fonte:http://www.comidad.org/dblog/default.asp

  9. Molte verita’, a mio parere, in questo articolo, ma rimango con l’amaro in bocca: me lo provoca quel leggero sussulto che definirei quasi patriottico che traspare leggendo, e dovuto non alla consapevolezza che all’ormai (auspico) prossimo tonfo del nano non abbiamo un’alternativa valida (a livello nazionale) da proporre, e neanche all’altra consapevolezza che, comunque vada “dopo”, rimarremo delimitati da quei paletti ben piantati che ci pongono in un sistema senza quasi piu’ alternativa (a livello globale ), ma bensi alla condivisione dei propositi che il soggetto porta avanti.Eppure lo hai scritto che Berlusconi non ha fatto altro che pensare ai suoi personali interessi; lo hai scritto che non e’ il salvatore della Patria.E’ squalo tra gli squali, gli piacerebbe mettersi a capo del branco ma chi ha in mano le briglie del mondo e’ chiaro che non glielo consentira’. Se cerca di svincolarsi dai poteri forti a livello mondiale credo sia soltanto per sedare la sua inappagabile sete di potere. E’ una scalata che sta gia’ tentando con la candidatura alla presidenza del parlamento europeo, ma stiamo anche vedendo quanto sia tenuto in considerazione fuori dai nostri confini.
    Sono d’accordo che cantare il De profundis sarebbe privo di autentica gioia e magra consolazione, ma che cosa ti impedisce di essere equidistante tra la padella e la brace?
    Giorni fa’ leggevo un articoletto di Gennaro Carotenuto nel quale sriveva, richiamandosi ad una affermazione di Roosevelt, che Silvio e’ un figlio di puttana ma e’ il “nostro” figlio di puttana; io non la vedo cosi’, un figlio di puttana e’ tale e basta.

  10. Quindi se ho capito bene, la storia va cosi’: prima si comincia col far riferimento a una non ben determinata e quanto mai fantasiosa cospirazionea dei poteri forti (e occulti) tramata all’estero (prego notare) ai danni del nostro, poi si accusa la stampa di linciaggio morale (sembrerebbe nei confronti di un galantuomo), senza contare che la stampa, specie quella nostrana, da sempre si butta by default su tutto che cio’ che c’e’ di piu’ lercio e sbrodolante, poi lo si trasforma da uno che di politica non c’ha mai capito un cazzo e tutto quello che gli e’ sempre interessato sono i soldi e la peppa, in una specie di politico di statura bismarkiana, un idealista difensore di sa quali principi, eroe e conseguentemente (horresco referens) vittima della sopracitata vile cospirazione. Finalmente si fa appello all’orgoglio nazionale per far si che gran parte di quelli che lo vedevano per quello che era (un maneggione truffaldino) ora si sentono in dovere di difenderlo e sostenerlo.——–CONGRATULAZIONI!!!!!!! Operazione compiuta o quasi.——–
    Bravo Barnard, bravo Freda (spalle e comparse incluse).

  11. Dal punto di vista logico il discorso presenta parecchi sbalzi. Dal punto di vista mitologico va bene, anche se mi sembra la frase fosse qualcosa del tipo “Il fato acceca coloro che vuole distruggere”. Ma qui si vuole forse perpetuare il mito di un superuomo contro il quale si accaniscono gli dei. La realtà mi appare molto più squallida.

    Ritornando alla logica, manca la spiegazione al motivo portante dell’articolo, la supposizione che dopo di lui ci possa essere solo il diluvio. Intanto la destra ha altri leader e avrebbe tutto da guadagnare a sostituire il papi con un leader meno interessato alle minorenni.

    D’altro canto la sinistra non è solo D’Alema e non è detto che un eventuale leader della sinistra sarebbe un lacchè degli USA.

    Per il resto tutta l’Italia guadagnerebbe se egli diventasse utilizzatore finale di servizi carcerari.

  12. esatto, gli affari vanno bene solo a chi li fa, e con la scusa di servire il popolo,
    i poteri e i soldi fanno la differenza.
    A noi deve accontentarci la cosa, e loro, essere pagati per farla.
    Il mondo va cosi, e’ sempre andato cosi.

  13. Truman: “Deus insanit eos qui vult perdere”, “Il Dio fa impazzire coloro che vuole perdere”. Credo che il dio in questione fosse Dioniso.
    “Per il resto tutta l’Italia guadagnerebbe se egli diventasse utilizzatore finale di servizi carcerari”: concordo pienamente.

  14. Complimenti, articolo coraggioso ed elevato, scritto molto bene ed in toto condivisibile, anche se credo, che l’autore, come me, non potrebbe scommettere su cosa dire sul pappanano: che e’ un completo deficiente, o un subdolo uomo di potere.

  15. […rimpinguare il contingente italiano in Afghanistan con qualche altro cazzone pronto a sparacchiare sulle ambulanze…]

    mi basta questa frase per liquidare te come un “cazzone”. Non c’entra niente con lo spirito del post (peraltro in parte condivisbile), ed è totalmente gratuita ed erronea. male, male male…

  16. Quando la realtà è confusa, come può non esserlo il pensiero?

    Flaiano diceva che gli italiani corrono sempre in soccorso del vincitore. Ma oggi si fa strada un altro italiano: quello che corre in soccorso dell’ex vincitore.

    Ma dato che Freda ha in passato dato buona prova di se, anzichè liquidarlo con una battuta, vale la pena di provare a correggerlo.

    E tre, mi sembrano gli aspetti che distorcono il pensiero di Freda:
    A) affidarsi ai sogni;
    B) costruire concetti semplificatori;
    C) la convinzione che la rappresentazione della realtà sia più ricca della realtà.

    Queste 3 storture mentali favoriscono la fuga dal presente, a seconda dei gusti, in direzione del passato o in direzione del futuro.

    Sull’oggi, non sul ieri o sul domani, si prendono posizioni politiche.

    Su berlusconi le posizioni vanno prese sul presente.

    E per me non c’è alcun dubbio: prima va meglio è.

  17. Leggo che questo sito attacca sempre Berlusconi, solo qualche volta no, non riesco a informarmi e nello stesso tempo opprimere una persona, ma se tutti i politici hanno scheletri nell’armadio…perchè prendete sempre gli scheletri di Berlusconi e non degli altri politici?
    Quando si arriva a questi livelli è messa in dubbio la bontà del sito comedonchisciotte.org che reputo uno dei migliori, ma non deve cadere in basso, ma deve disegnare un evento o una persona o un politico con le 2 facce della medaglia e non fare vedere solo 1.

  18. Invece con Papi…chiù pilu pe’ tutti. Magna magna sui terremotati, leggi infamanti e liberticide, sbragamento generale del paese verso una deriva populista, cementificazioni a gogo di palazzinari assatanati, etica messa sotto i tacchi rialzati dello psiconano, corruzione dilagante, prostituzione delle poveracce che si guadagnano la vita perseguita penalmente, quella delle mignotte di alto bordo istituzionalizzata ed elevata ai palazzi del potere. Votatelo, tenetevelo, ed affondate con lui.

  19. idea3, se vuoi la par condicio, ci sono già sette, dico sette canali televisivi pronti a darti ciò che chiedi. Come Don Chisciotte è invece uno spazio LIBERO!

  20. Anche la sinistra vuole le centrali nucleari.

  21. Invece D’Alema che ha spedito l’esercito in Kosovo è un eroe?

  22. Non credo che sia dovuto a Don Chisciotte, ma al fatto che buona parte degli utenti sia anacronisticamente ancora di sinistra.
    Certamente si parla meno degli altri leaders, ma questo forse è dovuto alle pochezza delle notizie che purtroppo trapelano,chissà perchè , sul loro conto.

  23. Arridatece El Mortazza o Baffino !!!

  24. Splendido articolo. Penna eccellente. Per un attimo c’ho creduto!

    Al Cavaliere della Repubblica Silvio Berlusconi, Medaglia d’oro alla memoria, motivazione:
    «Comandante di flotte radiotelevisive, nonché di squadriglie periodico cartacee, avvistava al largo delle coste italiche le flotte congiunte del nemico israelo-anglo-americano, manovrava con grande perizia nell’approntare le difese, coordinandosi abilmente con l’Alleato cosacco e ascaro; si lanciava quindi all’attacco con temerario ardimento incurante della schiacciante superiorità del nemico e del suo violento tiro; colpito dalla corazzata inglese “H.M.S. Times” si inabissava immolandosi nel supremo sacrificio per la salvezza della Patria.
    Fulgido esempio di elette virtù politiche e sublime dedizione alla Patria.»
    -Acque antistanti Villa Certosa, alba del XXX 2009

    Ma noi lo ricorderemo così, in maniera meno fredda del rigido linguaggio militare: il capo cinto dalla bandana, il cardigan navy sulle spalle; sprezzante del pericolo, offre il petto al nemico, facendogli le corna. (in coro) Cavaliere, mio Cavaliere! (lacrima) Fine.

  25. Lo so, a me ripugnano come queti altri, ma almeno con quelli si può parlare, non ti mandano l’esercito.

  26. Ottimo. Rende bene l’idea del nanerottolo.

  27. Stare dietro a tutte le ipotesi di cui hanno scritto commentatori di ogni tipo e fede confonde parecchio le idee a chi se le fa confondere
    Fino a non molto tempo fa si blaterava che berlusconi avesse portato a termine il famigerato piano di rinascita partorito da quella eccelsa mente di Gelli.
    Questo piano era ed è molto gradito agli amerikani
    Ora si parla di poteri forti esteri come se i poteri forti in Italia non abbiano sempre condizionato e diretto la politica Italiana arrivando a ogni genere di nefandezze
    Se fosse vero dei poteri forti esteri perchè consentire la rielezione di berlosco visto che fin dall’inizio ha pensato solo ai casi suoi e della p2 mentre a sinistra ci sono zerbini come bersani che sono asserviti alla bisogna?
    Non per niente bersani viene indicato come leader futuro della sinistra!
    Bersani è di un liberismo talmente sfrenato che la Tacher lo invidia! Se capisse ancora qualcosa ma ormai e rintronata
    La cosa che rimane difficile da capire è come una persona che ha dimostrato tuta la sua ignoranza,arroganza disprezzo delle regole sia ancora sulla scena politica e gli italiani non lo abbiano cacciato ma che poteri forti lo vogliano distruggere per i motivi elencati è una bufala

  28. Non ci scommetterei.

  29. al di là delle paranoie sparate in questo articolo degne de il giornale, chi sarebbero questi DEI?

  30. “lo si trasforma da uno che di politica non c’ha mai capito un cazzo e tutto quello che gli e’ sempre interessato sono i soldi e la peppa, in una specie di politico di statura bismarkiana, un idealista difensore di sa quali principi, eroe e conseguentemente (horresco referens) vittima”: sarà ma io non ho letto questo. O almeno, non è il significato che ho tratto da questo scritto, nè da quello di Barnard, nè da quelli di questa risma.

    Se solo ci liberassimo del nostro anti-berlusconismo, che a mio avviso ci rende ciechi, riusciremmo a vederci non molto chiaro in tutta sta faccenda di mignotte e soldi e potere.

    I redattori di cui sopra ci stanno provando, magari stan pisciando “fuori dal vaso”, ma sembra che non stiano mancando il buco di molto.

    O almeno, questo sembra.

  31. Fantastico! 😀

  32. E’ UN ARTICOLO CHE AVREI VOLUTO SCRIVERE IO.

    grazie Freda sei occhio di tutti quelli che hanno ancora un’anima, e una identità non da puttana in questa maledetta Italia.
  33. Ma chi ha parlato di d’Alema o del Kosovo o di altro? ho detto che quella frase totalmente gratuita non c’entrava niente nel contesto e che è un cazzone chi la scrive.

  34. E allora dovremo tirare fuori i forconi e cacciarli tutti.

  35. Bah, in fondo è solo vittima di se stesso e di tutte le cavolate fatte nel corso della sua vita.

  36. Cacchio,(per non usare in partenza francesismi più forti), si passa tutta un’epoca a contrastarlo e a sbandierare ciò che ad alcuni di noi appare palese, nella speranza che i ciechi vedano e i sordi odano, eppoi quando escono per due casi all’apparenza fortuiti – lo sfogo della moglie per il suo stato mentale e per il ciarpame esposto, ed un’indagine partita da Bari ad un imprenditore – fior fior di prove, che saranno pure sinonimo di lotte intestine tra i poteri occulti che evidentemente non gradiscono il suo mancato totale asservimento, ed eccoci là a difenderlo in quella classica forma della cara sinistra italiana che attacca, contrattacca, combatte, ma, quando c’è bisogno del colpo di grazia, eh no non si può essere così disumani e non essere mossi da pietismo; cerchiamo quindi alibi per non affossarlo cosìcchè se già ci sono pochi punti di riferimento, togliamo pure questi e….. pouff, tarallucci e vino!
    No cari non ci sto quello che si è cominciato lo si finisca e se poi sorgerà qualche altro marcio esponente lo si attaccherà nuovamente…..

  37. Non capisco l’acredine di molti commenti. Trovo questo articolo molto ben fatto, decisamente superiore a quello, mediocre, postato da Barnard giorni fa.

    Freda non fa l’elegia del Cavaliere, ma anzi lo definisce più volte per quello che è: un individuo volgare e meschino sceso in politica per curare i propri interessi. Poi da persona intelligente evita di foderarsi gli occhi di prosciutto e dà una sua chiave interpretativa sullo scontro in atto.

    Ci sono forse anime belle che pensano che la stampa internazionale si sia scatenata contro il premier semplicemente perchè va a puttane?

    All’estero della qualità della nostra classe politica non frega assolutamente nulla, è ovvio che si tratta di una lotta di potere nei quartieri alti.

    In realtà questo paese è ancora come nel ‘400, solcato da compagnie di ventura dedite al saccheggio. Taluni giostrano in proprio altri per conto terzi ma il risultato è sempre lo stesso e a prenderlo in quel posto siamo sempre noi, la gente comune.

  38. la teoria è reale. Ho sempre pensato che Berlusconi bestemmiava il comunismo per far credere che non era l’amico di Russia o kgb ecc…sapete, nella politica miglior modo di infiltrarsi è parlare malissimo dei propri mandanti, ma solo sparlare apparentemente…e sotto sotto continuare a fare cavoli propri portando avanti ciò che è incaricato di fare…
    mentre leggevo l ‘articolo non so perchè, mi ricordavo il famoso scandalo di spionaggio a Londra qualche anno fa dove è morto avvelenato un ex agente di kgb dopo aver mangiato un boccone da sushi bar con un agente italiano…dicevano che quel russo “pentito” voleva consegnare del materiale distruggente riguarda servizi segreti russi. Poi però non ho capito se alla fine quel disgraziato ha consegnato il materiale, e se si a chi ( se non al caro 007 italiano di origini del sud se non erro) e che fine ha fatto tale materiale e che cosa c’era in quel materiale…mah…sono sempre più convinta che siamo solo un pubblico passivo ed assistiamo a certi giochi politici disgustosi che alla fine si sfogano sulla nostra pelle, alla fine ci mette solo la gente povera, per esempio attraverso disasrti “naturali”…

  39. Vorresti cacciarli tutti con i forconi? E magari anche manifestando assieme ai sindacati…. e quanti illusi pensi che verranno con te a cacciare i cattivi?! Auguri!