COLPO DI STATO - IL QUADRO STORICO DELLA GLOBALIZZAZIONE

COLPO DI STATO - IL QUADRO STORICO DELLA GLOBALIZZAZIONE

DI JAMES POLK

globalresearch.ca

La nostra epoca è definita in gran parte da due concetti strettamente legati: la globalizzazione e la "guerra al terrorismo". Come agenti geopolitico-economici, i due concetti si completano a vicenda quali strumenti importanti per fini specifici: entrambi plasmano aspetti importanti della nostra vita quotidiana e determinano forma e contenuto di molti argomenti del discorso pubblico. In particolare in Europa e negli Stati Uniti, le popolazioni sono tenute a vigilare i "pericoli chiari e presenti" apparentemente posti dal "terrorismo internazionale", attraverso le icone mnemoniche di movimenti di truppe in Asia Centrale e/o trame bomba strategicamente distribuite che sono presumibilmente sventate "appena in tempo" dai nostri servizi di intelligence. Come se fosse copiato dagli appunti di Carl Schmitt, è stato costruito un "nemico" totalitario, che può comodamente essere richiamato in servizio da un momento all'altro quando la memoria collettiva comincia a sbiadire.

24 dicembre 1913, nasce la Federal Reserve
La globalizzazione ha proceduto per mezzo di tre interpretazioni e rappresentazioni del mondo in toto distinte ma intrecciate in modo chiaro: come "momento cosmopolita" [1] (per usare un termine coniato da Seyla Benhabib) socio-politico del globo incarna il nostro mondo vitale; come teatro delle operazioni per le multinazionali e gli interessi finanziari e come campo di battaglia su cui sono visti i conflitti indotti che richiedevano soluzioni complete e globali che devono essere raggiunte attraverso un Nuovo Ordine Mondiale.

Nel suo sviluppo attuale, la costruzione di un mondo unificato è in gran parte sinonimo di governo del mondo ideale, come previsto nella “Sociocracy” del filosofo francese Auguste Comte nel 19° secolo [2], in cui banchieri internazionali e centri di pensiero d’élite determinano e realizzano le politiche pubbliche.

Implicita in questo ideale globale è naturalmente la completa dissoluzione dello Stato-nazione come tale attraverso la graduale ma di fatto irreversibile integrazione delle singole nazioni nel quadro totalitario delle entità politiche ed economiche a comando giuridico/giudiziario che operano su scala mondiale (le più significative le Nazioni Unite, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, la Bank for International Settlements, e il World Trade Organization).

Le radici filosofiche di questo processo di integrazione possono essere trovate nei fattori determinanti che hanno portato al Trattato di Westfalia, che concluse la terribilmente brutale guerra dei Trent'anni in Europa. Il trattato seppellì anche il principio “eius regio, quius religio” e ripristinato la tolleranza dei protestanti, come dichiarato nella Pace di Augusta (1555), la cui revoca sotto il Sacro Romano Imperatore Ferdinando II con l'Editto di Restituzione (1629) ha indotto la feroce contro-risposta della nobiltà protestante in Austria e in Boemia. I termini dell'accordo di pace limitarono anche radicalmente il territorio e il potere del Sacro Romano Impero e riconobbero la sovranità dei molti principati che costituivano il regno di influenza tedesca, con la Francia e la Svezia come custodi della pace.



Ma il Trattato di Westfalia è stato di grande importanza per un’altra ragione significativa. Le menti che lo scrissero a Münster e Osnabrück sono state in grado di stabilire attraverso il discorso razionale il concetto di un accordo di pace basato sul primato della ragione e delle regole di diritto che trascendeva gli opposti interessi nazionali e i sistemi di fede, portando a compimento in un certo senso kantiano veramente l'idea regolativa di pace raggiungibile come principio di ragione che guida tutte le azioni delle parti coinvolte, e alla quale tutti i partecipanti, volenti o nolenti, dovevano assoggettarsi. Ciò è particolarmente evidente nel modo in cui alcune clausole del trattato assumevano un ruolo meta-normativo. Il trattato così aprì la strada ad un'era di pensiero secolarizzato in cui la norma di diritto e della negoziazione politica serviva come strumento di risoluzione dei conflitti e come linea guida della sovranità nazionale, basato sui principi della ragione.



Parallelamente allo sviluppo di principi di condotta internazionale cosmopolita nel nostro tempo, come quelli contenuti nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e negli statuti della Convenzione di Ginevra, interessi economici e finanziari hanno sfruttato sia i codici giudiziari formulati in accordi internazionali che le misure giuridiche che ora in molti casi sostituiscono le legislazioni nazionali pre-esistenti attraverso organismi sempre più totalitari come il WTO. [3] È il potere incarnato nei settori degli interessi finanziari concentrati che oggi agisce nel processo di trasformazione del nostro mondo vitale e dei regni dell’esperienza in modi inimmaginabili prima.

Colpo di Stato

In silenzio, e accuratamente nascosto al controllo pubblico, un colpo di Stato è avvenuto nel 1913 negli Stati Uniti d'America. I risultati di questo colpo di Stato incruento, si fanno sentire oggi, su scala davvero globale. Con attenta, dettagliata pianificazione, i rappresentanti delle istituzioni finanziarie più potenti in Europa e negli Stati Uniti sono riusciti attraverso l'emanazione del Federal Reserve Act (noto anche come il disegno di legge Glass-Owen) ad alterare in modo permanente e radicale le basi della nazione nel suo complesso.



Attraverso la creazione del sistema della Federal Reserve, gli interessi finanziari che il progetto di legge Glass-Owen hanno concepito, scritto e realizzato hanno portato via l'autorità del governo degli Stati Uniti come rappresentante teorico dei cittadini del Paese per stampare la nostra moneta e posto tale autorità nelle mani di un cartello di banche private. Secondo l'articolo 1, sezione 8 della Costituzione americana, è al Congresso che è dato il potere "di battere moneta" e di "regolare il valore della stessa". Il Federal Reserve Act interpreta ovviamente alla lettera questo potere come il conio di penny, nichel, centesimi e quarti di dollaro, ma è, tuttavia, la creazione di denaro sotto forma di biglietti di banca che si trova al centro dell'atto. Quando il governo richiede denaro, il Tesoro degli Stati Uniti scrive un pagherò in forma di buoni del tesoro Usa, che vende poi al sistema di proprietà privata della Federal Reserve in cambio di un assegno della Federal Reserve. In realtà, la banca "Federal" Reserve imputa semplicemente i numeri corrispondenti sulla tastiera del suo computer, una volta in passivo e una volta in attivo. In altre parole, i numeri sono creati dalla Federal Reserve dal nulla, per il quale richiede poi il rimborso con gli interessi. I fondi vengono accreditati sul conto del governo, dal quale tutte le varie bollette vengono poi pagate. È in quel preciso momento che "il denaro" in quanto tale è creato dalla banca della Federal Reserve dal nulla. Ma c'è un trucco aggiuntivo utilizzato da tutte le banche operanti sul sistema della Federal Reserve: il prestito a riserva frazionaria. Questo schema permette alla banca di moltiplicare la quantità di denaro che presta ai clienti dieci volte senza avere nelle riserve i reali fondi. L'intero progetto ha permesso agli occulti proprietari del sistema "Federal" Reserve privato di estorcere denaro in modo efficace al popolo americano sotto forma di pagherò, noti anche come “treasures”, che poi devono essere restituiti con gli interessi.

L'ancoraggio giuridico di questo scandaloso sistema nel disegno di legge Glass-Owen negli Stati Uniti è stato solo l'inizio. Come altre banche centrali firmatarie dell'accordo di Bretton-Woods (e di conseguenza facenti parte della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale), il sistema della Federal Reserve è in grado di controllare la quantità di moneta in circolazione attraverso diversi meccanismi, per esempio alzando o abbassando i tassi d’interesse e/o gli obblighi di riserve minime delle banche nel sistema di prestito a riserva frazionaria. Attraverso l'adozione del sistema della Federal Reserve, il debito è diventato l'essenza del denaro. Attraverso la creazione del debito, il denaro inizia a esistere nel sistema. Diventa così evidente che non è mai nell'interesse della banca che i clienti e i mutuatari in realtà ripaghino i debiti, ciò lascerebbe le banche senza pagamenti di interessi. Quando i mutuatari capitano di essere nazioni sovrane, ad esempio dal mondo in via di sviluppo, o adesso gli Stati Uniti e una serie di Paesi dell'Europa occidentale, i pagamenti di interessi percepiti dalle banche facilmente arrivano a centinaia di miliardi. Questo è straordinariamente redditizio per le banche che sono stati in grado di "sedersi” alla negoziazione degli accordi di pace (attraverso la quale sono regolati i termini della resa e il risarcimento dei danni) e deliberazioni di accordi commerciali internazionali per regolare la finanza e il commercio globale.

La prima guerra mondiale e il suo esito forniscono un esempio molto illuminante di come questo è stato compiuto. Le condizioni imposte alla Germania attraverso l'articolo 231 del trattato di Versailles hanno gettato le basi per il consolidamento degli interessi degli enormi e potenti interessi finanziari a Londra, New York, Francoforte e Parigi, che avevano contribuito a far approvare, con le buone e con le cattive, la legge della Federal Reserve negli Stati Uniti. (Si noti che questi sono gli stessi interessi finanziari che hanno fatto anche la loro parte per spingere in primo luogo le nazioni nel conflitto militare. Il punto centrale però rimane limitato alla genesi e all’attuazione del cartello bancario privato centrale in quanto tale e i suoi collegamenti con l'attuale crisi finanziaria e la guerra al terrorismo).



L'orrore della prima guerra mondiale portò rapidamente a realizzare che la comunità mondiale delle nazioni non avrebbe dovuto permettere il ripetersi di tanta crudeltà, e che i principi universalmente riconosciuti e accettati di comportamento erano necessari per garantire la pace internazionale e l'armonia. Tali principi di buona volontà, volutamente evocati nei termini stabiliti dalla pace di Westfalia, non potevano che essere adempiti attraverso un comune o generale consenso globale. In altre parole, fu necessaria una Società delle Nazioni (League of Nations), un Völkerbund nel più stretto senso kantiano per definire e attuare a livello internazionale dei validi principi umanitari, una gestione davvero cosmopolita per beneficiarne l'intera specie umana e il nostro mondo vitale.

E' stato questo impulso positivo, tra le altre cose, che portò i partecipanti alla "guerra per porre fine a tutte le guerre" a fondare il "Patto della Società delle Nazioni". L'accordo comprendeva 26 principi sui quali si impegnarono i 58 Stati membri. Ma il problema più centrale che confondeva gli ideali della Lega era il fatto che l'accordo si basava su importanti interessi economici che essenzialmente condannavano il trattato al fallimento fin dall'inizio. La Lega si è basata sullo statu quo, come definito dai vincitori della prima guerra mondiale, che, come rappresentanti simultanei di apparentemente "interessi nazionali" hanno fatto tutto quanto in loro potere per assicurare il più ricco guadagno possibile per le élite di banchieri operanti dietro le quinte a New York, Londra, Parigi e Francoforte. E i mezzi per questo scopo sono stati trovati nei termini del risarcimento a cui fu poi costretta la Germania. Un articolo comparso sul New York Times del 31 Maggio 1922 illustrava le richieste più salienti fatti alla Germania dalle potenze alleate dell'Intesa:

"La Commissione dei risarcimenti ha chiesto alla Germania il consenso ai seguenti impegni prima del 31 maggio:


1. Ridurre le spese e pareggiare il bilancio.

2. Bloccare l'aumento del debito estero e la crescita di carta moneta in circolazione.

3. Accettare una lieve supervisione dei suoi sforzi in questa direzione.

4. Prendere misure per impedire l’ulteriore fuga di capitale e far tornare 2 miliardi dollari volatilizzati fuori dal paese negli ultimi due anni.

5. Assicurare l’autonomia dalla politica della Reichbank.

6. Riprendere la pubblicazione delle statistiche di finanza pubblica".[4]

I lettori più attenti noteranno immediatamente i paralleli inconfondibili con le esigenze ("misure di austerità"), spesso imposte alle nazioni in via di sviluppo attraverso il Fondo monetario internazionale nelle sue proposte politiche precedentemente conosciute come "programmi di assestamento strutturale", tra cui le richieste per la privatizzazione del sistema bancario, o per usare la frase presentata nel "linguaggio Fed Reserve" ‘per garantire l’indipendenza delle banche’ ("autonomia") dalla politica. (Nella traduzione corretta, questa è la semplice richiesta che dovrebbe essere lecita per questo cartello di banche private, unica fonte di denaro falso, per consentirgli di perpetrare la sua truffa monetaria basata sul debito, senza alcuna sorveglianza o controllo da parte del popolo o dei suoi rappresentanti.) Una gamma di condizioni imposte dal FMI ha costantemente portato a diffuse difficoltà interne e crisi economiche all'interno delle nazioni in questione, perché gli interessi e il benessere della popolazione in generale sono spesso chiaramente in contrasto con i programmi del FMI in corso di attuazione. Joseph Stiglitz la mette in questo modo:

"Il FMI non sta solo perseguendo gli obiettivi indicati nel suo mandato originario, di migliorare la stabilità globale e assicurare fondi per i paesi che si trovano di fronte a una minaccia di recessione per perseguire politiche di sviluppo. Sta anche portando avanti gli interessi della comunità finanziaria. Questo significa che il FMI ha obiettivi che sono spesso in conflitto tra loro.

La tensione è tanto più grande perché questo conflitto non può essere portato allo scoperto: se il nuovo ruolo del FMI venisse pubblicamente riconosciuto, il supporto per tale istituzione potrebbe indebolirsi, e coloro che sono riusciti a cambiarne il mandato quasi sicuramente lo sapevano. Così il nuovo mandato ha dovuto essere vestito in modi che sembravano, almeno superficialmente coerenti con il vecchio".[5]

Ed è proprio questa straordinaria espansione del potere del cartello delle banche private che è stata centrale per gran parte delle manovre dietro le quinte durante e dopo la prima guerra mondiale. In un saggio molto illuminante pubblicato su Foreign Affairs nel 1936, Leon Fraser ha portato la vera agenda occulta della élite bancaria sotto una esclusiva prospettiva pubblica:


"La verità era che gli esperti [cioè, della seconda Commissione Young - jp] colsero l'occasione del nuovo accomodamento del risarcimento come una scusa per riparare una lacuna conosciuta da tempo nel tessuto finanziario internazionale. L'organizzazione che avevano proposto non aveva funzioni connesse con i risarcimenti, e queste funzioni apparentemente secondari erano, nella coscienza interiore degli ideatori, i motivi predominanti per la sua istituzione. Con alcuni dei membri - in particolare quelli connessi con commercial banking - l'istituto è stato previsto come strumento per l'apertura di nuovi campi del commercio mondiale per mezzo di estensioni fresche di credito [...] Mentre non vi era alcuna unanimità circa la opportunità di la creazione di più credito, tutti gli esperti hanno convenuto che la Banca potrebbe riempire una lacuna evidente nella organizzazione finanziaria del mondo, cioè la creazione di un centro per la collaborazione delle banca centrale e le società, per migliorare il meccanismo monetario internazionale. "[6]



La banca Fraser si riferiva, ovviamente, a null’altro che allla banca centrale di tutte le banche centrali, la Bank for Intenational Settlements (Banca dei Regolamenti Internazionali), con sede a Basilea.



Louis McFadden, banchiere della Pennsylvania ed ex membro del Congresso, ha condannato i motivi nascosti e i metodi operativi del Trattato di Versailles senza mezzi termini. McFadden prende di mira in particolare la Bank for Intenational Settlements, che prese il controllo dell’oro che la Germania era tenuta a consegnare come pagamento per i risarcimenti. Scrivendo con riferimento alla teoria di Grozio sull’adeguata composizione dei conflitti militari (de jure belli ac pacis), McFadden ha sostenuto che il Trattato di Versailles era infatti stato negoziato in mala fede, con la "House of Morgan" [riferito alla nota banca di allora JPMorgan & Co, ora JPMorgan Chase & Co. N.d.T.] e i soliti sospetti della cricca di banchieri internazionali che sono i primi beneficiari delle obbligazioni di risarcimento, e che gli aspetti sostanziali del Trattato erano stato elaborati nei centri finanziari di Londra, con largo anticipo dei veri e propri negoziati di Parigi. McFadden profeticamente presagiva le conseguenze a lungo termine del trattato come le "Fondamenta per la ripresa di una dozzina di guerre legalmente giustificabili." [7]



Il consolidamento del potere economico e finanziario in Occidente alla fine della seconda guerra mondiale ha reso possibile la conseguente rapida e compiuta globalizzazione delle tendenze rudimentali già visibili nella piattaforma della Società delle Nazioni. L'istituzione delle Nazioni Unite nel 1945, nonché la fondazione della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, come previsto dagli esiti degli accordi di Bretton-Woods (1944), ha sostanzialmente fornito al sistema internazionale della moneta e della finanza un distintivo carattere anglo-americano. Questo significava, in particolare, che le banche centrali di tutti i paesi membri adottavano in gran parte il modus operandi del sistema della Federal Reserve. La stampa delle monete nazionali, una volta privilegio di governi sovrani, doveva essere sostituito dal sistema dei titoli di Stato o dal rilascio di obbligazioni, che sarebbero stati poi prestati o venduti al cartello di banche private (guidato dalla rispettivi "banca centrale" del Paese) in cambio di banconote - con i dovuti interessi. Gli esiti delle due guerre mondiali, in cui un cartello di banche private aveva infine scritto i termini di resa economica e finanziaria, avevano costretto i vinti nel ruolo di partecipanti alla più grande truffa della storia umana: la creazione di denaro dal nulla attraverso il debito, con pagamenti di interesse in flusso permanente alla sfera di élite dei banchieri privati - tutto su scala globale.

Molte delle più recenti risorse e dei nuovi mezzi di investimento discussi in un numero crescente di studi hanno collegato con tanto successo la sfera politica con quella aziendale/finanziaria che una chiara separazione non è più possibile. Tuttavia, tra ampi segmenti delle popolazioni di molti paesi, i cittadini votanti sono ancora convinti della sacralità della carica elettiva. Queste convinzioni si basano sulla pubblicità ingannevole, e gli elettori non sono riusciti a vedere la fusione tra il capitale e il successo della continua campagna per la conservazione degli incarichi che regolarmente avviene dietro le cortine di fumo e specchi dei mezzi di comunicazione di massa. In un certo numero di casi importanti, anche l’opposizione o i movimenti di protesta sono stati acquistati e messi in scena. [8] Yes we can! Si, se puede! ora dovrebbe essere visto come il canto pietoso di tutti coloro che sono caduti per il cambiamento in cui credevano. Il cambiamento è avvenuto sotto forma di salvataggi continuati per le banche di Wall Street, con l'ex capo della Federal Reserve di New York collocato comodamente da Obama stesso sulla trono del Tesoro Usa, immune da critiche e da rimproveri, nonostante le sue e-mail urgenti al legale di AIG che esortavano al silenzio in risposta alle richieste del Congresso sulla portata dei fondi di salvataggio della Fed incanalati nelle tasche di Goldman Sachs. (Naturalmente, al momento in cui queste rivelazioni divennero di pubblico dominio (su Internet!), I grandi media erano impegnato a convincere il pubblico semi-cosciente dell'importanza dei movimenti passati e presenti dei genitali di Tiger Woods). È stato tutto il solito business. Ma i disperati con le lacrime agli occhi sembrano cadere nella montatura di Hollywood ogni volta: è QUELLO!



Le procedure schematiche svolte da FMI, Banca Mondiale e WTO spesso acquisiscono un carattere di vera e propria assurdità. Tale fu il caso nello spesso citato programma di adeguamento strutturale sviluppato per la Bolivia nel Enhanced Structural Adjustment Facility (ESAF) Policy Framework Paper per il 1998 - 2001. In cambio dei tanto necessari prestiti del FMI, la Bolivia era tenuta a trasferire i "diritti" del sistema idrico di Cochabamba all'impresa privata di Aquas de Tunari, una controllata della società International Water Ltd/consorzio Bechtel Corporation. (Bechtel ha acquisito notorietà internazionale sotto l'amministrazione di George W. Bush come destinatario di generosi contratti militari di "ricostruzione" in Iraq senza gara d’appalto). La privatizzazione della fornitura di acqua ha fatto sì che il prezzo di questa necessità di vita è aumentato di oltre il 300%, diventando irraggiungibile per molte famiglie. Con pubblica indignazione e potenziali violenze all'orizzonte, un rapporto redatto da esperti della Banca Mondiale ha consigliato: nessun sussidio pubblico deve essere dato per mitigare l'aumento delle tariffe dell'acqua a Cochabamba. [9]

Recenti macchinazioni del WTO hanno portato anche a precarie strategie di globalizzazione. Secondo Greg Palast, una nota interna inviata al suo ufficio al “The Guardian” ha rivelato le reali minacce rivolte al governo di sinistra del Brasile se il Paese continuava a rifiutarsi di firmare l'accordo sui servizi finanziari del 1999. Questo accordo ha costituito la base giuridica internazionale per la deregolamentazione dei cosiddetti "prodotti finanziari", in particolare i derivati come i "credit default swap" e "mortgage backed securities", che poi hanno portato alla crisi finanziaria globale.

Il modello di crisi seguito da un piano precotto per una soluzione globale è stato persistente fin dai primi anni del 1800, quando le élite bancarie europee hanno bruciato le tappe al fine di istituire una banca centrale sul suolo americano. Questi sono stati gli stessi interessi strutturali che alla fine hanno portato al passaggio del disegno di legge Glass-Owen. Ed è all'interno di questo modello che sono anche da ricercare le origini della crisi finanziaria attuale, in particolare nell'ambito più alte sfere del sistema della Federal Reserve.

Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 a New York e Washington, DC, la Federal Reserve è stata "costretta" ad abbassare i tassi di interesse al minimo per evitare un crollo potenziale di una serie di importanti servizi e industrie. Questa mossa ha consentito a tutte le filiali di banche a livello nazionale di rendere facilmente disponibili i crediti, in particolare per i mutui casa. Due anni dopo, l'intero Paese era in una frenesia di acquisto case con visioni di case in aumento in valore anno dopo anno fino alla fine dei tempi. Molti acquirenti ne hanno comprate due o tre, nella speranza di “rilanciare” la mano con migliaia e migliaia di dollari di profitto.



Furono gettate le basi per l'inizializzazione di uno strumento finanziario precedentemente sconosciuto - BISTRO (Broad Index Secured Trust Offering) - sviluppato nel think tank di JP Morgan. Con la velocità dei bonifici elettronici, BISTRO ha permesso inimmaginabili profitti esponenziali attraverso la "credit default swaps" che la "House Morgan" poi ha diviso in pacchetti e venduti a migliaia di interessati tra aziende, banche, colossi delle assicurazioni e fondi di investimento in tutto il mondo. Come la rivista tedesca Der Spiegel così accuratamente ha dichiarato, "i manager delle banche e i banchieri centrali sono stati i capitani di questa nave, tra cui superstar come il manager Blythe Masters di JP Morgan, e l’ex presidente della Federal Reserve Alan Greenspan." [10]

Un osservatore attento della storia finanziaria dovrebbe riconoscere il modello concreto di sviluppo qui all’opera. Una presunta espansione ben fondata di credito e un corrispondente boom economico sono seguiti da una contrazione improvvisa del credito e dall'implosione dei mercati. Al centro della nostra crisi attuale c’è il settore bancario e la sua capacità di creare denaro e derivati dal nulla. Il crollo era prevedibile, e con ogni probabilità attentamente pianificato. Non appena il crollo del 2008 è cominciato i direttori delle principali banche d'America iniziarono ad emettere ultimatum al popolo americano attraverso il proprio rappresentante, Henry Paulson (ex CEO di Goldman Sachs), così come il segretario del Tesoro. Se le casse delle banche non fossero state reintegrate con ampi fondi pubblici, gli americani si sarebbero presto svegliati con la legge marziale per le strade di molte città importanti.

E prontamente, i rappresentanti “non-ci-vediamo-niente-di-male” a Washington sono venuti in soccorso delle élite finanziaria globale, il tutto a scapito dei contribuenti e, infine, anche a scapito della sovranità nazionale. Richieste concomitanti per "soluzioni globali" a questo dichiarato problema globale, sono state prontamente messe all'ordine del giorno nazionale e internazionale da parte del G20 e da economisti di spicco come Kenneth Rogoff. Il Congresso americano ha recentemente ratificato una revisione globale del sistema finanziario del Paese, e così concesso maggiore autorità alla Federal Reserve. Su scala globale, gli esperti finanziari ed economici di tutto il mondo sono al lavoro per lo sviluppo di revisioni fondamentali dell'Accordo di Basilea (Basilea III) nell'ambito della Bank for International Settlements. [11]



Nello stesso tempo, l’annuncio della Federal Reserve nel tardo 2010 che avrebbe avviato un secondo ciclo di "distensione quantitativa" nel tentativo di liberare del credito e di alleviare le istituzioni finanziarie da attività moribonde ha portato a svariati appelli rumorosi per una nuova valuta di riserva globale da sostituire al dollaro in difficoltà. La decisione della Federal Reserve di aumentare la liquidità stampando più dollari è già vista come un errore potenzialmente fatale da molti scettici, in particolare in Cina, che detiene una somma di grandezza spropositata di dollari USA nel suo scrigno di valuta di riserva. Russia e Cina, tra gli altri, hanno già concordato uno scambio bilaterale di beni e servizi, utilizzando le proprie valute, senza il dollaro statunitense come intermediario.

Inevitabili pressioni inflazionistiche garantiscono che i giorni del dollaro USA come valuta di riserva mondiale sono contati; questo risultato non fa ben sperare per il popolo degli Stati Uniti, che molto probabilmente se e quando i prezzi per le necessità quotidiane come la benzina, partiranno a razzo al di là di quanto possa permettersi vedrà allora la legge marziale. Come il capo operativo di tutte le forze clandestine dedite a vedere un governo unico mondiale nel controllo del pianeta, la Federal Reserve sta attivamente distruggendo la valuta degli Stati Uniti come strumento della sovranità nazionale. Ed in stretta collaborazione con la "Fed", gruppi di lavoro all'interno sia delle Nazioni Unite che del FMI hanno pubblicato documenti da posizioni chiave in cui si propone una nuova valuta mondiale, che ci si aspetta venga ad essere stampata o coniata da una banca centrale globale. [12]



La "guerra al terrore" globale

Accompagnando la sempre maggiore autorità di strumenti globali come l'FMI, il WTO e la Bank for International Settlements, una rete di sorveglianza internazionale è pienamente in fieri, con conseguenze di vasta portata per la vita individuale e la libertà. Particolarmente a rischio oggi è l'integrità di Internet come ultimo bastione di scambio di informazioni non censurate. Ad ogni "attacco informatico" pubblicizzato, sia reale sia creato ad hoc, seguono nuove richieste di maggiori misure di sicurezza e nuova legislazione per controllare forma e contenuti online. Nuovi concetti chiave sovranazionali come "Al Qaeda", "le reti terroristiche" o "trasferimenti di denaro sospetti" sono ormai di uso comune nel dibattito pubblico e consentono l'attuazione di misure di controllo politico-militare senza precedenti e strategie di sorveglianza per i normali cittadini. La disponibilità dei governi di tutto il mondo ad adottare misure anti-terrorismo che sono potenzialmente ostili ad ogni forma di libertà individuale si basa sulla discutibile accettazione della spiegazione ufficiale offerta dal governo degli Stati Uniti e dei suoi servizi di intelligence per gli eventi verificatisi l’11 settembre. La scarsità di critica, soprattutto tra i principali media americani, della narrazione ufficiale plausibile di tutto ciò che è emerso l’11/9 è di per sé prova sufficiente di un stampa americana completamente controllata da cima a fondo.

Le analisi di David Ray Griffin e Steven Jones (fra molti altri) [13] delle molteplici incongruenze e dell’inconsistenza più assoluta nella spiegazione ufficiale degli attacchi dell’11/9 dimostrano chiaramente che ci sono stati e ci sono molti più sinistri complotti al lavoro di quanto l’opinione pubblica americana sia pronta a credere. Le risposte alla inevitabile domanda -cui bono?- indicano i beneficiari a lungo termine del controllo globale che in ultima analisi otterranno senza eccezioni.



Lo schema è sempre lo stesso. Si presenta una crisi di proporzioni epocali, e si offrono soluzioni su scala globale che in definitiva consolidano gli interessi di un Nuovo Ordine Mondiale, del tipo previsto da Auguste Comte, con banchieri ed una selezionata élite intellettuale ad avere il completo controllo. Il sistema della Federal Reserve dovrebbe essere visto per quello che è - l'agenzia internazionale di una cricca di élite bancarie che sono caparbiamente decise a ottenere un governo globale, con un sistema unico di giustizia universale, una valuta unica, e una rete di sorveglianza onnicomprensiva a garanzia di un regime neo-feudale, totalitario e infallibile. Grazie agli sforzi di questa stessa élite globale, gli Stati Uniti nella loro agonia finiranno per soccombere ai vincoli che i suoi leader hanno volontariamente adottato nel contesto della globalizzazione.



Per quanto mirabile possa essere la pace perpetua nell'ambito di un sistema di ragione benevolente, con innanzitutto il concetto della sacralità di ogni forma terrestre di vita ben fisso in mente, i concreti dati storici e i curriculum di chi è più attivamente impegnato nel portare alla piena fruizione degli ideali di questo Nuovo Ordine Mondiale bastano da soli come motivo per respingere i loro obiettivi.



I banchieri d’élite negli Stati Uniti e in Europa hanno concepito e attuato il sistema della Federal Reserve, come una pietra miliare verso l'eventuale governo globale di una società neo-feudale. La persistente crisi economica globale è stata concepita e attuata come un ulteriore strumento essenziale al raggiungimento di un unico governo mondiale controllato dai banchieri e dai loro compari (“shills” nell’originale, “shill” è una persona che aiuta altri o organizzazioni a vendere qualcosa senza rivelare di avere un rapporto stretto con il venditore, tipico il caso di chi alza il prezzo artificiosamente nelle aste. N.d.T.) intellettuali seduti in posizioni cruciali che decidono cosa fare -- qui custodiet custodes?

Le politiche nascoste e le macchinazioni clandestine della "Fed" stanno accelerando il "bisogno" e la "domanda" di una moneta mondiale per sostituire le attuali valute nazionali. In epoche precedenti, l'esecuzione di tali piani e questi propositi sarebbero stati considerati alto tradimento e puniti a dovere, nel linguaggio di oggi, dovrebbero essere qualificati più correttamente come un atto di terrorismo.


Dr James Polk profondamente influenzato sia dalla Scuola di Francoforte della teoria critica che dalla fenomenologia del XX secolo, ha compiuto gli studi universitari in filosofia alla Freie Universität di Berlino, dove ha conseguito il dottorato di ricerca per il lavoro su Kant e Heidegger. Egli è l'autore di der Zeit Am Horizont e il trionfo dell'ignoranza e della Beatitudine - Patologie della Pubblica America.


Fonte: www.globalresearch.ca

Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=22551

29.12.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ETTORE MARIO BERNI

Note


1) Benhabib’s understanding of cosmopolitanism and its implications for human societies is presented in Another Cosmopolitanism (Berkeley Tanner Lectures), Robert Post, ed. (Oxford: Oxford University Press, 2008) and in The Rights of Others: Aliens, Residents, and Citizens (The Seeley Lectures), (Cambridge: Cambridge University Press, 2004).

2) Auguste Comte, System of Positive Polity, transl. Richard Congreve, (London: Longmans, Green, and Co., 1877).

3) See in particular Michel Chossudovsky, “The Global Economic Crisis: An Overview,” The Global Economic Crisis. The Great Depression of the XXI Century, ed. Michel Chossudovsky and Andrew Gavin Marshall, (Montreal: Global Research Publishers, 2010) 3 - 60.

4) Edwin L. James, “Reparations Issue Now Up To Bankers,” New York Times, 31 May 1922.

5) Joseph E. Stiglitz, Globalization and Its Discontents (New York: W. W. Norton, 2002) 206 - 207.

6) Leon Fraser, “The International Bank and Its Future,” Foreign Affairs (New York: Council on Foreign Relations) vol. 14, number 3 (April, 1936), p. 454.

7) Louis T. McFadden, “The Reparations Problem and the Bank for International Settlements,” Annals of the American Academy of Political and Social Science, vol. 150, Economics of World Peace (July, 1930), p. 53 - 64.

8) Michel Chossudovsky, “Manufacturing Dissent: the Anti-globalization Movement is Funded by the Corporate Elites. The People’s Movement has been Hijacked,” Center for Global Research, September 20, 2010, http://www.globalresearch.ca

9) IMF Bolivia Public Expenditure Review. www.wds.worldbank.org

10) The original Spiegel text: “Bankmanager und Zentralbanker waren auf diesem Schiff die Kapitäne, darunter Superstars wie die JP Morgan-Managerin Blythe Masters und der Ex-chef der US-Notenbank, Alan Greenspan.” (translation j.p.) “Der größte Diebstahl aller Zeiten - wie Finanzjongleure die Welt in eine Krise stürzten, die noch lange nicht beendet ist,“ Der Spiegel, number 47 (November 11, 2008) p. 47.

11) See Ellen Brown, “The Towers of Basel: Secretive Plan to Create a Global Central Bank,” The Global Economic Crisis. The Great Depression of the XXI Century, ed. Michel Chossudovsky and Andrew Gavin Marshall, (Montreal: Global Research Publishers, 2010) 330 - 342.

12) See in particular the International Monetary Fund paper entitled “Reserve Accumulation and International Monetary Stability” prepared by the Strategy, Policy and Review Department (April 13, 2010) and the United Nations’ “Report of the Commission of Experts of the President of the United Nations General Assembly on Reforms of the International Monetary and Financial System” (September 21, 2009).

13) See especially David Ray Griffin, Debunking 9/11 Debunking: An Answer to Popular Mechanics and Other Defenders of the Official Conspiracy Theory (Northampton, Mass.: Olive Branch Press, 2007); idem., The 9/11 Commission Report: Omissions and Distortions (Northampton, Mass.: Olive Branch Press, 2004); Niels H. Harrit, Jeffrey Farrer, Steven E. Jones et al., “Active Thermite Material Discovered in Dust from the 9/11 World Trade Center Catastrophe,” The Open Chemical Physics Journal, 2009, 2, 7-31.

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    1. caps 11 gennaio 2011

      un suggerimento...bè guardiamo al fenomeno Zeitgeist, con tutti i problemi che non risolve e le contraddizioni all'interno dei vari film che ora lascio da parte, prendo come esempio solo il movimento. C'è gente che si è messa in moto, organizzandosi, dandosi dei ruoli e collaborando!
      Cosa che non avviene mai sui commenti di CDC...ormai si possono distinguere delle correnti all'interno dei commenti....Dove si vuole andare se non si riesce neanche a confrontarsi!? Invece di criticare, solamente, cosa c'è in un articolo, perchè non si sviluppano le idee interessanti, magari aprendo una discussione sul Forum di CDC (visto che c'è...)
      è facile, basta solo un po di umiltà ed educazione. tutto qui...e mi riferisco a tutti i lettori...

    1. amensa 11 gennaio 2011

      @ vic
      hai tirato in ballo un problema vero, serio, ed indicativo del modo di (s)ragionare di una classe pollitica per la quale è buono tutto ciò che torna loro comodo e cattivo tutto ciò ch enon lo è.
      peccato solo che il tutto sia un po' fuori tema, verissimo, ma meriterebbe un 3d apposito per tale discussione.

    1. vic 10 gennaio 2011

      Un grande problema, magari nono fondamentale pero' molto importante, e' che l'occidente non e' stato in grado di affrontare la crisi finanziaria come si deve.

      Uno si sarebbe aspettato di vedere una riforma drastica del sistema finanziario. Una divisione chiara degli operatori speculanti dagli operatori commerciali e bancari tradizionali. Ci si aspettava una regolamentazione chiarissima di quella terra di nessuno che sono i mercati dei derivati. Ci si aspettava che governi importanti come quello degli USA, ma non solo, facessero chiarezza ai propri vertici mettendovi gente senza conflitto d'interesse con Wall Street o con la City.
      Invece a cosa abbiamo assistito?
      A carnevalate oscene come quelle di Tremonti che affermava "se fosse per me manderei l'esercito in Svizzera", come se il contenzioso fiscale fra Svizzera ed Italia fosse la sorgente della crisi del debito. Cialtrone!

      E' un fatto che ancora oggi lo stesso Tremonti si rifiuta di sedersi ad un tavolo negoziale per regolare la questione una volta per tutte, per qualche decennio almeno. Da furbastro sa che all'Italia viene riversato il 40% delle imposte alla fonte prelevate dal lavoro dei frontalieri, quando all'Austria ne viene riversato il 12%. Viceversa l'Italia riversa lo zero % alla Conferazione nel caso dei rarissimi frontalieri al contrario.
      Tremonti fa anche finta di ignorare che la zona di confine gode di una grandissima opportunita', in quanto la Svizzera da' lavoro all'incirca a 40mila frontalieri a condizioni che in Italia si sognano. Un esempio, i conducenti di bus urbani. O vogliamo parlare del grande favore fatto all'Italia con l'introduzione del treno pendolare TILO, nato e pagato essenzialmente dalla Svizzera, ma di cui godono parecchio gli abitanti di frontiera. Taccio sul regalo miliardario in quantita' di lavoro creato a beneficio di aziende italiane grazie alla costruzione del tunnel di base del Gottardo. E' un investimento in un'infrastruttura ferroviaria euriopea che la Confederazione Elvetica si accolla senza chiedere un centesimo all'Italia. In pratica gli regala l'infrastruttura (che puo' essere paragonata alla costruzione del ponte di Messina di la' da venire)), e in piu' pure il lavoro per costruirlo. Cioe' la Svizzera mette in atto una politica Keynesiana a favore dell'Italia e questa la ripaga con pesci in faccia, non solo da parte di Tremonti, ma anche di Frattini
      All'attuale governo italiano manca in modo osceno uno spirito di collaborazione costruttivo. Si sentono tanti discorsi, ma fatti zero, anzi sottozero.
      La collaborazione transfrontaliera funziona benissimo con Francia e Germania. Solo con l'Italia e' perennemente arenata. E dire che si parla la stessa lingua.

      Sono partito con un problema e sono cascato su un altro. Hanno in comune entrambi di essere dei problemi attuali, reali ed emblematici della mancanza di volonta' di affrontarli in modo positivo, affinche' un domani non ci si ritrovi a discutere ancora sulle stesse questioni di oggi.

      In sintesi la classe politica Italiana ha bisogno di essere quasi totalmente rinnovata, Tremonti e Frattini compresi. Se Tremonti sente cosi' tanto il bisogno di armarsi e partire, che vada in Afghanistan. Saranno in tantti ad applaudirlo. Occhio alle uova marce lungo il tragitto!

    1. amensa 10 gennaio 2011

      @ caps
      se la verità si illuminasse per qualità propria, non ci sarebbe nemmeno discussione.
      da parte mia cerco di portare la logica, il ragionamento come giudice per separare il vero dal falso.
      c'è invece chi porta il preconcetto, le affermazioni di personaggi tali che per la loro insipienza hanno sbagliato tutte le previsioni e sono stati smentiti dai fatti.
      ma perchè è importante stabilire la verità ? perchè essa è la base su cui costruire l'eventuale prognosi.
      se non si comprende come funziona il mondo attuale, come si può sperare di modificarne le cause dei grossi guai che ci opprimono ?
      se un organismo sta male, ed il medico sbaglia diagnosi addossando ad un organo che non c'entra nulla la responsabilità del male, pertanto tenderà a curare quell'organo, come potrà guarire il paziente ?
      qui non si tratta di mettersi in evidenza, o di orgoglio personale, o inezie di questo genere, qui si tratta di non sprecare le poche risorse disponibili in terapie che non hanno senso.
      è molto difficile, mediante scritti, a volte lunghi e noiosi, mettere in mostra le contraddizioni delle false affermazioni, ed è per questo che ho già ripetutamente sfidato in pubblici confronti i sostenitori di certe tesi.
      ma nessuno ha raccolto la sfida.
      ora domando:"come si fa a smascherare personaggi che raccolgono consenso solo perchè dicono ciò che la gente desidera sentirsi dire, ma che è ben lontana dalla verità "?
      chi adatta la realtà alle sue teorie sballate per dire "voi siete buoni e furbi, ed i mali derivano da quei cattivi la", purtroppo raccoglie molti più consensi di chi sostiene "siete caduti come polli nella rete di chi esercita il potere, perchè non avete avuto voglia di interessarvi alle cose che vi riguardano da vicino, pertanto la prima colpa è vostra", ma dispone di mezzi e audience molto minore, come può fare a far capire l'errore che si stà commettendo ?
      perchè bisogna arrivare a piangere tutti, sulle proprie disgrazie, per non aver saputo distinguere in tempo il vero dal falso, anche se il vero, purtroppo, è molto scomodo da ammettere ?
      dai , dammi un suggerimento, se ce l'hai, io sto esaurendo sia la voglia che le risorse per andare controcorrente. è così difficile salvare chi preferisce affogare comodamente !!

    1. caps 10 gennaio 2011

      Ringraziamo Amensa per l'esaustiva delucidazione e pazienza che offre per le sue risposte.
      Ora, i miei corsi di studi mi hanno portato ad affrontare questi problemi, (anche se i miei professori sono degli idioti indottrinati...) e leggendo quanto detto da Amensa, il tutto si ricollega a quanto detto da Barnard (non sono un suo fan e non voglio assolutamente idolatrarlo, sia ben chiaro). Ma il fatto che uno stato, una volta che abbia "raccolto" tutto il denaro in entrata e stilato il bilancio, il denaro mancante per chiudere il bilancio lo deve prendere. Essendo un keynesiano, mi dico: perchè non spendere a debito? per paura degli attacchi dei mercati finanziari? Perchè regole incredibili ce lo impediscono? Perchè è stato definito dai vari economisti-del-sistema che è un male?
      Perchè invece di litigare e offendere (ogni volta che si iniziano a leggere i commenti sembra di assistere a discussioni tra bambini....è vergognoso...) si discuta e ci si confroti?Sembra un continuo tirare acqua al proprio mulino, dicendo io ho ragione, sono il più figo, voglio arrivare al posto di grillo e travaglio...bla bla bla...
      Qua'è il vero problema? Il Signoraggio Bancario? le teorie economiche Austriache? Elite finanziarie spietate? O è il sistema economico in se, che non permette l'equità?
      Una discussione tranquilla ed educata può essere affrontata su CDC, in quanto lascia spazio a tutti di esprimersi.

    1. Galileo 10 gennaio 2011

      Buon articolo e buona la traduzione.

    1. amensa 10 gennaio 2011

      purtroppo fintantochè la moneta di riserva mondiale ( almeno al 70%) sarà il dollaro, cosa fà e come agisce la FED influisce anche su di noi.
      ma del sistema bancario anglosassone, non è tanto importante sapere come e quando è nato, ma come opera OGGI!

    1. amensa 10 gennaio 2011

      purtroppo non è tanto importante sapere come è stata fondata e come operava la FED nel 1913, quanto sapere come opera oggi, che controlla la moneta di riserva ( almeno al 70%) mondiale.
      anche perchè se non fosse per questo fatto, potrebbe fare cosa gli pare, ch esarebbero al massimo affari degli statunitensi.
      invece così sono anche affari nostri.

    1. amensa 10 gennaio 2011

      allora o non mi hai letto, oppure hai letto ma non hai capito una sega.
      è solo sul modo di combatterle, che non sono d'accordo coi sostenitori delle bufale. un nemico bisogna conoscerlo per combatterlo efficacemente, altrimenti si spara sempre e solo a vuoto.

    1. GRATIS 10 gennaio 2011

      Ormai le tiritere di amensa non c'è nemmeno bisogno di leggerle. La sintesi di tutte le sue convinzioni e delle sue credenze è che le banche sono enti benefici.

    1. stefanodandrea 10 gennaio 2011

      Quanto tempo dobbiamo sottrarre allo studio della nostra storia per studiare la toria statunitense e cinese?

      Come ci liberiamo delle parole, degli istituti, delle mode, delle ideologie, delle credenze che ci siamo iniettati quando i nostri padri e nonni non sapevano e credevano che gli statunitensi erano salvatori?

      Come capiamo che nella storia politica non sono mai esistiti "salvatori"?

      E' fondata l'affermazione di Carl Schmitt, secondo la quale: " «sarebbe sciocco credere che un popolo inerme abbia solo amici, e sarebbe ridicolo pensare che il nemico potrebbe forse essere commosso dalla mancanza di resistenza. Nessuno ritiene possibile che gli uomini possano condurre il mondo, ad esempio, ad uno stato di pura moralità [...]. Il “politico” non scompare dal mondo per il fatto che il popolo non ha più la forza o la volontà di mantenersi nella sfera del “politico” stesso: scompare semplicemente un popolo debole»?

      Se dovessimo distruggerlo dovremmo conoscere il nemico. Siccome dobbiamo liberarcene - come quando un operaio si licenzia da un padrone cattivo; o un giovane studioso si libera da un cattivo maestro -, perché gli Usa non sono stati i nostri nemici, bensì lo Stato che ci ha dominato, dobbiamo ignorarlo, dimenticarlo, fregarcene.

      Studiamo la storia di tutti i popoli del mondo e studiamo la nostra storia; non quella degli Stati Uniti!

    1. vic 10 gennaio 2011

      Un pezzo cosi' e' difficilissimo trovarlo sui giornali che vanno per la maggiore, quindi ben fa CDC a pubblicarlo.

      Il mio punto di vista sull'interesse della storia americana per noi e' semplice: gli USA sono stati la locomotiva dell'occidente dalla 2nda guerra mondiale via. Capire e conoscere la loro storia, la mentalita' che li guida, aiuta a capire come mai siamo arrivati fin qui.

      Che la costituzione della Federal Reserve fosse stata un colpo basso sono in molti studiosi a pensarlo. E questo non ha niente a che fare con il meccanismo di aste del tesoro ma con la storia tout court.

      Articoli cosi' nutrono la memoria storica specialmente di chi e' relativamente giovane, per cui il 1913 e' l'era dei trisavoli. Mostrare come sono nate le grandi famiglie fa parte della storia, esattamente come parlare dei Medici di Firenze o dei mercanti di Venezia fa parte della storia.

      Non sarei cosi' sicuro che la professione di banchiere sia nata a Firenze. Gia' gli antichi Babilonesi effettuavano prestiti, subivano tracolli finanziari, con la differenza che loro i "banchieri" li lasciavano fallire, e poi ricominciavano fino alla prossima crisi.

      Quello che emerge chiaramente dall'andazzo della storia recente dell'occidente e' la sempre maggiore influenza di determinate "grandi famiglie", arricchitesi con la rivoluzione industriale, con le materie prime, con il contrabbando (i Kennedy contrabbandavano whisky durante il proibizionismo) e con la guerra. Studiare la storia americana aiuta a capire questi meccanismi, queste mentalita' sottostanti che in sordina agivano ed agiscono nell'inconsapevolezza del grande pubblico. Gli Stati Uniti hanno influito sull'Italia eccome! L'hanno praticamente plasmata a loro convenienza.

      La generazione nata fra le due guerre, da noi non ne sapeva nulla di grandi famiglie anglosassoni, erano convintissimi del fatto che gli americani fossero stati i nostri salvatori, punto. Non vedevano, non potevano vedere cosa c'era dietro, immersi com'erano nella propaganda della 2a guerra prima e della guerra fredda poi. Non ne sapevano nulla della nascita della FED.
      Piu' si scava nella storia e piu' si comprende che in fondo in fondo la mentalita' nazista e quella americana con il passar del tempo si assomigliano sempre di piu'. Anche questo concetto era lontanissimo dalla mente della generazione dei nonni.

      CDC fa benissimo a postare articoli che ravvivano la memoria storica, tanto meglio se sono di autori diversissimi fra loro.

      Alla nuova generazione, quella che sta cominciando a protestare e che sara' la vera miccia del cambiamento, a quella forse conviene cominciare a studiare anche la storia della Cina. Perche' ci furono gia' momenti storici in cui noi occidentali non potevamo che impallidire di fronte ai traguardi scientifici, tecnici e commerciali raggiunti dai cinesi. Anche di questo i nostri nonni erano all'oscuro.

    1. amensa 10 gennaio 2011

      @ AlbertoConti
      vero ! manca il tuo apporto !!

    1. amensa 10 gennaio 2011

      @ drummer
      m ase gliel'ho appena riassunto , il perchè. Non è capace di leggere ?

    1. AlbertoConti 10 gennaio 2011

      Trovo sempre commovente come si possa inquadrare la verità dei fatti da diversi punti di vista. Peccato che i commenti non ne siano all'altezza.

    1. drummer 10 gennaio 2011

      A parte il fatto che sotto il profilo strettamente tecnico, il meccanismo della riserva frazionaria ha un certo potenziale positivo, ma questo potenziale dipende dall'uso che la banca ne fa. Proprio perchè può "prestare i soldi depositati - più volte in base al meccanismo della riseva obbligatoria" si realizza l'indebitamento dello Stato e tale indebitamento si realizza maggiormente quanto più basso è il coefficiente di R.O. Certo, il Sig. Mensa ha ragione ad additare i politici corrotti che hanno speso di più rispetto alle entrate, e questo è deplorevole, tuttavia, anche se quei soldi fossero stati destinati agli investimenti (invece che agli sprechi clientelari), ciò non toglie che si sarebbe comunque prodotto un debito verso il sistema bancario. I medesimi investimenti si sarebbero potuti fare o intercettando il rispsrmio dei cittadini (debito dello stato verso i cittadini,ovvero senza creazione di denaro tramite la riserva frazionaria) o, meglio ancora tramite il credito prodittivo statale emesso tramite una Banca Nazionale sul modello del North Dakota o su quello dell'economista americano Lyndon Larouche.

      Una precisazione: io non ho alcuna FEDE e non sono signoraggista, parto comunque dal concetto molto semplice che se lo Stato stampa un pezzo di carta che è un titolo con cui si indebita, allora può anche stampare il denaro o creare credito pubblico senza indebitarsi con chicchessia, altro discorso è poi l'uso che ne fa di tale denaro, ed è su questo principio che, a mio modo di vedere, il Popolo deve vigilare, ciò può essere fatto esclusivamente con la Democrazia Diretta.
      Altra cosa che secondo me va fatta con urgenza è la separazione netta tra l'attività bancaria (riportando il coefficiente di R.O. ad un livello decente ad es: 20%) e quella speculativa regolando anche in maniera puntuale l'uso che la banca fa dei soldi dei depositanti. Deve essere vietato per legge alle banche di investire in aziende o in paesi dove si sfrutta il lavoro minorile, di investire in aziende fabbricanti di armamenti, di speculare sui beni di prima necessità.
      Non dimentichiamoci poi che prima del 1982 il nostro Paese aveva un debito pubblico pari a circa il 60% del PIL, da quel momento in poi con la privatizzazione del sistema bancario e le politiche monetarie criminali di Ciampi, complici i politici corrotti tale debito è raddoppiato in poco tempo . Che sia stata una manovra pianificata ?

    1. drummer 10 gennaio 2011

      Facciamo così, provi a spegarmelo Lei il motivo per cui il North Dakota può permettersi quel Sistema....Voglio essere umile e far finta di non aver capito nulla (che poi è anche possibile).

    1. amensa 10 gennaio 2011

      bravo ! un commento intelligente, una volta tanto !

    1. amensa 10 gennaio 2011

      @ drummer
      non so cosa e quanto hai letto dei miei scritti, ma che mi sia mai permesso di spiegare il meccanismo delle riserve frazionate, mi giunge nuova.
      addirittura , se vai su luogocomune, troverai anche una seconda spiegazione, da parte mia oltre quella "ufficiale", di come viene realizzata.
      se vai a leggere il commento che ho fatto ad alberto conti, sul 3d successivo, capirai che non ho proprio omesso nulla.
      l'emissione di denaro da parte dello stato , ha senso SOLO e UNICAMENTE da parte di uno stato ch enon abbia debiti, quando realizzi anche un surplus di entrate. pertanto , caro drummer, non dica a me cosa dovrei fare, ma prima approfondisca un attimo il PERCHE' il Nord Dakota può permettersi QUEL sistema bancario, così comincerà anche a capire un po meglio tutto il resto.
      ps. come vede io l'hpo già approfondito, ci provi pure lei !!!

    1. Nemesi 10 gennaio 2011

      Pompei brucia!

      Gli Usa non sono più "L'Impero"

      Sarete molto delusi nel costatare che chiunque dominerà in futuro, userà gli stessi metodi che altri usano oggi.

      Alla fine della seconda guerra mondiale alle potenze coloniali si sono sostituiti USA e URSS che con metodi altrettanto risoluti e cinici hanno imposto la loro politica e ideologia.

      Le banche hanno un peso elevato fin quanto il sistema economico in cui vegetano è forte, in caso di decadenza del "sistema" loro lo seguono a ruota.

      Giusto per ricordare la storia vi faccio presente che i primi grandi banchieri sono stati gli Italiani in particolare Fiorentini e Genovesi, poi vennero i Tedeschi e solo per ultimi Inglesi, Francesi e Americani.

      E' inutile che state a piangere, oggi la Cina si è comprata mezzo debito dell'occidente, nello stesso modo in cui gli americani si comprarono il mondo a partire dagli anni '30.

      O si accetta il gioco della finanza o si finisce di consumare freneticamente.

      Mi verrebbe da chiedere all'autore dell'articolo quante vacanze si fa l'anno, quanta roba inutile compra per se e per i suoi familiari, quante auto ci sono in famiglia ecc. e se si è mai chiesto che è questo che alimenta il gioco della grande finanza.

      E' vero che loro ci succhiano il sangue, ma sia noi quelli che si offrono spontaneamente.!!

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