COLLASSO INPS: SE NE ACCORGE - E LO NASCONDE - ANCHE REPUBBLICA

COLLASSO INPS: SE NE ACCORGE - E LO NASCONDE - ANCHE REPUBBLICA

FONTE: ILRIBELLE.COM

La Repubblica mette ieri nelle pagine interne questa notizia, molto interne, il primo quotidiano on-line d'Italia per numero di accessi e diffusione. Il titolo è emblematico "L'INPS è quasi al collasso", e le parole dello stringato articoletto, ripreso con un copia-incolla da Teleborsa, che la Repubblica inserisce all'interno della sezione "Economia & Finanza - con Bloomberg" sul suo sito, non possono essere fraintese.

Eccole:

L'INPS si avvicina al collasso, se non ora, potrebbe accadere nel giro di pochi anni, quando gli attuali lavoratori e futuri pensionati arriveranno a maturare legittimamente il proprio diritto. Che i giovani siano destinati a non percepire mai una pensione è cosa risaputa, ma questa volta non si tratta di un'affermazione pour parler.

Il Patrimonio dell'INPS, che a fine 2011 vantava ben 41 miliardi di euro di attivo, si porterà a fine 2013 ad appena 15 miliardi, secondo i dati forniti dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza.

Una situazione che riflette principalmente due eventi: la fusione INPS-Inpdap avvenuta nel 2012; i mancati pagamenti dei contributi in ambito pubblico. Insomma, i dati certificano che quel matrimonio non si doveva proprio fare...

Infatti, l'ammanco dell'INPS deriverebbe da maxi buco da 10 miliardi portato in dote dall'Inpdap e da circa 30 miliardi di pagamenti di contributi che la Pubblica Amministrazione non ha mai versato. Una situazione che, come conferma il Consiglio di indirizzo e vigilanza, è destinata ad aggravarsi e che testimonia ancora una volta la scelta pessima di unire il pubblico al privato. ( qui la pagina originale)

Al di là della definizione utilizzata, "pour parler", che lasciamo commentare ai lettori, nell'articoletto si legge senza mezzi termini che il fatto che "giovani siano destinati a non percepire mai una pensione è cosa risaputa". Risaputa da chi non è dato conoscere, visto che se veramente così fosse allora forse si vedrebbero davvero rivoluzioni di piazza. Ma ben oltre i meri dati, che avevamo dato giorni addietro qui sul Ribelle e che ci sono costati su vari siti, mediante i commenti, l'appellativo di "terroristi dell'informazione", il dato che emerge da questa operazione, cioè il posizionamento molto interno e nascosto di una notizia del genere, conferma, ove ce ne fosse bisogno, l'assoluta inadeguatezza, incapacità e connivenza dei media di massa.

In altre parole, un tema enorme come questo, secondo la Repubblica, non merita la prima pagina. Almeno non ora, quando cioè ci sarebbe bisogno di parlarne e di prendere misure d'urgenza. Magari più in là, a bubbone esploso, ci si faranno paginate di indignazione e raccolte di firme. Ma per ora, a livello informativo, divulgativo ed esplicativo, così come dovrebbe essere, il nulla di nulla.

Eppure il fatto che la cosa sia stata pubblicata anche sull'autorevole quotidiano nazionale dimostra almeno due cose, se non tre. La prima è che la notizia è certa. La seconda è che a questo punto è chiaro che sono molto più autorevoli i siti indipendenti rispetto a quelli che "dipendono" dalla politica e dalla finanza. La terza, purtroppo, è che sperare di vedere prendere coscienza del reale stato di crollo del nostro Stato da parte dell'opinione pubblica che si informa su tali media è una illusione che almeno qui non possiamo minimamente coltivare. Con tutto quello che ne consegue.

Fonte: www.ilribelle.com

Link: http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2013/4/3/collasso-inps-se-ne-accorge-e-lo-nasconde-anche-la-repubblic.html

3.04.2013

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Commenti (27)

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    1. Arazzi 4 aprile 2013

      Io con il patrimonio ci faccio quel cazzo che voglio, quello del benessere collettivo è un discorso da regime totalitario - Il pizzo delle tasse dovrebbe essere applicato solo sul reddito effettivo, non puoi chiedermi soldi che non ho, soprattutto quelli all'inps (prova a chiedere ai lavoratori autonomi se gli piace pagare un fisso ogni 3 mesi per una pensione che non vedranno mai) - E se ho fatto sacrifici tutta una vita e mi son comprato 3 case che non affitto non puoi venirmi a rubare i soldi solo perchè possiedo 3 case, se le affitto allora si che puoi rubarmi un pò dei soldi che prendo.

    1. Tonguessy 4 aprile 2013

      Quoto. Come non ricordare ad esempio il TFR inoptato così abilmente saccheggiato da Tremonti per "risanare" qualchesivuole? Ma salta immancabilmente fuori che è sempre colpa degli artigiani, dei dipendenti pubblici, della casta e non di un sistema marcio nel midollo che sta progressivamente svuotando diritti e tasche di persone che possono contare solo su diritti e soldi per sopravvivere, per metterli tutti nelle tasche delle multinazionali? Quindi si da per scontato del Marpionne delocalizzi impoverendo il tessuto sociale e si da per scontato che la colpa di tale impoverimento sia, di nuovo, dei dipendenti pubblici, degli artigiani e via di seguito. Mica di Marpionne. Sennò niente niente gli si chiede a lui di pagare la cassa integrazione. Impensabile. Meglio dare la colpa agli artigiani. O ai pensionati, che chiedono di passare in tranquillità gli ultimi anni della propri vita spesa ad obbedire a Marpionne. Tutta colpa loro, in effetti....

    1. yakoviev 4 aprile 2013

      Infatti, si parla sempre della questione morale, che giustamente viene messa all'ordine del giorno, ma affrontando solo quella non si viene al nocciolo dei problemi economici. Anche se la cosiddetta "casta" fosse composta paradossalmente tutta da frati francescani ultramorigerati , le cose sostanzialmente cambierebbero di poco.

    1. IVANOE 4 aprile 2013

      Concordo anche con l'articolo INPS AL COLLASSO ADDIO ALLE PENSIONI ,nel senso che occorre quanto prima uscire dall'euro e rimettersi a stampare la vecchia lira per governare economicamente il nostro paese...Perchè mio figlio mi ha fatot vedere un filmato di un italiano sposato con una tedesca dove a monaco di baviera in un supermercato faceva i lconfronto tra i prezzi dei prodotti tedeschi con quelli italaini ed è emerso che quelli tedeschi sono più bassi di quelli italiani di un buon 30-40% eppoi facendoci vedere le retribuzioni dei tedeschi :
      cassiera di un supermercato di 20 anni euro 1800,00 ( la nostra700-900 euro )
      operaio comune di 25-28 anni euro 2600,00 ( i nostri 900-1200 euro)
      Adesso avete capito come fa la merkel a dare benessere ai tedeschi ?
      Con i soldi nostri !!!!
      Discorso INPS.
      Subito ridividere la gesitone privata da quella statale ( ovvimaente creata ad hoc da monti e fornero per mettere un bel maciglo su possibili e giuste modifiche alla riforma delle pensioni partorita da menti delinquenzilai e fasciste ).
      Poi dividere subito previdenza ed assistenza
      Con i proventi alla lotta all'evasione fiscale seria destinare il 255 annuo all'INPS;
      Creare commissione d'inchiesta per verificare sperperi e appropriazioni indebite dei contrbuti versati dal lavoratori e mettere in carcere i responsabili ovviamente comprendendo monit e fornero.
      Ecco queste sono piccole cose che si possono fare subito prima ovviamente di usicre definitivamente dall'euro che serve solo ai tedeschi ai quali stiamo ingrassando il culo

    1. AlbertoConti 4 aprile 2013

      C'è un macigno che pesa sull'INPS, la cassa integrazione pagata alle imprese che chiudono, o delocalizzano, o ristrutturano. Un emorragia destinata a continuare e ad aumentare, fino a che la troika o chi per essa governerà il nostro paese, in nome del feticcio euro. Vero è che la parte delle pensioni pubbliche assorbe proporzionalmente più risorse di quelle private. Ma siamo pur sempre a 10 milioni di pensionati privati e 2 milioni di pensionati pubblici, che costano rispettivamente 118 e 45 miliardi, di cui (di questi 45) 7,8 sono per pensioni d'oro. E questo è uno schifo che va bonificato immediatamente, ma perchè è uno schifo, non perchè sia la causa principale del problema, così come i costi diretti della politica più in generale. Cioè la questione morale va affrontata, ma parallelamente alla questione sostanziale. Questa è l'unica ricetta possibile per uscire dal pantano (o letamaio che dir si voglia)

    1. eresiarca 4 aprile 2013

      La prima presa d'atto che uno dovrebbe trarne è che è completamente inutile versare i contributi. Si pretenda, al contrario, la corresponsione immediata di tutto lo stipedio "lordo", e poi uno ci fa quel che vuole. Lasciamo poi perdere le "pensioni integrative", gestite da "fondi" che possono fallire sempre in ogni momento... Qualcuno dovrebbe infne spiegare perché mai esistono le tasse sui redditi. Quelle sui patrimoni fermi hanno un senso, perché ogni patrimonio fermo non incrementa il benessere collettivo, ma quelle sui redditi, altrimenti dette "prelievi forzosi su ogni transazione di denaro" (perché il proble a è quello), non hanno alcun senso.

    1. Giancarlo54 4 aprile 2013

      Magari i 10 saggi che stanno saggiamente studiando tutto lo scibile umano, troveranno una soluzione.................magari.

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