CITTADINI ARMATI: E' UN DIRITTO OPPURE NO ?

CITTADINI ARMATI: E' UN DIRITTO OPPURE NO ?

DI ALESSIO MANNNINO

nuovavicenza.it

Chi scrive non è un giurista ma un cittadino che sa questo: se si trovasse di fronte a due ladri muniti di spranghe in casa propria, non essendo cintura nera di arti marziali o combattente addestrato, probabilmente non riuscirebbe a mantenere il sangue freddo necessario e, se avesse un'arma, la userebbe.

Ermes Mattielli, l'imprenditore di Arsiero che sei anni fa ferì con una pistola due trentenni nomadi, Blu Helt e Cris Caris, che lo avevano minacciato di prenderlo a sprangate dopo essere stati trovati a rubare nel suo deposito di ferrivecchi, quella volta ebbe una reazione sicuramente spropositata, ma umana: «Ero disperato: avevo già subito una ventina di furti in tre anni. Quando me li sono visti venire contro armati di spranghe di ferro ha aperto il fuoco. Ho avuto paura, ero preso dal panico. Così ho premuto il grilletto».
Il tribunale di Schio ha rigettato la tesi di legittima difesa personale, e per aver abusato di questo diritto lo ha condannato a risarcire 100 mila euro al primo e 20 mila al secondo (entrambi sono stati condannati a loro volta per il tentato furto). L'avvocato dei due ladruncoli ha detto: «si è trattato di tentato omicidio, l’ho sempre sostenuto e continuo a sostenerlo, non c’erano gli estremi per la legittima difesa, Ermes Mattielli non era in pericolo di vita. Ha pensato di esserlo, ma non era così. È partito da casa armato e ha fatto fuoco sui due, e solo per poco non li ha uccisi».

Dalla politica è insorto un viscido coro unanime di critiche alla sentenza. Al solito, i politicastri se la prendono col giudice che altro non fa che applicare la legge. Nessuno che si sia chiesto cosa ci facesse il signor Mattielli con una pistola in casa. Perché è facile mettere sulla graticola un uomo che in quel momento, checché ne dica il legale della difesa, poteva perdere il controllo dei suoi nervi e sparare, come infatti è successo. Chi è sicuro che non avrebbe fatto lo stesso, scagli la prima pietra. Ma è il fatto di possedere un'arma da fuoco ad aver reso possibile un omicidio. Questo è il problema.

In Italia la licenza di porto di pistola viene rilasciata per uso sportivo, venatorio o, appunto, per difesa personale. Per ottenerlo occorrono certificati medici, un attestato di idoneità al maneggio delle armi, non avere gravi precedenti penali e non esser affetti da problemi psichici. Mattielli, evidentemente, era in regola. Domanda: non è che sia il caso di renderla più restrittiva, tale regola? Perché delle due l'una: se si considera, come ha fatto il tribunale, eccessivo quello sparare all'impazzata, e certamente eccessivo lo fu, lasciare una rivoltella nelle mani di una persona qualunque costituisce un rischio di per sé; se invece quel gesto estremo tanto estremo non è stato, perchè il diritto naturale a difendere sé stessi è superiore, allora andrebbe riformato il codice penale.

Il magistrato Carlo Nordio ha detto bene: «Finora il concetto di legittima difesa è stato male impostato. Ci si è domandati fino a che punto è giusto reagire quando uno è aggredito in casa. Ma in un codice liberale il discorso va rovesciato e bisogna chiedersi fino a che punto lo Stato ha il diritto di punire una persona che si difende da un’aggressione che "lui-Stato" non è riuscito a impedire. È lo Stato che è inadempiente quando uno viene aggredito in casa ed è costretto a difendere da solo i propri diritti naturali».

Liberale o no, il nostro Stato, anzi qualsiasi Stato, non può fare lo schizofrenico: da una parte concede l'uso di pistole e fucili ai privati, ma dall'altra li punisce se non sanno usarle con la dovuta misura - e siamo capaci tutti di sfoggiare calma e gesso, a posteriori. Da un lato non pretende, giustamente, che un povero diavolo rinunci a difendersi, visto che al di là di norme e presidi polizieschi, l'inviolabilità della propria persona, dei propri cari, del domicilio e della proprietà, si fonda in ultima e vera istanza su sé stessi e sulla capacità di opporre violenza alla violenza. E però dall'altro lato sembra avocare a sé anche il minimo uso della forza. Se volesse essere conseguente fino in fondo, dovrebbe proibire il possesso delle armi a chiunque (eccezion fatta per militari e polizia, si capisce). Altrimenti si arriva a queste amare beffe, su cui i miserabili politicanti si avventano per fare facile demagogia.



Quindi, in conclusione: essere armati è un diritto oppure no? Rispondete all'interrogativo. È il vero interrogativo.

Alessio Mannino

Fonte: www.nuovavicenza.it

Link: http://www.nuovavicenza.it/2012/07/caso-mattielli-le-armi-come-diritto-una-questione-aperta/

9.07.2012

Commenti (44)

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    1. beaumonde 11 luglio 2012

      Non so perchè, ma c'è sempre qualcosa di indisponente nelle tue parole, soprattutto quel "stammi bene ecc...". Ora, io non sono un pacifinto, come dici tu. Sono uno che ha la testa e che la usa. Tempo fa pensai di dotarmi di pistola perchè vivevo in una casa isolata con moglie e figli. Ne parlai a mio fratello, carabiniere, che mi sconsigliò di procedere: "è troppo facile trovarsi nei guai per niente e magari vivere con il rimorso per tutta la vita", disse. Io rimango dell'idea che, in caso di necessità, forse una pistola farebbe comodo, ma mi rendo conto anche che, probabilmente, chi decide di tenere un'arma in casa dovrebbe anche, non so come, essere poi psicologicamente addestrato a usarla. La vicenda del tizio di cui parla Mannino, non riguarda uno che si è visto entrare in casa due persone armate di spranghe e quindi ha sparato per difesa spinto dal panico del momento, ma riguarda, mi sembra, uno che con una certa freddezza ha deciso di dare una lezione, perchè esasperato, ai primi due che gli sono capitati a tiro. Credo che dovrebbe essere: se enti in casa mia ti sparo, se entri nel mio magazzino chiamo i carabinieri. Ecco, così lo troverei un po' più equilibrato. Detto ciò, caro oldhunter, ti auguro sinceramente buona vita. Spero tu possa apprezzare l'assenza di strafottenza nel mio salutare, che non equivale a una resa, nel senso che so benissimo che tu resterai della tua idea e io della mia.

    1. castigo 11 luglio 2012

      nuvolenelcielo:

      Che modo di rispondere infantile, frase per frase

      non vedo perché debba essere infantile.

      rispondo frase per frase per poter confutare una per una le tue affermazioni.

      è comodo, efficiente ed efficace.

      per aver l'ultima parola e la battutina idiota su tutto come all'asilo.

      l'ultima parola ce l'ha di solito che scrive l'ultimo post, mentre la battutina idiota su tutto la si può fare a prescindere.

      e nel tuo caso me ne hai data ampia opportunità.

      Sviluppa un concetto se ce l'hai e vuoi dire qualcosa, altrimenti taci.

      di "concetti" ne ho sviluppati alcuni:

      1) quello della soggettività della percezione del pericolo;

      2) quello della precisione su un tiro in movimento effettuato con un'arma corta;

      3) quello relativo alla potenza dell'arma impiegata (meno è potente più colpi saranno necessari per mettere il bersaglio in condizioni di non nuocere);

      4) quello relativo alla soggettività della gestione delle emergenze: ognuno reagisce a modo suo.

      non è certo colpa mia se non li hai visti.

      in più ti ho offerto uno spunto di riflessione: il far west era davvero come ce lo dipinge hollywood, ossia una terra senza legge dove si moriva come le mosche e dove dominava chi sparava più veloce??

      (Chissà perché questo stile di comunicazione mi ricorda chi spara 20 colpi di pistola per difendersi da una spranga e poi dice che è una reazione giustificata...).

      (chissà perché questo stile di comunicazione mi ricorda chi è palesemente privo di argomenti e cerca di ridicolizzare l'interlocutore o di portare il discorso sul piano personale....)

      Comunque fai un po' quello che ti pare, non mi interessa.

      ovvio che sarà così.

      per parte mia ti auguro DAVVERO di cuore di non trovarti mai in situazioni di emergenza: considerando che il realismo non è il tuo forte rischi di finire veramente male.

    1. nuvolenelcielo 10 luglio 2012

      Che modo di rispondere infantile, frase per frase per aver l'ultima parola e la battutina idiota su tutto come all'asilo. Sviluppa un concetto se ce l'hai e vuoi dire qualcosa, altrimenti taci. (Chissà perché questo stile di comunicazione mi ricorda chi spara 20 colpi di pistola per difendersi da una spranga e poi dice che è una reazione giustificata...). Comunque fai un po' quello che ti pare, non mi interessa.

    1. castigo 10 luglio 2012

      nuvolenelcielo:

      vedo che hai letto il mio post con grande attenzione.

      Guarda che SEI TU quello che vive in un film di Clint Eastwood. Nella vita reale se uno ti minaccia con una spranga e tu hai una pistola per autodifesa, spari per aria per farlo scappare, e quello scappa, te lo assicuro.

      forse si e forse no, personalmente non me la sentirei di rischiare.

      ma se l'hai scritto hai avuto un sacco di esperienze che lo supportano, sì??

      O gli spari alle gambe,

      sicuro, tu sei occhio-di-falco e lui sta fermo per consentirti di prendere la mira, e poi la tua pistola è precisa più di una carabina, sì??

      o gli spari un paio di volte, non gli svuoti certo il caricatore addosso al bersaglio grosso...

      certo, perché la tua calibro .22 ha la stessa potenza di un express per la caccia all'elefante, e lo stendi al primo colpo..... alla gamba.... hemmmm.... destra o sinistra??? :-D

      Ti intendi di armi ma sei completamente privo di ogni buon senso.

      detto da uno che lo usa da par tuo è senz'altro un gran complimento.

      E se il tipo non ha saputo gestire "l'adrenalina" come dici tu di fronte a una spranga, ne paga giustamente le conseguenze,

      che sangue freddo hai, sembri proprio l'eroe senza macchia e senza paura di tanti film..... non è che di cognome fai Willer??

      non è il Far West.

      ecco quello che non ha visto troppi film.

      il mitico "far west" non era affatto come lo descrivono a hollywood, sai??

    1. nuovaera89 10 luglio 2012

      Essere armati è un diritto (a seconda della situazione della persona) com'è un diritto sparare per legittima difesa, scusate, se io vengo attaccato in casa da dei tizi con armi da taglio o altro, è un mio diritto difendere me stesso e la mia famiglia, o no???? o devo prima aspettare di ricevere una coltellata da qualche parte o vedere uno dei miei famigliari coinvolti????

    1. nuvolenelcielo 10 luglio 2012

      Guarda che SEI TU quello che vive in un film di Clint Eastwood. Nella vita reale se uno ti minaccia con una spranga e tu hai una pistola per autodifesa, spari per aria per farlo scappare, e quello scappa, te lo assicuro. O gli spari alle gambe, o gli spari un paio di volte, non gli svuoti certo il caricatore addosso al bersaglio grosso... Ti intendi di armi ma sei completamente privo di ogni buon senso. E se il tipo non ha saputo gestire "l'adrenalina" come dici tu di fronte a una spranga, ne paga giustamente le conseguenze, non è il Far West.

    1. Matt-e-Tatty 10 luglio 2012

      No, il primo responsabile di questo è un sistema che crea dei poveri e degli emarginati.
      nella situazione in cui ci troveremo non basterebbe un poliziotto ad ogni angolo di strada H24.
      Nel forum c'è una discussione sul debito pubblico norvegese, tra le tante cose è venuto fuori il razzismo. La facio breve. In pratica da fonti mie son venuto a sapere che in Norvegia hanno problemi di immigrazione e detti problemi sono pricipalmente un aumento di microcriminalità e stupri. Sempre le fonti mi dicono che per la maggiore beccano per queste cose somali iracheni.
      Ora, sappiamo tutti che una persona che scappa da un luogo lo fa perchè non ci si trova bene, che sia fame, che sia libertà o che sia altra ragione. Sappiamo anche che una persona che va via si trova per la maggiore con problemi che vanno dalla mancanza di appoggio per i primi tempi alla lingua diversa, per arrivare fino alla differenza di usi e costumi e alla diffidenza.
      Di chi è la colpa se degli uomini decidono di andarsene via dal proprio paese? Sarebbe interessante sapere se nell'intervento in Iraq hanno partecipato anche i norvegesi.
      Poi, siamo davvero sicuri che si tratti di un problema puramente culturale o certi tipi di criminalità sono diventati culturali in luoghi in cui regna la guerra civile? Chi li crea questi problemi?
      Bada bene che non scrivo questo per dire: poverini, gli abbiamo portato in casa queste cose e adesso loro hanno diritto di portarle a noi. Molto più realisticamente dico che i problemi van risolti alla radice... molto più proficuo informare e far capire certe cose che mettere una pistola in mano a tutti... che poi la gente ha paura e succedono dei drammi.
      Io alla fine non lo metto in croce quello che ha sparato, non sono sicuro nemmeno di come mi sarei comportato io al suo posto... cosa è successo davvero lo sa chi c'era, ma se c'è una cosa di cui sono sicuro è che più in torno a noi ci sarà emarginazione e povertà, più ste cose aumenteranno, e non eiste forz pubblica al mondo che potrà fermare.
      L'ultimo tentativo di furto che ho subito (l'unico non andato a segno), è stato nel periodo natalizio, in pratica tutta la zona dove vivo è stata presa di mira da una banda (tutte case isolate), per un po di sere numerosi furti quasi tutte le notti nella zona. hai vogliaad aspettr la polizia, ci siamo organizzati anche se i C.C. non volevano e abbiamo pattugliato a turno la zona costantemente tutte le notti, simultanemente abbiamo istituitoun tam tam telefonico in modo da allertar tutta la collina nel giro di 2-3 minuti. Nessuno ha subito più un furto, solo tentativi andati male e dopo un mese han smesso pure di provarci. Il problema è che avranno cambiato zona e la rogna la abbiamo passata ad atri... se aspettavamo che li prendessero i Carabinieri stavamo freschi, in ogni caso non si è fatto male nessuno e abbiamo raggiunto lo scopo.

    1. ws 10 luglio 2012

      Se i fatti sono questi hai ragione, e come ho gia' scritto altrove dovremmo chiederci il perche' di tanta volonta' "punitiva".

      Ci sara' sicuramente una parte emotiva dovute ai furti ripetuti e impuniti gia' subiti ma c'e' anche qualcosa di sbagliato in questo "charles bronson", e infatti questo e' anche la questione irrisolta sollevata in tutta la serie del " giustiziere".

      Perche' resta comunque il fatto che il primo responsabile di queste tragedie ( perche' e' anche una tragedia sentirsi violati in casa propria ) e' uno stato che non e' in grado di garantire ne giustizia ne sicurezza

    1. castigo 10 luglio 2012

      Alberto69:

      Salve a tutti mi sono iscritto solo per rispondere a questo post per lasciare una mia considerazione. il titolare del deposito ha ferito uno dei ladri con nove dico nove colpi di pistola e l'altro con sei colpi all'addome e nemmeno uno a parti non vitali gambe o braccia !!

      una pistola non è un fucile, se non sei DAVVERO a distanza ravvicinata non puoi permetterti di sparare a gambe e braccia, spari al bersaglio grosso.

      perché la vita NON è un film di clint eastwood....

      quindi un intero caricatore tutti andati a segno. mi è sembrato un pò eccessivo la notevole mole di fuoco da parte di un titolare per poter dire di sentirsi minacciato. non ha nemmeno sparato in aria a livello intimidatorio. mi sa che qui la legittima difesa non ci sta. uno con la spranga contro uno con la pistola ad una certa distanza mi sa che vince di sicuro quello con la pistola. credo che l eccesso di legittima difesa qui sia palesemente evidente.

      se ricordo bene in un altro articolo ho letto che la pistola è una calibro .22, che fa ben poco danno a meno che tu non colpisca organi vitali.

      e come "potere d'arresto" non ha certo quello di un calibro superiore come il 9x21 o altri tipo .44 o .45, quindi ci sta benissimo che il "bersaglio" sia in grado di ridurre le distanze ed usare la spranga.

      l'eccesso quindi è molto più sfumato dal tipo di arma utilizzato.

      che i ladri possano predere un risarcimento suona male 100.000 € a quello che ha preso 9 colpi e 20,00 € a quello che ne ha preso 6. ma mi suona ancor piu male l accanimento del titolare non vi pare? non gli bastava un colpo alla gamba ciascuno? per immobilizzarli nella attesa che arrivassero i carabinieri?

      insisto, la vita NON è un film di clint eastwood.

      di notte e con l'adrenalina alle stelle spari al bersaglio grosso e spari finché quello non è a terra.

      quanto poi al bloccarli finché non arrivano le forze dell'ordine devi stare attento che non ti denuncino per sequestro di persona, come già accaduto in passato.....

    1. oldhunter 10 luglio 2012

      @beaumonde

      Certo, vediamo di capirci. Noto innanzi tutto un tuo cambiamento di tono e un allargarti verso argomenti che non ho neppure sfiorato. Resta invariata la base della mia critica a Mannino, che pure stimo. Su porto e trasporto d’arma non c’è discussione così come non esiste un porto di pistola per scopi venatori: è così come affermo e, soprattutto come afferma la legge. Punto.
      Ma, ciò che in realtà ho voluto stigmatizzare – le armi non mi interessano e in questo caso rappresentano solo l’occasione per una critica – è un vezzo dell’italico giornalettismo quello di essere dei “tuttologi”, di mettere il becco a sproposito ovunque, di parlare a vanvera su cose mal masticate e peggio digerite. Forse “dimenticando” a bell’apposta che compito del giornalista è informare e non "formare"; che le masse individualmente tendono a ragionare poco mentre con facilità si fanno invece portare, trascinare, indurre dall’emotività degli argomenti e dai ragionamenti capziosi del giornalettista di turno a giungere al risultato che il sistema, o quel determinato gruppo di interesse desidera e per cui il rispettato opinionista è pagato. Gli esempi sarebbero infiniti quasi come lo sono i pennivendoli nei media. Come dimenticare, d'altronde, la Annunziata che affermava su Rai 3 che “compito del giornalista è quello di ‘dirigere’ le opinioni delle persone”.
      Io, mi dirigo da me.
      Ma tu fa come ti pare…
      Ciò premesso, ripeto ancora con piena consapevolezza – e prescindendo dal caso che non conosco affatto e non mi interessa – “meglio vivo in carcere che morto sprangato”.
      Vorrei vedere qualcuno dei buonisti da salotto con la pancia e le tasche piene, qualcuno dei tanti non violenti radical chic a chiacchere, trovarsi nella situazione di un mio conoscente che si è visto le figlie e la moglie violentate sotto i suoi occhi da un gruppo di albanesi dopo una rapina mal riuscita in villa… Lui, poveraccio, un vero buono a tutti i costi, reagì disperatamente con un coltello da tavola e fu messo a tacere con un colpo in testa. Ma, da allora, in casa tiene due pistole…
      Infine, se con tutta l'elasticità mentale che possiedi eri in grado di supporre che oldhunter di armi e dei relativi regolamenti ne capisce, perché prima di parlare a vanvera non ti sei informato meglio?
      Stammi bene assieme a tutti i pacifinti del mondo sperando di non dover mai difendere te stesso o i tuoi cari da qualche violento energumeno.

    1. nuvolenelcielo 10 luglio 2012

      in effetti hai ragione, io non conoscevo i dettagli, ho letto solo questo articolo e rispondevo sulla questione autodifesa armata in generale. Ma se i fatti sono questi la condanna allo "sparatore" è più che giustificata.

    1. Matt-e-Tatty 10 luglio 2012

      ws: se le cose sono andate in quel modo è stata una vendetta più che una difesa... non calza nemmeno più "difesa eccesiva".
      Razionalmente, da seduto dietro un pc, ammetteresti l'omicidio sommario per furto? Se è tutto vero, una scelta ce l'aveva ci ha sparato.

      Le istituzioni sono il tasto dolente... lo dico da uno che ha già subito 2 furti in appartamento (uno di notte mentre eravamo in casa e dormivamo) e un tentativo di furto fortunamente non andato a segno.
      le forze dell'ordina ci hanno anche parlato con uno dei rapinatori... per telefono (quello della mia signora che avevano rubato), e ci han mandato tutti a fanculo, perchè lo abbiamo disturbato che voleva dormire! Dici che ci sia stato anche solo un blando tentativo di rintracciarli?

    1. fraxx 10 luglio 2012

      Sono d'accordo. Anche io ho specificato che una pistola nasce per uccidere. Non ha altro uso. Ma qui non si parla di un pazzo che inizia a sparare a caso senza motivo. Quello andrebbe punito non chi si difende in casa propria!

    1. ws 10 luglio 2012

      se questi sono i fatti ( e ripeto SE ) e' evidente che c' e' stata una intenzionalita' ad offendere oltre il " pericolo percepito " ...

      pero' a questo punto necessita' un "perche?" . Sara' stato forse perche' era l' ennesimo furto che subiva da questi soggetti ? Ed in tal caso quanta e' la responsabilta' ANCHE dello stato nel suo non assicurare la sicurezza dei cittadini?

    1. Evitamina 10 luglio 2012

      Ognuno che subisce un abuso (rapina, furto ecc.),essendo coinvolto emotivamente, non può essere obbiettivo a qualsiasi tipo di risposta.
      Ed è per questo che un un paese civile il cittadino dovrebbe avere forti deterrenti per armarsi.
      Attenzione ho detto in paese civile; già nel 94 su 1.330.000 furti denunciati solo il 6% sono stati individuati, se consideriamo che molti furti non vengono denunciati la percentuale scende.
      Con questo voglio dire che il nostro paese si è arreso su queste tematiche, quindi il messaggio che arriva alla popolazione e quello che se rubi puoi farcela ai buone possibilità.
      In questo caso e un diritto che il cittadino si armi, anche se all'inizio porterebbe forti scompensi.

    1. DaniB 10 luglio 2012

      Ecco, quando parlavo di retorica della "non violenza" e della "legalità" parlavo proprio di questo. Potevi chiudere in bellezza dicendo che i commenti, oltre ad essere pieni di "non sensi" erano pure "fascisti".
      Cosa centra la guerra civile? cosa centra la cosa pubblica? Caro GioCo, la filosofia non serve a niente se non la orienta attraverso un criterio pragmatico. A cosa mi servono i tuoi discorsi se un ladro mi entra in casa? E se io ammetto che sono uno di quelli che si difenderebbe da solo, cosa vuol dire, che sono un nichilista avezzo all'isolamento sociale? Esiste più buon senso nella saggezza popolare che ci accompagna da millenni che nelle tue masturbazioni cognitive (usate a sproposito) sullo statuto morale della difesa dell'individuo.
      La prossima volta tieni staccata la spina dal cervello prima di iniziare pomposi discorsi ogni volta che uno ammette che l'esistena umana, nel suo corso, può incontrare anche la violenza.

    1. Matt-e-Tatty 10 luglio 2012

      Quello che probabilmente avrei fatto io se non si fossero "dati" dopo un colpo in aria. Ma il problema a livello di giurispudenza resta... una volta un Carabiniere mi disse che se mai avessi sparato, avrei dovuto uccidere e che non sarebbe stato male tenersi in casa una pistola giocattolo da mettergli in mano... in qualsiasi altro modo avrei subito conseguenze legali e pecuniarie come nel caso dell'articolo.
      Una cosa è certa: in episodi del genere vengono fuori i problemi umani e ideologici di cui soffriamo, non è solo una questione di giurisprudenza.
      Da un lato abbiamo paura (legittima) di farci uccidere, di farci rapinare, di subire un torto o un danno, dall'altro vien fuori tutta la nostra miseria... piu che subire un furto preferiamo poter uccidere e invochiamo il diritto di farlo senza subirne alcuna conseguenza.
      In quelle situazioni probabilmente non prevale nemmeno il raziocinio... la paura ha un ruolo da non sottovalutare in situazioni "di emmergenza". Ipotizzo: gente come noi, che razionalmente pensiamo che in quella situazione avremmo sparato in aria prima e in punti non vitali poi, messi nella situazione di forte tensione non è detto che ci saremmo comportati in tal modo.
      Penso che il problema diventerà cronaca quotidiana in futuro ma sinceramente non saprei come comportarmi se fossi un legislatore, mi troverei a scegliere tra cose che non condivido nel tentativo di metterci una pezza, ma dovrei fare i conti comunque con la mia coscienza nella consapevolezza che si tratta sdi situazioni "al limite".

    1. beaumonde 10 luglio 2012

      @oldhunter
      Allora, vediamo di capirci. Nel suo articolo Mannino elencava in breve i motivi per cui una persona può ritrovarsi con una pistola in mano quando, a casa sua, si presenta un simpatico ladro: "In Italia la licenza di porto di pistola viene rilasciata per uso sportivo, venatorio o, appunto, per difesa personale. Per ottenerlo occorrono certificati medici, un attestato di idoneità al maneggio delle armi, non avere gravi precedenti penali e non esser affetti da problemi psichici.". E' vero, l'ha fatta breve e non ha fatto distinzione tra porto e trasporto, anche perchè poi, alla fine, che sia porto oppure trasporto, tu la pistola a casa ce la puoi avere lo stesso.
      Io sono intervenuto perchè detesto la poca elasticità che, spesso, contraddistingue un esercizio moderato dell'intelletto: non era difficile comprendere cosa Mannino stesse dicendo, dato che tu per trasportare una cosa, alla fine, la devi anche detenere. O no?
      Per concludere, continuo a pensare che la buona occasione per tacere sia stata persa da te, perchè il Mannino, dopotutto, stava solo invitando ad una riflessione che tu hai liquidato con "Primo: meglio vivo in carcere per omicidio che morto sprangato dai ladri. ", e già questo la dice lunga sulla tua abitudine al pensiero. Poi, non contento, ti sei subito gettato all'attacco dei giornalisti tentando pure di fare sfoggio della tua profonda conoscenza del settore. Bravo. E quando io cerco di spiegarti che comunque, comunemente, si parla di "porto d'armi" per difesa personale, uso venatorio o uso sportivo tu che fai? Mi dici che ho perso l'occasione di tacere e dici che non capisco o non conosco la lingua italiana. Bene. La miglior difesa è l'attacco, vero? D'altra parte, da uno che si fa chiamare OLDHUNTER cosa ci si può aspettare? Che sia un cacciatore? Che sappia tutto di armi e affini? Cavolo, non l'avrei mai detto.

    1. Andrea85 10 luglio 2012

      Condivido, e credo che l'attuale legislazione in materia rappresenti un saggio compromesso. Fare la fine degli USA anche su questo settore non mi piacerebbe affatto.

    1. ws 10 luglio 2012

      ma questi distingui non hanno alcun senso pratico. Quando il contesto e' di essere aggrediti in casa propria la reazione sara' totalmente istintitiva ed imprevedibile ed e' assurdo pretendere che si debba reagire col bilancino consultando il codice .

      In caso di ECCESSO di difesa e verificata la non intenzionalita', si prenderanno sanzioni civili ( tipo ritiro del porto d' armi, corsi psicologici ect... ) ma non penali e nemmeno risarcitorie visto che il fatto e' scatuito da un reato di intrusione aggressiva della "vittima" dell' eccesso di difesa.

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