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CITTADINI ARMATI: E' UN DIRITTO OPPURE NO ?

DI ALESSIO MANNNINO
nuovavicenza.it

Chi scrive non è un giurista ma un cittadino che sa questo: se si trovasse di fronte a due ladri muniti di spranghe in casa propria, non essendo cintura nera di arti marziali o combattente addestrato, probabilmente non riuscirebbe a mantenere il sangue freddo necessario e, se avesse un’arma, la userebbe.

Ermes Mattielli, l’imprenditore di Arsiero che sei anni fa ferì con una pistola due trentenni nomadi, Blu Helt e Cris Caris, che lo avevano minacciato di prenderlo a sprangate dopo essere stati trovati a rubare nel suo deposito di ferrivecchi, quella volta ebbe una reazione sicuramente spropositata, ma umana: «Ero disperato: avevo già subito una ventina di furti in tre anni. Quando me li sono visti venire contro armati di spranghe di ferro ha aperto il fuoco. Ho avuto paura, ero preso dal panico. Così ho premuto il grilletto».
Il tribunale di Schio ha rigettato la tesi di legittima difesa personale, e per aver abusato di questo diritto lo ha condannato a risarcire 100 mila euro al primo e 20 mila al secondo (entrambi sono stati condannati a loro volta per il tentato furto). L’avvocato dei due ladruncoli ha detto: «si è trattato di tentato omicidio, l’ho sempre sostenuto e continuo a sostenerlo, non c’erano gli estremi per la legittima difesa, Ermes Mattielli non era in pericolo di vita. Ha pensato di esserlo, ma non era così. È partito da casa armato e ha fatto fuoco sui due, e solo per poco non li ha uccisi».

Dalla politica è insorto un viscido coro unanime di critiche alla sentenza. Al solito, i politicastri se la prendono col giudice che altro non fa che applicare la legge. Nessuno che si sia chiesto cosa ci facesse il signor Mattielli con una pistola in casa. Perché è facile mettere sulla graticola un uomo che in quel momento, checché ne dica il legale della difesa, poteva perdere il controllo dei suoi nervi e sparare, come infatti è successo. Chi è sicuro che non avrebbe fatto lo stesso, scagli la prima pietra. Ma è il fatto di possedere un’arma da fuoco ad aver reso possibile un omicidio. Questo è il problema.

In Italia la licenza di porto di pistola viene rilasciata per uso sportivo, venatorio o, appunto, per difesa personale. Per ottenerlo occorrono certificati medici, un attestato di idoneità al maneggio delle armi, non avere gravi precedenti penali e non esser affetti da problemi psichici. Mattielli, evidentemente, era in regola. Domanda: non è che sia il caso di renderla più restrittiva, tale regola? Perché delle due l’una: se si considera, come ha fatto il tribunale, eccessivo quello sparare all’impazzata, e certamente eccessivo lo fu, lasciare una rivoltella nelle mani di una persona qualunque costituisce un rischio di per sé; se invece quel gesto estremo tanto estremo non è stato, perchè il diritto naturale a difendere sé stessi è superiore, allora andrebbe riformato il codice penale.

Il magistrato Carlo Nordio ha detto bene: «Finora il concetto di legittima difesa è stato male impostato. Ci si è domandati fino a che punto è giusto reagire quando uno è aggredito in casa. Ma in un codice liberale il discorso va rovesciato e bisogna chiedersi fino a che punto lo Stato ha il diritto di punire una persona che si difende da un’aggressione che “lui-Stato” non è riuscito a impedire. È lo Stato che è inadempiente quando uno viene aggredito in casa ed è costretto a difendere da solo i propri diritti naturali».

Liberale o no, il nostro Stato, anzi qualsiasi Stato, non può fare lo schizofrenico: da una parte concede l’uso di pistole e fucili ai privati, ma dall’altra li punisce se non sanno usarle con la dovuta misura – e siamo capaci tutti di sfoggiare calma e gesso, a posteriori. Da un lato non pretende, giustamente, che un povero diavolo rinunci a difendersi, visto che al di là di norme e presidi polizieschi, l’inviolabilità della propria persona, dei propri cari, del domicilio e della proprietà, si fonda in ultima e vera istanza su sé stessi e sulla capacità di opporre violenza alla violenza. E però dall’altro lato sembra avocare a sé anche il minimo uso della forza. Se volesse essere conseguente fino in fondo, dovrebbe proibire il possesso delle armi a chiunque (eccezion fatta per militari e polizia, si capisce). Altrimenti si arriva a queste amare beffe, su cui i miserabili politicanti si avventano per fare facile demagogia.

Quindi, in conclusione: essere armati è un diritto oppure no? Rispondete all’interrogativo. È il vero interrogativo.

Alessio Mannino
Fonte: www.nuovavicenza.it
Link: http://www.nuovavicenza.it/2012/07/caso-mattielli-le-armi-come-diritto-una-questione-aperta/
9.07.2012

Pubblicato da Davide

  • fraxx

    Secondo me l’articolo prova a fare chiarezza senza riuscirci. Qualunque cosa può’ essere un’arma. La spranga di ferro, un coltello da cucina o anche le mani nude possono uccidere esattamente come una pistola. Se dobbiamo discutere sul fatto meramente filosofico che la pistola viene creata per uccidere allora si può’ rispondere che lo fa meglio e con meno sofferenza da parte di chi, comunque, è morto. Morto. Tanto con un colpo di pistola in testa quanto con 10 sprangate. Il punto è che nel privato, in casa propria, tutti devono avere il diritto di difendersi se, come dice l’autore, lo stato non ha impedito preventivamente ai ladri di entrare. L’imprenditore poteva non essere armato e essere ucciso con 10 sprangate in testa. Sarebbe stato più o meno giusto? E se invece della pistola l’imprenditore avesse usato anche lui una spranga di ferro?? Sarebbe meno grave il suo “tentato omicidio”? Che discorsi inutili! Ovvii! Pippe mentali direi! Spesso i furti finiscono bene per i ladri. Rubano lauti bottini senza essere ne scoperti al momento ne rintracciati in seguito. A volte invece incontrano per caso un colpo di pistola sul loro tragitto. Nessuno gli ha ordinato di andare a rubare. E’ un diritto proteggere la propria casa, la propria famiglia e se stessi. La pistola è solo un mezzo (il migliore in mezzo a moltissimi atti allo scopo) per far rispettare tale diritto quando viene arbitrariamente violato da chi per primo se ne frega della legge.

  • Hamelin

    Impossibile rispondere all’interrogativo finale .
    Completamente d’accordo con il magistrato Carlo Nordio .
    Il concetto di Legittima difesa è mal impostato nel codice .
    Bisognerebbe riscrivere il Codice Penale , preso atto che la delinquenza è dilagante e lo Stato Fallisce nel preservare la sicurezza dei propri cittadini .

  • ws

    la sentenza e’ pefettamente in linea con la giurisprudenza italiana. Si puo’ reagire solo quando si e’ effettivamente aggrediti ( nella fattispecie si e’ preso almeno una sprangata) e si puo’ causare all’ aggressore ferite gravi solo DOPO essere stati gravemente feriti 🙂

    ragazzi la legge e’ legge …:-)

  • pegaso62

    Premesso che una società senza crimini e senza criminali è pura utopia ed anche se ci sono paesi al mondo dove il tasso di criminalità è notevolmente più basso della media mondiale, l’Italia non è tra questi.
    Essere armati in casa propria è un sacrosanto diritto, come è un sacrosanto diritto difendere se stessi i propri cari ed i propri beni.
    E’ la legge che và cambiata in maniera radicale e và adattata ai tempi ed alle esigenze.
    E comunque legge o non legge io sono sempre del parere che è meglio un brutto processo che un bel funerale.
    Per inciso, non ho mai sparato addosso a nessuno, solo una volta in aria a scopo intimidatorio e, come disse la buonanima di Totò, quello non si è intimidito ed è scappato lo stesso.
    Ma nella fattispecie non c’era il pericolo dell’incolumità fisica ne mia ne di altri e mi sono guardato bene di sparare ad altezza d’uomo ne ho minimamente pensato di farlo. (per inciso era una rapina senza armi ma con violenza).
    Però se in casa mia mi ritrovo davanti 2 con le spranghe, bastoni od armi proprie od improprie, voi pensatela come vi pare ma io sparo.

  • Roma

    Si! Essere armati è un diritto. E’ un sacrosanto diritto dei cittadini negli Stati ove esiste ed è fortemente tutelata la libertà dell’individuo. Tale diritto non esiste, anzi è osteggiato, nei vecchi Stati bigotti della decadente Europa dove ad essere tutelato non è l’individuo, ma lo Stato stesso, in nome di un vetusto ed autoritario principio di supremazia e di prevalenza dello Stato nei confronti del cittadino. In questi Paesi retrogradi prevale il concetto che lo Stato insegna al cittadino come comportarsi, lo Stato si prende cura della sicurezza del cittadino. In questi Paesi il cittadino viene trattato come un bambino, come un essere inferiore rispetto alla potenza della mamma Stato che deve essere guidato per mano e godere delle sole libertà che lo Stato decide di concedergli. Ovviamente la libertà di essere armati è una libertà pericolosa, in primis per lo Stato stesso! E questo pericolo è ben presente fra le autorità dei Paesi della vecchia Europa, autorità che, dietro all’ipocrita obiettivo della salvaguardia della salute e sicurezza dei cittadini, cercano invece di avere un popolo di sudditi e disarmati. Perchè senza armi si può avere sulla carta tutte le libertà immaginabili, ma restano sempre sulla carta, perchè i fatti si fanno col ferro e col fuoco: da sempre!
    Per finire, e con riferimento alla storia di Mattielli, mi piace ricordare che è sempre meglio un brutto processo piuttosto che un bel funerale.

  • terzaposizione

    OK WS prima ti sparò poi mi auto sprango.
    2 ladri entrano in casa mia con spranche e devo prima subire una sprangata non letale per poi reagire?
    Come si dice tra i Caramba ” meglio un brutto processo di un bel funerale”

  • castigo

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  • bysantium

    Il fatto non è accaduto nella casa del Mattielli bensì nel suo deposito di ferri vecchi “È partito da casa armato e ha fatto fuoco sui due, e solo per poco non li ha uccisi».
    Non che per questo sia totalmente d’accordo con la pena inflitta al Mattiell ma mi sembra giusto giudicare diversamente la reazione ad un furto di merce in un magazzino ( avrebbe potuto chiamare i carabinieri che forse sarebbero intervenuti ) da quella che si avrebbe in un’intrusione nella propria abitazione senza possibilità di chiedere aiuto e quindi nelle condizioni di arrangiarsi da solo.

  • grillone

    anche se non credo nei cittadini giustizieri, credo comunque che il cittadino abbia il sacrosanto diritto di difendersi; e penso anche che l’imprenditore sopracitato abbia fatto benissimo a sparare, e spero davvero che in appello e cassazione la sentenza venga ribaltata. in questo paese manca solo che chi ti viene a rubare in casa abbia pure il “mandato di furto” firmato da qualche giudice

  • castigo

    beh, magari il mandato di furto no, ma stai bene attento a non bloccare un malvivente in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine, perché potresti, come già accaduto, vederti denunciato per sequestro di persona.
    pensa che un poliziotto un giorno mi disse che era meglio scaraventarlo dalla tromba delle scale dicendo che era caduto durante la fuga, piuttosto che rischiare di vederselo davanti il giorno dopo l’arresto…..

  • DaniB

    Sono molto contento di vedere come CDC abbia lettori in grado di esprimere opinioni senza utilizzare la solita retorica della “non violenza” o della “legalità” visti come principi organizzatori assoluti.
    Per quanto riguarda la mia opinione, sono d’accordo con il commento che nota la differenza fra il furto di merci in un magazzino e l’invasione di un’abitazione. Nel secondo caso, l’optimum sarebbe quello di riuscire a capire se i ladri sono armati, ma anche qui, se hanno un coltello al posto di una pistola, cosa ci si mette a fare, un combattimento all’arma bianca (per rispettare la legge)? e se i ladri, pur disarmati, si spaventano (magari perchè a volto scoperto) e tirano su qualcosa da usare come arma? Qual’è il principio più forte, quello Gandhiano/buddhista riscoperto 100 anni fa o quello di un mondo violento che fin dalla notte dei tempi costringe gli esseri viventi a difendersi con la violenza per cavarsela?

  • ws

    se si entra in questi “distinguo” si fa il solito sofismo caro ai legulei nostrali, mentre la questione e’ semplice se la si analizza con un po di buonsenso. e cioe’:

    chi entra con effrazione e di notte in una proprieta’ QUALSIASI altrui lo fa a suo rischio e pericolo perche’ il proprietario ha il regolare diritto di spaventarsi e di temere per la propria incolumita’ e quindi anche di avere una reazione abnorme su cui si potra’ anche discutere in sede giudiziaria ( tipo ritiro del porto d’ armi ) ma che non comportera’ nessun diritto da riconoscere all’ effrattore-intrusore-ladro il quale si prendera’ la condanna e i danni eventualmente subiti dalla sua condotta illegale

    senza questo principio le cose resteranno cosi’: 95% di reati impuniti e sempre delinquenti aggressivi e violenti verso vittime ne difese ne tutelate.

  • luigidifrancesco

    I distinguo e i sofismi sono tra quegli strumenti che ci hanno pemesso di non considerare più la clava come unico giudice supremo. Vogliamo tornare nella giungla? Potrebbe anche accadere, ma sei sicuro che avrai sempre la meglio?

  • castigo

    beh, se qualche malintenzionato ti entrasse in casa puoi sempre cercare di difenderti a colpi di distinguo o, se non ci riesci, a botte di sofismi……

  • oldhunter

    Primo: meglio vivo in carcere per omicidio che morto sprangato dai ladri.

    Secondo: Mannino, prima di aprire bocca per dare aria ai denti, informati e non fare come la maggior parte dei giornalisti italiani; non esiste il porto di pistola per uso sportivo e andare a caccia con la pistola è un reato.
  • GioCo

    meglio vivo in carcere per omicidio che morto sprangato dai ladri

    […] esprimere opinioni senza utilizzare la solita retorica della “non violenza” o della “legalità” […]

    anche se non credo nei cittadini giustizieri, credo comunque che il cittadino abbia il sacrosanto diritto di difendersi

    meglio un brutto processo di un bel funerale

    Va bene. Mi fermo qui a riportare le perle di saggezza popolare, quelle che comunque siamo qui a condividere, nel bene e nel male.
    Però vorrei anche far notare come una domanda, posta male, riferita a un episodio, non correttamente riportato, chieda di riflettere su un principio retorico che non lascia spazio al buon senso.
    Come dire: ti racconto di un episodio triste avvenuto in ospedale e poi chiedo “se stai male cosa fai, ti curi o lasci che la malattia ti consumi?”.
    Cosi faccio finta di fare l’intelligente e implicitamente suggerisco al lettore come non si possa essere sicuri, come non sia possibile fare affidamento su niente, a parte se stessi.
    Questo linguaggio, questa retorica che possiamo discutere abbia o meno intenzionalità, rimane lontanissima dal voler rispondere su temi delicati e complessi come quello della legalità o del diritto alla difesa dell’individuo.
    Ad esempio (volendo attaccare la spina al cervello dopo questa sbronza di non sensi) se cambiamo la domanda in “ha più senso prepararsi ad accogliere dei malviventi con armi, o cominciare a lottare per difendere quel che rimane di una società che non debba obbligare a doversi difendere da soli?“.
    Ecco, da qui si capisce che forse, non è tanto un problema di avere o non avere un porto d’armi, ma che la risposta armata è l’ultimo rantolo di una ideologia ipocrita e ottusa basata sull’avidità e sull’isolamento dell’uomo dall’uomo, sulla difesa della proprietà privata a qualsiasi costo, sul menefreghismo verso la cosa pubblica oltre che del viscido scarica barile.
    Con questo non voglio certo dare addosso a chi vuole difendersi. Il diritto a rispondere a un aggressione e ad intenti illeciti è sacrosanto, sia pure esagerato. Ma questo diritto deve avere un contrappeso sociale: un conto è difendersi da un estraneo ben preciso che minaccia la nostra vita, come abitando in Afganistan, un altra è iniziare una guerra civile contro tutto e tutti “perché ne ho il diritto”, lasciando che altri si smazzino per difendere quel che rimane del “diritto” nel paese civile in cui abitiamo.
    Che tristezza!

  • beaumonde

    oldhunter, parla per te e informati TU prima di postare. Ma io dico, internet ce l’hai, usalo no? Chiaro che il venatorio riguarda solo armi da sparo lunghe, ma sportivo esiste eccome.
    http://www.poliziadistato.it/articolo/317/ e leggi qui “La licenza autorizza al trasporto esclusivamente di armi da sparo classificate sportive, sia lunghe che corte, e inserite nell’elenco annesso al Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo.”
    Saluti.

  • nuvolenelcielo

    Ovvio che è un diritto essere armati e potersi difendere, che domanda retorica. (Purtroppo che c’è chi si augura l’innocuo microchip sottopelle collegato alla centrale di polizia che previene i crimini del pensiero, ma tant’è…) E’ altrettanto ovvio che le armi non vadano vendute come le armi giocattolo , e penso che sia già così. Mi sembra più che altro un problema di giurisprudenza qui, sono d’accordo col cosidetto viscido coro di critiche della politica alla sentenza (che non ho seguito, ma leggendo questo articolo sono d’accordo col viscido coro).

  • oldhunter

    @beaumonde
    Hai perso una buona occasione per tacere!

    E’ infatti evidente che non capisci o non conosci la lingua italiana e sicuramente non hai conoscenza neppure della materia che, anche leggendo le relative regole sul sito da te indicato, non sai interpretare: trasporto e porto non sono la stessa cosa e non sono legalmente assimilabili. Il porto della pistola è infatti quello dell’arma carica su di sé, mentre il trasporto di un’arma (sia corta che lunga) deve avvenire con arma scarica (ovvero senza munizioni e quindi non in grado di sparare prontamente) e per di più chiusa in una custodia. Infine, per il trasporto di un’arma per uso sportivo non serve il porto d’armi, ma è bastevole il permesso di trasporto rilasciato dalla questura.

    Per riassumere, hai fatto una figuraccia come l’ha fatta il Mannino che, come la più parte dei giornalisti italiani, parla a vanvera su un argomento di cui non è edotto che superficialmente.
  • Mattanza

    Un arma da fuoco non e’ comparabile ad un’arma bianca anche perche usare la prima riduce al minimo la senzazione di ammazzare qualcuno,ti rendi conto?
    Non sono pippe mentali.
    Con questo non dico che l’imprenditore ha fatto male.

  • Viator

    Anzitutto l’imprenditore condannato può ringraziare il regime globalista che ha lasciato entrare nell’ex-Belpaese milioni di disperati senza pane e senza scrupoli per falcidiare il livello dei salari e il potere contrattuale dei lavoratori. E siccome Confindustria è stata all’avanguardia nel pianificare questo sfacelo, mi godo ogni giorno di carcere che si farà e ogni euro che dovrà corrispondere ai criminali che volevano scannarlo a sprangate.

    Mi auguro che per rimborsarli la sua azienda vada in rovina e la sua famiglia la segua a ruota. Così saprà cosa pensare della repubblica antirazzista nata dalla resistenza.

    Per arginare la criminalità rampante, per l’80% di origine extracomunitaria, la soluzione è semplice: prevedere l’amputazione delle mani per il reato di furto e la pena di morte per i recidivi. Quando queste misure furono introdotte in Iran, all’indomani della rivoluzione islamica, per quanto in maniera fin troppo timida, la piccola criminalità crollò del 94% nel giro di un anno.

    Meglio ancora sarebbe sarebbe utilizzare i criminali recidivi per esperimenti di vivisezione umana a fini di ricerca medica, come avveniva nella civiltà ellenistica, prima che arrivasse la superstizione giudaica a impestare le anime.

  • Kevin

    Ah, quindi io non posso sparare fino a quando uno mi colpisce con una sprangata, e nel mentre l’altro ovviamente mi leva la pistola così che posso dire addio al mondo? Certo che chi scrive queste leggi è un pozzo di scienza.

  • simonlester

    non è assolutamente vero , se qualcuni ti punta una pistola puoi sparargli .
    Se hai la percezione che la tua vita, o quella dei tuoi familiari , sia in pericolo , puoi difenterti fino a uccidere.
    Non esiste nessuna regola che puoi difenderti dopo che ti hanno ‘ucciso’

  • Alberto69

    Salve a tutti mi sono iscritto solo per rispondere a questo post per lasciare una mia considerazione. il titolare del deposito ha ferito uno dei ladri con nove dico nove colpi di pistola e l’altro con sei colpi all’addome e nemmeno uno a parti non vitali gambe o braccia !!. quindi un intero caricatore tutti andati a segno. mi è sembrato un pò eccessivo la notevole mole di fuoco da parte di un titolare per poter dire di sentirsi minacciato. non ha nemmeno sparato in aria a livello intimidatorio. mi sa che qui la legittima difesa non ci sta. uno con la spranga contro uno con la pistola ad una certa distanza mi sa che vince di sicuro quello con la pistola. credo che l eccesso di legittima difesa qui sia palesemente evidente. che i ladri possano predere un risarcimento suona male 100.000 € a quello che ha preso 9 colpi e 20,00 € a quello che ne ha preso 6. ma mi suona ancor piu male l accanimento del titolare non vi pare? non gli bastava un colpo alla gamba ciascuno? per immobilizzarli nella attesa che arrivassero i carabinieri?

  • ws

    ma questi distingui non hanno alcun senso pratico. Quando il contesto e’ di essere aggrediti in casa propria la reazione sara’ totalmente istintitiva ed imprevedibile ed e’ assurdo pretendere che si debba reagire col bilancino consultando il codice .

    In caso di ECCESSO di difesa e verificata la non intenzionalita’, si prenderanno sanzioni civili ( tipo ritiro del porto d’ armi, corsi psicologici ect… ) ma non penali e nemmeno risarcitorie visto che il fatto e’ scatuito da un reato di intrusione aggressiva della “vittima” dell’ eccesso di difesa.

  • Andrea85

    Condivido, e credo che l’attuale legislazione in materia rappresenti un saggio compromesso. Fare la fine degli USA anche su questo settore non mi piacerebbe affatto.

  • beaumonde

    @oldhunter
    Allora, vediamo di capirci. Nel suo articolo Mannino elencava in breve i motivi per cui una persona può ritrovarsi con una pistola in mano quando, a casa sua, si presenta un simpatico ladro: “In Italia la licenza di porto di pistola viene rilasciata per uso sportivo, venatorio o, appunto, per difesa personale. Per ottenerlo occorrono certificati medici, un attestato di idoneità al maneggio delle armi, non avere gravi precedenti penali e non esser affetti da problemi psichici.”. E’ vero, l’ha fatta breve e non ha fatto distinzione tra porto e trasporto, anche perchè poi, alla fine, che sia porto oppure trasporto, tu la pistola a casa ce la puoi avere lo stesso.
    Io sono intervenuto perchè detesto la poca elasticità che, spesso, contraddistingue un esercizio moderato dell’intelletto: non era difficile comprendere cosa Mannino stesse dicendo, dato che tu per trasportare una cosa, alla fine, la devi anche detenere. O no?
    Per concludere, continuo a pensare che la buona occasione per tacere sia stata persa da te, perchè il Mannino, dopotutto, stava solo invitando ad una riflessione che tu hai liquidato con “Primo: meglio vivo in carcere per omicidio che morto sprangato dai ladri. “, e già questo la dice lunga sulla tua abitudine al pensiero. Poi, non contento, ti sei subito gettato all’attacco dei giornalisti tentando pure di fare sfoggio della tua profonda conoscenza del settore. Bravo. E quando io cerco di spiegarti che comunque, comunemente, si parla di “porto d’armi” per difesa personale, uso venatorio o uso sportivo tu che fai? Mi dici che ho perso l’occasione di tacere e dici che non capisco o non conosco la lingua italiana. Bene. La miglior difesa è l’attacco, vero? D’altra parte, da uno che si fa chiamare OLDHUNTER cosa ci si può aspettare? Che sia un cacciatore? Che sappia tutto di armi e affini? Cavolo, non l’avrei mai detto.

  • Matt-e-Tatty

    Quello che probabilmente avrei fatto io se non si fossero “dati” dopo un colpo in aria. Ma il problema a livello di giurispudenza resta… una volta un Carabiniere mi disse che se mai avessi sparato, avrei dovuto uccidere e che non sarebbe stato male tenersi in casa una pistola giocattolo da mettergli in mano… in qualsiasi altro modo avrei subito conseguenze legali e pecuniarie come nel caso dell’articolo.
    Una cosa è certa: in episodi del genere vengono fuori i problemi umani e ideologici di cui soffriamo, non è solo una questione di giurisprudenza.
    Da un lato abbiamo paura (legittima) di farci uccidere, di farci rapinare, di subire un torto o un danno, dall’altro vien fuori tutta la nostra miseria… piu che subire un furto preferiamo poter uccidere e invochiamo il diritto di farlo senza subirne alcuna conseguenza.
    In quelle situazioni probabilmente non prevale nemmeno il raziocinio… la paura ha un ruolo da non sottovalutare in situazioni “di emmergenza”. Ipotizzo: gente come noi, che razionalmente pensiamo che in quella situazione avremmo sparato in aria prima e in punti non vitali poi, messi nella situazione di forte tensione non è detto che ci saremmo comportati in tal modo.
    Penso che il problema diventerà cronaca quotidiana in futuro ma sinceramente non saprei come comportarmi se fossi un legislatore, mi troverei a scegliere tra cose che non condivido nel tentativo di metterci una pezza, ma dovrei fare i conti comunque con la mia coscienza nella consapevolezza che si tratta sdi situazioni “al limite”.

  • DaniB

    Ecco, quando parlavo di retorica della “non violenza” e della “legalità” parlavo proprio di questo. Potevi chiudere in bellezza dicendo che i commenti, oltre ad essere pieni di “non sensi” erano pure “fascisti”.
    Cosa centra la guerra civile? cosa centra la cosa pubblica? Caro GioCo, la filosofia non serve a niente se non la orienta attraverso un criterio pragmatico. A cosa mi servono i tuoi discorsi se un ladro mi entra in casa? E se io ammetto che sono uno di quelli che si difenderebbe da solo, cosa vuol dire, che sono un nichilista avezzo all’isolamento sociale? Esiste più buon senso nella saggezza popolare che ci accompagna da millenni che nelle tue masturbazioni cognitive (usate a sproposito) sullo statuto morale della difesa dell’individuo.
    La prossima volta tieni staccata la spina dal cervello prima di iniziare pomposi discorsi ogni volta che uno ammette che l’esistena umana, nel suo corso, può incontrare anche la violenza.

  • Evitamina

    Ognuno che subisce un abuso (rapina, furto ecc.),essendo coinvolto emotivamente, non può essere obbiettivo a qualsiasi tipo di risposta.
    Ed è per questo che un un paese civile il cittadino dovrebbe avere forti deterrenti per armarsi.
    Attenzione ho detto in paese civile; già nel 94 su 1.330.000 furti denunciati solo il 6% sono stati individuati, se consideriamo che molti furti non vengono denunciati la percentuale scende.
    Con questo voglio dire che il nostro paese si è arreso su queste tematiche, quindi il messaggio che arriva alla popolazione e quello che se rubi puoi farcela ai buone possibilità.
    In questo caso e un diritto che il cittadino si armi, anche se all’inizio porterebbe forti scompensi.

  • ws

    se questi sono i fatti ( e ripeto SE ) e’ evidente che c’ e’ stata una intenzionalita’ ad offendere oltre il ” pericolo percepito ” …

    pero’ a questo punto necessita’ un “perche?” . Sara’ stato forse perche’ era l’ ennesimo furto che subiva da questi soggetti ? Ed in tal caso quanta e’ la responsabilta’ ANCHE dello stato nel suo non assicurare la sicurezza dei cittadini?

  • fraxx

    Sono d’accordo. Anche io ho specificato che una pistola nasce per uccidere. Non ha altro uso. Ma qui non si parla di un pazzo che inizia a sparare a caso senza motivo. Quello andrebbe punito non chi si difende in casa propria!

  • Matt-e-Tatty

    ws: se le cose sono andate in quel modo è stata una vendetta più che una difesa… non calza nemmeno più “difesa eccesiva”.
    Razionalmente, da seduto dietro un pc, ammetteresti l’omicidio sommario per furto? Se è tutto vero, una scelta ce l’aveva ci ha sparato.

    Le istituzioni sono il tasto dolente… lo dico da uno che ha già subito 2 furti in appartamento (uno di notte mentre eravamo in casa e dormivamo) e un tentativo di furto fortunamente non andato a segno.
    le forze dell’ordina ci hanno anche parlato con uno dei rapinatori… per telefono (quello della mia signora che avevano rubato), e ci han mandato tutti a fanculo, perchè lo abbiamo disturbato che voleva dormire! Dici che ci sia stato anche solo un blando tentativo di rintracciarli?

  • nuvolenelcielo

    in effetti hai ragione, io non conoscevo i dettagli, ho letto solo questo articolo e rispondevo sulla questione autodifesa armata in generale. Ma se i fatti sono questi la condanna allo “sparatore” è più che giustificata.

  • oldhunter

    @beaumonde

    Certo, vediamo di capirci. Noto innanzi tutto un tuo cambiamento di tono e un allargarti verso argomenti che non ho neppure sfiorato. Resta invariata la base della mia critica a Mannino, che pure stimo. Su porto e trasporto d’arma non c’è discussione così come non esiste un porto di pistola per scopi venatori: è così come affermo e, soprattutto come afferma la legge. Punto.

    Ma, ciò che in realtà ho voluto stigmatizzare – le armi non mi interessano e in questo caso rappresentano solo l’occasione per una critica – è un vezzo dell’italico giornalettismo quello di essere dei “tuttologi”, di mettere il becco a sproposito ovunque, di parlare a vanvera su cose mal masticate e peggio digerite. Forse “dimenticando” a bell’apposta che compito del giornalista è informare e non “formare”; che le masse individualmente tendono a ragionare poco mentre con facilità si fanno invece portare, trascinare, indurre dall’emotività degli argomenti e dai ragionamenti capziosi del giornalettista di turno a giungere al risultato che il sistema, o quel determinato gruppo di interesse desidera e per cui il rispettato opinionista è pagato. Gli esempi sarebbero infiniti quasi come lo sono i pennivendoli nei media. Come dimenticare, d’altronde, la Annunziata che affermava su Rai 3 che “compito del giornalista è quello di ‘dirigere’ le opinioni delle persone”.

    Io, mi dirigo da me.

    Ma tu fa come ti pare…

    Ciò premesso, ripeto ancora con piena consapevolezza – e prescindendo dal caso che non conosco affatto e non mi interessa – “meglio vivo in carcere che morto sprangato”.

    Vorrei vedere qualcuno dei buonisti da salotto con la pancia e le tasche piene, qualcuno dei tanti non violenti radical chic a chiacchere, trovarsi nella situazione di un mio conoscente che si è visto le figlie e la moglie violentate sotto i suoi occhi da un gruppo di albanesi dopo una rapina mal riuscita in villa… Lui, poveraccio, un vero buono a tutti i costi, reagì disperatamente con un coltello da tavola e fu messo a tacere con un colpo in testa. Ma, da allora, in casa tiene due pistole…

    Infine, se con tutta l’elasticità mentale che possiedi eri in grado di supporre che oldhunter di armi e dei relativi regolamenti ne capisce, perché prima di parlare a vanvera non ti sei informato meglio?

    Stammi bene assieme a tutti i pacifinti del mondo sperando di non dover mai difendere te stesso o i tuoi cari da qualche violento energumeno.
  • castigo

    Alberto69:

    Salve a tutti mi sono iscritto solo per rispondere a questo post per lasciare una mia considerazione. il titolare del deposito ha ferito uno dei ladri con nove dico nove colpi di pistola e l’altro con sei colpi all’addome e nemmeno uno a parti non vitali gambe o braccia !!

    una pistola non è un fucile, se non sei DAVVERO a distanza ravvicinata non puoi permetterti di sparare a gambe e braccia, spari al bersaglio grosso.
    perché la vita NON è un film di clint eastwood….

    quindi un intero caricatore tutti andati a segno. mi è sembrato un pò eccessivo la notevole mole di fuoco da parte di un titolare per poter dire di sentirsi minacciato. non ha nemmeno sparato in aria a livello intimidatorio. mi sa che qui la legittima difesa non ci sta. uno con la spranga contro uno con la pistola ad una certa distanza mi sa che vince di sicuro quello con la pistola. credo che l eccesso di legittima difesa qui sia palesemente evidente.

    se ricordo bene in un altro articolo ho letto che la pistola è una calibro .22, che fa ben poco danno a meno che tu non colpisca organi vitali.
    e come “potere d’arresto” non ha certo quello di un calibro superiore come il 9×21 o altri tipo .44 o .45, quindi ci sta benissimo che il “bersaglio” sia in grado di ridurre le distanze ed usare la spranga.
    l’eccesso quindi è molto più sfumato dal tipo di arma utilizzato.

    che i ladri possano predere un risarcimento suona male 100.000 € a quello che ha preso 9 colpi e 20,00 € a quello che ne ha preso 6. ma mi suona ancor piu male l accanimento del titolare non vi pare? non gli bastava un colpo alla gamba ciascuno? per immobilizzarli nella attesa che arrivassero i carabinieri?

    insisto, la vita NON è un film di clint eastwood.
    di notte e con l’adrenalina alle stelle spari al bersaglio grosso e spari finché quello non è a terra.
    quanto poi al bloccarli finché non arrivano le forze dell’ordine devi stare attento che non ti denuncino per sequestro di persona, come già accaduto in passato…..

  • ws

    Se i fatti sono questi hai ragione, e come ho gia’ scritto altrove dovremmo chiederci il perche’ di tanta volonta’ “punitiva”.

    Ci sara’ sicuramente una parte emotiva dovute ai furti ripetuti e impuniti gia’ subiti ma c’e’ anche qualcosa di sbagliato in questo “charles bronson”, e infatti questo e’ anche la questione irrisolta sollevata in tutta la serie del ” giustiziere”.

    Perche’ resta comunque il fatto che il primo responsabile di queste tragedie ( perche’ e’ anche una tragedia sentirsi violati in casa propria ) e’ uno stato che non e’ in grado di garantire ne giustizia ne sicurezza

  • Matt-e-Tatty

    No, il primo responsabile di questo è un sistema che crea dei poveri e degli emarginati.
    nella situazione in cui ci troveremo non basterebbe un poliziotto ad ogni angolo di strada H24.
    Nel forum c’è una discussione sul debito pubblico norvegese, tra le tante cose è venuto fuori il razzismo. La facio breve. In pratica da fonti mie son venuto a sapere che in Norvegia hanno problemi di immigrazione e detti problemi sono pricipalmente un aumento di microcriminalità e stupri. Sempre le fonti mi dicono che per la maggiore beccano per queste cose somali iracheni.
    Ora, sappiamo tutti che una persona che scappa da un luogo lo fa perchè non ci si trova bene, che sia fame, che sia libertà o che sia altra ragione. Sappiamo anche che una persona che va via si trova per la maggiore con problemi che vanno dalla mancanza di appoggio per i primi tempi alla lingua diversa, per arrivare fino alla differenza di usi e costumi e alla diffidenza.
    Di chi è la colpa se degli uomini decidono di andarsene via dal proprio paese? Sarebbe interessante sapere se nell’intervento in Iraq hanno partecipato anche i norvegesi.
    Poi, siamo davvero sicuri che si tratti di un problema puramente culturale o certi tipi di criminalità sono diventati culturali in luoghi in cui regna la guerra civile? Chi li crea questi problemi?
    Bada bene che non scrivo questo per dire: poverini, gli abbiamo portato in casa queste cose e adesso loro hanno diritto di portarle a noi. Molto più realisticamente dico che i problemi van risolti alla radice… molto più proficuo informare e far capire certe cose che mettere una pistola in mano a tutti… che poi la gente ha paura e succedono dei drammi.
    Io alla fine non lo metto in croce quello che ha sparato, non sono sicuro nemmeno di come mi sarei comportato io al suo posto… cosa è successo davvero lo sa chi c’era, ma se c’è una cosa di cui sono sicuro è che più in torno a noi ci sarà emarginazione e povertà, più ste cose aumenteranno, e non eiste forz pubblica al mondo che potrà fermare.
    L’ultimo tentativo di furto che ho subito (l’unico non andato a segno), è stato nel periodo natalizio, in pratica tutta la zona dove vivo è stata presa di mira da una banda (tutte case isolate), per un po di sere numerosi furti quasi tutte le notti nella zona. hai vogliaad aspettr la polizia, ci siamo organizzati anche se i C.C. non volevano e abbiamo pattugliato a turno la zona costantemente tutte le notti, simultanemente abbiamo istituitoun tam tam telefonico in modo da allertar tutta la collina nel giro di 2-3 minuti. Nessuno ha subito più un furto, solo tentativi andati male e dopo un mese han smesso pure di provarci. Il problema è che avranno cambiato zona e la rogna la abbiamo passata ad atri… se aspettavamo che li prendessero i Carabinieri stavamo freschi, in ogni caso non si è fatto male nessuno e abbiamo raggiunto lo scopo.

  • nuvolenelcielo

    Guarda che SEI TU quello che vive in un film di Clint Eastwood. Nella vita reale se uno ti minaccia con una spranga e tu hai una pistola per autodifesa, spari per aria per farlo scappare, e quello scappa, te lo assicuro. O gli spari alle gambe, o gli spari un paio di volte, non gli svuoti certo il caricatore addosso al bersaglio grosso… Ti intendi di armi ma sei completamente privo di ogni buon senso. E se il tipo non ha saputo gestire “l’adrenalina” come dici tu di fronte a una spranga, ne paga giustamente le conseguenze, non è il Far West.

  • nuovaera89

    Essere armati è un diritto (a seconda della situazione della persona) com’è un diritto sparare per legittima difesa, scusate, se io vengo attaccato in casa da dei tizi con armi da taglio o altro, è un mio diritto difendere me stesso e la mia famiglia, o no???? o devo prima aspettare di ricevere una coltellata da qualche parte o vedere uno dei miei famigliari coinvolti????

  • castigo

    nuvolenelcielo:

    vedo che hai letto il mio post con grande attenzione.

    Guarda che SEI TU quello che vive in un film di Clint Eastwood. Nella vita reale se uno ti minaccia con una spranga e tu hai una pistola per autodifesa, spari per aria per farlo scappare, e quello scappa, te lo assicuro.

    forse si e forse no, personalmente non me la sentirei di rischiare.
    ma se l’hai scritto hai avuto un sacco di esperienze che lo supportano, sì??

    O gli spari alle gambe,

    sicuro, tu sei occhio-di-falco e lui sta fermo per consentirti di prendere la mira, e poi la tua pistola è precisa più di una carabina, sì??

    o gli spari un paio di volte, non gli svuoti certo il caricatore addosso al bersaglio grosso…

    certo, perché la tua calibro .22 ha la stessa potenza di un express per la caccia all’elefante, e lo stendi al primo colpo….. alla gamba…. hemmmm…. destra o sinistra??? 😀

    Ti intendi di armi ma sei completamente privo di ogni buon senso.

    detto da uno che lo usa da par tuo è senz’altro un gran complimento.

    E se il tipo non ha saputo gestire “l’adrenalina” come dici tu di fronte a una spranga, ne paga giustamente le conseguenze,

    che sangue freddo hai, sembri proprio l’eroe senza macchia e senza paura di tanti film….. non è che di cognome fai Willer??

    non è il Far West.

    ecco quello che non ha visto troppi film.
    il mitico “far west” non era affatto come lo descrivono a hollywood, sai??

  • nuvolenelcielo

    Che modo di rispondere infantile, frase per frase per aver l’ultima parola e la battutina idiota su tutto come all’asilo. Sviluppa un concetto se ce l’hai e vuoi dire qualcosa, altrimenti taci. (Chissà perché questo stile di comunicazione mi ricorda chi spara 20 colpi di pistola per difendersi da una spranga e poi dice che è una reazione giustificata…). Comunque fai un po’ quello che ti pare, non mi interessa.

  • castigo

    nuvolenelcielo:

    Che modo di rispondere infantile, frase per frase

    non vedo perché debba essere infantile.
    rispondo frase per frase per poter confutare una per una le tue affermazioni.
    è comodo, efficiente ed efficace.

    per aver l’ultima parola e la battutina idiota su tutto come all’asilo.

    l’ultima parola ce l’ha di solito che scrive l’ultimo post, mentre la battutina idiota su tutto la si può fare a prescindere.
    e nel tuo caso me ne hai data ampia opportunità.

    Sviluppa un concetto se ce l’hai e vuoi dire qualcosa, altrimenti taci.

    di “concetti” ne ho sviluppati alcuni:
    1) quello della soggettività della percezione del pericolo;
    2) quello della precisione su un tiro in movimento effettuato con un’arma corta;
    3) quello relativo alla potenza dell’arma impiegata (meno è potente più colpi saranno necessari per mettere il bersaglio in condizioni di non nuocere);
    4) quello relativo alla soggettività della gestione delle emergenze: ognuno reagisce a modo suo.
    non è certo colpa mia se non li hai visti.
    in più ti ho offerto uno spunto di riflessione: il far west era davvero come ce lo dipinge hollywood, ossia una terra senza legge dove si moriva come le mosche e dove dominava chi sparava più veloce??

    (Chissà perché questo stile di comunicazione mi ricorda chi spara 20 colpi di pistola per difendersi da una spranga e poi dice che è una reazione giustificata…).

    (chissà perché questo stile di comunicazione mi ricorda chi è palesemente privo di argomenti e cerca di ridicolizzare l’interlocutore o di portare il discorso sul piano personale….)

    Comunque fai un po’ quello che ti pare, non mi interessa.

    ovvio che sarà così.
    per parte mia ti auguro DAVVERO di cuore di non trovarti mai in situazioni di emergenza: considerando che il realismo non è il tuo forte rischi di finire veramente male.

  • beaumonde

    Non so perchè, ma c’è sempre qualcosa di indisponente nelle tue parole, soprattutto quel “stammi bene ecc…”. Ora, io non sono un pacifinto, come dici tu. Sono uno che ha la testa e che la usa. Tempo fa pensai di dotarmi di pistola perchè vivevo in una casa isolata con moglie e figli. Ne parlai a mio fratello, carabiniere, che mi sconsigliò di procedere: “è troppo facile trovarsi nei guai per niente e magari vivere con il rimorso per tutta la vita”, disse. Io rimango dell’idea che, in caso di necessità, forse una pistola farebbe comodo, ma mi rendo conto anche che, probabilmente, chi decide di tenere un’arma in casa dovrebbe anche, non so come, essere poi psicologicamente addestrato a usarla. La vicenda del tizio di cui parla Mannino, non riguarda uno che si è visto entrare in casa due persone armate di spranghe e quindi ha sparato per difesa spinto dal panico del momento, ma riguarda, mi sembra, uno che con una certa freddezza ha deciso di dare una lezione, perchè esasperato, ai primi due che gli sono capitati a tiro. Credo che dovrebbe essere: se enti in casa mia ti sparo, se entri nel mio magazzino chiamo i carabinieri. Ecco, così lo troverei un po’ più equilibrato. Detto ciò, caro oldhunter, ti auguro sinceramente buona vita. Spero tu possa apprezzare l’assenza di strafottenza nel mio salutare, che non equivale a una resa, nel senso che so benissimo che tu resterai della tua idea e io della mia.