CIEB: Credito sociale ed economia comportamentale

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Il CIEB – Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina, di cui vi abbiamo già in precedenza parlato (vedi qui) – ha pubblicato un nuovo parere dal titolo “Parere sull’istaurazione del modello di credito sociale digitale mediante l’applicazione dei principi dell’economia comportamentale“, nel quale denuncia la trasformazione che la nostra comunità sta subendo dopo quasi un anno di applicazione “premiale” del Green Pass.

Su questa spinta infatti si collocano i progetti delle smart city, le cui prime applicazioni italiane saranno a Bologna e Roma, “il cui scopo è indurre residenti e turisti ad assumere comportamenti definiti virtuosi sul piano ambientale allo scopo di ottenere punti convertibili in beni e/o servizi offerti dall’amministrazione comunale e dai suoi partners”.

Come afferma il CIEB:

È evidente che, al di là delle finalità dichiarate, l’applicazione dei principi dell’economia comportamentale può condurre alla limitazione e alla soppressione di diritti e libertà fondamentali in nome di pretese esigenze generali, emergenze o situazioni di crisi: quindi al soggiogamento dell’individuo.

Ciò è quanto è accaduto durante la cosiddetta emergenza sanitaria, che ha giustificato dapprima la “spinta gentile” alla vaccinazione, in seguito l’introduzione di un vero e proprio obbligo vaccinale e infine il monitoraggio dell’adempimento di detto obbligo mediante il possesso e l’esibizione di un certificato digitale (il Green Pass) che attesterebbe l’asserito comportamento virtuoso.

Fatte tali valutazioni, il CIEB:

  1. Invita i cittadini a riflettere e a confrontarsi in merito all’opportunità che le autorità pubbliche applichino i principi dell’economia comportamentale con il rischio di instaurare un sistema di credito sociale che potrebbe produrre effetti discriminatori nella fruizione di beni e/o servizi pubblici essenziali;
  2. Richiama l’attenzione dei cittadini contro il rischio di soggiogamento intellettuale e culturale derivante dall’impiego sempre più pervasivo della tecnologia digitale a fini di propaganda, creazione del consenso e manipolazione dell’opinione pubblica;
  3. Mette in guardia i cittadini contro la tendenza a scoraggiare l’analisi critica della gestione del Covid in nome di altre emergenze che riproducono il medesimo cliché comunicativo;
  4. Auspica che la parte vigile del Paese si attivi al più presto per delegittimare l’azione del Governo e per non subire passivamente la crisi politica prospettata per il prossimo autunno quale probabile conseguenza della maturazione del vitalizio parlamentare.

Qui il PDF del IX Parere CIEB, pubblicato in originale sul sito: https://www.ecsel.org/cieb/

Massimo A. Cascone, 02.05.2022

 

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