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CIAMPI TRUCCO' I CONTI PER ENTRARE NELL'EURO

DI STEFANO FILIPPI
ilgiornale.it

Lo rivela il Der Spiegel: negli anni ’90 il ministro del Tesoro garantì il “cammino virtuoso” del Paese. E la Germania coprì Romano & Co.

L’Italia truccò i conti per entrare nell’euro. Tra il 1996 e il 1998 Romano Prodi e il suo ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi, definito «un creativo giocoliere finanziario», misero in campo «misure di risparmio cosmetiche», che «si basavano su trucchi contabili» o addirittura «furono subito ritirate non appena venne meno la pressione politica». L’allora cancelliere Helmut Kohl, informato dall’ambasciata tedesca a Roma, era pienamente al corrente della drammatica situazione dei conti pubblici italiani ma l’opportunità politica prevalse sul rigore finanziario.

È una specie di «wikileaks», un «wiki-Ciampi», che riscrive un capitolo decisivo della nostra storia recente. Il settimanale Der Spiegel lo squaderna nell’ultimo numero dopo aver consultato una mole di documentazione del governo Kohl tra il 1994 e il 1998, gli anni decisivi per la creazione della moneta comune. Resoconti diplomatici, note interne, appunti di colloqui. «L’Italia non avrebbe mai dovuto essere accolta nell’euro – sintetizza il periodico di Amburgo – anzi si creò il precedente per una decisione ancora più sbagliata presa due anni dopo: l’ingresso nell’euro della Grecia». Con altri conti truccati.
La documentazione ha trovato riscontro nella testimonianza di alcuni protagonisti. «Fino al 1997 avanzato, al ministero delle Finanze non credevamo che l’Italia avrebbe rispettato i criteri di convergenza», ha dichiarato Klaus Regling, all’epoca capo dipartimento del dicastero e oggi responsabile del Fondo salva-stati. «Importanti misure strutturali di risparmio sono venute quasi del tutto meno per garantire il consenso sociale», registrava il 3 febbraio 1997 il ministero. Secondo una nota del 22 aprile successivo, «non ci sono quasi chance che l’Italia rispetti i criteri».

Lo scetticismo tedesco è palese, tutto nero su bianco. Ma nemmeno la coppia Prodi/Ciampi credeva di farcela: risulta infatti che nel 1997 il nostro governo chiese due volte di rinviare la partenza dell’euro, ma a Berlino si opposero. Avevano fiducia nel ministro del Tesoro, il tecnico che aveva lasciato il governatorato della Banca d’Italia per diventare presidente del Consiglio nel 1993: la storia si ripete oggi, con un altro tecnico al governo a fare gli interessi della Germania. «Per tutti Ciampi era come un garante, lui ce l’avrebbe fatta!», ha spiegato allo Spiegel Joachim Bitterlich, allora consulente di Kohl per la politica estera.

E in definitiva che cosa successe? «Alla fine – ricostruisce il settimanale – con una combinazione di trucchi e circostanze fortunate gli italiani riuscirono sul piano formale a rispettare i criteri di Maastricht. Il Paese trasse vantaggio da tassi di interesse storicamente bassi, inoltre Ciampi si dimostrò un creativo giocoliere finanziario».

La tassa per l’Europa, la vendita delle riserve auree, le tasse sugli utili: questa la finanza inventiva del futuro capo dello stato che in seguito sarebbe stata bocciata dagli esperti statistici dell’Ue.

Contro il parere di tutti i consiglieri, Kohl coprì i trucchi del centrosinistra. «La parola d’ordine politica era: non senza gli italiani», rivela oggi Bitterlich. Parigi aveva fatto sapere che senza l’Italia nemmeno la Francia sarebbe entrata nell’euro.

Conclude lo Spiegel: «Kohl si fidò delle melodiose dichiarazioni di Ciampi, che assicurava un “cammino virtuoso” per la finanza pubblica italiana.
Prevedeva al più tardi per il 2010 la riduzione al 60 per cento del debito pubblico. È andata diversamente»
.

Stefano Filippi
Fonte: www.ilgiornale.it
7.05.2012

Titolo originale: “Giochi proibiti dell’Ulivo Ciampi truccò i conti per entrare nell’euro”

Pubblicato da Davide

  • RicBo

    Hanno scoperto l’acqua calda..

  • Quantum

    Ma sono tutte cazzate!

    L’Italia doveva entrare nell’Euro per essere distrutta, non aveva nessun bisogno di truccare nulla, semplicemente perché era in buona salute, ed aveva una cosa a cui nessuno Stato dovrebbe mai rinunciare, una moneta sovrana!

    Ciampi e Prodi come anche Draghi e Padoa Schioppa ed Amato sono tutti nominati senza paura dall’economista francese Alain Parguez come quegli individui corrotti e al soldo delle oligarchie franco-tedesche per portare alla rovina questo paese e consegnarlo nelle mani dello SME prima e dell’Euro dopo per trasformarlo in una colonia da depredare esattamente come sta ora accadendo.

  • brezzarossa

    Che bell’aria fraterna che sta tirando in europa (minuscolo voluto)….

  • Hamelin

    In buona salute! Questa è bella!
    20 Anni fa l’Italia era sull’orlo del default , proprio come oggi .
    Adesso pero’ stiamo peggio semplicemente perchè 20 anni fa almeno c’era ancora uno Stato Italiano che offriva un minimo di tutele alla nazione , mentre ora siamo preda dello sciacallaggio Bancario e Finaziario(e siamo indifesi) .
    Quelli che si spacciano per Stato ed invece sono gli sciacalli…vero Monti/Napolitano?…

  • ProjectCivilization

    Il discorso e’ ozioso e ingannevole , perche’ tutta l’economia capitalista e’ un trucco .E’un trucco quel che dicono , quel che fanno , quel che chiedavano agli stati per unirsi , quel che gli ha risposto il massone ( come loro ) Ciampi .

  • Georgejefferson

    E gia…far credere alla gente che la STRUTTURA europea non sapeva dei conti dell’ITALIA/GRECIA..a quei livelli NON SI SAPEVA…tze,non trovo piu quel link (appena ho tempo lo cerco meglio) di una dichiarazione pubblica di Shroeder dove dice che l’Italia fuori dall’euro sarebbe stata troppo concorrenziale nel manufattiero(e relativa eventuale svalutazione)per la germania,diceva che avrebbe dovuto entrare per forza

  • Truman

    Scarsi i contenuti dell’articolo: “La tassa per l’Europa, la vendita delle riserve auree, le tasse sugli utili: questa la finanza inventiva….
    Come minimo sarebbe da spiegare perchè tasse e vendite fossero dei trucchi.

    La sostanza dell’articolo è che al Giornale non piace Prodi e non piace l’euro. Ma non sono delle novità. Sarebbe interessante se segnalasse un’interruzione del sostegno del PdL alla junta Monti-Napolitano. Sarebbe un segno di coerenza, viste le idee che diffondono i giornali di Berlusconi.

  • shoona

    eh sì con una bella moneta sovrana ora saremmo stati gli unici a competere con cina ed india. Ma perché non filtrare mai le cose che mi vengono dette da un palco con un microfono?

  • shoona

    20 anni fa eravamo con le pezze al culo ma se lo sono già tutti dimenticati. Lo stato italiano offriva un minimo di tutela per tappare le pezze immediate ma aggravando così quelle future. Si poteva fare il più classico degli italian job. In più 20 anni fa la situazione geopolitica era ben diversa. Il timone era ancora saldamente nelle mani degli occidentali. Ora sta scappando di mano.

  • Aironeblu

    Concordo con @Truman, il “Giornale” monta il solito articoletto contro Prodi privo di argomentazioni, dimenticando soprattutto di dire che se Ciampi era ricorso a qualche artificio per presentare meglio i conti, chi poi è stato responsabile di un quindicennio di decadenza e indebitamento del nostro paese, forse è stato il suo padrone. E come sempre il giornale cerca di trascinare l’attenzione dove non serve: oggi il problema è di riprenderci il paese!

  • RicBo

    ma perchè rilanciare le notizie del Giornale? sono anni che è un’arma di distrazione di massa e questo articolo ne è una conferma

  • Giancarlo54

    MENTRE ADESSO CON L’EURO COMPETIAMO ALLA GRANDE, VERO?

  • terzaposizione

    Visto che sono d’accordo con RicBo, questi articoli dai media merd-stream ( Repubblica-Stampa-Corsion inlcusi) fanno in modo che i forumisti di CDC siano unanimamente d’accordo, ogni tanto.
    Quello di ieri della Nirestein, veramente da censurare, nonostante l’anti-sionismo dilagante su CDC non ha avuto comemnti sgradevoli, del tipo non rispondiamo alle provocazioni.
    In ogni caso i commenti sul Giornale sono più liberi di esprimere critiche anche dure che sul Fatto.

  • Giancarlo54

    Vero. Riportiamo solo Repubblica.

  • grillone

    guardate che noi i conti li abbiamo sempre truccati; non abbiamo mai avuto i parametri idonei per il patto di maastricht. il che sarebbe anche comprensibile, visto che erano parametri praticamente insostenibili(oggi nessuno, neache la germania credo, è dentro quei parametri); ma allora era meglio non entrarci, piuttosto che truccare i conti

  • ProjectCivilization

    Addirittura difendete ciampi ?

  • segretius

    quoto Quantum, in pieno.

  • Morire

    Vent’anni fa non stavamo fallendo ne tantomeno eravamo sull’orlo del default. Molto semplicemente, non rispettavamo i vincoli di strozzinaggio imposti da Maastricht per invischiarci nell’affaire Euro. Ma, ripeto, non rischiavamo nulla. Altrimenti, non avrebbe avuto senso taroccare i conti. Neppure adesso rischiamo nulla, perché non ci permetteranno mai di fallire e ripartire da zero da soli altresì, ci terranno appesi per la collottola e ci spolperanno pian pianino, senza accorgercene, finché di noi non resterà più che il ricordo in un e-book di storia.

  • mincuo

    Davvero! Anzi mezza acqua calda. Il bilancio pubblico e quello pubblico allargato detto anche “the final trick” quello lo spiegheranno insieme all’abuso di ratei e risconti nel 2020. Forse.