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CI SERVONO I PRINCIPI

DI MASSIMO FINI
gazzettino.it

Sull’onda di una dichiarazione del Procuratore Grasso che non ha escluso che nei primi anni ’90 ci siano stati contatti fra Stato e «Cosa Nostra» per salvare alcuni ministri nel mirino della mafia, è rispuntato, postumo, il «partito della trattativa» molto attivo all’epoca del sequestro Moro, nella persona di Pierluigi Battista che sul Corriere si chiede: perché per Moro no e per altri invece sì?

A parte che un errore non ne sana un altro ma si aggiunge ad esso, nel 1978 no si trattò per salvare la vita di Moro non come scrive Battista, per il motivo formale di non riconoscere alle Brigate Rosse lo status di «soggetto politico» ma per le ragioni espresse con sintetica lucidità dal liberale Alfredo Biondi (allora era liberale): «Non c’è da dividersi in falchi o colombe; non c’è da mistificare come caldo umanitarismo lo spirito di rinuncia e di sottomissione e come gelida statolatria l’elementare esigenza di non transigere su diritti e doveri indisponibili come quello di rendere giustizia e di assicurare l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; c’è solo da compiere puramente e semplicemente il proprio dovere politico e morale, non di riaffermare il prestigio e la dignità formali di uno Stato».

Nella foto: Il procuratore Piero GrassoIn quel drammatico frangente la Dc ritrovò con l’appoggio del Pci quel senso dello Stato, che vuol dire rispetto dei principi su cui si basa e dell eleggi che ne sono espressione, che da sempre la era stato rimproverato di non avere.

I principi sembrano a taluni, soprattutto in questi tempi di confusione, una cosa astratta, in realtà l’intaccarli ha conseguenze concretissime e devastanti. Poniamo che si fosse trattato con le Br salvando così la vita di Moro, il giorno dopo i terroristi avrebbero rapito Mario Bianchi ponendo al Governo questo dilemma: o trattare di nuovo innescando una spirale alla cui fine c’era la dissoluzione dello Stato oppure non trattare e quindi rendere evidente, e quasi ufficiale, che l’Italia era come «La fattoria degli animali» di Orwell, una Paese «dove tutti sono uguali ma ci sono alcuni più uguali degli altri» e una ingiustizia così palese non avrebbe fatto altro che ingrossare le fila brigatiste. Non è quindi affatto vero che quella della trattativa, voluta soprattutto da Craxi, fosse una «linea umanitaria». È vero il contrario perché la trattativa avrebbe aperto la strada ad altri lutti, ad altro sangue, al sacrificio di altre vite (così come le trattative con la mafia porteranno all’assassinio di Borsellino). Del resto c’è un fato che taglia la testa al toro per confermare che la «linea della fermezza» era quella giusta: dopo l’uccisione di Moro le Br si dissolsero e furono sconfitte.

Battista lamenta poi che ci fu chi arrivò al «disconoscimento del Moro che inviava i suoi messaggi disperati» in quanto estorti con la violenza. E dimentica che furono proprio gli amici più stretti di Moro a sostenere questa tesi nel tentativo di salvarne l’immagine politica e morale. Perché lo spettacolo di uno statista, o presunto tale, che, per salvare le palle, rinnega lo Stato, i suoi principi, ai quali aveva chiesto per decenni agli altri di credere, il proprio partito, era raccapricciante, umiliante. Tutti hanno diritto di aver paura. Ma se si è di questa fatta allora non si pretende di guidare un popolo di 50 milioni di anime, si fa un altro mestiere. Che è la stessa cosa che si può dire di Bettino Craxi scappato in Tunisia perché, come mi confessò Intini, «aveva paura della prigione». Ai Moro e ai Craxi io preferisco Quattrocchi, che senza avere minimamente le loro responsabilità, disse ai suoi aguzzini: «Ora vi faccio vedere come muore un italiano».

Massimo Fini
Fonte: http://www.massimofini.it/
Uscito su “Il gazzettino” il 23/10/2009

Pubblicato da Davide

  • TitusI

    Ottimo Fini, sintetico e diretto come sempre.

  • gelsomino

    Si, e pure i re.

  • Duffy

    suggerisco il seguente articolo di Abate Vella
    http://ilconsiglio.blogspot.com/2009/10/trattativa-riservata.html

  • Tonguessy

    Orrendo articolo che non analizza storicamente i fatti e alla fine ci consiglia di preferire la morale mercenaria. Movimento zero, etica pure.
    Dozier fu liberato e anche Moro avrebbe potuto esserlo. Se non fu liberato fu proprio perchè lo Stato, che Moro aveva fino allora saggiamente amministrato, gli si ritorse contro.
    “Poniamo che si fosse trattato con le Br salvando così la vita di Moro, il giorno dopo i terroristi avrebbero rapito Mario Bianchi”. Balle. Poniamo invece che avessero salvato Moro così come salvarono Dozier. Chi gli avrebbe detto a Kissinger che il compromesso storico ormai era fatto, e che Berlinguer si sarebbe insediato come ministro?

  • mendi

    Quattrocchi era uno andato in Irak per denaro e pronto ad uccidere.
    Altro che morte eroica di un “italiano” per mano dei “suoi assassini”!
    Questa sciocca retorica proprio non me la sapettavo da Fini.

  • maumau1

    a me pare un orologio rotto ,almeno due volte al giorno segna l’ora esatta..
    ecco perchè ogni tanto ci becca poi parte per la tangente come con questo articolo ,anche se è vero che l’articolo di Battista è ridicolo e depistante..e invece di analizzare il problema papello e gli attori ,si mette a fare paragoni impossibili con il caso Moro visto che le BR come le pensa lui non sono mai esististe e da quando movimento di protesta con molto seguito nelle fabbriche e quindi pericoloso per i detentori del potere in Italia,in larga parte in mano alla DC filoalatlantica,fu infiltrato da servizi segreti italiani e stranieri(Moretti per dirne uno) come di regola avviene da sempre,e divenne violento e stragista,culminando nell’omicidio Moro perse ogni consenso nella popolazione oltre ad impedire movimenti sinistrorsi nel governo italico ,visto che portare Berlinguer come primo ministro era la peggiore cosa per gli USA e settori conservatori italiani,essendo stata l’ultima persona onesta e capace e accettato da ampie parti della popolazione anche di centro,partorito da quella marcia Italia…
    questo andava impedito e Kissinger dopo aver minacciato fisicamente Moro di fatto lo impedi’
    lo testimonia il ministro Galloni che era con Moro in USA da Kissinger allora ministro degli esteri e capo CIA (e proprio i due furono attori di questo gli USA con la CIA)
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Galloni:-quando-Kissinger-minacci%C3%B2-Moro/1608308

    ciao

  • Tonguessy

    E Corrado Guerzoni, suo segretario

  • Nellibus1985

    Approvo la tesi sostenuta da Fini. Trattare con individui che ricorrono al sequestro di persona (le Brigate Rosse agivano così) per rivendicare, tramite ricatto, le proprie convinzioni politiche significa conceder loro credibilità e avallare tali metodi. Non avrebbero dovuto trattare nè con le BR negli anni settanta nè, tantomeno, con la mafia negli anno novanta. Ammesso che le dichiarazioni di Grasso corrispondano a realtà, cioè che la trattativa salvò la vita di numerosi ministri, qui cari signori ce n’è abbastanza per mandare a casa a calci l’intera classe politica. In questo Fini ha perfettamente ragione; per fare il politico occorre averne la stoffa; non si rinnegano valori e istituzioni per aver salva la vita. E’ imbarazzante ammetterlo, ma vorrà pur dire qualcosa il fatto che l’unico italiano negli ultimi anni a far propria questa convinzione è stato un mercenario come Fabrizio Quattrocchi. Quattrocchi conosceva i rischi del suo mestiere e, al momento del dunque, lungi dallo strisciare piagniucolante ai piedi del boia, si è posto sul suo stesso livello, con estrema compostezza. Non è retorica di bassa lega quella di Massimo Fini; io lo vedo più come un disperato richiamo ai più elementari doveri che i nostri cari politici, nella loro consueta orgia di parole, “dimenticano” regolarmente di avere. Saluti.

  • radisol

    Cazzate … lo stato poi trattò traquillamente per Cirillo con tanto di mediazione della camorra di Cutolo … e poi per D’Urso, per il quale si arrivò alla chiusura ( comunque sacrosanta) del lager dell’Asinara …. quanta ipocrisia ….. quanto al fatto che “gli amici” di Moro disconobbero i suoi scritti dal “carcere del popolo”, ancora cazzate … andate a rileggervi le cronache dell’epoca … a meno che non si intenda per “amici” quei sepolcri imbiancati di Kossiga e Zaccagnini … Moro disse giustamente “il mio sangue ricada su di loro” … e, almeno in termini politici, è quello che poi fatalmente avvenne …..

  • epicureo99

    Mamma mia che orrore!!!

    Ci siamo forse dimenticati di cosa è stato il caso Moro?
    Fini vuole ancora far passare la versione ufficiale come verità???

    Moro é morto perché lo Stato in prima persona lo voleva morto e non perché non c’è stata trattativa con le BR.
    Le BR sono scomparse perché avevano compiuto il loro dovere da marionette affondando definitavamente il movimento di sinistra.
    Non c’é bisogno delle confessioni di Intini per sapere che Craxi é scappato come un coniglio per non finire in galera!

    E quest’articolo cosa vuol dire oltretutto???

    Si parte dall’infamante papello, dalla collaborazione vergognosa tra Stato e mafia; si passa per Moro e si finisce con l’elogiare un mercenario come Quattrocchi che si butta in guerra come privato, fuori dall’esercito, per guadagnare di piú e non essere costretto a rispettare le poche regole d’ingaggio di un esercito tradizionale.

    Senza parole

    E rifaccio caso adesso che l’articolo di intitola “ci servono dei principi”!!!!!!!
    Propio quelli di cui il caro Fabrizio Quattrocchi era ricolmo……ma per piacere……

  • vic

    bastava liberare Moro e rapire Kissinger. Quanti avrebbero tirato il fiato, anche nel sud del mondo.

    Salutino

    PS
    A proposito, Dozier venne liberato grazie ad una soffiata dello spionaggio parapsicologico USA: il famoso gruppo di remote viewing localizzo’ dov’era tenuto rinchiuso.

  • Tonguessy

    RAPIRE KISSINGER???? Hai idea di quanti anni di fucilazione si rischia?
    Anche nel sud del mondo, regolato com’era da persone all’ombra dei gerarchi nazisti di operazione Odessa

  • Tonguessy

    Orrore per così poco? Ma pensa che qui si tenta di ridare dignità al nazismo….

    O tempora o mores

  • radisol

    Si tenta di ridare dignità al nazismo …. ma su CdC si raccontano e si bevono anche un sacco di balle ….
    Tipo che Moro fosse un angelo che “aveva amministrato bene il Paese” ….
    A proposito di censure, pochi possono ricordare che la stessa mattina del 16 Marzo 1978, “Paese Sera”, giornale di sinistra allora diffusissimo a Roma, aveva indicato in prima pagina proprio Moro come “Antelope Cobbler”, cioè il nome in codice del politico italiano che aveva preso tangenti per l’acquisto degli areei Lockeed, cosa fino a quel momento attribuita al Presidente della Repubblica Giovanni Leone …..
    Naturalmente, dopo i fatti di Via Fani, quell’edizione del quotidiano fu ritirata dalle edicole e su quel fatto è caduta la più totale “censura di stato” ….
    Vorrei poi ricordare le responsabilità dello stesso Moro nella copertura data al golpista Vito Miceli, già capo del Sid messo in quel ruolo proprio da Moro ( persino Andreotti era contrario, lo considerava troppo di destra) …. o la dichiarazione, in perfetto stile berlusconico di oggi, che lo stesso Moro fece in Parlamento proprio a proposito dello scandalo Lockeed … “Noi DC non ci faremo processare” ….
    Ed ancora gli scandali che, Moro già ucciso ma risalenti nei fatti a quando era ancora segretario della DC, coinvolsero il suo più stretto entourage a proposito di certe tangenti della Libia di Gheddafi in cambio di esportazioni di petrolio …..
    Insomma, evitiamo di santificare … non è proprio il caso … come diceva Gaber nel pezzo “Io se fossi dio” ….. “Aldo Moro, insieme a tutta la Democrazia Cristiana, è il responsabile principale di 30 anni di tragedia italiana” … e lo diceva nel 1982, quattro anni dopo Via Fani ……

    Ciò non toglie che, per Moro, sarebbe stata cosa buona e giusta trattare …. e comunque non si capisce perchè con le BR in altri fatti, di poco successivi, si è fatto e per Moro no …..

    Per la mafia è diverso, la mafia mica cercava dallo stato semplice “riconoscimento politico” come le BR (qualunque sia il giudizio che si dà sulle stesse BR, lì la questione era tutta politica con la P maiuscola) …. la mafia invece vuole continuare a fare, con piena copertura politica, i propri loschi affari sulle spalle dell’intera comunità ….

  • Eli

    Questa volta Fini, con quell’aria da sorcio fangoso che si ritrova, ha proprio superato se stesso: per i “princìpi”, che sono astratti, si può far uccidere un uomo, che è reale e vivente. Dimostra disumanità e cinismo in quantità eccessiva per i miei gusti. Oltretutto l’articolo è pieno di volgarità.++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++*********************************** Moro fu lasciato uccidere dai notabili democristi perché colsero due piccioni con una fava: liberarsi di lui, così ingombrante con quelle aperture a sinistra, compromesso storico e via dicendo, e rendere omaggio ai loro padroni americani, che l’osteggiavano ed avevano creato Gladio (Stay Behind) ed altre amenità del genere. Occorre non dimenticare che le BR erano infiltrate dalla CIA, gli americani hanno sempre saputo dov’era segregato Moro, e forse hanno pure pilotato le decisioni in merito. Quanto a Quattrocchi, era un mercenario, e della vita di un mercenario, che sceglie di uccidere in cambio di un lauto stipendio, fa parte anche il rischio di perderla. Per me eroi sono i tanti licenziati disoccupati che ogni giorno si presentano con la loro faccia davanti alle loro famiglie in ansia, e che non danno fuoco alle fabbriche da cui sono stati esclusi, e non appendono per i piedi i manager che a ciò hanno contribuito. Questi sono eroi.

  • Truman

    …il pentito della ‘ ndrangheta che ha permesso di individuare le “navi dei veleni” nei fondali della Calabria… racconta di essere stato inviato dalla ‘ ndrangheta a Roma nel marzo del ’78, chiamato da Riccardo Misasi, ex braccio destro di De Mita, e dall’onorevole Vito Napoli. Il suo boss, Sebastiano Romeo, gli dice che bisogna dare una mano per scoprire il covo delle Br e di mettersi in contatto con «l’amico» dei Servizi.[…]

    «Come è possibile, mi domando, che tutta la malavita di Roma sappia dove si trova il covo delle Br?»

    qui [ricerca.repubblica.it] un link all’articolo che comunque è presente su vari giornali.

    Il significato è univoco, tutti sapevano dov’era Moro (Prodi cercò di rivelarlo con il trucco di una seduta spiritica) ma Moro era stato condannato dai suoi e doveva morire.

    Le BR erano state distrutte tre anni prima da Dalla Chiesa, quelli che rapirono Moro lavoravano per conto della CIA. E quando Dalla Chiesa prese alcuni capri espiatori fu necessario uccidere anche lui, perchè non rivelasse cosa stava dietro al rapimento di Moro.

  • sentinella

    ma io sapevo che il motivo per cui non si trattò per la vita di Aldo Moro non c’entra per un ca….. con la fermezza e tutte quante le balle che i media ci propinarono in quei giorni: Moro fu la vittima sacrificata sull’altare degli interessi americani che in tempi di guerra fredda avevano posto il veto a qualsiasi partecipazione del Partito Comunista Italiano al governo. RICORDIAMO CHE ALDO MORO ERA IL FAUTORE DEL COMPROMESSO STORICO.
    lE bRIGATE ROSSE ERANO STATE INFILTRATE DAI SERVIZI SEGRETI DEVIATI ITALIANI E USA. QUESTO L’UNICO ED IL SOLO MOTIVO DEL RIFIUTO ALLA TRATTATIVA PER SALVARE LA VITA DI ALDO MORO.

  • radisol

    Peccato che Moro non era affatto in Via Gradoli, via cui alludeva Prodi con la famosa storia della “seduta spiritica” … bensì stava in Via Montalcini, al Portuense…… certo l’eventuale cattura di Moretti, che soggiornava in Via Gradoli, o più realisticamente un suo pedinamento, visto che si recava quasi ogni giorno in Via Montalcini, avrebbero potuto comunque portare alla liberazione di Moro ….
    Ma sapete cos’è Via Gradoli, ancora oggi che è tornata famosa per le vicissitudini di Piero Marrazzo ? E’ una via di alloggi extralusso in estrema periferia, piena di “scannatoi” per la Roma – bene , di case d’appuntamento di prostitute/prostituti di altissimo bordo nonchè di alloggi “sotto copertura” per gente dei servizi segreti, civili e militari, italiani e stranieri … praticamente non vi esiste un abitante normale che è uno …. se si fosse fatta una perquisizione di massa in Via Gradoli, come invece fu fatta in altre zone della città con tanto di porte buttate giù quando non rispondeva nessuno, mica usciva fuori solo Moretti … chissà quanti altri inconfessabili “altarini” sarebbero usciti fuori … ed allora …………….

    P.S. Vedo che sul mio precedente post sulle figura di Moro, non propriamente il “santo” o il progressista che qualcuno vuole per forza accreditare, nessuno ha niente da dire ….. un silenzio a dir poco assordante …..

  • nautilus55

    Qualcuno, per caso, rammenta che con il “pentitismo” lo Stato ha abdicato, di fatto, allo stato di diritto? Come può ancora esistere una giustizia, se la delazione ne diventa l’attenuante? Cancellando di fatto l’obbligatorietà dell’azione penale, che rimane un vuoto involucro? Moro fu ammazzato perché si mise di traverso ad alcuni potentati internazionali (dov’erano, Fini, Perle e Ledeen durante il sequestro Moro?) e non per le bagiannate ammantate da saccente di Diritto e di Relazioni Internazionali quale il nostro vorrebbe apparire. Fini: che pena. Puoi prendere in giro qualche giovane che quei fatti non li visse e che non si è informato. Chi ricorda, può usare un solo sostantivo per questo articolo: disinformazione.

  • Tonguessy

    Silenzio assordante? Alla fine della fiera bisogna tirare una linea e fare i conti. Sicuramente ci sono degli episodi discutibili nella vita dello statista, ma la fine che ha fatto e le circostanze di contorno fanno tutte pensare che quei conti fossero di segno positivo.
    Vorresti forse che si dicesse che se l’è meritata?
    Io invece penso che l’Italia abbia perso con Moro l’unica vera possibilità di avere dei comunisti al governo, e che la sua morte abbia segnato il declino del PCI, incapace di trovare un dialogo con la controparte politica. Sarebbe stato un banco di prova importante, quel compromesso storico. Kissinger non l’ha voluto e le BR al suo soldo l’hanno definitivamente affossato.

  • radisol

    Innanzitutto Kissinger, nel 1978, non era più al potere …circa un anno prima le elezioni Usa le aveva vinte il democratico Carter …. comunque, a scanso di equivoci, per quanto mi riguarda nessuna simpatia per le Brigate Rosse …. che abbiamo largamente contribuito ad affossare, non solo con l’operazione Moro, i poderosi movimenti di massa di quel periodo, è fuori di ogni dubbio …. peccatto però che anche quei poderosi movimenti di massa fossero del tutto antagonisti, pure loro, al compromesso storico e quindi alla linea del Pci ….. quanto a Moro, non dico certo che se l’è meritata …. sono contrario alla pena di morte per chiunque … e credo che sia stata un infamia, oltre che un gravissimo errore politico, la sua uccisione da parte delle BR … come pure il suo sostanziale abbandono da parte della DC …. cosa che alla lunga ha decretato la fine politica tanto delle BR che della DC ….. ma ritengo pure che la sua “apertura” al Pci fosse del tutto temporanea e strumentale … un modo per superare la crisi politica ed elettorale della DC, travolta daglil scandali e dalle feroci divisioni interne …. ed un modo per avere il principale partito di opposizione al fianco nella feroce ristrutturazione capitalistica seguita alla crisi petrolifera ….. dopodichè il Pci sarebbe stato comunque “liquidato” senza tanti complimenti …. insomma, anche volendo mettere da parte gli scandali in cui furono coinvolti anche Moro ed il suo più stretto entourage, mi riesce difficile pensare che chi solo qualche anno prima aveva brigato con i militari golpisti ( caso Miceli) poi improvvisamente era diventato “filocomunista” ….

  • Tonguessy

    Liquidare il PCI come fu “liquidato” il PSI? Hmmmm…..

  • marcello1950

    Quali Principi QUELLI DELLA P2?

    Io non ho ancora capito i principi di FIni anche se so (anzi penso) che il suo mondo è rigido quello delle Brigate Rosse (Mondo delle brigate Rosse che secondo me si sarebbe squagliato sopratuttto con una trattativa che avrebbe evidenziato come il loro sogno fosse un incubo)

    Ma magari avrebbe aggiustato qualcosa nel mondo politico italiano che invece dietro il partito della fermezza fece partire il girone infernale della sudditanza del Paese a quei poteri che gestirono la fermezza e che sapevano già tutto su dove si trovava Moro, E CHE POI FECERO FUORI LA SCASSE POLITICA iTALIANA CON TANGENTOPOLI, E NON SOLO MORO.

    Che quei poteri non vengano menzionati da Fini stende una velo inquietante anche su di Lui

  • radisol

    No, a parte il fatto che personalmente non credo al “complotto” per quanto riguarda Tangentopoli ( quelli confessavano subito tutto, pure quello che non gli veniva contestato … quale complotto ?) il Pci sarebbe stato “liquidato” nel senso di toglierlo dalla maggioranza di governo …. lo avrebbero semplicemente buttato fuori dall’area di governo, come poi regolarmente fecero … anche se Moro non fosse stato mai rapito … era lo stesso Moro a pensarla così ….. altro che “progressista” … e non dimentichiamo che in tutti i passaggi politici fatti da Moro rispetto al Pci è sempre stato d’accordo pure Andreotti che non a caso fu il Presidente del Consiglio di tutti i governi di cosiddetta “unità nazionale” con nella maggioranza ( anche se senza ministri) anche il Pci … ve lo immaginate Andreotti “progressista” o addirittura “filocomunista” ? La verità vera è che il “complottismo” rispetto alla vicenda Moro, portato all’eccesso dai libercoli di Flamigni, ha finito per creare pure la falsa immagine di un Moro “di sinistra” che proprio è un’invenzione ….. Moro, come pure Andreotti e dietro di loro Agnelli, aveva semplicemente capito che, senza “cloroformizzare” il Pci in una temporanea e strumentale alleanza, la Dc non sarebbe mai uscita dalla sua crisi politica e la ristrutturazione capitalistica seguita alla crisi petrolifera del 1974 avrebbe trovato invalicabili ostacoli nello stesso Pci e nei sindacati …..

  • Drachen

    capisco essere in disaccordo, ma questa risposta è di un retorico allucinante.
    se per un principio non si è disposti a sacrificare le vite, allora le società e gli Stati crollano di fronte a rivali più determinati e aggressivi.
    poi si può discutere sulle motivazioni e le responsabilità nel caso Moro.
    Quattrocchi faceva un lavoro, come tale era pagato.
    anche gli operai fanno un lavoro, e come tali sono pagati.
    sulla morale dietro al lavoro, smettiamo di fare della retorica da due soldi: vi sono tantissimi operai che lavorano in fabbriche di armi.
    col culo degli altri siam tutti homo. è proprio vero….

  • Eli

    Drachen, le fabbriche di armi non licenziano e non mettono in cassa integrazione: sono floridissime, aumentano il fatturato ogni anno. Io mi riferisco a quelli che il lavoro lo perdono. Per me sono eroi. Embè? Una persona sana di mente, la sua vita cerca di salvarla, immolarsi per un principio è malsano e profondamente malato. Questo è il mio pensiero. Sono libera di pensarlo come tu sei libero di pensare che sono retorica. Bye bye, essalutameassoreta.