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CI SALVANO I CINESI

DI FRANCESCO BONAZZI E STEFANO FELTRI
antefatto.ilcannocchiale.it

Tremonti scopre il feeling con la Cina perché Pechino investe nel debito italiano

Dio benedica la Cina e il suo capitalismo a corto di democrazia, ma non di denari. Da nemico pubblico numero uno, buono per gli slogan più beceri della base leghista e le macrovisioni geopolitiche di Giulio Tremonti a silenziosi partner. Niente più polemiche. Niente più insulti. Anche la Chinatown di via Sarpi (Milano) o dell’Esquilino hanno smesso di preoccupare. Una volta a Roma perfino i tassisti malignavano su tutti “’sti cinesi amici di D’Alema”.Oggi sono amici di Tremonti?

Il viaggio del ministro dell’Economia a Pechino, con tanto di lezione alla scuola quadri del Partito comunista ha sollevato qualche domanda. E’ lo stesso ministro che si vantava (nel libro Rischi fatali del 2005) di essere stato “il primo politico occidentale” a individuare nella Cina “non solo una fantastica opportunità” ma anche “una incombente drammatica negatività”. Che i rapporti siano sempre più stretti lo dimostra anche la visita imminente dei dirigenti del Cic, il China Investment Corporation, opaco fondo sovrano (cioè che gestisce per conto del governo i surplus del bilancio cinese) che arriverà in Italia per trattare accordi con la Cassa depositi e prestiti, braccio operativo della politica economica tremontiana.E non può essere una coincidenza che circolino voci – poi smentite – dell’interesse di un’azienda cinese per acquisire lo stabilimento Fiat di Termini Imerese.

SHOPPING. La spiegazione della metamorfosi circola da settimane nei corridoi delle banche che si occupano di collocare sui mercati internazionali il debito dello Stato italiano: i cinesi hanno cominciato a comprare sempre più Bot e Btp, garantendo il successo delle aste e una domanda tale da mantenere bassi i rendimenti (cioè il costo dell’indebitamento per lo Stato). Racconta un banchiere di una grossa banca statunitense che partecipa alle aste del Tesoro italiano: “Per muovere il mercato in senso favorevole non bisogna neanche comprare moltissimo. Basta un grosso ordine da un investitore che potenzialmente può comprare ancora per aiutare a dare la direzione giusta”.

Visto il loro peso specifico, le mosse dei cinesi hanno un impatto forte: “Se i grossi investitori sono anche istituzionali e cinesi, e questi ultimi sono molto liquidi anche perché stanno si spostando sempre più dal dollaro all’euro gli altri trader poi hanno paura di vendere e naturalmente il mercato sale o regge i livelli”. Con la riservatezza tipica del settore, quindi sotto garanzia di anonimato, anche altri banker confermano. “Il crescente interesse di clienti cinesi per i vostri titoli si è registrato in modo visibile già a marzo e aprile. E ancora a ottobre, durante l’ultima asta del Btp a 30 anni, si sono visti movimenti in crescita da Pechino”, dice un altro banchiere d’affari straniero, specializzato sul debito pubblico Sud Europa. “Grossi ordini da investitori cinesi hanno ‘incoraggiato’ la domanda di Btp”, rivela un terzo banchiere da Londra, più laconico ma sicuro nell’indicare un fenomeno nuovo “e che andrà sicuramente crescendo nel 2010, quando l’Italia dovrà collocare oltre 150 miliardi di titoli”.

I cinesi hanno molta liquidità da investire e sono molto attivi sui mercati, anche per la loro politica monetaria di cambio fisso tra yuan e dollaro. E quindi, spiega un banchiere italiano che ha lavorato a lungo per banche tedesche: “Possono decidere di comprare quello che vogliono. Comprano titoli americani per sostenere il debito (e il consumo) in quel paese. Comprano titoli in euro e commodities per differenziare i loro investimenti”.

IL TESORO. Trovare conferme dal ministero di via XX Settembre non è facile. Nelle aste normali dei titoli di Stato gli acquirenti sono anonimi, almeno in una prima fase, e anche quanto l’identità diventa pubblica si tratta comunque di intermediari. E il Tesoro non è troppo interessato a sapere dove finisce il debito. Qualche informazione in più è disponibile sui collocamenti di titoli particolari, per i quali il ministero si rivolge a un “sindacato di collocamento”, di solito composto da cinque banche, che si occupa di sondare il mercato di piazzare poi l’emissione.

E spesso il sindacato comunica anche indicazioni sulla provenienza geografica degli acquirenti. Nel 2009 ci sono state tre operazioni di questo tipo e tre comunicati che si limitano a dire: “Non è mancata anche la presenza di investitori residenti in Asia e negli Usa”. Il grosso viene comunque piazzato in Europa. A fine 2008, dice la Banca d’Italia, su 1,3 miliardi di debiti del settore pubblico 742 milioni erano in mano a investitori fuori dall’Italia. Ma nel 2009, si legge in una tabella dell’ultimo bollettino di Bankitalia, i titoli di Stato in mano straniera ha subito un deciso aumento. Un funzionario di alto livello del ministero non si sbilancia sul nuovo feeling con i cinesi e sul loro attivismo, ma dice: “Credo di poter dire che assistiamo a un aumento della componente asiatica, ma si tratta di un’informazione soltanto qualitativa”.

E forse alludeva a questo Tremonti, quando ai giovani quadri del Partito comunista cinese ha citato Karl Marx: “All’antica indipendenza nazionale si sovrapporrà una interdipendenza globale”. E pensare che sono passati soltanto quattro anni da quando, in Rischi fatali, il ministro denunciava: “E’ il resto del mondo, soprattutto la Cina, che sfrutta la debolezza dell’Europa. La colpa non è della Cina. La colpa è dell’Europa”.

Francesco Bonazzi e Stefano Feltri
Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it/
Link: http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009/12/17/ci_salvano_i_cinesi.html
17.12.2009

Pubblicato da Davide

  • Cornelia

    Bravo Tremonti.
    Peccato che durerà poco…

  • gamma5

    ma in italia smettere di fare debiti su debiti…no?

  • lucamartinelli

    non vorrei essere nei panni del nostro commercialista, ministro pro tempore dell’economia. ma posso dire che mi sembra di notare una scelta strategica ,forse dettata dalla necessita’, di soluzioni tampone che ovviamente lasciano il tempo che trovano. visto che chiunque sia dotato di buon senso sa che alla base di tutto quello che vogliamo c’è e ci sara’ solo il LAVORO. visto che questo è stato delocalizzato dalle menti illuminate in estremo oriente e visto anche che non tornera’ da noi a meno che tutti noi non accettiamo stipendi “cinesi”, il futuro non posso vederlo roseo. cmq teniamo d’occhio la situazione graca e sapremo quello che ci aspetta. infatti non mi sembra che dobbiamo fare salti di gioia perche’ qualcuno ci compra i nostri BOT. la resa dei conti è solo rinviata.

  • PIEROROLLA
  • redme

    ricordo quando la lega, referente di tremonti, tuonava contro la cina in difesa dei produttori italici di cazzatelle invocando il blocco delle importazioni…….e il mortadella faceva viaggi in cina sostenendo la strategicità di accordarsi con loro………….sic transit gloria mundi…

  • Boero

    Certo,diventare schiavi della Cina e aumentare il debito pubblico alle stelle,nonchè delocalizzare lì,tutto quadra,tutto va bene…e quali aziende rimarranno in Italia?

  • Boero

    I cinesi intendono fare con noi quello che hanno fatto con gli Stati Uniti,ovvero perpetuare in eterno una situazione di yuan savalutato per esportare nelle nostre nazioni(e sottrarre dunque posti di lavoro), e come fanno?
    Con i loro yuan comprano dollari (e anche euro in questo caso) svalutando lo yuan e rivalutando il dollaro (e l’euro se è vero quanto dice l’articolo) IN MANIERA DI MANTENERE UNA SITUAZIONE MONETARIA CHE PERMETTA LORO DI ESPORTARE QUI.
    Tutto questo è quello che voi chiamate globalizzazione e che dite di avversare,un circuito assurdo che si autoalimenta in cui i paesi occidentali comprano roba cinese con dollari o euro aumentando le riserve estere cinesi,che vengono utilizzate per rifinanziare il debito pubblico occidentale e permettere altri acquisti di roba cinese.Vi sembra logico?

  • glomer

    il problema è di fondo….è inutile che ci aggingiamo a cercare di comprendere le manovre economiche o meno dei ns “capi”….questo sistema fa acqua da tutte le parti….cristo!!!
    ci possiamo accanire come vogliamo tanto “loro” già sanno cosa fare…e dove andare….non ci attende un futuro roseo…a meno che nn ci alziamo dalle ns scrivanie e cominciamo sul serio a fare qualcosa…tipo quella cosa invocata in quel doc.rio…come si chiama….zeitgaist o qualcosa del genere…non mi sembrava così male…!!! anzi molto corretto!
    Siamo una soc. perennemente a debito….per che cosa poi, per mangiare cibo merdoso che ci fa stare sempre più male, guidare macchine che inquinano e fanno male alla ns salute, andare a mignotte…o trans e quant’altro distrugga l’essere umano, non facendolo crescere interiormente!!! La vedo proprio nera se continuiamo così…
    Ciao a tutti!

  • ilnatta
  • lucamartinelli

    no, non è logico, e infatti i cinesi,consapevoli di questo abbraccio mortale, pensano da un po’ come uscirne. sanno che il loro mercato interno è una soluzione,ma non a breve. deve pian piano aumentare il potere di acquisto del popolo. allora nel frattempo stanno pensando a come sostituire il dollare come moneta di scambio internazionale e lo stanno facendo anche concretamente: l’accordo con il Venezuela va in questo senso. con i Paesi del BRIC anche. infine per quanto riguarda le riserve in dollari sanno che hanno in mano carta straccia e se ne stanno liberando. gli acquisti di Bond USA ci sono ancora ma in maniera ridotta. si stanno accapparrando tutto l’oro fisico che trovano. stanno facendo incetta di materie prime. vedete, la mentalita’ cinese è ovviamente diversa dalla nostra. loro sono per i tempi lunghi. non gradiscono sovvertimenti repentini degli equilibri. ma agiscono. è notizia recente che si sono riportati a casa l’oro depositato a Londra, il loro oro. e la quotazione del metallo ha cominciato a risalire. gli affaristi della city non avevano piu’ da speculare come prima. il discorso è molto lungo e articolato. ne riparleremo.

  • lucamartinelli

    non pretendere coerenza da chi rappresenta l’imbarbarimento della societa’ e della politica. comunque la lega si è mostrata subito per quello che era: ladra come tutte le altre formazioni politiche. ricordi la storia della mazzetta da 200 milioni dei primi anni 90?

  • redme

    come no! e quel sola del cassiere si è accollato tutta la colpa…..quel che non sopporto è la mancanza di obbiettività da parte di chi ,comunque, è sempre vittima del “sistema”…si fà il tifo per questo o quello a priori…per es ci fosse stato un commentatore qualunque che riconosca la funzione dell’euro voluto dall’europa e realizzato in italia anche per merito del mortadella…se riuscissimo a capire il “fatto” e valutarlo nell’ottica dei ns interessi, senza parteggiare per la padella o per la brace, senza farci prendere in giro da tipi alla PB, magari potremmo offrire un futuro migliore ai ns figli…saluti

  • glomer

    ottimo!!! 😉

  • lucamartinelli

    d’accordo con te anche sul resto. personalmente da anni mi sforzo di essere al di sopra delle parti. ma per quanto riguarda l’euro permettimi di farti notare che all’inizio ci ha senz’altro agevolati. ma alla lunga si sta rivelando una trappola mortale, nel senso che la sua forza ci ha portati alla situazione dell’Argentina: moneta troppo forte ed economia troppo debole. sai meglio di me che non potendo svalutare ci aspetta una cosa brutta……..buona serata

  • lucamartinelli

    ho forti dubbi e molte preoccupazioni. rimarranno quelle troppo piccole per potersi permettere di emigrare, tipo quelle familiari e quelle che non hanno un particolare mercato o meglio che l’hanno a livello locale. posso sussurrare che la soluzione sta nel ripudio del debito e nel riappropriarsi della sovranita’ monetaria? nuove moneta a credito e non a debito, nuovo posizionamento a livello internazionale e nuova competitivita’ dei nostri prodotti. so che il problema è piu’ complesso ma per intanto buona serata.