Home / ComeDonChisciotte / CI RIMANE SOLTANTO L'ARIA

CI RIMANE SOLTANTO L'ARIA

DI ANTONIO SCURATI
lastampa.it/

Cosa succede se la globalizzazione raggiunge il rubinetto di casa

Nessun uomo è tanto pazzo da vendere la terra su cui cammina. Così, stando alla leggenda, il grande capo indiano avrebbe risposto al negoziatore bianco che gli offriva la scelta tra la guerra di sterminio e l’acquisto delle terre ataviche della sua tribù. Che cosa direbbe oggi quel capo indiano di noi che, dopo aver fatto ovunque commercio della terra su cui camminiamo, ci apprestiamo a venderci anche l’acqua che beviamo?

Niente direbbe, il fiero guerriero, perché, al pari di ogni altro ostacolo locale, fu spazzato via dalla storia che, è bene non dimenticarlo, è stata sempre storia del processo unilaterale attraverso il quale l’Occidente, esplorando, conquistando e colonizzando, ha globalizzato la terra unificandola in un sistema mondo interamente governato dalla legge del capitalismo. Ora che quella grande impresa è compiuta, ora che la fase di espansione è terminata, ora che l’auto-narrazione in cui si racconta di come il pianeta Terra divenne una sfera interna alla logica del capitale è giunta alla fine, ora non rimane che lavorare sulle condizioni di vita all’interno della grande serra planetaria del capitalismo avanzato. Questa nuova frontiera interna che avanza senza soste ha un nome preciso: privatizzazione della vita.

Rientra in questo quadro epocale anche la notizia secondo la quale in Italia, remota provincia dell’impero, il governo sarebbe pronto ad appaltare a privati il servizio di erogazione dell’acqua, che smetterebbe così di fatto di essere un servizio pubblico, trasformando l’approvvigionamento idrico, cioè l’accesso a una fonte basilare della vita, in una qualsiasi merce. In linea concettuale, infatti, anche questo sarebbe un ampio passo verso la privatizzazione della vita: l’acqua smetterebbe di essere qualcosa cui tutti noi abbiamo diritto inalienabile per il semplice fatto di stare al mondo, una dotazione comune d’ingresso, come l’aria che respiriamo, e diverrebbe un bene voluttuario diversamente accessibile in base alla nostra individuale capacità di spesa. Ecco, dunque, un altro esempio della regola della deprivazione che sembra governare i destini degli uomini in questo nuovo scorcio di millennio: a ogni nuovo giro di giostra, man mano che il «pubblico» diventa «privato», ci viene sottratto ciò che è necessario per vivere o, almeno, ciò che fino a una generazione precedente era stato considerato un diritto naturale e inalienabile. La privatizzazione della vita agisce simultaneamente su due versanti, contigui e interconnessi come le due facce di un’unica moneta. Su un versante si procede a privatizzare la proprietà non più solo dei mezzi di produzione ma anche dei mezzi di sussistenza della vita della specie, sull’altro si mette in scena la riduzione della vita sociale a fatto privato.

Sul primo versante accade che, in un quadro globale di progressivo impoverimento delle risorse naturali, di cambiamenti climatici che rischiano di mettere fine al lussureggiare della vita planetaria e di fosche previsioni sull’aumento della popolazione mondiale, il controllo sui beni basali per l’esistenza, sulle condizioni di sopravvivenza, e finanche sulle matrici di riproduzione della vita biologica, viene via via affidato a soggetti d’impresa, cioè a privati mossi dalla logica del profitto e, spesso, da intenti speculativi. È il caso del controllo delle risorse idriche, delle biotecnologie in agricoltura, ma è anche il caso della privatizzazione della guerra subappaltata a contractors privati, della privatizzazione della ricerca medico-scientifica e, sopra ogni altro, è il caso della ricerca sul genoma umano condotto da privati. Il secondo versante, meno serio ma non meno preoccupante, è quello della trasformazione della politica in talk show, un osceno teatrino di faccende un tempo confinate nella vita privata che ha l’effetto di svilire, fino all’annichilimento, la nozione di «pubblico interesse». Il «pubblico», come ci ha insegnato Bauman, è così svuotato dei suoi contenuti, privato di un’agenda propria: è solo un agglomerato di guai, preoccupazioni e problemi privati. È l’eclissi della politica, un tempo intesa come possibilità di fare uso di mezzi collettivi per affrontare i problemi individuali. È anche la fine del sentimento di comunità. E, con esso, la fine del principio di un bene comune.

Da entrambi i lati dello schermo televisivo, la collettività scade ad aggregato di agenti individuali, le esistenze a questioni private. La lezione che si ricava da questa rappresentazione che rimodella la nostra capacità di pensare il mondo in comune è che ciascuno può solo lodare se stesso per i propri successi o, più probabilmente, incolpare se stesso per i propri fallimenti. Tutti gli individui assistono al grande talk show della vita privatizzata soli con i loro problemi e, quando lo spettacolo finisce, si ritrovano sprofondati nella loro solitudine, immersi nel buio di una stanza in subaffitto davanti a un televisore sintonizzato su di un canale morto.

Antonio Scurati
Fonte: www.lastampa.it/
Link: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=6637&ID_sezione=&sezione=
19.11.2009

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera

Antonio Scurati (Napoli, 1969) è uno scrittore italiano.
Docente e ricercatore all’Università di Bergamo, coordina il Centro studi sui linguaggi della guerra e della violenza. Sempre presso l’Università di Bergamo insegna Teorie e tecniche del linguaggio televisivo. Nel 2005 Scurati diviene Ricercatore in Cinema, Fotografia, Televisione. Nel 2008 si trasferisce alla Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano, dove svolge l’attività di ricercatore e docente titolare nell’ambito del Laboratorio di Scrittura Creativa e del Laboratorio di Oralità e Retorica.
Ha pubblicato il saggio Guerra. Narrazioni e culture nella tradizione occidentale (2003, finalista al Premio Viareggio).
Il suo romanzo Il Sopravvissuto (Bompiani, (2005) ha vinto la XLIII edizione del Premio Campiello.
Nel 2006 è stato pubblicato in una nuova versione il suo romanzo d’esordio, Il rumore sordo della battaglia.
Nel 2006, presso Bompiani, è uscito il saggio “La letteratura dell’inesperienza. Scrivere romanzi al tempo della televisione”: una riflessione su media, dadaismo, letteratura e umanesimo. Collabora con il settimanale Internazionale e con il quotidiano La Stampa.
Nel 2007 viene pubblicato Una storia romantica. Nello stesso anno realizza per Fandango il documentario La stagione dell’amore, un film che indaga sul tema dell’amore nell’Italia contemporanea riprendendo l’inchiesta realizzata nel 1965 da Pier Paolo Pasolini in Comizi d’amore. [1] Nel 2009 ha pubblicato “Il bambino che sognava la fine del mondo”. Un romanzo che descrive impietosamente la fame di tragici eventi che hanno i mass-media e il mondo dell’informazione in generale.

Pubblicato da Davide

  • redme

    …..uno dei primo atti del dittatore Pinochet fu la cessione dei diritti sul’acqua potabile a delle società inglesi per 90 anni….ora sembra che parte di quei diritti siano di proprietà dell’enel….

  • mariosoldati

    ………. non capisco tutto il can can sull’acqua ………… tutti i partiti italiani hanno ratificato il TRATTATO DI LISBONA che prevede la privatizzazione di tutti gli enti pubblici, hanno svenduto quel poco che rimaneva ancora pubblico alle lobby economiche che governano il mondo ……. e tutti fanno finta di niente ………….. rimbalzando le responsabilità sui partiti e governi che non contano nulla in queste decisioni, le privatizzazioni all’acqua di rose fatte dall’Italia sono finite ……………. l’america è più vicina ………

  • AlbaKan

    Infatti il Neoliberal-Trattato prevedeva la privatizzazione dell’acqua, però i politici devono fare un pò di scena…fa parte dello spettacolo!
    L’ unico problema è che con il Trattato NON si può tornare indietro…ci possiamo scordare i referendum per dire la nostra o addirittura per abrogare una legge…siamo fritti!

  • Zret

    Veramente l’aria è superinquinata da bario etc. Ci resta solo la… BARIA.

  • Zret

    Già.

  • vic

    Siamo in Sicilia d’estate. Fa caldo e c’e’ poca acqua. Arriva una cisterna finalmente.

    V: Buongionro, posso riempire la mia borraccia?
    Picciotto Autista: Prego, faccia pure, sarebbe 1 Euro!.
    V: Tenga. Posso farle qualche domandina?
    Pic8: Dica. Guardi che io sono solo un autista di cisterne.
    V: Come mai tutte queste cisterne d’acqua in circolazione?
    Pic8: Grazie a Dio c’e’ l’iniziativa privata che risolve i problemi la’ dove non arriva lo stato.
    V: Come mai lo stato non ci arriva? Mi pare che esista la tubazione dell’acqua.
    Pic8: Esiste esiste. Pero’ qualcuno la taglia qua e la’. Fortunatamente ci siamo noi del movimento cisterna per tutti.

    Capito l’andazzo taglio la corda anch’io, prima che mi taglino la gola per poi ripararmela con una cisterna di passaggio.

  • guido

    Proviamo a chiamare le cose con il loro nome:
    TUTTI i politici italiani sono colpevoli direttamente o complici (per incapacità, ignoranza, idiozia o corruzione) di ALTO TRADIMENTO.

    In base alla mia limitata conoscenza posso dire estrapolando i dati che la maggior parte sia costituita da persone di intelligenza, cultura e visione molto limitate che, spesso in buona fede, si limitano alla gestione dei fatti contingenti consci delle loro incapacità di agire sul piano dei veri problemi .
    La coscienza di agire entro un dominio di forze incontrastabili diviene innocenza ma solamente se esiste l’onestà intellettuale di denunciare lo stato delle cose a quello che molti ancora chiamano “popolo sovrano”.
    Comprendo i limiti delle persone, posso capire un soldato che fugge davanti al nemico ma non posso ammettere che lo faccia un generale, altrimenti non gli riconosco il diritto di darmi un ordine.

    Saluti.

  • duca

    Non vorrei dire una castroneria, ma di fatto l’aria è già privatizzata: quando le aziende compravendono i certificati verdi che altro fanno se non vendersi quote di aria nostra da sporcare a piacimento?
    l’azienda virtuosa A produce energia da rinnovabili, o implementa processi produttivi tali da evitare che un tot di tonnellate di CO2 vengano aggiunte all’aria che tutti respiriamo, ottiene un certificato attestante ciò e lo vende ad un’azienda inquinatrice come diritto a immettere nell’atmosfera quelle stesse tonnellate di CO2 (più o meno, se ho capito bene) ma allora io quando compro i prodotti di queste aziende non sto anche pagando l’aria che respiro?

  • yiliek

    Ma se non pafhi una bolletta ti chiudono l’aqua come per il telefono??
    BASTARDI PORCI MAIALI!!!! vengano pure con la valigetta a vendermi la loro acqua li rimando dove sono venuti a calci nel culo!!!! scusate tanto lo sfogo volgare ma questa notizia mi ha veramente abbattuto,pure l’acqua si sono presi…ma io in che mondo farò crescere mio figlio,sento ma veramente di dovergli delle scuse…….Saluti a tutti quanti

  • duca

    A parte il fatto che in teoria anche l’esercente pubblico dovrebbe tagliarti l’acqua se non paghi (rimarrebbe sempre la fontanella sulla via a disposizione di tutti) ma il problema piuttosto è che saranno sempre in di più a non poterla pagare perchè, come dimostrano la quasi totalità degli esempi, con l’ingresso del privato in un monopolio naturale le tariffe salgono alle stelle e gli investimenti si fermano.
    E chiariamo: acqua pubblica non significa che puoi esimerti dal pagare, anche i tuoi soldi concorrono al mantenimento della rete di distribuzione e se oggi molti acquedotti sono allo sfascio è perchè molti fanno questa perniciosa equazione (della serie, tanto non me la staccano…) Forse ci meritiamo di venire aggiogati così, se non siamo capaci di evolvere come cittadini consapevoli…

  • fengtofu

    Mica vero! Se usi Metano casalingo, per auto ecc. specie in presenza di consumi elevati alle ore di punta, il gas viene legalmente tagliato con aria! Ora, se la misurazione (e in casa è così) è su base volumetrica ovvero a mcubo, ecco che si è tassata l’aria!

  • maristaurru

    Vivo nel profondo Lazio, unico luogo in italia ancor più disastrato del profondo Sud, dove sono io a pochi Km da Roma, l’acqua arriva sporca, sabbiosa e con larve, ma le analisi la danno per potabile, solo che conoscendo le vecchie tubature spesso ancora stagno che inquina ed aperte ad ogni pantecana che passa per i fossi di scolo lungo i quali stanno i vecchi tubi…

    Qualche anno fa i sindaci hanno passato il servizio idrico ad Acea Ato 2, nom sto a spiegare, ma vi dico, e lo posso dimostrare, che ora le nostre bollette, a fronte della fornitura della stessa qualità di acqua… sono altissime e non corrispondenti ai consumi, come l’Enel dalle mie parti, il gestore ricorre a consumi presunti, che ti addebita anche se la casa e la utenza sono chiuse, poi conguaglierà.. di fatto in modo abile, risulta che tu anche se non hai consumato intanto paghi… poi se credi di dover recuperare 100, in realtà è molto se a furia di proteste, recuperi 20 . Non se ne esce nemmeno con le denunce.

    Ho fatto il conto, poichè anche se non consumo DEBBO PAGARE ad Acea 1000 litri di consumo al giorno e costa cara, risparmio se mi compero al discount la minerale e ci riempio la cisterna che fortunatamente ho e che tanto preoccupa gli operai del gestore, non possono barare sui miei consumi per come siamo messi.. debbono agire, come anche capita a volte “per sbaglio certo” sul contatore , ma non sarà facile per loro signori.

    Comunque, questo il futuro: bollette di fantasia che si cercherà di caricare sulla bolletta ENEL, in questo modo se non pagate 1 fornitura, acqua, o luce o gas.. ve le tagliano tutte e tre,e non sto scherzando,là ci vogliono caricare anche il canone TV/ internet, per lo stesso motivo, e chi sa che altro le fertili menti dei nostri oppressori si stanno pensando mentre fingono di litigare di giorno e si metton d’accordo di notte : vedi l’ultima notiziola, stanotte se non sbaglio, hanno votato in Senato, dietro imput dell’ITALIA DEI VALORI, la deroga all’articolo 5 del Regolamento, valida soltanto per questa legislatura, con 239 sì, 12 no e 15 astenuti.

    In questo modo , mentre prima il verbale veniva letto a caro prezzo da un piddino, ora abbiamo un “lettore ” della Italia dei valori ed una della maggioranza, ma resta quello del Piddi.. costo? 500 milioni di euro l’anno, come ci si arriva a questa cifra?

    se non lo sapevate..
    http://www.maristaurru.com/index.php/Articoli/-Aggiungi-due-posti-in-tavola-ci-son-due-amici-in-piu-..-e-paghiamo-noi.html

    Se tutto questo vi sembra accettabile..

  • snypex

    La politica, quale insieme di personaggi dai più minuti ai più sontuosi, tronfia del suo potere si sta svuotando di quello che si potrebbe definire la prerogativa di amministrare e governare come un buon padre di famiglia.

    Oggi appare sempre più evidente che delega il suo lavoro al privato, quindi il privato gestisce, amministra, comanda e sfrutta chi vive del proprio lavoro con costi tali da dover mantenere dei cialtroni che vengono eletti periodicamente per non fare altro che delegare e fare la lussuosa cresta sulle casse dell’erario piene del sangue nostro e dei nostri figli.

    Ecco oggi stanno uscendo allo scoperto mentre la gente si ubriaca di consumi insulsi e non sente cosa accade perchè ubriaca.

    Quando non avremo reddito per sopravvivere allora ci potremo scannare a vicenda per dividerci l’elemosina che ci vomiteranno addosso.

    PS.: il cosiddetto privato non è rappresentato da chi lavora, ma da chi ha il potere economico di imporsi su chiunque, in una parola:

    Globalizzazione

  • victorserge

    perbacco, ma dove sono i commenti dei destrorsi?
    hanno paura anche loro di rimanere a secco, stavolta di argomenti?
    bene, noi di sx ormai siamo al guaito e all’ ululato di animali ormai sfiniti; ma dico ai destrorsi ancora ruggenti come leoni indomiti: pensate anche voi che la privatizzazione dell’acqua, cioè pagare un bene indispensabile alla vita umana, vita umana che voi tanto difendete quando si parla di contraccezione, aborto etc., pensate dunque che sia una cosa buona e giusta?
    possiamo dire grazie solo ai vostri rappresentanti che voi avete votato in parlamento se le cose stanno così male; questa legge l’hanno votata loro, addirittura chiedendo la fiducia!!

    vergogna per la maggioranza di questo parlamento italiano, vergogna a chi ha votato questi degenerati che vogliono assetare il popolo!!

  • AlbaKan

    L’acqua è destinata ad essere per il XXI secolo, ciò che il petrolio è stato nel XX secolo: un bene prezioso che determina la ricchezza delle nazioni…o delle multinazionali! Con l’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) si estende la capacità di imporre nuove regole del commercio per beni e servizi, l’agricoltura e la proprietà intellettuale. Un aspetto importante dei negoziati dell’OMC Accordo generale sul commercio dei servizi (GATS), in difesa degli interessi delle grandi multinazionali del settore, l’Unione Europea insiste sul fatto che l’ordine del giorno dei negoziati commerciali devono garantire l’inclusione dell’ acqua negli attuali negoziati GATS, in quanto sotto le regole dell’ WTO “questo servizio non potrà ritornare al settore pubblico, anche se l’azienda privata non fosse conforme alle condizioni del contratto” Se si raggiunge l’accordo, e tenendo conto che, per aderire all’OMC deve essere firmato il GATS, le imprese pubbliche, che ora continuano a fornire acqua potabile il mantenimento di reti di servizi igienico-sanitari in molti paesi, sarebbe illegale. LINK [www.vocidallastrada.com]
    Sarebbe bello poter leggere il dossier di Stefano Pedica dell’IDV sul Trattato di Lisbona…purtroppo è diventato TOP SECRET dopo che Di Pietro ha votato “SI”!!!

  • clausneghe

    Amico, guarda che i generali stanno sempre al sicuro e semmai sono i primi a svignarsela…
    Tornando all’acqua, il fatto è che con la ratifica del trattato di Lisbona il capitalismo globale ha messo le mani su tutto, anche sulle nostre vite, se mai ce n’era bisogno. Verranno quelli che fino a ieri chiamavamo stranieri a gestire la nostra acqua, con buona pace dei farlocchi leghisti che si credono “padrù a cà nosa” ah, ah..
    Ma c’è sempre l’incognita X, quella non prevista, che alle volte fà uscire il gatto dal sacco…
    Non è detto che il diavolo abbia fatto per LORO sia la pentola che il canonico coperchio..

  • bluerik3

    Sarebbe accaduto lo stesso con la sx, poichè credo, che non ci siano mai state nette distinzioni tra i due schieramenti.

  • ranxerox

    Vero, la privazione dell’acqua era solo questione di tempo. I nostri politici potevano poco, ma almeno provarci…Invece sono dei miserabili servi, servi che si litigano il padrone. Ma noi? A proposito, maa a Milano esiste ancora Piazzale Loreto?

  • maristaurru

    I ladri di Pisa ricordalo bene: litigano di giorno, ma di notte…

    leggi questa bella furbata classicamente da vecchio valzer DC+PCI

    Mercoledì 4 novembre 2009, il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente il decreto legge 135/09, dal titolo “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee”. Stanno in realtà realizzando la privatizzazione dei servizi pubblici locali.

    Si dice che si sta dando attuazione ad obblighi comunitari, queste le risoluzioni della Europa:

    Risoluzione Europea 11 marzo 2004, “Strategia per il mercato interno, priorità 2003-2006”, paragrafo 5:

    “Essendo l’acqua un bene comune dell’umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno”.

    Risoluzione Europea 15 marzo 2006, “Risoluzione del Parlamento europeo sul quarto Forum mondiale dell’acqua”, paragrafo 1:

    “Dichiara che l’acqua è un bene comune dell’umanità e come tale l’accesso all’acqua costituisce un diritto fondamentale della persona umana; chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l’accesso all’acqua alle popolazioni più povere entro il 2015”.

    Non ci vedo uno stretto nesso con la privatizzazione del servizio idrico integrato, ed infatti i piddiin fanno un certo can can, quasi mi commuovo quando la Roiters ci fa avere un comunicato di Bubbico senatore del PD

    del Senatore Filippo Bubbico (PD).

    “Grazie a un emendamento del Pd è stata scongiurata la privatizzazione dell’acqua, bene indispensabile, di primaria importanza per tutti i cittadini. La sua approvazione consente al servizio idrico di restare saldamente nella titolarità e nel governo delle amministrazione pubbliche, tanto da soddisfare i principi del pieno controllo pubblico sulla qualità, l’accessibilità e il prezzo del servizio per gli utenti”.

    il servizio idrico sembrerebbe rimanere nelle mani delle società pubbliche. Un grande merito dei difensori del principio “Acqua, bene pubblico dell’umanità”.

    Poi si ha notizia di un emendamento “birichino” a firma di Bubbico, cui non si dà risalto, ovviamente, e tutto torna alla solita routine, ai tempi gloriosi della DC e del PCI che governavano insieme “di nascosto” praticamnte da sempre, mentre ci facevano scazzottare tra noi..

    L’emendamento è il 15.504, vede la firma del Senatore Bubbico come primo promotore e recita, a dispetto di ciò che emerge dalla nota, quanto segue:
    “Tutte le forme di affidamento della gestione del servizio idrico integrato […] devono avvenire nel rispetto dei principi di autonomia gestionale del soggetto gestore e di piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche, il cui governo spetta esclusivamente alle istituzioni pubbliche […]”.

    In parole semplici: servizio autonomo affidato ai privati, proprietà pubblica della risorsa (ovvero l’acqua). Un emendamento che nulla toglie e nulla aggiunge al provvedimento di privatizzazione di servizi di pubblica utilità, se non una certificazione del centrosinistra alla privazione forzata del servizio dalle mani pubbliche.

    L’emendamento è stato respinto dall’Italia dei Valori e ha visto il non-voto di 3 esponenti dello stesso Partito Democratico (Marinaro, Zanda e Nerozzi), ma ha visto i voti favorevoli di PD, UDC, PDL e Lega Nord, in questa inedita e larghissima convergenza istituzionale a favore del principio “acqua, bene privato del mercato”.

    Eh? I ladri di Pisa… non cambiano tecnica. Queste notizie , poi confermate da ricerche ulteriori, sono prese dal blog di alessandro tauro. La rete serve a smascherare certi furboni matricolati a quanto pare, è l’unica differenza tra i vecchi ed i nuovi tempi, cerchiamo di trarne vantaggio!

  • Tonguessy

    Bisogna ricordare una cosa essenziale: il sistema economico si basa sullo schema Ponzi. Finchè c’erano aree di espansione tutto filava quasi liscio. Ma prima o dopo succede di cozzare contro i limiti di sistema. L’infinito (checchè ne pensino i matematici) non esiste. Quindi per mantenere inalterato il margine di guadagno, visto che l’espansione orizzontale non è più possibile, si ricorre all’espansione verticale.
    Qui bisogna distinguere tra beni e merci (i servizi lasciamoli da parte, momentaneamente).
    “Una merce è un oggetto o un servizio che può essere acquistato o scambiato con denaro. Un bene è ciò di cui un cittadino ha realmente bisogno, ma che non necessariamente deve essere acquistato o scambiato con denaro.” (Pallante). Qui entra lo schema Ponzi: visto che il settore merci è in crisi, per potere mantenere inalterata l’espansione del capitale occorre trasformare i beni in merci. Tutto chiaro, no? Quindi l’acqua il cui consumo è misurabile (al contrario dell’aria) adesso è merce, ma ben prima che questo bene fosse monetarizzato venne ridotto a pura merce anche l’altro bene essenziale: il cibo. Chi si può permettere nella nostra Civiltà teleguidata di avere cibo non come merce ma come bene? Perchè allora urlare allo scandalo per la privatizzazione dell’acqua quando la fame uccide 6 milioni di BAMBINI all’anno? Forse perchè quei bambini muoiono distanti dai nostri occhi?
    Cosa crediamo che sia l’industrializzazione voluta dal capitale se non la privatizzazione dei beni come cibo, casa e acqua (in ordine temporale)?

  • guido

    Ciao clausneghe,
    so come stanno realmente le cose (non parlo solo del pollaio italiano) e pure essendo pessimista spero anch’io nel fattore X.
    Certo è che affinchè si manifesti occorrerà una presa di coscienza generalizzata, che non è impossibile nonostante il consolidarsi del potere mondiale, dopo tutto i sistemi complessi non sono gestibili in modo deterministico.
    Saluti

  • X

    Il diritto all’acqua risulta quale estensione del diritto alla vita affermato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani,il 5 Dicembre tutti a Roma pronti a prendere manganellate per la difesa di un diritto!!!!