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CI FARANNO VIVERE COME A GAZA

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DI CHRIS HEDGES
truthdig.com

Gaza è una finestra sulla distopia (1) che ci sta assalendo.  La  disparità crescente, tra le élite del mondo e tutte le grandi miserabili masse di umanità, riesce a sopravvivere avvolta da una spirale di violenza. Molte regioni povere del mondo, che sono sprofondate nel burrone dell’economia, stanno cominciando ad assomigliare a Gaza, dove un milione e seicentomila palestinesi vivono nel più grande campo di concentramento del pianeta.Queste zone di martirio, piene di gente pietosamente povera, intrappolata dentro squallide baraccopoli o in villaggi fatti di fango,  recintate con fibre elettroniche che controllano con telecamere di sorveglianza e sorvolate da droni, con le guardie di frontiera e le unità militari che le circondano e sparano per uccidere. Queste zone di distopia da incubo  si estendono dall’Africa sub-sahariana , al Pakistan e alla Cina. Sono luoghi in cui si compiono omicidi mirati, dove dei brutali attacchi militari vengono sferrati contro popoli che non hanno più nessuna difesa, che non hanno  un esercito, una marina o una forza aerea. Tutti i loro tentativi di resistenza, per quanto inefficaci, vanno sempre incontro ad un massacro indiscriminato, uno scempio proprio della moderna guerra industriale.

Nel nuovo panorama mondiale, come nei territori occupati da Israele e nei progetti imperialisti degli Stati Uniti in Iraq, Pakistan, Somalia, Yemen e Afghanistan, vengono perpetrati massacri di migliaia di innocenti  vittime inermi, tutte con l’etichetta della guerra.

Ogni resistenza viene chiamata “provocazione , terrorismo o crimine contro l’umanità”. Lo stato di diritto e il rispetto per le più fondamentali libertà civili  dell’uomo e il diritto di auto-determinazione, sono una semplice finzione messa in scena solo per mantenere delle pubbliche relazioni  e placare le coscienze di chi vive nelle zone privilegiate.

I prigionieri vengono torturati e “scompaiono”regolarmente. La scarsità di cibo e di medicinali è una tattica di controllo ben sperimentata. Le bugie impregnano le onde radio. Raggruppamenti religiosi, razziali ed etnici vengono demonizzati. Missili piovono su baracche di mattoni, unità fuoco automatizzate colpiscono abitanti inermi, dalle navi bombardano i campi profughi con proiettili pesanti, e i morti, tra cui i bambini, restano allineati lungo i corridoi di ospedali che non hanno né elettricità né medicine.

Il crollo imminente dell’economia internazionale, l’aggressione del clima, la siccità che ne deriva,  le inondazioni, il rapido declino delle rese agricole e l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari sta creando un universo in cui il potere è diviso in due : Da una parte una élite ristretta, che detiene nelle sue mani sofisticati strumenti di morte, e dall’altra masse esasperate. Tutte queste crisi stanno preparando una guerra di classe che farà sembrare uno scherzo quello che immaginava Karl Marx.

Si sta costruendo un mondo dove la maggior parte degli uomini soffrirà la fame e vivrà nella paura, mentre solo pochi eletti potranno ingozzarsi di prelibatezze e abitare in condomini chiusi e protetti da qualsiasi sgradito estraneo.

E sempre più gente dovrà essere sacrificata per mantenere in essere questo stato di squilibrio.

E questo succede perché Israele, come pure gli Stati Uniti, fregandosene di qualsiasi norma di diritto internazionale lascia una popolazione soggiogata in miseria. La presenza continuata  delle forze di occupazione israeliane sfida quasi un centinaio di risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che hanno stabilito il loro ritiro. Il blocco israeliano di Gaza, iniziato nel 2007, è una forma brutale di punizione collettiva che viola l’articolo 33 della Quarta Convenzione di Ginevra del 1949, che stabilisce le regole per la “protezione dei civili in tempo di guerra.”

Il blocco ha trasformato Gaza in un pezzo di inferno, in un ghetto gestito dagli israeliani, dove sono morte migliaia di persone, tra cui i 1.400 civili uccisi nelle incursioni israeliane del 2008. Con il 95 % delle fabbriche chiuse, l’industria palestinese ha praticamente cessato di funzionare. Il restante 5 % funziona  al 25-50% della sua capacità. Anche l’industria della pesca è moribonda. Israele non permette che i pescatori si allontanino più di tre miglia dalla costa, e spesso  entro le tre miglia i pescherecci finiscono sotto il tiro del fuoco israeliano. Le pattuglie di frontiera israeliane hanno sequestrato il 35 % dei terreni agricoli di Gaza e ne hanno fatto una zona cuscinetto.

Le infrastrutture Israeliane di questa zona sono ormai al collasso e questo significa  che la confisca delle falde acquifere da parte di Israele lascia molti campi profughi, come Khan Yunis, senza acqua corrente. La UNRWA (l’agenzia ONU per il soccorso dei profughi palestinesi) stima che l’80 % di tutti gli abitanti di Gaza ormai viva solo degli aiuti alimentari. E la pretesa di Israele al diritto dell’autodifesa è smentita dal fatto che è proprio Israele, che mantiene un’occupazione illegale e viola il diritto internazionale, sottoponendo a una punizione collettiva il popolo palestinese. E’ Israele che ha scelto l’escalation della violenza, quando durante un’incursione a Gaza all’inizio di questo mese il suo esercito ha colpito mortalmente un  ragazzo di tredici anni.

Mentre il mondo si spacca in due, questo diventa il nuovo modello : I signori della guerra che possiedono tutte le armi più  tecnologiche e terrificanti uccidono intere popolazioni. Facciamo la stessa cosa in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Yemen e Somalia.

Le forze del mercato e i meccanismi militari che proteggono queste forze sono l’unica ideologia che con cui si stanno governando tutti gli stati industriali e si regola il rapporto tra uomini  e mondo naturale. Si tratta di una ideologia che si traduce in milioni di morti e sempre più milioni di sfollati dalle loro case nei paesi in via di sviluppo.

Ma questa ideologia ha un codice terribile e significa che queste forze potranno probabilmente scagliarsi anche su tutti noi. Tutti quelli che non sono utili alle forze del mercato sono considerati  materiali di consumo e quindi spendibili, senza nessun diritto e senza nessuna legittimità. La loro esistenza, sia a Gaza o in qualsiasi altra città degradata postindustriale  come Camden, New Jersey, è considerata un peso per l’efficienza e per il progresso. Sono come rifiuti. E come qualsiasi rifiuto  non hanno voce e non hanno nessuna libertà, possono essere distrutti o imprigionati ,se ne può fare quello che si vuole. Questo è un mondo in cui solo la forza e il profitto delle aziende sono sacri.  E’ un mondo di barbarie.

“Potendo disporre della forza-lavoro dell’uomo il sistema è in grado, tra l’altro, di utilizzare l’uomo come entità fisica, psicologica e morale, come ha scritto  Karl Polanyi   (2) – La grande trasformazione-. “Se non potranno godere del bene della protezione che offre la cultura, gli esseri umani potranno morire per effetto della loro insicurezza sociale; potranno morire in quanto vittime di un grave scollamento sociale causato dalla vizio, dai crimini e dall’inedia.  La natura potrebbe diventare solo un posto a cui strapparle le sue risorse, i suoi elementi, lo spazio, per  contaminare i suoi paesaggi , per inquinarne i fiumi; La sicurezza degli stati sarebbe messa a repentaglio dai militari e avere il potere di distruggere cibo e materie prime.

Infine, la legge del mercato influirebbe drammaticamente sul potere d’acquisto che sistematicamente farebbe fallire tutte le imprese, che per carenza di contanti o per surplus di produzione potrebbero risultare dannose per il sistema, tanto quanto lo erano le inondazioni e le carestie nelle società primitive.

Indubbiamente, il mercato del lavoro, la terra, e il denaro sono essenziali in una economia di mercato, ma nessuna società potrebbe sopportare gli effetti di un sistema arrivato ad essere tanto brutale, nemmeno per un breve lasso di tempo,  a meno che la sua essenza umana e naturale e la sua struttura sociale non abbiano predisposto dei mezzi capaci  di proteggerla contro le devastazioni di un vero tritatutto satanico. “

Ormai almeno  47 milioni di americani dipendono dai buoni pasto per mangiare. Le élite stanno complottando per  non dare più questi buoni pasto e per ritirare anche altri  programmi  che oggi vengono ancora chiamati “diritto” e che permettono di vivere ai poveri. Il taglio di migliaia di miliardi di dollari da Medicare, da Medicaid e da altri programmi sociali, data la situazione di stallo politico di Washington e l’incombente “fiscal cliff” , sembra ormai certo. Ci sono 50 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà, ma questa cifra non significa nulla,  perché per soglia di povertà si intende un reddito annuo di US$ 22.350 per una famiglia di quattro persone. Aggiungiamoci poi le decine di milioni di americani che vivono in una categoria chiamata “vicina alla povertà”, che comprendono tutte quelle famiglie che tentano di vivere con meno di 45 mila dollari l’anno, e si arriva ad almeno il 30% del paese che vive  in povertà.

Una volta che queste persone si renderanno conto che non ci sarà nessuna ripresa economica e che il loro tenore di vita è destinato ancora a diminuire, che sono intrappolati, che sperare nel futuro è un’illusione, si arrabbieranno anche loro come i manifestanti in Grecia e in Spagna o i militanti di Gaza o in Afghanistan.

Banche e altre società finanziarie hanno in mano migliaia di miliardi – senza interessi da pagare – arrivati dalla Federal Reserve e hanno accumulato 5.000 miliardi di dollari, in gran parte saccheggiati al Tesoro degli Stati Uniti.

Quanto più a lungo questa disparità andrà avanti in tutto il mondo e si perpetueranno le disuguaglianze, tanto più le masse si rivolteranno e in breve vedremo replicarsi  il modello israeliano di un controllo del paese  –  con i droni che voleranno sulle nostre teste, con ogni dissenso considerato un crimine, con le teste di cuoio che abbatteranno le  porte, usando la forza che uccide come se fosse una forma accettabile di sottomissione. Iil cibo sarà usato come un’arma, e tutto sarà sotto sorveglianza costante.

Stiamo vedendo questo nuovo aspetto del potere a Gaza e in altre parti degradate del mondo. Quello che sta accadendo a Gaza, come quello che sta accadendo alla gente di colore nelle comunità emarginate degli Stati Uniti, è un modello.

Queste sono tecniche di controllo usate dagli israeliani , e dalle unità di polizia militarizzate nella guerra alla droga nelle città americane, dalle forze speciali militari o mercenarie in Pakistan, in Afghanistan o in Iraq.

Sono sistemi prima sperimentati e poi perfezionati contro i deboli e gli indifesi.

La nostra indifferenza insensibile alla situazione dei palestinesi, e delle centinaia di milioni di poveri dimenticati in baraccopoli urbane in Asia o in Africa, proprio come il nostro sottoproletariato, vuol dire che le ingiustizie che li hanno colpiti potranno indisturbatamente colpire anche noi. Se non proteggiamo loro, non proteggiamo nemmeno noi stessi .
Se implode l’impero degli Stati Uniti, le forme più dure della violenza che viene usata ai confini più remoti dell’impero verranno usate anche in patria. Purtroppo però allo stesso tempo, le strutture democratiche al governo del paese si sono calcificate. E i governi hanno abdicato e consegnato il potere nelle mani di un organo esecutivo che serve pedissequamente gli interessi globali delle corporazioni.

La stampa , gli organi giudiziari e il potere legislativo hanno perso i denti e ormai sono puramente decorativi. Lo spettro del terrorismo, come in Israele, è utilizzato dallo Stato per stanziare spese gigantesche per la sicurezza e la sorveglianza militare interna.

La privacy è abolita. Il dissenso è chiamato tradimento.

I militari agiscono secondo un loro mantra di obbedienza cieca e con la forza che caratterizza l’etica dei tempi più cupi della cultura.

Bellezza e verità sono aboliti. La cultura è degradata nel kitsch.

La vita emotiva e intellettuale dei cittadini è devastata da spettacoli di cattivo gusto se non osceni, e si va avanti prendendo manciate di antidolorifici e sedativi. La  cieca ambizione, la sete di potere e una personale grottesca vanità sono esemplificate da David Petraeus e dalla sua ex amante, questo è il motore del progresso.

Il concetto di bene comune non fa più parte del lessico del potere.

Questo, come scrive il romanziere J.M. Coetzee  è “il fiore nero della civiltà.” E’ “Roma sotto Diocleziano”.   E siamo noi. Gli Imperi che precipitano verso regimi dispotici, sanguinari e corrotti che alla fine si consumano.

E anche noi, come Israele, dovremo sputare sangue.

Chirs Hedges
Fonte: http://www.truthdig.com
Link:  http://www.truthdig.com/report/page2/elites_will_make_gazans_of_us_all_20121119/
21.11.2012

Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di ERNESTO CELESTINI

Note:

  1. Contrario di utopia: tutto l’indesiderabile
  2. http://en.wikipedia.org/wiki/Karl_Polanyi

Pubblicato da Bosque Primario

  • Ercole

    L,ideologia borghese e ben piu antica di quella socialista ,e meglio elaborata in tutti i suoi aspetti e possiede una quantita incomparabilmente di mezzi di diffusione ,,,,e la piu diffusa, e resuscita continuamente nelle piu svariate forme.Noi come classe sottomessa dobbiamo sforzarci di costruire il nostro esercito per l,assalto ai padroni della terra,dobbiamo con pazienza continuare l,arte della guerra ,costruire la nostra strategia,,, fare sputare sangue,,, a chi ci sottomette,e passare dalle lamentele ,all,azione, chiedere ai padroni il conto della crisi e delle guerre.

  • albsorio

    Ci sono due strade davanti a noi, una è quella descritta dove serve tanta violenza per reprimere il 99%, un’altra non citata è quella della giustizia verso l’1%. La prima cosa da fare sia in USA che in UE è riprendersi la moneta, facendola diventare del popolo, emettendola senza debito, eliminare la riserva frazionaria bancaria. Poi tornare alla economia reale fatta di LAVORO, troppo comodo voler far soldi coi soldi, non si può essere tutti trader, così come non si può vivere tutti nel terziario importando a due soldi ciò che altri hanno prodotto. La forza lavoro c’è anche qui nel primo mondo, ma non dobbiamo fare delle regole che impediscano la ridistribuzione del surplus, schiavizzando fette di popolazione.

  • Primadellesabbie

    “Se non potranno godere del bene della protezione che offre la cultura”. Mi sono imbattuto (al 15′ capoverso) in questo non sense, sono andato a controllare e, mi scusi Celestini, “Robbed of the protective covering of cultural institutions”, le istituzioni culturali non sono la cultura. Va un po’ meglio. Avevo sperato di trovare qualcosa che richiamasse la saggezza, anziché la cultura, nel qual caso l’affermazione sarebbe stata di altra portata.

    L’articolo lancia un allarme solido e condivisibile (figurarsi se Gaza non é messa sotto osservazione per quanto riguarda le reazioni psicologiche in vista di future “applicazioni” del metodo, con quei marpioni che ci sono in giro).

    Voglio mettere l’accento su un mea culpa che l’occidentale medio potrebbe prendere in considerazione. Bisogna imparare a lasciare in pace le altre Culture. La possibilità di abbreviare i tempi per l’Impero Unico che questo articolo fa intravvedere é favorita dalla nostra foga missionaria. Noi occidentali, a causa di una montagna di scelte, a dir poco irresponsabili, l’abbiamo preso in quel posto (venia per la volgarità) e adesso vogliamo che anche tutti gli altri si allineino. Quelli che hanno resistito al nostro passaggio. E allora dagli con i diritti civili (grande invenzione), il progresso, e tutte le altre amenità che ci impediscono di vedere oltre il naso. Se accettassimo di fare qualche riflessione sulla nostra relatività faremmo un passo nella giusta direzione, utile al modo di ragionare di ciascuno e costruiremmo un grosso bastone da porre tra le ruote degli, oramai potentissimi, malintenzionati.

  • Robincook

    Faranno molto di più:
    dopo averci ampiamente derubato, sfruttato e massacrato, gli Italiani diventeranno carne da macello, residui umani, utili solo per gli esperimenti scientifici e per gli espianti, tutto regolarmente compiuto a “norma di legge” dal nostro efficientissimo, preparatissimo Establishment Sanitario.

  • rebel69

    La diatriba italica Grillo si Grillo no sembra proprio una sciocchezza se confrontate alle forze che sono in campo e lavorano per far prendere al mondo una certa direzione.

  • Primadellesabbie

    Tappeto rosso, rebel69!

  • redme

    ..giornataccia eh….

  • alnilam

    Bravissimo, ben detto! Concordo ogni lettera e virgola…il punto focale è lì nella SOVRANITA’ MONETARIA:fin tanto che andremo avanti con questo sistema saranno sempre e soltanto pie illusioni quelle che ci troveremo ad affrontare!
    Non a caso dove vogliono andare a parare? Colpire la Rep. Islamica dell’Iran che guarda caso si regge su una Banca Centrale in mano al governo e quindi alla collettività (Banca Melli: andatevi a leggere lo statuto!)
    Qui da noi…purtroppo è il vuoto pneumatico su queste argomentazioni che tutt’al più sono cavalcate (certamente con il secondo fine di sputtanare..) da soggetti quali Sara Tommasi etc..
    saluti

  • decimalegione

    Questo SITO è FRANCESE, reportage di 3 anni fà, adesso ci sono in più tante belle ville con piscina dei capi mafia di hamas. Da BIVOUAC-ID—blog d’informazione, di allerta, d’osservazione, di unione e azione sull’ islam e i suoi pericoli. Attenzione, foto insostenibile! Affamati di Gaza. Da Yann su 6 dicembre 2009. Poiché un’immagine vale mille parole, continuiamo la nostra serie di foto di Gaza, “all’aperto campo di concentramento” di vittimizzazione logorrea di palestinesi, i mussulmani e loro utili idioti. Attenzione, queste immagini non sostenibili possono offendere la sensibilità del palestinomaniaques e portare i creduloni in buona fede e le loro certezze in discussione. Mentre i fautori del fascismo verde e loro utili idioti rappresentano l’attenzione dei media e l’assistenza internazionale a favore dei palestinesi, infrangendo tutti i record di aiuti pro-capite, altrove persone stanno morendo – davvero – fame nell’indifferenza più completa. Per informazione la malnutrizione colpisce 1 miliardo di persone sulla terra e non sono certo a Gaza a morire di fame. ABBIATE PAZIENZA, TRASPORTATE E CLICCATE SU GOOGLE, NE VALE LA PENA.–Insoutenable ! Gaza affamée [photos]—— INSOUTENABLE ! GAZA AFFAME'( PHOTOS), oppure —http://diavolineri.net/ospitalieri/islam/la-fame-a-gaza/ Gérard

  • decimalegione

    Questo SITO è FRANCESE, reportage di 3 anni fà, adesso ci sono in più tante belle ville con piscina dei capi mafia di hamas. Da BIVOUAC-ID—blog d’informazione, di allerta, d’osservazione, di unione e azione sull’ islam e i suoi pericoli. Attenzione, foto insostenibile! Affamati di Gaza. Da Yann su 6 dicembre 2009. Poiché un’immagine vale mille parole, continuiamo la nostra serie di foto di Gaza, “all’aperto campo di concentramento” di vittimizzazione logorrea di palestinesi, i mussulmani e loro utili idioti. Attenzione, queste immagini non sostenibili possono offendere la sensibilità del palestinomaniaques e portare i creduloni in buona fede e le loro certezze in discussione. Mentre i fautori del fascismo verde e loro utili idioti rappresentano l’attenzione dei media e l’assistenza internazionale a favore dei palestinesi, infrangendo tutti i record di aiuti pro-capite, altrove persone stanno morendo – davvero – fame nell’indifferenza più completa. Per informazione la malnutrizione colpisce 1 miliardo di persone sulla terra e non sono certo a Gaza a morire di fame. ABBIATE PAZIENZA, TRASPORTATE E CLICCATE SU GOOGLE, NE VALE LA PENA.–Insoutenable ! Gaza affamée [photos]—— INSOUTENABLE ! GAZA AFFAME'( PHOTOS), oppure —http://diavolineri.net/ospitalieri/islam/la-fame-a-gaza/ Gérard

  • decimalegione

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    M. L. KING – L’ANTISIONISMO
    2042009

    In un « momento » in cui il livore antisemita si maschera, spesso e volentieri, con il termine « antisionismo », appare quanto mai attuale una famosa lettera scritta da Martin Luther King ad un suo amico antisionista nell’ormai lontano 1967.

    Ne riporto la traduzione, rimandando al termine della stessa la versione originale in lingua francese.

    La famosa lettera di Martin Luther King contro l’anti-sionismo nel 1967.

    Una lettera del 1967, la cui eco risuona attualissima ancora oggi.

    Nel mese di agosto 1967, il Pastore americano Martin Luther King, il cantore del pacifismo e della non violenza, che lotta contro la segregazione che interessa le popolazioni nere americane, che ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 1964, ha scritto questo testo di notevole valenza.

    All’epoca dell’ambigua e faziosa Conferenza delle Nazioni Unite sul razzismo, tenutasi a Durban nel Sud Africa, contraddistinta da un livore antisemita senza limiti, esternato platealmente dalle delegazioni di numerosi paesi, giunte soprattutto dal mondo arabo-musulmano, di fronte alle innumerevoli difficoltà che le delegazioni israeliane ed ebraiche, così come pure le organizzazioni non governative ebraiche, per potersi esprimere e farsi comprendere per proteggere se stesse [non solo dai vergognosi attacchi verbali] cercando solamente di far sentire le proprie ragioni per essere ascoltati, sono stati costretti a ritirarsi da quella infausta conferenza, insieme alla delegazione degli stati Uniti [e gli altri Stati? A quanti Ponzio Pilato si dovranno ancora addebitare immani massacri, non solo di Ebrei?].

    I membri di queste delegazioni e organizzazioni ebraiche e israeliane hanno potuto trovare solo una risposta all’istante ”T” di questo evento che macchia indelebilmente, ancora oggi, la storia dell’antisemitismo: far stampare sulle T-shirt questo motto: “Anti-sionismo significa anti.- semitismo”.

    Detta frase fa [specifico] riferimento ad una lettera che Martin Luther King aveva scritta ad un amico nel 1967.

    MARTIN LUTHER KING: Lettera da un amico anti-semita.

    Estratto da “Letter to an Anti-Zionist Friend”, di Martin Luther King [1]

    “(…) Tu dichiari, amico mio, che tu non odii affatto gli Ebrei, che tu sei solamente anti-sionista. Per questo dico che la verità risiede sulla cima della montagna, e che i suoi echi risuonano nelle verdi vallate della terra di Dio. Quando le persone criticano il sionismo, esse pensano agli Ebrei, e questa è la verità di Dio.

    L’antisemitismo, l’odio nei confronti del popolo ebraico, è stata e rimane una macchia sull’anima dell’umanità. Siamo pienamente convinti su questo punto. E, di conseguenza, sappiamo anche questo: anti-sionismo significa intrinsecamente anti-semitismo [leggasi: ebraismo], e sarà sempre così.

    Perché? Per il semplice motivo che il sionismo è niente meno che il sogno e l’ideale del popolo ebraico di tornare a vivere in pace nella propria terra. Il Popolo ebraico, ce lo dicono le Scritture, un tempo ha potuto vivere unito in Terra santa [oggi Israele: quasi un tabù, anche da parte del Vaticano, chiamare col nome proprio questo Stato]. Gli ebrei sono stati espulsi dai tiranni romani, quegli stessi Romani che hanno crudelmente ucciso Nostro Signore. Condizionati dal pensiero della loro patria, ossessionati dal ricordo della loro nazione in cenere, il popolo ebraico è stato costretto a vagare in tutto il mondo. Ancora una volta, un’ennesima volta [l’inizio fu l’esilio Babilonese], il popolo ebraico è caduto nelle mani di un tiranno che lo ha sottomesso.

    Il Popolo Nero conosce, amico mio, che cosa significhi soffrire i tormenti della tirannia sotto un giogo a lui imposto. I nostri fratelli in Africa hanno pregato, invocato, chiesto, preteso il riconoscimento e la realizzazione del proprio diritto naturale a vivere in pace per diritto naturale nel proprio paese. Per chi anela a conquistare questo diritto inalienabile di tutta l’umanità, dovrebbe essere facile comprendere e sostenere il diritto del popolo ebraico a vivere sulla terra dell’antica Israele. Tutti gli uomini di buona volontà, dovrebbero esultare al compimento della promessa fatta da Dio per il suo popolo, che possa vivere nella gioia sulla sua terra “ricostruita” da loro e prima rubata.

    Questo è il sionismo, niente di più, niente di meno.

    Se ritieni che il Popolo ebraico meriti di avere uno Stato indipendente, allora sei un sionista. E’ così facile.
    Sionismo non è una parolaccia. Si tratta di un credo che rafforza il diritto legittimo del popolo ebraico al’auto-determinazione.

    Non devi essere un Ebreo per essere un sionista., allo stesso modo non è necessario essere una donna per essere una femminista, o una persona di colore per credere nella parità di diritti dei Neri.

    Essere un sionista non significa ritenere che Israele sia perfetto o non faccia errori. E’ possibile sostenere l’aspirazione nazionale palestinese, e ancora essere un sionista [parole sante. Un credente potrebbe dire: Dio lo volesse!]. Come sionista è possibile essere in disaccordo con le politiche d’Israele, criticare apertamente il suo governo [quasi tutti gli intellettuali israeliani lo fanno. E quelli Islamici….?] E’ possibile intervenire per sollecitare i governanti israeliani a modificare il loro operato, fino a rimostrare nei loro confronti.[ Accade ogni giorno]

    Ma non si può togliere il diritto ad Israele di esistere come Stato sovrano

    per il popolo ebraico.

    E che cos’è l’anti-sionismo?

    E’ la negazione al popolo ebraico di un diritto fondamentale, che noi reclamiamo giustamente per la gente d’Africa e che deve essere giustamente accordato a tutte le nazioni della terra. Questa è una discriminazione contro gli Ebrei, amico mio, solo perché sono ebrei. In una parola è anti-semitismo. L’antisemita coglie ogni occasione per esprimere il suo odio criminale nei confronti degli ebrei. Il tempo ha reso impopolare in Occidente proclamare apertamente il suo odio nei confronti degli ebrei [ancora oggi?]. Stando così le cose, l’anti-semita deve inventare ogni volta nuove forme e nuovi preconcetti per il suo veleno. Come dovrebbe gioire per questa nuova mascherata! Egli non odia gli ebrei, è soltanto anti-sionista. Amico mio, io non t’accuso deliberatamente di antisemitismo. So che è nel giusto chi sente come me un profondo amore per la verità e la giustizia, una repulsione per il razzismo, i pregiudizi, le discriminazioni. Ma io so che tu hai sbagliato, analogamente agli altri Stati che ritengono si possa essere anti-sionista, pur rimanendo fedeli ai principi che condividiamo sinceramente di cuore entrambi, tu ed io.

    Anelo nel profondo del cuore e dell’anima che comprendiate questo. Quando le persone criticano il sionismo, si sbagliano: pensano agli Ebrei.

    Martin Luther King

    [ 1 ] Saturday Review – XLVII (août 1967), p. 76 Rééd. Ristampa. p. 76.

    In MLKing Jr,: “This I Believe: Selezioni da Scritti del Dr. Martin Luther King Jr” – (NY:1971), pp. 234-235.

    Tratto da L.D.J (05/2005)