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CI DEVONO INFORMARE

DI JOHN PILGER

“Lo scopo del propagandista” scrive Aldous Huxley, “ è fare in modo che un gruppo di persone si dimentichi che un altro determinato gruppo di persone sono esseri umani”. I britannici, che inventarono la propaganda della guerra moderna e ispirarono Joseph Goebbels*, furono specialisti sul campo. Al culmine del massacro conosciuto come Prima Guerra Mondiale, il primo ministro, David Lloyd George, confidò a C P Scott, editore del Manchester Guardian: “Se la gente sapesse [la verita’], la guerra finirebbe domani. Ma naturalmente essi non sanno, e non possono sapere.”
Cosa è cambiato?
“Se avessimo saputo tutto allora di ciò che sappiamo adesso,” ha scritto il New York Times il 24 Agosto, “l’invasione [dell’Iraq] sarebbe stata fermata dalla protesta popolare.” Di fatto questa dichiarazione affermava che gli autorevoli quotidiani, come le potenti organizzazioni di telecomunicazione, avevano tradito i loro lettori, telespettatori ed ascoltatori per aver ommesso la ricerca della verità – amplificando le menzogne di Bush e Blair, invece che sfidarle e rivelarle a noi. Le consequenze dirette sono state un’invasione criminale chiamata “Colpisci e terrorizza” e la disumanizzazione di un’intera nazione.
Questo rimane per l’Inghilterra una tacita vergogna, specialmente per la BBC la quale continua a vantarsi del suo rigore e obiettività mentre fa da cassa di risonanza ad un governo corrotto e bugiardo, così come fece prima dell’invasione. Come prova di questo, sono disponibili due studi accademici – sebbene la sconfitta del giornalismo televisivo dovrebbe essere chiara ad ogni giudizioso spettatore, sera dopo sera, quando ascolta la notizia “accreditata“ che giustifica gli attacchi omicidi sulle citta’ irachene e sui villaggi per “estirpare i ribelli “ e quando ingoia la propaganda dell’esercito britannico progettata per distrarre dal suo disastro, quando ci prepara agli attacchi in Iran ed in Siria. Come il New York Times e molti altri mass media americani, se la BBC avesse fatto il suo lavoro, migliaia di innocenti quasi certamente oggi sarebbero ancora vivi.
Quando finiranno importanti giornalisti di essere amministratori delle istituzioni ed inizieranno ad analizzare il ruolo critico che stanno giocando nell’accondiscendere la violenza di governi insaziabili? Un anniversario potrebbe esserne l’opportunità. Quarant’anni fa, in questo mese, il Generale Maggiore Suharto attaccò il potere in Indonesia dando inizio ad un’ondata di uccisioni che la CIA ha descritto come “i peggiori stermini di massa della seconda metà del ventesimo secolo”. Gran parte di ciò che è accaduto non è mai stato riportato e rimane segreto. Nessuna notizia relativa ai recenti attacchi terroristici contro i turisti a Bali ha menzionato il fatto che vicino ai maggiori hotel c’erano le fosse comuni per una stima di circa 80.000 persone uccise a seguito degli assalti di massa orchestrati da Suharto ed appoggiati dai governi americani e britannici.
In realtà, la collaborazione dei governi occidentali, insieme al ruolo del mondo affaristico occidentale, ha posto le basi per la violenza anglo-americana in tutto il mondo: come in Cile nel 1973, quando il sanguinoso colpo di stato di Augusto Pinochet fu appoggiato da Washington e Londra; come in Iran con la fornitura di armi allo Shah e la creazione della sua polizia segreta; e come in Iraq con il generoso e meticoloso sostegno a Saddam Hussein, inclusa la propaganda sporca dell’Ufficio per gli Affari Esteri per screditare le notizie della stampa secondo cui egli aveva usato gas nervino contro i villaggi Curdi di Halabja.

Nel 1965, in Indonesia, l’ambasciata americana consegnò al Generale Suharto il nominativo di circa 5.000 persone da assassinare, ed un diplomatico americano si assicurò di controllare i nomi di quelli che erano stati uccisi o catturati. La maggior parte erano membri del PKI, Partito Comunista Indonesiano. Dopo aver armato ed equipaggiato l’esercito di Suharto, Washington segretamente si infiltrò ad arte nel campo tecnologico della comunicazione le cui alte influenze erano conosciute dalla CIA e dal Consiglio di Sicurezza Nazionale informando e consigliando il presidente Lyndon B Johnson. Non solo diede il permesso ai generali di Suharto di coordinare il massacro, ma ai più alti ranghi dell’amministrazione Usa di spiare.

Gli americani lavorarono a stretto contatto con gli inglesi. L’ambasciatore britannico a Jakarta, Sir Andrew Gilchrist, contattò l’Ufficio per gli Affari Esteri: “Non vi ho mai nascosto la mia convinzione che un pò di spari in Indonesia sarebbero un preambolo essenziale all’effettivo cambiamento”. Il termine “un pò di spari ” finì con l’interessare tra mezzo milione ed un milione di persone.

Comunque, era nei piani della propaganda “amministrare” i mass media ed eliminare le vittime dalla memoria della gente in occidente, fatto in cui l’Inghilterra ha eccelso. Gli ufficiali dell’Intelligence Britannica progettarono come manipolare la stampa britannica e la BBC. “Il trattamento dovrà essere delicato” scrissero “per esempio: a) tutte le attività svolte dovrebbero essere non attribuibili, b) la partecipazione o la cooperazione del governo britannico dovrebbe essere cautamente nascosta.”. Per ottenere tutto questo, l’Ufficio per gli Affari Esteri aprì un’agenzia all’interno del suo Dipartimento di Ricerca ed Informazione (IRD) a Singapore.
L’IRD fu un’unità di propaganda della guerra top-secret diretta da Norman Reddaway, uno dei principali bugiardi di Sua Maestà. Reddaway ed i suoi colleghi manipolarono la stampa “accreditata” e la BBC così abilmente che egli si vantò in un messaggio segreto che la falsa storia che aveva divulgato – riguardo ad un’invasione comunista in Indonesia – “fece il giro del mondo e tornò di nuovo indietro [in Indonesia]”. Descrisse come un esperto giornalista del Sunday fu d’accordo “nel divulgare esattamente il vostro punto di vista degli eventi sul suo articolo…. Come per esempio, che questo e’ stato un colpo di stato eseguito con i guanti di velluto senza alcun massacro”.

Queste menzogne, di cui si vantava Reddaway, poterono essere “rifilate quasi istantaneamente all’Indonesia attraverso la BBC”. Prevenuto dall’entrare in Indonesia, Roland Challis, corrispondente della BBC per il sud-est asiatico, fu all’oscuro del massacro. “ Le mie fonti britanniche mi dettero ad intendere di non sapere cosa stava accadendo,” mi disse Challis, “ ma sapevano quale fossero i piani degli americani. C’erano corpi che venivano lavati sui prati del consolato britannico a Surabaya, e navi da guerra britanniche scortavano una nave piena di truppe Indonesiane lungo i canali di Malacca così da consentir loro di prendere parte al terribile olocausto. Solo più tardi ci rendemmo conto che l’ambasciata americana stava fornendo i nomi e li cancellava una volta che erano stati uccisi. Era una collaborazione, capisci. Nell’instaurare il regime di Suharto e nel coinvolgimento del Fondo Monetario Internazionale (IMF) e della Banca Mondiale…. Suharto glieli avrebbe consegnati. Questo fu l’accordo.”

Il bagno di sangue fu ingoiato quasi interamente dalla BBC e dal resto della stampa occidentale. La notizia di prima pagina era che “il Comunismo“ era stato sconfitto in Indonesia, e questa, riportò il Time, “è la miglior notizia dall’Asia”. Nel novembre 1967, alla conferenza di Ginevra, diretta dal banchiere multimiliardario David Rockefeller, la preda fu suddivisa. Tutti i giganti delle corporation erano rappresentati, dalla General Motors, Chase Manhattan Bank, US Steel alla ICI e la British American Tobacco. Con il coinvolgimento di Suharto, le ricchezze naturali dei suo paese furno spartite. La fetta di Suharto fu considerevole. Quando egli finalmente fu rimosso dal potere nel 1998, si è stimato che avesse fino a 10 miliardi di dollari in conti esteri, cioè più del 10% del debito estero dell’Indonesia. L’ultima volta che sono stato a Jakarta, camminai fino alla fine della sua lussuriosa strada ed intravidi la casa dove adesso questo assassino di massa vive nella richezza. Mentre il 19 ottobre Saddam Hussein affronterà il suo processo-spettacolo, dovrà chiedersi dove ha sbagliato. Paragonati ai crimini di Suharto, quelli di Saddam sembrano di seconda classe.

Con la fornitura britannica dei jet Hawk e le armi da guerra, l’esercito di Suharto continuò a devastare la vita di un quartiere della popolazione di Timor Est: 200.000 persone. Usando gli stessi jet Hawk e armi da guerra, lo stesso genocida esercito sta adesso cercando di devastare la vita del movimento di resistenza ad Est di Papua e proteggere la Freeport Company, che sta minando una montagna ricca di rame nella provincia. (Henry Kissinger ne è “ l’emerito direttore“). Circa 100.000 Papuani, il 18% della popolazione, è stata uccisa; inoltre questo “progetto” di supporto Britannico, come piace definirlo ai nuovi Laburisti, non è quasi mai riportato dai media.

Cosa accade in Indonesia, e continua ad accadere, è quasi un’immagine speculare dell’attacco in Iraq. Entrambi i paesi hanno ricchezze di cui ha brama l’occidente; entrambi avevano dittatori installati dall’occidente per facilitare il passaggio delle loro risorse; ed entrambi i paesi, inzuppati di sangue dalle azioni anglo-americane, sono stati nascosti dalla propaganda felicemente fornita da giornalisti preparati a sottolineare la necessaria distinzione tra il regime di Saddam (“mostruoso”) e quello di Suharto ( “moderato” e “stabile“).
Da quando è iniziata l’invasione in Iraq, ho parlato ad un numero di ammirevoli giornalisti che lavorano nei media pro-guerra, inclusa la BBC, che hanno detto che loro e molti altri “dormono con gli occhi aperti “ e vogliono parlare e ritornare al vero giornalismo. Io suggerisco che questo è il momento.

*Joseph Goebbels
Uno dei principali esponenti del Partito nazionalsocialista. Durante il Terzo Reich fu ministro della Propaganda . (http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Goebbels)

October 14, 2005
Fonte: http://www.newstatesman.com/
http://www.ukwatch.net/article/1074

Scelto e Tradotto per www.comedonchisciotte.org da MANRICO TOSCHI

Pubblicato da Truman

  • Zret

    Eraclito distingueva tra desti e dormienti: i dormienti sono il 99 per cento dell’umanità.