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CHI VUOLE LA FINE DELL' ITALIA ?

DI G. COLONNA
clarissa.it/

Nello stesso giorno in cui Moody’s apre la campagna estiva 2012 contro l’Italia, appare sul Corriere della Sera “Ispiratevi alle città del Rinascimento”, una davvero singolare intervista con tale Marcia Christoff Kurapovna, accreditata dallo stesso giornale come ex giornalista esperta in relazioni internazionali, autrice di un libro sugli Alleati e le origini della Jugoslavia: la stessa che il 12 luglio scorso ha pubblicato un articolo sull’autorevole Wall Street Journal Europe dal titolo “The Case for City-State”.

Il concetto centrale dell’intervista e dell’articolo possono essere sintetizzati con questa affermazione in merito all’unità italiana:
“Un’idea romantica. Ma l’unità dell’Italia la capisco ancora meno di quella della Grecia, che almeno fu dettata dal disfacimento dell’Impero Ottomano. Garibaldi e Cavour li capisco meno: unire qualcosa che non avrebbe funzionato. Morto Cavour, poi, è mancata ogni leadership, non si sono avute più soluzioni pratiche”.

Partendo da questa profonda analisi storico-politica, la Kurapova giunge alla conclusione che quel che occorre è “la separazione tra il Nord e il Sud”. Questo non vale solo per l’Italia e più in generale per i Paesi mediterranei, ma anche per l’Europa, per la quale la Kurapova non si disturba a proporre alcuna raffinata analisi storico-politica, ritenendo semplicemente che “come entità politica, l’Europa sia finita”.

Un’interpretazione secondo cui la condizione ideale è quella del Rinascimento e della Grecia antica, per il fatto che la concorrenza fra Città-Stato promuoveva lo sviluppo economico meglio degli Stati-Nazione moderni, non merita di essere presa in seria considerazione, dato che si limita ad applicare i criteri dell’economia iper-liberista del XXI secolo alla situazione tardo-medievale o, peggio ancora, del mondo antico. Ben più complessa essendo, come abbiamo mostrato in La Resurrezione della Patria, la questione del rapporto fra la Patria così come sentita dal movimento romantico e lo “Stato permanente” contemporaneo con le sue distorsioni, tanto più quando preda della partitocrazia e in presenza di una irrisolta questione sociale che tuttora bussa alle porte delle nostre città.

L’articolo quindi avrebbe potuto essere lasciato cadere nel dimenticatoio senza rimpianto, se non si concludesse con un’assicurazione che lascia un po’ inquieti: la Kurapova infatti garantisce agli increduli che la regionalizzazione dell’Europa è solo questione di tempo, una cinquantina d’anni, e che, per nostra fortuna, “molta gente in gamba ci sta già pensando”.

È infatti su quello che sta pensando e facendo questa gente in gamba che dovremmo cominciare ad interrogarci, visto che nemmeno un uomo certificato Trilateral come l’attuale Presidente del Consiglio italiano, sembra riuscire a tenere a freno le forze cosiddette “del mercato”, quelle che abbiamo cercato ripetutamente di individuare e di descrivere analiticamente e che abbiamo definito, come loro stessi si chiamano, master of the universe.

Sono, ancora una volta, le forze dell’oro che si contrappongono a quelle ideali e spirituali risvegliate proprio dal movimento romantico, tedesco prima, italiano poi, in un rapporto di scambio e spesso di contrasto, come avviene nelle complementarietà, che si è però sempre dimostrato straordinariamente fecondo non solo per la Germania e per l’Italia, ma per la stessa Europa contemporanea.

In definitiva, quindi, la Kurapova c’è di aiuto a capire che la contrapposizione che si va nuovamente ridisegnando è quella di fondo nella storia degli ultimi due secoli almeno – quella fra i signori dell’oro e i portatori della libertà, prima di tutto interiore, vastamente umana, trasversale ai ceti e ai partiti, rivolta all’espressione delle capacità umane, che mazzinianamente ricordano alle individualità prima dei diritti i doveri, i compiti, le missioni da svolgere.

È inevitabile che, ora che si affacciano sulla scena mondiale anche le nuove forze asiatiche, di una statalità incurante proprio di quella libera individualità che l’Europa ha coltivato come il proprio frutto migliore, i signori dell’oro debbano decidere con chi allearsi – se con gli eredi del romanticismo europeo o con quelli del dispotismo orientale di marxiana memoria.

Il fatto che questa gente in gamba stia operando per la fine dell’Europa ci fa già capire che cosa hanno scelto, non rendendosi probabilmente conto che in questo modo essi scelgono di portare l’umanità verso un sistema oppressivo al confronto del quale impallidiscono le peggiori autocrazie del passato.

Questa è la sostanza di tutto quanto accade intorno a noi, se lo si misura non a decenni ma a secoli: ne consegue che la scelta se lasciarsi guidare da quella gente in gamba o dalla propria libera determinazione diventa una scelta basilare per il futuro dell’umanità.

G. Colonna
Fonte: www.clarissa.it
Link: http://www.clarissa.it/ultimora_nuovo_int.php?id=159
15.07.2012

Pubblicato da Davide

  • albsorio

    Di sicuro i “padroni del mondo” preferiscono controllare piccoli aggregati di persone, il motto ” dividi e impera ” è ancora attuale, l’idea di grandi aggregazioni come BRICS, CSI o Europa creano solo problemi ai fessi NWO, FMI, ONU(USA), Bilderberg etc. Non a caso cercano di distruggere l’Europa prima che una terribile idea si faccia strada nelle menti europee, liberarsi dalla schiavitú di BCE nazionalizzandola, liberarci dal signoraggio emettendo una nostra moneta senza titoli di debito, facendo come la Cina la nostra politica economica. Se poi immaginiamo che la capacita imprenditoriale ed economica europea si possa orientare ad est anziche ad ovest si capisce perchè sia meglio distruggere euro ed Europa.

  • Marshall

    L’argomento è complesso ma condivido la visione della Kurapova o meglio vado avanti l’unico modello geopolitico per un futuro di democrazia e libertà che non sia il dittatoriale e globalizzatore 1984 della UE è il modello latifontista democratico ovvero riduzione delle estensioni territoriali a latifondi naturalmente non con Signore che comanda ma con modello a democrazia diretta. In sostanza una Svizzera un pò più piccola per tutti. Questa è l’unica soluzione a tutti i mali ne sono convinto, piccolo è bello, favorisce le differenze, la democrazia a controllo diretto, riduce il potere di chi comanda, riduce la forza militare, aumenta la facilità e possibilità del controllo da parte dei cittadini su chi ha il potere, riduce le distanza fra il potere e i cittadini… Dobbiamo lavorare per smembrare non solo la UE ma a lungo termine anche gli stati. Dimensioni non più grandi territorialmente della Svizzera anche già troppo e con al più 3-4 milioni di popolazione. Non sarà la perfezione ma è meglio del modello globalizzatore imperialista.

  • Marshall

    E’ vero il contrario, 1984 docet.

  • Bellerofon

    “aumenta la facilità e possibilità del controllo da parte dei cittadini su chi ha il potere…”

    No, guardi, lei si sbaglia di grosso: aumenta unicamente la facilità e possibilità di controllo da parte di USA-UK-ISRAELE.
    Ma veramente, qualcuno ancora pensa che la libertà di decidere del proprio destino sia svincolata dai progetti del NWO?? Non posso quasi crederci…La “ggente” continua a sognare di diventare una sorta di Svizzera con, in aggiunta, fiumi di latte e montagne di parmigiano al posto delle Alpi. SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Chiudete i libri dei Fratelli Grimm, dannazione!

  • Marshall

    La mia idea, che può essere anche sbagliata ci mancherebbe, prevede che sia applicata a livello mondiale non di un paese si e l’altro no. Come l’idea della globalizzazione prevede, e si sta applicando, a livello mondiale. A cosa servono altrimenti le guerre ora in medioriente e domani scommetto in Cina e Russia se non a imporre il modello globale a tutti. Quindi Usa/UK/Israele nel mio progetto non ci sono sono smembrate come tutti gli stati sulla terra. Come ho spiegato si parla di un mondo con paesi di non più grande estensione territoriale della Svizzera e popolazione di pochi milioni di persone. Le mucche e la casetta bucolica la lascio agli stupidi io parlo di sistemi geopolitici non di barzellette. L’esempio della Svizzera è obbligato perchè è l’unico paese al mondo ad avere un sistema a democrazia diretta e guarda caso è anche uno dei più ricchi, combinazione? non credo. Questo è irrealizzabile può darsi ma la teoria serve a proporre soluzione qualcuna viene presa in considerazione, altre se ne considera solo una parte, altre ancora sono scartate del tutto, ma se non si espongono le proprie idee che speranza dovrebbe esserci.

    Ma veramente, qualcuno ancora pensa che la libertà di decidere del proprio destino sia svincolata dai progetti del NWO?

    No, non lo penso tant’è che ho ripetuto più volte nei miei commenti, ma non posso dirlo in continuazione a disco rotto, che non credo ci siano possibilità di rivolta a questo sistema che se ne andrà per autoconsunzione quando vorrà. Ma questo non mi impedisce di dire come la penso e dare ipotesi teoriche su quello che sarebbe meglio fare secondo me. Almeno questa libertà spero sia ancora concessa.

  • geopardy

    Non voglio entrare nel merito di questa concezione, ma portare la Svizzera come esempio, un paese chiave per la globalizzazione bancaria e che deve il suo status particolare principalmete a questo, non mi sembra accettabile come esempio, potresti farne degli altri più realistici?

    La ex Yugolslavia, magari, in mano a pool di mafiosi incontrastati.

    La Nato?

    Pensi sia un’entità facilmente aggirabile?

    Oggi più sei piccolo e più sei fragile di fronte allo strapotere di questa finanza tossica e dei suoi strumenti politico-militari.

    Anch’io sono dell’idea che le istituzioni colossali e centralizzate portino ad una logica restrizione delle libertà, ma proporre ora, con una centralizzazione finanziaria in atto (con tutte le restrizioni di libertà e dignità che essa produce), lo smembramento degli stati in piccole entità, mi sembra una pia illusione che ci portertebbe a contrasti da dirimere da parte di entità superiori e per niente super partes.

    Credi realmente che in un contesto capitalistico di infinita crescita sia possibile avere degli spazi di libertà che ci porteranno ad essere tutti delle svizzere?

    Rischieremmo realmente di essere mangiati come quegli hamburger che chiamiamo svizzere dai potenti di turno.

    Se noi ci arricchiamo, chi si impoverirà?

    A meno che non si creda a Babbo Natale, questa sarà la realtà, purtroppo.

    Prima bisognerebbe cambiare i concetti base del genere umano, poi affrontare la questione tecnica della gestione del potere territioriale secondo me.

    Nell’era del profitto totale, i piccoli stati sarebbero come tappi di sughero in mezzo ad una tempesta.

    Riescono a mettere in crisi entità continentali con dentro stati potenti, figurati micro stati a gogò e magari con la Nato a vigilare su tutti.

    Non esistono, secondo me, soluzioni tecniche endogene a questo genere di crisi.

    Ciao

    Geo

  • albsorio

    Un errore non ne corregge un’altro ma si somma ad esso, le ripeto bisogna statalizzare BCE, così da emettere noi europei moneta senza signoraggio senza debito quindi.

  • Marshall

    Se è un errore questo dipende dai punti di vista. Però mi dovresti dire, visto che vengo accusato di babbonatalite, chi sono gli attori protagonisti del tuo bisogna perchè a me pare questa una cosa poco attuabile. Ripeto il mondo così disegnato andrà avanti senza quello di cui parli statalizzare BCE, le banche nazionali sono or ora tutte state privatizzate chi vorrebbe ristatalizzarle, siamo nell’era dell’iperliberismo non del socialismo, emettere noi europei moneta senza signoraggio e no e poi mi parlate di babbo natale è questo il meccanismo principe della nuova schiavitù moderna perchè dovrebbero abolirlo. Quando saprò chi sono coloro che possono cambiare queste cose allora potrò anche darvi ragione. Ma il sistema attuale è governato perchè queste cose permangano e quindi è contro questo sistema compresa la UE che si deve lottare.

  • Marshall

    Allora sembra che non sappia spiegarmi quindi ripeto due concetti base:
    1- L’ho detto e lo ripeto non ho minimamente dubbio che il sistema attuale sia li inamovibile e che se non per autoconsunzione ce lo terremo per secoli. Anche se mi piacerebbero rivoluzioni rivolte e quant’altro non le trovo possibili allo stato attuale.
    2- Proporre un modello alternativo non significa che sia attuabile immediatamente o che lo sia mai, significa proporre nuove idee. E’ dall’insieme di idee che si riesce a costruire qualcosa. E a tale fine come ho già scritto se non si forma un movimento “carbonaro” qualunque idea giusta o sbagliata che sia sarà inattuabile contro questo sistema.

    Inoltre lo so che la Svizzera è un centro importante della globalizzazione, non lo nego, ma rimane anche un modello geopolitico unico da studiare, non c’è altro paese sulla terra che si basi su un sistema a democrazia diretta. Penso valga la pena di considerarlo almeno per questo.

    Oggi più sei piccolo e più sei fragile di fronte allo strapotere di questa finanza tossica e dei suoi strumenti politico-militari.

    Però se date a me del babbo natale credente e poi mi dite che piccolo sarebbe controllabile e allora grande no? Ma scusa i blocchi continentali che si stanno formando sono quelli di 1984 chi li sta formando li controllerà. Lo strapotere della finanza globale è quello che sta costruendo e controllando questi blocchi (ho letto che il Bildberg, la Nato o gli Usa sono contro la formazione dell’UE ma dove ma se sono loro gli architetti), quindi cosa vuol dire piccolo sei controllabile ora sei già sotto controllo. Il mio discorso, lo ripeto, non era però piccolo tra i grandi ma piccolo tra i piccoli e come tale non era applicabile all’oggi ma ad un eventuale domani in cui il sistema attuale non ci sarà più. Volevo sostenere solo l’idea che in linea teorica un mondo del genere mi pare porti un aumento di democrazia e libertà rispetto al mondo che oggi viviamo che andando in direzione opposta tende ad unificare ed accentrare tutto anche il potere. Fra l’altro non solo gli stati si stanno fondendo ma anche banche, aziende, istitui finanziari e questo a parer mio riduce e di molto la democrazia e la libertà. Dirlo non significa credere che per spazzarlo via basta un venticello. Significa solo esprimere un’opinione, l’unica cosa che ancora ci è limitatamente a certi spazi (in televisione questi discorsi non li potresti mai fare) concessa.

    Prima bisognerebbe cambiare i concetti base del genere umano, poi affrontare la questione tecnica della gestione del potere territioriale secondo me.

    Non era mia intenzione dare una scaletta procedurale, posso anche essere daccordo su questo, stavo solo rispondendo nel merito all’articolo, visto che l’autore attacca l’idea della regionalizzazione, ribattevo parlando di feudalizzazione, ancora più piccolo. Non avevo certo intenzione di proporre questo come punto primo. Primo se non crolla il sistema attuale non fai nulla e questo è chiaro.

    Nell’era del profitto totale, i piccoli stati sarebbero come tappi di sughero in mezzo ad una tempesta.

    Si appunto ma ripeto il mio è solo un modello teorico nel quale però non c’è spazio per le SuperNane USA, CINA, UE, RUSSIA come oggi nel regno delle SuperNane non c’è spazio, così dicono, per gli staterelli.

  • AlbertoConti

    Lo so, non è intuitivo. Non lo è perchè siamo umani, cioè fatti per relazionare con un centinaio di nostri simili, dopodichè il nostro “sistema relazionale” va in tilt, non ce la fa più. Però siamo ormai 7 miliardi, tutti strettamente correlati dagli interscambi economici e culturali, tutti stipati su una superficie sferica sempre più piccola per la fame che “vien mangiando”. E allora si scopre (ma non sono tanti a scoprirlo veramente) che ci sono tante dimensioni del sociale, della convivenza, dell’economia, ed ognuna ha un suo campo di competenze, dal più particolare al più generale. Secoli di ricerca della miglior forma di autogoverno, e ancora non si vota per le istituzioni planetarie, il vero “suffragio universale” è talmente utopico che manco se ne parla. Ma siamo umani, cioè poco più che scimmie, e ci vuole un’infinita pazienza storica. Per fortuna ci aiuta la razionalità, la nostra miglior conquista, e ci mostra chiaramente l’unico modello sensato per far convivere tutte queste dimensioni. Si chiama federalismo, nome infangato da razzisti subumani e comunque incompreso, nonostante sia oggetto di studio da molte generazioni. Democrazia e federalismo, l’accoppiata vincente, non c’è altra scelta possibile. Tanto vale cominciare a studiarci sopra per farla funzionare veramente, magari proprio a partire dalla gestione della moneta, che infiniti lutti addusse agli umani.

  • geopardy

    Così come hai risposto, la questione è già meglio specificata e suona diversamente.

    Ritengo, però, che alla fine di tutto ciò ci sia la questione globale del genere umano e non possiamo analizzarla semplicemente alla luce degli eventi passati della storia, seppur per certi versi illuminante.

    Siamo di fronte ad uno sperpero di materie prime mai verificatosi ed al tempo stesso allo sviluppo delle comunicazioni volte, in certa qual maniera seppure un po’ illusoria, ad azzerare le distanze tra la gente del mondo, quindi saremmo di fronte a realtà territoriali piccole, ma con proiezione di conoscenza globale, un fatto inedito e da tenere in gran conto.

    un altro punto centrale, chi governerà le telecomunicazioni e chi garantirà che esse non vengano soppresse in piccole realtà territoriali dagli enti globali di controllo?

    Sta già succedendo oggi, con la chiusura satellitare delle tv siriane ed il restringimento di quelle iraniane e, specialmente la seconda, non è che sia una realtà territoriale piccola.

    Il problema è centrale ed attuale lo ripeto e mentre oggi paesi come l’Iran, grandi abbastanza per creare proprie reti satellitari, faticano a farlo, figuriamoci un piccolo territorio sprovvisto dei mezzi per poterlo realizzare.

    I tempi di cui si parla nell’articolo li ritengo troppo brevi per attuare una soluzione del tipo “piccolo è grande”.

    Un esempio:
    ci stiamo avvicinando ad una situazione ecosistemica-economica ed eco-politica nella quale si ha sempre maggiore dipendenza degli uni dagli altri in qualsiasi parte del mondo ci si trovi e la questione principale che si delineerà sarà quella del diritto dei popoli ad usufruire di almeno parte significativa delle proprie risorse, onde non ritrovarsi super affollati lì dove esse vengono direzionate dal “sistema di mercato”, non la vedo di semplice soluzione aumentando enormemente il numero delle figure giuridico-territoriali deputate a farlo, già oggi si litiga all’interno della Ue su chi si è preso e si vorrà prendere più “stranieri”.

    Le implicazioni identitarie di piccole comunità osteggerebbero maggiormente questo fenomeno e si presterebbe a maggiori ritorsioni economiche da parte delle zone di emigrazione, chi dirimerebbe tali questioni, fermo restando questo sistema?

    Qui mi fermo.

    Ci vorrebbe un intero trattato per analizzare le varie sfaccettature di un simile cambiamento, comunque fa parte del vasto numero delle ipotesi dei mondi possibili e come tale andrebbe approfondita e tenuta in conto, come dici tu.

    Ciao

    Geo

  • geopardy

    Discorso realistico da tenere in considerazione.

    Ciao

    Geo

  • nuovaera89

    Pienamente d’accordo, è un discorso complesso, ma con il tuo commento sono riuscito a capirci qualcosina in più ;).

  • mantresh

    è vero il contrario ma è vero anche in parte, se i grossi poteri forti hanno globalizzato è perchè con pochi uomini riescono a controllare le grandi società che si sono inglobate le piccole quindi poi a cascata decidono tutto