CHI HA SPARATO A PAPA WOJTYLA ? COSA VUOL FARE A PAPA FRANCESCO

CHI HA SPARATO A PAPA WOJTYLA ? COSA VUOL FARE A PAPA FRANCESCO

DI ANTONIO DE MARTINI

corrieredellacollera.com

Una recente ricerca del ” fact tank” Pew research Center indica come formidabile la popolarità di Papa Francesco nel mondo. Questa è geopolitica.

Il Pew Research Center si presenta come un ” non partisan, fact finding” e specifica che “it does not take policy positions”.

Le interviste sono state fatte a 50.994 persone maggiorenni ( oltre i 18 anni) di 43 paesi ed è stata condotta dal 1 novembre 2013 al 5 giugno 2014. Senza badare al tempo o ai fondi necessari.

A livello mondiale risultano favorevoli all’attuale Pontefice il 60% degli abitanti, contrari il 11% ( tra cui Raoul Castro che medita di cambiare campo) e “non sa o non si pronunzia o rifiuta di rispondere” il 28%.

Le posizioni tra i continenti o blocchi di continente sono interessanti ma lanciano qualche ombra sui criteri della ricerca: L’Europa segnala come favorevoli l’84% dei suoi abitanti – ben oltre il numero dei cattolici – con un 6% di “non so chi sia o non voglio rispondere” e un 11% di persone che ne hanno una opinione sfavorevole.

Gli STATI UNITI sono la vera sorpresa con un positivo dell’ 78 % ( nescio 10% e contrari 11%) se teniamo conto che si tratta di un paese che ha una minoranza cattolica ed è stato bersagliato intensamente dalla polemica dei preti pedofili al punto che più di una diocesi ha dovuto dichiarasi fallita sotto il peso dei risarcimenti sborsati.

Considerando che l’America Latina zona di provenienza del Pontefice registra un positivo 72% con un 21 di non so e 8 di contrari, possiamo dire che Francesco ha conquistato l’America e che non tutti sono soddisfatti di questo.

In Africa, i favorevoli sarebbero il 44% con un 40% di persone che dicono di non conoscerlo o non volersi pronunziare e 12% di osteggiarlo.

Qui l’asino comincia a cadere: la ricerca è stata effettuata in solo dieci paesi africani e non lo è stata in altri 26. Cerco la ragione: i paesi oggetto della ricerca sono tutti ex colonie britanniche ( anche se non tutte), mentre i paesi “saltati” sono tutta l’ex Africa Orientale Italiana ( Etiopia, Somalia ed Eritrea) oltre a Gibuti e Somaliland britannico. L’Etiopia è prevalentemente cristiana da tremila anni e sembra che oggi abbia circa cento milioni di abitanti. I francesi hanno sostenuto la penetrazione cattolica ( e francese) in Africa. Mancano alla ricerca anche i dati del Madagascar, Mozambico e Angola ex colonie portoghesi fortemente influenzate dal cattolicesimo.

Ora che controllo meglio, all’appello in Europa mancano nella ricerca i dati di Irlanda e Portogallo…..

Salto qualche tabella e vado a vedere la carta geografica colorata per capire chi altro è stato omesso: In Medio Oriente hanno saltato la Siria ( che il Papa ha difeso con accanimento. “L’amata Siria” di inizio pontificato), ma in cambio c’è Israele dove i favorevoli al Papa sono il 50% e i contrari il 25%. Manca anche l’Iran, ma in compenso c’è la Turchia che offre un buon piazzamento col 14% di favorevoli , un 54 % di “non lo conosco o non so” e un 32% di contrari. In Libano il 62% sono favorevoli al Pontefice Romano ( mentre i cattolici sono il 25%) e i contrari a Francesco sono 9% !

In Asia, manca la Cina tutta intera e manca persino Taiwan ( Formosa). I Filippini sono favorevoli all’88% e i coreani ( del sud ) sono a favore per l’86%. Torno indietro all’America Latina e – oltre a Cuba – mancano nella ricerca l’Uruguay, Paraguay e Bolivia. A ben vedere hanno saltato completamente anche l’Australia e la Nuova Zelanda. Il record dei “non so” va alla Tunisia col 71%, segno evidente che qualcosa non ha funzionato nel sondaggio oppure che regnava una atmosfera di paura che ha favorito lo “sganciamento.”

GLI UCRAINI contrari a Papa Francesco giungono alla astronomica cifra del 4% ( i russi sono all’8%) mentre i favorevoli sono rispettivamente il 60 e il 42%.

Credo sia il momento di smettere di dare i numeri e di cominciare a pensare.

I sondaggisti non rivelano il criterio con cui hanno selezionato il campione: Non è il mondo controllato dagli anglosassoni, altrimenti avrebbero incluso l’Australia, il Canada, l’Irlanda e il Portogallo.

Non è il mondo occidentale, altrimenti avrebbero escluso la Russia. Non è il mondo protestante altrimenti avrebbero incluso i paesi scandinavi, l’Olanda e la Svizzera, anch’esse escluse. Non sono i paesi membri dell’ONU perché altrimenti avrebbero incluso l’Africa coi suoi ventisei paesi eliminati dalla ricerca. Poiché la ricerca ha coperto 43 paesi, non si è trattato di un problema di budget da risparmiare.

Forse però i paesi mancanti NON sono stati eliminati dalla ricerca, ma solo dal computo dei dati. Già così l’aggregazione dei paesi ha un senso: li hanno eliminati per far quadrare i numeri e in base ad essi, non per composizione sociologica.

Forse serviva non superare il 60% del gradimento di questo Papa, altrimenti avrebbero dovuto accettarne la leadership a livello mondiale e lo scopo della ricerca non era quello. ( esiste analoga ricerca sull’America Latina fatta da Pew che è un inno alla crescita degli evangelisti, altro che “fact finding”…

Facendo il conto della serva, posso dire che sono stati eliminati dalla statistica circa tre miliardi di persone. Immaginando che in questi paesi il gradimento verso il Papa non superasse il 15%, ( a livello Turchia) si tratta di altri quattrocentocinquanta milioni di ( perdonatemi il termine facebook) followers.

Aggiungendo questi nuovi seguaci a quelli già esistenti avremmo – correggetemi – una percentuale mondiale del 70 per cento di abitanti del pianeta favorevoli al Papa. Come minimo.

Per gente che quando gli va bene non arriva al 28% degli elettori del suo paese ( o del collegio elettorale) pur avendo a disposizione mezzi di comunicazione formidabili, deve trattarsi di un dramma psicologico insostenibile.

Questo spiega meglio di ogni ragionamento il vero movente del tentativo di omicidio di Papa Wojtyla, della campagna di calunnie verso Papa Benedetto XVI e dei tentativi, per ora subdoli di delegittimazione di Francesco.

Cominciano col lodarne la presa sulla popolazione mondiale ( opportunamente tosando i paesi per evitare l’effetto boomerang), mettono in giro la voce che è comunista, la avvalorano accettando la mediazione per Cuba ( ma non per la Siria…) e si informano ansiosi sullo stato di salute e sulle probabilità di un attentato al Vaticano ( una giornalista olandese a me precedentemente ignota, ha intervistato anche me – per telefono – a nome di un grande settimanale).

Se non fosse per il fatto che la Turchia è sempre stata la più fedele alleata degli USA e ier l’altro è stata ormai presa “col sorcio in bocca” della nave carica di armi che navigava verso Derna ( il porto libico in mano all’ISIS) sempre in sintonia con l’alleato USA, nessuno si ricorderebbe di Mohammed Ali Agca, il fallito assassino di Giovanni Paolo II.

Era un cittadino turco tornato poi a vivere in Turchia, senza problemi economici e senza restrizioni di movimento; che la sua non doviziosa famiglia ha girato il mondo a spese di non si sa chi; che in Bulgaria non si è trovato granché di piste lanciate da una giornalista USA ( Claire Sterling) in contatto con la intelligence community; che i “documenti STASI trovati in Germania” secondo Paolo Guzzanti da Velletri e poi, ovviamente, scomparsi riguardano la richiesta dei Bulgari d’ essere aiutati a controbattere le accuse e non riguardano il delitto nella sua concezione, preparazione e conduzione.

La Francia, una alleata anche adesso dei turchi ( USA e Sauditi) contro la Siria, che avverte due cardinali, ma non gli alleati NATO di un progetto di attentato al Papa. Si ritrovano le stesse tracce. le stesse facce. Alle inchieste delle autorità italiane, nessun paese NATO ha mai dato risposte di nessun genere. Fin de non recevoir.

Il modus operandi di Agca’ fu identico alla tecnica ISIS usata a Parigi l’11 gennaio scorso, improvvisazione e un solo complice per facilitare una eventuale remota fuga, ma nessun piano di sganciamento e niente copertura.

Nessun analista lo ha rilevato.

Siamo certi che l’attacco di Parigi non fosse un monito contro la celebrazione del centenario del massacro degli Armeni? I francesi tacciono sulle indagini e gli Armeni hanno retto poco. Distraevano dall’Ucraina.

La Turchia trattò Agcà con finta severità – considerando le normali condizioni di detenzione in quel paese – lasciando all’Italia l’applicazione di due riduzioni di pena per oltre 1250 giorni ( competente il tribunale di Ancona, ma come si fa a riconoscere la buona condotta a un matto o sedicente tale?) per consentirgli la libertà condizionata.

Agcà è stato usato nuovamente facendolo riapparire in piazza S Pietro lo scorso Natale per una prima evidente minaccia quando fu chiaro che il vecchio mastino non avrebbe mollato la presa e continuato a invocare energicamente la pace, indicando il movente di questi “interventi umanitari”.

In questa continuità di impegno dell’assassino c’è un elemento a discarico del KGB e dell’est accusati per Wojtyla: i regimi sono cambiati. L’unico elemento di continuità è la esistenza della NATO e delle industrie ad essa collegate. Stessi obbiettivi, stessi padroni, stessi metodi, stessi interessi.

Anche il movente dei russi per quell’omicidio cade: non è credibile che volessero ammazzare il Papa per tenersi la Polonia, ceduta poco dopo senza curarsi nemmeno di mercanteggiare.

Sarebbe bastato ammazzare Walesa ( o avvelenarlo con l’alcool che ha sempre ingurgitato in quantità notevoli) come uccisero Padre Popielusko per rinviare il rilascio della Polonia. Per loro il dramma è stato perdere la Germania est, non un paese storicamente mai vitale.

Papa Wojtyla dava fastidio perché conosceva il modo di parlare al mondo ed usava la comunicazione di massa con grande perizia. Con lui la chiesa aveva ripreso spazi enormi. Fu lui il primo a lanciare gli anni santi straordinari.

La battaglia era già globale. E la Russia anche oggi nella comunicazione globale è ai primi confusi balbettii.

La lobby della morte iniziò la campagna contro la pedofilia dei preti cattolici, ignorando quella britannica di cui negli ultimi tre mesi tre mesi ho raccolto decine di articoli, nessuno ripreso dai media globali.

A queste rinnovate minacce, Papa Francesco, comunicatore notevolmente più bravo di Wojtyla e in possesso pieno della lingua spagnola ha risposto anche ieri con “I potenti non vogliono la pace perché vivono di guerra”. All’America piace a dismisura quest’uomo solo armato di un microfono che pesa quanto un sistema di comunicazione globale montato in mezzo secolo.

Nessun governante italiano che si sia permesso di concordare con questa santa e solenne dichiarazione del Papa e anche questa è un indizio non da poco.

Antonio De Martini

Fonte: http://corrieredellacollera.com

Link: http://corrieredellacollera.com/2015/05/12/chi-ha-sparato-a-papa-wojtyla-cosa-vuol-fare-a-papa-francesco-di-antonio-de-martini/

12.05.2015

Commenti (53)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. haward 14 maggio 2015

      Bergoglio, o chi per lui, sta conducendo un abile e ruffianissima
      operazione di marketing per cercare di riportare qualche pecorella smarrita
      all'interno del sacro ovile. Per tale motivo sta sciorinando tutto il repertorio
      del politicamente corretto utilizzando linguaggio e contenuti da asilo
      infantile con la più totale approvazione dell'elite che sta costruendo, con
      tutta la sua potenza mediatica, un'icona internazional popolare tutta
      bontà, amore e pauperismo.
      Tra l'altro, non mi risulta che Bergoglio si sia
      mai distinto nell'appoggio ai teologi della Liberazione, quando era il
      momento.
      Wojtyla ha potuto fare quello che ha fatto in
      Polonia perchè così era stato deciso dalle centrali del vero
      potere. L'era del socialismo reale e del patto di Varsavia non era più
      funzionale ai piani dell'oligarchia finanziaria per cui Giovanni Paolo II
      rappresentava la perfetta testa d'ariete ber abbattere la cortina di
      ferro.

    1. tersite 14 maggio 2015

      Faccio notare che in più di occasione, bergoglio ha parlato di una imminente terza guerra mondiale. Tra l'altro, nelle ore successive alla sue prime dichiarazioni sull'argomento, suo nipote insiema a tutta la famiglia perse la vita in un terribile incidente stradale in Argentina.


    1. PietroGE 14 maggio 2015

      Rosanna, forse stiamo solo ponendo l'accento su due cose diverse che costituiscono entrambe il corpo della civiltà europea e occidentale. Sono d'accordo con te che l'illuminismo,ma forse più di tutto la nascita della scienza, una caratteristica unica della civiltà occidentale, ha contribuito alla identità della civiltà europea, quale oggi noi la conosciamo.

      Io, che non sono storico, leggo che la vulgata : classicità - secoli bui- rinascimento è sbagliata. La civiltà medioevale fondata sul cristianesimo è stata un fattore importante nel creare le radici dell'Europa. Non solo, ma anche se non praticata, la dottrina della separazione tra stato e chiesa (il non integralismo) ha consentito, con tutti gli errori del caso : vedi Galileo, Giordano Bruno e altri, di lasciar nascere una cultura laica che ha catapultato l'Europa nei tempi moderni.

      Nota la differenza sostanziale con l'islam, dove l'integralismo fanatico ha congelato per più di un millennio una civiltà che si stava sviluppando rapidamente.

    1. Rosanna 13 maggio 2015

      PietroGE,

      guarda che il conflitto tra chiesa e impero segnerà con le sue nefandezze tutto l'arco del medioevo, età che dura circa mille anni e andrà anche oltre, ricordiamo in Italia i Patti Lateranensi dell'11 febbraio 1929 , che sanciscono il cattolicesimo religione di stato, tanto che Pio IX definirà Mussolini "l'uomo della provvidenza".

      Bene da quel momento l'ora di religione cattolica diventa obbligatoria a scuola, allora mi chiedo, non sarebbe meglio fare un'ora di educazione civica? in cui si studiano le leggi dello stato, a partire dalla Costituzione? dopo il Concordato di Craxi del 1984, anche se l'obbligatorietà viene sostituita dalla scelta opzionale, in realtà poco cambierà, perché i docenti di religione saranno comunque scelti dalla Santa Sede, e saranno più agevolati di tutti gli altri precari, perché avranno assicurato un posto anche senza concorso (che arriverà poi successivamente taroccato), e potranno così passare ad altre classi di concorso, senza farsi troppa montagna.

      Quanto alle radici cristiane dell'Europa, avrei anche da ribattere, perché se è vero che l'Europa nasce nel medioevo con l'impero di Carlo Magno, derivato del resto da quello romano, oggi non ci sarebbe Europa della cultura e dei popoli senza l'apporto dei pensatori illuministi, quali: Voltaire (Trattato sulla Tolleranza, Dizionario Filosofico), Rousseau (Contratto Sociale), Monteschieu (L'esprit des lois), Kant (Critica della ragione).

      E mentre il conflitto di interessi tra chiesa e impero ha impedito per lunghi secoli l'affermazione della democrazia, questa è potuta nascere solo all'interno dello stato/nazione laico, prodotto appunto dal pensiero illuminista.




    1. PietroGE 13 maggio 2015

      Truman, ho già risposto facendo notare come la chiesa, e i credenti non potevano non essere nemici di un regime che considerava la religione l'oppio dei popoli e che la caduta del comunismo fu vissuta dai cristiani come una vera e propria liberazione. L'opera di Woytyla è stata in accordo con i principi della missione della chiesa. Il modo in cui si è cercato di far cadere il regime può essere naturalmente criticato.

      Una aggiunta per coloro che credono che sia solo la religione che porti sempre con sé scontri, opposizioni, eretici al rogo ecc. ecc, c'è l'esempio del regime laico (o forse antireligioso) comunista in URSS : 20 milioni di morti, esclusi i morti della guerra. Di fatto una guerra condotta dal regime contro il proprio popolo.

    1. Truman 13 maggio 2015

      Dice PietroGe: La teologia della liberazione è stata giustamente affossata proprio perché contraria alla separazione tra stato e chiesa.

      A me sembra che l'intromissione della Chiesa nello Stato venisse negli stessi anni praticata da Wojtyla in Polonia tramite Solidarnosc. Non si chiamava teologia della liberazione ma era una pesante intromissione. Però nell'est Europa andava molto bene l'intromissione della Chiesa nella politica, magari raccogliendo il denaro della mafia per inviarlo alle opposizioni tramite lo IOR.

    1. PietroGE 13 maggio 2015

      Oxymen, la prima cosa che fecero in URSS i comunisti fu di trasformare le chiese : protestanti, cattoliche e ortodosse in stalle. Che cosa diavolo aveva a che fare questo con una ideologia di liberazione sociale e di abolizione del capitalismo? Con i rapporti di produzione? Con la rivoluzione mondiale?

      Forse c'era qualche altra agenda nascosta, come si vede dal fatto che le sinagoghe non sono state toccate?

    1. PietroGE 13 maggio 2015

      Si, di sbagli se ne fanno e la chiesa non è immune. Qui tra il pericolo sinistra socialista e la dittatura fascista si è scelto il fascismo. Sono i frutti avvelenati della paura dell'ideologia che considerava la religione come l'oppio dei popoli.

    1. PietroGE 13 maggio 2015

      Anche io era contrario alla legge 40. I tentativi della chiesa di legiferare al posto dei parlamenti vanno respinti ricordandogli proprio quello che sto dicendo io cioè che deve valere la separazione tra stato e chiesa.

      Quanto alle "instrumentum regni" andiamoci piano. La civiltà europea è stata costruita su basi cristiane, e non sto parlando solo del fatto che gli imperatori si facevano nominare dai Papi, ma della nascita delle arti architettura pittura musica teatro ecc. Certamente il monarca assoluto si appoggiava sulla chiesa per guadagnare credibilità nei confronti del popolo e per secoli c'è stato un connubio stato - chiesa con l'esempio più esemplare dello stato Pontificio. Si è poi ritornati ad una situazione più consona alla dottrina del cristianesimo.

      Che le civiltà nascano attorno alle religioni è vero anche per l'islam il quale non ammette nessuna separazione tra stato e religione.

    1. Toussaint 13 maggio 2015

      Forse si. Ma forse anche no. Querelare significherebbe dare alla vicenda un'eco notevole, ovvero favorirne la diffusione, che le persone coinvolte vogliono certamente evitare.

    1. Rosanna 13 maggio 2015

      @PietroGE,

      Machiavelli diceva che la religione è "instrumentum regni" cioè strumento del potere, infatti la chiesa è sempre stata dalla parte dei potenti ed è intervenuta per modificare pesantemente leggi parlamentari che le interessavano e che toccavano i suoi ambiti di azione ecumenica, per esempio la legge sulla procreazione assistita è una legge fortemente dannosa nei confronti della salute della donna.

      Tanto che chi ha soldi se ne va all'estero e chi non ne ha è costretta a subire numerosi interventi per poter generare un figlio.
    1. Fedeledellacroce 13 maggio 2015

      Marx era tenero e corrotto dalla politica.
      Bakunin aveva idee piú lucide sull'importanza di sbarazzarsi dagli oppressori del libero pensiero e del popolo: chiesa e apparato statale.
      Parassiti che con scuse divine o legali mantengono i privelegi di una minuscola casta ricchissima e criminale.

    1. Fedeledellacroce 13 maggio 2015

      No, di Pinco Pallino.
      Ma ci sei o ci fai?

    1. 1Al 13 maggio 2015

      Basta vedere cosa cosa ha portato quel papa nelle sue terre dell'est. Nazismo, ultranazionalismo, russofobia omicida, guerre, sangue e terrore. Certo anche con l'aiuto dei suoi amici filo nazisti occidentali, ma quello che sono oggi quei paesi lo dobbiamo in origine a quel personaggio e quel suo "meraviglioso" pontificato. Sono certo che fosse un affiliato a qualche setta o loggia satanica.

    1. Fedeledellacroce 13 maggio 2015

      Concordo

    1. 1Al 13 maggio 2015

      Come ho scritto prima, anch'io ho sempre diffidato di questo personaggio e i fatti ci danno ragione. Le orde di nazi-onalisti che oggi imperversano in quelle terre dell'est europa, sono figlie di questo papa, che era fatto della loro stessa pasta. Altro che santo. Un criminale.

    1. 1Al 13 maggio 2015

      Comunque sia, visti i danni procurati da quel papa, che io reputo un criminale nazista, ci poteva anche stare che l'allora Unione Sovietica non volesse quel pontificato. Non ci vedo nulla di scandaloso. Anzi. Oggi quelle terre dell'est europa sono attraversate da orde sanguinarie di ultra-nazionalisti e neonazisti, che seminano, guerre, terrore e sangue. Sono tutti figli di questo papa e dei suoi amici occidentali, per cui lavorava.

    1. Georgejefferson 13 maggio 2015

      Nessuno lo fa perche significherebbe dargli credibilita.

    1. Rosanna 13 maggio 2015

      Senza dimenticare l'ingerenza politica di Woytyla in Cile e Sudamerica, e i molti altri lati oscuri del suo pontificato:

      http://festival_vaticano.ilcannocchiale.it/2011/05/01/wojtyla_beato_dimenticando_le.html


      Qualche eloquente foto del suo amichevole incontro con uno dei più spietati a sanguinari dittatori sudamericani, il generale cileno Augusto Pinochet nel 1987, le foto di quell'incontro ci mostrano calorose strette di mano, sorridenti passeggiate fianco a fianco accompagnati dagli alti gerarchi militari e per entrambi una bella apparizione sul balcone presidenziale per il doveroso bagno di (applaudente) folla. Sapendo dell'orrenda fine che veniva fatta fare agli oppositori del regime di Pinochet c'è veramente da chiedersi dove fosse l'onnisciente guida dello Spirito Santo...

      Il lato oscuro consiste anche nella sua alleanza con le dittature latinoamericane e con prelature discusse come l’Opus Dei e i Legionari di Cristo o per la sua guerra senza quartiere contro la modernità, la chiesa di base e lo spirito del Concilio Vaticano II. (…) Escrivá, santo; Wojtyla (per ora) beato; e Romero… niente. Pochi mesi prima del suo martirio, il 7 maggio del 1979, il vescovo centroamericano aveva presentato a Giovanni Paolo II un dossier sulle violazioni dei diritti umani nel suo paese. Tra i documenti vi erano le foto del corpo di un giovane sacerdote torturato e assassinato dai militari. Dall’udienza Romero era uscito dicendosi “costernato” per il gelo col quale la sua denuncia era stata accolta dal papa: “deve avere relazioni migliori col suo governo” furono le categoriche parole del pontefice. Con quelle parole il cammino verso la santità aveva smesso di essere un mistero per rispondere a una logica politica terrena che in America latina per Karol Wojtyla significò l’alleanza con molti Augusto Pinochet e con i carnefici del Piano Condor. Così si spiega perché, dopo 31 anni, il processo di beatificazione di Romero si sia perduto negli archivi della Congregazione per le cause dei santi, mentre la causa del fondatore dell’Opus seguiva un cammino accelerato. Molteplici testimoni, tra i quali Ernesto Cardenal, sacerdote e ministro della Cultura nel Nicaragua sandinista, raccontano che lo stesso Wojtyla spiegò pubblicamente che la beatificazione di un martire come Romero non era opportuna perché “sarebbe stata strumentalizzata dalla sinistra".

      Poi è stato il responsabile dell’ordine imposto ai vescovi di tutto il mondo nel marzo 2003 di tacere alle autorità civili dei propri Paesi su qualunque caso di pedofilia del clero. L’ordine, come ho scritto più volte, venne firmato dall’attuale papa, Ratzinger, e dall’attuale segretario di Stato vaticano, Raffaele Bertone, nella loro veste, all’epoca, rispettivamente di responsabile e suo vice della Congregazione per la dottrina della fede (ex tribunale dell’Inquisizione). Ma a volere quell’ordine, nell’ambito di un aggiornamento delle leggi vaticane relative a una serie di delitti, e a ratificarlo è stato Wojtyla. Le conseguenze sono tristemente note. (...) Poi il caso Orlandi: Neppure un anticlericale incallito può pensare che un papa condanna a morte una ragazzina per quello che al massimo sarebbe stato solo un inutile gesto di buonismo. Chiaro come il sole quindi che Wojtyla – e la segreteria di Stato vaticana che lo consigliava – sapesse con certezza che Emanuela non era stata rapita, ma era morta per responsabilità, accidentale o meno, di qualcuno d’Oltretevere. Qualcuno che non si poteva abbandonare al suo destino, nelle mani cioè della giustizia. Che in Vaticano sapessero bene come stavano le cose, e cioè che per Emanuela non c’era più niente da fare, lo dimostra anche la testimonianza di monsignor Francesco Salerno ai magistrati italiani: “Poiché mi occupavo di finanza vaticana e avevo quindi molte conoscenze, nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa della Orlandi proposi a monsignor Giovanbattista Re, dirigente di un settore della Segreteria di Stato, di darmi da fare per cercare di sapere cosa le fosse successo. Ma il monsignore mi disse che era meglio lasciare le cose come stavano”.

      Tutto questo per sottolineare che lo stucchevole santino costruito attorno alla indiscutibile popolarità di Wojtyla ha un suo lato oscuro assai meno ‘puro’ ed edificante che viene quasi sempre taciuto.


    1. Oxymen 13 maggio 2015

      Oh certo, la lista delle situazioni che la chiesa percepisce come minacce e che quindi autorizzano all'autodifesa sono molte. A cominciare dalle streghe e i miscredenti che per autodifesa furono messi al rogo, passando per il marxismo che giustamente il papa polacco eliminò con finanziamenti miliardari e finendo con i teologi della liberazione, rei di coltivare mentalità di difesa dei poveri. La lista è potenzialmente infinita, e potresti esserci in mezzo anche tu, colpevole di scrivere cose su siti materialisti invece che usare le ben note tecniche di autodifesa come la corruzione, il lobbismo, il finanziamento a movimenti politici, la messa al rogo, la messa al bando dei cattolici che interpretano il vangelo in modo vistosamente diverso e via dicendo.
      E poi ti lamenti pure che la gente, spaventata, fugge da queste infamità?
      Ma per favore.....

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