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CHI GIUDICA CHI


DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

Su Ingroia è Berlusconi che provoca

Un magistrato non dovrebbe partecipare a comizi e, tanto meno, esprimere pubblicamente opinioni politiche. È un limite alla libertà di manifestazione del pensiero garantita dall’art. 21 della Costituzione? Lo è. Ma ci sono alcune funzioni pubbliche che contengono in se stesse questa limitazione. Il presidente della Repubblica non può dire ciò che vuole e che pensa perché ha un dovere di imparzialità cui lo obbliga la sua carica. Così il magistrato, non solo deve essere imparziale quando giudica o dà corso a un’azione penale, ma deve anche, come la moglie di Cesare, apparire tale.Un tempo, in cui si conoscevano e si rispettavano le regole, il magistrato parlava solo “per atti e documenti”, non faceva conferenze stampa sui procedimenti in corso, non esprimeva opinioni politiche e, anche nella sua vita privata, era costretto a una grande cautela nelle sue frequentazioni. Era una vita un po’ da recluso cui lo obbligava la delicatezza della sua funzione. Perché quello del magistrato non è un mestiere come un altro, incarna una funzione delicatissima, forse la più delicata in una democrazia. Per questo sono assolutamente contrario ai magistrati che si candidano in politica, perché gettano inevitabilmente un’ombra sulla loro attività pregressa anche se, in coscienza, l’abbiano svolta con tutta l’imparzialità, l’obiettività e l’onestà di cui sono capaci. Così com’è del tutto inaccettabile, a parer mio, che un magistrato che ha fatto politica torni, finita quella esperienza, alla sua funzione originaria. Perché non ha più credibilità.

Questo in un sistema regolato. Ma in un sistema regolato un presidente del Consiglio non accusa quasi quotidianamente “certi magistrati” di “fare un uso politico della giustizia” che non è solo un’invasione di campo molto più grave delle opinioni espresse da Ingroia, non è solo un attacco a un’altra Istituzione dello Stato, non è nemmeno semplicemente un’ingiuria, è la denuncia di un reato, il reato più grave che possa commettere un magistrato: aver piegato la giustizia a fini che con la giustizia non hanno nulla a che fare.

Ora un qualsiasi cittadino, e il premier prima di ogni altro, cosa dovrebbe fare in una situazione del genere? Dovrebbe denunciare i magistrati felloni alla Procura della Repubblica competente. Ma Berlusconi si guarda bene dal farlo. Perché? Le ipotesi sono due. O non ha né prove né indizi di quello che afferma, fa solo illazioni, è un volgare calunniatore che dovrebbe rispondere in sede penale di quello che insinua, se non avesse l’accortezza di non fare mai il nome e il cognome del magistrato o dei magistrati felloni, anche se chiaramente individuabili. E allora quello di Berlusconi e del centrodestra è, esso sì, un teorema, sul quale peraltro il Cavaliere vive da sedici anni. Oppure non si fida non di questa o quella Procura, non di questo o quel Gip, di questo o quel Tribunale, ma dell’intera magistratura.

Ma se il presidente del Consiglio, di fatto la più importante carica istituzionale, non si fida della magistratura, perché mai dovremmo fidarcene noi, comuni cittadini? Chi ci garantisce che il giudice che ci troviamo davanti è veramente un giudice o un mascalzone? Chi ci obbliga a rispettare le sue decisioni se il premier è il primo a non rispettarle, quando si tratta di casi suoi? Anche noi abbiamo i casi nostri. E allora liberi tutti. Perché ciascuno di noi, anche Totò Riina, protagonista di uno straordinario “accanimento giudiziario”, può essere o essere stato vittima di una magistratura fellona. Si svuotino le carceri. Del resto già da tempo non c’è maghrebino preso con le mani nel sacco che, sull’autorevole esempio del premier, non si dica vittima di un “complotto” della polizia e della magistratura.

Il danno più notevole arrecato dall’onorevole Berlusconi al nostro Paese è aver tolto ai cittadini ogni fiducia nella magistratura, organo chiamato a regolare, attraverso l’applicazione della legge, i rapporti che ci tengono insieme e, di conseguenza, quel poco di senso della legalità che rimaneva al popolo italiano. Ed è paradossale che un soggetto del genere, che è da sempre prevenuto nei confronti della magistratura, che ha verso di essa motivi di astio personali essendo tuttora implicato in quattro processi, e che da altri è uscito solo per il rotto della cuffia della prescrizione (ma almeno in due casi la Cassazione, altro organo accusato dal premier, insieme alla Corte costituzionale, di parzialità, ha accertato che i reati di cui era imputato li aveva effettivamente commessi, anche se poi, in sentenza, li ha dichiarati prescritti), pretenda ora di fare, lui, la Grande Riforma della Giustizia italiana.

Massimo Fini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/15/su-ingroia-e-b-che-provoca/97619/
15.03.2011

Pubblicato da Davide

  • martiusmarcus

    1 – la faccia di ingroia l’avete vista tutti: certe volte la faccia è sufficiente
    2 – ovviamente la faccia di berlusconi pure, tutti quanti la conosciamo
    3 – mi sembra ovvio – come diceva il povero nietzsche – che bisogna SCEGLIERE. Anzi, per essere precisi, per il grande filosofo, proprio la parola “uomo” vuol dire “colui-che-sceglie”.

    La domanda è: massimo fini, da che parte stai?

    O meglio, ma ti pare possibile, in mezzo a uno scontro politico in cui TUTTE LE REGOLE SONO SALTATE, parlare ancora di “rispetto” delle regole?

    Dammi retta, se capiti in mezzo a una rissa, o giri il culo e te ne lavi le mani, o se proprio vuoi partecipare, non puoi fare lo schizzinoso: scegli con chi stare e cominci a menar cazzotti.
    Berlusconi è il soggetto più adatto a fare una riforma della giustizia in Italia. Meglio di lui la farebbe solo Toto’ Riina o Vallanzasca (e non scherzo affatto).

  • mendi

    Mah, io non avevo fiducia nei magistrati italiani anche senza Berlusconi.
    Perché sono una caegoria come un’altra, con pregi e difetti. Dovrebbero esere uguali di fronte alla legge a qualsiasi altro cittadino. E invece sono una casta di intoccabikli, che non paga mai e, nel caso, vengono giudicati da loro colleghi. Ci sono tanti innocenti in galera e tanti delinquenti fuori. L’unica vera rivoluzione sarebbe che venissere eletti dal popolo come negli USA. Almeno dopo quattro anni potremmo, se non hanno bene operato, mandarli via a calci nel sedere.

  • Giancarlo54

    Come già detto in precedenza, in questa repubblichetta italiota delle banane, il più sano c’ha la rogna.

  • AlbaKan

    Ma se nemmeno i governanti vengono scelti dal popolo!

  • MATITA

    ecco dove alberga l’errore italiota,occorre sciegliere con chi stare e menar botte….non importa che siano merda tutti e due occorre schierarsi……………è proprio su questo becero pensiero fondato su retaggi culturali inculcati come verità assolute nelle povere testoline che trae vantaggio la fortuna del vero potere.
    Allo stesso modo si applica il ragionamento quando si va alle elezioni,occorre pur schierarsi,e allora a legittimare i felloni di turnop per poi lamentarsi…..

    complimenti ,non riuscite a vedere strade alternative e percorribili,o nero o rosso,o una o l’altra menzogna purchè possiate mangiare come porci e correre dal medico a farvi dare il purgante all’occorrenza

  • AlbertoConti

    Berlusconi è un cattivo maestro, il peggiore che ci potesse capitare, e non è un caso, ma una costante di un popolo la cui unità è nata dall’inganno del potere, 150 anni fa. Così siamo diventati il popolo degli eccessi, gli “inventori” del fascismo, della mafia, della corruzione sistemica. Dire che quel vecchio porco è il miglior campione in grado di riformare la giustizia è come dire che la volpe sarebbe il miglior guardiano del pollaio. No grazie, all’assurdo non mi ci abituerò mai, e questo ovviamente, a maggior ragione, vale per il sistema bancario-monetario occidentale, responsabile del matrix capitalistico in cui viviamo. Essere orgogliosi oggi dei nostri 150 anni può quindi avere un senso, quello di rappresentare la punta di diamante delle contraddizioni di un epoca straordinaria nel bene e nel male, l’adolescenza tecnologica.
    Quelle di Ingroia non sono opinioni, sono un debole tentativo di alfabetizzazione democratica, di spiegazione della divisione dei poteri. E un argomento tanto basilare non può non risentire delle contraddizioni di un mondo capovolto, di un mondo di pazzia, all’incontrario, come già avevano identificato la pazzia i precolombiani del nord america. Perciò quel messaggio suona tanto debole, quanto debole è la nostra coiscienza civile.

  • Albertino

    concordo!

  • licia

    Ogni singolo Pubblico Ufficiale e cioè rappresentante una Istituzione dello Stato non può esprimere proprie opinioni politiche mentre riveste la sua carica.Questo vale dal Vigile urbano al Carabiniere al docente Universitario.(lo sà anche Omar Simpson..)
    L’eversione delle leggi da parte di tutte le Istituzioni dello stato determinata dalla completa corruzione della politica ha determinato che non esista più differenza tra legalità e illegalità; i peccati di Berlusconi sono veniali rispetto a quelli commessi da quelle istituzioni che avrebbero dovuto garantire l’Ordine Costituito ed invece lo utilizzano per abbattere i propri oppositori politici.
    Berlusconi che è vittima di questa illegalità, è la personalità politica più adatta per riformare questa Giustizia e su questa si gioca la sua credibilità e il suo ricordo nella storia.

  • Hamelin

    Dicevano le stesse cose i Tedeschi 70 anni fa , di un certo personaggio che dalla sua (secondo lui ingiusta ) prigionia scriveva la sua idea di stato e di giustizia…
    La giustizia non è un idea ma un fatto .
    Avere delle idee o delle opinioni riguardo alla giustizia e credere che quest’ultima si debba adattare ad esse è il vero crimine ed atto illegale.
    Far passare poi uno dei peggiori avanzi di galera come Berlusconi per Santa Rita da Cascia mi sembra piu’ che altro patologico…Sindrome di stoccolma forse?

  • licia

    delle scopate di berlusconi ritengo molto più criminale che certa polizia di Stato utilizzi il suo potere istituzionale per sotenere gli interessi politici ad esempio della lobby ebraica.Ossia una istituzione pubblica assoggettata a interessi privati.
    Questo è palese,ma nascosto dalla informazione a cui tu fai riferimento per trarre le tue conclusioni .

  • Truman

    @licia:
    – da wikipedia [it.wikipedia.org] si vede che un esempio di pubblico ufficiale è il Presidente del Consiglio dei ministri. In base al tuo (s)ragionamento egli sarebbe il primo ad essere censurabile per le sue continue dichiarazioni deliranti.

    – in realtà in uno stato di diritto tutto ciò che non è esplicitamente proibito è consentito, in particolare i giudici hanno la libertà di parola, diritto costituzionale garantito a tutti i cittadini.

    A parte questo, non conosco questo Omar Simpson, forse è un mussulmano esperto di diritto?

    Va anche detto che con la separazione delle carriere il giudice che difende lo Stato (il pubblico ministero) è equiparato all’avvocato di parte. Allora, se vogliamo la parità anche gli avvocati si dovrebbero comportare ai principi che valgono per i giudici. In alternativa, per ristabilire un minimo di equilibrio in un sistema dove gli avvocati hanno i privilegi dei giudici ma non hanno doveri, io sarei favorevole alla lapidazione degli avvocati che difendono clienti vistosamente colpevoli.

  • dana74

    condivido mendi, anche senza Berlusconi i magistrati hanno dato ampia prova di non lucidità ed onesta, tante volte. Forleo un esempio vergognoso, i suoi stessi colleghi che le fanno di tutto.
    Se la magistratura vuole essere credibile ne deve dare prova ogni volta, ma quando ci sono interessi e corporazioni in ballo non mancano di far sapere da che parte sta la magistratura, vedi Genova, vedi Crevalcore.
    Una magistratura composta dalla sola massoneria che risponde ai confratelli non certo al popolo ha perso ogni rispetto.
    Precisato questo, Berlusconi è un soggetto pericoloso per la società, vedi nucleare, vedi che non rispetta il volere del popolo che tira in ballo quando riguarda le elezioni ma di quello che votò contro il nucleare non gliene frega una cippa.

  • licia

    l’argomento Istituzioni dello stato è molto complesso e certamente non ti facilità la comprensione affidarti acriticamente ai deliri del guru al quale fai riferimento.E’ sempre una pessima idea pensare che uno abbia le risposte che stai cercando,soprattutto poi quando il soggetto di riferimento è un povero fallito .
    Seguendo il principio per cui la laicità delle Istituzioni,ossia la loro imparzialità è data dalla presenza al loro interno della contrapposzione di idee divergenti e non dalla idea dei singoli di avere il dovere di rappresentare le esigenze di tutti(ossia pubblico) si legittima la idea che il potere politico dominante debba avere la facoltà di indirizzare le istituzioni;quindi ad esempio si legittima la idea che dei pubblici ministeri possano perseguire penalmente oppositori politici,idea tipica delle dittature e rappresenta l’idea che sta alla base della persecuzione giudiziaria di Belrusconi e non solo.Non a caso invoca la dittatura dei giudici.Gli atti politici del Presidente del consiglio devono rientrare nella liceità costituzionale che garantisce tale imparzialità e diffuso interesse pubblico.
    In generale le istituzioni dello stato all’interno del sistema costituzionale sono quelle entità che esistono indipendentemente dal potere politico.Non a caso il momento critico soggetto a possibili colpi di stato è durante le elezioni quando non esiste il potere esecutivo.
    Accetteresti di essere rinviato a giudizio da Ingroia ?o essere esaminato da un professore schierato politicamente ?
    E’ una questione di regole di comportamento dettate dalla prorpia personale visione del sistema ed il sistema che ora vedi è ciò che determina la implosione di ogni forma istituzionale che legittima Berlusconi a riformare la Giustizia.

  • Truman

    @licia
    Hai le idee molto confuse.

    1) Io non faccio riferimento ad alcun guru. Sei tu che parli di Omar Simpson.

    2) La laicità delle istituzioni si può trovare su qualsiasi vocabolario o enciclopedia e non è quella che dici. (Suggerimento: riguarda la separazione tra Stato e Chiesa).

    3) Gli atti politici del Presidente del Consiglio oggi sono regolati dalla legge. Se egli (o forse è meglio scrivere “Egli”) sta al di sopra della legge allora siamo in dittatura, ed Egli è il dittatore.

    4) Qui non si tratta di visioni personali, ma di principi generali. Se mi dici che Egli ha diritto di fare tutto ciò che gli pare e piace e gli altri devono stare zitti, stai legittimando una dittatura (direi in una versione italianesca, stile “Marchese del Grillo”).

  • AlbertoConti

    In un’architettura normativa democratica che si rispetti, di divisione e bilanciamento dei poteri che si controllano reciprocamente, è chiaro che l’alterazione di uno di essi induce la degradazione anche degli altri, ma c’è pur sempre un abisso tra il verminaio dell’attuale politica e gli eventuali sbandamenti della magistratura, ben lungi, sia chiaro, da essere ciò che si vorrebbe che fosse. Le cose si fanno con ciò che c’è a disposizione, e ai tempi di andreotti c’era a disposizione carnevale, o meglio nessuno che avesse il coraggio e la forza di buttarlo a mare a calci nel culo.

  • licia

    per cncludere..
    riguardo ad Omar Simpson…
    quando una cosa diventa ovvia e scontata questa diventa un luogo comune cioè comunente accettata dal pubblico.
    Quindi quando Omar dice “io sono un pubblico ufficiale e non posso espreimere le mie personali opinioni” vuol dire che è una cosa che sanno tutti!!anche Omar e burt simpson

  • radisol

    E poi un magistrato eletto dal popolo ( leggi dai partiti, così come i politici) te lo immagini quanto è indipendente dalla parte politica che lo fa eleggere ?

    La verità vera è che, a partire dalla seconda metà degli anni settanta, sull’onda dei movimenti popolari di quel momento storico, qualche magistrato – a differenza di come avveniva sino ad allora quando la giustizia era inequivocabilmente “di classe” cioè dalla parte dei potenti ( vedi famosa canzone di De Andrè) – ha cominciato ad inquisire anche qualche potente …. e da allora, apriti cielo ….

    Questo certamente non vuol dire che la situazione attuale sia ottimale, tuttaltro …. e certamente di una riforma ci sarebbe bisogno, persino forse di alcuni, non certo tutti, degli aspetti specifici annunciati dal governo … come ad esempio la separazione delle carriere …

    Ma che credibilità ha uno nella situazione di Berlusconi nel fare una riforma “epocale”, come dice lui, della giustizia ? E che credibilità può avere in questo anche un parlamento con un quarto circa di condannati ?

    E mi sembra che, in questo, Massimo Fini – che pure notoriamente non amo particolarmente – colga benissimo il nocciolo del problema ….

  • Sandokan

    Ecco qual è lo schema strategico dei berlusconiani per quanto riguarda la riforma della (in)giustizia proposta dallo psiconano:

    Caso 1 (improbabile): un eventuale magistrato/pm si dichiara favorevole alla riforma della giustizia; quindi, a quel punto i berlusconiani diranno: “Ecco, vedete? Anche i lavoratori del settore dicono che questa riforma è giusta, quindi significa che è veramente giusta!”;

    Caso 2 (circostanza verificatasi realmente): il procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo, Antonio Ingroia, dice la verità, e cioè che, parafrasando il buon ragionier Fantozzi Ugo, “La riforma della giustizia… è una cagata pazzesca!” (ma Ingroia, essendo persona fin troppo educata, fa passare il concetto usando altri termini). Di fronte a tale avvenimento, i berlusco(jo)nes hanno quindi l’ordine di dire che “chi riveste incarichi pubblici di rilievo non deve esprimere pubblicamente opinioni a sfondo politico”.

    A questo punto si capisce (anche se i più arguti l’hanno capito ormai da un bel po’ di anni) che i berlusconiani sono degli ipocriti di prima categoria, e che rigirano la frittata a seconda di come gli fa più comodo, un po’ come i preti. Non dobbiamo stupirci, quindi, se sentiamo dire che i pm ed i magistrati non hanno il diritto di dire ciò che pensano riguardo ad una riforma che tocca il loro mestiere: siamo in Italia, dove esiste almeno un tuttologo in ogni bar, pizzeria, o circolo culturale, e dove tutti parlano di cose che non conoscono, e quindi è quasi sovversivo che una persona parli di ciò che riguarda la propria professione e le proprie competenze… ma no, è veramente un oltraggio che qualcuno parli di quello che conosce, di ciò che riguarda il suo mestiere, per di più! Dai, lasciamo che sia un politicante ex palazzinaro corrotto/corruttore colluso e tangentaro a fare la riforma della giustizia, del resto non vorrete mica che la giustizia venisse riformata dai giusti, o che la politica venisse fatta dagli onesti? Per carità, siamo in Italia, non potremo mica lasciare che il Paese inventore delle massime forme di criminalità organizzata abbia un sistema giudiziario come si deve, vale a dire coi criminali dietro le sbarre ed i cittadini onesti a vivere tranquillamente!

    P.s.= cara (si fa per dire) Licia, poi magari mi spieghi perchè tu, antisionista di destra oltre che antisemita negazionista della Shoah (che sei fonte di sputtanamento per tutto il movimento antisionista, compreso me che sono marxista, non antisemita e non negazionista), difendi il nanetto che ospita nel suo partito quell’essere indefinibile chiamato Fiamma Nirenstein, sionista militante che fa gli interessi di israele dal (e nel) Parlamento italiano.

    P.p.s.= metto in chiaro da adesso che non seguo nessuno di quelli che tu chiameresti “guru”, e che sono schifato dalla maggior parte degli esponenti della cosiddetta “sinistra” italiana ed internazionale (D’Alema ed Obama in primis). Preciso che tale schifo deriva dal fatto che tali personaggi sono tutt’altro che di sinistra. Preciso anche che del “bunga bunga” non me ne frega niente, così come dell’età di “Ruby”: per quel che mi riguarda, poteva anche avere 15 anni all’epoca dei suoi rapporti sessuali col nano, e se lei era consenziente per me è tutto ok.

    P.p.p.s.= Ma voi berlusconiani/e siete così ignoranti da non sapere nemmeno che il capofamiglia Simpson si chiama Homer e non OMAR?