Home / Notizie dal Mondo / Chi c’e’ dietro le “notizie fasulle”? I grandi media tradizionali usano immagini e video manipolati

Chi c’e’ dietro le “notizie fasulle”? I grandi media tradizionali usano immagini e video manipolati

DI MICHEL CHOSSUDOVSKY

globalresearch.ca

La corporazione dei grandi media tradizionali è disperata.

Essi vorrebbero sopprimere le fonti di informazione alternative e indipendenti che etichettano complessivamente come “diffusori di notizie fasulle”.

I lettori sono avvisati dai social media di non frequentare certi siti.

L’intento di questa iniziativa è denigrare il giornalismo onesto e La Verità nella Comunicazione.

La nostra analisi conferma che i grandi media tradizionali sono frequentemente implicati nella distorsione di fatti e nel capovolgimento della realtà.

Essi si’, sono i sottaciuti architetti di “Notizie Fasulle”.

Una area di usuale manipolazione da parte dei media tradizionali è l’uso di video ed immagini fasulle.

Quattro famosi esempi di Manipolazione dei Media

Questi sono quattro esempi ma ce ne potrebbero essere molti altri. La manipolazione di video ed immagini è normale. In alcuni casi, queste manipolazioni sono rivelate da lettori o da media indipendenti o da social media. Nella maggior parte dei casi però nessuno se ne accorge. E quando vengono scoperti, i media tradizionali diranno “spiacenti” ci scusiamo: daranno la colpa a errori tecnici: “abbiamo preso il video sbagliato”.

E’ importante sottolineare che queste distorsioni sono immancabilmente volute e consapevoli.

1. Copertura delle Rivolte in Tibet nel 2008 da parte della CNN

Poliziotti Cinesi con uniformi cachi e baffi come quelli Indiani

Il materiale video che accompagnano il servizio di John Vause della CNN, non ha nulla a che fare con la Cina. La polizia non era cinese, ma [si trattava di] poliziotti indiani in uniforme cachi dello stato di Himachal Pradesh nel nord-est dell’India.

Gli spettatori sono portati a credere che le  dimostrazioni in Cina fossero pacifiche e che la gente fosse arrestata da poliziotti cinesi.

Poliziotti cinesi in uniformi cachi?

lo spezzone da 1’27” a 1’44” [mostra] “Poliziotti Cinesi” e dimostranti inclusi monaci Buddisti. Poliziotti cinesi sono mostrati vicino ai monaci Tibetani.
Questi poliziotti cinesi sono davvero della provincia di Gasno o di Lasa, la capitale tibetana, come suggerito dal servizio di John Vause della CNN?

Servizio dalla Cina 14 Marzo 2008


Si afferma che presunti poliziotti cinesi in uniformi cachi stanno reprimendo una dimostrazione di Tibetani in Cina, CNN, 14 Marzo 2008 – 1’38”, 1’40”
Le loro uniformi cachi coi berretti sembrano proprio recare l’impronta del periodo coloniale britannico.
Le uniformi color cachi furono introdotte per la prima volta nella cavalleria britannica in India nel 1846.
Cachi significa “polvere” in indiano e persiano.
Inoltre, i poliziotti con uniformi cachi e baffi non sembrano esattamente cinesi.
Guardate attentamente.
Sono indiani.
Il video mostrato il 28 Marzo 2008 dalla CNN, non è stato girato in Cina (né nella provincia di Gasno né a Lasa, la capitale del Tibet). Il video proviene dallo stato del Himalachal Pradesh, in India. Il video del movimento di protesta tibetano in India è stato usato nel servizio della CNN sul movimento di protesta tibetano in Cina. La CNN ha [volutamente] scambiato i due paesi.
Per l’articolo completo QUI  (ingese)

2. Copertura della BBC della Guerra in Libia 2011

Piazza Verde Tripoli. Libici esultano per la “liberazione” e la vittoria delle forze ribelli su Gheddafi sventolando una bandiera indiana.

  • Esaminate lo spezzone: non è la piazza Verde e non è la bandiera del Re Idris (rossa, nera, verde) dei ribelli.
  •  E’ la bandiera indiana (arancione, bianca e verde) e la gente alla manifestazione sono Indiani.
  • Forse non lo avete neanche notato. E se lo aveste notato “E’ stato probabilmente un errore” [avreste detto].
  • Giornalismo approssimativo alla BBC o consapevole Menzogna e Manipolazione? Riconoscete le bandiere?
  • Bandiera Indiana
  • Bandiera dei ribelli libici

 


Terroristi “esultanti” nella piazza verde

Non c’è stata nessuna manifestazione di esultanza.

C’è stato un massacro sponsorizzato dalla NATO che si è concluso con diverse migliaia di morti.

Ma la verità non puo essere mostrata sulle reti televisive. Le conseguenze dei bombardamenti NATO devono essere nascoste.
I ribelli sono salutati come “liberatori”.
I bombardamenti NATO hanno lo scopo dichiarato di salvare vite civili sotto il mandato dell’Alleanza R2P (Responsibility to Protect). Ma la realtà è diversa: la popolazione civile è terrorizzata dai ribelli sostenuti dalla NATO.
Così le immagini devono essere modificate per essere conformi ai “desiderata” della NATO.
Morte e distruzione sono sostituite da immagini manipolate di festeggiamenti e liberazione.
Il servizio completo su GlobalResearc QUI

3 CNN e BBC sul 11 Settembre

Il servizio sul crollo dell’edificio 7 del World Trade Center è stato mandato prima del crollo

Notizie Manipolate riguardanti il crollo dell’edificio WTC 7n

Il colmo grottesco della bugia lo vince l’annuncio in diretta nel pomeriggio del 11 Settembre dalla BBC e della CNN che l’edificio 7 del WTC era crollato.

Il servizio della BBC fu mandato in onda in diretta alle 17.00, 21 minuti prima che il crollo avvenisse realmente, evidenziando, senza possibilitità di smentita, la conoscenza anticipata di eventi futuri.

L’inviato della CNN Aaron Brown sembra preoccuparsi di cercare un senso in quello che egli vede, un minuto dopo aver annunciato che il WTC7, la cui sagoma eretta è chiaramente visibile dalla sua posizione, “è già crollato o sta per crollare”
(Servizio completo [in inglese] a: WTC7.net the hidden story of Building 7: Foreknowledge of WTC 7′s Collapse)l)

The Collapse of WTC Building Seven.

Aaron Brown della CNN annunciò che l’edificio “è già crollato su stesso o sta’ per crollare” circa un’ora prima dell’evento.
Guardate le immagini: il WTC7 e’ ancora in piedi.

I media Belgi usarono un video dell’attacco terroristico all’aeroporto di Mosca del 2011

I media Belgi usarono un video dell’attacco terroristico all’aeroporto di Mosca del 2011
I media belgi di informazione “Derniere Heure” e “La Libre”  hanno raccontato gli attacchi terroristici mostrando un video di una telecamera di sorveglianza a circuito chiuso dell’aeroporto.
Il video era falso come provato da un blog su “Media Part” [in inglese] https://blogs.mediapart.fr/patricjean/blog/220316/quand-un-journal-rentabilise-immediatement-un-attentat
Il video riguardava un attacco terroristico avvenuto all’aeroporto Domodedovo di Mosca il 24 gennaio 2011.
Il servizio di DHnet.be sull’attacco all’aeroporto [di Bruxelles 2016] ha usato il video dell’attacco di Mosca 2011 incollandogli sopra la data dell’attacco a Bruxelles: 22/03/2016
Di seguito un fotogramma del servizio di DH.
E un fotogramma del video su  http://lalibre.be,Ed ecco un fotogramma estratto dal video completo dell’attacco terroristico del gennaio 2011 all’aeroporto internazionale Domodedovo di Mosca seguito dal video completo, caricato su youtube nel novembre del 2013

 

Secondo il servizio della BBC (January 24, 2011) report (which includes the video), the Moscow 2011 airport attack  l’attacco all’aeroporto di Mosca si concluse con 35 morti.

QUI l’articolo completo sui video fasulli di Bruxelles (in inglese)


Note finali

Le bugie e le falsificazioni dei media ufficiali non sono il risultato di “poca attenzione”.
Essi sono voluti e premeditati e sono tesi a ingannare il pubblico.
I grandi media tradizionali usano abitualmente immagini e video fasulli per i loro reportage sulla guerra in Siria.
La campagna contro i media alternativi ed indipendenti ha lo scopo di limitare la libertà di espressione.

 

Michel Chossudovsky è Professore emerito di Economia all’università di Ottawa, fondatore e direttore del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione che ospita il sito GlobalResearch. Ha insegnato come Visiting Professor in Europa Occidentale, SudEst Asiatico, Pacifico e America Latina. E’ stato consigliere economico di molti governi di paesi in via di sviluppo. E’ autore di 11 libri e ha contribuito alla redazione dell’Enciclopedia Britannica. I suoi scritti sono tradotti in oltre venti lingue. Può essere contattato a [email protected]

Fonte: www.globalresearch.ca

Link: http://www.globalresearch.ca/who-is-behind-fake-news-mainstream-media-use-fake-videos-and-images/5557580

24.11.2016

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da BTANDREA68

 

Pubblicato da Davide

  • Toussaint

    C’entra qualcosa?

    «Il controllo economico non è il semplice controllo di un settore della vita umana che possa essere separato dal resto; è il controllo dei mezzi per tutti i nostri fini. E chiunque abbia il controllo dei mezzi deve anche determinare quali fini debbano essere alimentati, quali valori vadano stimati […] in breve, ciò che gli uomini debbano credere e ciò per cui debbano affannarsi». (F. von Hayek da “Verso la schiavitù”, 1944).

    • Patria O Muerte

      Direi tutto!!

  • Adriano Pilotto

    Le bugie e le falsificazioni dei media ufficiali non sono il risultato di “poca attenzione”.

    Sono dell’opinione che il Complesso militare industriale, denunciato da Eisenhower, al termine del suo mandato, si sia trasformato in Complesso mediatico finanziario, e pertanto non ho obiezioni di principio alla linea di pensiero di Chossudovsky, ma dissento da un’estensione generalizzata della sua conclusione.
    La professionalità di tutti gli addetti ai media è in costante e rovinoso declino, che neppure l’opulenza tecnologica di cui s’avvalgono riesce nascondere. Quindi, se il crollo professionale è risolvibile in “poca attenzione”, allora è più corretto dire che le bugie e le falsificazioni dei media ufficiali sono anche il risultato di poca attenzione.

    • Umberto

      Buonasera sig. Adriano,
      nonostante sia di nuova lettura su questo blog, lo leggo con sempre maggiore interesse. Di conseguenza, notando il suo commento, posso dire che lei non ha torto, nel senso che anche il mondo del giornalismo e dell’ informazione, come tutte le altre sfere della “società”, sia in rotta a seguito di un declino, ma essendo appunto tutto collegato – dalla famiglia alla scuola, alla politica all’ economia, all’ arte, alla cultura, alla scienza volta alla positiva innovazione – il declino risulta generale. Globale. E tutto è stato indotto, passo dopo passo, un pezzo alla volta, verso la totale rovina della stessa umanità. I casi di poca attenzione, nella fattispecie, rientrano nella totale confusione scaturiente dalla continua e incessante propaganda e diffusione della menzogna, più che dalla scarsezza di preparazione degli addetti ad imbastire l’ impostura. E, per di più, infine, anche dall’ arroganza e impunità con le quali si opera, in totale disprezzo di ogni regola. Per chiudere il discorso: non si degnano o preoccupano nemmeno di montare i pezzi con una minima parvenza di verosimiglianza. “Tanto quella massa di deficienti abbocca”. E invece sembrerebbe proprio di no, alla luce degli ultimi eventi che indicano l’ incipiente crollo dell’ impero del Male.

  • cdcuser

    Repetita Iuvant:

    “In America, in questo periodo della storia del mondo, una stampa indipendente non esiste. Lo sapete voi e lo so pure io.
    Non c’è nessuno di voi che oserebbe scrivere le proprie vere opinioni, e già sapete anticipatamente che se lo facesse esse non verrebbero mai pubblicate. Io sono pagato un tanto alla settimana per tenere le mie opinioni oneste fuori dal giornale col quale ho rapporti. Altri di voi sono pagati in modo simile per cose simili, e chi di voi fosse così pazzo da scrivere opinioni oneste, si ritroverebbe subito per strada a cercarsi un altro lavoro. Se io permettessi alle mie vere opinioni di apparire su un numero del mio giornale, prima di ventiquattr’ore la mia occupazione sarebbe liquidata. Il lavoro del giornalista è quello di distruggere la verità, di mentire spudoratamente, di corrompere, di diffamare, di scodinzolare ai piedi della ricchezza, e di vendere il proprio paese e la sua gente per il suo pane quotidiano. Lo sapete voi e lo so pure io. E allora, che pazzia è mai questa di brindare a una stampa indipendente?
    Noi siamo gli arnesi e i vassalli di uomini ricchi che stanno dietro le quinte. Noi siamo dei burattini, loro tirano i fili e noi balliamo. I nostri talenti, le nostre possibilità, le nostre vite, sono tutto proprietà di altri. Noi siamo delle prostitute
    intellettuali.”

    John Swinton, redattore capo del New York Times, 12 aprile 1893

    • Patria O Muerte

      Grazie,questa è una chicca,me la segno.

    • Pataclo

      e in 123 anni non è cambiato nulla ?! alla faccia della tradizione …