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CHE SORPRESONA !

DI ALBERTO BAGNAI
goofynomics.blogspot.it

Ahhhh… Oggi i piddini tirano un sospirone di sollievo!

Perché, incredibile dictu (non hanno proprio capito in che mondo vivono), fino a ieri mi stavano in ansia. “Un sia mai ‘e vince ir Sarkosì, l’è majala di molto!” Ecco, rassicuratevi, guardatevi il faccione di Hollande su Repubblica.

Poveri grulli!

Ma se ve l’ha detto Goofy che Sarkozy non poteva vincere, e se vi ha spiegato bene il perché…

Per due motivi: uno generale, e uno generalissimo (come Franco). Il motivo generale è che quando c’è la crisi chi sta al governo perde le elezioni. Diciamo che è la dimostrazione del fatto che gli elettori non ne capiscono molto, perché, insomma, non è poi detto che sia sempre colpa di chi governa una piccola economia aperta quello che capita a casa sua se crollano gli Stati Uniti. Ma lasciamo stare.

Il motivo generalissimo è il solito. La Francia, amici cari, sta quasi alla canna del gas. Diciamo che non ha ancora aperto il rubinetto, ma ci siamo. Siamo cioè nella fase in cui è necessario il macellaio col grembiulino rosa (http://goofynomics.blogspot.it/2011/11/luscita-delleuro-redux-la-realpolitik.html) , sul quale gli schizzi di sangue (degli operai) si notano di meno.

E perché ne ha bisogno, la Francia, del macellaio col grembiulino rosa? Semplice. Perché anche lei deve ridare tanti soldini all’estero. A chi non saprei nemmeno dirvelo, ce lo diranno i giornali. Ma che un problema ci sia è evidente dall’analisi dei saldi di contabilità nazionale. La Francia ha un forte problema di competitività, che si traduce in un saldo negativo e decrescente delle partite correnti (cioè in un crescente indebitamento estero), e quindi, non potendo svalutare rispetto ai suoi principali partner, dovrà praticare la cosiddetta “svalutazione interna”: rimozione delle garanzie sindacali, tagli dei salari.

Non ci credete? “Ma Hollande è di sinistra, è la nostra speranza!” Poveri babbalei, aspettate e vedrete. Ne vedrete delle belle.

Intanto, guardiamoci i fondamentali, che a differenza dei giornalisti non mentono.

Vi ricordate? Dei saldi ne avevamo parlato a proposito della Grecia (http://goofynomics.blogspot.it/2012/02/premiata-armeria-hellas-saldi-di-fine.html) . Ogni settore (il privato, il pubblico) ha entrate e uscite. Se le entrate superano le uscite, risparmia. Se le uscite superano le entrate, si indebita. Se uno dei due settori nazionali non ha abbastanza risparmi per finanziare l’altro, i soldi vengono chiesti all’estero.

Non è così difficile.

Immaginate una famiglia: babbo privato e mamma pubblica (se è una famiglia piddina). L’estero sono tutti gli altri. Se mamma pubblica ha bisogno di acquistare un filone di pane dal fornaio (importazione), i casi sono tre:

1) o le è rimasto qualche spicciolo dalla sera prima, e se lo paga da sé;
2) o chiede a babbo privato “che mi dai cinque euro?”: babbo glieli dà e lei ci compra il pane;
3) o chiede al fornaio di “segnare”, cioè compra a credito, o magari si fa prestare i soldi da un’amica: in entrambi i casi si indebita con l’estero (l’esterno della famiglia).

Nei primi due casi la famiglia non si è indebitata con l’estero. Nel terzo sì. Potete farvi mille e uno esempi da soli, la logica è sempre questa: se non ce la fai con le forze tue o dei tuoi, ti indebiti con gli altri (con l’estero). Questo in Francia sta succedendo dal 2004, secondo un trend piuttosto eloquente e comune a tutti i paesi periferici dell’Eurozona.

Guardate:

La linea continua è il deficit privato, quella tratteggiata il deficit pubblico, quella punteggiata il deficit del settore estero. Attenzione: Goofynomics: il deficit dell’estero è il nostro surplus con l’estero: X-M=5 vuol dire che noi siamo in surplus di 5 (esportiamo più di quanto importiamo), ma l’estero è in deficit di 5 (le nostre esportazioni sono le sue importazioni, capite?).

Le tre linee devono sommare a zero: se un settore è in deficit (chiede soldi) almeno un altro deve essere in surplus (ha eccesso di risparmio).

Guardate prima la linea continua: il saldo privato inizialmente era negativo, indicando che il settore privato stava risparmiando (era in surplus, deficit negativo): un surplus tanto grande da finanziare il deficit pubblico (linea tratteggiata), lasciando anche qualche soldo da prestare all’estero (erano gli anni in cui la Francia faceva la spesa da noi, acquistando i supermercati).

Dal 1993 al 2008 questo il surplus (deficit negativo) privato si è ridotto inesorabilmente (sale verso lo zero), prima a compensare un calo del deficit pubblico, poi, dal 2000, più o meno in fase con una riduzione del saldo delle partite correnti. Ovvero: la Francia stava riducendo il proprio accreditamento estero, principalmente perché il settore privato stava riducendo il proprio risparmio: sempre meno soldi da prestare all’estero.

Nel 2005 il saldo estero (quello punteggiato) cambia segno: la Francia inizia a indebitarsi con l’estero. Insomma: babbo privato risparmia sempre meno (la linea continua va in su, significa che il babbo risparmia di meno), ma mamma pubblica spende sempre molto (la linea tratteggiata sta sempre fra il 4% e il 2%), e così, alla fine, il conto dal fornaio comincia a crescere (la linea punteggiata assume valori negativi e scende, scende…).

Nel 2008 arriva la crisi e nel 2009 la Francia reagisce con una forte politica anticiclica: il fabbisogno pubblico (linea tratteggiata) schizza verso l’alto, e il risparmio del settore privato aumenta (il deficit privato, linea continua, schizza verso il basso, babbo privato tira la cinghia e risparmia).

Ma… tragedia… la linea punteggiata, cioè l’indebitamento estero, continua inesorabile a scivolare verso il basso. Siamo a due punti di Pil, che sembrano pochi. Sembrano. Vous m’en direz des nouvelles…

E per di più la forte politica fiscale anticiclica ha avuto i suoi effetti. Dal 2007 al 2011 il debito pubblico in Italia è aumentato di 17 punti di Pil. Quello francese di 22. Certo, loro stanno ancora a 86 punti di Pil e noi a 120. Intanto, ce n’è più che abbastanza per giustificare anche lì le politiche di austerità suicida.

Morale della favola: la Francia è alla vigilia di una crisi del tutto analoga a quella di tutti i paesi periferici dell’Eurozona: crisi di bilancia dei pagamenti indotta da una riduzione “secolare” del risparmio privato (aggravato nel caso della Francia da una riduzione di quello pubblico), innescata in primo luogo da una perdita di competitività di prezzo.

Non è la Grecia. Ma la differenza non è qualitativa, è solo quantitativa, e quindi la domanda non è “cosa succederà”, ma “quando”. Un po’ dopo. E per evitarlo (a modo suo) qualcuno ha mandato il compagno Hollande, a ripristinare la competitività, cioè a comprimere i salari, a garanzia dei creditori. Scaricate dal suo sito, se c’è ancora, il suo programma. E poi vediamo come lo attua…

E per chi non ama i grafici, l’apposita taBBBella:

Fonte, come al solito, l’IMF World Economic Outlook Database Aprile 2012.

Alberto Bagnai
Fonte: http://goofynomics.blogspot.it
Link: http://goofynomics.blogspot.it/2012/05/quod-erat-demonstrandum-10-che.html
7.05.2012

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Il nuovo primo ministro socialista ha promesso di alzare le tasse sui redditi alti, di ridurre l’età pensionabile (ridurre) e di aumentare la spesa pubblica.Il ragionamento prevalente del “Mercato” è: “Hollande…deve ridurre la spesa pubblica e controllare il debito pubblico della Francia… entro qualche mese sarà chiaro che la Francia è in recessione e se non agiscono subito i tassi di interesse esploderanno sul debito francese e avremo una catastrofe in settembre…” (http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans_pritchard/9249598/Francois-Hollande-has-ten-weeks-to-avert-a-French-bond-crisis.html) . Edouard Carmignac il super gestore dice : ” Se Hollande indebolisce troppo l’austerità, i tassi francesi raddoppieranno e la Francia non sarà in grado di emettere bonds..”

    Il ragionamento del mercato non è veramente sbagliato, (lo è solo in parte) perchè Hollande vuole aumentare la spesa pubblica improduttiva, aumentare le tasse e ridurre l’età pensionabile rimanendo dentro l’Euro. Se fai queste cose all’interno dell’euro accade esattamente quello che i gestori e analisti stasera stanno dicendo. Inoltre in Francia dovresti aumentare i deficit per ridurre le tasse, specie sul lavoro

    La ricettà di Hollande è solo per metà corretta (aumentare la spesa pubblica e infischiarsene dei deficit), ma all’interno dell’Euro porterà ad un crac probabilmente entro luglio, neanche entro settembre. Questo perchè occorrono ancora circa due mesi perchè la massa dei dati economici peggiori veramente anche in Francia, ma poi il crac come succede sempre dal 2008 arriverà molto in fretta, anche perchè la Spagna e l’Italia sono già ora in piena recessione ed entro questa estate avranno episodi di rivolta e governi che cadono. Tra parentesi da qualche giorno si moltiplicano i report che predicono un crollo del -40% medio dei prezzi degli immobili in Francia (http://www.housepricecrash.co.uk/forum/index.php?showtopic=178233) , l’unico paese importante in cui la bolla immobiliare non è ancora scoppiata

    Peccato che non ci sia il futures sui bond francesi disponibile

    GZ
    Fonte: http://www.cobraf.com
    Link: http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=4860&reply_id=123470025
    7.05.2012

  • shoona

    Mi sorprendo. Un articolo in cui non leggo che l’Europa è in crisi a causa di perfidi gruppi segretissimi, ma ben noti a qualche decina di persone che non si fanno mica fregare.Sono quasi emozionato. La Francia andrà in crisi quale che sia il suo presidente. E così sarà per tutti i paesi occidentali. Ripeto il concetto per chi se lo fosse perso. Ciò che noi chiamiamo crisi dall’altra parte del mondo significa crescita. E’ tutto qua.

  • RicBo

    Ci sono due possibilità:
    1) La Francia viene attaccata dai “mercati”, i suoi tassi per l’emissione di titoli schizzano alle stelle e Hollande si deve rimangiare tutte le sue più buone intenzioni (anche se non erano niente di rivoluzionario) e finisce con la macelleria sociale che indica Bagnai.
    2) Hollande tira fuori gli attributi e dimostra che l’Europa non può fare a meno della sua seconda economia, quindi Merkel e co. devono stare alle sue condizioni e riformare i trattati di austerità fiscale (e il BCE, ma forse sto sognando..)
    Io credo che la partita è aperta, non chiusa come dice Bagnai, che vivendo nell’aula della sua università è un pessimista cosmico.
    I prossimi mesi saranno cruciali, molto dipenderà se i movimenti di protesta riusciranno ad organizzarsi, dalla situazione della Grecia, in Irlanda e Renania.
    Staremo a vedere, ma è necessario non rimanere a guardare dalla finestra, come fa Bagnai.

  • ottavino

    Anch’io ono sorpreso che qualcuno veda la verità e la dica. Abbiamo sfruttato il cosiddetto terzo mondo in tutti i possibili e immaginabili modi, colonie, trattati, guerre, economie controllate. Questo ci ha permesso di dare un livello di vita discreto alle popolazioni occidentali, lasciando loro nella povertà. Il giochino volge verso la fine.

  • Giovina

    Nemmeno l’ottimismo cosmico va bene.

    E pure noi siamo alla finestra, se non altro Bagnai pare che analizzi economicamente in maniera diversa da certa finanza……..e mi sembra che vera economia non e’ quella che i creditori dell’europa, appunto perche’ debbono riscuotere a tutti i costi, stanno imponendo a macchia d’olio attraverso i loro camerieri o esattori.

    La vera economia e’ movimento e attivita’ continua dei suoi soggetti, dei suoi fattori, non mezzo per far accumulare a pochi ma a scapito dei popoli.

    Forse imparare certe scienze, che in fondo sono attivita’ umane quotidiane, potrebbe impedire di stare alla finestra ad aspettare il risultato della scommessa per la quale paghiamo ogni volta che qualcuno si siede al governo, nella speranza che agisca bene e ci restituisca il nostro nirvana quotidiano.
  • Giovina

    Non penso e non credo che il concetto che vuole trasmettere Bagnai sia quello della Schadenfreude.

  • shoona

    Doppia sorpresa. Tutto corretto. Preciso solo che il giochino sta finendo per noi ma sta iniziando per gli altri. E giocheranno a lungo con la vecchia europa.

  • shoona

    sinceramente non lo so nemmeno io. Ma almeno non ha descritto il mondo in maniera adolescenziale come fanno in tanti per prendersi un facile applauso in rete

  • ws

    sara’ “uno fisso “…. non c’ e partita.

  • Giovina

    Mi riferivo alla tua certezza nella ineluttabilita’ del perpetuarsi dell’ attuale sfacelo economico.

  • shoona

    Te lo dico già io. Sarà costretto a fare macelleria sociale.

  • shoona

    sì certo ho capito. Non lo so nemmeno io quello. Però ho apprezzato la sua analisi priva di complotti segretissimi. E’ un passo in avanti in termini di serietà.
    Comunque non lo chiamerei sfacelo. E’ un riequilibrio dell’assetto mondiale. Prima abbiamo usato noi mezzo mondo e ora lo faranno loro. Semplici cicli storici.

  • Giovina

    Credo che piu’ semplicemnte a lui interessi, come da coerenza di vero appassionato di cio’ che studia e insegna, trasmettere conoscenze di meccanismi economici.
    Sono conoscenze che quando possedute e impiegate possono permettere di leggere un futuro prossimo con cognizione di causa, che non e’ la stessa cosa del pessimismo o dell’ottimismo indotto dal vivere solamente gli effetti dei comportamenti di chi ci governa.

  • shoona

    in realtà è l’esatto opposto. I numeri non dicono assolutamente nulla. Chi crede di capire il mondo specializzandosi in un micro-settore non saprà mai nulla. Infatti se noti ci sono centinaia/migliaia di economisti nel mondo che dicono tutto e il contrario di tutto. Ovviamente tutti si portano dietro i grafici che danno loro ragione. Hanno tutti ragione e tutti torto allo stesso tempo.

    Per capire come andranno le cose bisogna semplicemente saper analizzare come si comportano le persone, a quali meccanismi reagiscono. Come si muovono all’interno delle dinamiche del patriarcal-capitalismo. Avere un minimo di visione storica e geopolitica. Insomma basta saper pensare.

  • ottavino

    Parole sante. Infatti il mio interesse per l’economia è quasi zero. Mi interessa solo come parte di quel grande teatro che è il mondo. In quest’ottica quello che si vede è semplice: i politici occidentali hanno fatto di tutto per farci intendere che siamo il primo mondo, che siamo evoluti, che siamo democratici, che siamo la guida, che siamo moderni….ma la modernità costa ed è insostenibile e falsa. Quindi ora la prossima scena dello spettacolo è: riuscirà l’occidente a rimanere “occidentale”?.

  • shoona

    Se per occidente intendi il welfare…beh nel giro di qualche anno verrà smantellato in blocco. E non per colpa dei politici né per colpa dei rettiliani né per colpa di qualche massoneria segreta. Semplicemente con la piega che ha preso il mondo è insostenibile. Voglio come sempre precisare che il nostro welfare veniva pagato dal fatto che l’altra parte di mondo era sotto schiavitù. E’ finita la pacchia. Ora ci restituiranno il tutto con gli interessi in pieno stile capitalista. Il mondo non diventa cattivo quando le cose vanno male a noi. Ce ne siamo accorti tropop tardi, e a dire il vero, qualcuno non si è ancora accorto di nulla. Impegnato come è, nello scovare complotti.

  • dana74

    certo che ti sorprendi shoona, non ti poni le domande.

    Cmq grande Bagnai, vedremo tra qualche settimana quanto sarà salvifico e “contro la finanza” il tal Hollande descritto come fu per Obama, dai giornali di sinistra il nuovo messia….e pure ambientalista….

  • ottavino

    Intendo il welfare, ma intendo anche l’occidente “democratico”, l’occidente pieno di sé, l’occidente che si permette di giudicare tutto e tutti, l’occidente che combatte i dittatori, l’occidente delle conquiste “culturali” (divorzio, aborto, donne). Tutto questo è potuto avvenire perchè c’era benessere. La mia curiosità è vedere cosa succede nella carenza e come reagirà al declassamento. Conoscendo i miei polli, prevedo guerre.

  • shoona

    ah io non mi pongo domande? 🙂 siamo a cavallo proprio! Ma Hollande farà macelleria sociale per quale motivo secondo te? tu invece cosa faresti al suo posto?

  • shoona

    ovviamente scoppierà una guerra. Quando? Sicuramente entro i prossimi 10-20 anni massimo. Non siamo assolutamente pronti al declassamento. Te pensa che la maggior parte delle persone è convinta di esser povera e di avere pochi diritti. In un clima del genere i suicidi sono la prima avvisaglia. Purtroppo abbiamo seminato negli anni una cultura finta e prima o poi il conto arriva. E stavolta sarà carissimo.

  • IVANOE

    Nu hambia nulla… (trad. Non cambia nulla !!!)
    Pure questo è un’uomo della CIA alias USA.Assomiglia tanto a Prodi…
    E’ sempre attualissimo il Gattopardo… Tutto cambi perchè nulla….

  • Giovina

    E perche’ gli economisti non dovrebbero potere e “saper pensare?” Mentre solamente quelli che li osservano e li controllano si? Il pensare e’ capacita’ potenziale di tutti.

    Come possono astenersene gli altri anche noi possiamo.

    L’economia in se’ e’ attivita’ naturale dell’uomo, questi puo’ stravolgerla cosi’ come rispettarla e coadiuvarla per il raggiungimento dei suoi veri scopi.
  • Tao

    La Francia non ritroverà una sana e robusta costituzione con il socialista Hollande, il quale si dimostrerà, molto presto, soltanto uno stadio successivo della “Sarkopenia” che sta debilitando gran parte dei paesi dell’Europa. La perdita di peso e di massa muscolare geopolitica di Parigi, ma anche di tutte le altri capitali del Vecchio Continente, è il risultato dell’abbassamento di visione storica e strategica di un’ UE rugosa e raggrinzita, incapace di camminare sulle proprie gambe e sempre appoggiata al bastone americano. Che è più randello nodoso che sostegno affettuoso.  

    Il cambio della guardia tra il “Nanopoleone” aggressivo e ridanciano, collezionatore di “Water-loo” militari e di figure di merda internazionali, e “l’Hollandese volante”, vascello di una socialdemocrazia fantasma, avvolta nelle nebbie ideologiche di un tempo keynesiano perduto, non segnerà nessuna svolta epocale perché non vengono messi in discussione i principi cardini sui quali è stata “sfondata” l’UE fino ad ora.  La gioia scomposta di Bersani in Italia per la vittoria del suo omologo d’Oltralpe ne è il sintomo più evidente. Hollande non proporrà nulla di diverso per tirare fuori la sua nazione e la comunità continentale dalla crisi perché non c’è nulla di nuovo nel suo programma e nelle sue intenzioni.

    Tasse sulle transazioni finanziarie, project bond ed eurobond, potenziamento della BEI ed altre amenità del genere servono forse alla grancassa mediatica ma non ad uscire dalla cassa da morto in cui l’Europa si è infilata, rinunciando ad un suo ruolo politico indipendente sullo scacchiere mondiale. Per altro, noi italiani di queste balzanerie ne abbiamo fatto il pieno già con un governo di centro-destra, allorché c’era l’antimercatista amico della trilateral Tremonti all’Economia, il quale non mi pare abbia rivoltato le sorti nazionali, semmai il contrario. Il default europeo è innanzitutto politico e con le armi della politica deve essere affrontato, chi non parla con quest’unica voce ma balbetta acronimi economici facendo credere al popolo di essere in grado di governare la finanza con mere regolamentazioni legislative sta soltando facendo il pesce in barile. Domani, verrà a raccontarci di averci seriamente provato ma che i capitali sono anguille e i mercati fonte di elettrochoc, quindi meglio non provocare cortocircuiti, restando sobri, austeri e morti di fame.

    Del resto, anche Monti, tra una soluzione fiscale finale e l’altra, tra una esecuzione di artigiani ed imprenditori ed una fucilazione di pensionati, si batte alacremente  per l’introduzione degli eurobond. Holland farà lo stesso travestito da amico dei bisognosi, ma nulla cambierà nella sostanza e l’Europa continuerà ad andare a picco, membro dopo membro, fase dopo fase. Segnali diversi ci vengono invece dalla Grecia dove nazionalisti antieuropeisti e comunisti anticapitalisti hanno raddoppiato i consensi, raccogliendo il malcontento popolare contro le misure iugulanti imposte da Bruxelles ad Atene. Questi partiti hanno annunciato che loro obiettivo sarà quello di allontanare il Paese dai suoi carnefici comunitari, chiedendo i danni per quanto fin qui patito. Pare che la Russia sia intenzionata ad aiutare la Grecia, sostituendosi all’Ue, per allargare i suoi interessi in quell’area.

    Considerata la crisi siriana che potrebbe anche sfociare in una aggressione occidentale al regime di Assad, con il rischio per Mosca di vedere neutralizzate le sue uniche basi all’estero, quelle di Tartus e Latakia, il “Pireo” diventerebbe in quel caso una valida alternativa. E ciò conviene anche alla stabilità della stessa Grecia che può prendere un’altra strada, evitando gravi scossoni economici e politici, unicamente associandosi ad una potenza regionale con proiezione egemonica mondiale. Una soluzione che andrebbe a pennello anche all’Italia, se solo non fosse così stupidamente serva degli Usa e così supinamente piegata agli euroburocrati.

    Gianni Petrosillo
    Fonte: http://www.conflittiestrategie.it
    Link: http://www.conflittiestrategie.it/2012/05/07/lhollandese-volante/
    7.05.2012

  • ottavino

    Certo. Dopo aver stravolto l’economia, ci si preoccupa di rispettarla…molto umanoide…

  • Pellegrino

    intanto, in Grecia, la tanto strombazzata sinistra radicale greca (che è affatto antieuropeista) renderà possibile la formazione di un governo con i soliti noti…

  • mincuo

    L’OLANDESINA Hollande non ha mai messo in discussione il balanced budget, solo lo ha messo mi pare al 2017 (per distinguersi!), mentre Sarkozy Sarcofago lo metteva al 2016. Nemmeno ha contestato il fiscal compact, solo ha detto che va fatto accompagnato da provvedimenti “per la crescita”. Traduzione: piede sul freno (crediti e fisco) OK, anzi vedrete su questo quoto Bagnai in pieno (ma sarà tutto “de sinistra” tutto democratico) In compenso promette un colpetto di acceleratore contemporaneamente. Togliere piedino dal freno no? No quello non se ne parla.
    NEOLINGUA.

    E tutto questo senza contare l’omino di zucchero. (Ma questa non ve la spiego)

  • Aironeblu

    “Uno dei problemi maggiori dei francesi, è che sono proprio come noi…… Ma non sanno di esserlo!!” (vecchia citazione da A. Caprarica) Con la differenza che noi bene o male abbiamo un alto senso dell’autocritica, forse fin troppo, e ci poace parlare male di noi. Stiamo a vedere come si comporteranno i nostri vicini adesso che tocca a loro (putaine, les italiens….).

  • stimiato

    Dai, spiegacela!

  • shoona

    ah ecco il nuovo complotto. Mi sembrava strano. Ennesimo uomo CIA

  • Giovina

    Questo e’ condiviso dagli economisti fautori dell’euro, certo.
    Bagnai non e’ per la moneta europea.

  • siletti86

    Forse addirittuta troppo alto!!!

  • ghera60

    Ci risiamo. Sempre un dagli addosso ai sinistri (come ho già scritto in altri commenti precedenti non mi dilungo su che cosa voglia dire sinistra, destra ecc., per carità)

    E’ una ressa, una gara a chi picchia più forte, un gioco al massacro, facile peraltro. Questo ci dice che “non è poi detto che sia sempre colpa di chi governa una piccola economia aperta quello che capita a casa sua se crollano gli Stati Uniti. Ma lasciamo stare” Ecco, appunto, lasciamo stare; certo quando c’è la crisi chi sta’ al governo paga dazio, ma non è detto che chi non lo vota lo faccia solo perché l’economia butta male, magari l’egregio prof Bagnai così preoccupato del depauperamento neuronale dei piddini, dovrebbe almeno prendere in considerazione l’eventualità che chi vota magari non abbia necessariamente portato il cervello al monte di pietà, magari se guarda bene si accorge che gli schizzi di sangue (degli operai) che si vedono poco sui grembiuli rossi o rosa pallido, li provoca anche qualcuno con grembiule d’altro colore (Rajoy chi era costui?), magari non è solo per la crisi che Monsieur Sarkozy è stato liquidato, oppure anche lui è una vittima dei poteri forti che hanno fregato Silvio? (altro stomachevole tormentone che il dream team Bagnai, Preve, Barnard, non ci fa mai mancare) chissà, forse, e anche qui mi ripeto (d’altra parte lo fa anche l’esimio prof. con sta tiritera dei grembiuli) 10 anni buttati nel cesso non credo siano riducibili al fatto che il cialtrone inguardabile era malvisto dalla culona inchiavabile. Sia chiaro, li stimo tutti anche se spesso mi stimolano la peristalsi intestinale, Barnard ci mette la faccia e si impegna in quello che crede, infastidisce il suo disprezzo zampillante nei confronti dei non illuminati sulla via di Cesenatico (è Rimini lo so) ma pazienza, merita rispetto, Preve non è certo uno stupido e meno che meno Mr. Bagnai, ma io mi chiedo, qui prodest tutto ciò?