Home / ComeDonChisciotte / CHE AFA FA

CHE AFA FA

ximeniano

DI PIETRO CAMBI
crisis.blogosfere.it

Non importa dove abitate, in Italia.

Nei giorni passati, se avete messo il naso fuori casa, avete boccheggiato.

L’ondata di caldo anomala, peraltro in fase di rientro, ha fatto notizia, con l’immmancabile consiglio a bere molto, evitare le ore più assolate etc etc, su tutti i media.

Al solito, però, ci si è dimenticati di inquadrare queste giornate di afa nella giusta prospettiva, a parte l’immancabile breve intervista al Professor Maracchi, con cui peraltro ho pure collaborato, uno zilione di anni fa.

Almeno a Firenze, per quel che ho potuto vedere, non hanno precedenti negli annali climatologici locali.

Ad esempio si potrebbe dare una occhiata ai dati dell’osservatorio Ximeniano, che ha la centralina a forse 200 metri da casa mia, in pratica dall’altra parte del Duomo (e sopra il tetto del mio Liceo, ai tempi circolava una leggenda su un pallonetto piuttosto potente che si raccontava avesse danneggiato un sensore provocandole le vibrate proteste del Padre-direttore in persona con la nostra preside).

La temperatura massima che mediamente ci sarebbe stato da attenderci in città è di circa 24 gradi.

Il 25 Maggio, la temperatura ha raggiunto invece i 34.7, una temperatura più alta delle medie di Luglio, senza precedenti negli annali. Ciascuno di voi si può divertire a verificare l’anomalia locale delle temperature di questi giorni, baloccandosi con i dati storici e attuali della stazione più vicina a dove risiede a partire da questo sito.

Ovviamente il clima è mutevole, una rondine non fa Primavera, vi sono naturali escursioni, nell’artico la banchisa è tornata ai bei vecchi tempi…

Certo.

Potrà interessarvi, però che il record precedente, di circa un grado più basso, è del 2007.

Il grafico che illustra questo post è invece ricavato dai dati trentennali della stazione di Firenze Peretola.

Niente che abbia una enorme valenza stastica, intendiamoci, ma qualche cosa vi si intravede.

Certo, potrebbe essere un caso, ma “anche no” come ormai si usa dire.

Dubbi, sul fatto che NON sia un caso, personalmente non ne ho, come non ho dubbi sul fatto che, di fronte all’evidenza di un sempre più violento e catastrofico riscaldamento globale si negherà fino all’inverosimile, cercando poi, di fronte all’evidenza, di convincere che in fondo è una buona, anzi ottima cosa.

Se si scioglierà l’intera banchisa polare, potrebbe succedere entro venti anni, con conseguenze ancora largamente imprevedibili,  diranno che è una ottima cosa, dato che le portacontainer potranno finalmente percorree la rotta diretta Tokyo-Rotterdam, senza passare fare il giro intorno all’Africa, la Siberia diventerà coltivabile e si libereranno enormi quantità del pregevolissimo metano intrappolato nel permafrost, sotto le tundre artiche.

Se l’Italia diventerà una arida steppa diranno che anche questo è ottimo, visto che diminuiranno le spese di riscaldamento e l’esposizione ai ricatti sulle forniture di metano dei russi.

Se i ghiacciai alpini scompariranno, lasciando a secco fiumi e impianti idroelettrici, beh questo diventerà un incentivo alla costruzione di centrali nucleari e alla cementificazione delle ormai inutili aree ex-irrigate e coltivate…

Tutto, tutto tutto verrà tentato, pur di non abbreviare l’inevitabile transizione ad una economia sostenibile, localizzata e energeticamente autosufficiente.

Perchè?

Ma perchè ormai TUTTO è mercato e il “locale” non esiste più.

TUTTO è mercato e TUTTO si lega.

Male, purtroppo, in un disgustoso nodo gordiano dove, nell’inseguimento del tornaconto multinazionale e privato si perde di vista il banale punto che le rogne toccheranno a NOI, non ai nostri figli e, soprattutto, che i disoccupati non consumano e senza consumatori il consumismo è morto.

Nel frattempo il malcostume, da conato, domina.

In attesa di ricominciare a scavare alla ricerca di petrolio, c’e’ chi, toccato il fondo, riesce a trovare un nuovo livello di cattivo gusto alquanto promettente, dal punto di vista commercial/mediatico.

Vedere (se non l’avete già visto)  per credere.

 

Pietro Cambi
Fonte: http://crisis.blogosfere.it
Link: http://crisis.blogosfere.it/2009/05/che-afa-fa.html
29.05.2009

Pubblicato da Davide

  • myone

    Io sto aspettando che la fiat incrementi la produzione comperando in giro altre marche,
    e che ci faccia uscire dalla crisi.
    Che i mercati diventino come quelli cegli anni 60-70 e che si apra un nuovo ciclo del progresso,
    facendo diventare rpimo mondo il terzo.
    Che le banche si riempiano di soldi e di ottimismo, e finanzino tutto e tutti,
    e che l edilizia si espanda, quando ci sono 8 milioni di case in piu’ in italia.
    Che tutti e tutto abbondino di soldi e di lavoro, e che si produca per avere carta per farla girare.
    Che se una merca che viene fatta a roma va a milano e la stessa fatta a milano va a roma,
    che le distanze aumentino, tipo milano honkong
    Che il turismo, minimo quello aereo, si incrementi al mille per mille,
    Che quelli del sud vadino tutti al nord e quelli del nord vadano tutti al sud.
    Che si aprano nuovi mercati del piu’ inutile e del superfluo,
    e che ci possimo cibare con una pasticca.
    Che tutti possediamo auto stile americano e condizionatori e riscaldamenti di ultima generazione.
    Che il digitale si butti, e si faccia l’ intergalattico, cosi troveremmo mille modi per prendere, produrre, commercializzare, econominazzare, e infatuarci.
    Insomma, datevi da fare, che di cose da inventarsi, ancora non abbiamo cominciato.
    E’ un peccato, fare la figura da pezzenti, litigando per le bricciole dell’ antipasto, in logorii economici e di borse.
    L’ america ha ancora da cominciare.

    Gia’, fino a che ci sono cagate di questo tipo, c’e’ poca strada da fare, l’ abbiamo gia’ fatta tutta, in salita,
    ci serve solo quella in discesa, fino in fondo.

  • nettuno

    Adesso piove, il catastofismo per il momento è rimandato…

  • lucalux75

    E’ rimandato fino a che non accadrà qualcosa di catastrofico realmente!!!!

  • Boero

    E’ poco noto,ma nell’alto medioevo in Inghilterra si coltivava la vite,i vichinghi scoprirono la Groenlandia che nella loro lingua significava”terra verde”,chiamata così perchè allora era semplicemente verde,dato che il limite dei ghiacci era molto più in sù( se no sarebbe stato più logico chiamarla ”terra bianca” no?)
    Non è un caso se proprio allora i vichinghi arrivarono su Terranova,la mancanza di ghiaccio deve averli favoriti nella navigazione.
    Di più, C’è un’altra prova evidente del riscaldamento medievale, la diffusione della malaria. Questa malattia è endemica delle zone tropicali dove la temperatura media non scende mai sotto i 18C° ma può diffondersi anche in quei paesi dove sia hanno almeno due mesi con temperatura media di 18C°, e l’Italia è una di questi. Bisogna fare una premessa, oggi tale epidemia è scomparsa dalla nostra penisola, a causa delle bonifiche effettuate nel secolo scorso che hanno eliminato l’habitat naturale della zanzara portatrice. Non si hanno notizie della malaria prima del X secolo quando essa inizia a diffondersi non solo in Italia ma anche nella zona centro-occidentale europea. In Inghilterra è nota come marsh fever e in germania come wechselfieber, essa raggiunge il massimo picco tra il 1100 e il 1150 quando giunge perfino in Norvegia. Scomparirà definitivamente dall’europa centrale a partire dal 1300, in quella meridionale, Italia compresa.
    Ritengo che esistono sufficienti indizi storici per considerare l’attuale riscaldamento tutt’altro che anomalo.

  • Galileo

    Se piove perchè piove. Se fa’ caldo perchè fa caldo. Se nevica perchè nevica….pfffiuuu.

  • Boero

    Antartide più 4,7% dal 1980, dove sono i media?

    5 aprile 09 – Sì, avete letto bene. La quantità di ghiaccio marino in Antartide è aumentata di circa 4,7 per cento dal 1980. Eppure abbiamo tutti sentito parlare di aree relativamente piccole che sono in fusione.

    La scorsa settimana abbiamo letto un articolo sul crollo di un ponte di ghiaccio sul lato occidentale della Penisola Antartica, e che, se si dovesse sciogliere tutto il ghiaccio antartico, potrebbe aumentare il livello del mare di 47 metri.

    L’articolo non si è dato la pena di ricordare che tutto il resto del mare glaciale Antartico è in espansione, e che, se tale trand dovesse continuare (che credo sia più probabile), ci sarebbe invece una autentica “caduta” di livello marino – diminuzione, per meglio dire – di ben 112 metri. Nell’emisfero sud, sufficiente per essere in grado di camminare dall’Australia alla Tasmania. In quello nord, con la scomparsa dell’acqua dallo stretto di Bering, si sarebbe in grado di camminare dall’Alaska alla Siberia.

    L’articolo non si è dato la pena di ricordare che, fatta eccezione per la Penisola Antartica, il ghiaccio antartico è in crescita. (Vedere il ghiaccio antartico cresce a livelli record)

    Date un altro sguardo alla mappa (vedi sopra). Vedete quella piccola lingua di terra conficcata in acqua in alto a sinistra? Quella è la Penisola Antartica. Ecco, lì è dove il ghiaccio è in fusione. Ma per il resto dell’Antartide il ghiaccio è sempre più spesso.

  • nomorelie

    ecco un breve intervento di uno dei migliori scienziati non allineati di stanza in Alaska.
    la traduzione è mia e potrebbe contenere qualche lieve differenza dall’originale, ma ritengo che la sostanza non ne abbia risentito.

    qui l’originale dove potrete scaricare anche un più voluminoso pdf ricco di grafici:
    http://people.iarc.uaf.edu/~sakasofu/climate.php


    Perché il “riscaldamento globale” si trasforma in un argomento così appassionato? – Non perdiamo il nostro freddo –
    Syun Akasofu, Arctic Research Center University Alaska Fairbanks.

    Il nuovo rapporto dell’IPCC (2007) dichiara, alla pagina 10, “i maggiori aumenti osservati nelle temperature medie globali dalla metà del 20° secolo sono molto probabilmente dovuti all’aumento osservato nelle concentrazioni di gas serra antropogenici.” Il loro grande sforzo nel realizzare i progressi nella scienza del cambiamento del clima è certamente lodato.
    I media nel mondo stanno prestando grande attenzione principalmente al termine “molto probabilmente”, significando il livello di fiducia di più del 90%. Tuttavia, io, come scienziato, sono molto più interessato al termine “i maggiori”, perché il rapporto dell’IPCC non dimostra la base per il termine “i maggiori”.
    Sembra esserci un aumento approssimativamente lineare della temperatura a partire da circa il 1800, o persino da molto prima, al presente. Questa tendenza dovrebbe essere sottratta dai dati di temperatura durante i 100 ultimi anni.
    Quindi, c’è una possibilità che soltanto una frazione della tendenza di riscaldamento attuale può essere attribuita all’effetto serra derivato dalle attività umane. Una causa possibile dell’aumento lineare può essere che la terra ancora sta recuperando dalla piccola glaciazione. Quindi, le cause naturali, oltre che l’effetto serra, non possono essere ignorate nella tendenza di riscaldamento attuale.
    Questo breve articolo è la mia critica sul rapporto dal punto di vista di un ricercatore artico.
    L’Artide è il posto in cui il cambiamento di clima è il più prevalentemente in progresso, rispetto al resto del mondo. Prima di esaminare criticamente il nuovo rapporto dell’IPCC, è di interesse esaminare perché il riscaldamento globale si è trasformato in un oggetto così appassionato.
    Per trovare i motivi della attuale reazione sfrenata al riscaldamento globale, è necessario pensare di nuovo al periodo della guerra fredda.
    A quel tempo nella storia, sia gli Stati Uniti che l’Unione Sovietica hanno avuto un grande arsenale di bombe atomiche in grado di eliminare tutte le creature viventi sulla terra più volte. Di conseguenza, gli scienziati ed il grande pubblico hanno invitato egualmente entrambi i governi ad abolire i loro armamenti nucleari, firmando le dichiarazioni che sollecitavano questa azione. C’era vasto consenso, sia fra il pubblico che la comunità scientifica, su questo problema.
    Il timore della guerra nucleare si è abbassato mentre l’Unione Sovietica ha cominciato a sprofondare. Così accadde che appena prima del crollo dell’URSS, alcuni gruppi di scienziati degli Stati Uniti, per mezzo dei supercomputer, stavano studiando le tendenze future relative al clima della terra.
    Hanno annunciato nel 1988 che l’aumentare i livelli di CO2, se incontrollato, causasse il riscaldamento notevole della temperatura della terra, con conseguenti vari disastri. È facile da capire perché alcuni scienziati difensori della causa, che stavano cercando i nuovi temi significativi, hanno preso il grande argomento del riscaldamento globale come loro nuovo campo di interesse. Questo tema è stato presentato con successo alle Nazioni Unite e così venne istituita nel 1988 un’organizzazione denominata Il pannello internazionale sul cambiamento del clima (IPCC).
    Improvvisamente, lo stagno scientifico calmo “della ricerca sul clima” era nel riflettore del mondo. Forse la motivazione iniziale non dovrebbe necessariamente essere incolpata. Allo stesso tempo, molte organizzazioni di protezione dell’ambiente e gruppi di pressione erano ansiosi; era provata la difficoltà di attrarre l’attenzione del grande pubblico. In più, alcuni funzionari di governo stavano inoltre cercando nuovi problemi globalmente significativi da affrontare per evitare i problemi più urgenti di povertà africana e di altri problemi critici.
    Non è un salto troppo grande arguire che almeno alcuni di questi gruppi hanno colto l’occasione nel rendere il riscaldamento globale il loro tema principale nella speranza di attrarre l’interesse pubblico.
    Nel frattempo, l’IPCC ha mobilitato tantissimi climatologi e meteorologi ed ha pubblicato parecchie pubblicazioni impressionanti e voluminose, una dopo l’altra. In una di loro, “cambiamento di clima 2001” per esempio, una figura che è stata conosciuta come “il bastone di hokey”, è stata utilizzata prevalentemente nel “sommario per i responsabili politici” nel quale la temperatura mostra un aumento drammatico durante i 100 anni più recenti, dopo una diminuzione lenta della temperatura nel corso dei primi 900 anni.
    Il soprannome “bastone di hokey” è stato coniato perché la curva di temperatura-tempo ha avuto questo nodo improvviso e ascendente vicino all’estremità, come un bastone di hokey. (Da allora, questa figura particolare è stata screditata; il nuovo rapporto dell’IPCC (2007) non comprende la figura.)
    Con pubblicazioni voluminose partecipate da centinaia di scienziati, è quindi comprensibile che i responsabili politici si sarebbero fidati del “sommario” fornendo loro della fiducia per basare sul “sommario..” decisioni politiche importanti, come indicato “dalla figura del bastone di hokey”.
    Effettivamente, molti responsabili politici, gruppi di protezione dell’ambiente, la stampa e perfino alcuni scienziati hanno preso i rapporti dell’IPCC per significare che tutti gli scienziati partecipanti erano arrivati ad un vasto consenso comune sul fatto che il riscaldamento globale è un problema molto serio che riguarda l’umanità.
    È importante riconoscere che questo consenso è abbastanza di una natura diversa da quella raggiunta sul disarmo nucleare.
    Tantissime bombe atomiche, infatti, sono esistite; non c’era incertezza, rispetto al riscaldamento globale, che richiede molti più sforzi per capirne le cause. Il motivo per la messa in risalto di questo punto è che ogni volta che qualcuno dice che c’è una certa incertezza nelle proiezioni di aumento futuro di temperatura, qualcun’altro asserirà che il pericolo del riscaldamento globale è stato preveduto esattamente per essere 3°C, secondo le indicazioni dei rapporti dell’IPCC ed è stato convenuto da centinaia dei ricercatori più importanti.
    Tutti gli scienziati partecipanti acconsentono sul termine “più?”. Se lo fanno, quali sono le loro basi scientifiche? Un supercomputer, complesso e potente come può essere, è un qualcosa di diverso dalla complessità della nostra terra reale! È semplicemente una terra virtuale molto povera.
    Realmente, i modelers essi stessi dovrebbero conoscere al meglio le limitazioni dei loro risultati mentre continuano a migliorare i loro modelli e forse i modelers dovrebbero, occasionalmente, essere un poco più prudenti circa i loro risultati. Comunque, modellare è almeno in questa fase nient’altro che un’esercitazione accademica. C’è una considerevole differenza fra i risultati ottenuti da ricercatori differenti.
    Per fornire appena un esempio, l’anno previsto per la completa scomparsa del ghiaccio dall’oceano artico nei mesi estivi sarebbe compreso tra il 2040 e il 2300. Ciò dimostra l’incertezza della modellistica negli studi. Dal ruolo di coperchio in una vaschetta con acqua che si riscalda, il ghiaccio marino svolge un ruolo significativo nel cambiamento del clima e nella previsione del futuro.
    Per esacerbare questa situazione, i media, generalmente, tendono a segnalare gli scenari peggiori ed i disastri, per esempio usando soltanto la storia del 2040. È comprensibile che le storie di disastri attraggano più lettori che le storie circa i benefici del riscaldamento globale. Purtroppo, la maggior parte dei reporter ha poca o nessuna nozione base nella comprensione dei dibattiti sui risultati delle simulazioni.
    Per questi motivi, lo sforzo iniziale dell’IPCC è uscito dal controllo. È inoltre un problema grave che il riscaldamento globale può essere incolpato così facilmente di qualsiasi brutta cosa che accade, quali le inondazioni (che derivano spesso preferibilmente dalla massiva deforestazione o dalla perdita voluminosa di aree umide) o estinzione di qualche specie (che può derivare dalla raccolta oltre le capacità rigenerative, perdita di habitat, invasione di specie esotiche, problemi di inquinamento), ecc. nel frattempo, coloro che sono realmente responsabili di queste calamità possono nascondersi facilmente sotto l’ombrello del riscaldamento globale.
    La maggior parte dei reporter, che vengono nell’Alaska a provare a trovare i disastri dell’effetto serra, ha poca conoscenza dell’Artide.
    Prende le fotografie di grandi blocchi di ghiaccio che cadono dai ghiacciai alle loro estremità e segnala che il riscaldamento globale è in progresso davanti ai loro occhi.
    Tuttavia, i ghiacciai non sono mucchi statici di ghiaccio, ma preferibilmente sono costantemente fiumi scorrenti di ghiaccio.
    Per i ghiacciai che fluiscono nel mare è normale partorire grandi blocchi di ghiaccio dal fronte poiché raggiungono il mare e lo faranno senza riguardo a quanto caldo o freddo fà.
    La maggior parte dei ghiacciai nel mondo stanno retrocedendo dal 1800 o più in anticipo, molto prima del 1940, quando il CO2 ha cominciato ad aumentare significativamente. Perché i maggiori media del mondo si affollano tutti sulla strada per l’Alaska, se il riscaldamento globale è un fenomeno globale? Finora, quello che troverebbero sarebbero case rotte in Shishmaref, una piccola isola nel litorale del mare di Bering, a causa di erosione litoranea che è difficile da riferirsi ad un risultato diretto del riscaldamento globale. Alcune delle storie correnti sul riscaldamento globale, compreso il film “the day after Tomorrow” sono basate sulla fantascienza, non scienza.

    Alcuni dei punti deboli nel rapporto presente dell’IPCC sono:

    • C’è recentemente stata così tanta attenzione concentrata sull’effetto del CO2 che la piccola glaciazione è stata dimenticata. Il tasso di recupero dalla piccola glaciazione può essere tanto quanto gli 0.5°C/100 anni, paragonabili alla tendenza del riscaldamento attuale degli 0.6°C/100 anni. Il riscaldamento causato dal cambiamento lineare deve essere valutato e sottratto con attenzione nella determinazione dell’effetto serra.

    • Non c’era l’analisi critica del cambiamento di metà del secolo; la rosa di temperatura fra il 1910 e il 1940, simile nella grandezza e nel tasso all’aumento attuale dopo il 1975. Più ulteriormente, la temperatura diminuì tra il 1940 e il 1975, nonostante il fatto che il rilascio di CO2 è aumentato velocemente. A quel tempo, abbiamo avuti simili dibattiti circa “il raffreddamento globale” imminente (la venuta di un periodo di glaciazione nuovo) negli anni 70.

    • È cruciale studiare tutta la differenza fra l’aumento 1910-40 e l’aumento dopo il 1975, poiché il precedente è probabile essere dovuto a cause naturali, piuttosto che all’effetto serra.

    • Il riscaldamento più prevalente (due volte la media globale) è avvenuto nell’Artide, specialmente nell’Artide continentale, durante l’ultima metà del ventesimo secolo, come dichiarato nel rapporto dell’IPCC, ma esso è sparito durante l’ultima decade. Più ulteriormente, i modelli dell’IPCC non possono riprodurre il riscaldamento continentale prevalente, malgrado il fatto che la quantità misurata di CO2 sia stata considerata. È probabile che questo riscaldamento particolare sia parte di oscillazioni multi-decennali, una causa naturale.

    • È inoltre importante sapere che la temperatura sta aumentando quasi linearmente a partire da circa il 1750, o prima, al presente, oltre che le oscillazioni multi-decennali, quale il famoso EL Niño. Questi sono cambiamenti naturali.

    • Entrambi i cambiamenti sono significativi. Fino a che non possano essere esaminati e sottratti quantitativamente più con attenzione dalla tendenza attuale, non è possibile determinare l’effetto serra artificiale. Di conseguenza, non c’è base solida per esigere “la maggior parte” nel rapporto dell’IPCC.

    • L’IPCC dovrebbe avere dato più attenzione al cambiamento di clima nell’Artide.

    • Gli allarmi di metà secolo (1940-1975) di un periodo di glaciazione incombente insegnano ad una lezione molto importante a tutti noi, compreso i ricercatori del clima. Non è possibile prevedere il cambiamento del clima (che scalda o che si raffredda) durante l’anno 2100 basato solo su alcune decadi di dati.

    • Più ulteriormente, è molto confusionario che alcuni membri dei media e alcuni esperti scientifici incolpino il “riscaldamento globale per ogni cambiamento “anomalo” del tempo, comprese le grandi precipitazioni nevose, siccità, inondazioni, tempeste di ghiaccio ed uragani. Ciò confonde soltanto il problema.

    Al centro artico internazionale di ricerca, che è stato istituito sotto gli auspici dello “US-Japan Common Agenda” nel 1999, i nostri ricercatori stanno lavorando alle edizioni artiche del cambiamento del clima accennate nel di cui sopra, in particolare, nella distinzione tra i cambiamenti naturali e gli effetti serra artificiali nell’Artide.
    Il termine “la maggior parte” è molto inesatto. Dobbiamo ristabilire la rispettabilità – intendo il rigore scientifico – della scienza di base della climatologia.
    Dobbiamo anche arrestare le pubblicazioni scientifiche stile tabloid.
    Soltanto allora, possiamo realizzare i progressi reali nella proiezione del mutamento di temperatura futuro.
    Anche se “sono stato indicato” mediante i mezzi di informazione come “scettico più noto del cambiamento di clima dell’Alaska”, sono un critico, non uno scettico. La scienza senza critica si può smarrire.
    Nel frattempo, i fautori della protezione dell’ambiente potrebbero considerare un ritorno ai loro temi importanti originali di protezione dell’ambiente dalla distruzione, dall’inquinamento, dalla sopra-raccolta, dal disboscamento voluminoso e dalla distruzione dell’habitat.
    Tutti questi processi di degradazione ambientale stanno avvenendo proprio ora davanti ai nostri stessi occhi e non sono tutti relativi al riscaldamento globale.
    Le persone che sono interessate alla protezione della terra potrebbero anche rivolgere la loro attenzione a questo problema – perché è stato fatto uno sforzo poco concreto per ridurre il rilascio di CO2, confrontato alle così grandi proteste ed isterie circa il riscaldamento globale?

  • myone

    L’ informazione la usano come vogliono, ma il reale e’ quello che conta, e alla fine non si sa’ che sia.
    parlavano decenni addietro, che stiamo persino andando verso una piccola glaciazione, con lo spostamento della corrente del golfo, che non permettteva piu’ di portare aria temperata in europa.
    il problema dell’ inquinamento, e’ bene considerarlo reale, in quanto i mette in coscenza come viviamo e che rispetto abbiamo verso di noi e verso l’ ambiente, che e’ la natura.
    rivoluzionare il nostro mdo di vivere, non e’ e non sara’ solo un atto dovuto verso l’ inquinamento del pianeta e il rispetto della vita,
    ma una forma intelligente di vivere meglio e piu’ naturale, meno schizzati meno distruttivi, e meno inutili e spreconi.
    mangiamo per …. e non per distruggere, per vivere e non per monetizzare.
    dovremmo…
    …o il problema sara’ sempre e comunque umano, inquinato o no che sia, con i suoi caos e le sue falciate di tutto quello che alla fine porta solo danno. e il danno e’ la morte e la rovina.
    in un modo o in un altro, l’uomo ci mette sempre la firma.

  • nomorelie

    si certo è logico il dovere che ora + che mai ci deve vedere in prima linea per la salvaguardia del nostro ambiente comune.
    ma questo indipendentemente dal riscaldamento o raffreddamento o nulla di niente globale.
    vivere in armonia con la natura, come già sapevano fare civiltà antiche che noi occidentali abbiamo aiutato ad estinguersi, è vitale.
    ora è di moda in quanto siamo arrivati al capolinea nell’utilizzo di certe tecnologie obsolete e datate che il sistema capitalistico delle corporations desidera sostituire.
    questo per ricominciare il ciclo dello sfuttamento umano del quale è padrone.
    nuove tecnologie significa nuovi sacrifici richiesti al popolo per il “bene” comune.
    nuove tecnologie dettate dall’emergenza del “global warming” significa ristrutturazioni del complesso industriale e del suo indotto.
    i cicli di produzione dovranno essere modificati o stravolti, le linee di montaggio dovranno cambiare morfologia.
    ecco che operai, sindacati, cittadini dovranno accettare nuove mansioni, nuove regole per affrontare le nuove tecnologie e quindi ritornare supini a subire il padrone che è colui che ha la conoscenza e dal quale dobbiamo imparare.
    niente sarà concesso proprio per il fatto che “nell’emergenza” più che mai occorre rigare dritto, fare corpo unico, altrimenti il pianeta rischia la fine.
    ovviamente quindi la riconversione dal vecchio al nuovo sarà come sempre a carico del popolo bue.
    probabilmente lo vediamo già oggi con questa “crisi finanziaria” (crisi per chi deve subirla).
    siamo purtroppo una genia così distruttiva che vede nel profitto qualcosa di più vantaggioso che il vivere in armonia e a lungo con il pianeta che ci ospita.
    ecco perchè siamo arrivati a questo punto.
    dove la lotta per la vita deve forzatamente passare la dogana e pagare il dazio ai soliti noti (potenti e maledetti per l’eternità).