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CHAVEZ VUOLE UNA PAUSA DALL’INGERENZA DEGLI USA. SI PUO’ BIASIMARE ?

DI MIKE WHITNEY
informationclearinghouse.info

La maggior parte della gente sa che l’Iran, la Russia e il Venezuela hanno vaste riserve di petrolio. E sa anche che Hugo Chavez, Vladimir Putin e Mahmoud Ahmadinejad sono sulla “lista dei nemici” di Washington. Allora, perché è così difficile per loro unire i puntini? Non riescono a vedere che i media demonizzano solo i leader che ostacolano l’agenda aziendale? Se la maggiore esportazione dell’Iran fossero i pistacchi (invece del petrolio), nessuno in America avrebbe mai sentito parlare di Ahmadinejad. Invece, ogni volta che il povero ragazzo fa il minimo sbaglio, il suo volto schizza sulle prime pagine dei giornali degli Stati Uniti.

Chavez non ha le corna più di quanto Ahmadinejad non abbia una coda puntuta. È solo propaganda inventata dai media.

A Israele prudono le mani per uno scontro con l’Iran da un decennio. Tutti lo sanno. Inoltre, “il signor Rossi” pensa sempre che l’Iran è l’“uomo nero”, e che i mullah stanno segretamente costruendo bombe atomiche in modo da entrare in guerra con un Paese che ha oltre 200 armi nucleari. Questo è ridicolo, l’Iran non è suicida.

Naturalmente, qualora il caso venisse presentato in questo modo la gente vedrebbe quanto sia davvero demenziale. Invece, dopo una mezz’ora dà un’occhiata alla tv e ascolta le stesse bugie ancora e poi di nuovo e comincia a pensare che ci sia qualcosa di vero.

Edward L. Bernays è riuscito a capirlo molto tempo fa. Nel suo libro “Propaganda” Bernays ha sostenuto che le élite necessitano di gestire le percezioni del pubblico per tenere le masse sotto controllo. Ecco l’incipit del libro:

“La manipolazione cosciente e intelligente delle opinioni e delle abitudini comuni delle masse costituisce un importante elemento nella società democratica. Coloro che manovrano questo meccanismo invisibile della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere dominante del nostro Paese. Noi siamo governati, le nostre menti sono modellate, i nostri gusti formati, le nostre idee suggerite in gran parte da uomini di cui non abbiamo mai sentito parlare. Si tratta di un risultato logico del modo in cui è organizzata la nostra società democratica.” ( Edward Bernays. Propaganda Liveright, 1928; Ig Publishing, 2004 )

Avrete capito che le menzogne sono il metodo. Bernays credeva che il “consenso costruito” fosse un sistema di controllo del comportamento migliore della violenza. È facile vedere come le sue teorie col tempo si siano evolute in una industria completa, le pubbliche relazioni.

La propaganda affoga la verità, è così che funziona. È un modo di saturare tutto indiscriminatamente con la stessa menzogna più e più volte. È un bombardamento ideologico a tappeto. La gente sa questo, ma non può resistere. Alla fine, il pensiero- seme attecchisce e cresce avviluppando i suoi tentacoli intorno alla corteccia cerebrale, lasciando la sua vittima borbottare le stesse mendaci parole senza senso trasmesse solo una mezz’ora prima al telegiornale della sera.

Il volto della democrazia moderna è in gran parte costituito dalle pubbliche relazioni. Molti dubitano che il presidente Obama abbia, e Bush a suo tempo abbia avuto, affatto alcun potere reale. Un pivello senatore da due anni con un’esperienza nell’organizzazione di comunità davvero sarebbe stato scelto per decidere il destino del più grande impero del mondo? Un uomo con gli evidenti limiti di Bush potrebbe veramente essere uno cui far tirare le leve sulle questioni della guerra e della pace? È dubbio, ma la farsa continua per mantenere l’illusione della “democrazia”. Il potere reale opera dietro una tenda. Il resto sono pubbliche relazioni.

Insomma, cosa sappiamo veramente sull’Iran che non siano solo montatura di PR e bugie?

Quello che sappiamo è che gli atteggiamenti dell’Iran non minacciano gli USA o Israele. Per niente. L’agenzia di sorveglianza atomica, la IAEA, ha ripetutamente detto che non esiste “prova” che l’Iran abbia un programma per armi nucleari o che abbia dirottato del suo uranio a basso arricchimento per attività illecite. L’Iran sta semplicemente perseguendo l’uso pacifico dell’energia nucleare per sviluppare centrali elettriche che sono esplicitamente approvate ai sensi del NPT (trattato di non proliferazione nucleare). In altre parole, l’Iran da parte sua ha tenuto fede al contratto, mentre gli antagonisti (Israele e Stati Uniti) non lo hanno fatto.

Allora, l’Iran dovrebbe crollare e consentire le angherie di USA e Israele o dovrebbe combattere per i suoi diritti entro i termini del trattato?

USA e Israele sanno di non avere nessun appiglio cui appoggiarsi. Sanno anche che l’Iran ha giocato secondo le regole. È per questo che hanno messo insieme questa ridicola campagna denigratoria contro Ahmadinejad. Ecco perché non abbiamo mai letto niente su “obblighi del trattato” o “rispetto” nei media, solo accuse false che Ahmadinejad è un fanatico religioso, o che Ahmadinejad è un antisemita, o che Ahmadinejad vuole “cancellare” Israele o qualche altra sciocchezza simile. È tutto un tentativo di distogliere l’attenzione dal fatto che l’Iran è seduto su un oceano di petrolio e che Israele vuole espandere il suo potere regionale. Il resto è propaganda.

Lo stesso vale per Chavez. Chavez è stato il primo leader del mondo ad offrire di inviare cibo, medicine e medici per le vittime di Katrina. Ma nessuno ne ha sentito parlare, perché ciò non è stato riportato dai media americani. Bush ha rifiutato l’offerta di Chavez perché aveva altre idee in mente per la gente di New Orleans. Ha voluto mettere alla prova le sue teorie naziste sulla legge marziale tagliando i rifornimenti vitali e con l’emissione di ordini “sparare per uccidere” su chiunque fosse sospettato di saccheggio. Volle ammassare con la minaccia delle armi migliaia di poveri di colore che avevano perso le loro case nel Superdome, dove avrebbero vissuto quasi una settimana in condizioni squallide da campo di prigionia, completamente tagliati fuori dal mondo esterno.

La gente avrebbe sofferto altrettanto se ad essere in carica fosse stato Chavez? Non ci scommettete.

La vita è notevolmente migliorata per i comuni lavoratori sotto Chavez. “La Commissione dell’ONU per l’America latina ed i Caraibi (CEPAL) ha trovato che il Venezuela aveva ridotto le disuguaglianze più di qualsiasi altro paese dell’America Latina dal 2002-2008, per finire con la distribuzione del reddito più equa nella regione.” (“The Venezuelan Economy”, Mark Weisbrot, counterpunch.org )

Washington odia Chavez perché ha un innalzato il tenore di vita dei poveri e perché non si piegherà alle grandi multinazionali. Ecco perché è messo alla gogna dai media, perché il suo modello socialista di democrazia non è in linea con lo stile schiaccia-e-afferra del capitalismo americano. Chavez ha promulgato la riforma agraria e quella dell’industria del petrolio, ha migliorato l’istruzione e fornito assistenza sanitaria universale. Ha introdotto la formazione professionale, i sussidi alle ragazze madri, i programmi di prevenzione della tossicodipendenza, e l’assistenza per il recupero dei tossicodipendenti.

Le politiche di Chavez hanno ridotto l’ignoranza, la povertà e l’ingiustizia. L’elenco potrebbe continuare all’infinito. I Venezuelani sono più impegnati nel processo politico come non mai. Questo spaventa Washington. Le elite americane non vogliono persone ben informate che partecipano al processo politico. Essi ritengono che il compito dovrebbe essere lasciato ai politici venali scelti dai capi delle grandi imprese e dai criminali in cappello a cilindro detti banchieri (banksters in slang americano, dalla fusione di banker e gangster. ndt). È per questo che Chavez deve andarsene. Ha dato alla gente la speranza di una vita migliore.

La visione sociale di Chavez è in contrasto con quella prevalente in America di tipo imprenditoriale che permette agli speculatori di Wall Street di far saltare il sistema finanziario senza timore di rappresaglia, che permette alle grandi compagnie petrolifere di spogliare intere regioni del paese senza esserne ritenute responsabili, e che permette ai politici bugiardi trascinare la nazione in una guerra con l’impunità assoluta. Chavez non condivide tale visione, né Ahmadinejad o Putin.

Tutti e tre i leader non vorrebbero altro che avere una pausa dall’incessante ingerenza e bellicosità americana. Essi non odiano l’America e non sono nostri nemici. Ma vorrebbero un attimo di respiro da colpi di stato, contagio finanziario, rapimenti, elezioni rubate, propaganda e uccisioni senza fine. Si possono biasimare?

Mike Whitney
Fonte:www.informationclearinghouse.info
Link: http://www.informationclearinghouse.info/article26398.htm
19.09.2010

Traduzione per www.comendonchisciotte.org a cura di ETTORE MARIO BERNI

Pubblicato da Davide

  • Lestaat

    ohhh
    Finalmente un americano sano di mente DEL TUTTO.

  • calliope

    Fino a che articoli così rimangono in siti o blog di una ristretta nicchia non cambiera niente o quasi per i prossimi anni, con i mezzi di distrazione di massa e i media dalla loro altro che PR, al “sig. Rossi” questi discorsi non interessano…

  • VeniWeedyVici

    L’ unico modo per evitare l’ apocalisse e’ una definitiva presa di posizione da parte degli occidentali, che scaturisca una guerra civile in ogni paese NATO. O ci massacriamo tra noi o guarderemo “gli altri” venire massacrati in diretta Tv. Solo il sangue puo’ cambiare la storia.

  • mikaela
  • mikaela

    Un pivello senatore da due anni con un’esperienza nell’organizzazione di comunità davvero sarebbe stato scelto per decidere il destino del più grande impero del mondo?

    OBAMA? GIOIRE CON PRUDENZA, MOLTA [www.paolobarnard.info]

    OBAMA? SEGUITE I SOLDI [www.paolobarnard.info]

    Il potere reale opera dietro una tenda. Il resto sono pubbliche relazioni.

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