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CERVI ABBAGLIATI DAI FARI

La ricerca della verità fa male,
fa paura ed è pericolosa – ma è l’unica strada
che vale la pena di percorrere

DI JOHN KAMINSKI

Magari mi sono già rintanato a sufficienza; al sicuro nella mia
roulotte che
fa acqua; barricato contro gli attacchi che verranno; isolato da
catastrofi
pianificate sempre più devastanti; preparato allo sbarramento biologico
che
i nostri padroni ci hanno riservato al fine di radunare questo inetto
gregge
umano e rendere la sua sciagurata esistenza ancora più redditizia;
scafato
per quanto possibile verso l’imminente voragine finanziaria che sta per
inghiottirci tutti o per lo meno chi come me sbarca il lunario
eruttando
aggettivi taglienti nei confronti di tutti i crimini commessi contro
l’umanità.
Del resto non sono ancora venuti a prendermi. E se spuntassero la
settimana
prossima?Oh, io sono così prudente. In un parcheggio fuori mano rimuovo
l’etichetta
magnetica anti-guerra attaccata dietro alla macchina per impedire che i
bianchi me la demoliscano. Però che coraggio. E che sagacia. Ancora con
gli
occhi scrutatori di un uomo pericolosamente libero in un mondo alieno.
Chi
diavolo sono questi tizi in giro e perché sono quasi tutti pesantemente
addormentati?

Non ho mai ascoltato tanti discorsi quanto negli ultimi anni a
proposito di
gente che se ne vuole andare via da un’ America guerrafondaia. Ricevo
cartoline dalla Costa Rica, e-mail sibilline dalla Thailandia, lettere
che
raccontano quanto si stia bene in Danimarca, in Portogallo o in
Brasile;
tutte da persone che si sono disfatte di quella furtiva sensazione di
panico
che tuttora attanaglia quei molti dotati d’anima che in questi Stati
Uniti
in disfacimento hanno invece deciso di rimanerci.

Una volta scrissi che non si dovrebbe fuggire in paesi stranieri, che i
migliori di noi dovrebbero restare e lottare per quel che ci
appartiene. Ma
come si fa a prendersela con quelli di noi che restano intimoriti dalla
diffusa assenza d’appoggio per quei valori ed azioni che consideriamo
umani.
Che cosa ci è rimasto? Circa sei persone in tutto il Congresso disposte
a
rivelare per filo e per segno la pura e semplice verità. E non un solo
quotidiano.

Non prendere le cose sul serio sarebbe da stupidi.

Ho già ricevuto vari messaggi da gente recatasi ad Oklahoma City di
recente
apposta per venirmi a trovare. Mi sono offerto di prender parte
volontariamente all’analisi di gruppo su di una tragedia del passato,
ora
che molte sciagure sono alle spalle rispetto all’attuale affronto verso
ogni
cosa decente e sacrosanta: mi riferisco al continuo massacro di
innocenti in
un paese lontano di cui l’America vuole sottrarre il petrolio.

Alcuni di voi ricorderanno che ho celato il mio aspetto, essenzialmente
per
tre motivi: l’estrema povertà, la delusione per il modo troppo
rispettoso
(e, secondo il mio modesto parere, vano) in cui gli organizzatori
dell’evento hanno impostato la discussione riguardo ad un caso
lampante di
genocidio di cittadini americani da parte del loro Governo. E,
naturalmente,
la paura di volare. A me piace viaggiare in aereo. Ma non desidero che
i
miei orifizi vengano esaminati dai gorilla a salario minimo della
Sicurezza
Nazionale.

Sono più pertinenti, nella mia ottica attuale, le centinaia di lettere
che
ultimamente mi hanno rinfrancato con cenni di apprezzamento per gli
sforzi
compiuti nel descrivere il livello di bestialità raggiunto da individui
cosiddetti “umani”. Parliamo di vile moneta adesso, miei cari, e ordini
di
libri. Tra una declamazione e l’altra, che spesso scovo nei luoghi più
insperati, arrotondo i miei magri proventi vendendo libri nei quali è
raccolto proprio questo mio farneticare. Provo sempre un certo disagio
nel
dover chiedere un aiuto e mi imbarazza la sincerità con cui molte
persone
accolgono il mio appello.

La gente (ancora lei) mi chiede sempre: “ma come fai a leggere tutte
quelle
storie terribili giorno dopo giorno e a mantenerti distaccato? cosa ti
trattiene dal tagliarti le vene?” o considerazioni del genere. E’ una
domanda a cui normalmente non rispondo.

Però quando ci provo, penso a quella serie di foto prese al posto di
blocco
in Iraq dove truppe USA dal grilletto facile, che prima aprono il fuoco
e
solo dopo fanno le domande, si sono imbattuti in sei bambini
terrorizzati e
sanguinanti rinchiusi in un veicolo che ha appena cessato di rotolare
su se
stesso. Penso a quella ragazzina insanguinata che urla alla vista dei
genitori dilaniati ed ai soldati USA che indossano maschere per celare
ai
fotografi le loro identità. Quella ragazzina è il mio capo. La rabbia
che
provo nei confronti di quelle persone che l’hanno messa in una
posizione del
genere è così profonda che è meglio non la conosciate fino in fondo.
Perché
faccio quello che faccio, e come posso sopportare quello che mi tocca
vedere? Lavoro per quella ragazzina, e se non lo farete anche voi, ve
la
vedrete brutta con me.

Non far niente a suo nome equivale a rendersi complici di un omicidio
di
massa (come americani siamo tutti coinvolti). Ciò significa che potendo
vi
prenderei a calci nel sedere seppur, come potrete immaginare, solo
verbalmente e a distanza.

In modo analogo, opero per le anime dei bambini del centro di cura di
Palazzo Murrah. Il giorno dell’attentato il luogo fu opportunamente
disertato dagli impiegati federali che erano stati avvisati di non
recarsi
al lavoro. Ecco perché sono rimasto tanto infastidito dall’intento
relativamente inferenziale (invece che confronzionale) degli
organizzatori
che hanno presentato la prova irrefutabile che l’attentato all’umanità
di
Oklahoma City non é attribuibile ad alcun pseudo patriota rinnegato
alla
guida di un furgoncino carico di esplosivo bensì al Governo il quale
portò a
compimento un esperimento di verifica del livello di alienazione
sociale dei
suoi cittadini. Esperimento che continua in modo spettacolare, il che
significa che quel primo esempio ebbe successo.

Scrissi una storia per quel gruppo ma non la vollero perché ne avevano
già
diverse di buone storie (specialmente di Pat Shannan e Craig Roberts)
e, lo
so, qui si tratta di un folle che riporta le proprie massime, ma ecco
qua un
estratto di quel che scrissi allora:

Il vostro silenzio vi assicura
Ulteriori stragi come questa
A trionfare è la codardia dell’America
Mentre i fatti concernenti le esplosioni
Verificatesi ad Oklahoma City rimangono oscure

Giungono nella tua città, commettono un qualche crimine imperdonabile e
poi
svaniscono nella notte.

Poi arrivano i poliziotti e ti spiegano l’accaduto in un modo che non
ha per
niente senso, qualche povero ingenuo viene condotto in tribunale,
giudicato
da un magistrato che esclude gran parte delle prove indiziarie così che
l’idiota finisce condannato alla pena capitale.

Il Governo ti fa sapere che il caso è chiuso.

Il giorno successivo quotidiani stracolmi di pubblicità
infiocchetteranno la
versione ufficiale. Seguirà l’approvazione della legislazione atta a
prevenire quelle stesse atrocità che tanta pena si sono dati di
giustificare.

Quando riemerge in te il ricordo cocente degli amati bambini ridotti a
pezzettini sanguinolenti o schiacciati sotto alle macerie, ti chiedi
che
cosa puoi dire, che cosa puoi fare.

Quando cerchi di esprimere dubbi su quanto accaduto, i vicini ti
squadrano
con ansioso sgomento. Ricevi inconfondibili messaggi che ti invitano a
non
recarti in un certo posto per non compromettere la tua salute o il tuo
futuro.

I messaggi includono articoli di giornale su tizi che avendo ignorato
tali
consigli sono stati ritrovati in qualche località sperduta morti
suicidi
inaspettatamente ed in circostanze enigmatiche.

Il messaggio raggiunge i più ed un gelido silenzio cala sulla terra.

Dopo un po’, coloro che continuano a parlare dell’incompatibilità tra
ciò
che si legge sui giornali e quello che si osserva con i propri occhi
cominciano ad essere tollerati al pari di trascurabili stranezze,
impulsi
imbarazzanti, stravaganti teorici della cospirazione.

I voluminosi dossier sugli eventi insabbiati da loro raccolti vengono
considerati come una prova in più del loro essere un po’ strambi. Essi
non
potranno mai soppiantare l’impressione iniziale che la popolare storia
da
copertina ha ottenebrato per il pubblico generale, anestetizzando quel
processo di elaborazione mentale che porta al consenso come se fosse
stata
stesa una calda ed avvolgente coperta che molti si rifiutano di capire
essere impregnata di virus letali per le menti.

“Senti, lo sappiamo che sono stati quei dannati terroristi” è il
ritornello
che s’ode di continuo “Ecco perché siamo in guerra contro di loro”.

“Non vorrai andare a cacciare il naso dove sai benissimo di non avere
accesso” dicono altri, tirando fuori ancora la vecchia storia che non
si può
lottare contro chi governa e quindi garantendo di fatto il verificarsi
di
un’ennesima crudele sciagura in qualche altra città, seguito dal
medesimo
processo di false motivazioni e dalla condanna del capro espiatorio.
Alla
fine svanisce ogni traccia circa quanto accaduto realmente.

E’ il filo conduttore della storia d’America. La maggioranza degli
individui
non ha veramente idea di quello che sta succedendo ed è terrorizzata
all’idea di sfidare la versione ufficiale dei fatti temendo di finire
additata dal pavido vicinato o peggio ancora rovinata od ammazzata da
quelle
stesse ignote forze oscure responsabili del crimine iniziale e della
sua
copertura.

Per coloro che non si curano degli ovvii rischi e continuano a
declamare la
verità così come la percepiscono, le ricompense sono agrodolci ed
impalpabili.

OK. Ora, da un certo punto in poi, iniziai a trattare temi che avevo
appreso
principalmente dagli organizzatori Key e Chris Emery. La storia si fece
piuttosto intricata, tanto che si venne a creare una certa confusione.
Poi,
nella fretta di mettere insieme il programma mancò il tempo per
istruirmi
punto per punto e alla fine la storia finì per non essere mai più
pubblicata. Doveva andare così, non facciamola lunga. Si erano dati un
compito colossale. L’evento ebbe, secondo alcuni, molto successo se non
altro per il fatto che il deputato per la California Dana Rohrabacher
sta
ora contemplando l’opportunità di riaprire un’indagine riguardante le
accuse
rivolte a McVeigh e Nichols, i quali vennero assistiti dall’FBI nel
maneggiare gli esplosivi. Ma come ho detto prima, non si verrà a capo
di
niente. Sono troppi gli “amici” iscritti nel libro paga: una procedura
politica standard. L’insabbiamento sui fatti di Oklahoma City continua.

Malauguratamente, la fiducia di alcuni di noi interessati a ciò che
avviene
è stata minata profondamente soprattutto dalla decisione di invitare il
politico Bob Barr come oratore sulle indagini svolte al raduno in
occasione
del decimo anniversario dell’attentato di Oklahoma City. Rimasi
terribilmente scioccato al constatare come il centro stesso del
comitato di
resistenza contro la copertura governativa su Oklahoma City potesse
essere
davvero marcio fino al midollo.

Così continuo a monitorare le atrocità a modo mio non per sguazzare nel
lurido e nelle doppiezze per il solo gusto di farlo bensì per
analizzare
l’incomprensibile comportamento autodistruttivo degli esseri umani e
chissà
magari se se ne parla migliora. Magari comprendendolo lo si
disintossica.

Ho la tendenza ad associare mentalmente il massacro di Oklahoma City
con
quello di Waco. Entrambe sono atrocità irrisolte del governo dei primi
anni
novanta. Alcuni hanno accettato le false tesi del governo secondo il
quale
il movimento patriottico responsabile di Oklahoma City avrebbe agito in
segno di rappresaglia per il massacro di Waco. Ma giusto l’altro
giorno, una
dozzina d’anni dopo che le truppe federali hanno incenerito tutte
quelle
donne e bambini in quella fattoria, ho finalmente sentito la storia più
plausibile riguardo a quello che ritengo possa essere successo
veramente.


Waco

Ora, come molti di voi sanno, io sono poco propenso ad accogliere tesi
che
ci vedono governati da forze soprannaturali, siano queste angeliche
oppure
aliene. Per me rendono solo la vita più complicata del dovuto. Ciò
nonostante a volte capita che informazioni valide emergano in contesti
inaspettati. Le proprie convinzioni non devono interferire con
l’ascolto di
quanto si ha bisogno di sentire. Pena il ritrovarsi in un mondo di
schifo
come l’attuale.

Mi è stato raccomandato più volte di verificare i contenuti di un sito
web
che impiega come tema metaforico principale la comunicazione con un
gruppo
di extraterrestri conosciuti come i Cassiopeani. Essendomi imbattuto
nei
primi anni novanta in certi argomenti New Age ed avendo scoperto essere
un
genere stracolmo, al pari del movimento Patriot, di sinistri ciarlatani
e
psicopatici egotisti, tendo a lasciar perdere questo tipo di
suggerimenti.
Ma non vuol dire che si debba fare di tutta l’erba un fascio.

Nell’ analizzare il lavoro di Laura Knight-Jadczyk e di suo marito, il
fisico Arkadius, non vi si scorgono operatori del facile guadagno
intenti a
mietere fondi da seguaci raccolti in assemblea. Non sono certo che
indirizzarvi a www.cassiopaea.com sia il modo giusto per introdurvi nel loro mondo: io ci sono arrivato
così.
E non ho intenzione di fare commenti proprio adesso circa la validità
della
loro “Quantum Future School” o percezioni che non sono all’altezza di
afferrare. Quello che ho trovato nel loro sito a questo specifico
collegamento — www.cassiopaea.org – è
stato un esame affascinante sulla natura della psicopatia, che per come
la
vedo io, c’entra in pieno con la situazione che ci troviamo davanti in
questo incasinato mondo d’oggi.

Lo so, mi sto dilungando in spiegazioni ma adesso vedrete. Come sapete,
tutti noi abbiamo cercato di capire il perché di certi atteggiamenti da
parte di uomini insolenti e avidi che governano il nostro mondo, che lo
stanno conducendo allo sfascio. Essi non sono come noi (o almeno non
come
me).

Una delle ipotesi più affascinanti ed enigmatiche su quello che sta
avvenendo realmente nel mondo d’oggi viene avanzata da quel fenomeno
britannico che è David Icke , i cui molti libri e saggi premettono che
il
potere in carica è nelle mani di rettili mutanti, dal sangue freddo nel
vero
senso della parola. Molte persone reputano assurda tale asserzione e
voltano
le spalle. Io ho sempre inteso il discorso in senso metaforico e
comunque
rispetto Icke in quanto lo considero uno degli uomini più coraggiosi al
mondo pur avendo affrontato certe problematiche in un modo tutto
particolare.

Ma considerato il disagio che provo nei confronti di interpretazioni
tanto
fantasiose, a volte sento che avanzare da un livello del genere risulti
in
una forma di sviamento dai problemi stessi. Ciò non capita con la
spiegazione di Laura Knight-Hadczyk – “The Mask of Sanity”.
L’asserzione
della Quantum Future School secondo la quale la cultura officiale in
America
è uno stato naturale di psicopatia. Hey! Basta leggere un quotidiano
per
rendersi conto della fondatezza di questo concetto. Io vi consiglio
caldamente di approfondire l’argomento. L’indirizzo è il seguente: www.cassiopaea.com

Innanzitutto permettetemi di sintetizzare quanto da me appreso e di
raccontarvi dell’evento verificatosi a monte dell’episodio Waco poiché
esso
fa leva sulla tragedia e sulla spinta del malcontento per disseppellire
la
verità su Oklahoma City. (Lo so, ci sto girando intorno, vi ringrazio
per la
pazienza).

La descrizione che segue è tratta da un commento di Hervey Cleckley sul
libro “The Mask of Sanity”:

…una persona capace di imitare la personalità umana, che però lascia
l’impressione che le manchi qualcosa. Essi hanno una struttura
comportamentale che “in apparenza funziona in modo normale e sano
proprio
come si può constatare in chiunque”. Eppure detto fatto “non ci
troviamo
assolutamente a che fare con un uomo completo bensì con un qualcosa che
evoca piuttosto una macchina avente dei sottili riflessi a comando che
possono imitare perfettamente la personalità umana” al punto tale che
“l’essere, esaminato da un punto di vista strettamente clinico,
scientifico
ed obbiettivo, non può dar adito ad alcun dubbio circa la sua
veridicità”.

Nel mio personale studio sul riconoscimento di questi esseri talvolta
definiti “biorobots” emerge che quando la Knight-Jadczyk si riaggancia
all’opera di Cleckley e dell’esiliato russo Boris Mouravieff ed
etichetta
metà della popolazione mondiale come “portali organici”, o gente
senz’anima,
spiega efficacemente come mai i titoli principali dei quotidiani
ultimamente
sono quelli che sono.

Lo so. Non dovrebbe stupirmi che la gente agisca a volte in modo
sbagliato.
Tuttavia questa pista investigativa mi intriga perchè in effetti può
aggiustare le cose, per quelli di voi là fuori che ritengono che io mi
lamenti troppo senza mai darmi da fare per proporre delle soluzioni.
Capire
questo concetto è senza dubbio l’inizio di una soluzione sul perché la
razza
umana sembri mostrare l’apatia più totale nei confronti della
distruzione
del nostro pianeta.

Ho inteso che i Jadczyks hanno avuto un po’ di grane con un tizio
chiamato
Rick Ross, un tempo responsabile di un’organizzazione chiamata “Cult
Awareness Network” la quale si occupava del recupero di adolescenti in
fuga,
allontanatisi dalle loro famiglie perché attratti da varie scuole
esotiche
di pensiero tipo i Moonies e gli Hare Krishnas.

Furono proprio Rick Ross e la Cult Awareness Network che dissero a
Janet
Reno che David Koresh stava abusando dei bambini ospiti della sua
tenuta di
Waco. Ovviamente, quando si tratta di approfondire questioni quali le
ragioni che lo indussero ad agire così si finisce per approdare, manco
a
dirlo, all’influenza sionista; un’attività motivazionale sotterranea
che
risulta in false operazioni di bandiera come la COINTELPRO (n.d.t.:
programma di controspionaggio dell’FBI atto a neutralizzare il dissenso
interno spesso con metodi poco ortodossi), e peggio (sempre che esista
qualcosa di peggio della COINTELPRO).

Osserva, in questo trafiletto preso da www.cassiopaea.org
Quello che a molta gente sfugge è che la COINTELPRO operava anche sulla
creazione di organizzazioni di facciata che servivano a far ricadere su
terze parti innocenti la colpa di determinate azioni ostili da loro
stessi
istigate.

In altre parole, il creare fantomatici Terroristi Palestinesi che
attentano
al World Trade Center rientra pienamente negli schemi classici del
COINTELPRO – e abbiamo riscontrato, più e più volte, una catena di
incidenti
verificarsi quando i supposti “Terroristi Islamici” sono stati notati,
ma
l’FBI e la CIA hanno semplicemente voltato le spalle ed ordinato ai
loro
agenti di non occuparsi di loro! Uno allora comincia ad interrogarsi
per lo
meno sul CHI abbia promosso l’idea COINTELPRO in seno all’FBI.

Noi, o alcuni di voi là fuori, abbiamo un disperato bisogno di mettere
insieme tutti i tasselli di questa storia. Alla luce di questa si
spiegano i
massacri di Waco, Oklahoma City e dell’11 settembre. Noi, intesi come
nazione e come specie umana proviamo il bisogno di capire chi sta
agendo e
verso chi lo sta facendo, compresi noi stessi, prima che sia troppo
tardi.

Ora (non picchiatemi!), ho premesso tutto ciò per dire quanto segue.

O più esattamente, per permettere ad altri di farlo. Una delle lettere
che
ho ricevuto da un tizio che si è recato alla deludente manifestazione
di
protesta di Oklahoma City esprime questo pensiero (non so se sia il
caso di
rendere pubblico il nome dell’autore vista la natura dell’argomento):

Inondami di luce, Scotty! La Dissonanza Cognitiva risuona nelle mie
orecchie, è così forte. Un annunciatore della locale stazione NewAge di
Dallas ha fatto un discorso l’anno scorso sull’America’s Shadow, nel
quale
in modo piuttosto dettagliato (ma non totalmente esaustivo) tracciava
un
elenco delle atrocità da “noi” commesse, a partire dall’ottocento. E’
stato
molto interessante, ricco di informazioni e in linea con quanto da me
già
scoperto, tanto da indurmi a prendermela con i miei stessi genitori e
nonni
per aver tenuto gli occhi chiusi con tanta superficialità: “se vuoi
andare
avanti rispondi sempre di sì” finché non tocca a me, quando ormai il
cumulo
di letame ha raggiunto altezze tali da oscurare l’orizzonte.

Quando ho compreso la profondità del problema e le sue reali questioni,
ormai la situazione era già senza speranza. I media sono monopolizzati.
Il
processo elettivo è totalmente allineato. I responsabili delle soffiate
sono
subito messi a tacere. La situazione economica è fatta girare a passo
ridotto al punto che il termine “classe media” serve a definire una
categoria circoscritta al periodo storico compreso tra gli anni
cinquanta e
gli anni settanta. Eppure c’è ancora così tanta prosperità
inflazionaria
residua che chiunque, fratelli minori inclusi, possono ancora ottenere
un
prestito per l’acquisto di una nuova automobile SUV. Una scia economica
fatta di zucchero all’interno di un canalone senza uscita col debito in
inseguimento ravvicinato!

Ma, John, mi sono intrufolato in uno di quegli incontri sulla sicurezza
della Homey Land ed ho ascoltato parole che mai udiremo in TV. Non si
può
tornare indietro. Le parole da te dette finora non finiranno nel
dimenticatoio e saranno destinate a riecheggiare nello spazio
cibernetico
per molto tempo dopo che avrai deciso se andare fino in fondo oppure
gettare
la spugna.

Se fossi riuscito a recarti ad Oklahoma City, avresti ascoltato il
Generale
Partin e visto alcuni grafici da lui mostrati. Ritiene che il piano
messo a
punto da noi sia il medesimo che nel resto del mondo. In altre parole –
quando il comando si consolida davvero, quando si raggiunge il livello
Rosso, è tempo di raccogliersi. Me, te e chiunque abbia raccontato una
barzelletta alla festa sbagliata, è un uomo preso di mira. Sappilo. Ora
tutto quel che avviene segna il tempo.

Che fare allora? Forse non sono la persona giusta per esprimere
un’opinione,
visto che mi trovo qua seduto con due piccole cicatrici al petto…
presumibilmente dovute ad una mitragliata Taser beccatami un annetto
fa. Una
delle ferite non è guarita finché non ho estratto un pezzettino di
stoffa
della camicia con delle pinzette. Conservo ancora la camicia forata.
Nel
frattempo, mi è venuto un bel livido a partire da una vena all’interno
del
gomito destro. Come vorrei avessero usato la sinistra, sai. Non è
facile
nascondere il livido quando devi stringere la mano di qualcuno, etc. Ho
un
vuoto di memoria di non più di 3 – 5 ore e conservo solo vaghi ricordi
di
quanto intravisto: potrei riconoscere al massimo uno o due volti. Mi
auguro
proprio di riuscire un giorno a ricordare tutto quello che è accaduto,
cosa
che ancora non sono riuscito a fare. E tutto questo mi è capitato solo
perché sono un giornalista obiettivo!

Dunque, di che si è trattato? Questo è il modo in cui la Sicurezza
Interna
tratta i testimoni per i suoi tribunali segreti. E si spiega perché
essi non
possano rivelare le loro fonti. Ti stanno usando, o in questo caso, mi
stanno usando, come testimone contro noi stessi. Questo è quanto sono
riuscito a dedurre. Ho ricevuto la mia ricompensa per essermi
avvicinato
troppo. Che altre conclusioni potrei trarre? Se fossi stato coinvolto
in
trame poco pulite sono certo che non starei qui a scriverti queste
cose. La
verità è che sono solo un ricercatore del vero che di cose di cui
parlare di
tanto in tanto ne trova abbastanza. E siccome mi ritengo dotato di
moralità
affermo che quello che ho subito e che stanno facendo alla gente non va
per
niente bene. E’ diabolico.

Ecco allora la mia sfida. Dovessi decidere di mollare, lo faresti sul
serio?
Dopo tutto quello che ho passato, io non ce la faccio. Sono sempre là
fuori
a raccogliere le briciole perse dal regime mistificatore, cercando di
dare
un senso a tutto ciò. Quando non ho del “vero” lavoro di cui occuparmi,
faccio l’imbianchino; le consegne; qualsiasi cosa basti a saldare conti
e
bollette. Poi torno a dedicarmi al mio vero impegno, alla mia passione.
Non
è una dedica, per se.

Quando ti rendi conto veramente di quel che ci aspetta, che altro puoi
fare?

Insomma qui stavo e qui rimango. Sento che sta arrivando il treno. Vedo
l’illuminarsi fatale del Codice Rosso diffondersi tra le figure della
mia
visione. Alla guida del treno vedo gli psicopatici. Non sono un Portale
Organico io, loro invece sì. Io sono un cervo che rimane abbagliato dai
fari. E loro sono i cacciatori.

Ho sempre promesso una cosa sola: che fino all’ultimo istante sarei
rimasto
a pestare sulle lettere di questa tastiera.

John Kaminski
Fonte:www.johnkaminski.com/
26.04.05

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di KOLDER

Pubblicato da Davide

  • Zret

    Gatta CIA cova

    Recentemente R. Roselli ha pubblicato un sagace intervento sul sito http://www.disinformazione.it intitolato “CIA e soci”. Il testo, che passa in rassegna le principali eroiche gesta della CIA et similia in questi ultimi decenni, andrebbe letto da tutti per farsi almeno un’idea di come operano coloro i quali sono preposti ad indagare e ad agire col fine di garantire la sicurezza dei cittadini. Dall’articolo si deduce che, se si esclude qualche intelligente esponente dell’Intelligence, se si eccettua uno sparuto manipolo di agenti solerti e veramente motivati a difendere il sistema democratico (?), moltissimi dei componenti della CIA, dell’FBI etc., si rivelano del tutto inadeguati, superficiali e corrivi oppure, più spesso, sono al centro di mefistofeliche trame, di operazioni illegali, di turpi interessi, checché possa sembrare dalla stragrande maggioranza delle ignobili e risibili serie televisive e delle pellicole cinematografiche imperniate su storie di spie.

    Gli agenti che indagano coscienziosamente, non di rado rischiando la vita, per scoprire cellule e gruppi dediti al terrorismo internazionale, sono osteggiati, depistati, talora eliminati su decisione dei vertici di quelle organizzazioni per le quali essi stessi lavorano o credono di lavorare. Un esempio fra i numerosi che potrei portare: l’agente del Federal Bureau of Investigation che aveva scoperto un piano per compiere un colossale e tremendo attentato negli Stati Uniti (vi viene in mente qualcosa?), fu prima ostacolato dai soliti capi e direttori, quindi le sue inquietanti denunce furono ignorate; infine – promoveatur ut amoveatur – fu nominato responsabile della sicurezza del World Trade Centre. Prese servizio in una delle due torri il giorno 10 settembre 2001… Che strana coincidenza: proprio il giorno prima del famigerato 11 settembre!!! Ovviamente, purtroppo, morì a seguito dell’attentato. L’intera vicenda fu accuratamente ricostruita da G. Minoli in una sua brillante inchiesta trasmessa dalla RAI qualche anno fa. Evidentemente il programma passò indenne attraverso le maglie della censura, non ancora fitte come quelle attuali.

    Ora, assodato che il terrorismo internazionale è simile ad un mostruoso albero, le cui tenaci e profondissime radici sono penetrate un po’ dappertutto; appurato che non sussiste una rilevante differenza tra terrorismo più o meno islamico, “guerra” al terrorismo, traffico di armi e di stupefacenti, losche operazioni finanziare e via discorrendo, vorrei sapere perché quasi tutti si ostinano a voler tagliare soltanto uno dei rami di questo deforme albero, cioè il terrorismo islamico. Sono d’accordissimo con loro, purché questo sia una tra le tante operazioni tese a scapitozzare, non l’unica. Anzi non credo basti potare le branche per impedire che tale pianta velenosa getti la sua cupa ombra sull’intero pianeta. A mio parere, bisognerebbe sradicare, estirpare la malefica pianta e bruciarla, prima che le sue radici allignino nel cuore della Terra e di ognuno di noi…

    Comunque, stiamo pur certi che se, per una malugurata ipotesi, questi centri occulti di potere dovessero decidere di continuare a perseguire e ad attuare la loro infame, spaventosa, feroce politica, non ci sbaglieremo ad affermare: “Gatta CIA cova”.