C’ERAVAMO TANTO AMATI

DI EUGENIO BENETAZZO
eugeniobenetazzo.com

Chi segue le mie indicazioni ed i miei outlook macroeconomici si ricorderà molto bene di come dall’inizio del 2008 abbia sempre consigliato il posizionamento in titoli di stato tedeschi, preferendoli di gran lunga ai titoli di stato italiani. Chi avesse partecipato ai seminari finanziari di fine 2008 e di inzio 2009 o chi avesse recentemente letto il libro intervista Banca Rotta ha recepito di come il titolo di stato tedesco potesse essere considerato come il titolo di stato più sicuro da detenere in portafoglio per dormire sonni tranquilli. A distanza di oltre sei mesi mi sento di non avallare ancora questa ipotesi, in quanto ritengo, e non sono il solo, che anche il titolo tedesco (Bund a 10 anni e Bobl a 5 anni) possa in futuro riservare qualche spiacevole sorpresa (non è molto probabile, tuttavia è possibile, soprattutto per quello che sto per raccontare tra poco).

A seguito, “Le banche “zombie” tedesche minacciano l’Europa” (Mauro Bottarelli, il sussidiario.net);Il detto di borsa che ha sempre condizionato ed orchestrato le mie scelte di allocazione patrimoniale rimane sempre lo stesso: preferisco essere troppo prudente che esserlo troppo poco. Questa mia considerazione si origina da mutate valutazioni che caratterizzano lo scenario macroeconomico e le potenzialità della locomotiva tedesca. Iniziamo con lo snocciolare alcuni dati tutt’altro che confortanti: dopo i primi cinque mesi del 2009, la Germania presenta un deficit di bilancio drammatico, senza precedenti dal dopoguerra ad oggi, oltre 80 miliardi di euro (oltre il 4 % del PIL), esposizione che lascia presumere ad un consistente aumento della fiscalità diffusa al pari di quanto sta già avvenendo in Islanda, Irlanda e Regno Unito.

Il debito sul PIL è aumentato vertiginosamente, oltre l’80 % entro il 2010, l’export tedesco ha subito una violenta contrazione di oltre il 25 %, mentre il debito pubblico tedesco diventa il terzo debito più grande del mondo dopo quello di Giappone ed USA (in termini quantitativi). L’andamento della spesa pubblica ormai incontrollata (500 miliardi solo per tamponare le difficoltà del sistema bancario tedesco) inizia a far lievitare inquietanti preoccupazioni sul futuro del paese sassone, non è casuale infatti la corsa all’acquisto di lingotti d’oro da parte di piccoli risparmiatori tedeschi che hanno portato la Germania a diventare il primo compratore al mondo di lingotti d’oro nel primo trimestre dell’anno (davanti a Svizzera ed USA): l’opinione pubblica è molto sensibile all’argomento temendo un ritorno di ondate inflattive stile anni trenta.

Recentemente la cartellonistica stradale nelle grandi città tedesche è pervasa da una provocante propaganda del NSM (Neue Soziale Marktwirtschaft) che ostenta come in 50 anni il debito pubblico gravante su ogni bambino tedesco sia passato dai 188 euro del 1950 agli oltre 22.000 euro di oggi. Sostanzialmente iniziano ad emergere istanze popolari che pretendono un sensibile ridimensionamento del welfare tedesco. Anche la Germania adesso fa i conti con il turbocapitalismo e con la strategia scellerata di abbracciare “sine ulla dubitatione” i processi di delocalizzazione industriale per aumentare la competitività delle aziende tedesche: tutto questo invece a distanza di tempo si trasforma in un radicale cambiamento delle dinamiche produttive che mirano a distruggere e frantumare le potenzialità dei distretti industriali tedeschi a favore del ponte commerciale con la Cina.

Aumentano di settimana in settimana le richieste di aiuto dal mondo imprenditoriale che esige prestiti e garanzie sui prestiti per continuare a stare in piedi. In considerazione di quanto menzionato sino ad ora e vista la caduta vertigionosa dei tassi di interesse, non mi sentirei più tanto sereno nella detenzione di titoli di stato tedesco, visto il recente mutamento dello stato di salute della Germania. Infatti potrebbe essere poco prudente in questo momento di mercato, esporsi finanziariamente con un paese che si sta sgretolando molo velocemente e che soprattutto ha visto lievitare vistosamente in poco tempo il proprio debito pubblico. Per questo motivo consiglio più opportuno un posizionamento attraverso un fondo obbligazionario di area governativa oppure un fondo di liquidità che diversifichi al proprio interno con titoli di stato sia dal punto di vista geografico che temporale (quindi con scadenze di rimborso di varia lunghezza).

In molti lettori mi scrivono chiedendomi su come intenda investire il mio patrimonio visti i recenti rialzi di borsa e l’inconsistenza di rendimento odierno di una operazione pronti contro termine o di un BOT: la risposta non è univoca ma varia con il mutare delle condizioni di mercato, ad esempio vi posso anticipare come verrà investito il patrimonio dell’arca di noè finanziaria (una holding di investimento configurata in società per azioni) che abbiamo costituito lo scorso anno assieme ad oltre 50 piccoli investitori, ognuno dei quali ha investito attraverso microconferimenti di capitale: un terzo del patrimonio verrà utilizzato in una gestione flessibile curata tra tutti noi azionisti per l’ingresso sui mercati azionari ed obbligazionari, un terzo sarà allocato in un fondo di private equity che investirà in piccole e medie imprese del trivento, ed infine l’ultimo terzo verrà utilizzato per l’acquisizione di un impianto fotovoltaico di recente realizzazione con 500 KW di potenza in Puglia.

Lo scopo è quello di essere il più diversificati possibile, non solo con investimenti mobiliari tradizionali, ma anche con investimenti in capitale di rischio legati ad attività imprenditoriali concrete e redditizie. Ormai il rischio di un evento Cigno Nero sul mercato (dal nome della teoria economica avanzata dal Prof. Nassim Taleb, il quale definisce un evento Cigno Nero come un evento finanziario di portata planetaria che nessuno è in grado di ipotizzare) espone tutti noi a possibili fenomeni di polverizzazione della ricchezza, pertanto investimenti considerati fino a qualche mese fa da cassettista sicuro (come l’acquisto di un bund) dovrebbe essere completamente rivisitati sulla base di mutate condizioni di mercato dell’intero pianeta. Di certo chi era abituato a vivere con rendite di posizione dovrà iniziare a cambiare radicalmente le proprie abitudini ed aspettative di rendimento.

Eugenio Benetazzo
Fonte: www.eugeniobenetazzo.com
Link: http://www.eugeniobenetazzo.com/ceravamo_tanto_amati.htm

1.06.2009

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ottavino
ottavino
31 Maggio 2009 , 22:18 22:18

Eccolo il destino che avanza: l’evento CIGNO NERO!!

AlbaKan
AlbaKan
1 Giugno 2009 , 2:19 2:19

Norbert Walter, l’economista capo della Deutsche Bank, la prima banca del ranking tedesco, si aspetta che l’economia tedesca tocchi il fondo a metà 2009. Walter da tempo ha avvertito su una contrazione nella crescita economica tedesca di un 5%, cosa che gli è valsa parecchie critiche.
Le previsioni pubblicate da rinomati Istituti di Ricerca economica superano le stesse previsioni di Walter. In base alle previsioni anticipate il mercoledì, la più grande economia europea affronta la recessione più profonda dal 1949. Gli esperti pronosticano che il prodotto interno lordo (PIL) della Germania soffrirà una contrazione del 6% quest’anno e dello 0,5% nel 2010.

Tale inversione avrà anche i suoi effetti sul mercato lavorativo e i bilanci pubblici. Durante il 2009 la Germania perderà più di un milione di posti di lavoro e la disoccupazione in autunno toccherà 4,7 milioni di persone. Alla fine del 2010, la cifra potrebbe essere di 5 milioni.
Il leader della potente confederazione dei sindacati tedeschi, DGB, Micheal Sommer, avverte: “Se il governo tedesco non fa qualcosa potrebbero scoppiare dei disturbi sociali in Germania” [www.vocidallastrada.com]

roberto321
roberto321
1 Giugno 2009 , 2:25 2:25

Ora Benetazzo è arrivato alla conclusione che non c’è più nessun posto sicuro dove mettere i propri risparmi mentre fino a prima di ottobre 2008 metteva in guardia soprattutto riguardo al rischio rappresentato dalle banche, soprattutto le maggiori banche italiane. In effetti aveva ragione ad essere preoccupato su questo fronte, ma in ottobre 2008 i governi mondiali hanno dimostrato che piuttosto che far fallire le banche grosse le finanziano all’infinito attingendo dal loro debito pubblico, di conseguenza il rischio si è semplicemente spostato dalle banche ai debiti pubblici dei Paesi che le ospitano. L’altra novità subentrata dopo la sua precedente analisi è che Stati ad economia avanzata come la Germania hanno scoperto che il loro sistema bancario era molto più esposto alla “bolla” di quanto si credesse e abbisognava di consistente apporto di denaro pubblico, mentre le banche italiane miracolosamente non hanno avuto pressoché bisogno di attingere ai soldi pubblici, anzi ne hanno dati indirettamente allo Stato (finanziando Alitalia per esempio o sottoscrivendo i Tremonti bond). Io lavoro del campo finanziario e prima di ottobre 2008 arrivai alle stesse conclusioni di Benetazzo e cominciai a spostare i miei investimenti verso l’area che consideravo più sicura, quella dei bund e delle… Leggi tutto »

Tao
Tao
1 Giugno 2009 , 12:11 12:11

LE BANCHE “ZOMBIE” TEDESCHE MINACCIANO L’EUROPA DI MAURO BOTTARELLI ilsussidiario.net/ L’altra sera Channel Four ha mandato in onda uno straordinario documentario dal titolo “Il giorno più buio di Churchill”, dedicato alla decisione dello statista britannico – il 3 luglio del 1940 – di attaccare e affondare la flotta francese al largo delle coste algerine per timore che questa, essendo Parigi ormai caduta in mano nazista, diventasse il cavallo di Troia di Hitler per conquistare il Regno Unito. Insomma, uccidere i propri alleati – 1200 marinai francesi – prima che diventassero nemici a pieno titolo: la ragion di Stato al suo meglio e al suo peggio. Occorrerebbe avere un po’ del sano cinismo e coraggio di Winston Churchill anche oggi nell’affrontare la Germania, visto che nonostante Hitler sia un ricordo, Berlino resta una minaccia per l’intera Europa. Dove non ha potuto il Reich, infatti, ci sta pensando l’economia. Il Pil tedesco, nel primo trimestre del 2009, ha registrato una flessione del 3,8% rispetto ai tre mesi precedenti, maggior calo dal 1970 e del 6,9% su base annua. Lo afferma l’Ufficio federale di statistica, che conferma così la stima preliminare diffusa lo scorso 15 maggio: a pesare, sottolineava l’agenzia Bloomberg, è in… Leggi tutto »

myone
myone
1 Giugno 2009 , 17:50 17:50

Sappiamo tutti, che il lavoro inteso come sostentamento e produzione del vivere, ha gia’ il suo sostentamento. Il rimanente delle articolazioni, e’ il manipolare danaro, creando deicit che non valgono a nulla, perche’ un sistema nel deficit, piu’ ne fa e piu sta’ a galla. Il fatto e’ che, questi soldi, non si sanno piu’ dove mettere, perche’ non creano economia.Non si sa’ piu’ che fare perche’ non serve. Il vero moto dell’ economia e dei sistemi, e’ quello che non essersi fermati, e di proseguire dove l’ economia deve essere una forma di progresso. Questo non avviene, perche’ queste forme, vanno in paesi dove non si puo’ monetizzare, ma solo prendere e sfruttare. E allora che senso ha? L’ unico senso, e’ quello di mangiarsi i soldi, con cose inutili, cercando di scommettere sempre sulle cose che non servono. Quando questo arriva al culmine, allora si toccano i giochi delle risorse vere, che sono gli alimenti, e si alzano i pressi in tutti i settori. Ma se poi non c’e’ piu’ offerta che viene supportata dalla possibilita’ di acquisto, tutto si ferma. Diciamo che, dalle banche si su’, il sistema e’ e rimane morto, perche’ le vere innovazioni, toccano… Leggi tutto »

marcello1950
marcello1950
2 Giugno 2009 , 6:59 6:59

Carissimo Benetazzo, chi vuol fare informazione (anzi contro informazione) dovrebbe essere non coinvolto in conflitti di Interesse, ma tu mi dici che l’Italia è tutto un conflitto di interesse, e se tu non avessi le mani in pasta in tante cose saresti stato marginalizzato? su questo ti posso anche dare ragione, ma questo per dire come il sistema italia è tutto inquinato, ma questo succede perchè gli italiani sono in mala fede anche molti di quelli che fanno controinformazione, per l’interesse sono disposti a manipolare la realtà e a dire qualsiasi cosa, Comunque ti faccio osservare che: è una controinformazione che stride il tuo articolo intervista che hai fatto ad un funzionario di confindustria delle marche, PER DIRE CHE SI VEDE UNO SPIRAGLIO DI USCITA DALLA CRISI, e questo perchè la Confindustria non sta facendo gli interessi del sistema DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE iTALIANE MA QUELLO DEI GRUPPI EGEMONI COMPRESI I “MAFIOSI” DEL MADE IN ITALIY CHE PRODUCONO IN CINA RUBANDO IL LAVORO ED IL NOME “MADE IN ITALY” (naturalmente sarebbe stato peggio se non facevi presente che ti consideri vicino alla confindustria) come oggi puzza lontano un miglio il tuo ravvedimento sulla situazione tedesca dopo la sconfitta del… Leggi tutto »