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C'E' LIMITE AL PEGGIO ?

DI GIACOMO GABELLINI
conflittiestrategie.splinder.com

Ci risiamo. Il banco di prova libico ha emesso la propria, ennesima sentenza di condanna nei confronti dell’Europa. E di condanna senza appello si tratta. E’ francamente disarmante prendere atto di come i paesi europei siano riusciti nella titanica impresa di non trarre alcun insegnamento dalla preziosissima lezione jugoslava e abbiano commesso lo stesso, sconsiderato e grottesco errore compiuto in occasione della crisi balcanica. Quando, un ventennio fa, Germania e Vaticano riconobbero con un colpo di spugna l’indipendenza di Slovenia e Croazia persuasi di estendere la propria egemonia politica ed economica da un lato – quello tedesco – e privilegiare la componente cattolica di Jugoslavia dall’altro – quello vaticano – non fecero altro che gettare benzina sull’incandescente polveriera balcanica.

A seguito, ”Così la comunità internazionale crea Stati figli e figliastri” (Massimo Fini, ilfattoquotidiano.it);Anziché presentarsi compatta per esercitare pressioni su tutte la parti coinvolte nella faida affinché abbassassero i toni dello scontro, l’Europa, lacerata da divisioni intestine tra paesi interessati solo ed esclusivamente a contendersi le carogne dell’agonizzante federazione jugoslava, si mostrò frammentata e quindi impossibilitata ad insinuarsi efficacemente nelle maglie della spinosa questione.

Privilegiando la coltivazione dei propri orticelli i paesi europei fornirono – direttamente, nel caso di Germania e Vaticano – il proprio sostegno alle fazioni croate capeggiate del nuovo Ustascia Franjo Tudjman e musulmane guidate dal sibillino e ambiguo Alija Izetbegovic, che alzarono il tiro e suscitarono la durissima reazione delle frange paramilitari di Arkan, dell’esercito federale comandato dal primo ministro Slobodan Milosevic e dei serbi di Bosnia sottoposti a Radovan Karadzic.

Di fronte all’efferatezza degli scontri l’Europa, non sapendo che pesci prendere, stette a guardare mentre gli Stati Uniti le soffiavano il “bottino” da sotto il naso. In tal contesto maturarono i versaillesiani “accordi di pace”, eloquentemente stipulati nella base militare di Dayton nell’Ohio, in cui i paesi europei subordinati al Verbo statunitense svolsero il compitino loro assegnato, e mossero attivamente affinché l’intera mole di responsabilità venisse caricata solo esclusivamente sui serbi. Piegando e umiliando oltre ogni limite di accettabilità la Serbia si contava di eliminare politicamente un pericoloso fattore ortodosso e storicamente russofilo che avrebbe potuto giocare un ruolo importante in un’eventuale tentativo futuro di penetrazione della Russia nel cuore dell’Europa. Appoggiando le ragioni delle frange separatiste, gli Stati Uniti colsero al volo l’opportunità per dare il via alla frammentazione (significativo il fatto che ciò che accadde alla Jugoslavia in quel frangente determinò la creazione del termine “balcanizzazione”) di un’area strategicamente importante, rendendola di fatto ingovernabile. In questo modo la Russia sarebbe rimasta isolata e i paesi europei, messi di fronte alle proprie gigantesche inadeguatezze, non avrebbero potuto che accettare che “qualcuno” puntellasse la propria presenza nel Vecchio Continente e impedisse loro di farsi del male da soli.

Con l’affaire Kosovo, rientrante alla perfezione nel disegno architettato a Dayton, ha trovato poi legittimazione internazionale una rete di tagliagole e spacciatori di droga meglio nota come UCK (guidati dal criminale Hashim Thaci), messa a capo di quello che è un vero e proprio narcostato nel cuore dell’Europa, crocevia di traffici internazionali che partono dall’Afghanistan e che proprio in Kosovo trovano lo snodo centrale per ramificarsi in tutto il Vecchio Continente. Qui gli USA hanno installato la gigantesca base militare di Camp Bondsteel, ciliegina sulla torta.

Ora, di fronte alla prorompente dimostrazione di forza di un Gheddafi di cui è stata venduta la pelle molto prima che diventasse cadavere (anche dall’Italia), si sta verificando qualcosa di molto simile. Sarkozy ha avuto l’ardire di proporre pubblicamente il riconoscimento di un sedicente “governo degli oppositori” per poi mettersi a capo di un’armata Brancaleone di cui fanno parte, tra gli altri, Gran Bretagna e Italia, che in sede ONU ha approvato, con l’incredibile astensione di Russia, Cina e Germania (tutti paesi con diritto di veto), l’uso della forza nei confronti delle armate regolari capeggiate da Gheddafi. Nel momento in cui gli eventi stavano precipitando, le Nazioni Unite hanno armato di una preziosissima freccia l’arco dei “rivoltosi”, i quali, sentendosi presumibilmente rinfrancati dall’appoggio esterno inaspettatamente ottenuto, tenteranno il tutto per tutto per riprendere l’iniziativa perduta. Gli scontri si faranno ben più aspri di quanto non siano stati finora e alla “coalizione umanitaria” non resterà che aspettare l’inevitabile “tragedia” da assurgere a casus belli per motivare l’attacco.

I raid raderanno al suolo le infrastrutture libiche ma senza invasione Gheddafi rimarrà in sella, se, come è probabile, l’esercito continuerà ad essergli fedele. A quel punto la guerra civile divamperà in tutta la sua crudezza, e il paese – il più florido dell’Africa, con ogni probabilità – perderà tutto ciò che era riuscito a costruire in questi anni.

L’Italia ha definitivamente compromesso gli importantissimi interessi nazionali con la Libia e perderà quello che era stato un fido alleato da quarant’anni a questa parte. Finmeccanica farà fagotto e toglierà le proprie basi mentre l’ENI vedrà chiudersi i rubinetti del gas che attraverso il Green Stream ha finora garantito preziosi approvvigionamenti energetici. Con ogni probabilità saranno italiane le basi da cui partiranno i raid contro la Libia, così come era da Aviano che decollavano i caccia incaricati di spianare Belgrado nei giorni tra il marzo e l’aprile 1999 e che un giorno fecero piovere un missile sull’ambasciata cinese. Proprio una “strana” coincidenza. Israele si trincera dietro un silenzio piuttosto imbarazzante, che rispecchia la colossale inadeguatezza della propria classe dirigente, che nell’arco di pochi mesi ha reagito del tutto passivamente alla svolta in favore dell’Iran operata dallo storico alleato turco, la detronizzazione forzata di un fido compare come Hosni Mubarak e l’attuale crisi libica che potrebbe portare alla sconfitta di un Gheddafi che in passato è risultato assai bendisposto (molti si chiedono ancora che fine abbia fatto l’uranio saccheggiato in Ciad durante l’invasione del 1977 e dove Israele abbia trovato il materiale necessario per costruirsi le testate atomiche che ancora non ha ufficialmente ammesso di possedere), malgrado qualche sparata di facciata, nei confronti di Tel Aviv. Gli Stati Uniti hanno ritrovato quel compattamento atlantista della lega araba che era andato disgregandosi negli anni. La CIA si occuperà di trovare un leader sufficientemente servile da appoggiare contro Gheddafi e ai paesi europei toccherà, come al solito, raccogliere le briciole. Vagonate di immigrati approderanno sulle coste italiane, francesi e spagnole rendendo la situazione del tutto ingestibile. Gettare benzina sul fuoco di una guerra civile alle porte dell’Europa sarebbe stata l’unica possibilità da scongiurare per i paesi del Vecchio Continente, che si trovano direttamente coinvolti in una situazione in cui hanno tutto da perdere e nulla da guadagnare.

Il bigottismo umanitario sta fungendo, come al solito, da cavallo di battaglia degli “interventisti” alla Adriano Sofri, che immemore del proprio passato assai poco lusinghiero, sciorina a piene mani alte e ben remunerate lezioni moraleggianti secondo cui il mondo andrebbe diviso manicheamente tra “buoni” e “cattivi”, dove i buoni sono ovviamente gli esportatori di democrazia a bombardamento, e i cattivi quelli non seguono a menadito gli insegnamenti di Washington. Sulle colonne de “La Repubblica”, questo nuovo Catone Il Censore scrive che “La giustizia internazionale – se non l´aspirazione morale, il minimo di legalità nelle relazioni sociali – sconta l´incapacità a misurarsi con corpi separati troppo potenti, come le banche troppo grandi per fallire, gli Stati troppo grossi per essere messi agli arresti, a cominciare dal più grosso, la Cina. Ma se Cina e Russia sono troppo grosse per fischiar loro la contravvenzione, non lo siano almeno tanto da imporre il veto ad azioni di difesa del diritto e delle vite umane in ogni punto del pianeta”. Di fronte a simili esternazioni la cosa più saggia è probabilmente stendere un velo (poco) pietoso. Il problema di Russia e Cina va ricercato altrove, ovvero nella loro evidente pochezza strategica dimostrata in questo frangente. Astenendosi in sede ONU, costoro hanno di fatto lasciato in tutto e per tutto l’iniziativa agli Stati Uniti e ai loro sottoposti europei.

L’Africa rimane uno scacchiere importante in cui specialmente la Cina ha molti interessi da difendere. Sebbene la penetrazione di Pechino nel Continente Nero sia avvenuta in aree diverse da quella mediterranea, rimane un enorme rischio consentire che l’escalation di instabilità raggiunga livelli tanto imprevedibili. Una possibile caduta di Gheddafi potrebbe preludere a numerosi altri putsch in giro per l’Africa, con il rischio che i disordini raggiungano anche i paesi in cui la Cina coltiva numerosi interessi. Per la Russia non opporsi al piano di attacco predisposto e conseguentemente approvato in sede ONU, significa concedere un grosso spazio di manovra agli strateghi del Pentagono, che hanno riallineato tutti i paesi europei sulla direttrice atlantica e si preparano ora a far fuori una polpetta avvelenata e assai indigesta come Gheddafi. Colpisce il fatto che un uomo politico astuto e sospettoso come Vladimir Putin si sia lasciato sfuggire di mano la situazione così arrendevolmente.

E’ possibile che nelle alte sfere di Mosca serpeggino consistenti dissidi interni, tra lo “zar” e il suo ex pupillo Dmitrij Medvedev, e che l’ombra dei vecchi oligarchi inferociti stia lentamente tornando ad oscurare la Russia. Alcuni segnali di instabilità si erano presentati negli ultimi tempi, come l’esecrabile gestione della situazione verificatasi in estate, durante la singolare ondata di calore che ha devastato la Russia, o come il risveglio di un terrorismo, sempre combattuto ma mai del tutto sconfitto, capace di mettere a punto un attentato grave come quello dello scorso gennaio all’aeroporto Domodedovo. In ogni caso, si tratta di un clamoroso autoaffondamento politico per Cina e Russia quello di non opporsi alle losche manovre architettate dai soliti noti. Resta il fatto che l’Europa rimane l’infaticabile portatrice d’acqua al mulino statunitense di sempre, anche quando si tratta di aizzare conflitti potenzialmente catastrofici sull’uscio di casa e di sputare sul piatto in cui si è sempre mangiato, mandando a rotoli tutti i propri interessi nell’area.

L’Italia ha fatto una figura oscena, con Berlusconi e Frattini che hanno voltato di colpo le spalle a Gheddafi dopo averlo accolto con grottesca riverenza solo l’anno scorso. Tuttavia, i più ottusamente allocchi, in spregio al loro ammirevole passato, sono parsi i francesi. Il fatto stesso che l’incarico che un tempo fu affidato a Charles De Gaulle sia ora ricoperto da Nicolas Sarkozy è un indice tremendamente affidabile del grado di degenerazione galoppante che affligge le rive della Senna.

Giacomo Gabellini
Fonte: http://conflittiestrategie.splinder.com
Link: http://conflittiestrategie.splinder.com/post/24315209/ce-limite-al-peggio-di-g-gabellini
18.03.2011

Pubblicato da Davide

  • martiusmarcus

    L’operazione mediatico-umanitar-militare che va sotto il nome di LIBIA di mostra due cose – che Gabellini ha puntualmente ed esaurientemente denunciato. Una si conosceva già e non ci sorprende né poco né tanto: l’europetta è quello che è, un agglomerato di piccoli uomini con velleità avventuristiche (Sarkozy) e di servi uggiolanti (Frattini, Berlusconi) del potere mondiale USA. Ma ce n’è un’altra che invece sorprende e va contro la tendenza che si andava delineando (la tanto acclamata multipolarità montante sullo scenario internazionale). Ecco, la GRANDE novità è la debolezza internazionale di Cina e Russia (che hanno un seggio all’ONU). O è solo MIOPIA?
    Per quello che riguarda l’italietta, berlusconi dimostra che quando il gioco si fa duro, solo i duri possono scendere in campo. E lui duro non lo è. Ogni popolo ha il leader che si merita: il nostro leader è solo il minimo comun denominatore di una società molle, flaccida, vecchia, perversa, corrotta. Di questa “mollezza” gli italiani, la gente comune, pagheranno amarissime conseguenze, sul piano dell’energia e soprattutto sul piano della sicurezza (immigrazione e possibili attacchi terroristici). I pochi buoni non potranno segnare le proprie porte con nessun segno, di sangue o non di sangue.

  • bstrnt

    Nulla di nuovo sotto il sole.
    L’occidente sembra a tenerci molto a evidenziarsi come il cancro del pianeta.
    Il paese più pericoloso, corrotto e terrorista del mondo non si è lasciato scappare l’occasione di mettere le mani sulle altrui ricchezze e, con la faccia di bronzo che si ritrova, ha dato incarico ai suoi fedeli lacchè e sodali di compiere il delitto.

    Mi domando quanti come me si vergognino profondamente di essere “occidentali” e più specificamente europei.
    Lasciando perdere quella abominevole caricatura del quisling Sarkozy, la Francia, entrata a far parte di quella alleanza di farabutti chiamata NATO, sta dimostrando chiaramente quanto il marcio d’oltre oceano sia penetrato entro i suoi confini; a quando una nuova rivoluzione francese?

    L’Europa nata sotto gli auspici di diventare una grande nazione, é divenuta carne da cannone per le mire indecenti del paese canaglia per eccellenza, mentre i quisling e i delinquenti che la governano, unitamente ai media oramai al colmo dell’indecenza, hanno la faccia tosta di cercare di giustificare pure questi atti di terrorismo internazionale come “intervento umanitario” o come “esportazione di democrazia”.

    Quello che più spaventa sono invece la remissività di Russia e Cina.

    Il sentore è quello di trovarsi al crepuscolo dell’umanità, cosa che forse sarà anche un bene.

  • stendec555

    giusto, raccoglieremo ciò che stiamo seminando. sembra che nessuno provi vergogna, tutti d’accordo, a dx come a sx. è tutto estremamente squallido e il comportamento dell’italietta è vile come sempre. a destra tutti zitti, l’importante è obbedire al potente di turno. a sinistra è tale l’odio verso berlusconi che sono non pochi gli itagliani che tollerano il bombardamento della libia in quanto “gheddafi è amico di berlusconi”…..ma che tristezza.

  • stefanodandrea

    Articolo pregevole.
    Una sola osservazione: perché Gabellini continua a parlare di europa? L’europa non è un’unità politica e (fortunatamente dico io) non lo sarà mai. Se prendessimo atto di questo FATTO, non utilizzeremmo più l’espressione “L’Europa… si mostrò frammentata”. Sotto il profilo politico è insignificante anche la frase “L’Europa è frazionata”, perché essa assume senso soltanto nel campo della geografia.
    Gli Stati europei perseguono i loro interessi e tra i presupposti delle loro azioni e valutazione ci sono i vincoli dei trattati europei. Questa è la verità. Che poi al vertice dei singoli Stati si trovino persone talmente limitate che non ne azzeccano una (Frattini) è un discorso diverso, che non riguarda l’Europa ma l’Italia. Io spero che anche Francia ed Inghilterra abbiano fatto valutazioni sbagliate. Ma purtroppo non ho strumenti e conoscenze per valutare se la mia speranza sia fondata o meno.
    Preso atto del fatto che l’Europa non esiste, non mi sembra che nei Balcani la strategia tedesca sia stata così stupida – accogliendo la logica della volontà di potenza che muove quello stato come prressoché tutti gli altri: ovvio, infatti, che possiamo giudicare le azioni altrui soltanto muovendo dai fini altrui.
    Insomma, i vincoli dei trattati per ora danno più vantaggi che svantaggi alla Germania; mentre già da tempo danno più svantaggi che vantaggi all’Italia.

  • miche1e

    Anch’io sono rimasto stupito della remissività di Cina e Russia.
    La Cina è stata probabilmente condotta a miti consigli dai Sauditi, che sono tra i più feroci nemici di Gheddafi e da cui la Cina importa molto petrolio.

    La Russia, invece, non ha questi problemi. Probabilmente gli USA hanno argomenti convincenti, che non conosciamo.

    Poco chiara invece la posizione di Israele. C’è chi dice che Gheddafi fosse in realtà un loro amico. D’altra parte, tutti i movimenti del Nord Africa hanno cacciato dittatori filo-israeliani (anche se per ora i sostituti non sono certo nemici di Israele). Insomma, sembra che anche Israele, che ha ovvi interessi in gioco, sia rimasto spiazzato, anche perché in Libia non è stata certa una sommossa di popolo che si è opposta a Gheddafi, ma semmai di tribù e di etnie contrapposte (con aiuti esterni).

  • lucamartinelli

    mi sembra, cari amici, di avere gia’ visto questo copione qualche anno fa a proposito dell’Irak. Il cliche’ delle fandonie dette su Saddam si ripete paro paro per Gheddafi. Temo che finira’ male e un’altra nazione sara’ macellata con la complicita’ di una Europa totalmente asservita ai criminali Usa. Inoltre quello che sta succedendo ha fatto calare la maschera del negretto Obama, rivelando che è uguale a tutti gli altri presidenti criminali e genocidi. E la nostra Italietta, cosi’ rispettosa della vita quando è ancora nella pancia di una donna diventa sadica e assassina quando la vita appartiene a una intera popolazione rea di avere il petrolio e una certa indipendenza. Destra e sinistra, insieme naturalmente, cessano di litigare nel teatrino della politica per unirsi alla macellazione. Leader politici sedicenti cattolici fremono nell’orgasmo dei bombardamenti e dell’invasione. Evviva!!

  • Tao

    COSI’ LA COMUNITA’ INTERNAZIOONALE CREA STATI FIGLI E FIGLIASTRI

    DI MASSIMO FINI
    ilfattoquotidiano.it

    L’Onu ha autorizzato i raid aerei sulla Libia. Francia e Gran Bretagna sono già pronte a far intervenire i loro caccia perché abbattano quelli di Gheddafi che bombardano i rivoltosi libici, e non è escluso che l’Italia metta a disposizione della Nato le sue basi aeree. Non è una dichiarazione di guerra alla Libia, non sia mai, oggi ci si vergogna di fare la guerra e si preferisce chiamarla “operazione di peace keeping” a difesa dei “diritti umani”.
    v

    Salta definitivamente il principio internazionale di “non ingerenza militare negli affari interni di uno Stato sovrano” insieme al diritto di Autodeterminazione dei popoli sancito a Helsinki nel 1975 e sottoscritto da quasi tutti i Paesi del mondo, compresi quelli che stanno per intervenire in Libia. Qui siamo in una situazione diversa dagli interventi in Iraq nel 1990 e nel 2003 e in Afghanistan nel 2001.

    Nel primo conflitto del Golfo, l’Iraq aveva aggredito il Kuwait, uno   Stato sovrano, sia pur fasullo creato nel 1960, esclusivamente per gli interessi petroliferi degli Stati Uniti. L’intervento quindi era legittimo, anche se il modo con cui fu condotta quella guerra fu bestiale perché gli americani, pur di non affrontare fin da subito, sul terreno, l’imbelle esercito iracheno (che era stato battuto perfino dai curdi, in quel caso Saddam fu salvato dalla Turchia il grande alleato Usa nella regione) e correre il rischio di perdere qualche soldato, bombardarono per tre mesi le principali città irachene facendo 160mila morti civili, fra cui 32.195 bambini (dati del Pentagono).

    Nel 2003 c’era il pretesto delle “armi di distruzione di massa”. Si scoprì poi che queste armi, che Stati Uniti, Urss e Francia gli avevano fornito, Saddam non le aveva più, ma intanto gli americani hanno ridotto l’Iraq a un loro protettorato dove è in corso una feroce guerra civile fra sciiti e sunniti che provoca decine e a volte   centinaia di morti quasi ogni giorno tanto che in Occidente non se ne dà più notizia. In Afghanistan si voleva prendere Bin Laden, ma dopo dieci anni la Nato è ancora lì e occupa quel Paese, avendo provocato, direttamente o indirettamente, 60mila morti civili (e nessun Consiglio di sicurezza si è mai sognato di imporre una “no fly zone” ai caccia americani che, per battere gli insorti, bombardano a tappeto cittadine e villaggi facendo ogni volta decine di vittime civili, come sta facendo Gheddafi in Libia).

    La situazione è invece identica all’intervento Nato in Serbia dove, all’interno di uno Stato sovrano, c’era un conflitto fra Belgrado e gli indipendentisti albanesi, foraggiati dagli americani, del Kosovo che della Serbia faceva parte.   Noi, che non abbiamo baciato la mano a Gheddafi, che non abbiamo permesso ai suoi cavalli berberi di esibirsi alla caserma Salvo d’Acquisto e al dittatore di volteggiare liberamente per Roma avendo al seguito 500 troie, e che parteggiamo per i rivolto-si di Bengasi, siamo assolutamente contrari a qualsiasi intervento armato in Libia.

    Per ragioni di principio e perché questi interventi internazionali sono del tutto arbitrari. Dividono gli Stati in figli e figliastri.

    Nessuno ha mai proposto una “no fly zone” in Cecenia dove le armate russe di Eltsin e dell’ “amico Putin” hanno consumato il più grande genocidio dell’era moderna: 250 mila morti su una popolazione di un milione.

    Nessuno si sogna di intervenire in Tibet (chi si metterebbe mai, oggi, contro la succulenta Cina?) o in Birmania a favore dei Karen. E così via. In ogni caso bisogna essere consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni.

    Se l’Italia presterà le proprie basi per l’intervento militare in Libia non potrà poi mettersi a “chiagne” se Gheddafi dovesse bombardare Brindisi, Bari, Sigonella, Aviano o una qualsiasi delle nostre città. Gli abbiamo, di fatto, dichiarato guerra, è legittimato a renderci la pariglia.

    Massimo Fini
    Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it
    Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/19/cosi-la-comunita-internazionale-crea-stati-figli-e-figliastri/98695/
    19.03.2011

  • Affus

    ci troviamo davanti a politici senza valori, partiti senza valori e ideali, a una umanità allo sbando che obbedisce ai muscoli e ha come legge solo la legge del piu forte. La legge del taglione ebraica, molto differente dalla democratica legge del piu forte,era una lagge giusta infondo perchè cercava di dare il giusto prezzo, la giusta reazione a ogni atto politico e sociale umano di una nazione piccola o grande che fosse . Su qualla legge in cui bisognava condannare e colpire una cosa ingiusta,oggettivamente parlando, indipendendemente dal partito o dalla maggioranza o minoranza che è coinvolta . amen –

  • Tao

    La guerra di Libia: Mezzo mondo si allea con Cina, India e Russia in attesa di errori alleati.

    Quando su questo blog il 2 febbraio scivevo di “Mediterraneo in fiamme” molti hanno storto la bocca.Oggi la farsa della eroica guerra di liberazione della Libia sta per passare dalle chiacchiere ai fatti.

    Il Consiglio di sicurezza ha approvato una risoluzione ( la 1973) che istituisce la NO FLY ZONE , ma lascia aperte tutte le possibilità: dal non fare nulla , alla guerra. Ad onta di tanta ambiguità, metà del mondo si è astenuta, segno evidente che c’è qualcosa che non convince e non coinvolge.

    Parlo di metà del mondo anche si si è trattato di apparentemente solo cinque membri del Consigli di sicurezza : si tratta di Cina, Russia, Brasile, India , Germania e Turchia (che non è nel consiglio di sicurezza ma è contraria e per bocca dello stesso Erdoghan considera ” controproducente” ogni intervento) che da soli rappresentano oltre 3 miliardi di persone sui sei di abitanti del Globo.

    La NATO ha le mani legate dalla opposizione di Germania e Turchia e le nostre basi non potranno essere utilizzate da terzi in forza di quel trattato. Non credo che il contratto diretto ( non NATO ) di affitto agli USA consenta loro di ospitare chi vogliono per azioni militari unilaterali. Senza basi italiane niente NO FLY ZONE, ma anche qui non abbiamo saputo far valere nemmeno la nostra posizione geografica.

    La NATO dimostra la sua inutilità anche logistica, dopo essere stata superata nel 1990 come esigenza strategica e dalla campagna di Afganistan, come capacità tattica.

    A questi paesi certamente ostili alla guerra, si aggiungono certamente quei paesi arabi – come dire – in via di “democratizzazione guidata” che non possono non essere contrari a interventi militari esterni di cui rischiano, a breve, di essere il target : Yemen, Arabia Saudita, Bahrain, Siria , Sudan e Algeria e paesi islamici non arabi: Costa d’Avorio, Chad, Iran, Uzbekistan, Kazakistan, Pakistan.

    La nuova Tunisia , attraverso il portavoce del governo, Taieb Bakoush, ha dichiarato ufficialmente ” Questa non è una guerra tra Nazioni. Non ci sono i presupposti per un intervento dell’ONU”( cfr La Stampa di oggi pag 3). E sono altri 170 milioni di abitanti del pianeta Terra che non sono d’accordo.

    Se il Giappone non fosse in tutte altre faccende affaccendato, dubito si sarebbe schierato dalla parte degli anglofrancoamericani.

    Non a caso Obama oggi è in Sud America per un giro in Brasile, Cile e Salvador. Vuole scongiurare congiungimenti tra Brasile ( primo partner la Cina) e Venezuela ( primo partner la Russia) e cerca di parlare di “ricchezza comune”, accordi e alleanza commerciale continentale su ”energie rinnovabili e nuovi carburanti”. I vecchi, ad esempio il petrolio, li lascia da parte? Il Venezuela fa parte del continente?

    Napoleone , durante la battaglia di Austerliz , a Gioacchino Murat che gli proponeva una carica di cavalleria contro gli austro-russi che stavano dividendo le loro forze, rispose che quando il nemico sbaglia, non bisogna interromperlo. Lasciò che le separazione avvenisse e dopo attaccò, vincendo la più bella delle sue battaglie.

    Questa è , a mio avviso, la ragione per cui Cina e Russia si sono astenute persino su una mozione blanda quale la 1973 delle Nazioni Unite, trascinandosi dietro i due più grandi paesi emergenti del mondo quali India e Brasile.

    Da questi nuovi equilibri mondiali in formazione, l’Italia non ha recepito nulla e nulla vuole imparare. L’ultima lezione l’ha avuta nel 1943 e a quella si vuole attenere: tradire al momento opportuno, mostrarsi zelanti e servili col vincitore e fornire “segnorine” come al padrone precedente.

    Il fatto di esserci alleati , entrambe le volte, con un farabutto ( scelta , entrambe le volte , provinciale , velleitaria e non sentita dalla popolazione) non giustifica nè il tradimento nè il “ravvedimento operoso” alla Badoglio della cessione delle basi a Francia e GB, visto che non si tratta di una operazione NATO ( nella NATO Germania e Turchia si oppongono e manca l’unanimità necessaria).

    Anche Piero Laporta su “Italia oggi”” e su “Il Mondo” sostiene che si tratta di un sostanziale tradimento degli interessi nazionali. E il generale Carlo Jean, già consigliere militare del Presidente della Repubblica, Cossiga, e docente alla LUISS su “Il Messaggero” di oggi dice testualmente: che la fedeltà dell’Italia all’ONU è ” tanto indiscussa che avviene anche a scapito degli interessi nazionali” e ancora: “ “L’ecumenismo, al limite del “”masochismo narcisista ” ha spesso influito sulla nostra politica estera. Essa si è aggrappata ad una cosa che non esiste in natura: il multilateralismo”.

    Il Generale Fabio Mini su “Repubblica e il generale USA Albert Joulwan ,( che comandò il SACEUR in Bosnia) in una intervista a “La Stampa”, non si soffermano sulle implicazioni politiche, ma entrambi – reduci di Bosnia – dicono che dopo ogni NO FLY ZONE ha fatto sempre seguito una occupazione con truppe di terra ( ipotesi questa proibita dalla risoluzione ONU) e che in Bosnia si impiegarono 60.000 uomini. Che sono ancora li aggiungo io.

    Basteranno i mercenari della Legione Straniera di Sarkosì, ridotti a quattro mezze brigate di cui una già di stanza a Gibuti? Si faranno coinvolgere i paesi arabi con invii di polizie internazionali? Credo di no.

    Gli Stati Uniti stanno usando la stessa strategia di Bush jr , le stesse parole d’ordine , ( Barak Obama ha usato il termine ” Coalition of the willing“) , con l’accortezza però di non mettersi in prima fila per non attirare attentatori “indipendenti”, i più difficili da intercettare.

    Ha mandato avanti i suoi alleati più fedeli e noi, in mancanza di una strategia e per paura di non essere più considerato l’ascaro fedele, ci siamo accodati frettolosamente e contro i nostri interessi che non saranno certo salvaguardati da Sarkosi e Cameron i quali non ci saranno nemmeno grati per la concessione delle basi USA in Italia.

    Notevole per indipendenza la posizione di Bossi, anche se la motivazione ci sembra temporaneamente delimitata.

    AVEVAMO L’OPPORTUNITA’ DI FARE LA MEDIAZIONE DEL SECOLO E POSIZIONARCI IN POSIZIONE DI EQUILIBRIO TRA IL VECCHIO E IL NUOVO e l’abbiamo sciupata per uno strapuntino sul traghetto sgangherato di due potenze coloniali al tramonto, in vigilia elettorale l’una e alla bancarotta l’altra.

    In tutta questa vicenda, assordante il silenzio di Israele e della Santa Sede. Complicità o disaccordo?

    Passando infine al provvedimento della NO FLY ZONE per i suoi riflessi pratici sulla guerra in atto in Libia, si otterranno più morti dato che i combattimenti incrudeliranno perchè dalla guerra di movimento si passerà a quella di posizione (i ribelli , imbaldanziti cercheranno di attaccare e entrambi i contendenti si nasconderanno negli abitati usando i civili come scudi), gli impianti petroliferi , finora risparmiati , saranno le vittime principali.

    La flotta alleata potrebbe affrontare attacchi terroristici nelle linee logistiche ( porti di Gabes e Tobruch), la guerra, meglio guerriglia, si estenderà via terra verso il Chad, dove Francia e Libia si sono già confrontate per il loro momneto.

    Fonte: http://corrieredellacollera.com
    Link: http://corrieredellacollera.com/2011/03/19/la-guerra-di-libia-mezzo-mondo-si-allea-con-cina-india-e-russia-in-attesa-di-errori-alleati/
    19.03.2011

  • Tonguessy

    Mi domando quanti come me si vergognino profondamente di essere “occidentali”

    Tranquillo che se apri una lista la mia firma sarà tra le prime. Cialtronismo doppiogiochista con evidente sindrome bipolare, questo è l’Occidente ed i relativi fecalomi chiamati Progresso, Modernità, Scienza, Democrazia etc…Tutti froci col culo altrui, qui nel Grande Occidente.

  • vic

    Oggi siamo andati nel regno di una grande regina.
    Si sta discutendo animatamente, e’ tutto un turbinio, un va e vieni,
    un sussurrare. Sentiamo un po’.

    Regina: Calma calma, sentiamo cosa ha da dire il fuco massimo.
    fuco massimo: Regina, non ce la facciamo piu’.
    Regina: Lo so, vi impegno troppo.
    fuco massimo: Siamo disorientati, regina!
    Regina: E’ per questo che molti di voi mancano?
    fuco massimo: Si’ regina. Hanno perso l’orientamento.
    Regina: Dove sono?
    fuco massimo: Non si sa, o regina!
    Regina: Pensi ci sia una causa? Il cibo forse?
    fuco massimo (tossicchia): Ehm, temiamo sia il cibo.
    Regina: Ve l’ho sempre detto: solo puro nettare, niente schifosaggini, niente nicotina!
    fuco massimo: Regina, abbiamo approntato un piano. Lo legga! (porge un rotoletto sigillato con la cera alla regina)
    Regina (srotola, legge concentrata): Uhm, uhm, e’ una proposta drastica!
    fuco massimo: Si’ regina, lo e’. Non abbiamo alternative.
    Regina: sugli USA!
    fuco massimo: Si’ regina, no fly zone sugli USA
    Regina: E sia, da domani non voleremo piu’ sugli USA

    Dal regno delle api, un saluto pungente

  • topol

    Da oggi non mi considererò più italiano.

  • nettuno

    Dove abiti caro VIC in un alveare?

  • TN

    Il problema di Russia e Cina va ricercato altrove, ovvero nella loro evidente pochezza strategica dimostrata in questo frangente.
    Astenendosi in sede ONU, costoro hanno di fatto lasciato in tutto e per tutto l’iniziativa agli Stati Uniti e ai loro sottoposti europei.

    Uhm, e se l’avessero fatto di proposito? E se, sapendo che Gheddafi non sarebbe stato disarcionato facilmente, avessero proprio VOLUTO questo schianto, questa aggressione, onde poi poterne profittare sia politicamente (già oggi la Russia chiede ufficialmetne di fermare i raid che ritiene “spropositati” nell’uso della violenza) sia economicamente, a bocce ferme?

  • geopardy

    Concordo.

    Vedo la questione ben più complessa e da partita a scacchi di altissimo livello.
    Partite in cui, anche un esperto giocatore non riesce a comprendere il perchè di certe mosse strategiche.

    La posta “mondo” è troppo alta per rendere evidente la propria strategia di conquista.

    Una cosa che non comprendo è perchè non usino haarp, invece di fare tutto questo casino che rischia di degenerare fuori da ogni controllo.

    Mi vien che ridere.

    Ciao

    Geo