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C'E' CHI VA A PUTTANE E CHI NO


DI ANTONELLA RANDAZZO
lanuovaenergia.blogspot.com

Di recente, ho letto due articoli, scritti da Paolo Barnard e Nicoletta Forcheri (vedi
“Sono andato a puttane”, “Paolo B va a puttane, e io sono rimasta al palo”,) sulla sessualità femminile e su quella maschile. Nonostante l’impegno dei due autori a suscitare reazioni sull’argomento, mi è parso di individuare una “competizione” fra le due posizioni espresse e una certa supponenza nel considerare quello che dovrebbe essere e che non è.
Le domande che emergono sono: ma i due sessi sono avversari o sono entrambi parte della stessa realtà? Non conviene di più essere complici che vedersi come potenzialmente avversari?

Ho sempre pensato che esistesse un mondo fatto di persone, anche se, ovviamente, esistono anche le differenziazioni sessuali. Tuttavia, nessuno può dire come si deve vivere la sessualità, né quella maschile né quella femminile, dato che si tratta di comportamenti molto personali, da considerare semmai con il proprio partner, poco adatti ad un comizio pubblico.

Nella nostra cultura sono state utilizzate le differenze di genere per imporre ruoli fissi, per limitare le scelte umane. Ciò ha danneggiato sia gli uomini che le donne, stabilendo potenzialità o attitudini da favorire o da stigmatizzare.
Millenni di dominio iniquo ci hanno voluto imporre anche limiti, tabù e pregiudizi sessuali, dai quali, ad oggi, molti faticano a liberarsi. Il sesso è stato considerato un ambito che il potere stesso doveva gestire, decidendo cosa dovesse essere lecito e cosa dovesse invece costituire “reato”.

Ad oggi possiamo fare diversi esempi di repressione sessuale. Ad esempio, fra i numerari dell’Opus Dei (vedi Pinotti Ferruccio, “Opus Dei segreta”, BUR, Milano 2006) c’è un forte sessismo: gli uomini sono completamente separati dalle donne, e si crea un’atmosfera negativa verso il rapporto fra i sessi. Viene imposto anche il principio di doversi procurare dolore fisico, tramite il cilicio e la “disciplina”. Il cilicio è una catena dotata di punte orientate verso l’interno, che penetrano nella carne. Si impone ai numerari di metterlo alla coscia per almeno due ore al giorno. La “disciplina” è una frusta di corda o di cuoio a cinque capi, che termina con dei nodi, a cui possono essere attaccate palline metalliche dotate di punte, affinché si possa sentire più dolore. Con la disciplina si costringono i numerari a frustarsi la schiena e le natiche almeno una volta alla settimana.
La mortificazione del corpo fa parte del progetto di umiliazione e annientamento della persona. Provocarsi dolore fisico significa farsi del male, non volersi bene, e dunque rimanda all’idea di non valere nulla, di non essere degno di amore e di doversi autoannullare facendo spazio a qualcosa di molto più grande di sé.
Si tratta di rafforzare il masochismo e di far perdere il senso del piacere fisico. La sessualità viene associata a qualcosa di sporco, di incompatibile con la crescita spirituale, e si fa in modo che i numerari si reprimano e respingano gli impulsi sessuali sentendosi in colpa.
La repressione sessuale serve a limitare lo sviluppo e a produrre ansie e sensi di colpa. Bloccando lo sviluppo e producendo emozioni spiacevoli, si crea timidezza e inclinazione a sottomettersi all’autorità.

La stessa cultura che ha prodotto repressione, ha prodotto anche perversione, intesa come uso del sesso come prevaricazione, violenza, come umiliazione e come merce. Ha dato ad intendere precisi stereotipi di uomo e di donna, spesso portati al limite.
Ad esempio, la cinematografia ci ha mostrato molti esempi di “uomo forte”, che domina e prevarica.
Diversi personaggi interpretati da John Wayne esprimevano temerarietà e forza fisica e venivano posti accanto a donne fragili, volubili ed emotive, che accentuavano le differenze di genere.
Anche personaggi come l’agente segreto 007 presentano forti caratteristiche maschili, e vengono posti accanto a donne fragili e seduttive. Secondo questi modelli maschili, il successo con le donne dovrebbe essere misurato dalla quantità di donne sedotte.
Queste produzioni invitano a vedere le donne come destinate per natura a sottomettersi all’uomo, perché soltanto la forza fisica e il carattere dell’uomo possono “proteggerle”.

L’addestramento militare punta spesso ad esaltare la virilità in modo superficiale, associandola alla violenza. Ad esempio, nella scuola di addestramento per le riserve dell’esercito USA, alcuni sergenti istruttori usano la volgarità e l’esaltazione della forza fisica per meglio addestrare. Una frase utilizzata dagli addestratori è: “Questo è l’uccello, questo è il fucile: con uno te la spassi, con l’altro uccidi”.(1) Ad intendere che la mascolinità non è fatta solo di godimento sessuale ma anche di violenza.

Non dimentichiamo che anche oggi si utilizza lo stupro per terrorizzare e umiliare. Racconta l’organizzazione di Medici senza Frontiere che opera in Congo:
“Lo stupro è usato come un mezzo per terrorizzare la popolazione, e il numero di casi aumenta con ogni nuovo scoppio di combattimenti e attacchi. Se le giovani sotto i 18 anni sono particolarmente esposte (quasi il 40% dei casi), il gruppo più colpito è quello delle donne tra i 19 e i 45 anni (53,6%). Queste sono le donne che lavorano nei campi per potere mantenere le loro famiglie. Gli atti di aggressione contro di loro hanno luogo principalmente in campi isolati ma anche lungo le strade percorse per arrivarvi. Di conseguenza, le donne limitano i loro spostamenti e nei centri nutrizionali nella missione di Kayna le madri preferiscono alloggiare nelle immediate vicinanze invece di tornare ogni settimana per prendere le razioni per i loro bambini”. (2)

In Africa, come in Asia e in Medio Oriente, sono in aumento le violenze contro bambine e donne. Nel Terzo mondo e non solo, milioni di persone (anche bambini) si prostituiscono per poter sopravvivere (vedi
http://antonellarandazzo.blogspot.com/2007/12/gli-angeli-feriti-dei-paradisi.html).
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Il legame uomo-donna appare nella letteratura occidentale quasi sempre problematico, talvolta collegato alla morte o ad uno stato di perenne sofferenza o di cocente delusione. Tale rapporto viene inteso come passionale, romantico o caratterizzato da fattori non controllabili e dunque non razionalizzabili. Questi fattori darebbero origine ad una serie di problemi e ostacoli.
I due poli sessuali, se distanti fra loro vengono intesi anche come inconciliabili.
Il romanzo tradizionale descrive spesso un amore inquieto e inquietante, che fa emergere il desiderio di ricostituire “l’intero” della psiche umana, tramite la fusione con l’altro, che rappresenta la parte perduta.
Per molti studiosi gli esseri umani sono un “intero” ovvero posseggono una natura che comprende molte potenzialità e caratteristiche, gli uomini non sono soltanto aggressività o desiderio di prevaricazione, né le donne sono soltanto passività e sacrificio. Ogni essere umano è unico, e al tempo stesso riassume tutte le caratteristiche della realtà umana. La differenza è nella quantità e non nella qualità. Non bisogna confondere i potenziali femminili e maschili con i corpi e la sessualità maschile o femminile. Si può essere del tutto eterosessuali ma al contempo capaci di integrare gli aspetti maschili e femminili della propria psiche.

Fino agli anni Sessanta dello scorso secolo, gli psicoanalisti che divulgavano concetti sulle caratteristiche femminili (sessualità compresa) erano tutti uomini, e nell’ambiente si tendeva a non prendere sul serio ciò che le donne psicoanaliste scrivevano o dicevano a questo proposito. Spiega la psicoanalista Françoise Dolto: “Il campo della sessualità femminile era indagato in modo più teorico che clinico… (gli psicoanalisti che se ne occupavano) erano tutti uomini… (che non erano pronti) a prender sul serio una relazione fatta da una donna”.(3)
La Dolto fece molta fatica ad essere accettata come una studiosa che poteva accrescere la conoscenza sulla sessualità femminile. Paradossalmente, negli ambienti psicoanalitici, si riteneva che gli uomini potessero conoscere la sessualità femminile meglio di una donna!

La società odierna sembra aver risolto i gravi problemi di discriminazione attraverso una maggiore libertà sessuale concessa alla donna. Ma si tratta di un’evoluzione che ad ulteriore analisi non appare realmente tale. Piuttosto, risulta che sia stato introdotto un nuovo modo di intendere la sessualità femminile, rimasto comunque inscritto all’interno della società patriarcale.
La donna non ha avuto maggiori possibilità di esprimere le proprie risorse, anche se è stata incoraggiata a vivere la sessualità in modo più “corporeo”, sul modello della sessualità maschile, cercando di puntare l’attenzione al godimento fisico piuttosto che all’affettività. I risultati, considerando alcune caratteristiche generali attribuite alla sessualità femminile, potrebbero aver peggiorato la condizione femminile, puntando a sottrarle quelle caratteristiche che differenziano la sua sessualità da quella maschile.
La società creata dai media di massa vede puntata l’attenzione sul sesso inteso come istinto, e non come rapporto. Tant’è che, come spiega Dolto, i media offrono un’immagine parziale e distorta della sessualità:
“Al presente i media si occupano della sessualità, mai della libido… bisogna dire che è proprio questa confusione tra sessualità (cosciente) e libido (inconscia) a trascinarci verso quel famoso binario morto, verso l’inerzia, a farci inabissare in un instupidimento bestiale, invece di diventare umani. La sessualità può essere femmina, la libido non può essere che femminile”.(4)

La sessualità può essere “umanizzata” all’interno di una relazione, oppure può essere vissuta in modo narcisistico, come impulso sessuale o come desiderio di conquista. Ovviamente, risulta maggiormente evolutivo un rapporto “umanizzato”, in cui esiste una relazione e non soltanto un rapporto sessuale fra corpi. Ma il sistema attuale, attraverso i media e le mode, presenta immagini, situazioni, suggestioni e evocazioni che stimolano il desiderio di avere rapporti “mordi e fuggi”, che appaiono più intensi e rassicuranti di quelli che richiedono lo sforzo di considerare l’esistenza (non solo fisica) dell’altro. Stimolare il narcisismo significa anche indurre verso rapporti di coppia superficiali, basati sull’aspetto fisico o sul carattere della novità.
Secondo la psicoanalisi, l’essere umano possiede una libido, ovvero un’energia potenzialmente sessuale, che è originariamente bisessuata. L’evoluzione biologica, caratterizzando sessualmente, fa emergere anche le differenze di genere nel canalizzare la libido.
Nella cultura occidentale, mentre la sessualità maschile, intesa come fallica e prevaricante, è stata considerata importantissima per caratterizzare l’essere forte e virile, la sessualità femminile è stata vista in funzione di quella maschile, a tal punto da non avere nemmeno un’esistenza autonoma. Essa veniva vista soltanto quando appariva “eversiva”, indesiderabile, immorale. Ad esempio, Gustave Flaubert fu condannato per immoralità per aver raccontato la storia di Madame Bovary, una donna che, scontenta del proprio matrimonio, scelse di farsi un amante. Fino a metà dello scorso secolo c’era l’idea che le donne non dovessero cercare il piacere sessuale, ma soltanto la sicurezza di un marito e la gioia di mettere al mondo dei figli. Chi usciva dai binari e cercava una vita sessuale appagante era considerata “donna di malaffare”, da omologare alle prostitute. Ogni donna, venendo al mondo, riceveva sin da piccola precise indicazioni su ciò che il suo sesso richiedeva, e su ciò che era inopportuno o vietato, anche se concesso ai maschi. La bambina acquisiva il valore che la sua femminilità aveva nella realtà sociale, attraverso quello che le veniva detto e quello che non le veniva detto. Essa tendeva a conformare il suo corpo, la sua affettività e il suo comportamento sulla base dei messaggi verbali e non verbali che riceveva sulla sua femminilità, reprimendo ciò che esulava dal suo ruolo dI genere.
Il valore che la femmina imparava a dare a se stessa era di solito strettamente rapportato al valore che veniva concesso alla madre o ad altre figure femminili rilevanti.
Le mamme di una volta potevano addirittura vantarsi di non provare piacere e di sperare che il marito le “cercasse” poco, manifestando il desiderio di sentirsi più madri che femmine. Se la ragazzina si accorgeva che la madre aveva valore come madre più che come seduttrice, era incoraggiata ad identificarsi col ruolo di madre, acquisendo il desiderio di un buon matrimonio e di figli.
Col tempo, specie dopo gli anni Settanta, le cose cambiarono, ma alla repressione non subentrò una vera educazione sessuale, né si ebbero tentativi di ridare alle donne il loro valore, e incoraggiare una sessualità autonoma da quella maschile. Al contrario, attraverso i mass media, è stata offerta un’immagine del corpo femminile sulla base del desiderio maschile (i programmi TV di solito sono creati da uomini). Dunque, nella sessualità, come in altri ambiti, i valori femminili non sono stati riconosciuti, e continuano ad essere “muti”, trovando spazio soltanto gli elementi propri di una sessualità maschile, a cui si chiede che tutti si adeguino.
Si è in tal modo imposta l’immagine della donna-seduttrice come femmina di valore, che “ci sa fare con gli uomini”. Gli stereotipi di seduzione posti, dal tacco a spillo, al reggicalze e al perizoma, sono ovviamente ripresi dalle fantasie erotiche maschili. Le donne giovani puntano ad avere un seno prosperoso, ricorrendo alla chirurgia estetica, per apparire seduttive e sentirsi di valere qualcosa, suscitando effetti sull’immaginario erotico maschile.
La domanda è fino a che punto la sessualità femminile debba essere “creata” dalle fantasie maschili, in un contesto in cui la donna esiste nella misura in cui si adatta ad una società maschile e m
aschilista.
Le donne che si adattano ad un modo maschile di intendere il sesso possono credere che la sessualità possa essere utilizzata come strumento per avere potere, per manipolare gli eventi o punire. Ad esempio, la moglie può negarsi al marito per non aver ricevuto un vantaggio materiale o per punire un comportamento non approvato, oppure una donna può offrire “servigi” sessuali ad un uomo per ottenere in cambio vantaggi lavorativi.
Secondo lo studioso Dan Kiley, anche l’atteggiamento di alcune donne di utilizzare il sesso come “strumento di potere” fa parte del modo maschile di intendere la sessualità:
“La donna, nel momento in cui decide di usare il sesso come strumento di potere, avalla un processo di separazione e l’insorgere di sentimenti negativi. Allo stesso tempo definisce anche il suo vissuto nei confronti del proprio corpo: è uno strumento, privo di desideri e di calore, da usare subdolamente nella lotta per la supremazia… la donna si rafforza nella falsa opinione di se stessa come oggetto sessuale e la sua capacità di provare piacere diminuisce; l’irrequietezza e il senso di solitudine aumentano e la rabbia e l’amarezza nei confronti della vita si focalizzano sul compagno e, in alcuni casi, sugli uomini in generale, chiudendola in una visione pessimistica dell’amore… Il sesso è un’esperienza cerebrale: l’ottanta per cento dell’attività sessuale avviene al di sopra delle nostre spalle. Se una donna vuole godere del proprio corpo, è meglio che prima dia una regolata alla propria testa”.(5)

Anche la studiosa Susan Forward ritiene interessante l’associazione fra sesso e potere, e spiega i limiti fra l’uso strumentale del sesso e il bisogno di viverlo in modo autentico:
“Conosciamo… il potere del sesso di attrarre qualcuno che desideriamo, e sappiamo come sia facile manipolare una persona sottraendole il piacere sessuale. Se non si sta attenti, rischiamo di muoverci nell’arena della sessualità spinti da decisioni basate su motivi del tutto errati: provare che siamo desiderabili, mostrare che siamo persone libere, disinibite o spontanee, affermare le nostre pretese sull’altra persona. Punire… In una buona relazione tra due persone sessualmente compatibili seguire di tanto in tanto i desideri dell’altro non rappresenta un pericolo per la propria integrità, sempre se non diventa un obbligo o una fatica… Dobbiamo… sentirci sempre liberi di proteggerci quando quello che ci è chiesto supera i nostri limiti e sentiamo che può farci del male… Costringere qualcuno a fare l’amore quando non ne ha davvero voglia, o non si sente bene, è un modo di procedere privo di affetto e di considerazione, e una persona che, in queste circostanze, stia meditando di cedere, deve sempre chiedersi: ‘Si tratta d’amore, o di potere, controllo, desiderio di vincere e dominare?’ Se si tratta d’amore, il partner sarà comprensivo. E se non si tratta d’amore, è vitale proteggere il proprio rispetto di se stessi e la propria integrità”.(6)

Molti uomini notano con inquietudine che nel nostro contesto culturale sempre più donne credono che la loro avvenenza o capacità di seduzione sessuale possa costituire un modo per avere potere, denaro o altri vantaggi. Alle donne sembra concessa ogni vanità e ogni impulso seduttivo, anche quando può essere fonte di sofferenza per qualche uomo. Alcuni uomini si convincono che in realtà sono le donne ad essere “privilegiate”, in quanto anche i loro comportamenti vanitosi e capricciosi vengono accettati. Queste persone ritengono che vi sia più tolleranza verso i comportamenti seduttivi femminili.

Essendo considerata il “sesso debole”, la donna viene sempre intesa come vittima, anche quando potrebbe non esserlo, mentre l’uomo, come “sesso forte” sembra essere considerato in ogni caso come un potenziale carnefice. Questa rappresentazione della realtà, che risente delle deformazioni e mistificazioni che riguardano i ruoli sessuali, può essere dannosa ad entrambi i sessi e fomentare maggiori rancori e divisioni. Se si incoraggia la seduzione sessuale femminile sempre e comunque, si instilla nelle donne l’idea che per sentirsi davvero seduttive occorra sedurre tutti, e non soltanto la persona di cui si è innamorati. Questo suscita lamentele, aspre critiche e talvolta anche decise condanne contro le donne, considerate come opportuniste o inclini a fare le “gatte morte” per pura vanità. Anche se indubbiamente possono esistere persone che si comportano in questo modo, sarebbe ingiusto estendere il giudizio negativo a tutte le donne.
Purtroppo alcuni uomini possono essere guidati nei loro giudizi da uno stereotipo generico di “donne”, e attribuire una serie di caratteristiche negative a tutte le donne, ritenendo che esse siano del tutto “naturali”, dunque ineliminabili. Lo stesso accade a molte donne: valutano negativamente ciò che ritengono “maschile” e ne danno un giudizio di immodificabilità. Ovviamente, tutto questo deriva e fa parte del contesto culturale in cui i ruoli sessuali sono distanti, stereotipati e sanciscono profonde divisioni, quando non, addirittura, rancore e odio. Disquisire se una caratteristica attribuita alla donna o all’uomo sia “naturale” oppure no equivale a spostare il centro del problema e allontanarlo dalla possibilità di vedere entrambi i sessi come parte della realtà, e dunque da non condannare perentoriamente per presunte “tare naturali”. Non ha senso cercare chi ha più “tare naturali”, se l’uomo o la donna, come non ha senso disquisire su chi è “superiore” all’altro. Tutti gli esseri umani dovrebbero avere pari valore nella dignità e nella considerazione sociale, senza produrre pregiudizi o stereotipi per giustificare eventuali discriminazioni. Senza contare che non esistono le “donne” o gli “uomini” come categoria astratta, ma soltanto i singoli individui di sesso maschile o femminile.
Nel mondo non c’è bisogno di una “guerra fra i sessi” ma, al contrario, di costruire un’armonia nei rapporti uomo-donna, eliminando vecchi pregiudizi e discriminazioni. E poi, dato che i sessi sono complementari, perché mai non si dovrebbe porre l’attenzione agli aspetti diversi ma positivi anziché a quelli ritenuti negativi? E’ dannoso pensare che uno dei sessi abbia più valore dell’altro e focalizzare l’attenzione sui difetti più comuni dell’uomo o della donna.
Come dice un vecchio detto “siamo tutti nella stessa barca”, e nel sistema attuale, seppur in modi diversi, sia donne che uomini subiscono ingiustizie e soprusi. Spesso i giudizi perentori e pieni di disprezzo sono dovuti a delusioni cocenti subite da un uomo o da una donna.
Oggi sempre più i media associano il femminile con il “sex appeal”, ponendo in evidenza soltanto le attrattive fisiche femminili e penalizzando le donne non propriamente avvenenti. La donna sexy sembra essere diventata la donna per eccellenza, a cui si può perdonare tutto. Tuttavia, esistono anche atteggiamenti ambigui verso la donna seduttiva con tutti, e alcuni uomini, anche quelli che non si sottraggono al suo fascino, le danno un valore minore rispetto al loro ideale di donna come moglie e madre. Osserva lo scrittore Cormac Burke:
“Sembra che il nostro mondo moderno abbia perso di vista un aspetto primario della sessualità: se nulla rende un uomo tanto rispettoso di una donna quanto la maternità è perché la maternità sottrae la donna alla categoria di un oggetto da possedere, situandola in quella della realtà da venerare. La sessualità, separata dal riferimento alla paternità, viene defraudata della sua dimensione misteriosa e sacrale, il che attiene con particolare vigore alla maternità. In nessun altro aspetto appare il mistero e la gloria di esser donna quanto nella sua capacità di essere madre. Pochi uomini non sono commossi da questo mistero. Oggi invece non sembrano molte le donne che se ne gloriano”.(7)

L’influenza che il sistema attuale esercita sugli individui, anche in ordine al sesso, è assai più forte di ciò che si potrebbe ritenere. Tali influenze possono generare personalità adeguate, ma anche scompensi, sofferenze e contrasti fra i
sessi.
Gli altri sono sempre un insieme di cose che ci piacciono, che comprendiamo, e di cose che non ci piacciono e che percepiamo come ignote. Il lato “misterioso” dell’altro ci può apparire ostile, potenzialmente pericoloso, e dunque cerchiamo di chiarire come lo vorremmo, senza tener conto del fatto che gli altri non possono mai essere come li vogliamo così come noi non siamo in tutto e per tutto come essi ci vogliono.

La maggiore libertà sessuale raggiunta negli ultimi decenni non si è tradotta in un maggiore equilibrio nel rapporto fra i sessi. Il vecchio modo di impostare i rapporti uomo/donna non è stato soppiantato da un nuovo modo, più equilibrato e favorevole ad entrambi i sessi. Al contrario, agli errori del passato se ne sono aggiunti altri, rendendo tali rapporti in molti casi difficili o distruttivi. L’immagine della donna è stata gravata da notevole confusione e dalla mercificazione mediatica.
Nell’attuale sistema non si fa molto per sollevare le tante problematiche relative ai rapporti uomo/donna, e per aiutare le coppie a migliorare i rapporti. Al contrario, in vari modi possono essere favoriti i contrasti fra i sessi, inducendo a vedere tale situazione come immodificabile. Le produzioni televisive e cinematografiche puntano ad esasperare i contrasti di coppia, presentando donne e uomini nevrotici, incapaci di stare insieme positivamente, e motivati da aspetti superficiali o distruttivi. Si punta a convincere che l’attrazione sessuale sia la parte più importante del rapporto, e che dunque i legami possono concludersi quando la passione fisica tende ad essere meno intensa. Non si fa emergere che i rapporti di coppia possono evolversi all’interno di dinamiche emotive, affettive o mentali, e che è possibile crescere nel rapporto, anziché considerare l’altro come un corpo seduttivo e nulla più. Nelle produzioni mediatiche (televisive e cinematografiche) si induce a credere che i rapporti veri siano quelli malsani, in cui non c’è equilibrio, ma tanta passione, che si esaurirà in breve tempo. Tali rapporti non sono basati sull’autentica conoscenza dell’altro, ma sul bisogno (pulsionale o emotivo) di rapporto o di sesso. E’ come se non ci fosse necessità di conoscere l’altro come persona e di amarlo, ma soltanto di appurare se e come egli può soddisfare i propri bisogni. Nell’assenza di vero rapporto, ovviamente, le coppie sono destinate a durare un periodo più o meno breve.

Una relazione autentica richiede un percorso di maturità, che la nostra cultura, in alcuni suoi aspetti, scoraggia o intralcia in vari modi. In tale contesto il rapporto di coppia viene caricato di significati romantici, passionali o emotivi che non aiutano a crescere o a diventare capaci di relazioni mature.
L’amore autentico per un partner è un sentimento che produce determinati effetti biochimici e psicologici. E’ un campo energetico benigno, da cui scaturiscono effetti salutari e socialmente positivi. Si tratta di uno stato mentale che implica diversi fattori emotivi, affettivi e sessuali. L’amore è fatto di equilibrio psichico ed emotivo, che permette all’individuo di agire a favore degli altri o della persona amata, permettendo la felicità e la soddisfazione dei bisogni. Il vero amore, dunque, richiede maturità emotiva ed equilibrio, mentre l’infatuazione passeggera richiede soprattutto attrazione fisica.

Il diverbio su come ogni sesso debba vivere la sessualità può nascondere il desiderio di avere un rapporto migliore con l’altro sesso, di maggiore complicità e comprensione. Un livello maggiore di comunicazione, in una società “della comunicazione” in cui sempre meno si hanno profonde comunicazioni.
Per ogni persona, c’è stato un (una) ex che ha causato sofferenza, un (una) ex che si è mostrato irrispettoso dei nostri sentimenti, o un ex (una) che ci voleva imporre cose che non volevamo. O, semplicemente, che ci ha lasciato, mandando in frantumi la nostra autostima, e che magari ha lasciato una punta di amarezza verso l’altro sesso.

Per concludere, quello che emerge dalla situazione in cui ci troviamo attualmente, è che la sessualità ha perduto il significato originario di “pulsione di vita” o di slancio che congiunge all’altro in un rapporto che dovrebbe essere “regolato” soltanto dalle stesse persone che lo vivono.

In un sistema basato sulla legge del più forte occorre chiedersi quanto sia importante e difficile costruire rapporti fra i sessi equilibratI e basati sull’uguaglianza. C’è sempre lo spettro dell’antica discriminazione del femminile, e del patriarcale rivendicare ciò che il femminile dovrebbe essere. Anche la stessa generalizzazione “uomo” o “donna” sarebbe da prendere con le pinze, dato che nell’esperienza di ognuno di noi ci sono molteplici personalità femminili e maschili, talvolta anche opposte pur appartenendo alla stessa categoria sessuale.

Occorre tener presente che un sistema in cui domina un ristretto gruppo di persone è possibile soltanto in un assetto in cui gli esseri umani sono prigionieri delle loro stesse paure, che possono generare sfiducia e desiderio di potere ingiusto. All’interno di tale sistema non bisogna trascurare la difficoltà di tutti (uomini e donne) a raggiungere un adeguato equilibrio e a mantenere alta l’autostima e la sicurezza in se stessi, vivendo anche la sessualità come la si vuole vivere veramente.
La crescita personale è resa difficile in un contesto in cui manca una vera libertà. I rapporti di coppia rappresentano una sfida spesso non facile. Tuttavia, vale la pena concepire la vita come un viaggio spesso difficile e complesso, ma sempre proficuo e affascinante. Un viaggio di sicuro migliore se sceglieremo di percorrerlo con un’altra persona, esprimendo la nostra sessualità e non solo, superando paure, difficoltà, barriere e pregiudizi.

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Antonella Randazzo
Fonte: http://lanuovaenergia.blogspot.com/
Link: http://lanuovaenergia.blogspot.com/2009/08/ce-chi-va-puttane-e-chi-no.html
24.08.2009

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NOTE

1) Steinem Gloria, “Autostima”, Rizzoli, Milano 1994, p. 273.
2)
http://www.ecn.org/reds/donne/mondo/mondo0609congo.html
3) Dolto Françoise, “Il desiderio femminile”, Mondadori, Milano 1995, p. XVIII.
4) Dolto Françoise, op. cit., p. XXIV.
5) Kiley Dan, “Quando lei smette di fare da madre a lui. Il dilemma di Wendy”, Rizzoli, Milano 1986, pp. 116-117.
6) Forward Susan, “Il senso di colpa. Liberarsi dai ricatti morali”, Tea, Milano 2001, pp. 213-215.
7) Burke Cormac, “La Felicità Coniugale”, Ares Edizioni, Milano, 2004, p. 24.

Pubblicato da Davide

  • Franky_Ramone

    e ora non dobbiamo far altro che aspettare quello di Travaglio…

  • tersite

    bella domanda! “i sessi sono avversari?” rispondo: sì! e ce n’è uno che vince 50 a 1 sull’altro, cioè, ha 50 possibilità(donne) di fare sesso(amare, scopare, trombare…………..) contro una(maschiettinini). Indovini chi ha interesse acontinuare la sfida(??????????). E neanche si prende le proprie responsabilità di tanto divario(eppure tutti abbiamo(avuto) una mamma). Mi scusi se finisco di leggere il suo articolo domani, ora vado a…caccia, come amate apostrofare gli sfigati che tentano di uscire con qualche ragazza, EH?

  • Eli

    Parole di buon senso, Antonella.

  • Stopgun

    Che palle!

  • myone

    AHAHAHAHAHA non leggo l’ articolo perche’ troppo lungo, e poi, sarebbe un’ altra lezione
    su come condire un piatto fatto diversamente con cibo diverso.

    Posto di getto, meravigliato che come atto 3 esca la randazzo, e guardando la foto messa,
    ho pensato, ecco che esce il terzo lato, dopo il M e la F ecco la L.

    Nell’ inserirmi travaglio nel contesto, manca propio il G, chissa’ che no sia per lui la parte.(non lo so).

    Alla fine, con il punto G di generale, se ogniun fa’ da se’, fa’ per 33,
    punto a capo, faccia la tosse, prenda la medicina, vada a letto.
    Domani tutto si risolvera’.

  • myone

    Si, si e’ espressa pure lei mettendo la sua parte di considerazione
    come lo era dell’ altra (giornalista), ma come barbard a “confronto sessi” e “non concetti o modi”,
    o a confronto di personalita’ M e F generalizzati, rimane perdente fino ad ora, avendo solo risposto da getto maschile a una provocazione femminile,
    mettendola in (competizione diatriba), avendo esposto solo il fatto e non le sue considerazioni.
    Diamogli una cance, come giornalista-osservatore.

    L’ argomento, e’ l’ argomento della vita, e dentro c’e’ di tutto, non si deve mettergli l’ etichetta
    maschio-femmina e sessoM-sessoF.
    E’ come il dado di Kubrik, dove puoi partire da un perfetto che si scompone fino alla disgregazione incontrolllata,
    dove ogni mossa, tende a porre l’ immagine al vaglio di ogni contesto conosciuto,
    e la ricerca di riassettarlo non e’ altro che una vicessitudine pagliativa,
    ma educativa se, posta in un reale relazionato e vissuto e sul vero, fatto e non teorizzato.
    La terapia della parola e non dello scritto, e’ la piu’ grande lacuna del valore umano.
    Per ora, non c’e’ studio ne professione ne arte, a parte quella poca ufficializzata in programmi studiati,
    dove si possa applicare, considerare, e averne l’ effetto taumaturgico.
    Anche i vostri interventi senz’ altro lo hanno, qualcuno ne fara’ tesoro,
    ma sono lontani da chi vive le cose e ne abbisogna, e di solito chi non legge o vuole rimanere nei tasti dei problemi,
    non considerandoli, li attua.

    In sostanza: A parte voi o il tutto che si possa presentare,
    ogni persona ha una coscenza, che e’ un’ istruzione innata e che racchiude quello che serve.
    Quando la si dimentica, non solo si creano le cose, ma le si vivono e le si attuano, come le si subiscono.
    Alla fine, il piu’ della vita, e’ un subire , in tuti i sensi, ma anche no.
    E sopratutto a subirne, e’ la fustrazione mentale di vederle e di percepirle o di agognarle.
    Di fatto, se gli esseri si vivessero per quello che sono, vivrebbero il meglio di se’,
    senza conflitti o drammi o incolmabili vagli.
    La vita, riamne sempre un’ altra cosa, e qui c’e’ un punto di respiro come tanti altri,
    a volte si a volte no, ed e’ una parte delle tutte.

  • myone

    In principio c’era l’ albero della vita
    mangiato l’ albero della conoscenza del bene e del male
    [ si e’ cominciato ad innestare, creando ibridazione]
    La prima visione avuta e’ stata la nudita’
    reale e spirituale.
    le prime foglie erano di fico vero, le altre se le sono coltivate ibridamente.
    La creazione dell’ essere passo’ per la carne e il cibo divenne un’ occupazione.

    Fra tutti i frutti che potevano mangiarne non se ne cibarono di alcuno
    ma raccolsero fatica e dolore.

    I frutti sono ancora li
    l’ albero della vita rimane ancora li per chi lo sa vedere e mangiare.

    Oggi ci cibiamo di ibridazioni globali e geneticamente modificate
    e i dolori continuano e la fatica aumenta
    ogni visione svanisce lasciando posto alle allucinazioni.

    @coprait myone

  • myone

    maschilista. pensa quante volte lo senti dire dalle donne.
    (un altro maschilista qui)

  • Sassicaia

    Onan il barbaro?

  • tersite

    …battuta di caccia infruttuosa. Ho letto il suo deamicisiano articolo e ho capito…che avevo già capito…. che c’è chi non vuol capire. Pazienza.

  • mikaela

    IN SINTESI ANTONELLA DICE:

    1)Millenni di dominio iniquo ci hanno voluto imporre anche limiti, tabù e pregiudizi sessuali.
    2)Occorre tener presente che un sistema in cui domina un ristretto gruppo di persone è possibile soltanto in un assetto in cui gli esseri umani sono prigionieri delle loro stesse paure.
    3)i media offrono un’immagine parziale e distorta della sessualità.
    4) La crescita personale è resa difficile in un contesto in cui manca una vera libertà.
    5)La sessualità ha perduto il significato originario di “pulsione di vita” o di slancio che congiunge all’altro in un rapporto che dovrebbe essere “regolato” soltanto dalle stesse persone che lo vivono.

    Grazie Sig.ra Randazzo
    concordo con Lei

  • sheridan

    Insomma, noi di CDC siamo partiti che volevamo cambiare il mondo e siamo finiti tutti a puttane. Cazzzzzzzzzzzzzzzz!

  • Eli

    Stupendo commento. Sei un mito!

  • Eli

    “Il dado di Kubrik”…intendi Stanley Kubrik? Ma va là…. Prima di scrivere, leggi un po’. Si chiama Cubo di Rubik, onanista.

  • Tetris1917

    buon articolo. Ottimi spunti.

  • ottavino

    Gli articoli della Randazzo sono:
    1) Lunghi
    2) Rivelano questa mentalità della personcina ordinata, della professoressa. Di mettere tutte le cosine perbenino in fila.
    3) Dicono poco di conclusivo
    4) Non sono pratici
    5) Tirano in ballo tutti questi studiosi…
    Insomma Antonella, cosa faresti in pratica?

  • myone

    Lungo ma l’ ho letto. Una sintesi e una ricerca a tutto campo
    che tocca molti aspetti della questione, culturale storico sociale scientifico ecc ecc,
    (la solita lista convenzionale).
    Rimane sull’ infomativo.
    Non esprime e non mostra il suo punto di vista, come invece hanno fatto gli altri due giornalisti,
    e i partecipanti alle discussioni, ma nella sua staccata sintesi,

    quel che ne viene fuori, guardando l’ articolo dall’ alto nei suoi spigoli
    e’ un femminile leso, da difendere, e da comprendere
    e un maschio pieno di violenza, possessione, retrogado, e un po’ animale.

  • Lallix

    Bhe che dire speravo di trovare un sito in cui argomentare seriamente e mi trovo di fronte i soliti spammer che neanche leggono gli articoli e postano solo per “esserci”. Persone che sperano di trovare in questa sede di pixel quello che non riescono ad essere la fuori nel mondo reale. Facendo così non ribadirete null’altro che la vostra inutilità e nel mondo reale e in quello virtuale.

    L’articolo dei Antonella è al solito esaustivo e pone il lettore in condizioni di farsi delle domande, e questo è un plus a mio parere.

    Le mie doti di sintesi, da maschietto che ne ha fatte di tutti i colori e che spera di essere arrivato ad un determinato equilibrio e rispetto delle persone, indipendentemente dal sesso e da altre variabili che non sto a raccontare mi portano a dire che: le differenze tra uomo e donna dal punto di vista sentimentale, affettivo ed emotivo non sono così esasperate. Sono gli stereotipi che ci rendono così differenti. E la società dell’immagine che stravolge i canoni della bellezza, tanto che i trans non sono altro che il riflesso dell’archetipo stero tipizzato dell’immagine femminile di uomini minorati. Sono le aspettative di status che esacerbano le differenze tra sessi sintetizzate, banalmente, nella belloccia idiota che raggiunge posizioni rilevanti grazie a prestazioni sessuali contrapposto all’idiota pelato e grassottello che diviene affascinante per il suo reddito. Il tradimento fa male ad entrambi, una carezza fa piacere ad entrambi, provare fiducia fa sentire sicuri entrambi, parlare e confidarsi, aprirsi senza timori fa bene ad entrambi, avere il coraggio di dare e la pazienza di ascoltare fa cementare una relazione, esplorare le proprie fantasie nel rispetto dell’altro fa godere entrambi.
    Il resto è attività fisica …..vado in palestra piuttosto, magari incontro una ragazza con cui parlare.

  • Hassan

    Tu sei maschiettinino o femminuccettinina ?

    Di sicuro non sei nè un uomo nè una donna.

    Sul chi vince “50 a 1″… dovresti parlarne al tuo psichiatra.

  • Hassan

    Dai Myone, lo sanno tutti che sei un misogino di prima categoria, però ogni tanto datti una calmata, e prenditi qualche medicina.

  • Hassan

    Myone perchè odi le donne ? Scommetto che tua madre ti piacchiava da piccolo…

  • Hassan

    Son gli articolini precisini della Professorina. Dice tutto e niente.

  • Hassan

    E’ vero Myone, tu sei un maschio pieno di violenza, possessione, retrogado, e un po’ animale. Poi, quando non prendi le tue medicine, diventi proprio una bestia. A proposito, tutto questo odio misogino che hai da dove deriva ?

  • Hassan

    Perlomeno l’articolo della Randazzo non è offensivo, come quell’altra accozzaglia di vaginate della Forcherri.

  • Hassan

    INVIDIA PENIS

    Un male negato, ma, alla fine, equo e paritario

    Padri fucilati, figli resi orfani, madri snaturate, mogli criminali, tribunali criminogeni

    Bresciaoggi – Lunedì 7 febbraio 2005.

    “Torino, la moglie gli nega la figlia. Uomo separato si toglie la vita”.

    “Torino: Sembra una storia di ordinaria disperazione quella che ha per protagonista l’operaio suicida trovato morto nel Po dai sommozzatori dei vigili del fuoco di Torino; ma in realtà è qualcosa di più, è la storia di un giovane padre di 39 anni disperato per la separazione dalla moglie e dal fatto che la donna gli impediva da un po’ di vedere la figlia di 2 anni. L’altra sera G. R. ha lasciato la sua auto con le frecce accese sul ponte Umberto I, sul Po e si è affacciato alla balaustra. Un passante gli è corso in aiuto, ma l’uomo lo ha rassicurato: “Mi è passata”. Pochi istanti dopo invece G. R. si è buttato nel fiume. Solo ieri mattina il corpo è stato trovato, a pochi metri dal ponte”.

    La misandria del sistema, l’odio per i maschi e i padri ha le sue manifestazioni sintomatiche ed estreme. Come questi padri che si uccidono o uccidono. Sono punte di un iceberg e dobbiamo come tali denunciarle. Siamo in una civiltà che ha fatto di tutto per far dimenticare ai maschi e alle donne che, nella crescita psicologica, le donne devono superare ed essere aiutate a superare una fase inconscia caratterizzata dall’odio verso i maschi. Scientificamente detta “invidia penis”.

    Era un sapere che ogni padre trasferiva istintivamente al figlio maschio insieme alla capacità di aiutare la donna a superare questo suo limite inconscio. Adesso tutto è costruito per impedire questa consapevolezza sia nei maschi sia nelle femmine. E i maschi vengono distrutti da quest’odio che non sanno riconoscere, che non sanno elaborare. Le donne non riescono a rendersi conto di quest’odio mistificato sotto mille femministiche e buonistiche ragioni, una più falsa e strumentale delle altre, e ne restano in totale balìa.

    Proprio nei tempi in cui il valore maschile è finalmente riuscito a creare le condizioni perché le donne possano emanciparsi dai limiti loro imposti dalla natura femminile e dalla durezza dei processi materiali di riproduzione della vita, invece di un naturale e doveroso sentimento di riconoscenza, l’odio femminile contro i maschi dilaga e acquista una sua pseudo legittimazione in una copertura razionalizzatrice: l’accusa di oppressione millenaria. Come se chi avesse interesse al dominio si facesse parte attiva per annullare il proprio dominio. Come se esistesse un dominio che si traduce in condizioni di vita così usuranti per il dominatore da campare in media, come i maschi, sette anni meno del dominato. Eppure chi avesse voglia di leggersi la letteratura femminista, scoprirebbe che, per la prima volta nella Storia, un genere teorizza, pianifica ed attua l’annientamento identitario dell’altro genere.

    Conclusione: si buttano giù dai ponti i maschi ed i padri, ma si buttano giù dai ponti anche le donne. Mentre a milioni vengono massacrati tramite le pratiche abortive i figli di tutti, maschi e femmine e ci stiamo estinguendo. Incomincio a pensare che il femminismo non abbia niente a che fare con fatti oggettivi da cui fa dipendere l’odio per i maschi e sia soltanto la razionalizzazione di un odio infantile.

    Ovvero, che siamo di fronte all’antichissimo problema di sviluppo della psicologia femminile, rispetto al quale i meccanismi in atto nel passato per aiutare la donna a superare questa fase di fissazione infantile non sono più in funzione. In sostituzione si è sviluppata questa proiezione razionalizzatrice che corrisponde al modello della donna fallica, modello funzionale alla società consumistica, con la conseguente follia del rifiuto di tutto ciò che è femminile: dal proprio sesso al proprio corpo, alla maternità. E del rifiuto di tutto ciò che è maschile con la pretesa di essere in quanto donna il vero maschio e il vero padre. Ma quand’anche dessimo alle donne di oggi tutto il potere e ci annientassimo ai loro piedi, questo non placherebbe il loro odio.

    Un odio che non è condizionato dall’ottenere o meno quanto chiedono, ma dalla possibilità di trovare la strada per diventare adulte. Quel che ci chiedono, ma non ne sono consapevoli, è l’antica virtù maschile che nasce dalla consapevolezza maschile che le donne hanno questo problema e dalla capacità di contrastare la loro delusione e disperazione con una forte rappresentazione/dono del maschile nei confronti della donna e al tempo stesso nel definire come irraggiungibile e tabù per loro l’identità maschile.

    Le donne, per guarire, hanno bisogno di fare esperienza di più maschilità, affettuosa, solidale e autorevole, e noi invece le ascoltiamo nella richiesta folle di autocastrarci.

    Una tragica follia a due.

    C. B.

    http://www.uomini3000.it/73.htm

  • Hassan

    Misandria

    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

    Vai a: Navigazione, cerca

    Il termine misandria (dal greco (mìseo), odiare, e (anér), uomo) indica un atteggiamento psicologico preconcettuale di avversione ed ostilità verso l’uomo ed il genere maschile.

    L’atteggiamento ed i comportamenti misandrici sembrano indirizzati in misura prevalente verso l’uomo eterosessuale, sessualmente maturo, essendo orientati solo in rari casi anche verso i maschi in età minore o verso categorie maschili non eterosessuali.

    In ragione di questa specifica delimitazione della categoria umana oggetto di avversione si distingue dalla misantropia e costituisce il concetto speculare e contrapposto della misoginia.

    Benché prioritariamente osservato nei comportamenti femminili, il pregiudizio misandrico appare occasionalmente anche in alcuni comportamenti maschili, tendenti all’autosvalutazione ed alla contestuale esaltazione delle qualità femminili, ritenute superiori alle proprie soprattutto sotto il profilo etico oltre che estetico.

    Il termine misandria, compreso quasi esclusivamente nei testi specializzati (psicologia) sino al secolo scorso, è entrato a far parte dei dizionari dall’inizio del III millennio e si ritiene questo un possibile portato culturale del femminismo.

  • Hassan
  • myone

    Allora te la sei cercata, un cretino e un asino come te, pieno di parole ma nulla di contenuto,
    ha solo del terrone mischiato con l’ arabo quando le sue capre solo il mondo.
    Stronzo. Di fatto, non d’ offesa.

  • Boero

    io ritengo a ragione che il femminismo sia una derivazione di un particolare tipo di capitalismo definito il:”capitalismo di consumo”,questa derivazione parte dagli Stati Uniti ed è l’opposto del capitalismo europeo,che è un capitalismo di risparmio(non necessariamente migliore:attenzione io non sto facendo una distinzione morale).
    Non dico questo così per dire,ma sulla base di una lunga riflessione,mi sono reso conto,che l’attuale modello di società crede che tutto il sistema sia imperniato su una cosa:il consumo.
    Nella realtà dei fatti non è così,da ciò la crisi economica,dovuta a uno squlibrio tra consumo e produzione.
    E’ un fatto che il femminismo specialmente nelle sue forme più aggressive derivi dagli Stati Uniti e ciò deve fare riflettere:accettato supinamente dalla ”cultura” di sinistra è in realtà il prodotto di una società profondamente capitalista,curiosamente se ci si pensa NON C’ERANO FEMMINISTE NEL BLOCCO SOVIETICO.
    E ora veniamo al dunque:dopo il 29 il capitalismo degli Stati Uniti si modificò:la convinzione che la crisi del 29 fosse realmente una crisi di sovrapproduzione(convinzione errata) sfociò nella necessità dell’elite di creare una società in grado di consumare questa ”sovrapproduzione” e permettere dunque al sistema produttivo di andare a pieno regime,NEI FATTI IL SISTEMA INDUSTRIALE HA UNA POTENZA DI PRODUZIONE CHE E’SPROPORZIONATA ALLE ESIGENZE DELLE POPOLAZIONE,DA QUI LA NECESSITA’ DI CREARE UNA CATEGORIA CHE ASSORBISSE LA SOVRAPPRODUZIONE.
    Sapete già a cosa sto alludendo…
    E’ UN FATTO CHE NELLA SOCIETA’ TRADIZIONALE LA DONNA HA UN RUOLO DI MADRE E ”MASSAIA”,OVVERO COLEI CHE GESTISCE OCULUTAMENTE IL PATRIMONIO DELLA FAMIGLIA,GENERALMENTE PARSIMONIOSA E INQUADRATA IN UN RUOLO BEN PRECISO CHE POTRA’ ESSERE CRITICATO DALLE FEMMINISTE,MA CHE IO DEFINISCO DI RISPARMIATRICE PER ECCELLENZA.
    Se non si scardinava la concezione della famiglia tradizionale patriarcale improntata al risparmio,non si poteva nei fatti creare quell’individuo socialmente isolato,che compensa le sue carenze affettive CON LO SHOP ADDICTION.
    Nei fatti non si può negare che questa categoria precipuamente femminile(ma ultimamente anche sempre più maschile),sia stata generata ad arte disgregando la famiglia tradizionale:LA CLASSICA DONNA AMERICANA QUARANTENNE REDUCE DA TRE DIVORZI,SOLA,DEPRESSA,CHE VA ”A COMPRARE UN PAIO DI SCARPE” E HA L’ARMADIO PIENO DI FOTTUTE PAIA DI SCARPE(COSI’ COME DI FALLIMENTI AFFETTIVI),E’ IL PRODOTTO E INSIEME IL BASTIONE,LA COLONNA PORTANTE DI QUESTA SOCIETA BASATA SUL CONSUMO E LO SMALTIMENTO DI UN IPERPRODUZIONE INDUSTRIALE,NON NECESSARIA E SU UN RAPPORTO SQUILIBRATO FRA PRODUZIONE E CONSUMO IN CUI NON SI PRODUCE PER CONSUMARE MA SI CONSUMA PER PRODURRE.
    E costei è il negativo dell’uomo che va a puttane,è poco noto,ma molti uomini vanno dalle puttane talvolta semplicemente per parlare,voi non siete ascoltate?Bhe non lo so,però non credo che neanche gli uomini si sentano ascoltati.
    Allora calmiamoci un pò E CERCHIAMO DI ASCOLTARCI.
    Femministe se mi avete seguito fin qua ”con il nodo in gola”perchè avete dei problemi personali,o semplicemente perchè vi rispecchiate in questo ritratto di voi e della vostra società,vi dico:”VOI TENDETE AD ATTRIBUIRE I VOSTRI FALLIMENTI AFFETTIVI AGLI UOMINI IN MODO GENERICO,ED E’ CIO’ CHE I MEDIA VI OFFRONO COME RISPOSTA,MA DOVRESTE CAPIRE CHE VOI SIETE VITTIME DI UN RAGGIRO MOLTO PIU’ IMPORTANTE E SIGNIFICATIVO”.
    sAPPIATE CHE IL FEMMINISMO E I ”WOMAN STUDIES” DELLE UNIVERSITA USA SONO PROMOSSI DA ENTITA’ BENEFICHE DI STAMPO MARCATAMENTE CAPITALISTA,COME LA ROCKEFELLER FOUNDATION CIO’ NON PUO’ ESSEREUN CASO.
    IL FEMMINISMO E’ PARTE DI UN PIU’ AMPIO PROGETTO DI ATOMIZZAZIONE DELL’INDIVIDUO PER RENDERLO:IL CONSUMATORE PERFETTO.
    Vi ricordate quella pubblicità in cui veniva pubblicizzato un giornale femminilie,e il fidanzato chiamava la femmina sul letto ”pucci pucci” e dal giornale usciva una man e dava uno schiaffo all’uomo?
    Sappiate:LA SOCIETA’ CAPITALISTA E’ IN UN CERTO QUAL MODO INVIDIOSA DELL’UOMO,E VI VUOLE TUTTE PER LEI,PERCHE’ NELLA MISURA IN CUI NON SIETE SODDISFATTE AFFETTIVAMENTE(E SESSUALMENTE),IN QUELLA MISURA NON CONSUMATE.
    E’ quella che il buon Ted Kazinsky ha definito:”attività surrogata”.
    E se voi siete infelici E LO SIETE,NON FATEVI SVIARE VERSO UN FETICCIO NEGATIVO,OVVERO L’UOMO CHE VI OPPRIME,SAPPIATE CHE QUESTA VALVOLA DI SFOGO E’ STATA CREATA E MESSA IN ATTO PER PERMETTERE ALLE DONNE DI SFOGARE LA LORO FRUSTRAZIONE,E NELLO STESSO TEMPO PER ACCENTUARLA,IN UN CIRCUITO DI AUTORINFORZO.
    Diversamente non andrebbero in tv puntate di ”amore criminale”,in cui si parla degli omicidi a sfondo passionale….e di tutti quegli uomini padri separati che si suicidano perchè non possono vedere i loro figli chi ne parla?E’ arrivato il tempo della sveglia,non potete più nascondervi dietro a un dito,la realtà del vostro fallimento deve essere imputato a cause corrette e non surretizie,saltare a iè pari quanto da me scritto e cercare di svilirlo cercando di sviare il discorso nonaiutare voi a igliorare la situazione.
    Io non v chiedo il sesso ludico,ma di riflettere prima di parlre sì,e questo lo fate raramente,identificandovi nel ruolo di vittima creato dalla società per permettere di ammortizzare meglio la vostra frustrazione.
    Superate le vostre barriere mentali e sappiate che l’uomo non vi è nemico,ma se voi metabolizzate una concezione di lui ostile non stupitevi se ”scappa”.
    Premesso che chi non accetterà le mie considerazioni,mi darà dell’ignorante,faccio lei presente che così qualifica sè medesimo,eventuali divagazioni sui boeri qualificheranno l’ignoranza del soggetto in questione,la sua incapacità a rispondere,ribadisco che quanto da me trattato sul popolo boero è da ritenersi MODERNO,ovvero contemporaneo e non già inerente alla guerra anglo-boera.
    Se si vuole parlare di ciò pregonsi aprire un altro topic,questo è sul femminismo.
    Darmi del razzista o del maschilista sarà come come coloro che cercano di tappare la bocca ai critici dello stato d’Israele dicendo che sono antisemiti.
    Ciò che scrivo NON E’ UN ATTACCO ALLE DONNE,ma semmai uno spunto di riflessione,non offensivo a differenza dei loro articoli,(e ciò faccia riflettere su chi realmente manca di argomenti).
    Dire:maschio pisellino complessato mostro prevaricatore,DIMOSTRA UN CERTO INFANTILISMO,che personalmente non è che mi irriti granchè,ma è un indicatore di quanto siamo lontani da un discorso equilibrato tipico di persone mature,e il discorso di un bambino sopra un seggiolone.
    Dopo ”pisello complessato”,perchè non argomentare con ”io c’ho la vagina gnegne gne gne”.Suvvia signore…………………………………e poi siete voi quelle ”acculturate pronte a rieducarci”,capisco che anche un generico ”datecela di più”non sia il massimo dell’argomentazione,però l’articolo di Barnard anche se un pò naiF,NON ERA COMUNQUE OFFENSIVO,O SE LO ERA LO ERA MOLTO DI MENO DELLA REPLICA.
    Comunque con cordialità,arrivederci.

  • myone

    Te sei un islamico incrociato con un nazzista passato e inseminato per sbalgio in italia
    e latitante in sud america, e scommetto che se non ti droghi, nemmeno vieni a postare qui.
    Non sono offese, e’ una pura realta’. Riguardati che ne hai bisogno.
    E lavati piu’ spesso, che attivi misogenia e mesandria da tutti i pori.

    Al di la’ dell’ apparente aggregazione intelligente che fai nei tuoi post
    quando esci con il tuo carattere e la tua ingnoranza, sei tutte le offese e le contraddizioni che posti.
    Qui chiudo, perche’ parlare con un asino come te, e’ come dare una caramella a un mulo.

  • myone

    Piu’ che un’ oppinione e’ una fissa tua, mi sa che le hai prese te e non solo da tua madre.
    Io non amo le donne quando non lo sono e non lo sanno essere,
    e quando i canoni dell’ intelligenza dell’ arroganza e dell’ inutile non rientrano in qualcosa che ha sapore.
    Ma vale pure per gli uomini.
    Di cui te stai nel mazzo perfettamente.

  • myone

    per i 3 articoli e le dispute, stopgun ha detto … che palle
    (io gli ho fatto una battuta non un giudizio) maschilista
    ( ho ironicamente messo un’ osservazione) : pensa quante volte lo senti dire dalle donne
    ( poi essendo in un (forum) ho immaginato uno che ascolta e che risponde con 1 altra battuta) un altro maschilista qui.

    Sai, c-hassan, bisogna avere tante maleabilita’ per leggere a volte
    non solo un senso unico

  • myone

    ho confuso geometria e cinematografia, succede. Meno male che hai compreso, spero, non solo l’ errore 😛

  • Boero

    Guarda che scherzava…

  • Boero

    Per la Randazzo propongo un commento complottista a proposito del femminismo.
    Rockefeller ammette un piano per il controllo della popolazione mondiale da parte di una élite

    (E’ incoraggiata la diffusione del presente documento previa la menzione dell’autore)

    Aaron Russo, direttore e produttore cinematografico hollywoodiano, approfondisce per la prima volta una eccezionale confessione di Nick Rockefeller*, che include il preannuncio della strage dell’11 settembre, la “bufala” della guerra al terrorismo, la creazione del movimento di liberazione della donna e, dulcis in fundo, il piano finale per una riduzione della popolazione mondiale e l’avvento di una società globale controllata dal microchip. Aaron Russo è attualmente impegnato nella lotta contro il cancro, ma ha trovato il tempo per essere intervistato dal collega e conduttore radiofonico Alex Jones. Durante l’intervista Russo ha sciorinato una rivelazione sensazionale dietro l’altra su quanto Rockefeller gli riferì a proposito della direzione che l’élite globale vuole imprimere al mondo intero. Dopo l’uscita del suo popolare film “Mad As Hell” (Pazzo come l’Inferno) e la candidatura a governatore del Nevada, Russo fu notato da Rockefeller, a cui fu introdotto tramite una avvocatessa. Rockefeller apprezzò la passione e l’abilità dimostrate da Russo nel proporre cambiamenti sociali e si impegnò in una sottile missione di reclutamento nella élite. Rockefeller chiese a Russo, durante una conversazione privata, se fosse disposto a far parte del Consiglio per le Relazioni Estere** (Council on Foreign Relations, CFR), ma Russo declinò l’invito precisando di non essere interessato a “schiavizzare la gente”, al che Rockfeller replicò freddamente, chiedendogli il motivo del suo attaccamento ai “servi”. Russo dichiara: “Gli chiesi quale era il senso di tutto ciò”. Aggiunsi: “Avete tutto il denaro e tutto il potere che vi serve, quale è il vostro fine ultimo?”. Rockefeller rispose: “Il nostro fine è di controllare tutti con il microchip, di controllare l’intera società, di far controllare il mondo dai banchieri e dagli appartenenti all’élite”. Rockefeller giunse al punto di assicurare Russo che se si associasse all’élite verrebbe segnalato in modo tale da evitargli indebite ispezioni da parte delle autorità. Russo rivela che, undici mesi prima del fatidico 11 settembre 2001, Rockefeller gli disse: “Si sarebbe verificato un evento che avrebbe portato all’invasione dell’Afganistan per far passare gli oleodotti attraverso il Mar Caspio, e all’invasione dell’Iraq per accaparrarsi i suoi pozzi petroliferi e stabilire una base nel Medio-Oriente. Successivamente si sarebbero regolati i conti con il presidente venezuelano Chavez”. Rockefeller disse anche a Russo che avrebbe visto i soldati nelle cave dell’Afganistan alla ricerca di Osama Bin Laden e che ci sarebbe stata una “Interminabile guerra al terrorismo, mentre in effetti non c’è un reale nemico e tutta l’operazione è una gigantesca menzogna che consente al governo di ottenere il consenso del popolo americano”. Rockefeller, secondo Russo, fece la straordinaria predizione con tono ilare e beffardo. Durante una successiva conversazione, Rockefeller chiese a Russo cosa ne pensava dell’emancipazione delle donne. Russo rispose che riguardasse il diritto femminile al lavoro e a ricevere una paga analoga a quella maschile, proprio come fu per la conquista del diritto al voto. A tale affermazione Rockefeller ribattè, sghignazzando: “Sei un idiota! Ti dico io di cosa si tratta! Noi Rockefeller l’abbiamo finanziata, fummo noi a finanziare l’emancipazione delle donne! Noi siamo quelli che possiedono tutti i giornali e tutte le televisioni – la Fondazione Rockefeller”. Rockefeller chiarì a Russo i due motivi primari per i quali l’élite sponsorizzò il movimento femminista: La ragione principale fu la precedente impossibilità da parte dei banchieri di “tassare” metà della popolazione, e secondariamente l’opportunità di avere ad un’età più precoce scolari indotti ad accettare lo stato come famiglia primaria, con la conseguente disgregazione del modello di famiglia tradizionale. Tale rivelazione si accorda con precedenti ammissioni fornite per conto della pioniera femminista Gloria Steinem, secondo le quali la CIA erogò fondi a Ms. Magazine come parte integrante del piano per erodere il modello tradizionale di famiglia. Rockefeller si mostrava spesso bramoso di mettere in risalto l’idea che “la gente deve essere dominata” da una élite, e che uno dei mezzi per impiegare tale potere consisteva nella riduzione della popolazione, poiché “c’era troppa gente nel mondo”, tanto che la popolazione mondiale andrebbe ridotta almeno della metà. Un problema che, secondo quanto emerso nelle conversazioni tra Rockefeller e Russo, è sfuggito al controllo dell’élite riguarda il conflitto israelo-palestinese, tanto che fu presa in considerazione la bizzarra idea di devolvere ai cittadini israeliani un milione di dollari a testa affinché si trasferissero tutti nello stato americano dell’Arizona. * David Rockefeller, patriarca della Famiglia Rockefeller, nato nel 1941, influente finanziere internazionale, a lungo presidente della Chase Manhattan Bank, istituto controllato dalla sua famiglia, fondò nel 1973 la Commissione Trilaterale, di cui fu anche il principale finanziatore. La Commissione Trilaterale è considerata il governo-ombra mondiale. ** Il Council on Foreign Relations – CFR – è comunemente ritenuto il governo-ombra americano, alle decisioni del quale è sottoposta tutta l’Amministrazione degli Stati Uniti, presidente compreso.

    19 Marzo 2007

    Alessandro D’Ovidio

    Giovani Dubbiosi Napoli -Gli articoli e i contributi al sito non sono retribuiti. Tutte le collaborazioni sono prestate a titolo

  • myone

    ah ah ah ah tersite. Sbagli i conti e posti le tue possibilita’
    50 donne non si accoppiano con 1 uomo ma con 50 uomini
    oppure c’e’ un macio che se ne fa 50 per media ah ah ah ah
    ah ah ah ah ah non stare nella media del 5+1 ah ah ah ah ah

    tersite me la sto ridendo, forse me la capisco solo io ah ah ah ah

  • myone

    … ( anchi’ io) …. mi e’ uscito il mio lato femminile .-z

  • myone

    Se il mondo e’ un puttanaio siamo nel posto giusto. avanti caro

  • myone

    http://www.youtube.com/watch?v=2wJFb_eHyYU&feature=related

    nemmeno loro sono piu’ loro che parlano ma noi
    quando ci fanno dire a noi cose uscite da loro stesse come stereotipi-femminismi-propaganda
    una vera dimostrazione di possessionemediatica da esorcizzare
    come manipolazione gia’ manipolata per manipalore.
    (dillo alla mamma che papa’ e’ cattivo)

    dillo a loro che hanno una catena per ascolti psicologi e terapie
    (non lo so ma puo’ essere, bisnes)
    mi sembra una comunicazione mirata, propio li, nel lavaggio cervello della realta’.
    Come quando versi soldi per il cancro. C’e’ solo quello, Il cancro, 1 cancro,IL male.
    Praticamente, i problemi di tutti e delle donne in particolare
    visti gli argomenti, gli e li hanno creati e manipolati geneticamente gli uomini
    a tal punto che sono cosi.
    Troppo sensibili e delicate ste anime ancestrali, ma tanto diaboliche. Come assimilarle?
    poveri uomini. ma povere donne.

    E pensare che e’ solo un mediatico messaggio, che fa’ fare pensiero, e diventa un velo di veduta.
    Poi diventa una piaga sociale.

  • Viruss

    niente di meglio che assistere ad una zuffa tra uomini stile mariadefilippi.
    Compliments!!!
    ecccerto che stavate scherzando!

  • mikaela

    Concordo in tutto.
    Sono sicura che non hai nessun problema nel conoscere ragazze, magari dopo averla conosciuta chiedile cosa pensa di queste considerazioni.sono sicura che avrete tanto da dire.

  • tersite

    no, scopano sempre gli stessi, osserva bene

  • tersite

    Sono un uomo etero, Hassan. In tutto.

  • tersite

    sei sicura di concordare?

  • tersite

    ma tu scrivi ste cose e poi mi dai del gay. Ma sei pazzo? condivido interamente il tuo lucido commento.

  • tersite

    Perfetto! Non so’ come la pensi sui boeri, ma qui hai centrato proprio in pieno la questione. Il tuo è il commento più argomentato e chiaro dei 600 (!) letti finora relativi al sesso. Posso metterlo su faceb?

  • cinthia

    Bel commento. E’ una consolazione constatare che c’è anche qualche intelligenza che frequenta questo sito! Qui si possono leggere dei buoni articoli (non tutti, ma parecchi) possibilmente senza soffermarsi sui commenti dei frequentatori assidui, altrimenti ti assale lo sconforto! D’altronde se siamo ridotti male fino allo stremo è chiaro che ci sono motivi talmente macroscopici da non essere né visti né tanto meno riconosciuti. Ottusità, ignoranza e arroganza supponente sono così diffuse da dilagare ovunque… e la rete non ci salva, anzi spesso amplifica!
    In rete c’è davvero tanta di quella gente che non c’ha proprio un cazzo da fare e nessuno con cui sfogare le proprie assurde frustrazioni, risultato: i blog sono traboccanti di commenti non solo improduttivi ed inutili ma anche fastidiosi e inquietanti… che ce vuoi fare!

  • tersite

    ……………ma allora com’è che se tiro fori mezza piotta trovo migliaia de cosce larghe(di e in TUTTI i paesi del mondo) e se mi comporto da essre umano trovo solo due di picche? Ora ti confesso una cosa: il mio migliore amico, che conosco da 30 anni sui 37 che ho vissuto, e con il quale ho condiviso una vita intera, è un maschio alpha ! anzi no: è il prototipo del maschi alpha; nn si comporta nemmeno da alpha perché è alpha suo malgrado. Il sistema lavora per lui ispirandosi alle sue forme alla sua estetica (ti ricordo che il “bello” riempie il botteghino, la strafiga no). Ed essendo pure un uomo intelligente se ne accorge lui per primo dell’assurdità del vostro comportamento. E divertito se la gode. Ma la cosa piu incredibile è che siamo amici dall’infanzia pur essendo molto diversi per condizione sociale, stile di vita..quasi tutto ci dividerebbe, ma siamo amici. Tra donne questo è impossibile, perché siete piu invidiose, diffidenti e opportuniste. E questi difetti, questo asserragliarsi nel vostro piccolo universo limita molto la vostra comprensione delle cose e delle persone, oltre a rendere ridicoli e interessati i vostri sentimenti

  • tersite

    concordi pure sulla cazzata razzista sui trans?..bella gente! complimenti a tutti e due!

  • Kevin

    I agree.

  • Kevin

    L”avevo sentita anche io questa storia, se non sbaglio era alla fine del primo Zeitgeist. Spero solo che le donne accecate da così tanto astio nei confronti del genere maschile si diano una svegliata, anche se ne dubito fortemente.

  • Lallix

    Già l’incipit della tua risposta è miserabile: con la tua mezza piotta puoi compraci quello che vuoi è vero, ma non pretendere di compraci elementi emotivi di valore.
    Il maschio alpha esiste nei branchi di bestie, leadership, intelligenza sociale, la capacità di ascolto appartengono ai gruppi sociali composti di persone evolute.
    Per evolute intendo persone che si vogliono distaccare dall’uomo moderno che non ragiona in centimetri di cazzo e di forza fisica, ma ragiona attorno al rispetto delle persone e delle idee altrui.

    Se hai paura dei tuoi sentimenti, e di due di picche ne ho gli armadi pieni, se hai timore delle tue emozioni non sarai mai te stesso. Sarai il primo a prenderti in giro e sarai facilmente preso di mira dalle donne che, aimè ancora sentono la puzza dell’insicurezza a mille miglia.

    Guarda che i minorati e i coglioni non hanno differenze di sesso, evitali, generalmente basta il tempo di una birra per capire se la persona che hai di fronte fa parte di queste categorie.

    Il processo di rincoglionimento colpisce in egual misura i due sessi. A mio parere, e non la prendano a male le femminucce, se da un lato alcuni maschietti stanno tentando di superare il super machismo, tante femminucce si stanno involvendo in un pseudo maschio e qui arriva il casino, l’incomprensione e l’incapacità di comunicare i propri Sentimenti, si con la S maiuscola.

    Sappi che hai di fronte un 39enne che ne ha fatte di cotte e di crude, non un benpensante ciellino.
    Concludo dicendo che un’altra tacca sulla cinghia non ti darà più soddisfazione di un altro chupito quando sei già sbronzo da buttar via.

  • myone

    Nn metto in dubbio la cosa, anche se dovrebbe essere protocollata da qualcosa che ne testimoni l’ avvenuto detto o scritto un anticipo.
    Grillo parlo’ due anni prima con il delegato parmalat che gli disse chiaramente cosa facevano e dove sarebbero arrivati,
    messe le dichiarazioni e inserite nei monologhi spettacolo di Grillo, non smossero propio nulla, o frose si, ma dopo la frittata.
    I programmi eventi dei Rok-Usa sono diventate informazioni che girano in internet, ma nulla si smuove, nulla appura, e sopratutto nulla entra nel circolo mediatico informazione ufficiale, per cuila gente-massa
    nemmeno crea qualche onda di stimolo contro, o che faccia fare passi falsi ed evidenti, ad intenti cosi (fantomatici).

  • myone

    Forse tersite ancora al tempo della piotta pensa di metterla nel salvadanaio

  • cinthia

    non so che sostanza psicotropa hai consumato per rispondermi in questo modo velenoso e pretestuoso, ma penso che dovresti conoscere meglio le Persone… conoscerle personalmente, prima di catalogarle da qualche parte, se proprio ci tieni a farlo. Io, prima di essere donna sono una Persona e in quanto Persona do molto più valore all’essere che al genere. Per questo ti pregherei, la prossima volta di non infilarmi tra tue conoscenze, generalizzandomi: non ci tengo a far parte di un universo femminile stereotipato in cui non mi riconosco affatto. E ti assicuro che, a quasi cinquant’anni e dopo qualche annetto di analisi alle spalle, comincio a sapere chi sono senza per questo sopravvalutarmi, ma neanche dovendomelo sentir dire da te che non mi conosci affatto. O no?
    Io vivo bene tra uomini, donne e omosessuali d’ogni tipo, non soffro d’invidia verso nessuno, mi relaziono con intimità con tutti coloro i quali me ne concedono e mi pongo come un Essere Umano Animale Pensante e Consapevole. Far parte di un genere non mi rende automaticamente rincoglionita, così come spero sia anche di te!
    Certo che però se parti a bomba con questi presupposti-preconcetti ti rimarrà un po’ difficile dialogare e/o scopare, ammesso che nell’universo che frequenti tu ci siano donne con cui ne valga la pena, se non ci sono… cambia universo!

  • tersite

    ora mi sei piaciuto dalla prima riga, ovviamente. E hai fatto bene a chiarire che nn sei benestante…già mi ero fatto il pregiudizio! accetto le tue critiche e le condivido,….IO!:-)) Dico solo due cose 1) ricorda che in fondo siamo sempre bestie mammifere, è importante che TUTTI ne prendano atto 2) maschio alpha inteso pure..e soprattutto direi, come potenza economica: è stato sempre troppo evidente, non puoi negarlo 3) a questa categoria di privilegiati appartiene pure l’uomo in divisa. E anche questo fatto meriterebbe una profonda riflessioni. Noi UOMINI SCONTIAMO IN TERMINI DI LIBERTa’ le assurde paure delle donne, tipo aggressione nel vicolo buio, inoltrate da media, cinema, programmi e telefilm….Io sono tuo coetaneo, non sono fatto male, non ho debiti ne crediti con nessuno, ho tanti amici, mi interessa tutto, lavoro come un bastardo e faccio cento flessioni al giorno, corro piu veloce dei ragazzini di vent’anni, da due anni non prendo nemmeno un ‘aspirina, sono astemio, anarchico e………NULLATENENTE !…ma dopo una vita di mignotte(sante!) secondo te idea posso avere delle donne. Alcuni di voi non conoscono roma….

  • tersite

    E’ vero sono uno stronzo, lo considero un buon metodo per farsi dire la verità: la vostra età, la posizione sociale, quel che pensate veramente, qualche esperienza della vita. Non voglio farmi gli affari vostri, ma mi piace giocare a carte scoperte. Ottima risposta anche la tua. Posso trarne spunti di riflessione, …imparare, …capito?

  • tersite

    pardon: benpensante!

  • albertgast

    Cara Antonella, parlare dei rapporti fra uomo e donna è inutile. E’ come parlare di calcio o di politica. Hai mai visto un ultrà che, messo davanti alla moviola, vede le cazzate fatte dai giocatori della sua squadra e diventa fan della squadra avversaria? Oppure hai mai visto gli obnubilati della politica che, messi davanti alle cazzate fatte dal proprio politico di riferimento, cambiano schieramento? In effetti a volte questo succede, ma le ragioni sono spesso di opportunità, più che ideologiche. Dei rapporti fra uomo e donna invece è proprio inutile parlarne. Tutti hanno le loro convinzioni e non c’è nessun ragionamento che li smuova. Salvo pochissimi. Addirittura leggo che qualcuno pensa le stesse cose del sesso opposto da 3000 anni. Eh già, si vede che si è fermato a 3000 anni fa, con buona pace di Darwin e delle sue teorie. Forse potremmo davvero lasciar perdere, se non fosse per quei pochissimi di cui sopra, che io chiamarei fortunatissimi, per i quali una coppia è una COPPIA. Non con la maiuscola, ma con tutte maiuscole. Una coppia è qualcosa al di sopra della ginnastica sessuale, delle prevaricazioni, dei pregiudizi, degli sfruttamenti più o meno palesi, delle rivendicazioni e chi più ne ha più ne metta. Ho solo una parola per definirla: una coppia è Vita. Ti giuro che esistono “cose così strane”, perchè da una vita io faccio parte di una coppia così. Non voglio dire di aver avuto una vita alla mulino bianco, tutt’altro. Difficoltà non sono mai mancate, ma, essendo una coppia, per l’appunto, siamo arrivati ai capelli bianchi e siamo assieme. Ti assicuro che sciocchezze come il DNA, le pulsioni, le voglie più o meno sentite, l’istinto e quant’altro hanno avuto interesse vicino allo zero, in tutti questi anni. Per nostra fortuna abbiamo avuto molto, ma molto di più. Forse addirittura qualcosa al di sopra della comprensione di chi ci vorrebbe tutti disponibili ad accoppiamenti animaleschi, salvo poi probabilmente trovare che non va bene nemmeno così. Il tuo articolo è molto ben scritto e quando parli delle mamme di una volta mi hai fatto venire in mente “Il Gattopardo”, quando il principe descrive i suoi rapporti con una moglie che non si è mai nemmeno svestita in sua presenza, nemmeno durante i rapporti coniugali, dandogli così la buona scusa per andare a trovare il piacere con la puttana. Solo che lui ci va col prete, in modo da potersi confessare subito dopo. Il massimo dell’ipocrisia. Ecco, se c’è una cosa che non è mai cambiata negli ultimi 3000 anni, e forse anche più, trovo che sia l’ipocrisia. Sempre molto usata per scusare sia gli imbranati che gli stronzi, i quali a mio avviso sono molto ben distribuiti sia fra i maschi che fra le femmine. Bipartisan, come si dice adesso. Grazie comunque per il bell’articolo, che ho letto con molto interesse. Cordiali saluti.

  • Lallix

    Nani vivo a Milano, non nella fattoria del Mulino Bianco.
    Milano la terra delle ragazzine giocattolo, modelle replicate in serie oggi tutte ricce e bionde, domani tutte castane e nere, perchè è così che il mainstream vuole farci vedere le donne. Ragazzine fragili, tossicomani, insicure, prese per il culo dai tuoi tanto invidiati maschi alpha. Ragazzine oggetto che per un gin tonic te lo succhiano e per 3 righe di coca te la danno. Maschi alpha un cazzo sono degli stereotipi ribaditi e massivamente uniformati. L’uniforme è tanto un gessato grigio quanto la divisa del punkabbestia.

    E mi vieni anche a dire che sei anarchico. l’Anarchia è per gli uomini non per i semplici mammiferi. Uno dei pilastri dell’anarchia è rispetto dell’altro: la mia libertà finisce dove inizia la tua. Limito la mia libertà perchè ho rispetto, dela tua persona, dei tuoi spazi, delle tue cose. Dov’è il rispetto nella mezza piotta che dai a una donna che non ha altre chances per sopravvivere? Dov’è la sua libertà di vivere una vita decente, senza avere addosso corpi che non desidera?

    A un meter dal me cu lassa che rusen. Traduco: a un metro dal mio culo lascia che spingano. Per dirti che la puoi pensare come vuoi, ma sappi che il maschilismo all’interno delle aziende è un dato di fatto. Che la violenza contro le donne, anche nel rapporto di coppia è la quotidianità. Che la mercificazione dei corpi (maschili e femminili) non sono delle teorie sono la realtà di tutti i giorni

    Con questo saluto e chiudo

  • Lallix

    Ooo là a te si che ti quoto!

    Saluti

  • cloroalclero

    Ovviamente penso che questo scritto di cui sopra sia una vergogna innazitutto per il fascista (non perche ami il duce, ma per il tipo di concetti che sciorina: autorevolezza del maschio, la donna che “dev’essere aiutata a sviluppare la sua psicologia e a superare l’invidia del pene, evoluzione della donna possibile solo grazie alla prassi psicologico-paterna del maschio, ovviamente il tutto in salsa antiabortista) che ha scorreggiato sto pippotto orribile, poi per i professori che ha avuto che non gli hanno insegnato ad amare almeno una di quelle buone letture che avrebbero potuto evitargli di scagazzare virtualmente questi contenuti, magari contribuendo per un briciolo ad arginare l’ignoranza che l’avrebbe messo in imbarazzo, solo riuscendo a vedersela per come appare.

    cloro

  • mikaela

    Grazie per avermelo fatto notare,ho trovato un dizionario in rete e ho notato che nella lingua scritta ha un altro significato.
    sai io sto’ imparanto,
    Pero’ ho letto spesso sotto altri post concorco,
    e allora pensavo chesi poteva usare.
    comunque volevo dire che sono d’accordo col la signora Randazzo.

  • cinthia

    vabbè… se te diverti così… de gustibus no sputazzandum est 🙂

  • mikaela

    E la società dell’immagine che stravolge i canoni della bellezza, tanto che i trans non sono altro che il riflesso dell’archetipo stero tipizzato dell’immagine femminile di uomini minorati.
    “minorato” di che?della bellezza femminile.
    io l’ ho inteso cosi’. Non credo che Luxsuria sia una minorata
    ho visto dei video e mi sembra una persona interessante e preparata.
    io non ho nessuna forma di razzismo.
    Rileggi la mia sintesi,gli argomenti sono quelli e valgono per tutti.

  • Hassan

    Ottima replica Boero, io però ti consiglierei di “toglierti i guanti di velluto” e darci giù pesante con queste stronzette spocchiose e arroganti. Queste stronze sono il derivato di decenni di silenzio maschile, non hanno mai incontrato nella loro vita un uomo che le dicesse un “no” o un “hai torto”. Per cui sono cresciute avvolte da quest’aureola di onnipotenza, pensano che su certe tematiche noi uomini non abbiamo il diritto ad avere un’opinione, e che abbiamo “solo che da imparare” da loro. Il vento però, come avrai notato, sta cambiando direzione, sempre più uomini si son stancati, anche perchè se 50 anni fa magari delle donne che dicevano cose intelligenti su certe questioni le trovavi, oggigiorno stiamo dando ragione “di default” a delle autentiche rincoglionite complessate che sparano vaginate a raffica, femmine nel vero senso del termine, che non si son evolute in “donne”, e che di femminile non hanno niente. Poi si lamentano che gli uomini vanno a prostitute o si cercano la moglie in Brasile o nei paesi dell’Est Europa.

    ps. Myope: scordato le medicine anche oggi ? Comprati una scorta così fai prima.

  • myone

    Uno dei mali sociali che portera’ a una societa’ peggiore, e’ che uomini e donne a questo modo,
    taciti e inerti, triplicano una certa educazione sui figli, anzi, omettono ogni carattere e confronto, dialogo e cominicazione di argomenti.
    Ogni singolo e’ una vita a se’, automa, oliata solamente del niente che appaga.
    Un tempo addietro, in sostituzione del’ appagamento effimero, c’era il silenzio, e una certa forma di privazione, che faceva la sua parte di insegnamento.

    C-Hassan, se ti bannano non perdiamo nulla, e ci puliamo l’ aria.

  • myone

    CINTHIA hai riassunto bene una realta’, che e’ quella femminile e quella maschile, giovane, dove di donne non ce ne sono e di uomini nemmeno.
    Mancano le persone. L’ essenza che fa l’ essere umano e non quello deviato.
    La tristezza e’ che, non hanno famiglia che gli rompa il culo da una parte,
    ma che dall’ altra se li tengano sotto le ali dell’ educaizone, del dialogo, del confronto e dello scontro.
    Sai qual’e’ la religione che viaggia come scusante?
    Io la mia vit al’ ho fatta e non me l ha insegnata nessuno,
    loro si facciano la loro e imparino sulla loro pelle.
    Ma la famiglia, le conoscenze, le parentele, le persone stesse che relazioniamo ufficialmente,
    di tanti risvolti ne sono all’ oscuro, e nemmeno un confronto di coscenza, pervade o accede… al nulla.
    Poi, si sono cosi modificati geneticamente, che hanno gli anticorpi innati e attivi, dove,
    la ragione e’ loro, i cazzi sono suoi, e vai a fotterti.
    Anche questa e’ una violenza che richiama altra violenza, innata, fra le essenze di un modo e quelle di un altro.
    O le strade si separano, o l’ uno convoglia l’ altro, ma visto che non c’e’ filtro di comunicazione e ne di predisposizione a nessuna ricerca o cambiamento,
    gli scontri sono inevitabili. Ma il sociale si carica sempre di piu’, di questi modi di fuga, ma che fanno marcire una persona, una societa.
    E mi sembra, che il contesto e’ generale, in ogni settore.
    E chi si vuole salvere, per modo di dire, ha solo la ritirata, per non lacerarsi quello che gli rimane di (buono) suo.

  • myone

    Sei alla ricerca del genoma. Vorresti essere della specie.
    Cosi lo sono tossici, alcolisti, ossessionati, e anche comuni apprensivi.
    La cosa otrebbe avere del piacere e iaciuto, ma se la collochi in un contesto molto piu’ ampio, di cui siamo fatti, fa’ piu’ che malattia, fa danni, fa’ corruzione.
    Se pensi che nel momento che ti svegli nell’ essere tuo e ti annamori, incontri, e scambi, vita emozioni pensiero intenti e altro,
    lo fai anche perche’ c’e’ la tua predisposizione e dell’ altra/o chimicamente e organicamente nonche’ spiritualmente che consiste di come e’ il tuo essere,
    andare a giro a racattare tutte queste confusioni e mescolamenti di ogni natura,
    no nsolo adultera il tuo modo e il tuo essere, ma lo peggiora, e te peggiori altri/e.
    Ma queste cose non si vedono. Basta vedere che gente c’e’ a giro e com’e’ e si vede e coome si vede.
    Solo che, il vaglio della coscenza e’ evanescente, e l’ immagine apparente affinata nella falsita’ di apparire, che e’ pure quella dell’ essere,
    si predispone di subito a mettersi in gioco, per un altro gioco, con lo stesso fine o deviante.
    ( Parlo per chi un verto tipo di vita, lo ha fatto un stile, per non dire una droga.

  • tersite

    i miei problemi sono miei e me ne assumo tutta la responsabità, senza dar la colpa a nessuno in particolare. Però soffro, si può? Quel che non sono riuscito spiegare, cosa che ha provveduto a fare Boero, è che l’universo femminile è ATTIVAMENTE COMPLICE DELLE PEGGIORI ATROCITA’, GUeRRE E OGNI VIOLENZA CONOSCIUTA. Ma esse si ostinano con accanimento a rifiutare qualsiasi responsabilità, rifugiandosi dietro il solto silenzio omertoso(RISCONTRABILE IN OGNI AMBIENTE, famiglia lavoro…) e dietro ai soliti luoghi comuni confezionati dai media. Il maschilismo di facciata è VOLUTO dalle donne(..potere) in modo da fuggire qualsiasi responsabilità……….paraculata umana arcinota, e lo sai. cmq m’è piaciuto pure sto commento soprattutto la prima parte. Posso esser complessato quanto vuoi…! ciao

  • tersite

    teorie sbagliate quelle di 3000 anni fa? probabile, sicuro. Certo anche dopo Darwin, cioè negli ultimi 100 anni si è andati avanti(?). Bisogna considerare un po’ tutte e teorie e magari provare a formularne una propria: Le teorie cambiano si trasformano. Io non sono misogino, anche perché sono stato partorito da una donna e la cosa va’ ricordata in quanto l’altro sesso nn possiede cromosoma y e nn ha quindi sviluppato capacità di astrazione, scientificamente parlando. Ma sa che c’è? io di fronte all’altro sesso mi son sentito sempre poca cosa, perché l’altro sesso mi rifiuta a prescindere da quel io che sono, per le ragioni indicate nei commenti sopra.

  • tersite

    FRASI COME QUESTE MI MORTIFICANO COME ESSERE UMANO; DA SEMPRE.

  • tersite

    pur condividendo gran parte di quello che dici secondo me sbagli modo e misura, non c’è bisogno di insultare, basta cercare la verità. il tuo odio è il loro nutrimento

  • renatino

    Argomento molto valido e condivisible. Io da quando sono diventato “ometto” ascoltando le storie di alcune donne mi sarei tagliato il pisello 20mila volte, per lo disgusto. Ma non l’ho fatto sempre grazie alle donne. IL PUNTO è che purtroppo, secondo me, il problema maggiore è che dobbiamo (io conto zero) pensare a come risolvere il divario tra Nord e Sud del mondo; perchè se non ci mettiamo in testa che 4miliardi circa di persone vogliono vivere come noi, tra poco non avremmo più modo di fare questi bei discorsi!!
    Quindi Signora Randazzo e Signor Barnard, umilmente, vi chiedo di riflettere su questo aspetto mondiale. E se non ci sono risposte o c’è solo di aspettare (cosa nn so) allora seguitiamo pure a filosofare sui sessi. Sempre se poi ne rimarranno.
    AU revoir.