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CATASTROFI NATURALI E MILITARIZZAZIONE DELL’AMERICA


DI MICHAEL CHOSSUDOVSKY

Sia la minaccia dell’influenza aviaria, che ha avuto una svolta di carattere politico, che le catastrofi naturali come gli uragani, stanno per essere strumentalizzati dalla Casa Bianca di Bush per giustificare un campo di intervento sempre più ampio delle forze armate negli affari civili del paese.
Bush ha lasciato intendere, in maniera spicciola, al culmine dell’uragano Rita, che l’Esercito dovrebbe diventare il capofila dei soccorsi d’emergenza:

“Una catastrofe naturale – di una certa gravità – metterebbe il Ministero della Difesa nelle condizioni di poter diventare la prima agenzia in grado di coordinare e guidare gli sforzi di reazione? Si tratta di una questione molto importante da prendere in considerazione durante il Congresso.”

Qualche settimana dopo, alla Conferenza Stampa della Casa Bianca, il Presidente Bush ha parlato del ruolo dell’Esercito nel rafforzamento delle quarantene in caso di un’esplosione di febbre aviaria:

“Ho considerato attentamente i possibili scenari che potrebbero presentarsi per lo scoppio di un’influenza aviaria…se ciò si verificasse da qualche parte negli Stati Uniti, non dovremmo allora mettere in quarantena quella parte del paese? E come si fa rispettare una quarantena in tali situazioni?…E chi sarebbe più adatto ad eseguire una quarantena? Una delle opzioni è l’utilizzo di un corpo militare capace di pianificare e passare subito all’azione. Ecco perché faccio questa proposta. Penso che si tratti di un dibattito piuttosto importante da affrontare al prossimo Congresso.”
(Conferenza stampa della Casa Bianca, 4 Ottobre 2005).

Nel frattempo si sta lavorando alla costruzione di un nuovo consenso mediatico. In evidenza sui tabloid e nelle reti televisive, le minacce di possibili catastrofi naturali sono abbinate a possibili attacchi terroristici nei confronti della patria. Secondo Daniel Henniger che scrive sul Wall Street Journal:

“La questione che ci si presenta in seguito al fallimento di fronte all’uragano Katrina è se la minaccia da parte di quei pazzi (Osama e Al Zarqawi) nonché della natura sia adesso sufficientemente grande nel suo potenziale di orrore e di gravissime perdite da dover modificare l’autorità giurisdizionale esistente conferendo al Pentagono la facoltà di poter reagire in maniera immediata e efficiente.”

Fatto Compiuto

Qual’è la linea divisoria, dal punto di vista delle procedure di emergenza, tra questi due eventi distinti? O esiste una linea divisoria tra un disastro umano derivante da una causa naturale da un lato, ed un reale o percepito “attacco terroristico nei confronti dell’America” dall’altro lato?

Il Piano Nazionale di Risposta (NRP)
(Dicembre 2004) del Dipartimento di Sicurezza della Patria [DHS: Department of Homeland Security] elimina la distinzione fra una situazione di emergenza per la sicurezza civile o nazionale.

“Questo tipo di approccio è unico e promettente dal momento che, per la prima volta, elimina dei nodi critici e lega insieme una vasta gamma di attività di gestione della crisi che includono la prevenzione di, la prontezza per, la risposta a, ed il pronto recupero da terrorismo, catastrofi naturali maggiori ed altre emergenze maggiori. Il risultato finale è il notevole miglioramento della coordinazione fra le organizzazioni federali, statali, locali e tribali per contribuire a salvare delle vite e proteggere le comunità americane incrementando la velocità, l’efficacia e l’efficienza della gestione della crisi.”
www.dhs.gov
(corsivo aggiunto)

L’NRP è del tutto operativo: la militarizzazione delle procedure di emergenza è già un“affare fatto”.

L’NRP si basa su delle procedure di emergenza da prendere in caso di un “attacco terroristico”: si concentra sulla “gestione della crisi”. E’stata approvata dalle principali agenzie federali e dai dipartimenti governativi (inclusa la CIA e il DoD [Department of Defence]).

Lo schieramento, in caso di emergenza civile maggiore (ad esempio un uragano o una pandemia da febbre aviaria) dovrebbe essere regolato dagli stessi criteri in conformità con i principi fondamentali della “guerra al terrorismo”. Quest’ultimo inoltre caratterizza i lavori della FEMA .

La militarizzazione delle organizzazioni di soccorso della “Società Civile”

La militarizzazione del sistema di soccorso è stata approvata anche dalla Croce Rossa Americana e dalla Commissione per il Servizio Nazionale e Sociale (Corporation for National and Community Service) e dalle Organizzazioni Nazionali di Volontariato operative in caso di catastrofi (NVOAD) [National Voluntary Organizations Active in Disaster]. Queste organizzazioni chiave sono firmatarie del Piano Nazionale di Risposta. Queste hanno sottoscritto la definizione della Sicurezza della Patria per l’emergenza nazionale. Sottostando all’NRP, queste organizzazioni civili chiave si sottomettono all’autorità del DHS, della FEMA e del Pentagono. Diversamente dal Consiglio per il Servizio Nazionale e Sociale le NVOAD raggruppano un vasto numero di organizzazioni non-governative. Sottoscrivendo l’NRP, queste organizzazioni hanno dimenticato il loro mandato “civile”di intervento in caso di catastrofi.

In relazione all’uragano Wilma, il Ministero della Difesa ha istituito un Ufficio di Coordinazione della Difesa con facoltà di operare al di fuori del Centro Operazioni dello Stato di Emergenza [State Emergency Operations Center] a Tllahassee, in Florida.

Più significativo, il Pentagono ha trasferito i funzionari del US Northern Command alle sedi nazionali della FEMA. In base a quanto riferito da Frances Fragos Townsend, Consulente della Sicurezza della Patria di Bush, gli “ideatori” del Northern Command avrebbero come mandato quello di “dispiegare le forze armate se necessario.”
(citato in Seattle Times, 22 Ottobre 2005).

Accuse criminali contro i funzionari dell’Amministrazione Bush

La recente richiesta di estendere il campo d’intervento delle forze armate agli affari civili del paese, è emersa ad una importante congiuntura politica. L’indagine sul caso Plame-CIA , condotta dal Procuratore Fitzgerald, potrebbe concludersi con una serie di imputazioni ed atti d’accusa nei confronti di membri importanti del Consiglio dei Ministri di Bush, incluso il Vice Presidente Dick Cheney.

Mentre la “guerra al terrorismo” rappresenta ancora il pretesto principale per ampliare il campo di intervento delle forse armate, le calamità naturali costituiscono una giustificazione del tutto nuova ed innovativa.

Nel frattempo, tanto la catastrofe umana del Golfo del Messico quanto la presunta minaccia di una pandemia di influenza aviaria si stanno strumentalizzando per distogliere l’attenzione pubblica dalla più grave questione della cospirazione e dei crimini di guerra svelati dall’avvocato Fitzgerald. Ancor più, l’innalzamento dell’allerta del terrore o i presunti pericoli di una pandemia di influenza aviaria, possono venire strumentalizzati per avviare le procedure di emergenza con il proposito di creare un’atmosfera di paura ed intimidazione.

Il membro del congresso Jerrold Nadler, in una lettera rivolta al Vice Procuratore Generale, ha richiesto che il Procuratore Fitzgerald “approfondisca la sua ricerca includendo un’indagine criminale che possa determinare se il Presidente, il Vice Presidente e gli altri membri del “Comitato Iraq” della Casa Bianca abbiano cospirato per ingannare deliberatamente il Congresso al fine di autorizzare la guerra in Iraq.”

Tale iniziativa segue quella del membro del congresso John Conyers ed altri 90 membri Democratici che hanno spedito una lettera al presidente Bush riguardo ad “uno sforzo coordinato per stabilire le informazioni ed i fatti che giustificano la guerra. Il membro del Congresso Conyers ed altri membri Democratici hanno tenuto in data 16 Luglio un’udienza non ufficiale sul Downing Street Memo che rassomigliava piuttosto ad un atto d’accusa.”

(Vedi www.globalresearch.ca/)

La lettera scritta dal Membro del Congresso Nadler al Procuratore Generale segnala “‘Il Comitato Iraq della Casa Bianca’ il cui solo scopo sembra essere stato quello di mercanteggiare e vendere al Congresso la decisione di andare in guerra…”

La lettera inoltre menziona la fuga di notizie dal Downing Streeet Memo:

“Sebbene l’indagine del sig. Fitzgerald debba ancora appurare se sia stato commesso un crimine da parte dei funzionari dell’Amministrazione nel far trapelare l’identità della moglie di Wilson in quanto agente segreto della CIA, è tuttavia abbastanza chiaro che il Comitato Iraq della Casa Bianca era impegnato a screditare le rivelazioni sulla falsità delle giustificazioni per la guerra dei funzionari dell’Amministrazione, e ad intimidire e punire coloro che avrebbero osato rivelare la verità… Noi adesso sappiamo che i vertici degli Ufficiali dell’Amministrazione, incluso il braccio destro del Vice Presidente Cheney, I. Lewis Libby, hanno distorto davanti ai media la portata e la natura di tutto ciò che i servizi segreti americani sapevano e non sapevano sulle armi di distruzione di Saddam Hussein prima della guerra.

E’ chiaro che l’Amministrazione non può condurre delle indagini su se stessa in questo caso. Pertanto la esorto ad approfondire l’indagine del Procuratore Generale analizzando tali questioni cruciali per la nostra sicurezza ed integrità nazionale.”

Per il testo completo della lettera al Vice Procuratore Generale: www.house.gov

L’impeachement

Una procedura d’accusa potrebbe essere minata dall’Amministrazione in vari modi.

Ricordiamo, a tal proposito, come Clinton lanciò i raid di bombardamenti in Sudan ed Afghanistan lo stesso giorno che Monica Lewinsky fu convocata davanti alla giuria nell’Agosto 1998. I bombardamenti contribuirono immediatamente a distogliere l’attenzione dalla questione dell’impeachement (21 Agosto 1998). Analogamente, alcuni mesi dopo, nel Dicembre 1996, Clinton ordinò il bombardamento dell’Iraq. Le bombe furono sganciate su Baghdad lo stesso giorno in cui fu emessa una mozione d’accusa nella Casa dei Rappresentanti. Non rispettando il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, il Segretario di Stato Madeleine Albright aveva ordinato il ritiro degli ispettori ONU delle armi, i quali dovettero lasciare l’Iraq il 15 Dicembre, proprio il giorno prima della mozione d’accusa.


(Monica Lewinski)

Al fine di galvanizzare il supporto pubblico, Cheney e Rumsfeld approfittarono di un’opportunità offerta dal rapporto dell’ONU sull’uccisione dell’ex Primo Ministro Libanese Rafiq Hariri, per sferrare bombardamenti punitivi contro la Siria. L’azione militare contro la Siria è ancora contemplata ed ha fatto parte dell’agenda militare USA sin dal 2003.

Un atto d’accusa nei confronti di Bush, Cheney, Rumsfeld, etc. comprometterebbe inevitabilmente l’intera struttura neoconservatrice. Potrebbe anche pregiudicare i vertici militari del Pentagono. Se le accuse criminali fossero corrette, il Vice Presidente Cheney sarebbe uno dei principali bersagli.

L’11 Ottobre la comparizione davanti alla corte della reporter del New York Times Judith Miller ha spostato l’attenzione generale all’ufficio di Cheney. La lunga testimonianza, in base a quanto riferito dai giornali, si incentrava su un terzo incontro che lei stessa avrebbe avuto con Lewis “Scooter” Libby, braccio destro del vicepresidente Cheney, nel Giugno 2003 – un mese prima della pubblicazione del nome di Valerie Plame in un articolo di Robert Novak. Plame, moglie dell’ex ambasciatore Joseph Wilson IV, fu “svelata” da Novak come agente CIA. Novak aggiunse che il nome della Plame gli era stato dato da due “alti funzionari dell’Amministrazione”, adesso è risaputo che si trattava di Libby ed il principale consigliere politico di Bush Karl Rove.

Tuttavia, l’indagine di Fitzgerald, fin dall’inizio, si è centrata intorno ad un’oscura ma potente unità segreta della Casa Banca, il “Comitato Iraq” della Casa Bianca, costituito nel Luglio-Agosto 2002 per coordinare gli sforzi dell’Amministrazione Bush-Cheney al fine di ottenere il supporto per l’invasione dell’Iraq. Rove e Libby, insieme al capo di Stato Maggiore Andrei Card, il consigliere per la Sicurezza Nazionale Condoleezza Rice, il suo sostituto Stephen Hally, il consigliere della Casa Bianca Karen Hughes, insieme ad un’altra dozzina di alti consiglieri della Casa Bianca e dell’NSC hanno preso tutti parte al Comitato Iraq della Casa Bianca [WHIG] (vedi Jeffrey Steinberg ).

Nel caso di accuse criminali o di procedimenti di impeachement, potrebbe essere usata un’emergenza nazionale per sospendere le procedure legali necessarie per portare avanti imputazioni contro gli alti funzionari dell’Amministrazione Bush.

In altre parole, l’Amministrazione potrebbe usare un disastro nazionale come pretesto per mettere in atto la Legge Marziale, nel qual caso tutte le accuse criminali verrebbero ostacolate attraverso la sospensione (temporanea) del governo costituzionale. Sotto un Codice d’Allerta Rosso, l’US Northern Command (NORTHCOM) si assumerebbe le funzioni di un’amministrazione civile

Michel Chossudovsky
Fonte: www.globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=CHO20051023&articleId=1134
27.10.05

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di cyLOBA

Note del Traduttore:

1)Federal Emergency Management Agency = Agenzia federale di Gestione delle Catastrofi.
2)Due funzionari dell’Amministrazione Bush rivelarono a due giornalisti l’identità di una agente della Cia, Valerie Plame e di suo marito Joseph Wilson. La soffiata alla stampa avrebbe avuto lo scopo di colpire proprio Joe Wilson, colpevole alla vigilia della guerra di aver dimostrato, per conto della CIA, l’inconsistenza della tesi, sostenuta dall’Amministrazione Bush, secondo la quale l’Iraq avrebbe tentato di comprare un certo quantitativo di uranio nel Niger per portare avanti il suo progetto di costruzione della bomba atomica.

LEGGE MARZIALE ED EPIDEMIA DA INFLUENZA AVIARIA

FEMA – IL GOVERNO SEGRETO

Pubblicato da Davide