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CASTRO: ESPERTO DEL NUCLEARE O SEGNALE D'ALLARME ?

DI KAVEH L AFRASIABI
atimes.com

“Se ci sarà un attacco all’Iran da parte di Israele e Stati Uniti, non ci sarà modo di impedire l’innesco di una guerra nucleare” – Ex Presidente cubano Fidel Castro

Castro ha pronunciato queste inquietanti parole il mese scorso, e questa settimana, non scoraggiato da un esercito di occidentali scettici, ha rinnovato il suo ammonimento al rischio di un “olocausto nucleare” facendo una delle sue rare apparizioni in parlamento.

Il fragile 84enne potrà anche aver dato le dimissioni da Presidente, ma non dal proprio ruolo nella politica internazionale, specialmente da quando è sicuro che gli Stati Uniti abbiano un leader che potrebbe essere sensibile alle sue capacità persuasive.“Obama non darà l’ordine di attaccare se riusciamo a convincerlo, stiamo dando un contributo importante a quest’opera” ha dichiarato Castro durante il suo breve ma significativo discorso, disseminato del tipico vocabolario incentrato sull’imperialismo americano.

Si tratta di una paranoia infondata o di uno scorcio di realismo politico? Un rapido esame del possibile “scenario peggiore” in un futuro conflitto tra USA e Iran o di USA e Israele contro l’Iran è a favore dell’avvertimento catastrofico di Castro per le seguenti ragioni.

Innanzitutto, gli Stati Uniti hanno una nuova attitudine al nucleare che lascia le porte aperte ad un attacco, fatto salvo per quei paesi che rispettano le condizioni del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP). La “dottrina di Obama” è, di fatto, un passo indietro verso un approccio da “grilletto facile”, nonostante le apparenze sembrino indicare il contrario, e lo sforzo di Obama è volto a ridurre l’impiego di armi nucleari nelle strategie statunitensi.

In secondo luogo, considerando possibile l’utilizzo di armi nucleari contro “stati canaglia” come l’Iran, il governo statunitense potrebbe dover attingere al proprio arsenale di missili tattici o “intelligenti” che si trovano a bordo di navi da guerra, sottomarini e bombardieri. Missili nucleari di tipo “bunker buster” [arma in grado di penetrare in profondità e di colpire un bersaglio sotterraneo, ndt] potrebbero venir sganciati con la scusa di una mancanza di alternative per raggiungere le scorte di armi di distruzione di massa iraniane nascoste nel sottosuolo.

Questa settimana è stato rilasciato nuovo materiale a supporto della teoria statunitense che vede l’Iran come “stato canaglia”, dal momento che l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (AIEA), supervisore del nucleare per le Nazioni Unite, ha dichiarato che l’Iran ha violato le risoluzioni ONU allestendo un nuovo impianto in grado di arricchire l’uranio con maggiore efficienza presso una base in Natanz.

L’opera era in linea con l’annuncio da parte del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad dell’11 Febbraio scorso, in cui affermava che l’Iran era a buon punto nel suo programma di arricchimento dell’uranio al 20% allo scopo di alimentare un reattore nucleare a Theran, un portavoce del Ministro degli Esteri iraniano ha confermato queste affermazioni martedì scorso [10 Agosto, ndt] al Theran Times. Ha anche aggiunto che questa doveva essere considerata un’attività pacifica, nonché un diritto legittimo di tutti i paesi coinvolti nell’AIEA. La produzione di uranio arricchito al 20% significa che l’Iran potrebbe iniziare a costruire armi nucleari.

Un terzo motivo per cui Castro potrebbe aver ragione prevedendo che un conflitto con l’Iran potrebbe degenerare in uno scontro nucleare è che gli Stati Uniti sono al momento impegnati in due guerre e numerosi altri obblighi internazionali e, quindi, sono incapaci di sostenere una guerra prolungata con l’Iran, forse addirittura in difficoltà nell’inviare un contingente militare sul luogo. Nel caso in cui scoppi una guerra e l’Iran guadagni terreno grazie alle proprie forze armate, gli Stati Uniti potrebbero ricorrere alle bombe nucleari per infliggere un danno pesante al nemico.

La quarta ragione per cui lo scoppio tra Iran e Stati Uniti potrebbe portare ad un conflitto nucleare è che una guerra con l’Iran potrebbe andare molto male, inizialmente, per USA e/o Israele. Ad esempio, gli iraniani potrebbero opporre una tenace resistenza e chiudere lo stretto di Hormuz, mettendo in pericolo l’accesso occidentale al petrolio del Medio Oriente, portando ad una reazione nucleare come rappresaglia da parte degli Stati Uniti, in nome di una soluzione rapida del conflitto.

Inoltre Israele, che possiede svariate centinaia di testate nucleari, potrebbe tirar fuori un po’ del suo arsenale, fino ad ora clandestino, per colpire militarmente l’Iran ed acquisire un’incontestata egemonia nella regione.

Infine, il presentimento di Castro circa il potenziale nucleare di un qualunque conflitto tra USA – Israele e Iran potrebbe avere origine dalla sua lunga carriera militare e dalla sua profonda conoscenza della crescita vertiginosa di una guerra imprevedibile e asimmetrica, che si potrebbe cercare di risolvere in modo rapido facendo uso di testate nucleari. Una strategia del genere assicurerebbe la cessazione dei progetti nucleari clandestini da parte degli iraniani sconfitti, mentre una guerra convenzionale potrebbe non ottenere questo risultato.

Malgrado tutto ciò, è difficile immaginare come un’offensiva nucleare unilaterale e limitata contro un Iran privo di testate nucleari possa aggravarsi al punto di diventare un “olocausto nucleare”. L’Iran non dispone di strategiche alleanze nucleari in grado di accorrere in suo aiuto per difenderlo da un attacco militare, che – è facile immaginare – sarebbe concentrato su obiettivi selezionati, con presenza limitata di popolazione civile.

La fattibilità di un attacco nucleare ai danni dell’Iran si basa sulla sua natura limitata e mirata, e sulla ragionevole sicurezza che non si otterrebbe una reazione di tipo nucleare, almeno non in un futuro prossimo.

Per l’Iran, comunque, il prezzo da pagare sarebbe esorbitante, in termini umani e fisici, quindi l’argomento merita tutta l’attenzione e la preoccupazione suggerita da Castro, il quale ha apertamente speculato che il piano di un possibile attacco statunitense ai danni dell’Iran avrebbe portata nucleare.

Tale intervento, quindi, dev’essere considerato sia tempestivo che realistico, considerando la mancanza di una smentita da parte della Casa Bianca. L’eloquente silenzio di Washington in risposta agli avvertimenti di Castro non è tanto segno di disattenzione nei confronti del rivoluzionario cubano alle prese con problemi di salute quanto la prova della riluttanza statunitense a rinunciare all’idea di un attacco nucleare contro l’Iran.

Kaveh L Afrasiabi
Fonte: www.atimes.com
Link: http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/LH12Ak01.html
12.08.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ELISA NICHELLI

Pubblicato da elisa

  • andyconti

    Mi fido piu’ delle intuizioni di Castro che di quelle di qualsiasi altro cosiddetto esperto. Comunque vedremo cosa succedera’, se non faranno la guerra non significa che non ne abbiano intenzione, bisognera’ vedere chi vincera’ tra falchi e colombe.

  • buran

    A mio parere alcuni elementi sono, purtroppo, convincenti: l’eventuale reazione di fronte a difficoltà militari consistenti potrebbe “consigliare” l’uso di armi nucleari tattiche. Inoltre il “fattore Israele”, con questa potenza che gioca la sua partita in parte in accordo con gli USA e in parte autonomamente, e sappiamo quanto i dirigenti di questo stato siano cinici e non si fermino davanti a nulla. In ogni caso il “ritiro” USA dall’Iraq, con la delega della presenza militare alle sole truppe mercenarie, può essere visto come una operazione tesa disimpegnare forze proprio in vista di una aggressione all’Iran. Mi resta da capire appieno il ruolo della Russia: da una parte aderisce all’ultima mozione ONU sulle sanzioni, dall’altra contribuisce in maniera decisiva alla costruzione della (legittima) centrale iraniana e si pone come garante.

  • redme

    …ho letto, tempo fà, un articolo di S. Romano il quale sosteneva, con dovizia di dati, la sostanziale convergenza di interessi tra Iran e israele, si spingeva fino al punto di dire che sia il migliore alleato di israele nell’area….non mi sembra sia l’Iran il problema più urgente per gli usa…penso invece a un impegno aumentato in Afghanistan e, sullo sfondo, al Pakistan….possibile vera causa di guerra nucleare…

  • Xeno

    Concordo l’attenzione và spostata su questi due paesi

  • gulab

    L’AVANA – L’ex leader di Cuba Fidel Castro ha affermato che Washington è in una posizione di scacco matto nei confronti dell’Iran ed ha ribadito che qualsiasi azione militare americana ai danni del paese sfocierebbe in una guerra nucleare globale. “I yankees sono in scacco matto indipendentemente da quanto siano intelligenti”, ha affermato Castro durante un incontro con i giornalisti del suo paese mentre presentava le sue idee sulle minacce di una guerra nucleare. Castro ha parlato delle conseguenze catastrofiche di un eventuale conflitto nucleare globale affermando che nessuno si salverebbe nel caso di una simile guerra. Secondo l’agenzia Xinhua, l’ex leader maximo ha affermato che Obama è uno degli uomini al mondo che dovrà decidere se questa guerra ci sarà o no. Agli inizi di Agosto, in un discorso al parlamento cubano, Castro aveva invitato Obama a non sottovalutare lo spirito degli iraniani ricordando: “C’è forse qualcuno che crede che gli iraniani, con migliaia di anni di cultura, non avranno il coraggio di resistere coma ha fatto Cuba dinanzi ai dictat degli Stati Uniti?”

    http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/84572-castro-scacco-matto-dell'iran-agli-stati-uniti

  • Skaff

    anche io. Prima di tutto perche’ e’ dal primo giorno in carica (e forse anche durante le elezioni) che Obama aveva spostato l’attenzione su quei due paesi. Inoltre gli ultimi documenti “trapelati” da wikileaks puntavano il dito sul Pakistan. Io sono convinto che anche WikiLeaks sia, volontariamente o involontariamente, una gran “sola”.

  • Fabriizio

    concordo pure io con i miei predecesseori postanti