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CARO GEORGE

DI CARLO BERTANI

Aspettavo questo giorno dal 2000, e finalmente è giunto. Non che m’attenda chissà quali miracoli dal tuo successore ma, quando un vero rompicoglioni come te se ne va, un po’ si gode.
Qualcuno, fra gli storici e le grandi firme del giornalismo “embedded”, già azzarda bilanci sulla tua presidenza. Ora, non vorrei apparire blasfemo, ma soltanto prendere in esame un caso come il tuo è l’evidente certezza d’aver sbagliato mestiere. Braccia rubate alla terra. Consiglieremmo, a chi desiderasse addentrarsi nell’analisi storica del tuo operato, di prendere prima in esame un dubbio: devo ristudiare la Storia dal libro di Prima o di Terza Media?
Perché?

Poiché, a voler ben cercare, non si riesce a trovare un appiglio al quale aggrapparsi. Pochi hanno fallito in tutto, ma proprio in tutto, come te.
Il tuo problema, caro George, è la creduloneria. Mentre tutti sapevamo che le cazzate sparate dai neocon e da New American Century erano tali, tu hai davvero creduto che fossero verità distillate.
Il “Nuovo Secolo Americano”: lo ricordi? Rammenti gli appassionati sermoni di William Kristol, che accusava Clinton d’essere un traditore perché non seppelliva tutti a suon di bombe per dominare il Pianeta?
Tu sei solo un povero citrullo, e ci hai creduto: capita ai sempliciotti, un po’ meno se dovessero essere il Presidente americano.
Kristol, giusto un anno or sono, fiutò l’aria che tirava e preferì trovarsi una scrivania da scaldare al New York Times, il quale ricevette – quando fu comunicata la notizia – migliaia di mail di protesta dai suoi lettori in un solo giorno. Anche la redazione non fu tanto carina: “Potrà anche non essere il benvenuto, ma sopravvivremo” fu il commento.
Per te non basterà una scrivania per nasconderti: forse sarà meglio un “ritiro” perpetuo a Crawford, fra un sermone ed una bottiglia. Perché?
Poiché prendesti in mano una nazione che non era certo all’apice del suo fulgore, mica erano i tempi di Eisenhower, però non stavate malaccio – dai, ammettilo – e l’hai ridotta in una landa desolata, dove la gente non ha più lavoro né casa.


In genere, le presidenze americane sono segnate da una prevalente attenzione verso l’interno o verso l’estero – non uso termini come “isolazionismo”, perché so che ti sono ostici, soprattutto perché sei abituato a leggere i libri al contrario[1] – ma tu hai fatto meglio: sei riuscito a rovinare il tuo Paese ed a gettare il mondo in una fornace di guerre.
Il panorama interno si fa presto a definirlo: sotto la tua presidenza, la storica IBM è diventata Lenovo. Come dici? Che si cambia? Sì, ma la Lenovo è cinese, quel paese grande, che sta sopra l’India…allora: a destra dell’Africa, leggi “Oceano Indiano”, vai su, vedrai che la troverai…come? Non trovi nemmeno l’Africa? Eh, ma allora…
La General Motors e la Chrysler non “stanno tanto bene” ed hai dovuto quasi nazionalizzarle, roba da soviet del III millennio. La gente lavora perlopiù con il salario minimo di legge – circa 6 dollari l’ora – e non ha uno straccio di protezione sociale. Se perdono il lavoro, per compensazione le banche tolgono loro la casa: insomma, non ci sembra un gran che.
Hai fatto tutto questo perché eri assorbito dalle questioni internazionali? Ma…davvero ci credi?
Dovresti capirlo da solo, ma forse è meglio che qualcuno te lo spieghi.

Ancora credi che l’Iraq non sia stato un totale fallimento? Perché gli attentati ed i morti sono calati di un certo x%? Te lo spiego io il perché.
La vera ragione, caro George, è che alla resistenza irachena non serve più nemmeno sprecare troppo esplosivo: quello che sta avvenendo oggi, sono già i prodromi della resa dei conti finale fra sciiti e sunniti, i quali aspettano solo che ve ne andiate per farsi la festa finale. Voi, oramai, non c’entrate più niente: avete perso e basta.
Cosa succederà? Eh, mica ho la sfera di cristallo: passeranno probabilmente da un Saddam Hussein ad un Hussein Saddam o roba del genere perché – se l’obiettivo (facciamo finta di crederci) era quello di portare la democrazia in Iraq – la cosa è tragicamente fallita: la gente ha difficoltà a comprendere la “democrazia” quando s’ammazzano le famiglie ai posti di blocco. E con la partenza dei tuoi G-man, degli “aviotrasportati” e dei contractors, svanirà anche il petrolio iracheno per te (inteso come famiglia Bush) e per le compagnie targate Iuessé. Magari, dopo aver raddoppiato le proprie riserve petrolifere con quelle dell’est iracheno, gli ayatollah iraniani ti manderanno un biglietto di ringraziamento per Natale: sono gente educata.

Ma l’avventura irachena era stata preceduta da quella afgana: un altro, limpidissimo successo.
Siete partiti sprizzando missili da tutti i pori, poi cagando tonnellate di bombe ad ogni piè sospinto, infine mitragliando la gente dall’aria e dai vostri SUV corazzati. Dovevate prendere Bin Laden, Al-Zavahiri ed il mullah Omar, e invece ve la state prendendo in quel posto. Omar, addirittura, è scappato facendo il “motostop” ad uno che passava.
Oggi, il tuo uomo a Kabul – Karzai – fa lingua in bocca con i Taliban, sperando di non essere impiccato, domani, al gancio di un carro-attrezzi con i testicoli in bocca, come capitò al suo predecessore Najbullah, quello sorretto dai russi.
Potrei darti, gratis, un consiglio: la prossima volta, invece di rivolgerti a Rumsfeld ed a Cheney, prova a chiedere di tali Spencer Bud ed Hill Terence, qui in Italia. Mi sa che sa la cavano meglio.

Un altro, importantissimo obiettivo di New American Century era sbattere definitivamente al tappeto la Russia: qui, dobbiamo riconoscere che qualcuno è veramente finito KO, ma non la Russia. Perché non hai inviato un paio di portaerei a sostenere la Georgia? Perché non avevate i soldi per la nafta? Dai, non contar balle: è perché vi siete cagati sotto. Mancava ancora che vi prendeste un paio di missili nel sedere: oh, missili veri, mica la roba di Hamas.
Non so se tu, dalla Casa Bianca, riesci a sentirlo ma io, da qui, percepisco un bisbiglio di timore che sale dall’Europa orientale: avevi assicurato ai due gemelli Kazinsky – i due Cip e Ciop polacchi – appoggio, basta che si mettessero di traverso agli affari fra Russia ed UE, e dei due – mi dicono – n’è rimasto solo uno al potere. Avevo sempre sospettato che Ciop fosse più furbo di Cip.
E ancora: che ci racconti del tuo amico Yushenko, “l’arancione” ucraino che faceva, di mestiere, l’esattore del gas? E se domani – faccio solo un’ipotesi “di scuola” – i russi s’incavolassero un pochino e decidessero d’usare il “sistema Georgia”, stufi di un esattore del gas che si crede presidente? Chi manderesti? I Berretti Verdi? Braccio di Ferro? Superpippo?

Il problema, caro George, è che di amicizie – qui in Europa – non ne avete più molte. Fiducia, poi. Sì, vi dobbiamo sopportare mentre tranciate i cavi delle funivie per una scommessa, quando fate i gradassi e pretendete pure di spisciazzare le vostre basi ovunque, come cazzo vi pare.
A parole, l’Europa si dice sempre “fiduciosa” del rapporto euro-atlantico, ma gli uomini d’affari volano in Cina, in India, in Russia, in America Latina. L’Europa, per voi, è levantina, e allora te lo dico in chiaro: qui, non vi caga più nessuno. C’è solo rimasto un azzimato giovanotto italiano che guida un partito a pezzi – tale Uoltér – a credere nell’America: l’altro, quello a Palazzo Chigi, per me è più furbo: ti “lecca” e finge.
Non so a quanto sia finito oggi il dollaro, ma sembra più una barzelletta che una quotazione: come si fa, a credere in una divisa che non pubblica più i certificati M3, vale a dire il numero ed il valore dei biglietti stampati? Non siete più una Zecca, siete diventati una stamperia clandestina, la zecca del Pianeta.

Già che parlavamo d’America Latina, lo sai che Evo Morales ha pubblicamente e formalmente denunciato Israele al Tribunale dell’Aia per crimini di guerra? Perché non lo “sistemi” con la CIA, come faceste con Allende? Ah, ho capito: nemmeno laggiù vi cagano più, e del “cortile di casa” v’è rimasto solo lo sgabuzzino delle ramazze, la Colombia.
C’è ancora qualcuno che nutre fiducia in voi…cioè…in te?

Sì, Israele.
Tel Aviv ha iniziato una guerra calcolando il tempo della tua dipartita e, senza il minimo senso di vergogna, la finisce poche ore prima che ti diano il benservito. Se Hamas gliela lascia finire, staremo a vedere.
George: a Gaza sono morti centinaia di bambini, donne, vecchi. Sì, anche qualcuno che sparava, ma una minoranza. Sai d’essere il principale responsabile di quei diafani, smorti visi di morticini?
Sì, George, perché hai posto il veto all’ONU affinché Israele non fosse fermato nel suo massacro, poiché solo di questo si è trattato. Come dici? Operazione militare?
Tu, di roba militare, faresti meglio a non aprir bocca: anche se ti sei fatto fotografare in divisa, sappiamo che hai fatto il soldato nella Banda. Suonavi il piffero, quando non eri troppo sbronzo.

“L’operazione militare” – cito dati dell’Esercito Israeliano – ha condotto alla distruzione del 60/70% dei tunnel clandestini per il rifornimento d’armi dall’Egitto. Ora, George, se tu avessi fatto il militare, sapresti che queste cifre sono gonfiate dalla propaganda ed inesatte in essere. Perché? Poiché, George, mentre tu suonavi il piffero a garganella, altri studiavano un po’ di storia militare ed apprendevano che gli obiettivi – spesso, è quasi inevitabile – vengono dichiarati distrutti da più ufficiali subalterni che colpiscono, in realtà, la stessa cosa. E’ sempre andata così, è quasi una tradizione: le perdite del nemico aumentano ed il morale ci guadagna.
Anche prendendo per buono quel 60/70%, però, i conti non tornano. Come si fa a scatenare una simile tempesta di fuoco, e a non riuscire nemmeno a distruggere completamente gli obiettivi? Me lo spieghI? Oh, mica erano bunker corazzati: erano tunnel nella sabbia!
Forse ne hanno lasciato qualcuno affinché Hamas possa ancora tirare qualche razzo, così lasceranno la bega ad Obama ed avranno altra benzina per attizzare il fuoco all’interno d’Israele, che un tempo era un luogo almeno passabile, mica la stazione di polizia più estesa della Terra ch’è diventata. E, gli israeliani – oramai privi di veri partiti politici, con un’informazione penosa e l’avvertimento, ad ogni passo, che il nemico è in agguato per ghermirli – finiscono per abboccare all’amo, dal “Premio Nobel” Peres al “tangentaro” Olmert, e vivono oramai in un nuovo lager, nel quale i reticolati sono invisibili, fatti di paura e vuota retorica.

La realtà, caro George, è che Israele ha approfittato dell’ultima occasione che aveva: non che la nuova amministrazione sarà così “benevola” con i palestinesi, ma uno straccio di decenza – se vorranno riconquistare un po’ di credibilità all’estero – dovranno applicarla, e non potranno certo permettersi simili “svarioni”. Insomma, hai terminato in bellezza, con il tuo solito stile: ma, cosa t’ha fatto di brutto mamma Barbara, per odiare così tanto i tuoi simili?

In effetti, caro George, viene da chiedersi se hai – in definitiva – favorito Israele o se l’hai condannato.
Gli israeliani hanno riscosso il loro tributo di sangue, uccidendo 1.500 palestinesi, ma non si capisce dove vogliano andare a parare. E come, se e quando potranno uscire da Gaza. Mai sentito parlare di Leningrado?
Questa non è una “vittoria” come quelle delle lontane guerre del ’67 e del ’73: questo è stato un massacro e basta. E nel mondo – del quale gli israeliani non si curano – la cosa è rimbombata troppo.
Nell’immaginario collettivo, Tzahal sta diventando un esercito che – se se la prende con gente almeno decentemente armata, Libano 2006 – le busca, mentre, quando può dar libero sfogo di potenza, non fa che ammazzare bambini.
E, nonostante le classi di governo le cerchino tutte per rimediare la frittata – addirittura Lucia Annunziata fa il beau geste di scappare di fronte alle immagini del massacro, perché non sa più cosa dire – le opinioni pubbliche europee (parliamo soltanto dei cosiddetti “moderati”!) sono seriamente perplesse, quelle arabe incazzate, ma questo era nel conto.

Ciò che stupisce è la denuncia aperta e formale al Tribunale dell’Aia di Evo Morales – che non condurrà a nulla, lo sappiamo, ci penserà ad insabbiare tutto “Miss Jugoslavia”, Carla del Ponte – e la rottura diplomatica di Chavez, che ha rispedito a casa l’ambasciatore israeliano.
Se i due presidenti sudamericani potranno essere ignorati, sarà un po’ più difficile fare spallucce alla denuncia di Richard Falk, inviato speciale dell’ONU nei territori palestinesi – per altro, ebreo, a dimostrare che Israele non ha cooptato nella sua politica assassina tutti gli ebrei della Diaspora – il quale ha esortato il Tribunale dell’Aia ad indagare sui fatti di Gaza, accusando Israele di “crimini di guerra”, “tendenze genocide”, “risvolti da Olocausto” ed un’accusa terribile: “Olocausto in corso”. Vedremo “Miss Jugoslavia” come se la caverà, se riuscirà a scapolare lo scoglio: perché, quando interviene un organismo ufficiale come l’ONU, non è così facile voltarsi dall’altra parte, soprattutto perché – a livello d’immagine e mediatico – Israele s’è appiccicato da solo addosso la pelle del lupo.

La situazione trova un interessante parallelismo nella vicenda sudafricana: dopo i massacri di Soweto, giunse l’embargo – che non fu mai rispettato – ma arrivarono anche i concerti di solidarietà ed altre iniziative, e la causa sudafricana non poté più essere ignorata.
Dappertutto ci sono segni d’insofferenza, da Capo Horn allo Stretto di Bering: i governi sono in imbarazzo, s’inizia a parlare di sanzioni per Israele. Insomma, sembra che stella a sei punte sia in fase calante nel Pianeta, e dobbiamo stare attenti a non scambiare la ferma risoluzione d’inchiodare Israele alle sue responsabilità con l’antisemitismo il quale – per chi non l’avesse ancora capito – fa il gioco di Tel Aviv.
C’è chi chiede perché debba sedere all’ONU una nazione che non ha mai depositato i suoi confini, che non rispetta nulla, che non concede nemmeno gli aiuti umanitari, o che se li concede poi bombarda ospedali, scuole ed ambulanze, che fa solo una politica di potenza quando non se la può più permettere.
Perché?
Poiché la potenza israeliana è basata sull’assistenza militare statunitense – questo, almeno, lo sai? – e se domani l’America va in bamba, strangolata da una crisi economica devastante, i quattrini per far volare gli F-16 non si troveranno più.
Insomma, con Gaza – caro George – mi sa che hai fatto Bingo: credimi, non trovo un personaggio storico da mettere almeno un gradino sopra di te per paragone. Sarebbe, per la sua memoria, un insulto.
Non credo quindi sia possibile dare un giudizio storico sulla tua presidenza, George, mi sembra un lavoro inutile e poco proficuo: sei un “fuori quota” della Storia.

Per tutti i morti che hai seminato, George, mi chiedo cosa dirà il tuo predicatore, quello che ti ha salvato dall’alcool. Fossi rimasto a bere: chi può ancora affermare, dopo averti visto all’opera, che la politica sia meglio dell’alcolismo?
Da parte mia, caro George, ti manderei volentieri all’Inferno. Ai lettori, prosit.

Carlo Bertani
Fonte: www.carlobertani.it – http://carlobertani.blogspot.com/
20.01.2009

[1] Il tentativo di Paolo Attivissimo, di mostrare che la foto nella quale Bush legge il libro al contrario è una bufala, non mi ha convinto. Spero, almeno per lui, che gli abbia fruttato qualcosa.

Pubblicato da Davide

  • Eli

    Che sintesi precisa e dettagliata di un verme criminale! Però non bisogna dimenticare che l’imbecille Bush è solo un burattino nelle mani degli Illuminati, come Berlusconi, Aznar, Blair, Ratzinger, Hillary Clinton, e molti, molti altri. Tutti questi pensano di essere grandi presidenti, uomini importanti, viene dato un contentino al loro meschino ego… e vengono mossi alla grande da chi tiene i fili. Pensa che imbecilli!

  • sultano96

    Eli mi ha tolto le parole di bocca, ma lei rileva una differenza tra l’autore della sintesi precisa e dettagliata e l’oggetto della stessa?

  • Marlowe

    “ma lei rileva una differenza tra l’autore della sintesi e l’oggetto della stessa?” significa “secondo lei [eli] carlo bertani uomo vale più di george bush jr uomo”? domanda retorica a cui sultano96 vuole sentirsi rispondere “no”???!!!

  • Jack-Ben

    HO trovato questo racconto su un blog e vorrei dedicarlo ai martiri di Gaza

    Un Professore universitario di filosofia in un noto College sfidò i suoi studenti con la seguente domanda: “Dio ha creato tutto ciò che esiste?”
    Un coraggioso studente rispose: “Sì, lo ha fatto!” “Dio ha davvero creato tutto?” ribadì il Professore.
    “Sì Signore, sicuramente!” rispose lo studente.
    Il Professore allora disse: “Se Dio ha creato tutto, allora ha creato il male; e, dato che il male esiste, e secondo il principio che le nostre opere definiscono chi siamo, allora possiamo supporre che Dio sia malvagio!”
    Lo studente rimase in silenzio e non poté rispondere alla definizione ipotetica del Professore. Egli, fiero di sé, si vantò con la classe che, ancora una volta, aveva dimostrato l’inutilità di una fede religiosa.

    Un altro studente alzo la mano e disse: “Posso farle io una domanda, Signor Professore?” “Ma certo!” disse lui.
    Lo studente si alzò e chiese: “Professore, il freddo esiste?”
    “Ma che domanda è? Certo che esiste! Non hai mai sentito freddo?”
    Gli altri studenti si misero a ridere della domanda, ma il giovane rispose: “In verità, Signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della fisica, ciò che noi consideriamo freddo è semplicemente la mancanza di calore.
    Ogni corpo o oggetto è suscettibile a studio quando ha o trasmette energia, ed il calore è ciò che fa avere o trasmettere energia a un corpo o materia. Lo zero assoluto, meno 460° Farenheit, è l’assenza totale di calore; ed a quella temperatura, ogni corpo o materia diviene inerte ed incapace di reazione.
    Il freddo non esiste: abbiamo creato noi questa parola per descrivere come ci sentiamo quando non c’è calore.”

    Lo studente continuò: “Professore, esiste il buio?” Il Professore rispose: “Certo!”
    Lo studente rispose ancora: “Ancora una volta la devo contraddire, non esiste nemmeno il buio. Il buio è in verità solo l’assenza della luce. Possiamo studiare la luce, ma non il buio.
    In effetti possiamo usare il Prisma di Newton per dividere la luce bianca in molti colori e studiare le varie lunghezze d’onda di ogni colore, ma non si può misurare il buio. Un semplice raggio di luce può penetrare in un mondo di tenebre ed illuminarlo.
    Come facciamo a sapere quanto sia buio uno spazio? Misuriamo la quantità di luce presente in esso, esatto? Il buio è un termine usato dall’uomo per descrivere ciò che succede quando non c’è presenza di luce.”

    Infine, il giovane chiese: “Professore, il male esiste?”
    Adesso incerto, il Professore rispose: “Certo, come ho detto prima, lo vediamo tutti i giorni; è evidente negli esempi quotidiani del comportamento inumano dell’uomo verso i suoi simili.
    E’ presente nella moltitudine di crimini e di violenza che vediamo ovunque nel mondo. Queste cose sono solo manifestazioni del male.”

    Lo studente rispose: “Il male non esiste, Signore, o perlomeno non esiste di per sé; il male è semplicemente l’assenza di Dio.
    Come per il freddo o il buio, è una parola che l’uomo ha inventato per descrivere l’assenza di Dio.
    Dio non ha creato il male. Il male è il risultato di ciò che avviene quando l’uomo non ha l’amore di Dio nella sua vita.
    E’ come il freddo che si sente quando manca il calore, o il buio che si percepisce quando non c’è luce.”
    Lo studente si mise a sedere, e nel silenzio generale così fece anche il Professore.

    Questa è una storia vera, e il nome dello studente è Albert Einstein.

  • Galileo

    Fantastico.

    Scritto mirabilmente.

    Complimenti Sig. Bertani, c’è bisogno di due risate per passare una buona giornata. Grazie.

  • Eli

    Grazie della spiegazione, Marlowe. Confesso che non ci arrivavo. Certo che c’è una differenza ed è abissale.

  • Eli

    Grazie della spiegazione, Marlowe. Confesso che non ci arrivavo. Certo che c’è una differenza ed è abissale.

  • tesunpo

    complimenti Bertani,articolo stupendo

  • afragola

    articolo da incorniciare ……per lo “zapadato”Bush ..apriti un bel negozio di ciabbattino briacun …oppure torna allo spinello brutta bertuccia

  • sultano96

    Potrebbe evidenziarla? Grazie

  • sultano96

    Marlowe la mia sarà stata anche una domanda retorica contenente la risposta, ma evidentemente il significato ad Eli è clamorosamente sfuggito, oppure i suoi “fili”-di Eli- si sono attorcigliati?
    Cmq sono compiaciuto del suo commento dal momento che attualmente in questo forum vige la dittatura della farsa Israele-Hamas.

  • sultano96

    Legga “i Manichei” e poi ne riparliamo, anche con Albert se lo riterrà opportuno.
    Cordialità.

  • vraie

    Ottima sintesi, come sempre!
    Tuttavia, il progetto di Governounicomondiale (Schiavitùdittatorialeunicamondiale) va a gonfie vele grazie a Bush e vedrete che Obama lo supererà
    forse c’è poco da gioire!?

  • bix

    I miei complimenti a Carlo Bertani, bella sintesi,
    su un tema sul quale è molto documentato, piu’ di
    quanto appare dal taglio ironico dell’ articolo.

    La vicenda di Bush figlio secondo me mette a nudo come
    nessun’ altra il fatto che nessun popolo puo’ dirsi
    padrone del proprio destino.

    George W. e’ stato forse eletto dalla maggioranza degli
    americani (ma forse no), ma di sicuro non è stato lui a
    prendere le decisioni che hanno macchiato di sangue e
    inettitudine la sua presidenza (che parola grossa nel
    suo caso).
    Non è stato lui perchè non ne sarebbe in grado, un simile
    ometto non e’ credibile nel ruolo che in apparenza ricopre
    da anni; puo’ solo mettere firme su fogli di cui non
    comprende il contenuto e imparare a memoria qualche slogan,
    quando è sobrio.

    E dunque, chi decide negli Stati Uniti? E in Italia?

    Esiste la democrazia? O e’ solo l’ assenza di una legge
    sulla schiavitu’?
    (Citazione dal bel post di Jack-Ben)

  • Fabriizio

    Bertani ha veramente il dono del saper scrivere

  • myone

    Bertani, lei ha scritto delle cose in maniera cafona , nello stesso modo che considera il suo soggetto. Forse potete darvi la mano, non so’ se l’ altro ne sarebbe all’ altezza.

  • CarloBertani

    Caro Myone, io scriverò in maniera “cafona”, ma Le ricordo che “so” si scrive senza accento né apostofo. Saluti. CB

  • marko

    Caro Bertani, lei prima dice giustamente che l’antisemitismo gioca a favore di Israele, ma poi non si rende conto dell’automatica estrapolazione: il complottismo undicisettembrino gioca a sfavore di chi cerca di fare una seria critica all’attività del governo americano. Perché rovinare un così bell’articolo con una generica illazione “ad hominem”?

    Se non le piace Attivissimo, ecco qua Snopes, con tanto di diverse foto della stessa scena. Che siano tutti corrotti è l’unica “critica” che sa muovere?

    http://www.snopes.com/photos/politics/bushbook.asp

    Ma che bisogno c’è di inventare storie per criticare un’amministrazione come quella di Bush, quando i fatti acclarati sono più che sufficienti per condannarlo politicamente e storicamente? Suvvia…

  • nessuno

    più ti leggo e più mi rendo conto che sei veramente uno squallido sayamin

  • CarloBertani

    Caro Marko, non avevo visto l’esposizione di Snopes, ma in quella di Attivissimo l’angolo di presentazione dell’immagine “come sarebbe dovuta essere” non era lo stesso dell’immagine originale. Questo non mi aveva convinto. Comunque, mi pare cosa di scarsa importanza, come lei stesso afferma. Più rilevante è il parallelismo che lei pone sulla questione dell’antisemitismo e del complottismo. Il “complottismo”, si prefigge di smascherare i maneggi dell’amministrazione neocon per la “guerra infinita”, ma non giudica – in toto – il popolo americano come indegno di vivere sulla faccia della Terra. L’antisionismo, in qualche modo fa il pari: s’oppone all’espansione indiscriminata e spesso criminale israeliana, ma non implica una condanna “sine remissione” per il popolo israeliano o, peggio, per gli ebrei (universale assai arduo da definire). L’antisemitismo, invece, è una formula d’odio razziale che non mi appartiene né mai m’apparterrà. Il pericolo, è che da parte sionista fanno di tutto per far cosignificare i due termini (si veda, ad esempio, la criminalizzazione del convegno svoltosi a Teheran lo scorso anno), poiché solo in questo modo possono trovare giustificazioni per ciò che è successo a Gaza. La saluto. CB

  • portoBF

    Forse mi sbaglio, ma non sembra anche a voi che il libro che bush sta leggendo, sia al contrario?………………………infatti, America, credo sia il titolo del libro, è sotto e alla rovescia.

  • Galileo

    Si è al contrario.