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CARO AMICO…TI SCORTICO

DI CARLO MARX

Ogni uomo s’ingegna di procurare all’altro uomo un nuovo bisogno, per costringerlo a un nuovo sacrificio, per ridurlo a una nuova dipendenza e spingerlo a un nuovo modo di godimento e quindi di rovina economica. Ognuno cerca di creare al di sopra dell’altro una forza essenziale estranea per trovarvi la soddisfazione del proprio bisogno egoistico. Con la massa degli oggetti cresce quindi la sfera degli esseri estranei, ai quali l’uomo è soggiogato e ogni nuovo prodotto è un nuovo potenziamento del reciproco inganno e delle reciproche spogliazioni. L’uomo diventa tanto più povero come uomo, ha tanto più bisogno del denaro, per impadronirsi dell’essere ostile, e la potenza del suo denaro sta giusto in proporzione inversa alla massa di produzione; in altre parole, la sua miseria cresce nella misura in cui aumenta la potenza del denaro. Perciò il bisogno del denaro è il vero bisogno prodotto dall’economia politica, il solo bisogno che essa produce. La quantità di denaro diventa sempre più il suo unico attributo di potenza: come il denaro ha ridotto ogni essere alla propria astrazione, così esso si riduce nel suo proprio movimento a mera quantità. La sua vera misura è di essere smisurato e smoderato. Così si presenta la cosa anche dal punto di vista soggettivo: in parte l’estensione dei prodotti e dei bisogni si fa schiava – schiava ingegnosa e sempre calcolatrice – di appetiti disumani, raffinati, innaturali e immaginari; la proprietà privata non sa fare del bisogno grossolano un bisogno umano; il suo idealismo è l’immaginazione, l’arbitrio, il capriccio.

L’eunuco non adula il suo desposta più bassamente e non cerca con mezzi più infami di eccitare la di lui ottusa capacità di godere per carpirgli qualche favore, di quanto l’eunuco dell’industria, il produttore, al fine di carpire qualche po’ di denaro e di cavare gli zecchini dalle tasche del prossimo cristianamente amato, non si adatti ai più abietti capricci dei propri simili, non faccia la parte di mezzano tra i propri simili e i loro bisogni, non ecciti i loro appetiti morbosi, non spii ogni loro debolezza per esigere poi il prezzo dei suoi buoni uffici.

Ogni prodotto è un’esca con cui si vuole attrarre a sé ciò che costituisce l’essenza dell’altro, il suo denaro; ogni bisogno reale o soltanto possibile è una debolezza che farà cascare la mosca nella pania – sfruttamento universale dell’essere sociale dell’uomo; allo stesso modo che ogni imperfezione dell’uomo è un vincolo che lo unisce al cielo, è il lato in cui il suo cuore è accessibile ai preti. Ogni necessità è un’occasione per presentarsi al proprio prossimo sotto le più allettanti spoglie e dirgli: caro amico, io ti do quel che ti è necessario, ma tu conosci la conditio sine qua non, tu sai con quale inchiostro devi scrivere l’impegno che assumi con me; nel momento stesso in cui ti procuro un godimento, ti scortico.

Carlo Marx

Tratto da “Manoscritti economico-filosofici del 1844”

Pubblicato da Davide

  • Affus

    Ma siamo sicuri che queste cose le abbia scritto Carlo Marx ? Queste sono parole di Savonarola , sono temi del libro di pietà “l ‘Imitazione di Cristo” e tanti altri …, scritto da un monaco abate di Aosta . Non è colpa solo della Chiesa post conciliare di avere dato una risposta eclesiale e di fede alla società civile e alla politica , ma anche di questo impostore ebreo !
    Dare risposte ecclesiali a problemi sociali è una specialità della chiesa post conciliare che ha preso ad imitare i predicatori medioevali , i bogomili, i calvinisti, i catari e da ultimo i puritani . Ecco spiegato l’inganno ! Gente che ti fa sognare un paradiso al di qua o al di là , ma dove non si parla mai di giustizia socaile quanto di carità,anzi paternalismo sociale .

  • Tonguessy

    Dare risposte ecclesiali a problemi sociali è una specialità della chiesa
    Stai riferendoti alla IOR? Quella di Marcinkus, Calvi, i conti offshore, i servizi segreti deviati etc?
    http://www.fondazionecipriani.it/Scritti/calvi.html

  • materialeresistente

    Marx non ha mai scritto d’ingiustizia? Sì, per chi non lo ha mai letto. E figurati se un nazista si poteva esimere dalla solita minchiata contro “l’ebreo”

  • geopardy

    Anche Cristo nacque in Palestina e sicuramente era israelita, ma il suo messaggio andò ben oltre i limiti dell’appartenenza etnica.
    Figuriamoci Marx che, probabilmente, non professando l’ebraismo e non essendo israelita, si sentiva magari tedesco, ma le sue analisi sul capitalismo vanno ben oltre all’eventuale appartenenza etnico-culturale.
    Questa chiusura mentale favorisce una miriade di apprendisti stregoni delle analisi economiche, che non affrontano mai alla radice il sistema capitalista e non apportano sgnificativi cambiamenti, anzi, rivolgendo l’attenzione solo alle pustole del sistema, mai vanno al nocciolo della questione.
    Continuando così non se ne uscirà, quindi giungeremo sino all’estreme conseguenze del disastro.

    Ciao
    Geo

  • nuovorinascimento

    Mai come oggi d’attualità. Aldilà di Marx credo che il capitalsimo sia alla sua fase finale, ci sarà gioco forza un ritorno ad un economia piu sana. credo….o almeno spero

  • Affus

    se fosse solo quello sarebbe il minimo, mi riferisco ai documenti , alle ultime encilciche sociali del post concilio.

  • Affus

    solo un comunista può confondere giustizia sociale e ugualitarismo metendoli sullo stesso piano , capisco che alla giustizia sociale non potete mai arrivare nemmeno fra 100 mila anni .

  • volin

    da Bisogno, produzione e divisione del lavoro
    http://www.marxists.org/italiano/marx-engels/1844/2/Manoscritti/bisogni.html [www.marxists.org]