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CARI AMICI DI DESTRA E DI SINISTRA

In esclusiva per www.comedonchisciotte.org

DI CARLO BERTANI

E’ difficile iniziare questo discorso, però è necessario farlo: altrimenti, fra decenni saremo ancora qui a sbatterci sul muso mille piccole ritorsioni, accuse…tanti mal di pancia dei quali, francamente, potremmo fare a meno. E guadagnarci pure.
Poiché, mentre noi ci ributtiamo addosso i classici “comunista” e “fascista”, altri – che non saprei dire se accomunare ai “comunisti” od ai “fascisti” (basta riflettere su quanti “ex” di tutto ci sono nell’attuale Governo e nella cosiddetta Opposizione…) – ci stanno rubando anche le mutande. Rigorosamente rosse e nere, ovviamente.
Questo non significa affatto abiurare le proprie radici, saltare a piè pari le proprie esperienze, poiché questo siamo ed altro non potremmo essere: io, che mi sono formato nel marxismo ed ho “succhiato” latte rosso sin dalla nascita, male mi troverei ad agitare gagliardetti con i labari littori.

Ciò non significa che non possiamo parlarci – un tempo erano solo botte – e forse è meglio che impariamo a farlo, perché il nostro povero Paese ha bisogno di noi, delle nostre energie, delle nostre risorse, delle nostre idee. Tutte. Perché? Perché, chi dovrebbe averle, è giunto alla frutta e non ne ha proprio più.
Osserviamo cosa sta partorendo l’attuale classe politica: leggi ad personam, finanziamenti ad personas e leggi liberticide come quella che privatizzerà l’acqua potabile. Un settore strategico per l’economia ma anche per la vita non viene nemmeno discusso: sottoposto ad un semplice voto di fiducia! Ma stiamo impazzendo?
Il “Pianeta Acqua” – mi riprometto di tornarci più approfonditamente con un articolo ad hoc – comprende molteplici aspetti: dalle forniture civili a quelle industriali, l’agricoltura, il sistema d’approvvigionamento e la gestione dei corsi d’acqua…e…tutto finisce con un voto di fiducia che regalerà ai soliti noti soldi e mazzette, prelevate ancora una volta dalle nostre magre risorse? Siamo tornati all’esazione delle decime ed alla tassa sul macinato?
Immaginiamo che tutti desidereremmo una scuola che funzioni bene, un lavoro sicuro, una giustizia uguale per tutti che non ci metta vent’anni per una sentenza definitiva: soprattutto, vorremmo vivere in un Paese dove il sopruso non sia la regola, la raccomandazione la prassi e dove chi sbaglia paga, senza però essere ucciso in carcere per banali storie di spinelli o di parchimetri.
Veramente, crediamo che sbatterci sulla faccia i soliti epiteti, aiuti noi tutti? Forse, quegli epiteti sono dei “mantra” che contengono, nella loro essenza, proprio le soluzioni? Ne dubitiamo.

A ben pensarci, l’Italia non è mai stata “comunista”, e nemmeno ha avuto un sistema organizzato di “socialismo reale”: forse ebbe alcune impostazioni che facevano capo a quel tipo di scelta politica, ma ci furono cooperative “bianche” e “rosse”, difficile stabilire se fu una scelta completamente autoctona oppure dettata da aspetti ideologici.
Il Fascismo, invece, governò l’Italia per circa vent’anni, con “l’appendice” della Repubblica Sociale.
Oggi, sinceramente, mi mette in imbarazzo chi si dichiara “fascista”, poiché sottende un’appartenenza che più non esiste. E’ da notare, inoltre, che i vari governi europei di destra dell’epoca non furono assimilabili: nemmeno durante la guerra ebbero, poi, rapporti molto “fraterni”. Quelli fra Italia e Germania rimasero sempre improntati dal sospetto, mentre gli iberici puntarono più discretamente sul “carro” inglese, convinti che ci avrebbero perso di meno.
Ma, ciò che più colpisce, è che in Germania Hitler colpì proprio l’ala del suo movimento (le Camicie Brune) che più si sentiva vicino al “movimentismo” del primo Mussolini. Fatto che, Ernst Röhm, mai nascose.
In buona sostanza, Italia e Germania divennero “regimi” quando accolsero i diktat e s’appiattirono sui dettami del grande capitale e della gerarchia cattolica (la prima), degli junker dell’economia e dell’apparato militare la seconda.
Perciò, accomunarsi in qualche modo a quei regimi – ritenersi “Fascista” o “Nazista” – significa abiurare qualunque forma d’elaborazione politica, poiché furono gli stessi capi dell’epoca a promuovere quelle scelte che negavano l’elaborazione politica, pur mantenendo un aspetto di facciata per mascherarle.

C’è da dire che il “vento” dell’epoca era proprio quello del cosiddetto “Uomo forte”, colui che sarebbe stato in grado di condurre la nazione come un sol uomo: se gli americani avessero potuto, avrebbero eletto Roosevelt per dieci volte. E Stalin? E lo stesso Churchill, non fu accolto come il deus ex machina che tutto avrebbe risolto?
Perciò, se ci riferiamo a quei tempi, a quelle persone, a quelle vicende storiche – e le consideriamo riproducibili, valide, attuabili – stiamo perdendo soltanto del tempo, perché quel mondo non esiste più: sia per gli aspetti culturali e sociali, sia per la tecnologia, siamo di fronte ad un altro Pianeta.
Se, invece, desideriamo esplorare i fondamenti delle dottrine dell’epoca – ma nella loro essenza originaria, ossia il dibattito prima ideale, quindi politico – di cose da raccontare e da dibattere ce ne sono molte; un solo esempio: la Costituzione Italiana (art. 46) riconosce il diritto dei lavoratori a partecipare alla gestione delle imprese. Tale principio era già contenuto in due disposizioni (1942, Fascismo e 1944, Repubblica Sociale), anche se si trattava di una legislazione emanata durante la guerra, che aveva – ovviamente – altre priorità.
Oggi è forse inutile cercare lumi da quei provvedimenti del tempo che fu – il Paese è troppo mutato – però capire che già allora ci si poneva il problema, può aiutare soprattutto chi crede che l’assioma dell’attuale liberismo sia inviolabile.

Il “pianeta” comunista è più variegato e più “espanso” nel tempo: non dimentichiamo che la principale economia (oramai, chiamarla emergente…) del Pianeta è la Cina, che mantiene l’impostazione comunista.
La Cina ha certamente – si dai tempi di Deng Xiaoping – assunto un atteggiamento pragmatico nei confronti dell’economia, ammettendo l’importanza del libero mercato temperato, però, dalla presenza dello Stato.
Se ci mettiamo a discettare sulle defaillance dei cinesi ne troveremmo a iosa, ma questo vale probabilmente per l’intero Pianeta: l’importante – parlando di Cina – è capire che in tutti i documenti ufficiali cinesi l’attuale fase è vista, appunto, solo come una “fase”.
Non è facile capire cosa intendano i cinesi per una “fase” capitalista all’interno di un processo che dovrebbe condurre ad una società socialista, ed è arduo soprattutto perché noi non siamo cinesi, non siamo cresciuti leggendo Kong-Fuzi né Lao-Tse, tanto meno Mao o Zhou Enlai.
Se scorriamo le esperienze “comuniste” nel Pianeta ne scoviamo, solo che alcune si trovano in Paesi lontanissimi da noi per cultura, mentre altre (i tentativi centro-sudamericani) sono più vicine (la cultura cattolica ed iberica) ma fanno capo a Paesi piccoli, con apparati produttivi molto diversi dal nostro, sono popolate da gruppi etnici assai variegati, sui quali è stata “sovrapposta” una cultura, ecc…
Insomma, da un lato grandi Paesi con abissi culturali che ci separano, dall’altro piccoli Paesi con i quali possiamo trovare comunanze, ma le realtà sono diversissime. Ne sanno qualcosa i vecchi amministratori emiliani, quando si trovavano a discutere di “socialismo” con i sovietici: non mi riferisco alle elucubrazioni “di facciata” (le “iperboli” di Togliatti ai congressi del PCUS), bensì alle difficoltà spicciole sul commercio, sullo scambio di delegazioni…due mondi che difficilmente riuscivano a capirsi.

Riassumendo, ci rimane ben poco: lontane esperienze della prima metà del Novecento per i governi di Destra, un panorama variegato e di scarsa utilità per quelli di Sinistra, passati ed attuali. Perciò, se desideriamo riprendere in mano i destini del nostro Paese, assegnarci ad una “appartenenza” del tutto ideologica finisce per farci perdere solo del tempo e complicarci la vita.
Ciò non significa che, domani, potranno esistere differenti visioni, approcci diversi ai problemi, alle soluzioni, ma in un quadro completamente diverso sia dalla sterile contrapposizione “E’ Fascista, è Comunista, non voglio nemmeno ascoltarlo”, sia dall’inciucio permanente delle corruttele al quale siamo abituati.
Oggi, invece, l’emergenza nazionale che abbiamo di fronte c’impone di superare le nostre divisioni, poiché qui non ci si divide più fra chi si dice “Fascista” – e poi? Ripristinerebbe il Sabato Fascista ed i Saggi Ginnici? I moschetti? Ma va là… – e chi ancora immagina che, un bel giorno, la salvifica rivoluzione porti alla Repubblica Popolare Italiana dove tutti i mali, d’incanto, spariranno.

Gli utili idioti non mancano da entrambe le parti: gente con le svastiche tatuate che va in giro ad aggredire i gay e, per contrappasso, qualche Strafe Expedition verso i centri sociali di destra. E’ un bel modo di trascorrere “pericolosamente” il nostro tempo, giocando ai Ragazzi della Via Pal mentre gli altri – proprio additando il “pericolo rosso e nero” – ci sfilano l’ultimo paio di mutande rimasto.
Sono dibattiti “culturali” fra chi non ha mai letto una riga di Marx né sa cosa siano i “Canti Pisani”.

La differenza importante, invece, è fra chi ancora crede nell’importanza dello Stato (con varie e diverse accezioni, ma se ne può discutere) e chi, invece, ritiene che l’unica cosa da fare è attendere il bollettino mensile del WTO, quello del FMI, l’ultimo report dell’ambasciata USA e ricopiare. Fedelmente e senza errori ortografici, mi raccomando.

Se, invece, volessimo partire dai nostri problemi, troveremmo probabilmente più punti di contatto che di frizione: non perché gli “opposti estremismi” si toccano! Cavolate! Semplicemente, perché il buon senso accomuna le menti che intendono risolvere, non chiacchierare.
Prendiamo in esame alcuni semplici esempi, non per svolgerli come si dovrebbe – mancherebbe il tempo e lo spazio, e non è lo scopo di questo articolo – ma per renderci conto di quante cose potremmo esigere perché coerenti con una vita migliore, per tutti.

La classe politica giustifica la privatizzazione dell’acqua allargando le braccia: ci vorrebbero 60 miliardi di euro per risistemare la rete degli acquedotti! Non li abbiamo! Li metteranno, ovviamente, i privati. Come no.
Il problema è tappare le troppe falle degli acquedotti italiani?
Al Politecnico di Torino hanno inventato un marchingegno tecnologicamente complesso ma concettualmente semplice: un piccolo “pesce”, che è in grado di rilevare le perdite (poiché emettono suoni riconoscibili dal normale flusso), viene immesso nelle tubazioni degli acquedotti. Quando trova una falla, invia un segnale radio (probabilmente utilizzando il sistema GPS, ma non ne sono certo) e chi deve riparare quella falla va a colpo sicuro: il risparmio di tempo e di denaro è notevole, visto che il 58% dell’acqua va perduta proprio dalle falle delle grandi condotte.
Il congegno inventato a Torino ha già ottenuto importanti riconoscimenti, al punto che in Qatar (là, d’acqua ce n’è poca…) lo hanno premiato con un milione di euro e stanno pensando alla produzione industriale del sistema. E in Italia?

“Una volta strutturato il progetto, abbiamo provato a proporlo in Italia, ma non abbiamo riscosso immediato interesse. Visto che ci credevamo, ci abbiamo lavorato nei rimasugli di tempo, con materiale di scarto del laboratorio. Forse anche grazie a questo è stato possibile realizzare un oggetto a basso costo[1] ”.

Questi bravi ingegneri ci hanno provato ma…ahimè…è mancato “l’interesse”…già: costa poco, poca trippa per gatti e…per tangenti!

Vediamo invece cos’è successo in Finlandia per un’altra scoperta.
Nel 1998, i finlandesi si mettono in testa che sia possibile rilevare la presenza dell’Helicobacter mediante semplici analisi del sangue, evitando così la più invasiva (e costosa) gastroscopia e…ci riescono!
La Biohit Diagnostics mette a punto le procedure d’analisi, che poi sono rivendute all’estero sotto forma di licenza (od altre, simili forme commerciali) in tutto il mondo. Ovviamente, il “ritorno” commerciale per la Biohit (e per la ricerca finlandese) è cospicuo.
Non c’interessa valutare i parallelismi fra le due scoperte sotto l’aspetto economico e scientifico, bensì sottoporre all’attenzione dei lettori i differenti scenari nei quali sono avvenute, che determinano effetti ben diversi.
In Finlandia, ricchezza per i finlandesi, in Italia…non sappiamo: l’acqua continuerà a perdersi dalle tubazioni degli acquedotti e, magari, in Qatar nascerà una joint venture con capitale misto, ma niente che potrà cambiare nulla, o molto poco, per noi italiani.
A questo punto – gli esempi sarebbero tantissimi, potrei continuare per intere pagine – c’è da chiedersi quale sia la differenza: i finlandesi, che so, hanno forse le antennine da marziani?

No: semplicemente, hanno ancora uno Stato, uno Stato che si cura di porre delle regole e di coadiuvare l’economia senza invaderla, semplicemente stabilendo delle priorità, negando dove occorre…insomma, uno Stato che fa semplicemente il suo dovere. Uno Stato autorevole senza essere autoritario.
In Italia, abbiamo uno Stato autoritario e violento – le vicende Cucchi et similia insegnano – che non sa essere autorevole mai, al punto che si merita solo delle pernacchie.
Vi rendete conto che, nel momento stesso nel quale scrivo queste righe, sta per andare in scena la (così spacciata) più “grande” riforma della scuola dai tempi di Gentile? Siamo quasi a Dicembre, gli allievi delle Medie devono scegliere a quale scuole iscriversi e…nessuno lo sa!
Compaiono anticipazioni dei futuri Licei sui giornali e sul Web, ma le scuole – ufficialmente – non sanno nulla! A Novembre, nemmeno i Dirigenti Scolastici sanno a cosa andremo incontro: questo è esser Stato? Autorevole?!? Siamo alla frutta!
Miss Gelmini chiacchiera nei TG, tutti dibattono nei consessi televisivi…sul nulla, perché non c’è niente! Solo qualche tabella sparsa qui e là. Un vero Stato, dovrebbe comunicare con largo anticipo la riforma, sin nei minimi particolari, perché chi deve scegliere per la propria vita ha il diritto di saperlo per tempo!

Nel ridicolo Stato italiano, invece, ci si bea perché in provincia di Brescia le amministrazioni leghiste hanno iniziato la “pulizia di Natale” – sì, l’hanno chiamata proprio così! Mancava solo un “etnica” per condimento! – nei confronti degli immigrati irregolari o con il permesso di soggiorno in scadenza. E l’hanno giustificato con uno slogan: il “White Christmas”[2] , il “Natale dei Bianchi Cristiani”! Contro chi?
Contro il perfido nero immigrato che viene a rubare…ma che cosa viene a rubare, se – cari leghisti[3] e tutta la pletora politica – i primi ladroni d’Italia siete proprio voi! Non è forse vero che il 30% dei finanziamenti pubblici va “perso” in tangenti? Proprio come l’acqua. Privatizzerete anche la tangente? Ma andate a…
Nei Paesi dove lo Stato è autorevole ma non autoritario, è impossibile essere immigrati senza essere stati precedentemente accettati: altra carenza di uno Stato autoritario ma inefficiente.

Qualcuno potrà pensare che “così è sempre stato in Italia, e non c’è niente da fare: e poi, a me che me ne frega…”: a parte che è falso, perché nel dopoguerra l’Italia ebbe una classe politica decente, ed i risultati ci furono, ma tutti ne siamo coinvolti.
Se la classe politica non fa nulla per catalizzare lo sviluppo di un’economia più efficiente, il sistema produttivo sarà sempre in affanno ed accumulerà scarsi profitti e copiose perdite. Ciò, si tradurrà in due inevitabili e paralleli scenari: aumento della pressione fiscale e restrizioni sui diritti dei lavoratori.
Nel primo scenario saremo tutti a pagare – chi più e chi meno, salvo una ristretta cerchia – mentre nel secondo si dovrà allungare la permanenza al lavoro e rendere lo stesso meno remunerativo e più precario.
In definitiva, siamo all’assurdo: manteniamo al lavoro generazioni che non hanno più nulla da dare – riflettiamo sull’informatizzazione della Pubblica Amministrazione, un fallimento, nonostante un Brontolo veneziano continui a blaterare c… – mentre rimangono ai margini del vero lavoro (e, quindi, della vera vita intesa come indipendenza e socialità) le giovani generazioni, che svolgono mansioni spesso inutili, “progetti” che non si sa dove conducano, ecc.
In fin dei conti, perché dobbiamo essere tempestati dalle telefonate dei call center che ci vogliono vendere di tutto, anche se non ne abbiamo nessun bisogno? Questo sarebbe “lavoro”?

Ma, la classe politica, ha bisogno di creare delle sacche di ricchezza per calmierare la sua insipienza: dove prendere le risorse per dare quattro soldi ai disoccupati? Dalle casse dell’INPS! E, allora, sempre più tardi in pensione e lavori sempre meno pagati e precari.
L’unico comparto che non viene mai toccato è quello relativo ai loro compensi ed al mondo delle tangenti: lì, i finanziamenti devono continuare, cospicui, altrimenti il perverso sistema s’inceppa.
La stampa ha campato per mesi sulla vicenda dello Zoccoluto che siede a Palazzo Chigi, con toni da romanzo d’appendice, ma pochi hanno scorto il vero vulnus. Personalmente, se a Berlusconi piacciono le puttane, sono affari suoi: diventano affari miei quando a pagargliele è un “faccendiere” della Sanità, che le foraggerà con le tasse che noi tutti paghiamo per la Sanità, di destra e di sinistra.
Ma, in queste vicende, c’è qualcosa di “destra” o di “sinistra”? Qualcuno può essere favorevole o contrario soltanto per un’evanescente appartenenza politica?
Si dirà: la maggioranza degli italiani non è né di destra e nemmeno di sinistra, bensì appartengono al partito trasversale del “Franza o Spagna, basta che se magna”. Verissimo.

Il sistema, però, ogni anno che passa diventa sempre più instabile: i meno attenti pensano che lo “stellone” possa durare all’infinito, ma così non è. Ad ogni Finanziaria sono sudori, si raschia oramai oltre il fondo del barile.
D’altro canto, per invertire la tendenza, poco si può fare per l’industria manifatturiera e per le attività più tradizionali: molto, invece, si potrebbe fare nel comparto dell’agricoltura e della silvicoltura di qualità, nel settore energetico – che, da solo, potrebbe “dirottare” nelle tasche degli italiani decine di miliardi di euro l’anno, come ho spiegato in tanti articoli – bisognerebbe poi metter mano all’irrazionale sistema di trasporto italiano: una penisola che quasi non ha più navigazione di cabotaggio! E la navigazione interna? Il necessario supporto delle reti telematiche a banda larga? Il telelavoro?
In altre parole, è di una diversa pianificazione del vivere sociale che abbiamo bisogno: meno spinta al consumo e maggior produzione di beni durevoli (per rallentare la “corsa” del rifiuto), sperimentazione di nuovi mezzi di locomozione per un diverso futuro energetico, meno treni ad alta velocità e più collegamenti ferroviari precisi e frequenti per le tratte brevi e medie. Recuperare il territorio che stanno abbandonando, perché lì ci sono le vere risorse, non l’aria fritta che spacciano.

Il paradosso dei paradossi, è che abbiamo una classe politica completamente asservita ai potentati internazionali e nazionali, alle lobbies bancarie e dell’energia, alle diplomazie straniere, ai grandi gruppi editoriali la quale – ecco il paradosso – si auto-delimita accuratamente, baluginando “confini” in sedicenti “Destre” e “Sinistre”.
Noi, che siamo i destinatari di tanta scempiaggine, li seguiamo come caproni, riproponendo al nostro interno delle suddivisioni di facciata, inutili, antistoriche e, così facendo, riusciamo a segnare ogni giorno dei clamorosi goal. Nella nostra porta.
E loro se la ridono.

La faccenda è rigorosamente bipartisan: Ferrero (Rifondazione Comunista) blatera a vanvera sui lavoratori, sulla giustizia, bla, bla…e poi intasca – senza fornire spiegazioni! – “contributi elettorali” per 129.500 euro, persino dalle associazioni dei cementieri[4] !
Qual è il senso dei contributi? Tutte quelle aziende s’erano forse impegnate in un vigoroso piano d’edilizia popolare per i meno abbienti? Ferrero, per favore…

Se a Sparta si piange, ad Atene non si canta vittoria.
Ci chiediamo cosa pensino le persone di “destra” del pietoso teatrino che sta andando in scena fra Berlusconi, Fini, Storace e la signora Garnero, un tempo coniugata Santanché.
Se Fini fa il buono, Storace subisce l’ostracismo: qualora, invece, Fini attenti alla poltrona del capo, ecco che il Capoccione Zoccoluto va a ripescare una tizia (per educazione, limito gli appellativi, anche se la fantasia non mancherebbe…) come la Garnero/Santanché, e fa un bel accordo elettorale[5].
Sarei curioso di sapere come si sentano rappresentati persone di “destra” da una tizia che si è “fatta le ossa” (politicamente, ovvio) nel Billionaire di Flavio Briatore, la quale altro non sa fare che fomentare disordini per dilemmi che agli italiani stanno veramente a cuore – ossia questioni di burka: tutte le italiane, mentre si recano al lavoro (o lo cercano) non pensano ad altro… – sa inoltre mostrare le gambe dall’Insetto ed affermare che, lei, al “capo non gliela dà”. Perché, è d’obbligo dargliela?
Se queste sono le persone per le quali, chi si ritiene di “destra” crede che valga la pena di lottare, beh…s’accomodi alla pernacchia.

Tutto quello che abbiamo raccontato potrebbe apparire scontato e retorico, e invece non lo è nella misura della consapevolezza – tutti compresi, anche chi si dà delle arie e crede che commentare sul Web lo estragga automaticamente dall’inganno – che si ha delle cosiddette “istituzioni” e della cosiddetta “politica”.
Gira e rigira, salta sempre fuori che uno certe cose le dice perché è di “sinistra” oppure di “destra”: siamo noi i primi a cercare confini e demarcazioni e loro, semplicemente, le sfruttano!
Se, invece, cerchiamo qualche fondamento meno evanescente e più “radicato” sul terreno della politica e della sociologia, potremmo chiederci quanto le posizioni di un De Benoist (è di destra? Possiamo inchiodarlo con le puntine da disegno nel tabellone di destra?) sul comunitarismo, sul radicamento sociale (e reale) delle comunità sul territorio sia ancora accomunabile a posizioni “fasciste”. Oppure, se le iperboli del pensiero di Rifkin, l’immaginazione di un mondo paritario e paritetico, unito dalle reti peer-to-peer telematiche e dell’energia sia “di sinistra”. Di quale sinistra, quella che è sepolta nell’Europa manifatturiera di stampo ottocentesco?
Oppure, se l’incedere del nuovo pensiero underground – perché veramente nascosto e sotterraneo, confinato nelle “riserve indiane” del Web – non abbia definitivamente sepolto queste categorie oramai obsolete. Guardiamo avanti, con coraggio, non indietro.
Sappiamo perfettamente che il vero potere economico e politico risiede nei tanti Mister X che siedono nelle lobby e nelle fondazioni, ma non possiamo chiedere conto del disastro a quei signori perché – furbescamente – rimangono dietro le quinte. Mandano avanti i loro lacchè, la casta politica: con questi, però, possiamo prendercela, eccome. Iniziare, almeno, ad allargare la frattura delle loro contraddizioni.

Il 5 Dicembre è stato indetta una manifestazione detta “No B day”, che vorrebbe manifestare il rifiuto verso l’attuale modo di (s)governare dell’attuale Presidente del Consiglio. Non che quelli che lo hanno preceduto facessero cose assai diverse, ma Berlusconi riesce a metterci un certo “valore aggiunto” che, francamente, disgusta.
Qualcuno s’è già lanciato “a pesce” sulla manifestazione – Di Pietro, che è dappertutto, come la gramigna e Ferrero, che farebbe meglio a raccontare cosa ne ha fatto dei soldi ricevuti dai cementieri – ma lo spirito del raduno è nato dal Web, da un tam tam sui social network, da un passaparola telematico.
By-passando chi già cerca di “metterci il cappello” (questa gente sempre ci sarà: Di Pietro, meglio farebbe a spiegarci come mai suo figlio è già incorso in problemi di corruttele…sembra un pessimo film, “Mastella 2: la vendetta”…), questa manifestazione è importante perché è la prima che non è stata indetta da apparati di potere legati ai partiti[6] . Difatti, ci sarà libera partecipazione con esposizione di simboli, ma nessuno dei leader politici potrà salire sul palco[7] ed il PD – spocchioso, “o lo organizzo io, altrimenti non ci vado” – ignorerà l’evento. Tanto meglio: stiano pure con Mister B ed il fallito Mister PESC, questa gente ci è più d’impiccio che d’aiuto.

Il leitmotiv della manifestazione sarà la difesa della Costituzione – dei valori della Costituzione Repubblicana – e della Presidenza della Repubblica come simbolo che la conserva.
In altre parole, si va oltre le persone per giungere ai simboli, al richiamo di quella Carta Costituzionale fra le migliori del Pianeta, e mai attuata. E si chiede anche la non privatizzazione dell’acqua, il no al nucleare (che significa cercare altre strade per l’energia, un nuovo modello di sviluppo, lontano dalle “iperboli” liberiste, ecc): insomma, quel coacervo d’idee – spesso tumultuose, sono il primo a riconoscerlo – che da anni discutiamo sul Web.
Non c’aspettiamo chissà quali risultati – siamo coscienti della potenza delle lobbies internazionali, palesi ed occulte – però è un gran bel momento quando tanta gente scende in piazza, democraticamente, per affermare che desidererebbe un’altra politica, un’altra economia, un altro modo di vivere. Un mondo migliore e per tutti: di destra e di sinistra.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2009/11/cari-amici-di-destra-e-di-sinistra.html
20.11.2009

Copyright 2009 © Riproduzione vietata, salvo assenso scritto dell’autore da richiedere a [email protected]

[1] Fonte: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/ambiente/dispositivo-acqua/dispositivo-acqua/dispositivo-acqua.html
[2] Vedi: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/immigrati-13/immigrati-13/immigrati-13.html
[3] Ricordiamo che, nella sfilza dei politici che fruirono della maxi-tangente Enimont, c’era anche Bossi, condannato per 100 milioni di lire.
[4] Fonte: http://bellaciao.org/it/spip.php?article24647
[5] Fonte: http://www.ilgiornale.it/interni/la_santanche_corre_pdl_fatto_laccordo/15-11-2009/articolo-id=399121-page=0-comments=1
[6] Fatto salvo l’eterno Grillo parlante, che tutto racconta e nulla fa.
[7] Fonte: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-17/no-b-day-19/no-b-day-19.html

Pubblicato da Davide

  • vic

    Siamo in citta’. Attorno alla gabbia con dentro due criceti, il topo di citta’ spiega al topo di campagna la destra e la sinistra.

    Cittadino: Osservali bene.
    Compagnolo: Ho un’ottima vista, lo sai.
    Criceto Destrorso: Pant pant pant.
    Criceto Sinistrorso: Pant pant pant.
    Citt: Be’, allora hai notato la differenza?
    Comp: Corrono come indefessi sul posto.
    Citt: E poi?
    Comp: Fan girare la ruota. Ehi ci sono, la ruota e’una specie di gabbia nella gabbia. Una gabbia mobile ma fissa, seppur vorticosa.
    Citt: Bravo. E poi, cosa hanno di diverso le ruote?
    Comp: Una e’ rossa e l’altra blu’. Immagino per riconoscerle meglio.
    Citt: Pero’?
    Comp: Una gira cosi’ e una cosa’!
    Citt: Dove guardano i criceti?
    Comp: Uno a destra, l’altro a sinistra.
    Citt: Vieni qui. E adesso?
    Comp: Uno guarda in avanti e l’altro indietro.
    Citt: Adesso vieni qui. Allora?
    Comp: Uno guarda a destra e l’altro a sinistra, come prima.
    Citt: Sei sicuro?
    Comp: Ehm, si’, pero’.
    Citt: Pero’?
    Comp: Quello che guarda a destra prima guardava a sinistra e quello che guarda a sinistra prima guardava a destra.
    Citt: Hanno fatto una rivoluzione allora?
    Comp: No, affatto, non hanno mai smesso di correre sul posto.
    Citt: Andiamo che devo mostrarti dov’e’ il sacchetto delle spagnolette.
    Comp: M’e’ venuta fame. E’ a destra o a sinistra?
    Citt: E’ lassu’, su quella mensola sopra il tuo naso.
    Criceto sinistrorso: Pant pant pant.
    Criceto destrorso: Pant pant pant.

    M’e’ venuta voglia di spagnolette, hasta luego.

  • PseudoSauro

    Io sarei perfettamente d’accordo, ma quando le due parti rivendicano “verita'” opposte sulla stessa storia nazionale, va prima capito qual e’ quella vera tra le due. Tertium non datur.

    Marxismo: Mussolini nasce socialista (come Hitler), ed entrambi hanno sotto gli occhi la disfatta del proprio paese. Entrambi hanno sotto gli occhi il fallimento dell’esperimento sovietico e cercano una via nazionale al Socialismo. Siamo d’accordo almeno su questo? No? Allora perche’ mai il fondatore (insieme a Gramsci) del Partito Comunista Italiano Nicola Bombacci, decide di passare al Fascismo dopo la sua deludente esperienza in URSS? E finisce pure appeso per i piedi a Piazzale Loreto… Aveva rinunciato al suo antico ideale, oppure ha scelto un’altra via per realizzarlo?

    Ogni tentativo di superare l’obsoleto schema “destra-sinistra” e’ di per se’ “fascista”, o “nazista”. Tant’e’ vero che sia Mussolini che Hitler riconoscevano per legittimo qualunque idealismo politico e cercavano di cooptare tutti nell’interesse nazionale, mentre in URSS si dedicavano molto piu’ semplicemente a liquidare gli oppositori veri e presunti. E’ vero o no?

    Io direi che e’ talmente vero che per vedere la fucilazione degli oppositori politici, in italia, si e’ dovuto attendere che arrivassero gli Alleati e che la Resistenza compisse azioni militari contro uno Stato gia’ in guerra contro il resto del mondo. In URSS avevano gia’ risolto il problema in anticipo…

    Il fatto e’ che ormai il Marxismo non esiste piu’. Ora e’ rimasto solo l’Antifascismo; e questo e’ l’unico motivo per cui sussiste la contrapposizione “buoni-cattivi”. Va da se’ che se i fascisti sono sempre i “cattivi” non si va molto lontano.

    E non c’e’ nemmeno piu’ la “lotta di classe”. Ormai, chiunque puo’ cooptare “eserciti di riserva” da mezzo mondo, che la “sinistra” difende i crumiri e mazzuola i lavoratori. Siamo sicuri che Marx intendesse proprio questo?

    Internazionalismo: che c’e’ ancora da realizzare? E’ gia’ bell’e che pronto. Non sara’ quello proletario, ma e’ quel “capitalismo mondiale” che Marx auspicava per demolire le nazioni. E’ gia’ qui. Per cio’ che vedo io, a sinistra non piace molto quest’andazzo.

    Critica marxista: qualcuno ricorda cos’e’? L’Antifascismo l’ha mandata in soffitta, ma Marx non aveva alcuna difficolta’ a discutere con i vari Bauer etc. Mica gli sparava un colpo di Tokarev alla nuca… purtroppo, temo che “a sinistra” sia ancora questo che si intende oggi per “dialettica”.

    In definitiva: se i fascismi sono stati movimenti di reazione a vari tentativi rivoluzionari, in momenti storici critici (la crisi economica culminata nel ’29), questo e’ proprio il momento storico migliore per capire che avevano un qualche senso e non nascevano dalle teste di individui ridotti allo stadio terminale dalla sifilide.

    E’ questo il punto: si vuole riconoscere a questa gente una qualche legittimita’ ideale? No? Allora e’ inutile anche solo il parlarne. Gia’ sono stati sterminati nel dopoguerra, non sara’ chiedendo loro di cospargersi il capo di cenere dopo sessant’anni che si migliorera’ qualcosa.

    Per sanare le vecchie ferite bisogna pensionare l’Antifascismo e rimettere gli ideali su di un piano di parita’.

    Comunque, i fascisti veri sono talmente pochi che temo non servirebbe a nulla. E pure i comunisti diminuiscono a vista d’occhio. 🙂

  • babau

    A me non piacciono ne i fascisti ne i comunisti ne il parlamento, ne le multinazionali, ne gli integralisti religiosi.
    A me piace la libertà di espressione, la democrazia diretta (non delega a parlamentari) e l’autogestione popolare dei grandi mezzi di produzione.
    In Italia comunque una parte dei comunisti si è sempre opposta con fermezza allo stalinismo e altri orrori e pur definendosi “comunista” aveva una visione realmente libertaria della politica e della storia, personalmente non vedo lo stesso nei fascisti italiani , quando parlano di libertà è quasi sempre la loro esclusiva “libertà” ai danni degli altri oppure opportunismo politico del momento.
    L’autore del post precedente che dice che in italia c’era libertà di espressione durante il fascismo perchè Stalin era molto peggio, mi sembra che abbia qualche allucinazione storica, se lui si sente libero andando in prigione e/o esendo torturato per aver detto qualche parola contro mussolini o il re…
    essere meglio che stalin …

  • tersite

    Apprezzo l’articolo di Bertani nelle sue intenzioni, nel quale chiede alla gente di andare oltre gli schemi concettuali, preconfezionati dal potere allo scopo di rendere credibile il (non) sistema da anni imperante in italia: la corruzione. Ma l’autore dell’articolo spara sul mucchio, senza individuare i veri responsabili di questo stato delle cose: 1)il vaticano che da secoli mantiene, grazie a certe famiglie, un tenore di vita altissimo senza praticamente fare un cazzo. 2) 150000centocinquantamila avvocati, unico caso della storia umana, anche questi, chiccazzo li mantiene? 3) una pubblica amministrazione che pesa dannatamente sul bilancio dello stato perché inefficente e affollatissima come nessun’altra al mondo e che si è formata e costruita nella corruzione o grazie alla corruzione! A questo vorrei aggiungere che è noto il forte spirito reazionario di tali poteri, capaci di commettere omicidi, stragi e massacri e rimanere impuniti grazie all’omertà del quarto.. potere..e del quinto,la recente vicenda Marrazzo ne è un perfetto esempio
    Quindi il 5 dicembre me lo immagino così: la solita manciata di blekkeblokke che devasta auto e vetrine e fugge prima dell’arrivo delle guardie che a loro volta se la prenderanno con qualche povero manifestante indifeso…speciale tg3…porta a porta…matrix…polemiche..interviste, ci racconteranno poi come sono andate le cose. Sa qual’è la verità Bertani? che noi italiani siamo portati, per cultura, a tradire, siamo vigliacchi per natura, non reagiamo più perché siamo vuoti dentro, rincoglioniti, limitati da secoli di dittatura cattolica, fascista(monarchica), mediatica. Ormai conosciamo il problema, sappiamo nomi e indirizzi dei responsabili, ma nn succede nulla perché molti di noi…sono come loro.

  • Erwin

    Credo sia necessario accettare che:

    1) I regimi”di destra” sono stati abbattuti con la forza delle armi.
    2) I regimi comunisti sono falliti da soli.
    3) I regimi “di destra” hanno realizzato opere sociali che tutt’ora reggono.
    4) I regimi comunsti hanno lasciato disperazione e prostituzione.
    5) I regimi comunisti sono stati UNO dei puntelli maggiori nella falsificazione della Storia .
    6) I conservatori e reazionari “comunisti-intellighenzia” ancora dominano il percorso intellettuale .
    7) La costituzione ed i governi ,dal 1945 ad oggi, sono espressione della logica di Yalta.

    Questi punti,credo,sono le basi minime di un inizio di dialogo.

  • tersite

    vic! è scappato un altro criceto dalla gabbia!

  • Erwin

    Solo i minus habentes hanno bisogno dell’assistenza di persone normali.______Anche i DELATORI si rivolgono ad altri!

  • myone

    Bravo bertani ti sei esposto e ti incazzi pure, era ora.
    Una volta se le dicevano a suon di botte, oggi hanno tutti la cosa in mezzo alle gambe, come sempre.
    Non si tratta di fare violenza, ma siamo in un paese ingrassato codardo e intontito
    Hai ragione e lo dici, ma la gente lo dice da una vita, bianche rossi o neri sono uguali e sono sempre quelli di ieri e di oggi e di domani.
    Faranno sempre le stesse cose e per fini loro e alla gente quanto basta perche’ produca per loro.
    Questo governo l’ ho appoggiato, perche’ prometteva qualcosa migliore del nulla di prima,
    questo nulla che si mette in coda come prossimo governo in caso di elezioni,
    ma la solfa continua, giu’ uno e su l’ altro, ma si sa’ e’ uguale.
    Il virus e’ sempre attivo e l’ influenza non cambia mai.
    Ma ora questi personaggi stanno sconfinando. Fatte delle cose per te, ne faranno altre cento per loro e come vogliono loro.
    Si si di cose ce ne sono a miliaia, ma l’ arroganza del ministro della giustizia mi ha fatto vomitare.
    E qui parli, non con un leghista o un comunista o un fascista, o un estremista o razzista,
    parli con uno che lo e’ di piu’ ancora.
    Il (ministro) ha detto: Siamo noi che decidiamo e nessuno ci fermera’.
    Loro decidono per loro e non per la democrazia la giustizia e sopratutto per la gente, rappresentandola e servendola.
    Fatta la legge comne sempre trovata la scappatoia, sopratutto se la legge e’ mirata.
    I processi nemmeno quelli ordinari tengono i tempi, figuriamoci quelli pesanti, dove dopo due anni hanno ancora da produrre cartamenti e rinvii.
    A questo modo i tribunali si riempiranno di pratiche e la vita di illegalita’,
    tanto piu’ sei criminale e piu’ accumuli i bonus per rimanere tale.
    Vero, l’ acqua deve essere pubblica e un bene comune, ma tutto e’ svenduto al privato e gestito non piu’ dallo stato.
    Lo stato e’ il privato che se lo e’ preso e che se lo gestisce.
    Siamo in stampo americano che non avendo lungimiranza in afffari globali dettando le regole, finiamo sul faceto fascista o comunista che si voglia.
    I fascisti impongono, ora, i comunisti sono ancora sul fra i trans e i gay, si vede che ancora non hanno chiara la strada se mangiare ancora,
    fare i fascisti rossi, o pensare a qualcosa di nuovo.
    Difficile, la politica e il potere e’ cosi, o te ne stai a casa.
    Si, gli emigrati li porterei tutti a casa o chuderei le frontiere, non se ne puo’ piu’. E’ una piaga in tutti i sensi.
    L’ etica impone che uno stato pianifichi lavoro per tutti e risorse principalmente per tutti.
    Implica che non ci sia una scuola della scurengia, ma un educazione al lavoro per tutti.
    Che il lavoro deve essere dato a tutti e tutti devono lavorare sia come produttivita’ che come vita educativa.
    Che il lavoro debba essere un piacere e una realizzazione.
    Uno stato quando sfora in questo, va a prendersi gli schivi, e il sistema continua nei suoi ingranaggi.
    Gli usa ne sono la testimonianza che nessuno vuole vedere.
    Tanti schiavi tanti soldati tanta gente nella merda, tanta ne mettono, ma il luk usa rimane sempre di facciata.

    E anziche’ mengiarsene di soldi, ogni paese ricco o democratico che si creda, dovrebbe finanziare un paese del 3* mondo ed esportare beni primari per la loro autosufficenza,
    esportare democrazia rispetto e tanto altro, cose che sono solo miraggi e cazzate soo a dire.
    Altroche’ succhiare i maroni a un gheddafi mussulmano e ingnorante retrogado animale.
    Io sarei piu’ micidiale che i micidiali, mettendo in polvere tutto questo sistema, e facendone uno giusto, statale, ma dove tutti sono ricchi e tutti vivono bene, perche’ sono alla pari, perche’ c’e’ intelligenza,
    perche’ non si cafoni ipocriti.

    Bertani, si dici delle cose, hai un nome, ecc ecc,
    MA DOVE SONO QUELLI COME TE CHE SI METTONO LE VESTI DEI GOVERNANTI
    E COMINCINO A RIFORMARE QUESTO MODO DI VIVERE CON LE SUE LEGGI E SENSI,
    PER RIPORTARLO A UNA GISUTA E INTELLIGENTE FORMA DI VITA????
    QUESTO E’ IL DILEMMA. GLI IPOCRITI HANNO IL TEMPO E LA FORZA DI ORGANIZZARSI,
    DI PAZIENTARE, RODERE, SCALARE, ARRIVARE E APARECCHIARSI.
    I GIUSTI, ALMENO COME PRINCIPIO, SONO NELLA MERDA, E CI STANNO.
    QUESTO E’ CHE NON SI CAPISCE.
    FORSE, SE E’ COSI, E’ EPRCHE’ I PIU’ SI MERITANO QUESTO O SONO COSI, E LA COSA ALLORA HA NON SOLO SENSO, MA LE E’ DOVUTA.

    CHIUNQUE SAREBBE CAPACE DI GESTIRE UNO STATO, E SE A SUON DI BOTTE PER LA GIUSTIZIA E LA LEALTA’,
    SAREBBE PURE GIUSTO.

    La scuola? Materie umanistiche? Musicali? ecc ecc?
    Sembra fatta apposta come programma per i figli dei capo’.
    Ma se uno su mille trova lavoro a come e’ stato maturato o laureato.
    Se la scuola e’ un ingorgo obbligatorio di libri bisnes a riempire la capa,
    quando poi una societa’ e’ sempre piu’ marcia e rincoglionita, complessata e incolta,
    e dove la scuola del vivere e del pratico nemmeno se vede l’ ombra,
    hai voglia a fare riforme. Fatemi andare a fare il ministro, te ne faccio una al giorno di riforme.

    Che lo vogliate credere o no, l’ ipocrisia a questo modo, quando si blocca, fa bloccare, e si perde senza guardare ad altro,
    mette un paese sul lastrico sia monetario che culturale e sociale.
    L’ hanno gia’ fatto in testa con gli usa, e dappertutto si USA fare cosi, alla fine.

    C’E’ MESSUNO?????????

  • lucamartinelli

    bene, buon articolo, di buon senso. apprezzo molto l’inizio, perche’ mi conforta in quello che modestamente penso da anni e che scrivo per la gentile attenzione di qualche decina di persone. ribadisco infatti che il dividersi tra destra e sinistra e nord-sud sia il segno piu’ clamoroso di essere caduti in una trappola sopraffina. gli illuminati sono riusciti nel loro inganno migliore, con ottimi risultati. sostengo anche che tale inganno è riuscito perche'”lorsignori” conoscono alla perfezione le dinamiche psicologiche di noi umani. sanno che “essere di destra o di sinistra” non è una scelta ma “un modo di essere”. normalmente si rimane di una parte per tutta la vita, nonostante le evidenze, a meno che succeda di cadere dalla motocicletta sulla strada tra Roncobilaccio e Barberino. e giustamente come dice Carlo “loro”, che fingono di essere divisi in fazioni ma sono invece perfettamente d’accordo, continuano a saccheggiare il nostro lavoro. e fin qui va bene..il problema è sempre quello: che si puo’ fare???? saluti a tutti

  • lucamartinelli

    Caro Erwin, di solito non sei superficiale. questa volta sei scivolato malamente. allora permettimi: i fascismi cileno e argentino e anche greco si sono sciolti da soli, non mi risulta siano stati sconfitti con le armi, anche perche’ quando si è sostenuti dagli yankee è difficile che succeda. ti prego non i rispondere che quello argentino è caduto per la guerra delle Malvinas, era gia’ agonizzante. le tue altre affermazioni sulla bonta’ dei regimi di destra sono talmente di parte che preferisco non commentare. il punto 7 invece è interessante. qui si che si potrebbe discutere a lungo e bene. saluti p.s. una volta postavi sul blog di Grillo?sei lo stesso Erwin?

  • tersite

    facciamo un esmpio, Erwin: domani mattina vai a cagare, ne fai troppa e ti si intoppa il cesso. Che fai se non riesci a risolvere il problema? chiami l’idraulico. Un altro: mentre mangi del pollo voracemente, addenti per errore l’osso e ti cade un dente nel piatto! che fai? vai dal dentista. ….e si può arrivare a migliaia di esempi per realizzare alla fine che: minus habens è chi non sa di esserlo. Delatore, idem……..(commentavo un commento servendomi di un altro commento)

  • Erwin

    Evidentemente mi sono espress o in modo non chiaro.______
    Cerco di spiegare meglio_______Per Fascismi intendo il Fascismo di Mussolini ed il Nazionalsocialismo Tedesco.____Qui comincia e qui finisce (per me) l’esperienza “fascista”____Il resto(paesi latino americani in testa) Spagna e Portogallo,per esempio,sono solo dittature “cattoliche”con supporto logistico yankee( quindi ,per me, il peggio del peggio.___Credo che le mie siano SOLO osservazioni (con conferme oggettive come INPS,per esempio),oppure eventi accaduti per crollo della struttura portante stessa dei regimi comunisti .NON ci sono INTERPRETAZIONI mie,è cronaca!_____Sono lo stesso Erwin del Grilloblog.

  • PseudoSauro

    I commenti in tono di ultimatum non aiutano. E’ gia’ un unicum che dopo 70 anni si stia ancora a parlare di “mali assoluti”. Se il sottoscritto fosse un fascista che vuole invitare il suo antagonista politico a superare gli antichi rancori, lo farebbe sulla base del rispetto reciproco: personale e ideale. Ma siccome accade piu’ spesso il contrario, e a parti invertite, io credo che cio’ sia dovuto al perdurante Antifascismo. L’Antifascismo e’ un vantaggio ideologico per chi vi si riconosce; e’ ovvio che se si vuole tentare di coinvolgere un fascista in qualche progetto non lo si puo’ fare sulla base dell’Antifascismo. In genere si dice “mettiamoci una pietra sopra”, mica “ricordati che il tuo ideale e’ una schifezza”. Lo capirebbe anche un camion, ma qualcuno non c’arriva proprio. Non e’ una questione di schieramento, ma di intelligenza. Un fascista intelligente puo’ convenire che un comunista intelligente abbia le sue ragioni senza necessariamente convertirsi, e viceversa. Soprattutto, una persona intelligente dovrebbe aver capito che la contrapposizione ideologica cristallizzata nell’Antifascismo fa ormai solo gli interessi dell’unica potenza rimasta sulla piazza.

  • rosacroce

    braVo bertani ,,,,finalmente anche tu hai capito che destra e sinistra pari son,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,UNA BANDA DI LADRI AL SERVIZIO DEL DEBITO DELLE BANCHE.
    MA NON TI ARRABBATTARE TU E TANTI ALTRI IN STERILI POLEMICHE SU RIFORME e denuncie,su destra sinistra e centro,furti e inefficienze eStupidità varie…………………………….
    TANTO FRA 6 MESI AL MASSIMO SALTA TUTTO ,VISTO CHE COME DICONO ALMENO UNA DECINA DI ANALISTI ECONOMICI FONDAMENTALISTI,cioè quelli che che fanno i conti sulle grandezze economiche effettive :
    gli stati sono tutti falliti ,le banche e i cittadini pure e tutte le aziende anche.
    non ci sono i soldi per le scuole ,la sanita le pensioni etecccc ,
    IL PETROLIO BUONO è FINITO ,FRA POCO MANCHERà
    L’ENERGIA ,I SOLDI ,IL LAVORO ,,,,,,,,,,,,,,,,,,E ANCHE LA DIGNITà.
    PER cui dai retta a me prenditela comoda ,,,,,,,,,,,,,non c’è soluzione, non ci sono soluzioni a energia rinnovabile ,che è meno del’1% di quella che serve e resterà cosi anche fra 100 anni,e il sistema ha debiti per 100 anni da pagare,,prenditela comoda .,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,TANTO è FINITA QUESTIONE DI POCHI MESI ANCORA

  • rosacroce

    ARRABIARSI PER L’ACQUA ,I VACCINI ,GLI INCENERITORI le magnerie ,etcccccccccccc serve solo a mangiarsi il fegato.
    state TUTTI CALMI ,,,,,,,,,,,,,,,,FRA POCO FINISCE TUTTO.
    è INUTILE CHE VI DATE TANTA PENA E CHE VI AGITATE TANTO,è TUTTO UN FALLIMENTO ORMAI INESORABILE E DEFINITIVO.

  • ranxerox

    Ma è proprio così necessario appartenere, per poter cambiare qualcosa? Sembra addirittura che si abbia paura di sganciarsi da schemi e slogan ormai defunti. Così siamo degli zombies anche noi. Agiamo invece con la nostra testa, possiamo sbagliare ma almeno la scelta sarà nostra, non di altri. Agiamo, personalmente.

  • cardisem

    Non mi sono mai, proprio mai dichiarato o sentito “fascista”, neppure quando ero assai giovane e cominciavo ad interessarmi di politica, non già perché fossi di adamantina fede “antifascista”, ma semplicemente perchè ero nato “dopo” e non potevo sapere cosa il fascismo fosse stato. Non era attuale e niente poteva resuscitare un corpo morto. Da lettore di Hobbes ho potuto poi trovare migliori giustificazioni alla mia posizione. Il fondamento della legittimità di ogni potere esistito nei millenni di storia umana è basato sulla fondamentale relazione di protezione/obbedienza: io ti obbedisco solo e nella misura in cui tu mi assicuri la protezione non solo della vita, ma di una vita “umana”, e cioè: lavoro, benessere, felicità, libertà essenziali ed imprenscindibili, fra cui in primis la “libertà di pensiero”, necessaria per poter dire se e quando tu sovrano non rispetti più il tuo obbligo di proteggermi. Fascismo e nazismo per semplice effetto della loro debellatio avevano perso ogni fonte di legittimazione insieme con la capacità di difendere il loro popolo. L’ideologia “antifascista” del dopoguerra ha cercato la sua principale legittimazione non in una rinnovata e maggiore capacità di protezione – impossibile in un’Europa occupata militarmente tanto ad Ovest quanto ad Est – ma nella demonizzazione di un regime precedente che ormai non esisteva più. Ci hanno nutrito con l’ideologia… Ed ecco ancora battono le piazze e rimpiono i muri di manifesti degli autentici stupidi che come i polli di Renzo si beccano l’un l’altro dandosi etichette di destra o di sinistra, di comunisti o fascisti. Mah!

  • francefar

    Se posso permettermi vorrei che guardaste questo video, era il già lontano 2001:

    http://www.youtube.com/watch?v=i7FCwhXdPII

    forse non c’è bisogno di un articolo così lungo..

  • babau

    C’è un certo antifascismo che fa schifo e sono d’accordo, ma molti antifascisti invece sono veramente da apprezzare, a cominciare da tutti gli insorti durante il fascismo stesso (non gli invasori amircani).
    E continuando con tutti quelli che si sono opposti a colpi di stato autoritari negli anni dopo il fascismo in italia.
    Sostanzialmente penso che l’antifascismo positivo sia quello che si è opposto, anche in maniera violenta al fascismo occulto nelle istituzioni che tendeva alla dittatura e anche quello che molte volte ha difeso la libertà di espressione e aggregazione nelle piazze dagli attacchi delle squadraccie fasciste.
    L’antifascismo negativo era quello che attaccava l’ultima ruota del carro tipo qualche fascistello ignorante nelle piazze con metologie simili alle stesse squadraccie fasciste, come anche il rifiuto di ogni rapporto umano con una persona che si definiva fascista (magari senza neanche rendersi conto pienamente del significato della parola)

  • TitusI

    Caro Erwin, il compito MINIMO di ogni buon governo è fare il bene dei propri cittadini, non mi sembra che questo sia il risultato delle azioni di Mussolini o Hitler, per non parlare di quello che hanno fatto ai cittadini altrui.
    Non starò a discutere di fascismo e comunismo, perché è vano.
    Quando cerchi di riportare la storia ad una dimensione più realistica hai il mio pieno appoggio, ma quando prendi queste posizioni, per altro attaccabilissime, perdi punti anche sul, ben più importante, fronte storico.

  • francescafederici

    totalmente d’accordo con te caro Luca,nonostante il finto revionismo in auge in questo preciso momento storico,sarebbe auspicabile per tutti quelli che si ritengono “intelletualmente onesti”dare a distanza di tutti questi anni una giusta e onesta collocazione storica ai vari regimi o dittature.
    Per quanto riguarda il mio Paese posso parlare di fascismo perchè questo è quello che abbiamo nella nostra storia,il comunismo tanto bistrattato il mio Paese non l’ha mai subito,il Partito Comunista Italiano non era quello di Mosca,facemmo anche uno storico strappo dopo l’invasione Cecoslovacca,non eravamo così cechi o così plagiati!Onestamente non è che adori Stalin come non adoro certe forme di sopraffazione di qualsiasi colore,ma in tutti questi anni ho avuto il sospetto che certe informazioni di una informazione non libera,fossero pilotate ad arte e non parlo solo da parte degli yankee.
    Per continuare a tentare di scacciare il demone comunista non si è badato a mezze verità o mezze bugie,cerco di essere onesta e dico mezze….
    Mi piacerebbe incominciare a discutere di questo pacatamente tenendo conto che certe contrapposizioni sono usate ad arte perciò senza essere strumenti di queste manipolazioni.

  • Erwin

    Credo che Lei abbia preso per la tangente.______________Per MALE ( nel caso Mussolini,Hitler) si intende ,ovviamente , la guerra (per Mussolini),lo sterminio(per Hitler) credo.___________Queste le accuse più ricorrenti.Ora guardi che ha dichiarato la Guerra… Guardi che NON c’è uno straccio di prova su camere a gas e affini!__________Osservi che la struttura sociale INVENTATA da Mussolini è paro paro quella di oggi________L’Hitler in 3 anni debellò la disoccupazione,anzi IMPORTO’ manodopera,anche dall’Italia. Quindi in campo sociale il lavoro PER IL POPOLO;è stato fatto_________Nei sistemi comunisti……no.___________QUINDI: chi ha progettato e scatenato la guerra?Ci pensi.

  • redme

    per la precisione…il confronto non è comunismo-fascismo ma bensì comunismo-capitalismo……il fascismo è una forma politico/sociale del capitalismo….le mele con le mele, le pere con le pere….

  • Erwin

    Si apprende da alcuni posts che esiste un “FINTO REVISIONISMO”.________Quindi ne esisterebbe uno VERO.________Disquisizione interessante,come quella relativa al sesso degli angeli che tanto appassiona e trova folle di partecipanti!________Di grazia mi si illumini sul “FINTO REVISIONISMO”,non vorrei farne ,inconsapevolmente,parte!