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CAPITALISMO, BIG CRISI E PICCOLA SINISTRA

DI JOSEPH HALEVI
ilmanifesto.it/

In Italia la sinistra ufficiale ed i suoi frammenti a sinistra non hanno alcuna visione sistematica della crisi. Per ovvi motivi di compartecipazione al potere, quella ufficiale parla solo di regole, spesso credendo nel mercato – senza peraltro averne una teoria appropriata – molto di più della destra, come con originalità ha sottolineato Riccardo Bellofiore. Le sinistrate frange pur pensando che la crisi sia di sistema, hanno il cervello altrove, concentrato sulla mera sopravvivenza politica.

Il 2009 è stato l’anno del travaglio della crisi che continuerà anche nel 2010, basti pensare a tutte le imprese che nel mondo occidentale – dalla Finlandia alla Grecia ed al Portogallo, dall’Italia agli Stati uniti e travalicando l’Oceano Pacifico fino al Giappone – sono in fase di ristrutturazione o di chiusura definitiva, generando comunque disoccupazione e sottoccupazione..

Il 2009 è stato però anche l’anno in cui si è evitata la caduta in una nuova Grande Depressione, sebbene nel primo trimestre tutto andasse verso una vera e propria catastrofe economica. Lo scorso giugno Barry Eichengreen dell’università di Berkeley in California aveva prodotto dei grafici, pubblicati anche su quotidiani europei, ove si mostrava che, per un periodo di tempo comparabile, l’ampiezza del crollo della produzione in Usa, Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna e Giappone superava l’implosione del 1929-30. La catastrofe è stata evitata perchè c’è stato ciò che nel linguaggio corrente americano si chiama Big Government (governo di grande spesa) affiancato da una Big (grande) Bank (la Federal Reserve). Ambedue hanno speso a più non posso seguiti dai paesi europei e dal Giappone. Infine la crescita cinese ha fatto risalire i prezzi delle materie prime ed i connessi mercati finanziari. La continuazione della crisi nel 2010 deve essere studiata a partire da questi fatti.

L’evidenza mostra che i meccanismi che hanno causato lo sfracello finanziario sono in piedi in forma accentuata. Nessun effetto a catena avrebbe potuto spiegare l’entità delle perdite se queste fossero state originate solo dal mercato del subprime. La dimensione del collasso fu dovuto alla trasformazione di quel mercato nella punta dell’iceberg che caratterizza l’insieme del cosidetto «money manager capitalism» (il capitalismo dei manager dei fondi di investimento/pensione ecc, il termine è di Hyman Minsky). L’essenza di questo tipo di capitalismo si coglie perfettamente guardando alle regole contabili che lo guidano, osservando che sono ancora operanti, solo vengono sospese di tanto in tanto secondo i vari casi. Le regole di contabilità finanziara fanno emergere i profitti delle banche e la stima del valore capitale delle stesse imprese produttive, da valori fittizi. Ciò avviene contabilizzando oggi le entrate future, non quelle già dovute, ma quelle ancora lontane nel tempo la cui esistenza è puramente ipotetica. Il pagamento dei bonus, dei dividendi si effettuava e – con la ripresa di Wall Street e compagnia – si effettua tuttora, facendo i conti senza l’oste. E’ evidente che un sistema simile non può che portare ad un indebitamento endemico che in gergo si chiama leverage. Il biennio 2007-2008 ha messo il money manager capitalism in crisi ma le politiche economiche perseguite dal secondo trimestre del 2009 sono state dirette a rimetterne in piedi i perversi meccanismi. Escludo che l’azione delle autorità riesca a guarire il male profondo del money manager capitalism, può però mantenerlo in vita come in effetti sta accadendo sotto i nostri occhi. Il meltdown bancario è stato evitato ma non è stato ridotto il rischio chiamato sistemico e ciò è connaturato al ruolo ormai subordinato assegnato all’investimento reale e quindi all’occupazione.

Le regole finanziarie riflettono molto bene l’economia politica del capitalismo emerso negli anni Ottanta negli Usa in conseguenza della stagnazione economica e del disorientamento degli anni Settanta. Fu un’operazione istituzionalmente diretta a privilegiare rendimenti finanziari e le valutazioni borsistiche. Negli anni Novanta Washington trasferì tale preferenza sul piano internazionale. Gli Usa vollero ed ottennero che la valutazione delle imprese e delle attività riflettessero le condizioni di mercato così come emergevavano dagli andamenti borsistici. Nel 2005 le regole afferenti alla finanza furono codificate nell’International Accounting Standards in cui nel trattamento del debito veniva omesso il costo dei prestiti ed il rischio di non pagamento, cioè il maggior fattore di rischio per le banche. In questo modo venivano automaticamente inflazionati i profitti virtuali delle medesime incentivando la corsa al disastro Keynes osservò che la borsa svaluta e rivaluta molti tipi di investimento ogni istante. Quindi, aggiunse, farvi dipendere l’investimento è come se «un agricoltore avendo controllato il barometro a colazione, decidesse di rimuovere il capitale della sua fattoria tra le 10 e le 11 del mattino e valutare se reimmetterlo o meno più tardi o una settimana dopo» (Keynes, mia traduzione). Proprio così sono andate le cose e l’investimento effettivo e quindi l’occupazione reale, non la mezza occupazione di semi disoccupati, ed il salario sono stati i principali perdenti. Oggi per poter continuare come prima l’intera impalcatura economica abbisogna di ininterrotte erogazioni di soldi. Infatti il programma di salvataggio Tarp, varato dal segretario al Tesoro di Bush Hank Paulson, è stato prorogato per 2010 ed analogamente è successo in Gran Bretagna. Si deve inoltre aggiungere che, avendo la crisi svuotato il credito alle famiglie, è scomparsa l’impulsione alla domanda di beni di consumo proveniente dal loro crescente indebitamento. L’investimento è pertanto destinato ad indebolirsi ulteriormente rispetto a considerazioni di ordine finanziario.

Non è possible ipotizzare la messa in cantiere di politiche keynesiane volte alla piena occupazione. Semplicemente non vi sono le condizioni di classe e quindi economiche. Non ne esistono le condizioni internazionali che invece si caratterizzano per il permanere degli squilibri nelle bilance commerciali e dei pagamenti (Cina-Usa, Cina-resto del mondo e Germania-Europa) senza adeguati processi compensatori. Pertanto la messa in cantiere di suddette politiche richiederebbe un complesso di strumenti ed istituzioni anche internazionali oggi inesistenti e molto simili a strutture di pianificazione soprattutto se vengono inserite considerazioni di ordine ambientale. Chimere, la realtà è quella della disoccupazione e dell’assenza di lotte dure.

Joseph Halevi
Fonte: www.ilmanifesto.it/
Link: http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20091231/pagina/10/pezzo/268030/
31.12.2009

Pubblicato da Davide

  • TizianoS

    Ottimo articolo. Tradotto in parole povere, una banca d’affari come Goldman Sachs continuerà a pagare bonus stratosferici ai suoi manager, farà operazioni di borsa sempre più spericolate e che gli altri si arrangino. Del resto lei è ben assucurata, essendo “too big to fail”, e ci sarà sempre qualche TARP governativa che le verrà in aiuto in caso di bisogno.

  • AlbertoConti

    A me non sembra un ottimo articolo, perchè non evidenzia affatto i meccanismi “tecnici” di fondo, del paradigma monetario universalmente imposto dalla FED. Così si fatica a sintetizzare il cuore del problema. Tuttavia è apprezzabile la sintesi di questa visione, dal suo punto di vista corretta, che contribuisce alla riflessione su ciò che ci sta accadendo, al di là (ma non certo indipendentemente) dall’anomalia italiana di stampo mafioso.
    Lo schema di Ponzi sulla moneta “normalmente” avvantaggiava il gestore consolidandone ricchezza e potere (che non sono due aspetti, ma un’unicum). Normalmente intendo il ’29 e le scosse d’assestamento successive. Poi però c’è stato Bretton Woods ed il suo intrinseco e fatale fallimento a soli 27 anni di distanza. Mai un articolo che ne spieghi la reale sostanza! Ora il nostro pierino tremonti parla pure lui di nuova Bretton Woods, e mai un giornalista che gli chieda cosa intende esattamente, neanche al ritorno dalla Cina.
    Da come la vedo io la crisi sistemica di questa moneta e dell’economia che “sostiene” (sempre meno) ha profonde radici diffuse in tutta la “civiltà occidentale”, ha contaminato tutte le stratificazioni sociali proprio mentre le radicalizza sempre più. Lo chiamerei un autoricatto, che non poteva certo risparmiare l’intellighenzia.
    Da questo stesso articolo si può però distillarne il significato: ipotecare troppo il futuro altrui per rubare il presente oggi, ovvero la lotta malavitosa per il comando della bisca globale, fondata sui più bassi istinti dell’uomo (la droga dell’avidità e del rischio, nel totale disprezzo della sofferenza che si spera sia sempre e solo altrui).
    Il “buon padre di famiglia” deve rivendicare la sovranità sul paradigma monetario alla base di una sana economia quotidiana, che non dia più problemi e ritorni ad essere un di cui marginale e non problematico della vita reale, da impegnare in problematiche ben più importanti.
    Ma per spostare i conflitti su un piano superiore alla violenza della guerra tribale (leggi “evoluzione mafiosa”) occorre un elevazione spirituale che annaspa ancora nelle melme del passato.

  • pablobras

    Dato che io sono decisamente a favore dello Stato Etico Corporativo proposto dalla dottrina fascista, ritengo che tutti i mali e le igiustizie delle società moderne sarebbero risolvibili attualizzando quasi integralmente la spirtualmente superiore politica di Benito Mussolini.
    Con la differenza che sarei molto più cattivo e spietato di Lui nel castigare i malfattori.

  • AlbertoConti

    Ma non hai ancora capito che etica e corporazione non stanno insieme? Se non è bastata l’esperienza fascista a dimostrartelo (forse perchè non l’hai conosciuta direttamente) usa il cervello. Il tuo ideale letteralmente si può tradurre in “camorra etica” o “‘ndrangheta etica” o morale del clan, da quello dei bancari a quello dei taliban, il succo è sempre lo stesso: mors tua vita mea (o nostra, della corporazione, non cambia nulla). Ti rispondo solo perchè dietro la tua idea balzana e apparentemente “out” ci sono realtà attualissime, come il fantoccio Obama che dichiarava spavaldamente di volersi opporre alle lobby! Ma dove?! E ancora c’è chi gli crede!

  • pablobras

    Sicuramente non sarò abbastanza colto per poter parlare di argomenti così complicati ma dalla tua risposta deduco che anche tu almeno su ciò a cui ho fatto riferimento dovresti studiare di più.

  • pablobras

    Ho provato a rileggere la tua risposta .
    Tutto quello che hai detto non ha alcun senso rispetto al mio commento.

  • nautilus55

    Se esistesse ancora una sinistra in grado di analizzare la realtà con i suoi, specifici mezzi – l’analisi di Marx, ad esempio – non avrebbe difficoltà a comprendere cosa sta succedendo. Ovvero, una fase di ristrutturazione del capitalismo su più piani: interno agli Stati ed alle aggregazioni, in conflitto con le borghesie dei Paesi emergenti i quali, a loro volta, ristrutturano per competere. Purtroppo, gran parte della sinistra o pensa agli affari, oppure blatera senza sapere alcunché di quel che sta succedendo.

  • Altrove

    pablobras, penso che albertoconti volesse farti capire che non ci sono comportameneti “etici” nella “corporatività” e se hai studiato ad esempio un po’ di economia (dato che siamo in tema con l’articolo) ti rendi conto che sono due concetti inassociabili. E’ come credere nello sviluppo illimitato sfruttando risorse limitate. Poi faresti bene a farti una tua idea (e soprattutto tenendo conto della globalità attuale) piuttosto che rifarti ad una dottrina del potente di turno che probabilmente non aveva idea di come si muove il mondo oggi. Mi dispiace, poteri buoni non ce ne sono, ma soprattutto ti consiglio di non prendere in considerazione, come qualcosa di buono, niente che rechi in sè la parola “corporativo”. Specie se affiancata a la parola “etica”. Infine, ma questa è una mia opinione, non vi è niente di spiritualmente superiore nella politica di mussolini (non so, devo spiegarlo questo punto?!) a meno che non parliamo della stessa spiritualità. Non te la prendere, qui ci si scambia opinioni, se sono diverse ancora meglio… Un saluto…

  • pablobras

    …non me la prendo minimamente. Anzi mi ha fatto piacere che qualcuno abbia accettato di discutere senza offendermi dopo che ho
    esternato una fede iperbersagliata , ipercalugnata e poco conosciuta veramente e in profondità.

  • nettuno

    La nave dei folli _ cercate di capire- Stiamo vivendo con una moneta a debito.

    Ascoltate il compianto professor AURITI http://video.google.com/videoplay?docid=-5980097927427115683#docid=-2230993531557196807 —–

    http://video.google.com/videoplay?docid=-
    5980097927427115683#docid=4546453451850985734 —-

    http://video.google.com/videoplay?docid=-5980097927427115683#

  • nettuno

    DI JOSEPH HALEVI gira intorno alla cloaca senza nominarla mai.

    Furbino — un pochetto ciarlatano — fumogeno molto …

  • myone

    Ci sono due mondi paralleli, e la porta fra questi due mondi, sono le banche i politici e le leggi che governano il mondo.
    In un mondo c’e la gente che sono le pedine da governare e da prenderci i soldi. Governare perche’ se si rivoltassero piu’ di tanto nemmeno loro esisterebbero, prenderci i soldi, e’ per due motivi:
    primo perche’ si lasciano fare le cose si banchieri e ai politici che godono cosi una parte di gloria economica, la seconda, e’ perche’ sono il filtro delgi introiti potere, per il mondo parallelo, che sono quelli che giocando il risico e il monopoli del potere, incettano risorse e affari per comandare, affinche’ la legalita’, il nemico, l’ etica, la bandiera, la lobbi, la razza, gli amici, tengano una parte e non un’ altra, e cosi si salvaguardino dai nemici, e da fumentare uno stato di vita globale, che sia l’ opposto di quello etichettato migliore e giusto, libero e democratico. Mentre il primo mondo e’ sempre in balia e in ballo, l’ altro mondo non sa’ piu’ come fare, perche’ crea buchi e li riempie creando soldi con i debiti… verso chi e come, lo sanno solo le tipografie.
    Dire come e chi, significa dire il peccato e il peccatore, e quindi sollevare un modo di vivere che porterebbe alla gisutizia, al buon senso, e all’ etica vera…. ma se si facesse cosi, il gioco cade, l’ illegalita’ e la follia verrebbe meno, e allora che gusto c’e’ e che guadagno c’e’? Nessuno. Meglio il caos controllato, e vivi l’ oggi che il domani e’ incerto, se perdi soldi e potere, quindi rafforzati, e fai rafforzare chi piu’ ne ha, perche’ se ti e’ alleato, ti coprirai meglio le spalle. E’ un gioco fraticida, e se lo fanno fra loro e alla gente, c’e’ poco di fratellanza, e’ solo una ghenga a delinquere.
    L’ uomo oggi e’ un delinquente, e la delinquenza, e’ una deviazione dell’ impossibilita’ di fare il giusto, sapendolo, potendolo, e avendolo, ma disprezzandolo, mascherandolo in tante salse, tanto da non doversi vergognare, ma avendolo legittimato, con tante parole, leggi, e convenzioni, che alla fine, sono solo demenziali, idiote, ipocrite, e malavitose, partendo dal suo nascere, anche nella piu’ piccola postilla di come sono costituite.
    Non c’e’ tempo per fermarsi, ne per cambiare, troppo caos, melgio continuare finche’ si puo’, poi, tutti tireranno i remi in barca, e chi ci sara’ se la pelera’ la gatta.
    Questa e’ la filosofia dell’ idiotismo intelligente di 4 cafoni in cravatta e in servizio istituzionalizzato.
    Del melgio, non ce n’e’ traccia, non se ne trova, sarebbe tutto controcorrente, una cosa che, farebbe sballare conti e menti piu’ del caos e del male stesso.

  • nautilus55

    Scusa, Pablobras, non mi sembra d’osservare chissà quali realizzazioni sociali nel Fascismo. Passata la prima fase, brevissima, Mussolini s’adagiò sul grande capitale, il quale gli promise denari per le sue guerre…ed altrettanti ne incassò! Il Concordato fu necessario per ricevere finanziamenti dallo IOR…ci sono tanti esempi. La rivalutazione del Fascismo, a mio avviso, nasce dalla sterile contrapposizione Fascismo/Antifascismo: purtroppo, c’è poco da imparare anche là, e dovremo rassegnarci a ricostruire il nostro futuro da soli. Ciao.

  • mazzi

    Tutti a parlare di finanza allegra, derivati, subprime, hedge funds ecc. Ma nessuno ancora vuole dire chiaramente come mai, gia’ da prima che scoppiassero le varie bolle e i mercati cominciassero a scendere in caduta libera, le masse non avessero soldi per sostenere i mercati. Con tutta probabilita’ la stessa bolla dei subprime avrebbe continuato ad allargarsi indisturbata se la gente di punto in bianco non si fosse ritrovata nelle condizioni di non poter pagare i mutui. Ma vogliamo capirlo o no che non sono le speculazioni finanziarie che hanno innescato la crisi?

  • nettuno

    Ben detto amico!

  • pablobras

    …concordo pienamente con te.

  • pablobras

    …Forse le vostre risposte scaturiscono da una conoscenza che ha attinto dalla falsificazione storica del dopoguerra, dalla demonizzazione perpetrata nei riguardi della alternativa a capitalismo e comunismo, il fascismo.
    Se il popolo conoscesse la vera dottrina di Mussolini e Gentile non potrebbe far altro che votarla per acclemazione.
    Ma i veri poteri ( Banchieri, finanzieri,mafiosi e mega aziende multinazionali) cioè i padroni del mondo e dell’umanità non permettono alla giustizia di trionfare.
    Come non lo hanno permesso schiacciando il fascismo con la superiorità militare dell’oro contro il sangue con la 2° guerra mondiale.
    La propaganda è sotto il pieno controllo di forze diaboliche liberiste-lucrative che schiavizzano l’umanità distruggono la biosfera.

  • pablobras

    …Forse le vostre risposte scaturiscono da una conoscenza che ha attinto dalla falsificazione storica del dopoguerra, dalla demonizzazione ideologica perpetrata nei riguardi della alternativa a capitalismo e comunismo, il fascismo. Se il popolo conoscesse la vera dottrina di Mussolini e Gentile non potrebbe far altro che votarla per acclamazione. Ma i veri poteri ( Banchieri, finanzieri,mafiosi e mega aziende multinazionali) cioè i padroni del mondo e dell’umanità non permettono alla giustizia di trionfare. Come non lo hanno permesso schiacciando il fascismo con la superiorità militare dell’oro contro il sangue con la 2° guerra mondiale. La propaganda è sotto il pieno controllo di forze diaboliche liberiste-lucrative che schiavizzano l’umanità e distruggono la biosfera.
    Essendo già cominciato il loro piano di depopolamento della terra per salvaguardare la sopravvivenza della razza umana e specialmente per la parte di essa che avrà un futuro tutte le vere cause della crisi sistemica che è appena cominciata derivano dal suddetto proposito.

  • mazzi

    Meno male, mi sembrava di parlare al muro.
    Cheers

  • LucaV

    E continuavano a chiamarlo CAPITALISMO….se già dal titolo sbagliano l’analisi dei termini…figuriamoci cosa può partorire la loro “intelligenza”

    CAPITALISMO deriva da CAPITALE cioè dal denaro che uno rischia per fare impresa….OGGI NON C’è CAPITALE ci sono i DEBITI.

  • glomer

    http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/conti-pubblici-86/conti-4gen/conti-4gen.html
    sempre peggio…. :-(((

    P.S. scusate per questo link dato che so che la testata giornalistica nn è ben accetta su questo forum per via dei “poteri” che la dirigono…come tutte le altre del resto 😉 !!!

  • LucaV

    La speculazione è una conseguenza, non la causa. Bravo!