CAPITAL GAY

CAPITAL GAY

DI ALESSIO MANNINO

lintellettualedissidente

Ieri a Roma in Campidoglio la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero di 16 coppie omosex

L’amore non è affare dello Stato. Anzi dovrebbe essere la cosa più libera del mondo, anche dalle leggi. Compreso quello omosessuale, che come impulso è naturale tanto quanto quello etero, visto che si tratta di un’inclinazione che segue gli oscuri meandri della psiche, e perciò non va né condannato né esaltato, ma semplicemente accettato. Resta che è sterile e inadatto al ruolo differenziato di padre e madre, e nessuno può farci nulla.

Si sa, quando si vuole distrarre l’opinione pubblica dalle magagne, si chiama il giornale amico e si fa sparare in prima pagina un bel titolone a effetto su qualcosa che non c’è, o chissà quando arriverà. Così due giorni fa la Repubblica proclamava che il governo Renzi vara le unioni civili alla tedesca per i gay. Lo sta facendo, lo ha fatto? No, è solo un pensiero, un’intenzione, un progetto sulla carta. Ma tanto basta, l’importante è sviare.

Detto ciò, qualcuno rimarrà spiazzato ma poco m’interessa: l’unione senza adozioni di figli esterni è ragionevole. Diritti minimi, di buon senso, vanno riconosciuti agli omosessuali: si tratta di soddisfare bisogni elementari e sacrosanti senza stravolgere l’impianto del matrimonio. Per dire: non è umanamente ammissibile che in ospedale il compagno di un malato non possa ricevere informazioni sulla sua cartella clinica. Unioni civili equivalgono a decenza civile.

Diverso il discorso per il matrimonio vero e proprio, sull’esempio spagnolo. La sentenza 4148 della Cassazione del 15 marzo 2012 ha respinto la trascrizione in Italia di un matrimonio fra due uomini avvenuto all’estero. Al contempo, tuttavia, la suprema Corte ha invocato una legge per dare agli omosessuali un “trattamento omogeneo” a quello dei coniugi etero.
La Cassazione, che non è il verbo divino in terra, ha torto a chiedere un’equiparazione tra matrimonio e unione gay. E non tanto per il famoso dettato della Costituzione, che pure all’articolo 29 parla correttamente di famiglia come “società naturale”. Quanto, piuttosto, per una constatazione pre-costituzionale e pre-sociologica: la famiglia è tale se ha come scopo ultimo la prole, il donare la vita. Non proprio un dettaglio, diciamo. Lo stesso significato di matrimonio rimanda alla maternità, a sua volta indissolubilmente legata – e non potrebbe essere altrimenti – alla paternità. Le eccezioni sfortunate, come le coppie incapaci di procreare, confermano la regola decretata dalla differenza fra sessi.

Il matrimonio omosessuale (attenzione: non la relazione e men che meno il sesso, Dio ci scampi e liberi dall’omofobia pretesca) è un controsenso biologico. E lo è anche dal punto di vista psicologico, perchè l’equilibrio naturale del bambino non è dato solo dall’amorevolezza e dalle cure, ma dall’educazione interiore e dall’esempio inconscio che solo una coppia uomo-donna può dare. Il bene del bambino è superiore alla volontà egoistica di essere padri o madri quando non si può esserlo. Andare contro la Natura è sempre pericoloso, a prescindere. Una società che non predilige l’eterosessualità si allontana da quello che, piaccia o no, la natura ha decretato come presupposto dell’esistenza stessa: la tensione degli opposti che genera l’energia che sostiene il mondo, senza la quale la vita cesserebbe – e sappiamo quale prezzo stiamo già pagando in termini esistenziali per aver rimosso e rinnegato i limiti e i ritmi naturali in tanti aspetti della nostra vita, rendendola un consumo usa-e-getta di oggetti e sensazioni mercificate, meccanizzate, commercializzate, superficializzate.

L’amore non è affare dello Stato. Anzi dovrebbe essere la cosa più libera del mondo, anche dalle leggi. Compreso quello omosessuale, che come impulso è naturale tanto quanto quello etero, visto che si tratta di un’inclinazione che segue gli oscuri meandri della psiche, e perciò non va né condannato né esaltato, ma semplicemente accettato. Resta che è sterile e inadatto al ruolo differenziato di padre e madre, e nessuno può farci nulla. Se altri popoli in materia hanno fatto scelte legislative diverse, questo non significa automaticamente che occorra imitarli. Altrimenti potrà saltar fuori qualcuno a chiedere d’imitare la democraticissima e liberalissima Inghilterra (dove è lecito adottare per le coppie omosessuali), ad esempio, che so, nei licenziamenti più facili. Ops, dimenticavo: questo l’hanno già fatto e lo vogliono fare fino in fondo, vedi articolo 18.

Alessio Mannino

Fonte: www.lintellettualedissidente.it

Link: http://www.lintellettualedissidente.it/italia-2/gay-unione-civile-si-matrimonio-no/

17.10.2014

Titolo Originale: Gay: unione civile sì, matrimonio no

Il titolo e la foto del presente articolo sono stati presi da Il Manifesto on line (19.10.2014)

Commenti (74)

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    1. tania 19 ottobre 2014

      "Il suo soggetto in emancipazione non e' la fonte del diritto"

      Possiamo dire certamente che negli anni '30 si sono viste altre fonti , come la Razza , e che ancor oggi in alcune parti del mondo ne esistano di altre , come un Fondamento Religioso eccetera . Ma in realtà la libera emancipazione della persona in uguale dignità è proprio la fonte del diritto positivo moderno , almeno a partire dalle Rivoluzioni di fine 'Settecento . Sul fatto che questi diritti inizialmente erano elargiti secondo criteri censitari , e che tutt'ora non si siano pienamente realizzati , o solo parzialmente , o solo per i dentori di capitale eccetera , entreremmo ovviamente in un altro discorso . Ma il soggetto ( la sua libera emancipazione in uguale dignità ) , come fonte del diritto , non esisteva nel mondo pre-Moderno , fino alla caduta dell'Ancien Régime .

    1. tania 19 ottobre 2014

      Sopra ho risposto a lei , alla sua osservazione "la sinistra reifica la su ideologia..". Ho spiegato cosa significa reificare perchè ho risposta alla sua osservazione .



      Il mio commento iniziale è pertinente all'articolo . E' una critica dell'argomento principale dell'articolo ("l'equilibrio naturale del bambino.." )


    1. neroscuro2014 19 ottobre 2014

      L'articolo ha tanti punti molto discutibili, ma la comunità di CdC è molto ricca di spunti e ragionamenti, tutt'altro che rozzi, e si esprime in modo generalmente interessante. Alcuni anni fà, buona parte dei commenti su CdC era di livello infame, ora i commenti sono quasi tutti ben argomentati, rispettosi delle idee altrui e perfino ben scritti.
      Stai facendo delle generalizzazioni che sono errate nella fattispecie e "razziste" nel modo.

    1. MarioG 19 ottobre 2014

      Altra psicosi moderna: il linguaggio neutrale. E' saltata fuori persino la bella pensata di evitare nomi di genere determinato per i bambini. Ma senza andare lontano, basta pensare alla trovata di qualche burocrate riguardo a "genitore 1" e "genitore 2".

    1. MarioG 19 ottobre 2014

      La reificazione, come la chiama lei, c'entra poco con l'argomento. Nessuno qui parla di fenomeni umani come cose. Lei scambia la normale concettualizzazione del linguaggio con chissa' quale ipostatizzazione. Resti sul concreto. La sua emancipazione del soggetto, l'uguale dignita' non c'entra nulla con l'argomento trattato. Il cosiddetto matrimonio dei cosiddetti gay non ha che fare con i diritti violati. Il suo soggetto in emancipazione non e' la fonte del diritto.

    1. tania 19 ottobre 2014

      "Artificio usato da tutti" ? Usato da tutti i reazionari , da De Maistre fino a Borghezio e Forza Nuova . O al massimo usato da chi non conosce i concetti che utilizza . Ma non da tutti . Perchè il fatto che la cultura sia artificio e non natura è già stato ampiamente dimostrato dalla caduta dell'Ancien Régime .


    1. patrocloo 19 ottobre 2014

      Accidenti mi sono fatto scoprire.... :-D

    1. patrocloo 19 ottobre 2014

      Puoi pigliarmi x il culo liberamente anche senza che posti una mia foto (non e' un bel vedere...), pero' non mi chiedere di discutere seriamente. le discussioni serie le riservo x i problemi seri; il matrimonio tra finocchi non mi pare sia tra questi...

    1. Fedeledellacroce 19 ottobre 2014

      Ahi ahi Patroclo, guarda un po' qui che dicono del tuo nick....

      "personaggi epici come Achille e Patroclo avevano rapporti amorosi omosessuali"

      Non é che sotto sotto anche tu.......

      :-))

    1. tania 19 ottobre 2014

      Chi mette al centro i diritti , la libera emancipazione delle persone , in uguale dignità , non può logicamente reificare nulla . Sono le ideologie di destra che reificano , perché antepongono all’emancipazione del soggetto un qualche cosa narrato come incontestabile , insuperabile , “naturale” , al quale il soggetto si deve omologare e subordinare : Mercato , Dio ( in realtà molti credenti possono anche essere coerentemente di sinistra , quando non legittimano versioni obbliganti , e quindi escludenti , del fiorire dei semi dell’umanità eccetera ) , Patria , Razza , Tradizione eccetera Sul concetto di reificazione riporto la spiegazione dei sociologi Berger e Luckmann , che considero ottima :“La reificazione è l’apprensione dei fenomeni umani come se fossero cose ; è l’apprensione dei prodotti dell’attività umana come se essi fossero qualcosa di diverso da prodotti umani – come fatti di natura . L’uomo , il produttore di un mondo , è appreso come suo prodotto , e l’attività umana come un epifenomeno di processi non umani” .


    1. sickboy 19 ottobre 2014

      Però patroclo, non te la prendere, anche io non ne posso più di tutta questa ipersessualizzazione della società e la propaganda ai bambini. Ma la tua risposta fa cascare le braccia. Allora posta una tua foto, così ti si può pigliare per il culo e insultare pure a te, poi pari e patta e si può anche discutere seriamente.


      Per inciso, c'è veramente un problema in sta società, esprimere opinioni è un equilibrismo per non farsi dare dell'antisemita, misogino, razzista, omofobo, antiamericano, berlusconiano, fate voi... ed è pazzesco, a me da bambino mi hanno insegnato che me ne devo fottere di quello che dice la gente. C'è un grosso problema di isteria (non solo da parte delle "categorie protette" ma soprattutto dai progressisti sociali che gli vanno dietro - leggi piddini e tipi Boldriniani). Ciònonostante, anche se in teoria difendo l'uso della parola negro, dal momento in cui questa viene percepita come offensiva non mi sembra il caso di usarla con una persona di colore che non conosco. E' questione di educazione e basta. Probabilmente la parola negro ce la siamo giocata, me ne farò una ragione.
    1. Fedeledellacroce 19 ottobre 2014

      Parlo 4 lingue oltre l'italiano e vivo all'estero da 30 anni.
      Si, la tua percezione é sbagliata.
      Qui nessuno ti rinfaccia la tua omosessualitá, che sei liberissimo di abbracciare, ma il subdolo vittimismo dei diritti al matrimonio ed i figli.

      E non chiamare in ballo il papa, che per me dovrebbe stare a zappare la terra insieme a tutti i preti.

      En passant, ci hai dato degli ignoranti, cafoni e arroganti.
      Sarai mica un eterofobo?

    1. sickboy 19 ottobre 2014

      Fuocopuro ha ragione quando parla di ignoranza degli italiani. E ipocrisia, aggiungerei, perché in questo clima di terrore che si è creato tutti sono pro gay a parole e poi molto intolleranti nel privato.


      D'altro canto, però, il matrimonio gay non è una questione di una giustizia umana, ma una stupida ripicca. La questione è certamente più ampia, e riguarda in primo luogo l'introfularsi dello Stato in queste faccende - sta quindi più a monte. Ma, messa giù come è messa nel dibattito pubblico, equiparare matrimonio e una convivenza tra due amanti omosessuali mi sembra un capriccio, né più né meno.

      Nell'antichità l'omosessualità era davvero tollerata, senza le psicopolizie né le vagonate di falsità di oggi. Uomini ed eroi celebri quali Alessandro Magno, Cesare, Socrate, persino personaggi epici come Achille e Patroclo avevano rapporti amorosi omosessuali. A Cesare, durante una parata per celebrare l'ennesima campagna vinta (un trionfo), i soldati cantarono: Cesare ha sottomesso la Bitinia ma il re di Bitinia ha sottomesso Cesare. Eppure nessuno ha mai pensato al matrimonio gay (né alla parola gay, in verità. Come in tutto è questione di misura, la sessualità), e sarebbero stati deriso un matrimonio tra due uomini. Voglio dire: l'uomo rimane uomo e la donna donna.

      Inoltre sarebbe da approfondire come nel nostro mondo il concetto di essere umano è ristretto ai suoi pensieri, alla sua coscienza, come se il corpo fosse una cosa esterna di cui dispone.
    1. pegaso62 19 ottobre 2014

      Auguri e figli maschi.

    1. patrocloo 19 ottobre 2014

      Dai, non fare la checca isterica. Sii superiore a queste cose e pensa quanto sei fortunato a non vivere piu' in questo paese di cafoni ma in posti piu' civili e culattoni-friendly. Immagina quanto sarebbe bello, anche per chi rimane, se persone simili a te seguissero il tuo esempio :-)

    1. patrocloo 19 ottobre 2014

      Ti "sposerai" a marzo clo tuo compagno? Cazzi tuoi...nel vero senso della parola!

    1. MarioG 19 ottobre 2014

      ... e da' dei cafoni e rozzi agli altri!

    1. MarioG 19 ottobre 2014

      La biologia include l'omosessualita'.

      Include molto altro. Il matrimonio e' riconoscimento sociale che la societa' concede perche' gli serve; per questo da' in cambio anche qualche beneficio.
      Il diritto non c'entra, tanto meno la giustizia.
    1. MarioG 19 ottobre 2014

      L'estrema (o anche mediana) sinistra ha questo Tic, di reificare le loro ideologie. Se la realta' vi si adatta, bene; altrimenti tanto peggio per lei.

    1. MarioG 19 ottobre 2014

      Martinelli ha ragione. E trovo che sia appropriato anche il tono. Non ci puo' essere tono diverso dopo che hanno lamentato ipocritamente per anni la falsa e percio' ridicola questione dell'assistenza ospedaliera.

      Stessa cosa per l'eredita'. Anche questa e' chiaramente pretestuosa. Se uno vuole lasciare i propri beni fa testamento. Ovviamente ci sono le quote legittime. Ma queste sono riservate a figli naturali e coniuge. Si proponga di eliminare le legittime allora.
      Inutile dilungarsi, sono falsi problemi.
      Gia' se si arriva a parlare di reversibilita' sono nettamente contrario (si parla di soldi pubblici, e' una questione in cui ho diritto di ficcare il naso)
      Per non parlare di adozioni.

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