CAMERIERE? MI SERVA UNA CRISI


DI MIRO RENZAGLIA

Di Dini, Prodi, FMI… E altre nefandezze …

Come sapete, uno dei temi di sensibilizzazione su cui batte con insistenza questa pagina elettronica è quello della sovranità limitata dell’Italia. Dall’amarcord di Sigonella al caso Parlanti, non abbiamo praticamente mai smesso di porre in rilievo come la nostra sovranità politica, economica e sociale siano in effetti viziate da un deficit incolmabile dalle macchiette che fanno teatrino in Parlamento o a Palazzo Chigi e, tanto meno, da quelle che risiedono alla Farnesina o al Ministero dell’economia e delle finanze: la nostra politica estera è dettata dalle compulsioni ossessive della Casa Bianca e quella economica da chi ci ha sequestrato il conto in banca, vale a dire quegli enti sovranazionali di cui siamo debitori pubblici: Fondo monetario internazionale in primis…

Ribadito ciò, non apparirà sicuramente casuale che alla puntuale bocciatura della nostra condotta finanziaria da parte del Fmi, il suo emissario all’interno del governo, Lamberto Dini, abbia immediatamente annunciato che, al Senato, questo governo non avrà più il voto dei suoi pidiellini (Partito liberal democratico, lo specifico per gli smarriti nella giungla dei 52 partiti rappresentati in Parlamento e degli 11 che compongono l’attuale coalizione governativa…). Annunciando, di fatto e a breve, la crisi dell’amministrazione Prodi.

A seguito: “L’Italia di Dini una colonia del Fondo monetario internazionale” (Carlo Gambescia);

Badate bene, la crisi è comandata non perché ci stanno facendo piangere sangue fra rincari e strette ma perché la nostra SPESA PUBBLICA rimane troppo alta per i loro gusti… E ridurre la spesa pubblica significa semplicemente tagliare gli interventi statali su sanità, istruzione, pensioni ed altre corbellerie di questo tipo… Capito?

Per la triste cronaca che precede i fatti di questi giorni e seguirà chissà fino a quando, e per aiutarci almeno a capirla, è bene tener presente che il rospo ballerino (alias: Lamberto Dini) felicemente ed indifferentemente danzante fra governi di schieramento pseudo contrapposti, prima di darsi alla politica è stato direttore esecutivo del Fmi, per l’Italia ed altri fortunatissimi paesi come Grecia, Portogallo e Malta, notoriamente grati della sua influenza finanziaria.

Intendiamoci: che ci sia Prodi o Berlusconi, D’Alema o Veltroni o Dini stesso seduto a scaldar poltrona a Palazzo Chigi a me, onestamente, non fa né caldo né freddo: sempre meri esecutori di ordini altrui restano, a prescindere dal colore e dalle coalizioni che rappresentano. Non sono qui, insomma, a piangere lo stato di putrefazione della mortadella (anche perché più danni di così è difficile farne…) ma a ribadire il concetto: la nostra sovranità nazionale non esiste.

E, se non esiste, chi voglia fare Politica (con la “P” maiuscola) non può che mettere al primo punto del suo programma il recupero del nostro esercizio sovrano nazionale; al secondo: il recupero della sovranità monetaria; al terzo: l’estinzione (con le buone o con le cattive…) del debito pubblico. Il resto verrà di conseguenza…

miro renzaglia
Fonte: www.mirorenzaglia.com
Link: http://www.mirorenzaglia.com/index.php?itemid=471
27.12.07

2 Comments
  1. lino-rossi says

    toglierei il punto interrogativo dal titolo per sostituirlo con il punto esclamativo. per il resto condivido tutto tranne l’estinzione del debito pubblico “con le cattive”. non ci sono tante vie per ridurre il debito pubblico, fino al graduale azzeramento.
    1) certamente il “recupero della sovranità monetaria”;
    2) elevare il PIL più del debito.
    è già abbastanza rivoluzionario proporre cose “normali” in questo mondo di matti. lasciamo le bizzarrie a questi maiali.

  2. Tao says

    L’ITALIA DI DINI ? UNA COLONIA DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

    DI CARLO GAMBESCIA

    Lamberto Dini, leader dei Liberaldemocratici, preannuncia la sua uscita dal Governo Prodi. Contemporaneamente il Fondo Monetario Internazionale critica, in “via ufficiosa” pare, la legge finanziaria, perché troppo blanda nei riguardi pensionati e i lavoratori.
    Lamberto Dini, è bene ricordarlo, è stato per vent’anni altissimo funzionario del FMI. Il che fa supporre che siamo davanti a una manovra concertata.

    Di riflesso il vero punto della questione non è tanto prossima la caduta di Prodi… Quanto la possibile nascita di un governo tecnico, presieduto da Dini e guidato a distanza dal Fondo Monetario Internazionale. Una specie di film già visto ai tempi della caduta del primo governo Berlusconi nel gennaio-febbraio 1995, e sempre con Dini come primo Ministro “tecnico”. Tra l’altro non va dimenticato, che l’uomo politico fiorentino è stato senza soluzione di continuità “il” Ministro degli Esteri (1996-2001) del governo di centrosinistra. E probabilmente come “garante” ufficioso del FMI.
    Il che rivela a distanza di dodici anni un fatto gravissimo: la progressiva perdita di ogni sovranità politica ed economica da parte dell’Italia in favore di un organismo come il FMI, dietro il quale si nasconde un capitalismo legato ai circoli finanziari internazionali e compiacente, tanto per essere chiari, verso il gigantesco complesso militare-industriale statunitense, straripante di ambizioni imperiali.
    Ecco il vero problema. Nulla di nuovo, si dirà.

    Certo, ma ora si sta per toccare il fondo. Il che significa, almeno per il futuro, che fin quando i governi rischieranno di cadere per opera di ex funzionari del FMI, per poi finire molto probabilmente nelle mani dei medesimi, non sarà facile definire l’Italia una nazione indipendente.
    Si tratta di una questione che, per gravità politica, travalica il discrimine tra destra e sinistra. La cui soluzione imporrebbe, per usare il linguaggio sportivo, uno scatto di reni. O per dirla tutta: una autentica riscoperta della dignità nazionale da parte di tutti i politici. Capire, insomma, che di questo passo, l’Italia a prescindere da Prodi e Berlusconi e da volgari beghe interne, rischia di trasformarsi, e definitivamente, in una colonia economica del FMI e, politicamente parlando, degli Usa: una “Repubblica delle Banane”.
    Perciò – ripetiamo – la coincidenza tra la presa di posizione di Dini e le critiche, benché “ufficiose” del Fondo Monetario Internazionale, non è sicuramente casuale.

    La situazione è molto grave. Pertanto crediamo che l’Italia abbia bisogno di un politico audace e con grandi capacità decisionali, visione e senso della patria, soprattutto nei termini di progressiva riconquista dell’ autonomia economica (pur in un quadro europeo, certo…)
    Un politico come Chavez? Forse… Ma dove trovarlo?

    Carlo Gambescia
    Fonte: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/
    Link: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2007/12/litalia-di-dini-una-colonia-del-fondo.html
    27.12.07

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