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CACCIA ALLE STREGHE

DI ANTONELLA RANDAZZO
lanuovaenergia.blogspot.com/

Le nostre autorità dai pulpiti ci dicono che siamo in democrazia.
Ma se siamo davvero in democrazia come mai c’è tutto questo controllo sulle ricerche storiche e sulle opinioni? Come mai una persona come il Prof. Antonio Caracciolo, che non ha mai fatto del male a nessuno, si trova ad essere trattata come fosse colpevole di qualcosa di tremendo?

E che dire di questo pseudo-giornalista Marco Pasqua (vedi http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/prof-olocausto/prof-olocausto/prof-olocausto.html ) che scrive articoli diffamanti sapendo di avere dalla sua il sistema? Che dire dei giornalisti di regime che non saranno mai veramente amati dalla gente ma non si troveranno mai senza lavoro o malpagati grazie alla loro capacità di sottomettersi al potere? Questo giornalista, prima di scrivere i suoi articoli-spazzatura, buttando fango su una persona rispettabile, si è documentato? Ha letto qualche libro di storici indipendenti, che mostrano una Storia ben diversa da quella studiata a scuola? E non mi sto riferendo soltanto al fenomeno detto “Olocausto”.

Mi viene in mente la nota scrittrice Hannah Arendt, che negli anni Sessanta scandalizzò tutti quando disse che Adolf Eichmann, il feroce e crudele nazista, in realtà non era un “mostro”, e nemmeno un uomo molto diverso dagli altri. La scrittrice intendeva dire che molti esseri umani possono agire in modo malvagio semplicemente per sottomissione al contesto ideologico in cui si trovano, oppure perché persone “banali”, comuni, a tal punto da obbedire ciecamente alle autorità. Non si sta dicendo che i nazisti fossero innocenti, ma che dietro a persone che ci appaiono “normali” si può celare colui che, per interesse, per opportunismo o per sottomissione, può agire in modo malvagio, danneggiando una o più persone.

Ad esempio, il giornalista Marco Pasqua ricorda la cattiveria di diversi giornalisti dei tempi di Falcone, che per sottomissione al regime dicevano peste e corna di persone rispettabili.
Come tutti sanno, il Pool Antimafia riuscì a fare in modo che si avesse un maxiprocesso contro la mafia, un evento importantissimo perché dette agli italiani una forte speranza di sconfiggere la mafia.
Dopo il maxiprocesso si scatenò una vera e propria persecuzione contro il pool. Giornalisti di ogni colore politico scrissero cose infamanti e disoneste.
La richiesta di Falcone di entrare nell’ufficio istruzione, soltanto un mese dopo la sentenza del maxiprocesso (18 gennaio 1988) fu bocciata. Sarà nominato Antonino Meli, che scioglierà il pool e distruggerà in pochi mesi il lavoro fatto dai giudici.
Il gruppo di giudici istruttori fu ridotto ad un organo esecutore delle direttive di Meli, e coloro che avevano fatto parte del pool furono oggetto di una campagna denigratoria, anche per evitare che la nuova situazione venisse scoperta da tutti, che così avrebbero appreso con chiarezza le strategie dello Stato per evitare la distruzione della mafia.
Meli, oltre a smantellare il lavoro del pool, cercherà di rivolgere accuse del tutto infondate a Falcone. Lo accuserà di non aver agito in modo giusto verso gli imprenditori Costanzo, ma in realtà contro di essi Falcone non aveva alcuna prova concreta.
Puntare il dito sui magistrati del pool sarebbe servito anche a nascondere le malefatte di Meli. Nessun giornale criticò o accusò mai Meli e altri magistrati come Giammanco di aver intralciato la lotta alla mafia, eppure ciò corrispondeva a verità e avrebbe trovato conferma da parte di molti magistrati. L’obiettivo vero era quello di delegittimare la magistratura antimafia.

Dopo il maxiprocesso i media si scatenarono, iniziando ad alimentare critiche, diffidenza e sospetto verso gli uomini del pool, per screditarli agli occhi dell’opinione pubblica. Era come se esistessero due fronti all’interno delle stesse istituzioni: uno portava la novità di una cultura del progresso morale e civile e l’altro spingeva per distruggerla. In realtà, il secondo fronte era sostenuto soltanto dalle autorità che avevano creato il fenomeno mafioso, e dai loro complici, che traevano vantaggi di vario genere. La società civile era compatta contro la mafia, ed era proprio questo che spaventava le autorità.

In particolare fra il 1987 e il 1992 (fino a pochi mesi prima della morte di Falcone), i giornali si scatenarono nel seminare diffidenza e sospetto contro i giudici antimafia. Giornali come “Repubblica” scrivevano: “Non si capisce come mai Falcone non abbandoni la magistratura… s’avverte l’eruzione d’una vanità, d’una spinta a descriversi, a celebrarsi, come se ne colgono nelle interviste dei guitti televisivi”(firmato Sandro Viola). “L’Unità”, due mesi prima della morte di Falcone, scriveva:

“Falcone superprocuratore? Non può farlo, vi dico perché… La collaborazione tra il magistrato e il ministro si è fatta così stretta che non si sa bene se sia il magistrato che offre la sua penna al ministro o se sia il ministro che offre la sua copertura politica al magistrato. La prima deduzione è che fra i magistrati è diffusa l’opinione secondo cui Falcone è troppo legato al ministro per poter svolgere con la dovuta indipendenza un ruolo come quello di procuratore nazionale antimafia; la seconda deduzione è che tale opinione sarebbe accentuata, e quasi verificata se, in sede di concerto, il ministro si pronunciasse a favore di Falcone e contro tutti gli altri”. (1)

Lino Jannuzzi, sul “Giornale di Napoli” scriveva di Falcone e Borsellino:

“E` una coppia la cui strategia, passati i primi momenti di ubriacatura per il pentitismo ed i maxiprocessi, è approdata al più completo fallimento: sono Falcone e De Gennaro i maggiori responsabili della débâcle dello Stato di fronte alla mafia… l’affare comincia a diventare pericoloso per noi tutti… dovremo guardarci da due ‘Cosa nostra’, quella che ha la Cupola a Palermo e quella che sta per insediarsi a Roma…sarà prudente tenere a portata di mano il passaporto”.(2)

Il “Resto del Carlino” scriveva:

“Inaffidabile e Martelli – dipendente. Così si possono riassumere in sostanza le imputazioni del Csm a Giovanni Falcone. Sono i capi d’accusa che gli hanno fatto preferire Agostino Cordova per l’incarico di superprocuratore antimafia. Secondo la commissione, insomma, la fama di magistrato antimafia, che ha accompagnato Falcone fino alla direzione generale degli Affari penali al ministero, è semplicemente usurpata.”(3)

Falcone e Borsellino furono costretti a lavorare in solitudine e in un clima di sospetto e diffidenza, come se la lotta alla mafia fosse un loro fatto privato, e come se non avessero diritto al massimo rispetto per aver scelto un percorso che li costringeva ad una vita “blindata”. Il giornalista Giommaria Monti, nel libro “La calunnia”, spiega che contro Falcone si ebbe un vero e proprio linciaggio operato attraverso i media ufficiali: “Non vi è dubbio che Giovanni Falcone fu sottoposto a infame linciaggio, prolungato nel tempo, proveniente da più parti, gravemente oltraggioso nei termini, nei modi e nelle forme, diretto a stroncare per sempre, con vili e spregevoli accuse la reputazione e il decoro professionale del valoroso magistrato”.(4)
Dopo la morte di Falcone nessuno dei giornalisti che lo avevano infamato chiese mai scusa per le cattiverie e le maldicenze che avevano amareggiato i giudici del pool, tutti rimasero al loro posto, continuando a servire i loro padroni.

Oggi i giornalisti di regime fanno lo stesso: agiscono con malvagità verso persone di tutto rispetto per carriera, opportunismo, servilismo, ecc.
Insieme ai politici, formano un bel quadretto che non avrebbe nulla da invidiare ai fascisti in quanto a corruzione, involuzione civile, ignoranza e metodi disonesti.

Ormai da diversi anni è stata creata ad oc una persecuzione contro gli intellettuali indipendenti al fine di scongiurare il pericolo che queste persone danneggino la propaganda storica creata dai vincitori dell’ultima guerra mondiale.

Si accusano gli storici o gli intellettuali indipendenti di essere nazisti oppure di voler attuare un altro genocidio come quello ebreo. Ma c’è da osservare che nessuno è più bravo ad attuare genocidi del gruppo sionista-statunitense, che, com’è noto, di stragi genocide è assai avvezzo (vedi palestinesi, iracheni, afgani, ecc.).

Allora, se i crimini non vengono commessi dagli storici indipendenti ma da altri, come mai i criminali non vengono perseguiti e al loro posto vengono additati coloro che non hanno mai fatto del male ad una mosca?

In Francia, nel 1990, è stata approvata la legge 90-615 detta Fabius-Gayssot (cognomi del socialista Laurent Fabius e del comunista Claude Gayssot ), che combatte “il delitto di revisionismo”, e persegue penalmente chi nega che gli ebrei sterminati furono sei milioni. A questa legge è subentrata nel 2003 la legge Lellouche, che pretende di affrontare la “provocazione alla discriminazione”. L’articolo 9 della legge Fabius-Gayssot dice:

“Saranno puniti delle pene previste [… ] coloro che avranno contestato, attraverso uno dei mezzi enunciati all’art. 23, l’esistenza di uno o più crimini contro l’umanità, come sono definiti dall’art. 6 dello statuto del Tribunale Militare Internazionale annesso all’Accordo di Londra dell’8 agosto 1945 e che sono stati commessi sia dai membri di una organizzazione dichiarata criminale in applicazione dell’art. 9 del detto statuto, sia da una persona riconosciuta colpevole di tali crimini da un tribunale francese o internazionale”.

Purtroppo, la legge sortì gli effetti sperati, e come rivelò “Le Monde”, gli storici francesi iniziarono a temere di essere trascinati in tribunale, e terrorizzati iniziarono a limitare gli articoli sui giornali. Ad essere perseguitati furono storici di idee assai distanti dal nazismo e dal razzismo, come Robert Faurisson, uno storico “colpevole” di aver sostenuto che le camere a gas naziste non sono mai esistite. Faurisson non ha mai inneggiato ad idee naziste, né ha mai espresso idee antisemite, eppure è stato condannato, ha perso il posto all’università, ed è stato demonizzato dai media e rovinato economicamente.
Ma se questi storici dicessero davvero cose assurde e false, che bisogno ci sarebbe di imporre per legge una determinata versione storica? Occorrono i tribunali per imporre un fatto storico? O piuttosto accade ciò perché la versione ufficiale potrebbe essere confutata in modo efficare e veritiero? E poi, perché associare “negazione dell’Olocausto” con “incitamento all’odio razziale”, dato che gli storici detti “revisionisti” non incitano affatto all’odio razziale? Si può accusare qualcuno per “induzione” di un reato da un’opinione storica? Come mai paesi che si autodefiniscono “democratici” hanno quest’impeto ad imporre a suon di processi una versione storica? Come mai gli storici “tradizionalisti” non sono in grado di affrontare un dibattito in sede adeguata e hanno bisogno dei tribunali? Se si ha la necessità di imporre per legge un presunto fatto storico significa che non vi sono prove inoppugnabili a suo sostegno. E poi, se gli intenti sono quelli professati (ossia di impedire altri genocidi) perché sanzionare soltanto chi nega l’Olocausto ebraico e non anche chi nega lo sterminio dei nativi o degli armeni? I genocidi non dovrebbero essere tutti altrettanto gravi?
E’ come se la verità storica dovesse diventare un dogma, imposto per legge. Come se fosse un fatto di autorità e non di ricerca e cultura. Con queste leggi si svilisce l’intera cultura e crolla l’ultima illusione che in Europa ci potesse essere davvero la fantomatica “democrazia”.
E’ evidente che gli scopi principali di queste leggi sono:

1 – Spaventare chi vuole fare ricerca storica indipendente;
2 – far capire una volta per tutte che è il sistema a decidere ciò che è vero e ciò che è falso;
3 – additare gli storici indipendenti come criminali, in modo tale che nessuno voglia seguire il loro esempio o prenderli sul serio;
4 – far intendere la cultura come un settore su cui le autorità possono imporre dogmi o schemi prefissati rigidi.

Per una semplice opinione si può essere oggetto di persecuzione giudiziaria, volta a distruggere la dignità e la credibilità dello studioso. Alcuni storici francesi hanno reagito a tutto questo firmando un manifesto dal titolo Liberté pour l’histoire!, in cui chiedono l’abrogazione delle leggi che restringono la libertà di opinione.
Nel 1993, le autorità italiane presero a pretesto l’esistenza dei naziskin, e la presunta lotta interetnica nell’ex Jugoslavia, per parlare di “incitamento all’odio razziale” e di possibilità che si verificassero violenze “di stampo razzista”. Il governo Amato si sentì, sollevate le istanze morali di dover contrastare il razzismo e l’antisemitismo, di avere diritto di punire penalmente chi non accettava la versione storica ufficiale dell’Olocausto.
Fu dunque approvato il decreto n.122 del 26 aprile 1993, convertito il 25 giugno nella legge n. 205 “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa”. La vaghezza della definizione del termine “discriminazione” permette di interpretare la legge in modo ampio, facendovi entrare anche intellettuali privi di ogni sentimento discriminatorio o razzistico. La legge, infatti, non aveva tanto l’obiettivo dichiarato di combattere la “discriminazione”, quanto quello non esplicitato perché vergognoso, di tenere sotto controllo le ricerche storiche degli intellettuali indipendenti (definiti dalla propaganda “revisionisti”). La legge dava la possibilità di criminalizzare posizioni di pensiero o nuove teorie storiche, talvolta basate su studi e ricerche. Le ricerche storiche indipendenti venivano bollate come “revisioniste”, e senza voler né analizzare le prove o la loro veridicità, si associava “revisionismo” a “razzismo”.
In Austria la legge che controlla la ricerca storica è stata approvata il 26 febbraio e 19 marzo 1992, in Germania il 28 ottobre 1994, in Svizzera il I’ gennaio 1995, in Belgio il 23 marzo 1995, in Spagna l’l1 luglio 1995, in Lussemburgo il 19 luglio 1997. La legge lussemburghese prevede il carcere da otto giorni a sei mesi o un’ammenda da 10.000 a un milione di franchi a “chi contesta, minimizza, giustifica o nega l’esistenza di uno o più crimini contro l’umanità o crimini di guerra, come definiti nell’art. 6 dello statuto del Tribunale Militare Internazionale [… ] e compiuti da un membro di un’organizzazione dichiarata criminale dall’art. 9 del detto statuto o da altro individuo, dichiarato colpevole di un tale delitto da un tribunale lussemburghese, straniero o internazionale”. Anche la Polonia, nel gennaio 1999, ha approvato una legge analoga.
Queste leggi, pur ammantandosi di ideali etici, sono contrarie alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, il cui Articolo 10 sostiene: nella sua apparenza formale, letteralmente la seguente:

“Art. 10 – 1. Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiera”.

La legge Mancino, riconfermata e ampliata dal disegno di legge Mastella n° 1694 (Decreto approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri del governo Prodi), è in contrasto con l’articolo 21 della Costituzione italiana, che afferma: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Il decreto legge n° 1694 prevede il carcere da sei mesi a quattro anni “per chiunque diffonda in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o l’odio razziale o etnico, ovvero inciti a commettere o commetta atti di discriminazione”. Associare alcune teorie o nuove interpretazioni storiche al razzismo significa poter trascinare in tribunale praticamente qualsiasi storico indipendente. Ma questa legge dovrebbe condannare anche gli ebrei, come i cristiani e gli arabi, che ritenessero di avere la superiorità religiosa rispetto agli altri. Dovrebbe essere messo al bando l’Antico Testamento e il Corano, dato che parlano di “eletti” e di popoli inferiori. E sarebbe da condannare la Costituzione israeliana, che è fortemente discriminante verso i non ebrei.
Si è aperta una nuova caccia alle streghe, in cui tutti coloro che trovano elementi per contrastare la versione storica data dai vincitori diventano immediatamente “neonazisti” o “razzisti”, e sono costretti a risponderne in tribunale.

Si vuole far credere che chi osa negare la versione ufficiale dei fatti storici relativi all’Olocausto sarebbe un antisemita disposto ad uccidere ebrei.
In realtà di genocidi la Storia ne può annoverare molti, e anche nel nostro tempo se ne stanno commettendo in diversi paesi del mondo.
Oggi come ieri avvengono stermini ed eccidi, ma le stesse autorità che approvano leggi contro il razzismo e l’antisemitismo, non sono disposte a fermare questo scempio, anzi, ne sono complici in vari modi. Soltanto questo basterebbe a capire che le leggi che dovrebbero avversare la “xenofobia, l’antisemitismo e l’incitamento all’odio razziale”, sono in realtà leggi per controllare il pensiero e la libera ricerca.
Le autorità occidentali utilizzano la propaganda per far credere che ci sia un pericolo di “xenofobia, di antisemitismo, di incitamento all’odio razziale”, per limitare la libertà di opinione su temi che hanno retto ideologicamente il sistema attuale. In realtà il pericolo xenofobico viene alimentato ampiamente dai mass media, attraverso notizie di reati commessi da immigrati e facendo associare l’immigrato povero al criminale. Le autorità occidentali traggono diversi vantaggi dall’incutere paura e insicurezza, facendo credere il contrario, di essere per la “sicurezza”. In realtà il sistema attuale mira ad utilizzare gli immigrati per distogliere l’attenzione dall’impoverimento progressivo a cui sono soggetti i cittadini europei, e dal sistema di potere gravemente iniquo e criminale, che produce mafia e corruzione. I criminali, anziché i corrotti e i personaggi che organizzano guerre e distruzioni, diventano i poveri immigrati, specie se arabi o slavi. In tal modo vengono giustificate leggi repressive, che mirano a controllare la ricerca indipendente e le libere opinioni.
Queste leggi hanno duramente colpito storici rigorosi e seri come David Irving, Siegfried Verbeke, Germar Rudolf, René-Louis Berclaz e molti altri, che non hanno mai espresso idee razziste o antisemite. Le tesi di questi storici, evidentemente erano difficili da contrastare con strumenti culturali, e quindi si è fatto ricorso ai tribunali, negando in modo evidente la libertà di opinione e di ricerca.
La diffusione nel mondo delle leggi che cercano di controllare la ricerca storica conferma l’esistenza di un gruppo ristretto di persone che ha interesse a manipolare la cultura e l’opinione pubblica. Dalle ricerche di diversi studiosi è emerso che le grandi banche hanno finanziato importanti eventi storici, come la Rivoluzione bolscevica. Si tratta dunque delle stesse persone che detengono il potere finanziario ed economico. Queste persone utilizzano diverse tecniche per proteggere lo status quo. Scrive René Guénon (con lo pseudonimo di Le Sphinx) in un articolo titolato “Réflexions à popos du pouvoir” pubblicato sulla rivista “France Antimaconnique”, dell’11 giugno 1914:

“Un potere occulto di ordine politico e finanziario non dovrà essere confuso con un potere occulto di ordine puramente iniziatico… E’ incontestabile che la mentalità degli individui e delle collettività può essere modificata da un insieme sistematico di suggestioni appropriate; in fondo, l’educazione stessa non è altro che questo, e non c’è qui nessun ‘occultismo’ (…). Uno stato d’animo determinato richiede, per stabilirsi, condizioni favorevoli, e occorre o approfittare di queste condizioni se esistono, o provocarne la realizzazione”.
Secondo Guénon, anche le divisioni politiche “destra” e “sinistra” sono invenzioni di chi controlla la politica: “tali movimenti sono talvolta suscitati o guidati, invisibilmente, da potenti organizzazioni iniziatiche, possiamo dire che queste li dominano senza mescolarvisi, in modo da esercitare la loro influenza, egualmente, su ciascuno dei partiti contrari”.(5)

L’esistenza di gruppi di potere è uno dei più grandi tabù presenti ad oggi nei libri di Storia scolastici. Ad esempio, tali pubblicazioni presentano personaggi come Hitler e Mussolini come fossero persone che hanno guadagnato potere soltanto in virtù delle loro capacità oratorie o della loro fascinazione. Quello che si omette è molto significativo per conoscere l’intera Storia del nazi-fascismo nella sua verità.
Lo storico di regime non può fare alcuni collegamenti che risultano del tutto logici e provati. Le pubblicazioni che raccontano i collegamenti fra dittatori e gruppo egemone finanziario-economico sono di solito appannaggio soltanto di poche migliaia di persone, oppure riguardano gli “addetti ai lavori”. Spiega lo studioso Enrico Voccia:

“Lo storico può parlare di complotti orditi dai potenti, ma lo deve fare in un ambito controllato e non aperto – un po’ come nel XVI secolo solo gli ecclesiastici “addetti ai lavori” potevano leggere la Bibbia ed ai semplici fedeli venivano lette solo pagine scelte e sermoni controllati. Un altro esempio: Hitler e la nascita del partito nazionalsocialista tedesco. Cosa racconta il mainstream rivolto al grande pubblico? Che Hitler entrò in contatto con un piccolo partito, ne divenne poi il leader, ecc. Chi legge un tale racconto ha l’idea che Hitler fosse un reduce di guerra che avesse letto un volantino, parlato con qualcuno, ecc. Anche qui, per sapere la verità occorre leggere testi specialistici: p. e. William Shirer, Storia del Terzo Reich, Einaudi, 1962, due volumi di mille pagine l’uno. Bisogna farlo non per ottenere dettagli, ma per conoscere l’essenziale degli eventi – cosa che dovrebbe essere il compito del mainstream rivolto al grande pubblico… Testi di migliaia di pagine od articoli specialistici pubblicati in riviste di difficile reperimento: occorre leggere questi per sapere che Hitler era un agente dei servizi militari, che venne infiltrato da questi nel DAP e non vi si presentò spontaneamente, che ne divenne il leader grazie ai soldi dell’esercito e della borghesia reazionaria, che ne espulse il fondatore e ne fece entrare tanti altri in odore di servizi, ecc. A leggere invece il mainstream rivolto al grande pubblico, invece, sembra si sia trattato di un privato cittadino, un reduce come tanti altri dalle idee magari particolarmente destrorse, dotato di un’incredibile capacità magnetica, ecc. Il tutto per non dire che il nazismo fu un movimento creato a tavolino dall’esercito, da società segrete e dalla “Confindustria” tedesche – insomma per non pronunciare in pubblico la sconveniente parola “complotto”. Tanta aria fritta, invece, sulla follia o meno di Hitler”.(6)

Con le leggi che controllano la ricerca storica cosa si tenta di nascondere?
Sono molti i fatti storici emersi dalle ultime ricerche, che tengono conto anche dell’apertura di nuovi archivi, all’inizio degli anni Novanta, in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e in Russia. Da questi archivi è emerso molto materiale che confuta diverse interpretazioni che sono state date alle due guerre mondiali, alla Guerra Fredda e ad altri eventi. Dalle nuove interpretazioni, la presunta autorevolezza dell’egemonia statunitense ne esce a pezzi, e le autorità statunitensi appaiono mostruose, potentemente criminali e assai pericolose per tutti i popoli del mondo (compreso quello statunitense).
Si vuole nascondere la verità: ovvero che i vincitori non ci hanno “liberato” e non sono democratici come vorrebbero farci credere.
Potranno anche cercare di criminalizzare i ricercatori indipendenti, e potranno punirli penalmente, ma la verità viene sempre a galla prima o poi, e sempre più persone comprenderanno che soltanto in una dittatura non si permette di esprimere pensieri diversi rispetto all’ideologia dominante, e che dunque la democrazia è attualmente come una favoletta raccontata ai cittadini per farli stare buoni.

Antonella Randazzo
Fonte: http://lanuovaenergia.blogspot.com
Link: http://lanuovaenergia.blogspot.com/2009/10/caccia-alle-streghe.html
24.10.2009

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NOTE

1) Pizzorusso Alessandro, “Falcone superprocuratore? Non può farlo, vi dico perché”, L’Unità, 12 marzo 1992.
2) Jannuzzi Lino, “Cosa nostra uno e due”, Il Giornale di Napoli, 29 ottobre 1991.
3) Tamburini Lucio, “Falcone, una fama usurpata”, Il Resto del carlino, 12 marzo 1992.
4) Monti Giommaria, “Falcone e Borsellino. La calunnia, il tradimento, la tragedia”, Editori Riuniti, Roma 2006.
5) Guénon René, “L’Esoterismo di Dante”, Ediz, Atanòr, Roma 1971.
6) Voccia Enrico, “Il complotto dei potenti come tabù storiografico”, http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/index.php?op=viewarticle&artid=63

Pubblicato da Davide

  • mendi

    Concordo su tutto.

  • Eli

    Forse Marco Pasqua studia per diventare Littorio Feltri: un cecchino. 🙂

  • calliope

    mi prende un senso di angoscia a leggere questa analisi,
    mi sorge una domanda,
    Siamo tutti ostaggi?
    e di chi?
    ne usciremo mai?
    giacobbo farà una puntata su questo?
    un saluto a tutti i naviganti nelle nebbie.

  • Jack-Ben

    la Signora Randazzo quando scrive … fa veramente “paura” (riflettere), apre porta chiuse con il cemento armato e tritolo e ti obbliga a guardarti dentro per vedere di fuori.
    Questo articolo dovrebbero inciderlo sulle piramidi o incollarlo al Louvre a fianco della gioconda.
    Potrebbe aiutare qualcuno nel suo viaggio pellegrino a pensare purtroppo il “nostro” imperatore Giustiniano nel 547 dC c’è l’ha combinata veramente grossa.
    Bravissima e bellissimo articolo complimenti.

  • TOSHIRO

    “EPPUR SI MUOVE………..”

  • oldhunter

    Cara signora, la leggo sempre con lo stesso piacere con cui leggo Bertani e Barnard. Pur nella diversità, scorgo lo stesso spessore, lo stesso rigore, la stessa intelligenza. Questo anche se, non me ne vogliate, non concordo su tutto ciò che affermate. Comunque, è un fatto che la vostra presenza su CDC dia al sito un rango ben più elevato ed interessante di quello dei più seguiti media nazionali su cui scrivono i più noti pennivendoli del sistema. In questo specifico caso concordo totalmente col suo articolo ma, per pura dimenticanza, ha mancato di aggiungere cosa potrà accadere al povero professor Caracciolo quando verrà presto applicato il Trattato di Lisbona. Credo sia importante farlo per far comprendere a tutti cosa in pratica il Trattato comporti. Ebbene, se il caso non sarà stato chiuso, uno dei giudici che hanno a suo tempo trascinato in tribunale Faurisson in Francia, Irving in Austria o in Germania l’avvocato tedesco Mahler – 73 anni, condannato dal tribunale di Monaco, il 25 Febbraio di quest’anno, a 6 anni di carcere per negazione dell’Olocausto e subito rinchiuso dopo la sentenza, ma l’elenco delle vittime è molto lungo – potrebbe spiccare contro di lui mandato d’arresto e, dopo averlo fatto condurre innanzi a un tribunale di uno questi ‘democratici’ paesi, lo farebbe condannare secondo le leggi di quel paese per quindi ivi incarceralo.

  • oldhunter

    Vale la pena leggere la lettera scritta da Mahler mentre attendeva la sentenza che lo ha condannato alla reclusione. E’ un esempio per tutti proveniente non da un “nazifascista”, ma, al contrario, da un ex partecipante attivo alla Rote Armee Fraktion (RAF). Ma potrebbero essere le parole di qualunque buon italiano.

    Il celebre avvocato tedesco Horst Mahler, 73 anni, è stato condannato dal tribunale di Monaco, il 25 Febbraio, a 6 anni di carcere per negazione dell’Olocausto e rinchiuso dopo l’annuncio della sentenza. Mahler appartiene al crescente movimento di disobbedienza civile in Germania che rifiuta di sottomettersi alla nuova religione con cui il potere economico ebraico tiene ideologicamente in pugno l’Europa e il mondo. Quelle che seguono sono le sue ultime parole prima del verdetto.

    Invio il presente all’ultimo momento. Sta per essere emesso il verdetto e verrò rinchiuso immediatamente. Dopodichè non avrò più alcuna possibilità di esprimermi pubblicamente, quindi colgo questa occasione per spiegare brevemente, ancora una volta, che cosa veramente c’è in gioco.

    Molti miei sostenitori disapprovano ciò che ho fatto. Mi chiedono: “perché lo fai ?“. Alcuni di loro sottolineano che sarei stato più utile fuori dalla prigione e non dentro. Dicono che adesso il governo si sbarazzerà di me e non ne verrà tratto alcun vantaggio.

    Io rispondo a loro che essi considerano la questione dal punto di vista sbagliato.

    La cosa più importante non è più il fatto che l’attuale regime ci ha tolto il nostro diritto di libertà di parola. Questo Stato ha sempre avuto il potere di farlo, in molti modi, indipendentemente dal fatto che si voglia esprimere un opinione o meno. Qui c’è in gioco qualcosa di più che il diritto di divulgare idee non conformi. Se ci si accorge, come è avvenuto per me, che la Religione dell’Olocausto è l’arma principale per la distruzione morale e culturale della nazione tedesca, allora è chiaro che ciò che è in gioco non è altro che il diritto collettivo all’auto-difesa, cioè il diritto della Germania a sopravvivere. La sopravvivenza interessa tutti quanti! Il mondo crede veramente che noi Tedeschi ci lasceremo passivamente distruggere come Popolo, che permetteremo altrettanto passivamente che il nostro spirito nazionale venga estinto senza lottare? Quale tipo di uomo di legge ritiene che l’auto-difesa è un atto criminale?

    In qualità di Popolo ed entità collettiva vivente abbiamo una natura nazionale e spirituale. Il mezzo più sicuro per estinguere la Germania come entità spirituale è distruggere la nostra identità ed anima nazionale, in modo da non sapere più chi o cosa siamo. Distruggere il nostro spirito nazionale è esattamente lo scopo del nostro nemico, chiedendo di accettare senza domande il suo estraneo Dogma dell’Olocausto, rinunciando a mettere in evidenza che il suo fantastico “Olocausto” non è mai avvenuto. Non c’è alcuna prova di esso.

    Quando ci accorgiamo di essere minacciati di annientamento, allora non abbiamo più dubbi su chi è il nostro nemico: è il vecchio assassino di nazioni. Una volta capito questo, non ascoltiamo più passivamente le menzogne e i travisamenti del nemico. Cerchiamo un’arma ed un modo per proteggere la Germania, privare il nemico del potere che ha su di noi. Ma ecco che abbiamo l’unica arma di cui abbiamo bisogno per proteggerci dall’annientamento. Abbiamo la verità. “La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità.“

    Un aspetto piuttosto insolito della storia della mia vita è la mia entrata da sinistra nell’ambito politico, tramite la Rote Armee Fraktion (RAF). Per farla breve, la RAF prese la via della lotta armata contro “ Il Sistema “, così come veniva chiamato in quei giorni. L’idea che ci motivò a prendere la via della lotta armata era la nostra credenza nell’Olocausto. Credevamo effettivamente in ciò che “Il Sistema“ ci aveva insegnato a scuola e in ciò che veniva costantemente affermato dai media controllati dal nemico. Come altri nella RAF, io credevo in questa propaganda anti-tedesca. Ci credevo veramente e cercavo un modo per infrangere quell’insopportabile complesso di colpa associato “all’assassinio di sei milioni di ebrei“. Non intendo entrare nei dettagli di quel periodo della mia vita; il punto è che, quando ero giovane, ero un “ fervido credente “ dell’Olocausto.

    Nel 2001, nel corso della mia carriera come avvocato, mi fu chiesto di difendere un patriota musicista. Si trattava del cantante Frank Rennicke che fu condannato dal tribunale per “Negazione dell’Olocausto“. La mia risposta a questa richiesta fu: “Naturalmente lo difenderò!“. Il compito di difendere Frank rese necessario che indagassi sui fatti, prove e accuse collegati all’Olocausto. Ecco cosa hanno rivelato le mie inchieste: non c’è nessuna prova al riguardo delle fantastiche asserzioni inerenti l’Olocausto. Ci sono soltanto dichiarazioni rilasciate dal tribunale dei vincitori a Norimberga che dicono che ciò avvenne e che in merito si è già sufficientemente “investigato“.

    Con la sua proverbiale faccia tosta il nostro nemico ci dice: “nessun altro evento in tutta la storia è stato così attentamente esaminato come l’Olocausto“. (La stessa faccia tosta che porta il nemico ad asserire che le enormi quantità di insetticida che la Germania usò per proteggere la salute dei prigionieri durante la Seconda Guerra Mondiale, fu usato per uccidere gli ebrei).

    Se esaminiamo i fatti attuali, scopriamo che tutto ciò è una menzogna. E’ una propaganda di atrocità che viene tuttora seminata, 65 anni dopo la sconfitta della Germania. Quando il servile Bundesgericht (Corte Suprema tedesca) dichiara che un migliaio di “ testimoni oculari “ sostengono “l’evento provato“, si tratta di un’altra sfacciata menzogna. La nostra cosìdetta Corte Suprema sa perfettamente che la nostra cosìdetta Bundesrepublik (Repubblica Federale) non è uno stato sovrano e quindi non è un governo legittimo. Il Prof. Carlo Schmid, l’esperto di diritto internazionale riconosciuto a livello mondiale e autore della nostra Grundgesetz (Legge Fondamentale), affermò chiaramente che la Repubblica Federale non è uno stato valido. In una conferenza che diede in occasione della sua creazione nel 1949, egli la descrive specificatamente come una “Organisationsform einer Modalitaet der Fremdherrschaft“ (Forma Organizzativa di una Modalità del Dominio Straniero), in altre parole, un mezzo di dominio dei nostri nemici. Il Prof. Carlo Schmid compose questa descrizione diplomatica per evitare di usare il termine “governo fantoccio“.

    La nostra Legge Fondamentale non è stata scritta da un’assemblea di rappresentanti eletti e non è stata approvata plebiscitariamente. I nemici occupanti ce la imposero e non risponde ai requisiti di uno stato legittimo. Poiché la Repubblica Federale non è uno stato legittimo, le istituzioni e le condizioni che i nostri nemici ci obbligano ad accettare, sono altrettanto illegittime sulla base del diritto internazionale. E’ chiaro che i vincitori o il vincitore della Seconda Guerra Mondiale (il vero unico vincitore fu l’ebraismo mondiale) si diede un gran da fare per assicurare che le basi del dominio ebraico, di fatto il culto religioso dell’Olocausto, fossero legalmente inattaccabili. Questo fu il loro intento quando crearono la Repubblica Federale ed è chiaro che la Corte Suprema a quel tempo adottò un ordinamento giudiziario destinato a perpetuare “l’Olocausto“. La missione di proteggere l’Olocausto è insita sia nella Repubblica Federale che nella Legge Fondamentale. Questa è la base della dominazione della Germania da parte dei suoi nemici. Il ministro degli esteri Joschka Fischer lo ha spiegato molto chiaramente quando si riferì all’Olocausto ed alla sponsorizzazione di Israele come la ragione di essere della Repubblica Federale.

    Ciò che sta accadendo ora, altro non è che la distruzione del fondamento morale del nostro Popolo tramite un assalto genocidi alla nostra anima nazionale. In questo non c’è niente di sorprendente. Dovremmo considerare i nostri nemici veramente stupidi, specialmente il nostro più potente e più pericoloso nemico, se non avessero preso le misure idonee a mantenere il dominio su di noi. I nostri nemici non scatenarono la Seconda Guerra Mondiale contro di noi semplicemente per abbandonare i loro scopi bellici dopo l’inevitabile vittoria delle loro risorse soverchianti in uomini e mezzi. Andarono ben oltre, evitando di darci la possibilità di esonerarci dalla Grande Menzogna, tramite autentici processi condotti da un potere giudiziario indipendente e professionale.

    Il nostro peggior nemico non è stupido! Egli prese scrupolose precauzioni e conosce fin troppo bene i metodi da elaborare per assicurare la compiacenza al suo modo di intendere la “ giustizia “. Chiunque non si accorga che il nostro nemico continua a perpetrare il genocidio contro di noi, come parte dei suoi scopi bellici, può aspettarsi che un Tedesco obbedisca al divieto di mettere in dubbio l’Olocausto. Nessuno può aspettarsi che un Tedesco che voglia essere Tedesco non si ribelli a questo assalto contro la nostra nazione. Questo assalto non è altro che un genocidio culturale e ci minaccia tutti.

    Se è possibile, vi chiedo di osare immaginare che cosa necessariamente ne seguirà, se ne sarà il caso. Che disgraziato essere umano sarei se, conoscendo questa minaccia per la nostra nazione e tutte le sue implicazioni, me ne stessi tranquillo seduto sulla mia comoda poltrona in attesa del giorno nel quale la verità verrà alla luce per conto suo! Ogni Tedesco ha l’obbligo di fare il suo dovere per la Patria. Abbiamo il sacrosanto diritto di difenderci, preservare la nostra nazione ed il nostro Popolo. In ogni paese civilizzato c’è un obbligo legale di venire in aiuto di coloro che sono in pericolo. Infatti la legge prescrive delle pene per coloro che non portano soccorso. La mancanza di aiutare e soccorrere è una grave violazione della legge, costituisce in se stessa un corpus delicti. Sarei colpevole di un grave crimine se io non venissi in aiuto del mio Popolo, se me ne stessi tranquillo senza venirne in soccorso, sapendo che quella mostruosa impostura chiamata “Olocausto“non è mai avvenuta. In tal caso sarei veramente un criminale depravato!

    Nell’attuale situazione non avrebbe senso per me tirare avanti a stento e cercare di guadagnare una maggioranza in questo o quel partito politico, oppure fondare un nuovo ed indipendente partito che si farebbe in un qualche modo strada attraverso il nostro intricato e corrotto parlamento per abrogare le leggi liberticide anti-tedesche. Lavorando da solo, la mia linea d’azione è quella di continuare a fare ciò che ho sempre fatto. Confidando su me stesso, non posso fare altro che ripetere la verità, sempre e di più. Ho fatto un sacro giuramento che può essere letto su Internet, la nostra unica fonte informativa non censurata, che non desisterò mai dal ripetere questa verità: “L’Olocausto è una menzogna e lo è anche l’affermazione che ritiene sia stato provato“. Non c’è nessuna prova che lo sostenga. Nella sua intrepida difesa della fede cattolica, il Vescovo tradizionalista Richard Williamson ha recentemente affermato la stessa verità che io scoprii molto tempo fa.

    Nel caso di Frank Rennicke fui professionalmente obbligato ad indagare le prove dell’Olocausto ed arrivai alla conclusione che tali prove non esistono. Dopo aver riesaminato diversi processi simili, fummo in grado di esibire una lettera scritta da un professore di storia contemporanea, il Prof. Gerhard Jagschitz, di Vienna, le cui ricerche avevano anch’esse portato alla conclusione che non c’è alcuna prova a difesa dell’Olocausto. Quando lo contattai, egli mi disse: “Si certo, lo sappiamo già“.

    Il Prof. Jagschitz era stato incaricato dal tribunale come perito testimone onde determinare se l’Olocausto fosse “evidentemente ovvio“ come evento della storia contemporanea. Passò tre anni ad esaminare la letteratura disponibile riguardante l’Olocausto in modo da determinare la verità. Trascorsi questi tre anni informò il tribunale che non poteva più difendere la sua iniziale ipotesi a difesa della validità dell’Olocausto. Arrivò alla netta conclusione che, nell’ambito delle direttive di una società di diritto, non è ammissibile usare la “ manifesta ovvietà “ dell’Olocausto come base per condannare coloro ritenuti colpevoli di metterla in dubbio. In quei giorni era il Prof. Jagschitz ed ora è la volta del Vescovo Williamson ma presto ci saranno molte altre personalità prominenti che arriveranno alla stessa conclusione.

    L’auto-difesa è un diritto inalienabile. Come Tedesco che vuole essere Tedesco mi sento personalmente coinvolto da questo assalto contro il mio Popolo. La nazione Tedesca non ha solo il diritto di difendersi, in effetti essa è obbligata a difendersi. A causa della nostra sostanza culturale, noi come nazione nell’Europa centrale abbiamo il dovere e l’obbligo di resistere ai tentativi di distruggerci culturalmente, di annientarci come Popolo e come entità spirituale. Ecco la posta in gioco!

    Non scelgo di aspettare che siano altri a difendere la nazione Tedesca, scelgo di farlo io stesso. Sto dicendo la verità così come la percepisco e la verità è quella che il cosiddetto “Olocausto“ non c’è mai stato. E’ questa l’ovvia ragione per la quale non vi sono prove in merito. Non c’è niente che difenda l’Olocausto, tranne i verdetti dei processi farsa in stile moscovita. Questi verdetti ci vengono costantemente martellati nel cervello dai media giudaici come “prova“ che l’Olocausto fu reale e che c’è un’abbondanza di prove che lo dimostrano. Coloro che applicano e perpetuano quest’etichetta sanguinaria sono colpevoli di tradimento contro la nazione Tedesca. I più famosi fra questi traditori sono i giudici della Corte Suprema che santificano e rafforzano le decisioni dei tribunali minori riguardanti l’assurda “manifesta ovvietà“ dell’Olocausto. Ciò è peggio che travisare la giustizia, significa portare avanti un deliberato genocidio contro il popolo Tedesco. Ho dimostrato la colpa dei traditori togati di Karlsruhe numerose volte e continuerò a sottolinearlo anche dalla prigione.

    Dovrò farmi 12 anni di carcere. Come andrà a finire? Ho 73 anni e quindi questa è una condanna all’ergastolo per me. La mia sentenza prova che nella Germania di oggi il carcere a vita può essere comminato a chiunque si rifiuti di fare atto di sottomissione alla Grande Menzogna. Naturalmente gli ebrei sono sempre disposti a “trattare“. Il dissidente viene prima punito in maniera leggera, magari con un’ammenda pecuniaria. Oppure ci può essere una condanna al carcere di qualche mese che può tramutarsi in libertà vigilata. C’è sempre la possibilità di uscirne facilmente inchinandosi servilmente davanti alla Grande Menzogna e dando assicurazioni che non ci saranno più difficoltà in futuro. Questo è ciò che il nemico vuole. Chiunque sia convinto che la vita sotto la Grande Menzogna non valga la pena essere vissuta, deve essere tenuto dietro le sbarre per sempre. Siccome io ho apertamente espresso questo sentimento innumerevoli volte, sapendo molto bene che la clava si sarebbe abbattuta, il nemico mi terrà sicuramente in prigione per il resto della mia vita. Il nemico deve dimostrare al pubblico intimorito che cosa è veramente in gioco.

    Chiaramente noi Tedeschi ci troviamo in una situazione nella quale dobbiamo mandare a monte le nostre vite se non ci sottomettiamo alla Grande Menzogna. Qualunque cosa mi accada, posso solo dire, così come il nostro Salvatore dice nel Vangelo di San Matteo: “chiunque non è disposto a portare la sua croce non è degno di me“. Non siamo degni di chiamarci Tedeschi se, invece di alzarci in piedi per la verità, ci sottomettiamo supinamente alla Grande Menzogna.

    Credo comunque che la situazione storica della Germania stia per cambiare. La lotta sull’autenticità dell’Olocausto e sul dominio del dogma olocaustico sta ora imperversando nell’ambito della Chiesa Cattolica. La Chiesa ha ancora un grande potere, anche se la sua gerarchia è stata corrotta ed erosa dagli ebrei. Con la sua grande ricchezza e centinaia di milioni di devoti seguaci, la Chiesa è la roccia sulla quale la nave della Grande Menzogna si andrà ad infrangere per poi affondare. Gli ebrei stanno per avere la loro Waterloo. Una volta che l’Olocausto potrà essere apertamente discusso, la conoscenza della sua vera natura non potrà più essere soppressa. Quando l’affare del Vescovo Williamson raggiunge il punto in cui un papa è obbligato a scomunicarlo un’altra volta, come richiesto dall’ADL (Anti-Defamation League: organizzazione attivista dell’ebraismo mondiale), oppure se, sotto la pressione dei media ebraici e di corrotti politici, Papa Benedetto XVI° dovesse abdicare dal Trono di San Pietro, ciò sarebbe un atroce shock per il mondo cattolico, allora la verità si farebbe strada. La fede cristiana è basata sulla Verità, la Roccia dei Tempi. La Verità ci renderà liberi e la volontà di essere liberi crescerà sempre più forte fino ad essere irresistibile, dopodichè avremo vinto.

    Per quel che mi riguarda, io ho fatto tutto quello che potevo. Ho dato un esempio. Ho detto spesso che la nostra è la più facile rivoluzione che sia mai stata portata avanti. Abbiamo soltanto bisogno che alcune migliaia di persone si alzino e dicano la verità chiaramente ed apertamente come ha fatto Richard Williamson ed io ho cercato di farlo, assieme ad altri che si sono autodenunciati per aver detto la verità e per aver distribuito “Conferenze sull’Olocausto“ di Germar Rudolf . La vittoria finale della verità è inevitabile, così come lo è la sconfitta dell’ Impero Sionista globale. Tuttavia, non abbiamo modo di sapere quanto tempo dovrà passare ancora, o le esatte circostanze che porteranno la verità alla vittoria. Aspettiamo e vediamo.

    Al momento stiamo assistendo ad un altro crollo del sistema finanziario globale ebraico. La base del potere ebraico, il tempio del loro dio Jahweh-Mammona, è stato colpito al cuore dal crollo del loro sistema bancario predatore. Il potere ebraico è basato sul potere del denaro col quale comperano il controllo dei politici e dei media. Al momento stanno perdendo questo controllo del denaro. Una volta che lo hanno perso, perderanno anche il controllo del governo e dell’opinione pubblica. Il loro controllo sull’opinione pubblica è già stato indebolito dalla nascita del non censurato Internet che non sono in grado di sopprimere. Appena perderanno il controllo dei media, si troveranno in una situazione pietosa. Quando ciò accadrà, gli ebrei ci saranno riconoscenti per aver capito e accettato il loro storico ruolo nella redenzione del mondo. Noi riconosciamo la loro tirannia distruttiva come una rivelazione del sentiero di Dio attraverso il mondo verso se stesso, come spiegò il filosofo Hegel. Noi rispettiamo gli ebrei come i seguaci di Satana e li accettiamo nella certezza che potremo redimere loro e noi stessi portando la Verità nel mondo con le nostre azioni. Gli ebrei hanno un pressante bisogno di redenzione e un giorno essi ci saranno grati.

  • oriundo2006

    Quando mai la verità ha da essere cerziorata e imposta dai tribunali? Mai: solo quando è menzogna travestita. Il profluvio di leggi su questo e altri aspetti della Seconda Guerra nasconde la verità e le sostituisce la menzogna organizzata, che per essere attendibile ricostruzione dei fatti viene ad essere adeguatamente protetta dal dogma dell’ufficialità: menzogna su menzogna, fondativa dell’attuale stato di cose creato dall’inganno e con questo mantenuto per la meschinità dei benpensanti. Basti solo una prova su tutte: che gli Usa desecretino tutto il materiale documentale a ciò relativo, da loro vincolato invece a 100 anni dopo la fine della II Guerra. Il perchè è la chiave dell’arcano.

  • myone

    C’e’ una grande prevaricazione e maleducazione sfacciata.
    Sembra che, l’ articolo 10 e 21, lo esercitano bene, ma con un difetto di fondo
    dicono quello che vogliono ascoltando quello che vogliono.
    Manca sempre una parte di verita’, che si ottiene con l’ informazione,
    la riflessione, e l’ onesta’, oltre che con la compresione.
    Io mi appello all’ articolo 10 e 21 e dico:

    ci vorrebbe una vera e propia organizzazione di armadi che prendano personaggi di ogni rango
    quelli che comandano e influenzano il pensare, il dire, e la vita degli altri
    e gli decanterei tutto il rimanente che non hanno vagliato nel loro modo di fare e di dire.
    Dopo un’ accurato esame che la loro coscenza e’ almeno divenuta sufficente
    lascerei un’ ammonizione di diffida, che qual’ ora continuassero per una strada che non e’ obiettiva,
    l’ incontro si ripeterebbe, ma con forme diverse di confronto.
    Nessuna intimidazione, per carita’ di DIO, ma questi codardi, non solo mettono nella merda le persone
    ed usano mezzi generali come l’ informazione, senza doverne rendere conto appieno,
    ma poi spariscono nel nulla, e non hanno nessuno che gli renda conto del detto e del fatto.
    Questo mette pure in evidenza, che l’ altra parte di verita’ e di obiettivita’,
    non ha un supporto uguale con cui contraddire o far capire agli interessati e non
    la parte che manca e che volutamente viene trascurata.
    Mancano giornali, televisioni, radio, dove le persone possano ascoltare e vedere quello che in parte si legge in internet.
    La vera coscenza, viene scossa se resa reale, ed oggi il reale, e’ almeno come base,
    reso visibile e udibile dai media. Un vero e propio canale ufficiale, non esiste propio.
    Eppure, di soldi, in questo senso , se ne spendono a iosa, ma lo scopo per il fine,
    viene sempre a mancare.
    Partendo dall’ alto, ve li vedete i vari capi politici mondiali a confronto con la vertia’
    che non vogliono vedere o dire o considerare o prendere?
    Non so’ dopo un faccia a faccia di quelli veri, se avranno ancora il coraggio di dire o di fare scelte orroganti.
    E ci metto tutti sul piatto, alti bassi, noridsti suddisti, orientali e occidentali,
    islamici ebrei cinesi e & politici oppinionisti e via fino alla fine.
    La liberta’ di parola, e’ una vera e propia balla, perche’ viene canalizzata
    solo in un modo
    e l’ atro modo, sarebbe quello che magari fa’ scegliere le soluzioni giuste, se considerato, ma si vede che non e’ voluto.
    Leggevo qui ieri, le risoluzioni dell’ onu sui crimini israeliani, e nessuno dice nulla,
    nessuno mette embarghi, taglia relazioni, o che.
    Che ci siano le teste marce islamiche non lo metto in dubbio, ma che altrettante teste marce israeliane,
    abbiano ragioni sui civili a questo modo, questo non esiste in nessuna parte,
    come non esiste in nessuna parte, NON catalogare e defiire, il sistema con cui viviamo oggi,
    un sistema peggio di quello nazzista, perche’, solamente le miliaia di persone minorenni che muoiono per fame ogni giorno,
    e in stati di guerra e di poverta’, (10.000 + o – al giorno, dove i nostri bei paesi che parlano e criticano e fanno oppinione,
    ne sono reaponsabili, sia di fatto che di relazioni e di intento e modo,
    la dice lunga, di come siamo ipocriti, o meglio, di come SONO ipocriti.
    E a manate, cito usa, europa, russia, cina, paesi islamici, e se volete, tutto il rimanente del mondo,
    ma chi comanda tutto questo, ne e’ il responsabile, anche se a parole o nell’ apparenza,
    non solo ne scampa il giudizio, ma si fa’ passare per il meglio che si possa avere.
    E la gente di questi paesi, ne e’ corresponsabile ugualmente, avendoli votati,
    e non avendo ancora ne coscenza, ne volonta’, ne intenzione, che il tutto sia diversamente.
    E Dio disse, io distruggero’ questa razza. E Mose’ disse: perche’, se ci sono 15,10,5, 1, di giusti, faresti una cosa ingiusta.
    Rispose, se cosi e’, non distruggero’. Poi distrusse tutto.
    Anche oggi, ce ne fosse uno, uno solo, che parlando nel vero e nel voler fare il vero,
    parlasse alla gente e indirizzerebbe la sua candidatura per un giusto e un migliore,
    almeno solo al dire come sono le cose nella sua totalita’, qualcosa di vero si muoverebbe.
    Ma non c’e’ nessuno. Sembra incredibile. Tutti con le palle e l’ipocrisia, ma non c’e’ nessuno,
    che si metta nel profilo di condurre un paese con la volonta’, la verita’, il comrendere e il fare.
    Non so’, andando avanti cosi, se certe cose saranno per forza inevitabili.
    E sappiate che, il cosa e’ globale.

  • vic

    Oggi intervistiamo un luminare della logica: il professor Senticaldi. Ci preme capire tutto sulla verita’.

    V: Buongiorno esimio professore. Ci spieghi una volta per tutte se la verita’ e’ vera o no.
    prof. Senticaldi: Buongiorno. Il tema e’ molto complesso e molto semplice contemporaneamente. Poiche’ sono un luminare della logica vado a spiegarglielo in modo chiaro e comprensibile.
    V: Prego, esimio professore.
    pS: Contrariamente a quel che tutti pensano non c’e’ una sola verita’, bensi’ tante verita’.
    V: Per esempio?
    pS: Per esempio c’e’ la verita’ vera.
    V: Ok, e poi?
    pS: Poi c’e’ la verita’ processuale, che non e’ quasi mai la verita’ vera, e dipende dal paese. In Italia tende ad essere molto diversa dalla verita’ vera.
    V: Come si spiega questa divergenza?
    pS: Sono semplici effetti fisici contingenti, prevalentemente effetti della pressione atmosferica. Anche la verita’ giornalistica subisce lo stesso tipo di influenza atmosferica.
    V: Oh, allora dovro’ seguire piu’ attentamente le previsioni meteo per capire le cose. Continui con gli esempi, professore, cominciano ad intrigarmi tutte queste sfaccettature della verita’.
    pS: C’e’ la verita’ rivelata, di livello molto superiore alla verita’ semplice (che voi gente qualunque chiamate vera o televisiva).
    V: Il presidente del consiglio ne sarebbe il depositario, e’ cosi’?
    pS: In prima istanza il depositario sarebbe Dio. In caso di dubbio, assenza o malattia, il depositario supremo della verita’ rivelata e’ l’attuale presidente del consiglio.
    V: Capito. E quella faccenda del terzo escluso cosa sarebbe esattamente? Ho visto gente prendersi per i capelli su questa questione.
    pS (sorride): E’ una faccenda per iniziati. Solo quelli che palleggiano certe logiche possono addentrarsi in questa diatriba tra il vero ed il falso.
    V: Comincia a fumarmi leggermente il cervello. La prego sia breve.
    pS: D’accordo. Gliela faccio breve: il terzo escluso per noi logici e’ cio’ che non e’ ne’ vero ne’ falso, oppure cio’ che e’ sia vero che falso.
    V: Oddio si fermi per carita’! Se la sente qualche avvocato d’assalto, quello ci rivolta la legislazione come un’omelette.
    pS: Vengo al sodo, cosi’ mi capira’ meglio. Immagini le tre categorie: C = quelli che Conoscono la verita’, G = quelli che Giocano solo con la falsita’, X = quelli che non sanno ne’ del vero ne’ del falso.
    V: Mi son chiare le due categorie C e G. Sa’, ho un mio trucco menmonico per ricordarmele: C come Casta e G come Giornalisti. Ma la categoria X mi e’ proprio misteriosa.
    pS: Ci rifletta, suvvia. Ne fa parte pure lei, come membro dei cittadini qualunque: siete gli X, i terzi esclusi!
    V: Mille grazie, esimio professore, ora so tutto sulla logica, grazie a lei!

    Dal mondo tutto incluso, a voi del mondo terzo escluso.

  • tersite

    Please allow me to introduce myself
    I’m a man of wealth and taste
    I’ve been around for a long, long years
    Stole many a man’s soul and faith

    And I was ’round when Jesus Christ
    Had his moment of doubt and pain
    Made damn sure that Pilate
    Washed his hands and sealed his fate

    Pleased to meet you
    Hope you guess my name
    But what’s puzzling you
    Is the nature of my game

    I stuck around St. Petersburg
    When I saw it was a time for a change
    Killed the czar and his ministers
    Anastasia screamed in vain

    I rode a tank
    Held a general’s rank
    When the blitzkrieg raged
    And the bodies stank

    Pleased to meet you
    Hope you guess my name, oh yeah
    Ah, what’s puzzling you
    Is the nature of my game, oh yeah
    (woo woo, woo woo)

    I watched with glee
    While your kings and queens
    Fought for ten decades
    For the gods they made
    (woo woo, woo woo)

    I shouted out,
    “Who killed the Kennedys?”
    When after all
    It was you and me
    (who who, who who)

    Let me please introduce myself
    I’m a man of wealth and taste
    And I laid traps for troubadours
    Who get killed before they reached Bombay
    (woo woo, who who)

    Pleased to meet you
    Hope you guessed my name, oh yeah
    (who who)
    But what’s puzzling you
    Is the nature of my game, oh yeah, get down, baby
    (who who, who who)

    Pleased to meet you
    Hope you guessed my name, oh yeah
    But what’s confusing you
    Is just the nature of my game
    (woo woo, who who)

    Just as every cop is a criminal
    And all the sinners saints
    As heads is tails
    Just call me Lucifer
    ‘Cause I’m in need of some restraint
    (who who, who who)

    So if you meet me
    Have some courtesy
    Have some sympathy, and some taste
    (woo woo)
    Use all your well-learned politesse
    Or I’ll lay your soul to waste, um yeah
    (woo woo, woo woo)

    Pleased to meet you
    Hope you guessed my name, um yeah
    (who who)
    But what’s puzzling you
    Is the nature of my game, um mean it, get down
    (woo woo, woo woo)

  • bstrnt

    Perfetto! Articolo che condivido totalmente.
    Una volta c’erano le squadracce fasciste, oggi ci sono gli hitman di regime che graziosamente si autodefiniscono “giornalisti”.
    Sul tema “olocausto”, termine del quale se ne sono appropriati i sionisti di tutto il mondo col preciso intento di creare inflazione di colpa per le loro nefandezze. Se poi volessimo fare le pulci a tutte le balle che vengono sdoganate come verità ufficiale, possiamo accorgerci che: 1) Israeele non è una democrazia, ma una etnocrazia. 2) i veri ebrei in Israele sono cittadini di serie B. mal sopportati. 3) chi comanda in Israele sono gli ashkenazi, una etnia proveniente dal caucaso e riversatasi in europa con l’arrivo delle orde di Gengis Khan. 4) Che dell’olocausto questi individui hanno fatto un’industria a loro uso e consumo, nascondendo che i 6 milioni probabilmente morti nei campi di concentramento nazisti, non tutti erano “ebrei”, magari qualche centinaia di migliaia di persone erano russi, polacchi, zingari, rom, gay, testimoni di Geova e altri incompatibili con il regime nazista.
    inoltre a mio avviso ci sarebbe anche da dire che la stragrande maggioranza degli attuali abitanti di Israele non fa parte del “popolo eletto”, che è quello che ha avuto origine nel bacino del giordano e che nella diaspora si è disperso dall’Iran, all’etiopia, allo Yemen, a tutto il nord Africa fino alla spagna (da cui il nome di ebrei sefarditi).
    In Israele i veri ebrei (iraniani, irakeni, yemeniti, etiopi, sefarditi ecc …) da quello che mi risulta rimangono cittadini di serie B, rispetto all’etnia ashkenazi kazakha dominante.

    Detto questo, sarebbe utile sapere da quali pulpiti arrivano leggi illiberali e anticostituzionali sia italiane che europee che blindano in maniera così pacchiana la “verità ufficiale”, e quali sono gli utili idioti che si prestano a queste farse … magari sono proprio i nipotini di coloro che in passato tanto si erano prodigati a riempire i vagoni dei treni per Dacau e Auschwitz.

  • Allarmerosso

    E’ sufficiente ripetere una bugia migliaia di volte per farla diventare verità, e alla fine si finirà col crederci.

  • babau

    Io condivido pienamente che il governo americano non è il liberatore dell’italia e che i sionisti non possono presentare conti da pagare ai popoli europei.
    Ma questo non mi sembra affatgto un mistero, la storiografia ufficiale racconta gia il fatto che tutti i popoli europei hanno avuto milioni di vittime durante la seconda guerra mondiale , che il consenso ai regimi era ottenuto con l’omicidio di massa degli oppositori , che gli americani hanno bombardato l’italia per anni uccidendo masse di gente innocente…come potrebbero nasconderlo, l’hanno visto tutti i nostri nonni.
    Per capire chi siano in realtà i sionisti basta leggere la storia recente di israele, tutti i crimini di guerra compiuti verso i palestinesi e altri popoli.

    Le prove ci sono gia , sono sotto il naso di tutti.
    Semmai sarebbe il caso di dare semplicemente piu peso alle prove che gia esistono nell’interpretazione della realtà odierna.
    I bombardamenti “alleati” non sono gli stessi che ci sono stati in Iraq?
    Quante persone innocenti sono morte in tutto il mondo mentre il governo USA propagandava le sue guerre come “liberazione” o “missioni di pace”.
    La stessa storia va avanti quasi un secolo ed è estremamente importante che questo venga comunicato chiaramente quando si insegna la storia contemporanea, perchè moltissimi avvenimenti contemporanei hanno la stessa chiave di lettura del passato.
    In questo contesto i negazionisti mi sembrano solo dei personaggi squallidi che cercano di negare l’olocausto quando esistono una marea di prove , ci sono stati moltissimi testimoni, come fa uno storico serio ad affermare con certezza che tutte quelle prove siano false e tutti quei testimoni abbiano mentito?
    e oltretutto non ha nessun senso negarlo, anche se tutti i libri di storia scrivessero che non c’è stato l’olocausto cosa cambierebbe in meglio, nella situazione attuale?
    Considero molto importante la reale ricerca storica oggettiva su fatti recenti, i negazionisti in questo senso non mi sembra che aiutino affatto anzi creano solo problemi dando pretesto ai mass media e allo stato per attaccare la libertà d’opinione, la ricerca storica alternativa, e chi si oppone ai governi israeliano e americano.

    Bombardamenti a messina

    Prove fotografiche dell’olocausto

  • bstrnt

    Riposto il commento causa un errore di battitura dovuto al correttor di Word.
    Perfetto! Articolo che condivido totalmente. Una volta c’erano le squadracce fasciste, oggi ci sono gli hitman di regime che graziosamente si autodefiniscono “giornalisti”. Sul tema “olocausto”, termine del quale se ne sono appropriati i sionisti di tutto il mondo col preciso intento di creare inflazione di colpa per le loro nefandezze. Se poi volessimo fare le pulci a tutte le balle che vengono sdoganate come verità ufficiale, possiamo accorgerci che: 1) Israeele non è una democrazia, ma una etnocrazia. 2) i veri ebrei in Israele sono cittadini di serie B. mal sopportati. 3) chi comanda in Israele sono gli ashkenazi, una etnia proveniente dal caucaso e riversatasi in europa con l’arrivo delle orde di Gengis Khan. 4) Che dell’olocausto questi individui hanno fatto un’industria a loro uso e consumo, nascondendo che i 6 milioni probabilmente morti nei campi di concentramento nazisti, non tutti erano “ebrei”, magari qualche centinaia di migliaia di persone erano russi, polacchi, zingari, rom, gay, testimoni di Geova e altri incompatibili con il regime nazista. inoltre a mio avviso ci sarebbe anche da dire che la stragrande maggioranza degli attuali abitanti di Israele non fa parte del “popolo eletto”, che è quello che ha avuto origine nel bacino del giordano e che nella diaspora si è disperso dall’Iran, all’etiopia, allo Yemen, a tutto il nord Africa fino alla spagna (da cui il nome di ebrei sefarditi). In Israele i veri ebrei (iraniani, irakeni, yemeniti, etiopi, sefarditi ecc …) da quello che mi risulta rimangono cittadini di serie B, rispetto all’etnia di derivazione ashkenazita e khazara (popolazione di origine asiatica e idioma turco dei territori dell’attuale Ucraina, Azerbaijan e Armenia) dominante. Detto questo, sarebbe utile sapere da quali pulpiti arrivano leggi illiberali e anticostituzionali sia italiane che europee che blindano in maniera così pacchiana la “verità ufficiale”, e quali sono gli utili idioti che si prestano a queste farse … magari sono proprio i nipotini di coloro che in passato tanto si erano prodigati a riempire i vagoni dei treni per Dacau e Auschwitz.

  • veg65

    … Un articolo molto bello ed incisivo, è triste solo il fatto che sia condiviso da un pugno di noi e non dalla stragrande maggioranza della gente.

  • babau

    Numero di morti durante la seconda guerra mondiale per nazione, secondo Joseph V. O’Brien, Dipartimento di Storia – John Jay College of Criminal Justice, New York, NY, USA.
    Per le vittime militari volevo inoltre ricordare che la diserzione in moltissimi stati inclusa l’Italia era punita con la morte e andare in guerra era obbligatorio per i giovani , quindi non paragonerei quei soldati a quelli che partecipano oggi alle “missioni di pace”.

    StatoAbitanti (1939)Vittime MilitariVittime CiviliVittime TotaliVittime/1,000 ab.
    Albania [it.wikipedia.org]1,100,00028,00028,00025.5
    Australia [it.wikipedia.org]7,000,00039,36673540,1195.7
    Belgio [it.wikipedia.org]8,400,00012,00076,00088,00010.5
    Birmania [it.wikipedia.org]17,500,00060,00060,0003.4
    Brasile [it.wikipedia.org]41,500,0004934930.00
    Bulgaria [it.wikipedia.org]6,300,00022,00022,0003.5
    Canada [it.wikipedia.org]11,600,00039,30039,3003.4
    Cecoslovacchia [it.wikipedia.org]15,300,00030,000340,000370,00024.2
    Cina [it.wikipedia.org] [1]530,000,0004,100,00015,500,00019,600,00037.0
    Corea [it.wikipedia.org] [2]23,400,000378,000378,00016.2
    Danimarca [it.wikipedia.org]3,800,0004,1004,1001.1
    Estonia [it.wikipedia.org]1,100,00040,00040,00036.4
    Etiopia [it.wikipedia.org]14,100,0005,000200,000205,00014.5
    Filippine [it.wikipedia.org]16,400,00042,000119,000161,0009.8
    Finlandia [it.wikipedia.org] [3]3,700,00091,0002,00093,000
    Francia [it.wikipedia.org] [4]41,700,000210,000350,000560,00013.4
    Germania [it.wikipedia.org] [5]78,000,0005,500,0002,100,0007,600,00097.4
    Giappone [it.wikipedia.org] [6]78,000,0001,930,000700,0002,630,00033.7
    Grecia [it.wikipedia.org]7,200,00020,000280,000300,00041.7
    India [it.wikipedia.org]345,000,00036,1001,500,0001,536,1004.5
    Indocina [it.wikipedia.org]24,600,0002,000485,000487,00019.8
    Indonesia [it.wikipedia.org]70,500,000400,000400,0005.7
    Iraq [it.wikipedia.org]3,700,0001,0001,0000.3
    Isole del pacifico1,900,0057,00057,00030.0
    Italia [it.wikipedia.org] [7]43,800,000313,000130,000443,00010.1
    Jugoslavia [it.wikipedia.org]15,400,000300,000800,0001,100,00071.4
    Lettonia [it.wikipedia.org]2,000,000220,000220,000110.0
    Lituania [it.wikipedia.org]2,500,000345,000345,000138.0
    Lussemburgo [it.wikipedia.org]300,0004,0004,00013.3
    Malaysia [it.wikipedia.org]5,500,00083,00083,00015.1
    Malta [it.wikipedia.org]300,0002,0002,0006.7
    Mongolia [it.wikipedia.org]700,0003003000.4
    Nuova Zelanda [it.wikipedia.org]1,600,00012,20012,2007.6
    Norvegia [it.wikipedia.org]2,900,0003,0007,00010,0003.4
    Paesi Bassi [it.wikipedia.org]8,700,00012,000200,000212,00024.4
    Polonia [it.wikipedia.org]34,800,000123,0005,500,0005,623,000161.6
    Regno unito [it.wikipedia.org]47,800,000272,00093,500365,5007.6
    Romania [it.wikipedia.org]19,900,000317,000450,000767,00038.5
    Singapore [it.wikipedia.org]700,000200,000200,000285.7
    Spagna [it.wikipedia.org]25,500,0004,0004,0000.2
    Sudafrica [it.wikipedia.org]10,300,0006,8416.8410.7
    Thailandia [it.wikipedia.org]15,300,0005,6473105,9570.4
    Ungheria [it.wikipedia.org]9,200,000300,000280,000580,00063.0
    Unione Sovietica [it.wikipedia.org] [8]168,500,00010,400,00012,600,00023,000,000164
    USA [it.wikipedia.org]132,000,000405,0008,000413,0003.1
    Totale1,899,500,00022,563,24748,524,66371,087,91035.9

    Anche se altre parti ridimensionano questi numeri in eccesso e difetto la tragedia rimane e tutti i popoli hanno avuto perdite enormi, definire qualche popolo come “vincitore” mi sembra difficile, tra i “vincitori” ci sono solo governi e industriali, tutti gli altri hanno perso

  • babau

    scusate per la tabella,ha rotto tutta l’impaginazione dei commenti, non pensavo che fosse troncata a metà , se volete potete rimuovere la tabella

  • babau

    scusate per la tabella nel post precedente che ha incasinato l’impaginazione , se volete la potete rimuovere e riposto i contenuti senza tabella

  • vic

    hai i numeri per la Serbia?

    Mi pare che ci lasciarono la pelle in milioni da quelle parti, per opporsi al nazismo, al contrario dell’Italia di Mussolini che col nazismo ci ando’ a braccetto: il governo e 90% dei suoi cittadini, intellettuali compresi.

  • lucamartinelli

    da squadrista del video a cecchino. bella, mi piace.

  • giosby

    Va bene tutto!

    Non mi fa più meraviglia niente

    Vediamo un tipo come ignazio larussa, vecchio picchiatore che non mi risulta pentito, inneggiare ogni due giorni alla democrazia
    e dobbiamo credergli
    Non voglio entrare nel merito del negazionismo e delle verità storiche
    Di certo la persecuzione razziale durante il nazismo non fu una barzelletta
    Ma qui si legge una strenua difesa della LIBERTA’ DI PENSIERO.
    GIUSTO!
    Solo una domanda:

    Apologia di reato, apologia di fascismo.

    Sono reati di opinione, non c’è dubbio!

    Vogliamo abolirli?
    O una coscienza antifascista ha ancora un senso?

    Libertà sessuale!

    Va bene!

    Ma allora va bene anche la pedofilia?

    Cioè, riassumendo, si possono fare leggi per cui vi sono LIMITI al pensiero?
    Nel senso che NON TUTTI I PENSIERI SONO ACCETTABILI?

    Alcuni pensieri sono o non sono un attacco alla democrazia?

    Mi direte: ma quale democrazia?

    Ok, ma almeno avere un principio al quale potersi appellare …

    Si chiede troppo?

  • Ricky

    Leggo sempre con ammirazione la Randazzo, che ammiro per la sua visione e il rigore con cui espone le sue idee, ma questa volta non sono d’accordo con la tesi proposta.
    La libertà di espressione non può essere assoluta, la società umana deve in qualche modo proteggersi da chi cerca di risvegliare i suoi istinti più violenti e brutali, per i quali non ha ancora sviluppato anticorpi efficaci.
    Non ci si può rifugiare nella denuncia che “c’é ben altro”, sostenere ad esempio che con gli stessi parametri anche Israele andrebbe processato mi trova d’accordo, ma dove porta?
    Che “la storia la scrivono i vincitori delle guerre” e via discorrendo lo sa anche mio figlio, ma gente come Irving va fermata prima che produca danni e non é moralmente accettabile sostenere una sua presunta libertà di epressione.
    Dire poi che i negazionisti non esprimano tesi razziste…mah! Non c’é bisogno di esplicitare il proprio razzismo per accorgersi che sei razzista.

  • Nellibus1985

    Antonella Randazzo ha fatto bene a tirare in causa la tesi di Hannah Arendt e di suo marito Gunther Anders, che videro il nazismo come il vero e proprio evento spartiacque che chiude un’era e ne apre un’altra, quella della tecnica. L’era della tecnica, fondata sulla gerarchia, riduce la il ruolo del singolo a quello di mero ingranaggio di un ben più grande e consolidato sistema, entro il quale la responsabilità di ognuno si riassume nella semplice osservanza degli ordini ricevuti dall’apparat. Ai cosiddetti “processi di Norimberga” (una delle più gravi infamie degli ultimi secoli) molti gerarchi nazisti assunsero questa semplice linea difensiva, trincerandosi dietro disarmanti “Ho solo ubbidito agli ordini”. Il problema è che nell’ottica attuale queste sono risposte corrette, pienamente assolutorie. Così risposero il direttore del campo di concentramento di Treblinka Franz Stangl alle incalzanti domande della giornalista inglese Gitta Sereny (“Questo metodo l’aveva ideato Wirth, io lo esaguivo. Questo era il mio lavoro”) e il pilota americano che sganciò la bomba su Hiroshima, Paul Tibbets a Gunther Anders (“Quello era il mio lavoro”). Lo stesso discorso vale per Eichmann e, a ben guardare, per tutti noi, quando, negli apparati entro i quali svolgiamo il nostro lavoro, ci limitiamo ad eseguire perfettamente il mansionario affidatoci, quali che siano gli effetti, diretti o indiretti, del nostro operato. Ci comportiamo così perché siamo esposti a un infame ricatto; o accettiamo questa condizione o finiamo per strada (almeno nella maggior parte dei casi). Le remore etiche non sono molto ben viste, di questi tempi. Che ci piaccia o no, siamo deresponsabilizzati rispetto a ciò che facciamo. E quando la responsabilità delle nostre azioni non riconduce agli effetti che esse producono, ma si limita alla semplice osservanza degli ordini che ci provengono dagli apparati di appartenenza, allora, come ammonisce Gunther Anders, siamo tutti “figli di Eichmann”. Caracciolo non è certo un mostro, ma personalmente mi è sebrato di cogliere un certo livore nelle sue dichiarazioni riportate nell’articolo di Marco Pasqua. Dichiarazioni secche e perentorie, che non paiono animate dall’amor del vero che ha sempre animato gli storici più seri. Questa è stata l’unica critica da me mossa nei suoi riguardi. Non so se il professore sia veramente “negazionista”, come lo hanno prontamente accusato di essere (personalmente non ritengo che il negare l’olocausto abbia nulla a che vedere con la libertà di pensiero e ne ho già spiegato i motivi) ma di certo non mi associo al vile e pessimo attacco lanciato da “La Repubblica”, che mi sento di condannare in pieno. Saluti.

  • fiume1943

    Va bene per i bombardamenti di Messina, ma per le prove dell’olocausto non mi pare. Nessuno nega i deportati, i morti e i sopravvissuti, cioè tutto quello che si vuol far passare per prova di 6 milioni di soli ebrei trasformati in fumo! Se si sono trasformati in fumo quelle immagini non c’entrano niente. Non c’entrano niente neanche i ricordi dei sopravvissuti. Il discorso è se era ‘fisicamente’ possibile eliminare 6 milioni di soli ebrei con i gas velenosi, a disfarsi dei loro corpi, con i mezzi tecnici DI QUELLO CHE CI VIENE MOSTRATO OGGI nei vari campi di presunto sterminio. Si tratta di una montatura, di una messinscena, quindi di un inganno. Assodato ciò, rimane la domanda: i nazisti avevano messo in opera altri mezzi, adeguati, sicuri per loro ecc. ecc., per compiere il grande lavoro di gassificazione di tutta quella gente? Dove, quando, come? Esistono documenti certi e indiscutibili? Con queste domande sono un negazionista anch’io? Non mi pare, chiedo solo di sapere.

  • fiume1943

    Per babau, con il quale concordo su quasi tutto.
    Va bene per i bombardamenti di Messina, ma per le prove dell’olocausto non mi pare. Nessuno nega i deportati, i morti e i sopravvissuti, cioè tutto quello che si vuol far passare per prova di 6 milioni di soli ebrei trasformati in fumo! Se si sono trasformati in fumo quelle immagini non c’entrano niente. Non c’entrano niente neanche i ricordi dei sopravvissuti. Il discorso è se era ‘fisicamente’ possibile eliminare 6 milioni di soli ebrei con i gas velenosi, a disfarsi dei loro corpi, con i mezzi tecnici DI QUELLO CHE CI VIENE MOSTRATO OGGI nei vari campi di presunto sterminio. Si tratta di una montatura, di una messinscena, quindi di un inganno. Assodato ciò, rimane la domanda: i nazisti avevano messo in opera altri mezzi, adeguati, sicuri per loro ecc. ecc., per compiere il grande lavoro di gassificazione di tutta quella gente? Dove, quando, come? Esistono documenti certi e indiscutibili? Con queste domande sono un negazionista anch’io? Non mi pare, chiedo solo di sapere.

    ]

  • KATANGA

    si tratta solo di ingoiare la pillolina per uscire dalla matrice!!!!
    pero’ poi so’ cazzi!!!

  • totonno

    Cara Antonella che Dio ti protegga !!!

  • Galileo