BRZEZINSKI: “ BUSH STA CERCANDO UN PRETESTO PER ATTACCARE L’IRAN”

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DI BARRY GREY
World Socialist

Nella sua testimonianza di giovedì scorso davanti alla Commissione del Senato per le Relazioni Estere, Zbigniew Brzezinski, il consigliere per la sicurezza nazionale durante il governo di Carter, ha espresso una critica pungente sulla guerra in Iraq e ha avvertito che la politica del governo di Bush sta inevitabilmente portando ad una guerra con l’Iran, con delle conseguenze incalcolabili per l’imperialismo statunitense nel Medio Oriente e a livello internazionale.

Brzezinski, che si oppose all’invasione del marzo 2003 e ha pubblicamente denunciato la guerra come un colossale errore di politica estera, ha iniziato le sue considerazioni su quella che è stata da lui definita “la scelta della guerra” in Iraq e descritta come “una catastrofe storica, strategica e morale”.

A seguito, Sono dei criminali a controllare il ramo esecutivo (Paul Craig Roberts; Information Clearing House)“Intrapresa su false basi”, ha continuato, “sta compromettendo la legittimità dell’America a livello mondiale. Le vittime civili ad essa connesse, come pure alcuni abusi, stanno macchiando le credenziali morali dell’America. Guidata da principi manichei e da una presunzione imperiale, sta intensificando l’instabilità della regione”.

Brzezinski ha deriso il discorso di Bush, relativo ad una “lotta ideologica decisiva” contro l’Islam radicale, definendolo “superficiale e demagogico” e come un “racconto storico leggendario” utilizzato per giustificare una “guerra lunga e potenzialmente in espansione”.

Ha dichiarato che “sostenere che l’America sia già in guerra nella regione con la più ampia minaccia islamica, di cui l’Iran è l’epicentro, significa promuovere una profezia di sicura realizzazione”.

Ancora più sorprendente ed allarmante è stata la sua descrizione di uno “scenario plausibile per uno scontro militare con l’Iran”. Come suggerisce Brzezinski, implicherebbe “il mancato rispetto in Iraq di alcuni standard, seguito da accuse di responsabilità iraniana per questo disastro e, poi, da delle provocazioni in Iraq o da un attacco terroristico negli Stati Uniti di cui verrebbe incolpato l’Iran, culminanti in un’azione militare statunitense “di difesa” contro l’Iran che farà precipitare un’America sola in un pantano che si espanderà e aggraverà coinvolgendo alla fine Iraq, Iran, Afghanistan e Pakistan”. [enfasi aggiunta]

Si è trattato di un ovvio avvertimento diretto al Congresso statunitense, ben provvisto di virgolette per sottolineare la natura “difensiva” di tale azione militare, riguardo il governo di Bush che sta cercando un pretesto per attaccare l’Iran. Sebbene non l’abbia affermato esplicitamente, Brzezinski ha quasi lasciato intendere che la Casa Bianca sia capace di architettare una provocazione – incluso un possibile attacco terroristico all’interno degli Stati Uniti – per procurarsi il casus belli per la guerra.

Ha un’importanza notevole e grave che un uomo come Brzezinski, con anni di esperienza nelle alte cariche all’interno del sistema di politica estera statunitense, un uomo che ha i legami più stretti con i servizi di informazioni militari, rilasci una simile dichiarazione in un’udienza a porte aperte del Senato statunitense.

Brzezinski sa quello che dice, avendo lui stesso scritto sulle provocazioni mentre ricopriva la carica di consigliere per la sicurezza nazionale di Jimmy Carter. In questo ruolo, come ha ammesso in degli scritti pubblicati, alla fine degli anni ’70 preparò il piano segreto di mobilitazione dei mujahidin fondamentalisti islamici per rovesciare il regime filo-sovietico in Afghanistan e trascinare l’Unione Sovietica in una guerra disastrosa in questo paese.

Dopo la sua introduzione e in risposta ai quesiti dei senatori, Brzezinski ha nuovamente ventilato il rischio di una provocazione.

Ha richiamato l’attenzione dei senatori su un articolo del 27 marzo 2006 pubblicato dal New York Times relativo “ad un incontro privato tra il presidente e il Primo Ministro Tony Blair, due mesi prima della guerra, basato su un memorandum preparato da un funzionario britannico presente all’incontro”. Nell’articolo Brzezinski ha dichiarato che “il presidente è stato citato per aver affermato di essere preoccupato in quanto potevano non essere trovate armi di distruzione di massa in Iraq e doveva essere considerata perciò la possibilità di trovare un motivo differente per intraprendere questa guerra”.

Brzezinski ha continuato dicendo: “Vi leggerò soltanto quello che questo memorandum riporta secondo il New York Times: ‘Il memorandum dichiara che il presidente e il primo ministro riconoscevano che non sarebbero state trovate armi non convenzionali in Iraq. Considerando la possibilità di non trovarne prima dell’invasione pianificata, Bush parlava di differenti pretesti per giungere ad uno scontro.’

“Ha descritto i differenti pretesti con cui si sarebbe potuto arrivare allo scontro. Non mi addentrerò…..i pretesti erano piuttosto sbalorditivi, almeno uno lo era”.

“Se si è dell’idea che si ha a che fare con un nemico implacabile che deve essere eliminato, questa linea d’azione può essere applicata sotto determinate circostanze. Mi dispiace perché, se questa situazione in Iraq continua a deteriorarsi, se l’Iran è in qualche modo visto come coinvolto, responsabile o come un potenziale beneficiario, questa tentazione potrebbe presentarsi”.

In un altro punto Brzezinski ha commentato i metodi di cospirazione del governo di Bush, descritto quasi come una cricca. “Sono perplesso”, ha affermato, “dal fatto che le principali decisioni strategiche sembrano essere prese all’interno di un gruppo di persone davvero ristretto– solo poche, probabilmente una manciata, non più delle dita di una mano. Queste sono le persone tra le quali vi è chi ha preso la decisione iniziale di entrare in guerra e ha utilizzato la giustificazione iniziale per entrare in guerra.”

Nessuno dei senatori presenti ha prestato attenzione all’ammonimento nudo e crudo di Brzezinski. In particolare i democratici, flaccidi, compiaciuti e complici delle cospirazioni di guerra del governo di Bush, non hanno detto niente riguardo il pericolo di una provocazione di cui ha parlato il testimone.

Dopo l’udienza, un giornalista ha chiesto direttamente a Brzezinski se stava suggerendo che il governo statunitense stesso potesse essere la fonte di una possibile provocazione. L’ex consigliere per la sicurezza nazionale è stato evasivo.

Si è avuto il seguente scambio di battute:

D: Dott. Brzezinski, chi ritiene che stia implementando questa possibile provocazione?

R: Non ho idea. Come ho già dichiarato, queste sono cose nonsi possono prevedere. Può essere una cosa spontanea.

D: Sta suggerendo che ci potrebbe essere una possibilità che abbia origine all’interno dello stesso governo americano?

R: Sto dicendo che l’intera situazione può scivolare via di mano e tutti i tipi di supposizioni possono produrre una circostanza che potrebbe essere molto difficile da delineare.

Barry Grey
Fonte: http://www.wsws.org
Link: http://www.wsws.org/articles/2007/feb2007/brze-f02.shtml
02.02.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.orga cura di LUISA

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