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BERREMO ANCHE QUESTA ?

DI MARCO CEDOLIN
ilcorrosivo.blogspot.it

L’esplosione
avvenuta dinanzi alla scuola Morvillo di Brindisi, nella quale trovò
la morte la sedicenne Melissa, sembrò fin dal primo momento figlia
di quella strategia della tensione alla quale in Italia siamo
purtroppo tristemente abituati. In tutta evidenza qualcosa non aveva
però funzionato a dovere, come dimostrano le tantissime inconguenze
emerse riguardo all’attentato. Stando alle dichiarazioni degli
inquirenti a scoppiare furono tre bombole di gas collegate fra loro,
ma i risultati della deflagrazione non sembravano affatto compatibili
con un elemento di questo genere. Gli inquirenti in un primo tempo
dichiararono che la bomba artigianale era comandata da un timer
programmato per provocare lo scoppio nel momento di maggior afflusso
degli studenti, “fortunatamente” bloccatosi
anticipatamente. Poi invece del timer non si fece più menzione e
l’artefice dell’attentato diventò una persona anziana ripresa dalle
telecamere, con in mano un telecomando a distanza. Poco importa se
l’uso di un telecomando a distanza fosse un elemento scarsamente in
sintonia con un ordigno di costruzione artigianale (e il timer
bloccato che fine aveva fatto?) e se, come ben sa chiunque abbia una
minima competenza nel campo degli esplosivi, per provocare la
deflagrazione di tre bombole del gas sarebbe stato necessario
disporre di una certa quantità di esplosivo ad alto potenziale,
difficilmente reperibile e assai poco artigianale.

Alle
incongruenze si sommò la caducità del clamore mediatico. Dopo la
sovraesposizione iniziale sui giornali e nei TG, abortita sul nascere
la pista mafiosa che vaticinava improbabili ritorsioni ed evaporata
altrettanto lestamente la pista terroristica che ventilava un
collegamento con l’attentato occorso a Genova al manager Ansaldo, la
bomba di Brindisi fu rinchiusa in tutta fretta nel cassetto
dell’oblio mediatico.
Per
ricomparire solo oggi, con la fulgida veste del caso risolto (o in
via di risoluzione) dove esiste un colpevole con nome e cognome, con
annessa chiara dinamica di come si svolsero i fatti e di quale fosse
il movente all’origine degli stessi…..

Gli
inquirenti e la buona stampa ci raccontano che a far scoppiare la
bomba di Brindisi sarebbe stato un anziano benzinaio di 68 anni,
ormai reo confesso, che avrebbe confezionato in proprio l’ordigno
nella sua abitazione in provincia di Lecce, per poi trasportarlo
dinanzi alla scuola a bordo della sua Fiat Punto. Dove con la potenza
muscolare degna di un culturista e la perizia accumulata in tanti
anni passati alla pompa di benzina, tutto solo, ha provveduto a
collocarlo all’interno del cassonetto incriminato (insieme
all’esplosivo ad alto potenziale di cui nessuno ha fatto menzione) ed
a predisporre con cura certosina tutti i contatti, affinché lo
scoppio potesse avenire senza sbavature.
Il
movente che, stando agli inquirenti, avrebbe portato l’anziano
benzinaio a prodursi in un’azione complessa anche per un robusto
artificiere di lungo corso, non sarebbe ancora stato definito con
chiarezza adamantina. Si tratterebbe comunque inequivocabilmente di
una vendetta privata.

O nei
confronti del preside della scuola Morvillo. Ma perché non limitarsi
allora a tirargli una fucilata nel buio di un vicolo, anziché
assemblare una “bomba atomica” e farla esplodere in mezzo
agli studenti con il rischio di fare una strage?

O nei
confronti della “giustizia”, rea di non avergli dato
soddisfazione in occasione di un vecchio processo di molti anni fa.
Cosa c’entra la giustizia con la scuola e gli studenti, si
domanderebbe di riflesso ogni persona normodotata? Il fatto che la
scuola fosse intitolata a Morvillo o l’ubicazione dell’edificio a
poche centinaia di metri dal tribunale, sarebbero secondo stampa ed
inquirenti il “logico” collegamento. Ma se avesse voluto
vendicarsi della giustizia, l’anziano benzinaio, non avrebbe fatto
meglio a piazzare la bomba nei pressi del tribunale, dal momento che
le capacità fisiche, tecniche ed intellettuali in tutta evidenza non
gli facevano certo difetto?

Molto
spesso, come si suol dire, la toppa risulta assai peggiore del buco.
In questo caso i buchi sembrano quelli di uno scolapasta e la toppa
lascia intuire che chi gestisce pro domo sua la vita e la morte in
questo disgraziato paese, stia mettendo in atto un test volto a
verificare fino a che punto gli italiani sono disposti ad abbeverarsi
alla fonte della menzogna mediatica, con il capo chino e senza
battere ciglio.

Marco Cedolin
Fonte: http://ilcorrosivo.blogspot.it
Link: http://ilcorrosivo.blogspot.it/2012/06/berremo-anche-questa.html
7.06.2012

Pubblicato da Davide

37 Commenti

  1. la toppa lascia intuire che chi gestisce pro domo sua la vita e la morte in questo disgraziato paese, stia mettendo in atto un test volto a verificare fino a che punto gli italiani sono disposti ad abbeverarsi alla fonte della menzogna mediatica, con il capo chino e senza battere ciglio.

    gia’ , e chissa’ a quale altre sanguinose ” fregnacce” ci stanno “allenando ” ” 🙁

  2. Io l’ho gia’ bevuta.

    Nel senso che il buon senso suggerisce

    che sia proprio andata cosi’.

    Un sessantottenne che sclera.

    A volte capita.

    uno ammazza i vicini perchè fanno rumore

    un altro manda mani mozzate a redazioni di giornali

    e uno sfigato di Lecce fa la madre di tutte le cazzate a Brindisi.

    A volte rendere difficile il facile attraverso l’inutile è una cazzata.

  3. Vediamo se sa spiegare come autocostruire, installare e attivare un detonatore… Cazzata anche questa?

  4. Devo ammettere che qualche mio vicino lo”farei fuori”anche io,quindi tutto è possibile.Ma se la DIGOS è risalita a lui dalla targa dell’auto ripresa dalle telecamere di sorveglianza,come mai l’hanno beccato dopo tutto questo tempo?Visto che il giorno stesso sicuramente le stavano passando al setaccio,probabilmente aveno il computer un pó lento.Poi le riprese della video sorveglianza hanno rotto i coglioni con quell’attore che proprio in primo piano pigia il telecomando,quindi bombole di gas con innesco con dell’esplosivo.Ganzo sto benzinaio..Ma se questo ha dell’esplosivo poi,perché caxxo ha usato delle pesanti bombole di gas?Ed il timer che si parlava dall’inizio?Forse ho perso pure troppo tempo ha scrivere queste 2 righe e anche se non so la verità basta solo il fatto di come ci è stata comunicata questa cosa per essere sicuro che sia una losca presa per il kulo

  5. http://www.brindisireport.it/attentato-a-brindisi/2012/06/07/interrogatorio-concluso-da-arresto/
    Il procuratore DDA di Lecce afferma,parlando di Vantaggiato, che “.. non ha fatto cenno a complici perchè poteva parlare solo per se stesso,
    e che l’indagato ha dichiarato di aver realizzato l’ordigno ma di non essere in grado di fornire un movente perchè egli stesso non sa e non ne conosce”

    …. una dichiarazione certa è “l’ho dovuto fare”

  6. Si, mi bevo anche questa bionda media, poi passo a un’ altra. Qui vige una regola di buona creanza, per costruire meglio il proprio futuro: non fermarsi alla terza media!

  7. Confessione nella notte: l’ordigno che ha ucciso Melissa Bassi era stato messo per una folle vendetta

    Napolitano & C. sono serviti. I loro accorati appelli alla vigilanza e all’unità nazionale, contro le minacce eversive alla democrazia, non avevano nessuna ragion d’essere.

    Il responsabile dell’attentato alla scuola Morvillo Falcone, infatti, è un disgraziato qualsiasi, che ha agito per motivi soltanto personali e che non ha nulla a che spartire né con le cosche mafiose, né con il cosiddetto terrorismo politico.

    Un esito ampiamente annunciato, dopo che gli sproloqui iniziali si erano arenati sulla totale mancanza sia di rivendicazioni che di indizi. Eppure non bisogna archiviare il tutto come un semplice e comprensibile errore: gli sbagli sono leciti, i pregiudizi no.

    E figuriamoci le strumentalizzazioni. 

    Fonte: http://www.ilribelle..com
    7.06.2012

  8. Non c’è più gusto…non si sforzano più per pigliarci per il culo, conoscono bene la gente, sanno che ormai crede a tutto.

  9. San Giuseppe da Copertino è pure il santo patrono di studenti ed esaminandi…

    Oh, ce l’ho con il mondo intero, che fo?

    Ammazzo a fucilate il primo con la cravatta che incontro per strada?

    Incendio il canile?

    Avveleno l’acquedotto?

    Aspetta, piglio la macchina, carico tre bombole del gas nel bagagliaio, faccio una cinquantina di chilometri e arrivo a una scuola, piazzo in un cassonetto l’ordigno, poi la mattina cammino disinvolto davanti a un chiosco che sta proprio nell’area della deflagrazione, mi faccio riprendere pure da quel grappolo di telecamere in bella vista sul palo, aspetto un pullman, le ragazze escono, premo il pulsante e chi la tocca la tocca.

    Brillante, no?

  10. Ecco come Beppe Grillo ha vinto a Parma: Gigi Buffon, noto fascista, riconoscendo in 5 stelle un movimento della stessa ideologia (cosi’ come dicono in molti del Pd ) ha deciso di finanziarlo versando 1 milione e mezzo di euro a una tabaccheria fingendo che si trattasse di scommesse clandestine e pagando cosi’ tutti gli elettori di destra che poi hanno votato per Pizzarotti. Presto andro’ a parlare con il Pm di Lecce e giusitizia sara’ fatta.

  11. IN DIVERSI SITI SI VEDE COSA FA UNA BOMBA FATTA DI TRE BOMBOLE DI GPL, MOLTO DIFFERENTE DA QUELLO CHE SI VEDE NEI FILMATI DEI tg. NON SI VEDONO I RESTI DELLE BOMBOLE E DEL CASSONETTO…… TROPPE DIVERSITA’ …… CI STANNO PRENDENDO IN GIRO SU TUTTA LA STORIA………….

  12. a scanso di equivoci non sono esperto di esplosivi, però posso raccontare quello che successe ad un mio parente con una bombola gpl, non si sa come questa prese fuoco
    emettendo una fiammata potentissima dal lato del rubinetto ,ma non esplose ; un vigile del fuoco spiegò che se avessimo avuto la presenza di spirito di portala fuori nel balcone,proteggendosi con una coperta bagnata l’appartamento non sarebbe andato a fuoco.escluse categoricamente la possibilità di una esplosione.questa avviene soltanto se la si porta instantaneamente ad una altissima temperatura: farla cadere per esempio in un altoforno con effetti pari a quelli di una bomba d’aereo.
    Nel caso di brindisi credo che abbiano saturato di gas il cassonetto che poi è esploso
    però non mi spiego le immagini viste in tv delle bombola completamente in pezzi.
    Misteri

  13. Grazie per il contributo. Nessuno di noi e’ esperto in esplosivi in quanto non siamo appartenenti alle forze armate (ribadisco: alle forze armate), ma siamo dotati di buon senso per almeno non farci prendere per i fondelli. Magra consolazione, non ci resta che questa, da soli non possiamo fare tutto, la massa pigra e credulona ci ostacola.

  14. Io non me al bevo! Questa operazione è stata un atroce tentativo di “rinfocolare” la strategia della tensione, proprio ora che i nodi (economici, politici e soprattutto geo-politici) stanno venendo al pettine! Guarda caso quest’attentato, per chi non se ne fosse accorto, è stato compiuto durante il ventennale della strage di Capaci e guarda caso proprio davanti ad una scuola media che porta il nome della moglie di Falcone. E’ insomma stato un attentato che da un lato voleva servire a distogliere l’attenzione dai misfatti di un governo Monti sempre più in difficoltà, dall’altro voleva servire quale pretesto per spingere l’opinione pubblica impaurita (cioè noi) ad appoggiare uno stato di polizia che ci garantisse “sicurezza” in nome di una demagogica “unità nazionale” e contro un non meglio precisato” terrorismo”. Secondo me, ciò su cui ha toppato questo loro piano, non sono state tanto le incongruenze emerse riguardo all’attentato stesso (i mass media in tempi normali ci avrebbero dato a bere qualunque cosa e noi li avremmo creduti in pieno – così come abbiamo creduto in pieno per 20 anni alla favoletta sul bipolarismo e durante i quali ci convincevano a votare personaggi del calibro di Berlusconi e Prodi… non so se mi spiego), ciò su cui veramente ha toppato, e che i “padroni del vapore” non si aspettavano, è stata la reazione spontanea della gente a qualunque latitudine e presso qualunque classe sociale: se foste andati girando, come casualmente mi è capitato di fare, per le strade a “sondare gli umori” nelle ore immediatamente successive all’attentato, subito vi sareste accorti di come TUTTE le persone in maniera istintiva, spontanea ne davano la colpa (diretta o indiretta) al governo. Poi a questo aggiungete l’articolo di Grillo uscito il giorno dopo intitolato sarcasticamente “cui prodest?”. Insomma, per farla breve, visto che il piano di destabilizzazione non era riuscito, perchè evidentemente in tutti questi anni non sono riusciti ad rimbecillirci a sufficienza, hanno trovato il primo “capro espiatorio” da mettere sui giornali così da mettere tutto a tacere. Seppur involontariamente, li abbiamo fottuti… per ora.

  15. i love you

  16. Confermo quello che dice cirano6o:

    Le bombole non esplodono, questa è una vera sciocchezza

    L’ho imparato al corso antincendio. Per esercizio ci hanno fatto spengere una bombola in fiamme.

    Il fuoco ha bisogno dell’ossigeno per bruciare.
    Dentro la bombola non c’e ossigeno e il gas può bruciare solo all’esterno della bombola.

    Per farla esplodere avrebbe dovuto, il genio, riempire la bombola con una miscela di gas e ossigeno e metterci dentro pure un detonatore: un po’ troppo complicato per uno che sclera, no ? Più complicato ancora: TRE bombole !

    No, non torna

  17. Unico commento che mi sento di fare: in che paese di merda siamo nati.

  18. Cosí metti in pace la tua coscienza e ti risparmi il lavoro di pensare.
    E Monti è buono e sobrio e pensa al bene dell’Italia e il fracking non si fa e la BCE salverà tutti e Babbo Natale ci deve pur essere da qualche parte e io sono Cappucetto Rosso.

  19. Di come la versione che dà questo signor “folle solitario” non sia credibile, sia dal punto di vista tecnico che da quello del movente, è gia in parte ben spiegato nell’articolo del sig. Cedolin.
    Indipendentemente che egli sia uno degli esecutori materiali o meno.
    In altre parole, vi è solo da capire se è lo Scarantino (la lepre di pezza, detto in gergo) o lo Spatuzza di turno
    In quanto ai mandanti, basta chiedersi qualè quell’organizzazione che quando ha commesso stragi non lasciava rivendicazioni, (se non quelle, in una seconda fase, della “Falange Armata” che del resto non è mai esistita) per il semplice motivo che non è all’opinione pubblica che si rivolgeva (se non per terrorizzarla e mostrare di cosa è capace) ma a qualcun altro che ha già probabilmente ben recepito il messaggio.
    E se questo qualcuno è/sono quel/quei soggeti/reefrenti che ora, essendosi indeboliti politicamente negli ultimi tempi non sono più in grado di garantire i patti stipulati alla fine del 1993.
    Patti dai quali hanno goduto per anni appoggi elettorali, potere e carriere, ma che ora al massimo possono garantire l’impunità penale per i loro esponenti apicali (prescrizione, e/o interventi provvidenziali della Cassazione).

    Si sa che con quegli “amici” quando ci si dimentica della parola data, sono guai. Quelli mica scherzano.

    E non essendoci in questo caso neanche la solita (finta) rivendicazione degli anarco-insurrezionalisti / informali / ecc.ecc. si capirà che in questo caso il cerchio si restringe ulteriormente…
    Approffittiamo per ricordare la borsa con esplosivo ritrovata ( o meglio fatta ritrovare) mesi fa dentro al Colosseo e liquidata subito come opera di “buontemponi”
    Nessuna rivendicazione ovviamente.

    Tutto ciò ricorda qualcosa?

    Forse il 1993?

    Saluti

  20. Più passa il tempo, meno mi convinco di quello che pensavo fino ad ieri. Fino a ieri ero convinto che a mettere la bomba (?) fosse stato un tizio isolato per motivi suoi “personali”, proprio come pare stia venendo fuori. Però adesso che le mie previsioni sembrano avverarsi, non credo più alle mie previsioni. Questi qui, parlo degli inquirenti, sembra che cistiano prendendo per il kulo un’altra volta.

  21. Tre normali bombole di gas piene, se esplodessero insieme produrrebbero un cratere come una bomba ad alto potenziale. Ma erano vuote! Un “dettaglio” che non è mai stato evidenziato come merita la sua importanza, a dimostrazione del totale disprezzo dei media per il loro parco buoi. Cosa ci fanno tre bombole di gas vuote, ma comunque pericolose e stragiste come dimostrato, nel punto d’arrivo del South Stream, i cui lavori inizieranno entro fine anno, per collegare l’Europa al fornitore Russia? Palo Franceschetti si è stufato di analizzare le simbologie anche in questo caso, ma non occorre la sua esperienza in materia per vedere la relazione d’intenti e il messaggio in codice: avete solo da provarci!

  22. Giusto!!! Il South Stream!! Non ci avevo pensato! Il gasdotto infatti dovrebbe arrivare proprio in Puglia meridionale via Grecia!

  23. Sui giornali dicono che le bombole erano piene di polvere pirica (10 Kg a bombola). Questo suona realistico. Le bombole avevano l’obiettivo di uccidere frammentandosi.
    Restano molti dubbi sugli obiettivi dell’attentato, ma l’aspetto tecnico sembra tornare.

  24. Non fa una piega!

  25. non sono un’esperto, ma 30 kg di polvere pirica non avrebbero dovuto fare più danni sul muretto e almeno una buca nel suolo?

  26. Ok, ma in tutto questo, sto tizio, che cos’ha da guadagnare?
    Cavolo, c’è un nome, un cognome e la sua faccia du tutti i giornali. E se lo sbattono in carcere non farà una bella fine. A questo ci avete pensato?

  27. Hai espresso il concetto perfettamente! Come cazzo possono pretendere di farci credere che l’attentato sia nato da un raptus di follia di uno psicopatico che per metterlo in pratica avrà dovuto programmarlo per giorni e probabilmente settimane…. Ah, già, dimenticavo, possono pretendere, possono pretendere, sicuramente il 99% degli italiani se la sarà già bevuta!

  28. D’accordo anch’io sull’ipotesi SOUTH STREAM, che è già stata sviluppata bene qui su CDC: ci sono veramente troppe anomalie e contraddizioni sulle versioni che ci hanno fornito, e troppe coincidenze con la vicenda del gasdotto South Stream che gli AngloUsraeliani vogliono sostituire con il Nabucco. E la CIA ha già fatto vedere molte volte di cosa siano capaci a livello di controllo mentale, vd Breivik in Norvegia, non sarà stato tanto difficile far premere il telecomando allo psicoparico di turno.

  29. D’accordo anch’io sull’ipotesi SOUTH STREAM, che è già stata sviluppata bene su NEXUS: ci sono veramente troppe anomalie e contraddizioni sulle versioni che ci hanno fornito, e troppe coincidenze con la vicenda del gasdotto South Stream che gli AngloUsraeliani vogliono sostituire con il NABUCCO. E la CIA ha già fatto vedere molte volte di cosa siano capaci a livello di controllo mentale, vd Breivik in Norvegia, non sarà stato tanto difficile far premere il telecomando allo psicopatico di turno.

  30. Appunto, una mezza giornata non è sufficiente per organizzare questo colpo. E poi scusa, tanta fatica, tanto studio, tanta preparazione… per una misera scorreggia di fuoco, seppur assassina?

    Cominciate a chiedervi: “se fossi un terrorista, come farei a provocare il maggior numero di morti?”

    Di bombe piazzate nei cassonetti famosa è quella di Via Rasella, però quel giorno in un botto sono morti 33 sudtirolesi…

  31. E’ l’argomento da approfondire sul tema complotti di stato, la preparazione dei capri espiatori….normalmente sono personaggi ricattati o che successivamente vengono oscurati….per esempio Mario Moretti si e’ fatto un po’ di galera leggera e poi e’ uscito. A volte li fanno fuori (vedi Oswald), adesso sono curioso di vedere Schettino…poi ci sono i cosiddetti candidati manciuriani (manipolati menalmente come la Franzoni)……i casi sono molteplici nella storia……ma l’inganno e’ proprio farti cadere nella domanda che hai fatto….legittima ma ingannevole. Spero di esserti stato un po’ utile….il resto e’ investigazione personale.

  32. E’ ironico o lo hai apprezzato davvero? Perche’ ho visto il tuo commento piu’ sopra e pensavo non credessi al complotto….

  33. Si, perche’ ero stufo di sentire che Grillo aveva speso solo 6000 euro e che Buffon e’ un corrotto…..siamo seri…..

  34. ” In questo caso i buchi sembrano quelli di uno scolapasta e la toppa lascia intuire che chi gestisce pro domo sua la vita e la morte in questo disgraziato paese, stia mettendo in atto un test volto a verificare fino a che punto gli italiani sono disposti ad abbeverarsi alla fonte della menzogna mediatica, con il capo chino e senza battere ciglio.”

    Risposta al test: chineranno il capo fino a baciarsi il pacco e si abbevereranno fino a ingozzarsi.

  35. Prepariamoci ad altre bombe, altre reazioni pubbliche, altri capri espiatori…………the italian never ending story

  36. da “La Stampa” dell’8.6.012

    L’ossessione del complotto

    MICHELE BRAMBILLA

    Non per infierire, ma per cercare di capire quanto è avvelenato il nostro Paese, è opportuno ricordare che cosa è stato detto e scritto nei giorni successivi all’attentato di Brindisi.

    Il 20 maggio Paolo Flores d’Arcais, come molti altri, mostrava di non avere dubbi, nonostante la prudenza della magistratura: «Chi ha compiuto l’orrore sa di avere spalle copertissime. È certo di far parte di una potentissima “strategia della tensione”».

    Dopo aver accostato la morte di Melissa a Portella della Ginestra, a piazza Fontana, a piazza della Loggia e alle stragi del ‘91-‘93, il direttore di MicroMega riesumava un anti berlusconismo che si credeva ormai superato dagli eventi. E al Cavaliere – che ha molte colpe e che abbiamo molto criticato: ma le bombe sono le bombe – addossava la responsabilità diretta della stagione del terrore. Stagione che si sarebbe appunto interrotta, non a caso, nel famigerato «ventennio berlusconiano», un «regime – scriveva Flores d’Arcais – in cui i settori eversivi (molto ampli) dell’establishment vanno direttamente al governo e la strategia della tensione e delle stragi sarebbe autolesionista». Ma adesso che Berlusconi non è più al governo, guarda caso le bombe ritornano: «Ora la strategia della tensione è tornata, strategia di morte puntuale come la morte, perché le macerie cui il berlusconismo ha ridotto il Paese (…) hanno portato la fiducia dei cittadini nei partiti (complessivamente presi) a un comatoso quattro per cento». Erano i giorni in cui non si capiva se l’attentato di Brindisi fosse opera della mafia, o della Sacra Corona Unita, o degli anarchici, o di un pazzo; qualcuno parlava perfino di terrorismo islamico. Buio totale. Ma per Flores «anche un bambino capisce»: sono stati i partiti.

    Un grande giornale scriveva di «una nuova tragica dimostrazione di come, sulle mafie, appena si abbassa l’attenzione tutto precipita». Veltroni faceva notare l’evidente nesso fra la bomba e il finto suicidio di Provenzano. Qualcuno ipotizzava una «trattativa-bis» fra mafia e Stato.

    Naturalmente non aveva perso l’occasione Beppe Grillo: «Bomba o non bomba arriveremo a Roma. Nell’aria c’è odore di zolfo, ma il cambiamento non si può arrestare. Se tre indizi (il ferimento di Adinolfi a Genova, la bomba di Brindisi e le continue esternazioni sul ritorno del terrorismo) fanno una prova, allora ci sono ottime probabilità del ritorno di una stagione stragista».

    Le citazioni potrebbero continuare a lungo. Ma se ricordiamo certe «analisi» così tranchant su un fatto che appariva perlomeno anomalo (mai visto un mafioso o un bombarolo dei servizi segreti che non si accorge di una telecamera) non è per offrire al lettore uno stupidario sul quale sorridere. È invece per riflettere su quanto la dietrologia abbia ormai inquinato la nostra vita. Dopo l’attentato di Brindisi e la morte di quella povera ragazza, abbiamo sentito e letto che era evidente – lo capivano anche i bambini – che il governo Monti aveva raggiunto lo scopo di distrarre l’attenzione dalla crisi. Dopo il terremoto in Emilia, abbiamo letto e sentito che era evidente – lo capivano anche i bambini che non può essere colpa della Natura ma delle trivellazioni delle multinazionali. Non importa se le trivellazioni non sono mai cominciate e se a Brindisi c’è un reo confesso. Si dirà che le trivellazioni ci sono ma «loro» le nascondono, e che «dietro» il benzinaio chissà chi c’è.

    Tutto può essere: di macchinazioni ne abbiamo viste tante. Ma pensare che tutto sia opera di «una Cupola nera composta da massoneria, politica corrotta, pezzi deviati dei servizi segreti e finanza speculativa» (come scritto su un quotidiano e condiviso da 48 mila persone su Facebook) non appartiene né alla cronaca nera né a quella politica: appartiene alla psichiatria.

    Qualunque possa essere l’esito delle indagini di Brindisi, il complottismo è una patologia insidiosa anche perché contagiosa, visto che diffonde nei giovani la convinzione che ogni potere è sempre marcio, che ogni autorità è sempre menzognera. Cose non vere, perché nell’uomo c’è sì la libertà di compiere il male: ma la storia, e la vita di tutti i giorni, non sono fatte solo di trame, di imbrogli, di sopraffazioni e di violenze. Basta saper vedere la realtà nella sua totalità.

  37. Cosa, ahimè, alquanto probabile.