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BERLUSCONI. UN LODO SENZA LODI

DI STEFANO VAJ
mirorenzaglia.org

Da un punto di vista giuridico, sistemico ed astratto, è davvero difficile versare lacrime sul fu Lodo Alfano, che rappresentava indubbiamente una pessima implementazione legislativa della conclamata e discutibile ratio di “non disturbare il manovratore”.

Assurda poi la sua sfera di azione: un presidente del consiglio, che in Italia può essere sfiduciato in qualsiasi momento dalle camere, ivi compreso per ragioni del tutto inattinenti con la sua attività di governo; i due presidenti delle camere stesse, il cui modesto anche se oggi strombazzato ruolo, del resto prontamente surrogato in caso di impedimento dagli altri membri del relativo ufficio, non ha proprio nulla a che fare con il governo del paese, ma che non possono essere rimossi se non sciogliendo la camera di appartenenza (!); ed un settennale presidente della Repubblica, già reso “sacro e inviolabile” nel diritto vivente della Seconda Repubblica, al punto che l’indagato che voglia commerciare notizie di reato vere o false che lo riguardano anziché lucrare gli usuali benefici del pentitismo si vede immediatamente contestata la calunnia, tra gli applausi generali alle comunicazioni alla nazione in cui lo stesso presidente approfitta del servizio pubblico televisivo per dichiarare di “non starci a questo gioco al massacro”.Dei “giochi al massacro”, o delle indagini che riguardano crimini potenzialmente commessi prima della loro elezione, a quanto pare i presidenti della repubblica possono essere oggetto solo nell’improbabile caso siano presi da mania suicida.

Un tempo d’altronde il presidente del consiglio, invariabilmente membro anche di una camera, godeva di un’estesa e radicata immunità parlamentare; viceversa, il grado di indipendenza dei singoli parlamentari della sua maggioranza che avrebbe potuto prendere atto della natura e finalità ipoteticamente non persecutoria di indagini che lo riguardassero, è oggi fortemente eroso dal fatto che gli stessi non sono eletti né in collegi uninominali (dove i partiti o le coalizioni che vogliono vincere sono costretti a scegliere il candidato con maggiori chances…) né con un sistema basato su preferenze (dove al parlamentare è sufficiente conservare il potere contrattuale sufficiente ad essere semplicemente messo in lista), ma sono giocoforza yes-men delle segreterie di partito che li iscrivono o meno al posto giusto in liste bloccate.

Altri sistemi poi, come sappiamo, escludono in nuce la possibilità di un conflitto, prevedendo l’indipendenza della magistratura giudicante, ma la titolarità in ultima analisi governativa dell’azione penale; il che d’altra parte implica però anche la responsabilità politica del governo incarico per come la stessa viene (o magari non viene…) esercitata. O ancora prevedono un sistema a due stadi, il primo che comporta la previa necessaria rimozione dall’ufficio (l’impeachment), che è però non è competenza della magistratura ordinaria, il secondo che può comportare l’incriminazione penale ordinaria ed immediata di chi ormai non ha più alcuna veste istituzionale particolare.

Ma tutto questo è davvero accademia, perché è parimenti difficile considerare la dichiarazione di incostituzionalità del lodo Alfano come qualcosa di molto più sacrale di un episodio di una guerra per bande, in cui talune cordate di potere, fortemente incistate nei vari corpi separati dello Stato, giocano le proprie carte contro l’ambiente oggi al governo (ma solo in termini molto relativi al potere). Il lodo Alfano stesso non è stato che una mediazione levantina che si è poi tradotta con la collaborazione almeno passiva del presidente della repubblico in un agguato all’attuale presidente del consiglio. Presidente rispetto al quale il medesimo “lodo” era certamente ed ovviamente una legge ad personam, unicamente finalizzata non a “lasciarlo lavorare tranquillo”, ma a rintuzzare l’attacco giudiziario di cui lo stesso è vittima, per finalità altrettanto evidentissimamente politiche. E in cui una sua condanna parrebbe scontata, del tutto a prescindere dal fatto se davvero venti anni fa sia stato o meno corrotto un tribunale per decidere a suo favore in una causa (che del resto lo stesso avrebbe dovuto probabilmente vincere comunque) contro un altro potente dalle vicende giudiziarie certo ancor meno edificanti.

All’origine di tale attacco Berlusconi ha d’altronde torto ad individuare la “sinistra”. Tanto per cominciare per la difficoltà di individuarne una: l’unica opposizione di cui ci parlano le cronache è un comitato d’affari concorrente, guidato di fatto da un ex poliziotto e pieno di cattolici reazionari e “capitalisti assistiti”, che cerca di accreditarsi presso i poteri forti come alternativa più “seria” e “credibile” all’attuale gestione della zona amministrativa rappresentata dal nostro paese, sulla base di una mentalità e di una politica di estrema destra: moralista, forcaiola, pauperista, legalista, luddita, iper-istituzionale, centralista, autoritaria, intollerante, perbenista, patriottarda quanto prona a fedeltà extranazionali e regolarmente opposta all’autodeterminazione popolare in tutte le sue forme, a partire dalla politica internazionale. Un’opposizione che ha rinunciato al comunismo, ha rinunciato al socialismo ( se non sbaglio l’Italia è l’unico paese europeo senza rappresentanti socialisti, comunisti o socialdemocratici al parlamento nazionale e a Strasburgo…) e che a quanto pare si accinge rinunciare implicitamente anche alle ultime pretese di essere “democratica” in un qualsiasi senso forte della parola. Un’opposizione infine che non tanto usa le truppe d’assalto presenti nella magistratura italiana, ma che viene usata e fa da mero megafono ed ufficio stampa a queste ultime.

In mancanza di qualsiasi controllo popolare sull’attività del pubblico ministero (appunto per via apicale e governativa, o viceversa attraverso l’elezione popolare dei suoi esponenti) le stesse “truppe” si sono infatti da tempo costituite in centro di potere autonomo con una sua agenda, una sua ideologia, e con rapporti diretti ed autonomi con gli altri centri di potere italiani ed internazionali che possono non vedere del tutto con favore la permanente influenza di Berlusconi sugli affari di governo.

Specie quando Berlusconi, sulle orme del CAF alla cui ombra è del resto cresciuto, non si rivela sempre così affidabile, docile e “leale” come si potrebbe desiderare. Ed accoppia oltranzismi atlantisti verbali talora persino imbarazzanti con un’eccessiva disinvoltura, per le forze suddette, nel giocare su tavoli multipli gli interessi suoi e del paese. A cominciare dalla classica questione degli idrocarburi, e delle mosse in corso che coinvolgono progetti strategici in materia di gasdotti come il Nabucco o il Southstream, tali da ridisegnare la geopolitica del globo. Senza bisogno di cadere in stravaganti complottismi, forse Berlusconi dovrebbe prestare meno tempo a leggere le irrilevanti e supponenti dichiarazioni di Franceschini sulla Repubblica e più a considerare le biografie di Mattei o di Craxi…

Stefano Vaj
Fonte: www.mirorenzaglia.org
Link: http://www.mirorenzaglia.org/?p=9630
8.10.2009

Pubblicato da Davide

  • TheKiller

    non capisco davvero cosa vuoi dire
    che berlusconi è un figo e nonostante tutti gli attacchi dei giudici comunisti lui è dalla parte del bene e tutti gli altri dalla parte del male??? questo è il tuo messaggio?? o sbaglio ??

  • vic

    Oggi siamo in un posticino inconsueto, quasi intimo: nel nido di una simpatica allodola.

    V: Buongiorno signora Allodola. La vedo un po’ cosi’.
    A: Effettivamente, mi sento messa da parte.
    V: Le han fatto qualche cosa?
    A: Direi di si’. Hanno diffamato il nome di mio marito.
    V: Non mi dica!
    A: Tutti strombazzano a destra e sinistra lodo lodo. Mio marito si chiama signor Al Lodolo, volete mettervelo in testa una buona volta? Gia’ gli Americani lo chiamano Hallo Dolo, il che mi manda su tutte le furie.
    V: Sara’ contenta ora. Ha sentito: dei giuristi un po’ sinistri han detto no al lodo e si’ al dolo. Suo marito recupera il suo vero nome di Al Lodolo.
    A: Meno male, era ora. La smetteranno una volta per tutte di nominarlo questo innominabile lodo. Mi permette uno sfizio?
    V: Prego!
    A: A Lodolo vie’ acca’.
    Al: Cip cip, che c’e’ cara?
    A: Facciamo un minuetto in onore della famiglia. Sei pronto? Un due tre.
    A & Al: Lodoli’, lodola’, ladoli’, ladola’.

    Un cinguettante salutino a tutti gli amici ed i nemici delle allodole.

  • Truman

    Cito:

    …è difficile considerare la dichiarazione di incostituzionalità del lodo Alfano come qualcosa di molto più sacrale di un episodio di una guerra per bande, in cui talune cordate di potere, fortemente incistate nei vari corpi separati dello Stato, giocano le proprie carte contro l’ambiente oggi al governo (ma solo in termini molto relativi al potere). Il lodo Alfano stesso non è stato che una mediazione levantina che si è poi tradotta con la collaborazione almeno passiva del presidente della repubblica in un agguato all’attuale presidente del consiglio. Presidente rispetto al quale il medesimo “lodo” era certamente ed ovviamente una legge ad personam, unicamente finalizzata […] a rintuzzare l’attacco giudiziario di cui lo stesso è vittima, per finalità altrettanto evidentissimamente politiche.

    Da qui è evidente una visione della destra non solo incapace di vedere che il premier è inadeguato al ruolo ricoperto, nonostante le infinite evidenze, ma anche incapace di trovare un qualsiasi sostituto.

    Si riesce solo ad evocare complotti invece di ricercare alternative.
    Un’analisi seria non può fare a meno di scavare nelle mitologie su cui vengono costruiti gli assetti di potere.
    Il primo mito da sfatare è che destra e sinistra non abbiano più senso. Lo hanno e come.
    Proprio dalla difficoltà di sostituire un leader impresentabile emerge una delle differenze tra destra e sinistra.
    Lì dove la sinistra solitamente lavora per ideologie, e quindi si trova in difficoltà quando crollano le ideologie, la destra regge bene in assenza di ideologie, ma ha bisogno di sostenere il mito del superuomo, mentre sotto sotto cura le alleanze tra poteri.

    In altri termini la destra ha bisogno di presentare il suo leader come un uomo al di fuori del comune e si trova in difficoltà quando lo deve sostituire, perchè ciò intacca le mitologie su cui ha costruito il proprio potere. Il sostenere ad ogni costo il leader esistente fa parte di questo gioco. Il proprio leader va sostenuto ad ogni costo perchè egli è, in assenza di una qualsiasi ideologia, la bandiera. E, almeno a destra, la bandiera non si cambia.

    Oggi bisognerebbe ammettere che il berlusconismo non ha più niente da offrire al paese e invece si urla al complotto ed all’attentato.

  • Truman

    La definizione di lodo presa da un qualsiasi vocabolario:

    (diritto) Decisione collegiale presa dagli arbitri di una vertenza, che assume efficacia di sentenza con decreto del pretore: l. arbitrale

  • adriano_53

    MATTEI, CRAXI, BERLUSCONI.

    Mattei, con una visione dello Stato, costruisce l’ENI che compete con le grandi multinazionali sul mercato dell’energia. Sulla sua morte gravano pesanti dubbi che non sia stato un incidente.

    Craxi, con una visione della affaristica della politica, costruisce il CAF, il vettore che spedisce in orbita la spesa pubblica italiana. Muore, latitante non esule, in Marocco, ad Hammamet, nota localita di villeggiatura per chi non è povero.

    Berlusconi, con una visione della politica come affare personale, da 15 anni sta trascinando l’Italia nell’abisso della nefandezza economica, culturale, politica. E’ ancora vivo e sessualmente iperattivo.

    Quali paralleli tra queste tre vicende? Gli ultimi due sono la faccia impresentabile del paese: corruzione, collusione, mafiosità, disprezzo per le regole, amoralità eletta a stile di vita. Il primo era, e rimane, la faccia presentabile del paese: visionario, creativo, determinato, democratico.

    Tirare l’ombra di Mattei sugli altri due, è come assassinarlo un’altra volta.

    Ombre più confacenti a questa bisogna sono, eventualmente, quelle di Calvi o di Sindona.

  • Borokrom

    Riferendomi al post di Truman.
    Forse tra destra e sinistra c’è una differenza, ma non tra la destra e sinistra che vediamo rappresentate al giorno d’oggi in Italia.
    Il problema della sostituzione del Leader per la destra italiana non sussiste proprio per il fatto che non stiamo assistendo ad una situazione paragonabile a nessun evento della storia che riguardi i cossidetti regimi di destra.
    Spero vivamente non ci sia l’intezione di paragonare Berlusconi a passati uomini, di passate ideologie, di passati tempi. Anche perchè se vogliamo parlare di Leader e uomini forti andiamo in un ginepraio di cosiddetti regimi di sinistra cui tutt’oggi assistiamo, da Cuba a tutte le dittature comuniste del passato, irrimedialmente legate alla cultura dell’immagine dei loro Leader.
    Appare parecchio limitato dire che la destra non ha Leader e che fatica a trovarne uno. Forse semmai non è presa dalla sindrome poli-leader che ha la sinistra, che quella si, crede sempre di avere un leader, semmai riuscisse a smazzarne uno fuori dalla bouchet da che anni attanaglia la sinistra in una turbine di correnti interne talmente forti da modificare la risultante del percorso politico del partito.
    Semmai, se la cosiddetta destra, non ha il difetto di riconoscersi in un Leader, che buono o cattivo che sia, rimarrà Leader fino al prossimo Leader, in quanto di Leader ce ne può essere solo uno.

    La gravità della miopia di un osservatore della attuale situazione odierna consiste nel vedere solo qualche protagonista e qualche attore, ma di dimenticarsi delle scenografie, dei tecnici, del palcoscenico e del teatro.

    Quì non si può più parlare di destra e di sinistra, nemmeno se questi termini sono stati svuotati talmente da ridurli solo alla posizione rispetto ai 180° degli scranni del palazzo.
    Questa è una lotta di forze, perversamente intersecate negli schemi del potere costituito, da essere, tutte allo stesso pari, eversive rispetto ai doveri dovuti al popolo.
    Se avessimo ancora la mente fredda sapremmo che Berlusconi è ben lungi da essere l’unico problema dell’Italia

    Sapremmo anche che il Berlusconismo é tale perchè esiste un ANTIBerlusconismo, utilizzato come unica ratio da uno schieramento politico avverso, che, in preda all’ansia da prestazione, non ha mai realizzato alcun progetto politico.
    Anzi, più che ansia da prestazione, forse si tratta proprio di incapacità, dove proprio la semantica esprime il non essere capaci, non avere capienza e dunque essere vuoti di tutti i valori di cui ci si riempie la bocca.
    Quì non si può più nemmeno giocare al “meno peggio”

    Come ha concluso Bertani, c’è solo da rimanerne fuori.

  • mat612000

    In senso esteso si intende per “lodo” anche un accordo ratificato da soggetti imparziali che abbia lo scopo di dirimere una controversia di natura legale.
    Si intende in senso ampio la decisone da parte dei contendenti di rimettere ad un arbitro imparziale la soluzione della controversia.

  • mat612000

    Hammamet è in Tunisia e non è certo un luogo lussuoso per la villeggiatura tant’è che ci sono stato anch’io.
    Gli altri accostamenti che fai lasciano il tempo che trovano ma del resto chi non conosce la geografia come fa a conoscere la storia?

  • vic

    Siamo sui colli romani. Due anomali turisti, nativi americani, stanno accovacciati, godendosi il colore aranciato del tramonto.

    Grande capo Aquila Stanca: Figliolo, guarda a destra se vedi un lider.
    Occhio di Falco: Io vedere piccolo lider.
    GcAS: Metti bene a fuoco la vista.
    OdF: Io vedere lider minimo.
    GcAS: Osserva a sinistra allora.
    OdF: Niente grande capo, non vedere lider maximo e neanche lider minimo. Solo sconfinata prateria di mattoni.
    GcAS: Andiamo a riposare figliolo che si fa’ buio.

    Scende la notte e lontano nel profondo universo splendono le stelle.

  • Galileo

    Anch’io penso che qui, destra e sinistra, sono solo due parole che alla data in cui siamo arrivati, servono per dividere (come sempre) e per permettere a gruppi di continuare ad individuarsi: tu stai di qua o di lá della linea? Sei un pro o un contro? (ma che non hanno più i contenuti che dovrebbero avere, il popolo)

    Credo che il commento di borokron sia il piú accertato, c’è solo da starne fuori.

    Un saluto a Vic, che leggerlo mi fa tornare di buon umore.

  • Truman

    Quindi la parola lodo non ha alcuna attinenza con una legge fatta da una maggioranza parlamentare per ottenere degli obiettivi politici e/o giuridici. Non c’è alcun arbitrato, non c’è la controversia da dirimere, c’è solo la necessità di usare una parola fuori dal suo contesto per non far capire il significato della legge. Ancora una volta è applicabile Orwell, si usa una neolingua per imbrogliare il popolo.

  • Truman


    Appare parecchio limitato dire che la destra non ha Leader e che fatica a trovarne uno.

    Veramente io dicevo che il leader ce l’ha, e sottointendevo che potrebbero essercene anche altri.


    Quì non si può più parlare di destra e di sinistra, nemmeno se questi termini sono stati svuotati talmente da ridurli solo alla posizione rispetto ai 180° degli scranni del palazzo.

    Questa è una lotta di forze, perversamente intersecate negli schemi del potere costituito, da essere, tutte allo stesso pari, eversive rispetto ai doveri dovuti al popolo.


    Qui sta la differenza tra i nostri punti di vista. Io sostengo che destra e sinistra come concetti hanno ancora senso ed è tipico della destra negare questa differenza, riducendo tutto ad una lotta di poteri. La destra spesso è molto lucida nel vedere il conflitto di poteri, lo è di meno nel vedere il conflitto di ideologie.


    Se avessimo ancora la mente fredda sapremmo che Berlusconi è ben lungi da essere l’unico problema dell’Italia

    Infatti secondo me Berlusconi è principalmente un problema della destra. Basta guardare la faccia di Fini quando ha a che fare con lui per capire cosa intendo.

    Però alla lunga un problema della destra può diventare un problema dell’Italia.


    Come ha concluso Bertani, c’è solo da rimanerne fuori.

    Io da lungo tempo sto seduto sulla sponda del fiume e conto i cadaveri che passano.

  • Sokratico

    citazione: “In mancanza di qualsiasi controllo popolare sull’attività del pubblico ministero (appunto per via apicale e governativa, o viceversa attraverso l’elezione popolare dei suoi esponenti) le stesse “truppe” si sono infatti da tempo costituite in centro di potere autonomo” — UN CONTROLLO POPOLARE SULLA MAGISTRATURA?? in Italia significherebbe un controllo della TELEVISIONE sulla magistratura!!! lasciamo perdere le utopie…quello che resta dell’Italia, lo ha salvato la magistratura, pur con tutti i suoi difetti…

  • amelet

    A proposito del post di truman, più dell’equivalenza sinistra/ideologia – destra/uomo forte, vedo la c.d. sinistra più articolata sul piano del linguaggio, la c.d. destra su quella dell’immagine. Già il PCI da Togliatti in poi ha dovuto gestire per mezzo secolo la contraddizione tra un linguaggio di “sinistra” ed una prassi meno che riformista, con acrobazie lessicali indimenticabili (partito di lotta e di governo, uguali ma diversi, ecc.) a questa scuola si sono formati suoi eredi, e per questa fazione simpatizzano tutti coloro che privilegiano il linguaggio sull’immagine.
    Al contrario alla c.d. destra guardano (è il caso di dire) tutti coloro che privilegiano l’immagine – in tutti i sensi – sul linguaggio.
    Sul legame tra immagine e c.d. destra il discorso è scontato, dalle pagliacciate mussoliniane (lui non aveva sei televisioni) al teatrino da basso avanspettacolo propinatoci dal capocomico in carica.
    Il tutto andrebbe approfondito.

  • cesare52

    Ecco come ho commentato su una mia rubrica l’accaduto:

    AL CRISTO DEL SALE –
    PROVE TECNICHE DI SUCCESSIONE-Lodo Alfano e lampade abbronzanti UVA-

    Nei nostri confini, ma soprattutto fuori, c’è qualcuno di lassù che apprezza moltissimo la recente abbronzatura, seppure non naturale, di Gianfranco FINI.
    Dal Tuo testimone, cronista improbabil: Cesare

  • Gariznator

    Questa era brutta…

  • Truman

    Ricevuto. Prendo nota.