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BERLUSCONI, PRODOTTO DI CEFIS E GELLI

DI DANIELE MARTINELLI
danielemartinelli.it/

Forza Italia è la P2 evoluta. E’ il partito del golpe bianco che ha vinto il consenso politico dell’Italia grazie alla manipolazione e al controllo degli organi di informazione.
Forza Italia è il partito dopato dalle “bombe” che hanno eliminato anticorpi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Berlusconi ha eseguito il sogno di Eugenio Cefis, numero uno di Eni e Montedison degli anni ‘60 nell’era post Mattei, secondo il Sismi il fondatore della Loggia P2, il primo a capire che per godere incontrastati del consenso nazionale non era necessario spargere sangue come fece fare per il suo predecessore Enrico Mattei nel 1962. Non era necessario andare a segno col “Piano Solo” progettato dai Carabinieri nel 1964. Non era necessario attuare il “golpe borghese” come si tentò di fare con la regia di Licio Gelli nell’inverno del 1970.
Bastava, appunto, conquistare “democraticamente” il controllo dei giornali.

Nella foto: “La morte di Enrico Mattei”
Eugenio Cefis non riuscì a mettere le mani sul Corriere della sera di Piero Ottone, il “sinistroide” che dava spazio in prima pagina agli editoriali del “frocio comunista” Pierpaolo Pasolini. Pestato a morte da un commando composto dai fratelli Franco e Giuseppe Borsellino, fascisti militanti della sezione Msi del Tiburtino, come ha rivelato nel settembre scorso l’ex giovinetto marchettaro Pino Pelosi, l’unico ad aver pagato col carcere il violento omicidio di Pasolini, che con tutta probabilità, a 17 anni, magro e smilzo com’era, potrebbe non aver mai commesso. Pelosi sembra sia rimasto in galera dopo aver ceduto alle minacce che gli sarebbero state rivolte dai veri assassini del giornalista. I nomi dei fratelli Borsellino, Pelosi, li ha fatti soltanto ora che sono morti entrambi di aids, ma nel plotone di esecuzione potrebbe anche esserci stato Giuseppe Mastini, detto Jhonny lo Zingaro, (vivente) in una trappola premeditata. (Ansa)
Omicidio che risale al 1975, periodo in cui Pasolini stava completando “Petrolio” che faceva luce sul ruolo di Eugenio Cefis, personaggio chiave per capire a che punto era già arrivata la degenerazione della politica italiana. Periodo in cui il Corriere era già diretto dal piduista Franco Di Bella (tessera 1887) e che accettò passivamente il teorema della brutta storia tra froci.

Pasolini fu il primo a collegare l’attentato all’aereo di Enrico Mattei, alla strage di piazza Fontana, e ad altre stragi misteriose dell’Italia degli anni di piombo. Con la complicità silenziosa dei Giulio Andreotti e degli Amintore Fanfani, Pasolini era un personaggio scomodo come il giornalista Mauro De Mauro, rapito a Palermo 5 anni prima, nel 1970 e mai più ritrovato. Stava scrivendo i dettagli dei movimenti degli ultimi 2 giorni di vita siciliani di Enrico Mattei, da consegnare al regista Francesco Rosi, che stava preparando un film sulla vicenda. Enrico Mattei, decollato il 27 ottobre 1962 col suo aereo privato dall’aeroporto di Catania, morì assieme al suo pilota e a un giornalista americano nell’aereo che esplose in volo e andò a schiantarsi in fiamme sui prati di Bascapè, a pochi chilometri dalla pista di atterraggio di Linate.

Attentato dietro il quale si nasconderebbe Eugenio Cefis, ex compagno di partigianeria dello stesso Mattei che volle al suo fianco alla guida di Eni. Lo stesso Cefis che, da numero 2 di Eni, fu licenziato in tronco da Mattei 9 mesi prima del disastro, dopo averlo colto in flagrante a sbirciare documenti aziendali riservati nel suo ufficio.
Enrico Mattei era potente, era l’uomo del petrolio che stava indirizzando la politica del suo mercato col nord Africa e col Medioriente, in totale contrasto con l’alleata America tanto cara alla Democrazia cristiana. Che vedeva minacciato il suo dominio nell’Italia vaticana da un ricco industriale, poco docile ai ricatti e per nulla americanista.

Le inchieste sulla fine di Mattei sono finite tutte in nulla. Un rapporto della Guardia di Finanza citata dal pm di Pavia Vincenzo Calia, dice che una delle società accomodanti della Edilnord centri residenziali di Umberto Previti (papà del corruttore di giudici Cesare) già Edilnord Sas di Silvio Berlusconi & c. con sede a Lugano, si chiama Cefinvest.
Eugenio Cefis, intanto, ha guidato l’Eni prima, e la Montedison poi. L’azienda che ha cavalcato le mire federaliste della Lega Lombarda di Gianfranco Miglio, caro amico di Cefis.

Da Cefis a Gelli, fino al Berlusconi odierno: espressione liftata della degenerazione istituzionale e democratica che ha raggiunto l’Italia. Le decine di milardi in tangenti versate sui conti svizzeri di Bottino Craxi, di cui i figli deputati godono ancora oggi la rendita, sono servite a creare le televisioni del consenso Fininvest, assieme al controllo della Rai.
L’ultima nomina alla sua guida di Paolo Garimberti “gradita a Berlusconi” che non crea né scandalo né rivolte fra gli italiani, è la dimostrazione che il Piano di rinascita piduista è andato a segno senza divise e senza armi. Assieme alle bugie che testate allineate come “Il Giornale” e il Corriere stesso continuano a sfornare quotidianamente.
Ernesto Galli “della Loggia” oggi, in prima pagina, in merito al discorso di Berlusconi al suo congresso romano scrive che “Craxi, non a caso, è solo un amico personale del presidente del Consiglio che in pratica ha il solo merito di averlo anticipato nello sdoganamento della destra..” Galli della Loggia lo invito a un vaffanculo.

Intanto, alla luce di ciò che hanno scritto Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza in “Profondo nero” edito da Chiarelettere, la criminologa Simona Ruffini e l’avvocato Stefano Maccioni hanno presentato al Procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara, una istanza per chiedere la riapertura delle indagini sulla morte di Pierpaolo Pasolini. Richiesta che giunge al termine di una loro inchiesta che combacia con le conclusioni del libro, in cui si ipotizza una connessione tra l’omicidio di Pasolini, Mauro De Mauro ed Enrico Mattei.
Gli accertamenti tecnici scientifici che si possono fare oggi, permetterebbero di far luce su tanti aspetti mai chiariti dell’omicidio di Pasolini. A cominciare dalle macchie di sangue (secche) rimaste sulla sua camicia, custodita ancora oggi al museo di criminologia di Firenze.

Non capisco cosa si sia atteso finora ma capisco che ora Berlusconi predica pieni poteri per arrivare al Quirinale. Non capisco che tipo di libertà e di liberalismo abbia raccontato da quel palco della fiera di Roma Silvio tessera Loggia P2 1816, ma capisco che il golpe bianco, per ora, è andato a segno ed è ormai rodato. L’Italia è tutta da rifare. Forza Italia!

Daniele Martinelli
http://www.danielemartinelli.it/
http://www.danielemartinelli.it/2009/03/29/berlusconi-prodotto-di-cefis-e-gelli/
30.03.2009

Pubblicato da Davide

  • Galileo

    Bell’articolo. Se tutto vero: stiamo nella merda.

  • virgo_sine_macula

    Forza Italia,non dimentichiamolo,e’ il partito che ha ucciso John Fitzgerald Kennedy.

  • LonanHista

    berlusconi se vince e ha consenso è èer colpa DEI COGLIONI IDIOTI COME L’AUTORE DELL’ARTICOLO CHE NON HANNO CAPITO UN CAZZO E CIOè CHE LO SFASCIO DELL’I TALIA è colpa dei merdosi parassiti pezzenti della sx e dei sindacati che hanno TRADITO GLI ELETTORI e si sono svenduti il paese, dato che le privatizzazioni e le cartolarizzazioni sono state avallate dalla sx bancaria, massonica e prodi,dalema etc ne sono stati gli esecutori.

    LA COLPA DELLO SFASCIO DEL PAESE E DEL FATTO CHE ANCHE I POVERACCI SI AFFIDANO A BERLUSCONI è PERCHé A SX, i bertinotti dalema veltroni fassino etc, SI SONO SVENDUTI AI POTERI FORTI DELLA MASSONERIA BANCARIA NAZIONALE ED INTERNAZIONALE!

    la svendita telecom autoastrade èstata operata da prodi dalema ciampi andreatta mato etc a vantaggi o delle banche e dei fratelli massoni.

    il peggio però è stato fatto dai parassiti sindacali che hanno avallato la legge biagi e altre porcherie mentre hanno messo in disparte cofferati che difendeva i lavoratori ed accusato dagli stessi bastardi del sindacato di essere il mandante morale dell’omicicio biagi.

    QUEI BASTARDU DELLA SX E DEI SINDACATI, SONO LORO AD AVER FAVORITO BERLUSCONI:

    Studio del sindacato: 6mila783 euro erosi dagli stipendi in 15 anni
    Epifani: “Il peggio deve venire”. Il tasso di disoccupazione destinato a salire
    La Cgil: “Salari fermi al 1993
    A rischio un milione di posti lavoro”

    http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/disoccupati-lavoro/salari-erosi/salari-erosi.html

    Salari fermi dal 1993?
    E CI SONO VOLUTI 16 ANNI PER DIRLO?
    E LO SI DICE OGGI IN UN CONTESTO DOVE PER MANTENERE L’IMPIEGO OCCORRE DECURTARSI LO STIPENDIO?
    LO SI DICE SOLO OGGI CHE I SALARI SONO FERMI DAL 1993 PER CREARE PROBLEMI E DIVISIONI SOCIALI?
    MA QUESTI SINDACATI PER CONTO DI CHI OPERANO?
    Se esistono poteri che mirano allo sfascio del paese, I SINDACATI NE SONO IL BRACCIO OPERATIVO, PER CUI NELL’INTERESSE DEL PAESE OCCORRE ASSOLUTAMENTE METTERE FUORI LEGGE QUESTI PARASSITI ASSERVITI A POTENTATI CHE HANNO LO SCOPO DI SFASCIARE IL PAESE.
    Basterebbe fare come in francia, dove i sindacati sono obbligati o saranno obbligati a presentare bilanci precisi e inoppugnabili.

    ecco chi ha favorito l’ascesa di berlusconi..e COGLIONI COME L’AUTORE DELL’ARTICOLO NON LO HANNO CAPITO,,,CHE SE A SX CI FOSSE GENTE COME COFFERATI OGGI SAREBBE AL GOVERNO…

    ma la sx ha dalema, prodi epifani, tutti collaboratori o servi dei potentati massonico bancari…dei poteri forti dei salotti milanesi di cui la procura di milano è il braccio operativo..

    milioni di coglioni ancora votano a sx…pagano la tessera sindacale..ma altri milioni hanno capito e votano berlusconi..almeno non ha la doppia faccia…ed èè già ricco di suo…la barca se l’è comprata lavorando e non con le mazzette della plisvalenza telecom come ha fatto dalema..

    CON QUESTA SINISTRA IN ITALIA E CON I COGLIONI CHE ANCORA SI FIDANO DI QUESTE MERDE PARASSITE FANNULLONI…meglio la P2..meglio il signor Gelli..meglio berlusconi!

    ps. il coglione sopra dell’articolo, si è mai chiesto perché Cofferati è stato emarginato dalla politica nazionale proprio dala cgil e dalla sx?

  • lino-rossi

    Cefis puzza di marcio lontano un km e la storia di Pasolini è credibile. Ma il resto dell’impianto mi sembra parecchio traballante. In termini di danni oggettivi che ha subito il paese, quelli che avrebbe provocato Craxi sono praticamente inesistenti rispetto a quelli provocati da ciampi/prodi/amato. O meglio. Craxi li ha provocati indirettamente non stroncandoli. E’ stata la folle politica monetaria di ciampi, avversata ma tollerata da Craxi, che ci ha stritolato. Sono state le folli privatizzazioni successive che ci hanno messo in miseria. Ben poca è stata la responsabilità di berlusca in queste cose. Col critierio della paglia e del pagliaio l’impianto non sta in piedi. E quando i conti della serva non tornano è raro che il giochino funzioni.

  • Biribissi

    Ma è possiblie che non perda occasione per stare zitta..mai..che ansia..

  • guido

    Purtroppo la situazione è ancora più tragica, ci sono cose vere anche nel commento urlato di LonanHista.
    Forse mi manca la fantasia ma non vedo vie di uscita.

  • victorserge

    ciò che affermi(scusa se ti do del tu, me lo permetti?) è vero; il centro-sinistra ha dato un colpo duro a tutto il mondo del lavoro.
    lo ha fatto per motivare un ingresso in europa, che in ogni caso non ha portato nessun beneficio ai lavoratori.
    tuttavia, che il teorema p2 sia dimostratro dall’ ascesa al potere di berlusconi mi sembra abbastanza chiaro.
    ergo, i lavoratori, e con essi intendo il valore del potere d’acquisto dei loro redditi, sia col piano politico-economico del centrosinistra che col piano p2 ha contunato a calare vistosamente, o comunque a non incrementarsi.
    questo indica come la strategia europeista del centrosinistra e la strategia della conquista del potere p2ista ha solo inferto un grave danno ai fruitori dei redditi da lavoro dipendente.
    per me è questo che conta, il resto è aria fritta, anche se ovviamente, la chiarezza sui fatti oscuri della repubblica andrebbe fatta.

  • myone

    Non sono daccordo che la vittoria e lo stazionamento di questo governo o classe dominante, sia il risultato di una manipolazione mediatica.
    La sinistra, con il martellamento senza politica, ha buttato giu’ un governo berlusconi, e non hanno fatto nulla, se non i loro comodi.
    (Fra parentesi, sentivo pure delle tonellate di scorie nucleari italiane, che girovagano senza trovare siti, perche’ contestati da ogni parte, e che il fenomeno prodi, ha decretato siano materiale dello stato e dell’ esercito, e quindi passibile di segreto di stato, non controllabili, non minitoriate, per poter mettere dove vogliono loro, ponendo fine a questa storia.)
    La sinistra, ancora oggi come oggi, dopo tanti pirli, ne ha un’ altro, che non fa altro che calcare l’ ormai oltrepassato e inutile stile di sempre, nel fare opposizione, senza idee, soluzioni, e senza far aprire occhi o niente e nessuno.

    Ovvio, una maggioranza che si consolida, e che si fa pervenire da modi in cui si sono sempre scagliati addosso ad essa, si galvanizza in tutte le maniere. E fanno bene. PErche’, quando l’ opposizione aveva lei il coltello per il manico, non hanno fatto altro che galleggiare, e fare poco e peggio, per non dire il loro.

    Cosa mancherebbe? La solita musica: Un partito di tutti quelli che la sanno lunga, ma che sembra stiano solo a fare aria, nei mezzi di comunicazione, divulgazione, ed erudimenti in materia di come si dovrebbe risolvere e vivere, ma che non esistono propio per nulla.
    Un partito come quello che esiste ora come organizzazione, e che faccia il migliore, data la conoscenza in ogni dove e dunque.
    E una rete televisiva, che su ogni problema e tematica, sia una vera e propia scuola dell’ aggiornamento, del sapere, e della conoscenza, sociale, politica, scientifica, civica, civile, finanziaria, ambientale, organizzativa, del lavoro, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.

    Dire, criticare, constatare, non serve piu’ a nulla. Chi fa fa, chi non fa, si tolga, e quasi quasi, pare di dire, che dire, serve quasi a nulla.

  • lino-rossi

    concordo pienamente.

    per fissare un po’ i concetti:
    senza incrementare la % di PIL che va ai redditi da lavoro, non se ne esce (solo così possono crescere in maniera SANA i consumi (basta debito! il debito va fatto per fare impresa o la casa, non per andare in vacanza o per fare la spesa)).
    la politica del centro sinistra è stata letteralmente opposta a ciò.
    quella del centro destra … idem.

    l’unico barlume di intelligenza in 30 anni di delirio generalizzato è stata la denuncia fatta da Alvi (dal 2001 in poi) e Tremonti (dal 2005 in poi) dell’eccessiva supremazia delle rendite sui redditi da lavoro. poi (dopo le politiche 2008) “tradita” o comunque messa in secondo piano.

    anche il sindacato, durante i governi del centro sinistra, si è autoannientato.

    nel marzo ’08 abbiamo visto pubblicamente d’alema che ironizzava (con la sua risatina) su Keynes e Tremonti che viceversa lo rivendicava.

    che la p2 sia uno scandalo non è negabile. è totalmente riconducibile a quella organizzazione la gestione assassina del caso Moro. Solo Craxi e Fanfani si sono opposti allo scempio. l’unica voce autorevole che si è alzata contro le privatizzazioni selvagge è stata quella di Craxi.
    va bene fare chiarezza, ma senza fare confusione, perchè facendola si ottiene sempre che i delinquenti sguazzano.

  • virgo_sine_macula

    La verita’ bisognera’ pur dirla

  • albertgast

    Ehm….forse non sei di Bologna. Sennò non avresti chiuso il tuo intervento con quella domanda. Piuttosto ti dovresti chiedere come mai Cofferati aveva deciso di fare il papà, perchè riteneva che Bologna fosse troppo lontana da casa sua (Genova) ma poi……sembra che si voglia candidare alle europee, che di sicuro non sono dietro l’angolo. A meno che la UE non si sposti sulla lanterna….per il resto…..Con tutte le colpe che hanno i sindacati (E NE HANNO MOLTE) se non ci fossero stati saremmo ancora al tempo dei servi della gleba…..contento tu…..Cmq tranquillo, con la nuova legge che si stanno apprestando a firmare, prestissimo i lavoratori ridiventeranno servi della gleba. E naturalmente ce la prenderemo a morte coi sindacati. Perchè prendersela cogli imprenditori ……..per carità!!!!!!Quelli sono “patrioti” e se affossano una azienda, mentre contemporaneamente prendono stipendi miliardari è giusto! Vorrai mica che rinuncino a qualche cosa, vero????? E che dire poi di quei poveretti di industriali costretti a chiudere le loro aziende qui in Italia, per andare a produrre nel terzo mondo. Ci pensi poverini costretti ad andare a lavorare così lontano da casa! Ma naturalmente la colpa è dell’opposizione, o dei sindacati, o dei lavoratori stessi. Ma perchè, dico io, pretendono di avere salari che superano i mille euro al mese? Esosi!!!!!! Sentivo stasera che gli introiti di mediaset, grazie alla legge Gasparri, si sono quadruplicati e a volte anche di più. In tempi di crisi, almeno il premier incassa più di prima…contento? E se non ti va bene….mi raccomando, vattela a prendere con Prodi, che è il vero affamatore dell’Italia. Anzi, visto che la concessione a mediaset (regalino di Craxi) ammonta ad un uno per cento del fatturato, perchè non fai una legge di iniziativa popolare per ridurgliela allo 0,5%.
    Così sarà ancora più contento, no?

  • portoBF

    Scusate se l’articolo è un pò lunghetto, ma ne vale la pena, Da: http://www.societàcivile.it
    Tessera numero 1816. Oggi il più noto degli iscritti alla P2 è Silvio Berlusconi, tessera numero 1816. Per la P2 Berlusconi ha subito la sua prima condanna, ormai definitiva: per falsa testimonianza. Nel 1990, a Venezia, viene infatti giudicato colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a proposito della sua iscrizione alla loggia. L’anno prima, però, c’era stata una provvidenziale amnistia.
    Quando parla della P2, Berlusconi se la cava, di solito, con qualche battuta. Eppure l’iscrizione alla loggia è stata determinante per i suoi primi affari immobiliari. Per esempio per ottenere credito dalla Banca nazionale del lavoro (controllata dalla P2, con ben otto alti dirigenti affiliati) e dal Monte dei Paschi di Siena (era piduista il direttore generale Giovanni Cresti). Conclude la Commissione Anselmi: gli imprenditori Silvio Berlusconi e Giovanni Fabbri (il re della carta) «trovarono appoggi e finanziamenti al di là di ogni merito creditizio». Ma poi, fatte le case, bisogna venderle. E non fu facile, per Berlusconi. Lo soccorse, agli inizi della sua carriera di immobiliarista, un «fratello» della loggia segreta, il napoletano Ferruccio De Lorenzo, già sottosegretario liberale in un governo Andreotti e padre di Francesco, futuro ministro della Sanità e imputato di Mani pulite: Ferruccio De Lorenzo acquistò, come presidente dell’Enpam (l’Ente nazionale previdenza e assistenza dei medici italiani) prima due hotel a Segrate, poi decine di appartamenti di Milano 2. L’Enpam decise poi di affidare a Berlusconi anche la gestione del teatro Manzoni di Milano, controllato dall’ente.

    Quando Gelli parla di Berlusconi, è lapidario: «Ha preso il nostro Piano di rinascita e lo ha copiato quasi tutto», dichiara all’Indipendente nel febbraio 1996. Il Piano di rinascita democratica era il programma politico della P2. Fu sequestrato il 4 luglio 1981 all’aeroporto di Fiumicino, nel doppiofondo di una valigia di Maria Grazia Gelli, figlia del Venerabile. Riletto oggi, risulta profetico. Prevede, infatti, di «usare gli strumenti finanziari per l’immediata nascita di due movimenti l’uno sulla sinistra e l’altro sulla destra». Tali movimenti «dovrebbero essere fondati da altrettanti club promotori». Nell’attesa, il Piano suggerisce che con circa 10 miliardi è possibile «inserirsi nell’attuale sistema di tesseramento della Dc per acquistare il partito». Con «un costo aggiuntivo dai 5 ai 10 miliardi» si potrebbe poi «provocare la scissione e la nascita di una libera confederazione sindacale». Per quanto riguarda la stampa, «occorrerà redigere un elenco di almeno due o tre elementi per ciascun quotidiano e periodico in modo tale che nessuno sappia dell’altro»; «ai giornalisti acquisiti dovrà essere affidato il compito di simpatizzare per gli esponenti politici come sopra». Poi bisognerà: «acquisire alcuni settimanali di battaglia», «coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso un’agenzia centralizzata», «coordinare molte tv via cavo con l’agenzia per la stampa locale», «dissolvere la Rai in nome della libertà d’antenna»; «punto chiave è l’immediata costituzione della tv via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese». Tecnologia a parte: preveggente, no?

    La giustizia va ricondotta «alla sua tradizionale funzione di equilibrio della società e non già di eversione». Per questo, è necessaria la separazione delle carriere del pubblico ministero e dei giudici, «l’istruzione pubblica dei processi nella dialettica fra pubblica accusa e difesa di fronte ai giudici giudicanti», la «riforma del Consiglio superiore della magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento». Molto è già stato realizzato. Per il resto si vedrà.
    Che fine hanno fatto gli altri «fratelli» di loggia? Alcuni hanno fatto proprio una brutta fine. Sindona, dopo essere stato condannato per l’omicidio di Giorgio Ambrosoli, è morto in carcere, per una tazzina di caffè al veleno. Il suo successore nella finanza d’avventura, Roberto Calvi, tessera numero 1624, ha gettato la più grande banca italiana, il Banco Ambrosiano, nelle braccia della P2 che gli ha sottratto un fiume di miliardi e l’ha fatto finire in bancarotta; alla fine, il 18 giugno 1982, è stato trovato penzolante sutto il ponte dei Frati neri, a Londra. Mino Pecorelli, tessera 1750, giornalista in contatto con i servizi segreti, direttore di Op e piduista anomalo che voleva giocare in proprio, è stato crivellato di colpi nella sua automobile, il 20 marzo 1979.

    La loggia multinazionale. Gelli è agli arresti domiciliari a villa Wanda, condannato per il crac del Banco Ambrosiano. Molti degli affiliati, il nocciolo duro del club dell’oltranzismo atlantico, sono stati coinvolti in vicende di eversione, stragi, tentati colpi di Stato, depistaggi. Così Vito Miceli, Gian Adelio Maletti, Antonio Labruna, Giuseppe Santovito, Giovanni Fanelli, Antonio Viezzer, Umberto Federico D’Amato, Giovanbattista Palumbo, Pietro Musumeci, Elio Cioppa, Manlio Del Gaudio, Giovanni Allavena, Giovanni Alliata di Montereale, Giulio Caradonna, Edgardo Sogno… Ci vorrebbe almeno un libro per ciascuno, per raccontare la multiforme attività di questi fedeli servitori del Doppio Stato.
    Organizzazione multinazionale, la P2 aveva affiliati che operavano in Sudamerica: Uruguay, Brasile e soprattutto Argentina. In Argentina, dove Gelli aveva rapporti molto stretti con i servizi segreti, aveva arruolato nella loggia l’ammiraglio Emilio Massera, capo di Stato maggiore della Marina, Josè Lopez Rega, ministro del Benessere sociale di Juan Domingo Peron, Alberto Vignes, ministro degli Esteri, l’ammiraglio Carlos Alberto Corti e altri militari.

    Pochi del club P2 sono stati messi davvero fuori gioco dallo scandalo che seguì la pubblicazione degli elenchi. I magistrati (unica categoria che reagì con decisione) furono giudicati e sanzionati dal Consiglio superiore della magistratura. Ma ciò non toglie che uno dei magistrati iscritti alla P2, Giuseppe Renato Croce, tessera numero 2071, oggi giudice per le indagini preliminari a Roma, con arzigogoli procedurali stia dando ragione a Marcello Dell’Utri in una delle tante contese giudiziarie che il braccio destro di Berlusconi ha aperte.
    Molti dei piduisti sono stati messi da parte dagli anni e dall’età. Ma chi resiste all’azione del ciclo biologico non se la cava poi tanto male. Tra i giornalisti (di allora), Gustavo Selva è parlamentare di An; Maurizio Costanzo è direttore di Canale 5 e uomo politicamente trasversale, anche se sempre dalla parte di Berlusconi nei momenti cruciali; Massimo Donelli è direttore della nuova tv del Sole 24 ore. Roberto Gervaso continua a scrivere un fiume di articoli e di libri e nessuno si ricorda più di una simpatica lettera che inviò, tanto tempo fa, a Gelli: «Caro Licio, ho chiesto a Di Bella (direttore del Corriere della sera quando era nelle mani della P2, ndr) di farmi collaborare. è bene che tutti capiscano che bisogna premiare gli amici. Oggi Di Bella parlerà della mia collaborazione con Tassan Din (direttore generale del Corriere, piduista come l’editore del Corriere, Angelo Rizzoli, ndr). Vedi di fare, se puoi, una telefonata a Tassan Din, affinchè non mi metta i bastoni tra le ruote». Più defilato Paolo Mosca, ex direttore della Domenica del Corriere. Gino Nebiolo, all’epoca direttore del Tg1, è stato mandato da Letizia Moratti a dirigere la sede Rai di Montevideo (una capitale della P2) e oggi scrive sul Foglio di Giuliano Ferrara. Franco Colombo, ex corrispondente della Rai a Parigi e aspirante piduista, oggi ha cambiato mestiere: è vicepresidente della società del Traforo del Monte Bianco e si sta dando molto da fare per gli appalti che devono riaprire il tunnel. Alberto Sensini (aspirante piduista, come Colombo) scrive di politica sui giornali.

    Tra i politici, Pietro Longo, segretario del Partito socialdemocratico, divenne il simbolo negativo del piduista con cappuccio. Ma a tanti altri è andata meglio. Publio Fiori (tessera 1878), ex deputato democristiano, è trasmigrato in An e nel 1994 è diventato ministro di Berlusconi. Una poltrona di ministro è già capitata, durante il governo Berlusconi, anche ad Antonio Martino (anch’egli a Gelli aveva solo presentato la domanda d’iscrizione). Invece Duilio Poggiolini (tessera 2247), ex ministro democristiano della Sanità, ha avuto la carriera stroncata non dalla P2, ma dai lingotti d’oro di Tangentopoli trovati nel pouf del salotto. Massimo De Carolis (tessera P2 1815, solo un numero in meno di quella di Berlusconi), negli anni Settanta era democristiano e leader della «Maggioranza silenziosa», oggi è tornato alla politica sotto le bandiere di Forza Italia e grazie al rapporto diretto con Berlusconi ha ottenuto la presidenza del Consiglio comunale di Milano e la promessa di una candidatura in Parlamento. Le ha dovuto abbandonare entrambe, dietro la ferma insistenza del sindaco Gabriele Albertini, dopo essere stato coinvolto in alcuni scandali. è accusato, tra l’altro, di aver chiesto 200 milioni per rivelare notizie riservate a una azienda partecipante a una gara per un appalto a Milano. Ma il fatto curioso è che, insieme a De Carolis, nel processo in corso a Milano sia coinvolta un’altra vecchia conoscenza della P2: Luigi Franconi (tessera P2 numero 1778). I rapporti solidi resistono nel tempo.

    Politica & affari. Un banchiere iscritto alla P2, certo meno noto di Sindona e Calvi, era Antonio D’Alì, proprietario della Banca Sicula e datore di lavoro di boss di mafia come i Messina Denaro. Oggi ha passato la mano al figlio, Antonio D’Alì jr, eletto senatore a Trapani nelle liste di Forza Italia. Angelo Rizzoli, che si fece sfilare di mano il Corriere dalla compagnia della P2, oggi fa il produttore cinematografico. Roberto Memmo (tessera 1651), finanziere che tanto si diede da fare per salvare Sindona, oggi è buon amico di Marcello Dell’Utri, di Cesare Previti e del giudice Renato Squillante, che incontrava insieme, e dirige la Fondazione Memmo per l’arte e la cultura, con sede a Roma nel Palazzo Ruspoli.
    Rolando Picchioni (tessera 2095), torinese, ex deputato dc, coinvolto (ma assolto) nello scandalo petroli, oggi è in area Udeur ed è segretario generale del Salone del libro di Torino. Giancarlo Elia Valori, unico caso di piduista espulso dalla loggia perché faceva troppa concorrenza al Venerabile Maestro, oggi è presidente dell’Associazione industriali di Roma, infaticabile scrittore di libri e instancabile tessitore di rapporti e di alleanze. Vittorio Emanuele di Savoia (tessera 1621) è un curioso caso di uomo off-shore: non può rientrare in Italia, ma in Italia fa business, seppure attraverso società estere. Ora vorrebbe poter rientrare definitivamente, anche se nei fatti non ne è mai stato fuori, a giudicare dai suoi affari e traffici (d’armi): nei decenni scorsi è stato, anche grazie alla sua integrazione nel club P2, mediatore d’affari all’estero per conto di aziende italiane (Agusta) e addirittura di Stato (Italimpianti, Condotte…), quello stesso Stato sul cui territorio non poteva mettere piede. Di Berlusconi ha detto (era il 1994): «è un buon manager, può rimettere ordine nell’economia italiana». Come? Per esempio «cancellando quel disastro» che è «lo Statuto dei lavoratori, con il divieto di licenziamento». Apprezzamenti naturali, tra compagni di loggia. Ma con un finale obbligato per il principe: «Io? Non faccio politica». Vittorio Emanuele non vota, ma c’è da scommetterci che tifa per Berlusconi, che potrà farlo finalmente rientrare in Italia, questa volta anche fisicamente.

    Vent’anni dopo, in Italia è tempo di revisioni. Anche sulla P2. è stato un legittimo club di amiconi, magari con qualcuno che ne approfittava un po’ per fare affari. Gelli? Un abile traffichino che millantava poteri che in realtà non aveva. Ma era proprio questo, la P2? Vista con distacco, appare invece il luogo più attivo per l’elaborazione di strategie di potere del grande partito atlantico in Italia, almeno tra il 1974 e il 1981. Centro d’incontro tra politica, affari, ambienti militari. Nella loggia segreta è confluito il partito del golpe, reduce della stagione delle stragi 1969-74, ma con una nuova strategia, più flessibile, più attenta alla politica. E ai soldi, che possono comprarla: come suggerisce, appunto, il Piano di rinascita.

    E oggi? La fase, naturalmente, è nuova. La società è cambiata. Anche gli uomini alla ribalta sono, in buona parte, diversi. Ma nella storia italiana non si butta via niente, c’è una continuità di fondo con il peggio delle nostre vicende, fatte di un anticomunismo eversivo, bancarotte e spoliazioni di denaro pubblico, politica corrotta, stragi, morti ammazzati, rapporti inconfessabili con le organizzazioni criminali. Il passato, il tremendo passato italiano, deve sempre restare non del tutto chiarito, perché i dossier, gli uomini, i segreti, i ricatti che da quel passato provengono possano essere riciclati nel futuro. Da questo punto di vista, la parabola di Silvio Berlusconi, uomo «nuovissimo» che viene dal passato vecchissimo di Gelli e affiliati, è la parabola dell’Italia.

  • virgo_sine_macula

    “Le inchieste sulla fine di mattei sono finite tutte in nulla”.Non e’ esatto,hanno stabilito una verita’ diversa da quella di daniele martinelli per il quale le prove giuridiche non contano nulla.

  • portoBF

    Ma perchè continui a rispondere a questo ciuppacazzi? Non hai ancora capito che il solo modo per parlare con qualcuno è quello di provocare in modo che qualcuno parli con lui. SMETTILA!

  • portoBF

    Quando parlo del ciupacazzi, mi riferisco a virgorottoinculo

  • portoBF

    Te ne sei accorto solo ora? Andiamo proprio bene………………

  • nautilus55

    Articolo da incorniciare.

  • myone

    Vorrei chiedere, quale innovazione economica e sociale, abbia mai trovato missionari anziche’ mercenari. Il fare un bene altrui comporta di fondo, farne due in propio. e vale per il danaro, che per la politica, che alla fine sfora sempre in danaro, o in forze per non farsi soccombere.

  • virgo_sine_macula

    Se hai bisogno di specificarlo significa che non tutti la pensano cosi’ oppure che ti esprimi in un idioma poco chiaro.

  • virgo_sine_macula

    Peccato che non sia suffragato da alcuna prova giuridica

  • afragola

    virgo e’ na topa ..na zoccola di fogna …lavora per merdaset …un insulsa provocatrice …un esemplare di idiotus padanus …ma non è la sola leggo certe “insalate ” che all’apparenza possono contenere un “pensiero critico”ed un analisi politica passabile ma in realtà queste riflessioni alluccate come si dice dalle mie parti ,oltre a che non hanno nulla a che vedere con l’articolo ,(esatto nella sua ricostruzione storica delle ricadute sulla situazone politica attuali) restano solo.grida isteriche di un qualunquismo becero,”sinistra ladra —-ma la destra siccome e’ piu’ ladra e’ da preferissi ..perche’ ci permette di fare i cazzi nostri”in sintesi … tale atteggiamento è la base per il poteri forti che in questo disgraziato paese stanno instaurando una dittatura peggiore di quella del ventennio vi stanno rubando il futuro e non ve ne accorgete …grida isteriche senza costrutto …l’unica cosa che si capisce è intrinseca pochezza politica ..un vomitare astio contro chi forse non ha tutte le colpe che si vogliono attribuire,grida o alluccamienti da vaiasse da quartieri spagnoli non ce’ una critica di classe ed ideologica..che pure si potrebbe intuire all’interno dell’ “insalata russa ” alla fine mi sembra di sentire quei vecchietti rincoglioniti che anni fa’ incontravo al bar del mio quartiere sempre pronti a criticare i democristi di turno a dargli degli epiteti molto forti ..pero’alla fine questi rimbambiti finivano per assolvere il malgoverno dei baciapantofole vaticane o corachiatt’ perche’ i comunisti erono cattivi e mangiavano i bambini …insomma da quegli anni nulla e’ cambiato ..solo e’ aumnunetato il livello di rincoglionimento ….massivo

    ps per chiarire non assolvo la sinistra e ne giustifico i suoi errori politici ,strateggici e tattici ,non sono di questa sinistra o perlomeno non mi riconosco in questa specie di trubu’ italica chiamata sinistra .. dal 1977 ma i panni sporchi si lavano in famiglia solo chi c’ha militato puo’ criticare nel contempo per onesta’ si deve riconoscenza lottato e vinto ,dando all’italia ai lavoratori specialmente tante conquiste sociali che oggi per insipienaza ,opportunismo ,tradimento ideologico, demenza parlametaristica di chi dovrebbe rappresentarli si stanno perdendo non sopporto il qualinquismo di chi dimmentica il buono e alla fine comunque preferisce il vero nemico , di chi chiude le sue riflessioni limitandosi a dire tanto so’ tutti uguali ..meglio il piu’ ladro ..tanto e’ un furbone e siccome so italiota infondo gli somiglio

  • Tenente

    “Silvio tessera Loggia P2 1816″…. sempre la solita solfa quando non riuscite a capire perchè ogni volta quell’uomo vi fa a pezzi. Poi non si capisce cosa cazzo c’entrino falcone e Borsellino…

    Vi piace citare indagini disciplinari? Falcone saltò in aria 35 ore prima di incontrare un magistrato russo che indagava sui fondi neri usciti dall’Unione Sovietica in direzione PCI………………

    Anche per i 15 milioni di dollari versati nel ’75 al PCI senz’altro c’era la mano di Berlusconi…

    Sempre colpa sua. Ma va bene così, più continuate a menarla con ‘ste cose più staranno lontani dal governo quelli che la pensano come voi e continuerete a prendere mazzate sui denti!!!

    Grazie di cuore!

  • virgo_sine_macula

    Ma ti rileggi?Non scrivi tre parole in successione senza infilarci svarioni sintattico grammaticali che non farebbe un bambino di prima elementare,non metti apostrofi,punteggiatura e nemmeno un minimo di logica nei tuoi pensieri:va bene che vieni da una regione sottosviluppata ma insomma sei proprio il principe dei trogloditi.

  • Dave

    Dai dati ufficiali: nei quattro anni in cui Craxi è stato capo del Governo il debito pubblico italiano è passato da quattrocentomila miliardi a un milione di miliardi. Il rapporto fra debito pubblico e PIL passò dal 70% al 90%. Se poi vogliamo dire che la colpa è stata dei ministri e lui, poverino, non ne è responsabile…ok !

  • albertgast

    “Non sono daccordo che la vittoria e lo stazionamento di questo governo o classe dominante, sia il risultato di una manipolazione mediatica.” Beh, se non è così ci va molto vicino. Ho sentito stamattina un’analisi dei dati riguardanti i tg di mediaset nel mese di marzo, escluso il week end del congressone pdl, lo spazio riservato alla destra è stato del 77%, quello dell’opposizione il 14% (11% al pd). Lo spazio riservato al premier è stato dell’88%, quello riservato a Franceschini dell’8%, il restante 4% se lo dividono altri politici TUTTI di destra (questo per quanto riguarda i primi 10 in classifica). Ricordo che mediaset trasmette dietro a concessione governativa (1% sob) e che nella legge Gasparri è previsto un certo “equilibrio” nell’informazione…… Considerato che questo è un paese prevelentemente di anziani, e che gli anziani spesso hanno come unico passatempo la tv…..p.s. non ho i dati riguardani la rai, ma me li immagino. Immagino anche i dati di mediaset DOPO il congressone….

  • Galileo

    Solo ora?…ma tu chi sei?

  • uuccio

    chi caspita sei ? piccolo uomo confuso

  • lino-rossi