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BERLUSCONI NEI GUAI CON LA MALAVITA ORGANIZZATA – ORE CONTATE

DI RITA PENNAROLA
lavocedellevoci.it/

L’inchiesta di Bari su squillo e coca party potrebbe nascondere una ben piu’ grave verita’: il premier, accerchiato dalle pressioni della malavita organizzata, deve uscire di scena. L’inchiesta di Napoli sui collegamenti dei Letizia va avanti, ma intanto tutto lascia intendere che il capo del governo abbia ormai politicamente le ore contate.

Domanda: perche’ una forza politica largamente maggioritaria, sia per consensi che per popolarita’, dovrebbe essere costretta a sbarazzarsi del leader carismatico che l’ha condotta al governo del Paese, conquistando per giunta decine di amministrazioni locali sparse da nord a sud del territorio? Tutti pronti a fare harakiri in nome di non si sa quale processo di moralizzazione interna, mandando all’aria le posizioni piu’ ambite di governo? O moralisti parrucconi che hanno scoperto la loro vocazione puritana proprio quando sono arrivati all’apice di ogni immaginabile aspirazione politica? L’attacco a Silvio Berlusconi, quella bombetta a grappolo a base di escort da quattro soldi che esplode all’indomani del caso Letizia-camorra, potrebbe avere numerosi mandanti, com’e’ stato detto. Un dato, pero’, appare subito fuor di dubbio: fra loro ci sono uomini della sua stessa maggioranza. E non suona certo come una novita’ che ad allearsi con questa fazione sia quella parte da sempre sotto traccia del Partito democratico che faceva e fa capo a Massimo D’Alema, per anni, fin dai tempi della Bicamerale, compartecipe del patto occulto sull’intangibilita’ del conflitto d’interessi proprio con lo stesso Cavaliere. Ed oggi fautore del partito invisibile che, giorno dopo giorno, lo ha messo al muro e lo sta fucilando. Perche’ Silvio Berlusconi – questo ormai e’ chiaro – sul piano politico ha davvero le ore contate.
Resta il quesito principe: cui prodest? Torna cosi’ in campo quel convitato di pietra che, solo, puo’ offrire un quadro in cui tutto torna e trova una spiegazione logica: i Casalesi.

LE INDAGINI DELLA DDA

Bocche cucite, al Palazzo di Giustizia di Napoli. Dopo la notizia – data in esclusiva nello scorso numero di giugno dalla Voce delle Voci – sulle indagini in corso per accertare eventuali collegamenti fra Benedetto Letizia detto Elio, protagonista del Noemigate, e il clan Letizia di Casal di Principe, a distanza di un mese il silenzio e’ di piombo. Nessuna smentita, richiesta di rettifica o azione giudiziaria e’ giunta alla Voce (ne’ all’Unita’, che aveva ripreso l’inchiesta) dai familiari della ragazza ne’ dai suoi legali. Analogamente niente e’ trapelato dalla Procura, dove secondo voci di corridoio le indagini sulla presunta parentela – e relativi sviluppi – sarebbero tuttora in corso e coperte dal massimo riserbo investigativo. «Difficile – spiegano in ambienti giudiziari napoletani – che non sia stato emesso un comunicato di smentita nel caso in cui le indagini non avessero dato alcun esito. Piu’ probabile, invece, che si stia dando corso all’accertamento di ulteriori, complessi elementi lungo quel filone».
Vale la pena allora di riepilogare in estrema sintesi il quadro che era emerso dall’inchiesta della Voce di giugno.
Siamo alla fine del 2008 quando l’allora diciassettenne Noemi Letizia appare per la prima volta ad un ricevimento ufficiale organizzato dal premier a Villa Madama. A Natale e’ alla festa del Milan con sua madre, Anna Palumbo, al tavolo di uno storico big dell’entourage presidenziale, Fedele Confalonieri. La giovane, insieme ad altre ragazze, trascorrera’ poi le feste di Capodanno a Villa Certosa. A rivelarlo, una fonte non proprio adamantina: l’ex fidanzato Gino Flaminio da San Givanni a Teduccio, un passato di guai con la giustizia.
Non si sapra’ piu’ nulla di lei fino al 26 aprile 2009, sera fatidica del suo diciottesimo compleanno, quando Silvio Berlusconi in persona arriva a Casoria nella ruspante Villa Santa Chiara, sede dei festeggiamenti e, prima del brindisi con la festeggiata, i camerieri e il parentado, si apparta per una buona mezz’ora in una saletta riservata con Benedetto Letizia. La notizia esplode sui giornali di mezzo mondo e si rincorrono le indiscrezioni piccanti. Noemi sara’ sua figlia? O un’amante giovane dell’uomo piu’ potente d’Italia? Fin qui il gossip. Unica Voce fuori dal coro, la nostra. Che rivela l’esistenza di un’indagine della Dda sul filone camorra.

MESI DI FUOCO

Che cosa stava accadendo in quegli stessi mesi, fra Napoli e Caserta?
La guerra di camorra era esplosa il 18 maggio 2008 con l’omicidio di Domenico Noviello a Baia Verde, un villaggio turistico di Castelvolturno. Noviello, titolare di un’autoscuola, era un testimone di giustizia: aveva contribuito a far condannare casalesi di spicco come i fratelli Alessandro e Francesco Cirillo. Il 1 giugno sotto i colpi dei killer finisce Michele Orsi, l’imprenditore coinvolto nei traffici di rifiuti che aveva deciso di collaborare con gli inquirenti. Sempre a giugno si conclude in appello il processo Spartacus a carico della cosca di Casale, con numerose condanne all’ergastolo per uomini del gruppo Bidognetti. Nel corso di un’udienza, allo scrittore Roberto Saviano erano state rivolte minacce di morte attraverso la lettura di un brano da parte di un avvocato dei boss, Michele Santonastaso. Un’accelerazione imprevista. Quasi una sfida. Un modo eclatante di attirare l’attenzione che non aveva precedenti nel modo di agire della cosca, ormai disposta ad uscire allo scoperto pur di difendere i suoi affari miliardari.
A ottobre un pentito rivela che ci sarebbe un piano del clan per uccidere Saviano entro Natale. Negli stessi giorni le indagini portano alla luce alcuni legami d’affari fra i corleonesi del superlatitante Matteo Messina Denaro e il clan dei casalesi. La guerra, a questo punto, si fa aperta. In gioco ci sono partite come i lucrosi traffici di rifiuti, in Italia, e, all’estero, le attivita’ di riciclaggio che, nella sola Spagna, vedono i Casalesi e i loro piu’ stretti alleati, gli Scissionisti di Secondigliano, impegnati fra l’altro a edificare villaggi turistici in mezza Costa del Sol.
E’ a quel punto che il Viminale sferra un attacco senza precedenti. Il ministro leghista Roberto Maroni, incurante della presenza nel suo stesso governo di uomini come il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino da Casal di Principe indicato dal pentito Gaetano Vassallo come referente dei clan, in quattro-cinque mesi riesce a portare a segno risultati che i governi della repubblica in oltre sessant’anni non erano riusciti nemmeno a immaginare.
La miccia scoppia dopo la strage del 18 settembre 2008, quando a Castelvolturno i Casalesi uccidono sei immigrati e il titolare di una sala giochi. Il 30 settembre scatta la prima maxioperazione: 127 ordini di custodia cautelare e sequestro di beni per 100 milioni di euro. In manette il gruppo di fuoco del clan, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia. Spagnuolo, che sara’ fra i primi a pentirsi, sta dando un importante contributo alle indagini.
Nuovo blitz l’11 ottobre: la Dda partenopea arresta sette dei dieci ricercati del clan Bidognetti. Fra il 7 e il 22 novembre nella rete finiscono altri esponenti fra cui Gianluca Bidognetti, figlio del superboss Francesco (Cicciotto e’ Mezzanotte). Il 14 gennaio 2009 termina la fuga del boss stragista Giuseppe Setola. Nuove operazioni fra marzo e aprile sgominano fazioni del clan operanti anche a Milano, Modena e Reggio Emilia. L’attacco al cuore dei Casalesi culmina il 29 aprile con l’operazione Principe, nell’ambito della quale viene arrestato Michele Bidognetti, fratello del capoclan, e vengono sequestrati beni del valore di 5 milioni di euro. E il 18 maggio a finire dietro le sbarre e’ anche Franco Letizia (il suo arresto segue di poco quello del padre Armando Letizia), reggente del gruppo criminale.
Non meno stringente il pressing ai danni degli scissionisti di Secondigliano: il 12 febbraio di quest’anno gli inquirenti catturano un personaggio chiave del traffico di stupefacenti sull’asse Spagna-Scampia: il transessuale Ketty, al secolo Ugo Gabriele. A maggio la polizia arresta a Marbella il boss Raffaele Amato e, a Mugnano di Napoli, il pregiudicato Antonio Bastone, latitante dal 2006.
Il rapporto annuale delle Fiamme Gialle, reso noto nei giorni scorsi, in proposito parla chiaro: «L’attivita’ volta all’aggressione dei patrimoni accumulati dai clan camorristici – in particolare dei Casalesi – ha consentito di sequestrare beni e capitali di provenienza illecita per oltre 139 milioni di euro e di proporre, per l’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniale, beni e disponibilita’ finanziarie per un valore complessivo prudenzialmente valutato in oltre 231 milioni di euro». «Un dato – viene ancora sottolineato – decuplicato rispetto a quello del corrispondente periodo del 2008». Ed e’ lo stesso ministro Maroni a parlare di un “modello Caserta”, «che vogliamo mantenere ed estendere, concentrando l’attenzione sull’aggressione ai patrimoni mafiosi».

BERLUSCONI ZITTO

Si e’ mai visto un capo del governo che, a fronte di risultati cosi’ rilevanti nel contrasto alla malavita organizzata, non abbia mai espresso, nel corso dei mesi, operazione dopo operazione, almeno un cenno ufficiale di plauso o soddisfazione, anche al solo scopo di gonfiare il petto per le brillanti prestazioni di un ministro del suo governo?
Niente. Silenzio assoluto del premier, prima, durante e dopo il caso Noemi.
Ed oggi, ferme restando le indagini top secret su Benedetto Letizia, quel silenzio si trasforma in un ulteriore, decisivo elemento per comprendere la guerra sottobanco dichiarata al premier. Prima dalla camorra. E poi, proprio per questo, dalla parte non compromessa del suo esecutivo. Secondo la ricostruzione avanzata il mese scorso dalla Voce – e finora mai smentita – quella maledetta domenica sera del 26 aprile Berlusconi, dopo aver cercato con ogni mezzo di sottrarsi, fu costretto a mostrarsi nella sala cerimonie di Casoria per dare un segnale eloquente a chi di dovere. Un ricatto, una minaccia grave pendevano sul suo capo ad opera di boss capaci di passare da affari milionari in mezzo mondo ad attentati sanguinari rivolti alle singole persone. L’attrezzatura non manca.
Sulle ragioni di quel ricatto si possono avanzare numerose ipotesi. A cominciare – come abbiamo fatto nell’inchiesta della Voce di giugno – da quello schiaffo in piena faccia agli affari dei clan che il tandem Berlusconi-Guido Bertolaso ha inferto con l’apertura dell’inceneritore di Acerra, destinato a mandare letteralmente “in fumo” traffici da milioni e milioni di euro cash gestiti fino ad allora dagli Scissionisti coi Casalesi. E tutto questo, benche’ a liberare Napoli da tonnellate di pattume in meno di due settimane fossero state anche imprese in odor di camorra (e’ accertato che il settore, nel capoluogo partenopeo e provincia, e’ gestito dai clan in regime di monopolio).
Alla luce dell’inchiesta aperta dalla Procura di Bari sui giri di “squillo” e starlette che avrebbero frequentato Palazzo Grazioli e Villa Certosa grazie alle mirabolanti iniziative dell’imprenditore Gianpaolo Tarantini, potrebbero ora aprirsi scenari paralleli.

NOEMI ANCH’IO!

Quale che sia stata la molla che aveva obbligato Berlusconi alla “discesa di Casoria”, la popolarita’ che da allora ha circondato Noemi Letizia (con il conseguente valore aggiunto sul suo nome in caso di apparizioni televisive, serate, vendita di servizi fotografici, etc.) non poteva non fare gola ad altre, ben piu’ spregiudicate frequentatrici delle magioni presidenziali. Soprattutto se si tratta di persone senza scrupoli, avvezze a trarre benefici dalle loro prestazioni anche attraverso l’uso di registratori nascosti, arma suprema per i ricatti.
La costola dell’inchiesta barese condotta dal pm Giuseppe Scelsi sulla presunta induzione alla prostituzione (di persone, peraltro, che paiono essere tutt’altro che estranee a quella attivita’) trova il suo momento clou con l’arrivo spontaneo in Procura della escort Partizia D’Addario. La quale, in un primo momento, si mostra come una donna irreprensibile irretita dai lupi mannari. Poi viene fuori il suo passato. Quello vero. Ed emerge, fra l’altro, l’inquietante amicizia con Marisa Scopece, la giovane prostituta d’alto bordo brutalmente assassinata e data alle fiamme nelle campagne baresi, a settembre 2007. Pare che avesse deciso di parlare, di fare i nomi dei personaggi altolocati ai quali si accompagnava. In quell’occasione gli inquirenti risalirono alla D’Addario grazie ai tabulati telefonici della donna uccisa. Ai pubblici ministeri lei confermo’ il legame con Marisa e la comune amicizia con «molte altre persone».
Da Patrizia “Brummel” D’Addario in poi, e dalla sua consegna “spontanea” della audiocassette sulle feste presidenziali, scatta la ressa di pseudo-veline pronte a raccontare di aver preso parte ai bagordi in casa del premier. Un diluvio di “rivelazioni” gossippare. «Un exploit – fa notare un esperto di intelligence – molto simile a quelli che i manipolatori degli effetti mediatici fanno scattare per coprire altre verita’, per mettere la sordina a fenomeni ben piu’ gravi, che cosi’ sfuggono al controllo dell’opinione pubblica».
Al momento non e’ chiaro se lo “spontaneismo” della D’Addario sia stato dettato da ambizioni personali, o invece pilotato da qualcuno che doveva infliggere il colpo di grazia a Berlusconi, per allontanare dai vertici dello Stato un uomo invischiato in manovre camorristiche tali da mettere in pericolo la sicurezza del Paese. Ad onta dell’affollamento di sempre nuove ragazze pronte a “vuotare il sacco” in cambio di notorieta’, alcuni elementi farebbero propendere per la seconda ipotesi. In primo luogo la compresenza nel Pdl, nell’esecutivo nazionale e e nei governi locali di destra, di personaggi tirati in ballo da pentiti o da rapporti delle commissioni d’accesso in comuni sciolti per mafia (vedi Sant’Antimo e vedi il neo presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro), accanto a figure che – in primis i leghisti – alla malavita organizzata partenopea la guerra l’avevano dichiarata in tempi non sospetti. Ed ora hanno impresso la accelerata finale.
«Se un asse sotterraneo per il de profundis politico a Berlusconi esiste – viene sottolineato in ambienti investigativi romani – vede certamente in primo piano la parte “pulita” del governo e del Pdl». Che avrebbe incontrato come alleata, lungo la strada, la Puglia di quel Massimo D’Alema che la partita di fine anni novanta col Cavaliere l’ha chiusa da tempo. Ed oggi si trova, per puro “caso”, ad annunciare con ventiquattr’ore di anticipo, dai microfoni di Lucia Annunziata, quella “scossa” in arrivo da Bari destinata a segnare l’uscita di scena dell’uomo di Arcore. Una vicenda che passa per le mani di un pubblico ministero di Magistratura Democratica. E per una Procura che ha sede nell’enclave PD del sindaco Michele Emiliano. Ex magistrato.
E’ il “complotto” di cui parlano il ministro per gli affari regionali Raffaele Fitto e il Giornale? «Piu’ che altro – spiega la nostra “fonte” – una cordata. Un’alleanza anomala che nasce per motivi di stabilita’ democratica». In ballo ci sarebbero le sorti di un Paese il cui premier deve rispondere alle richieste dei clan. Ma questo, finora, nessuno ha avuto il coraggio di ammetterlo.

Rita Pennarola
Fonte: www.lavocedellevoci.it
Link: http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=215
7.07.2009

Pubblicato da Davide

  • ebertuol

    Silvio è forte, è solido.

  • Tonguessy

    Ma insomma sto Berlusconi è la vittima sacrificale prescelta per placare le ire degli Dei risentiti per cotanto malaffare? O non è piuttosto un avido imprenditore che non ha ancora imparato la lezione di Talleyrand o di Andreotti e quindi si merita il fuoco incrociato? Qualcuno ha voglia di dire qualcosa di sensato, visto che qualcosa di sinistra nessuno lo dice più?

  • Galileo

    Come si fa a dire qualcosa di sinistra se non esiste la sinistra? Boh! La sinistra (così coma la chiama qualcuno) l’unica cosa che sa fare di è gossip.

    Poi, qui non esiste più una sinistra o una destra…perlomeno come ancora siamo creduti a pensare.

    Poi, qui esistono solo poteri forti, che tirano l’acqua al loro mulino e fanno i soldi convivendo con altri poteri forti: perchè, ora crediamo che il baffetto D’alema metterà tutto in ordine? Sporco comè anche lui? Convivente con gli amerikani? Ah no. Meglio. Riprendiamo Prodi, con quel bel faccione da pesce lesso che ci ha venduto agli amerikani piu di berluskoni.

    In ogni caso, un bel articolo della Rita Pennarola, che leggo sempre volentieri. Questo si chiama fare informazione. Poi ad ognuno il compito di andare ad approfondire l’argomento.

  • myone

    Sto’ sulla parola ” Ore contate” nel mentre mi gratto la testa….

  • lucamartinelli

    non ho capito, amico, se la tua è ironia oppure no. personalmente il cavaliere massone non mi è simpatico, ma ora provo una piccola simpatia per lui. si sta accorgendo che gli intrighi della politica sono cosa diversa dall’amministrazione della sua azienda. e, a parte gli intrighi nazionali, penso alla sua disperazione nell’accorgersi che i suoi capi (massoni) inglesi lo vogliono defenestrare. sara’ perche’ si sono accorti della sua inaffidabilita’ o della resistenza che ha opposto in questi anni alla svendita di quel che rimane del patrimonio pubblico del nostro povero paese. al proposito l’ex-dc Prodi, fedele maggiordomo di Goldman Sachs, ha fatto molto di piu’. per comprendere bene cio’ che affermo occorre ricordarsi della faccenda del panfilo Britannia. penso anche che la sua disperazione sia amplificata dalla convinzione di dover sottostare a qualche processo, una volta destituito. saluti.

  • nsu_prinz_atomic_car

    Finirà il teatrino di destra e comincerà quello di sinistra. E proprio bello vivere in una valleverde 🙂

  • ranxerox

    Mah….non so come iniziare..Insomma, negli anni ’90,dopo i Georgofili ed altre bombe, hanno rifatto il Concordato con la Mafia mandando a morte Falcone, Borsellino ed altri, Caselli al confino(Torino), Tano Grasso idem, e quindi messo su come capo-fantoccio il Berlosco, già allora referente come lavanderia(pulizia pìccioli sporchi). Fin qui ci siamo. Ora queste anime pure lamentano le aderenze sue (di Berlosco)con la Camorra e con le parti intime di trojone più o meno maggiorenni(30 anni di tele-figa hanno fatto scuola). Beh, io dico che qui, come sempre è stato, comandano gli altri, mica noi. Gli USrAeliani, nella emme pure loro, si sono rotti di uno che gli fa la bella faccia e poi si intorta con Putin, Gheddafi e l’ IRAN per il gas. Loro vogliono servi più proni e la nostra nuova classe dirigente (Fini, D’Alema e compagnia cantante, Veltroni no perchè faceva troppo cagare) è lì che aspetta, dal tempo di Mani Pulite, a 90 gradi. EsCiao

  • gelsomino

    Premetto che sono antiberlusconiano, almeno quanto sono antidalemiano e antiprodiano (e anche antidiluviano và ), ma secondo me Berlusconi sta pagando lo scotto per non aver fatto fallire Unicredit, che in ambienti finanziari e massonici si dava per scontato che avvenisse questa primavera.

  • marimari

    sbagli sarà il governo dei banchieri
    e quello proprio FARA MOLTO PIU MALE A TUTTI

  • myone

    Chissa’ perche’ gli audaci giusti, tirano fuori le cose nei momenti clu’,
    tanto per diffamare. E’ gia’ successo. Prima no? Poi no?
    La codardia, ha sempre il suo lato forte, la codardia stessa.

  • nettuno

    Gente , dimenticate che la loggia P2 lo protegge.

    Non sarete così stupidi da pensare che il disastro ovvero la strage di Viareggio sia stata causata dalla ruggine .. c’è chi ha sentito tre scoppi in sequenza..

    Ora si parla d’altro ??

  • portoBF

    Ma l’hai letto l’articolo o no? Ma uno preso così ti sembra forte e solido?
    Il tuo silvio è diventato ingombrante anche per il suo stesso partito, tra un pò verrà scaricato da tutti, sopratutto dagli “amici”…..,troppo compromesso.
    Ti saluto

  • portoBF

    Ricordate Mani Pulite, Craxi, il ribaltone etc., bè, stanno usando la stessa tecnica e i personaggi sono sempre gli stessi, inglesi e usa che consigliano il da farsi ai galoppini nostrani e loro che, prontamente, eseguono. Che il nostro fosse impelagato con la criminalità, questo lo si sapeva già, e finchè non ha disturbato i progetti dell’impero è stato lasciato in pace, ora ha esagerato: “Piccola crisi diplomatica con gli USA, scontenti che i russi facciano affari in Africa grazie ad Eni.”

    Eni si è rivelata una delle migliori aziende con cui fare affari, per la russa Gazprom. Lo scorso gennaio, il Washington Times ha rivelato che le due aziende energetiche stanno per chiudere una joint venture in merito allo sfruttamento di giacimenti petroliferi in Libia.
    Hai detto niente………!

  • berotor

    “ad ognuno il compito di andare ad approfondire l’argomento.”
    Sai mica cosa dice al riguardo il Saviano?

  • marcello1950

    E’ uscito anche la notizia che questa volta alle europee La mafia siciliana ha votato contro berlusconi.

    a tutto questo c’è da aggiungere che i servizi segreti americani (nessuno ha ancora messo in chiaro le interazioni tra mossad ed universo mafioso ma conoscendo le ambizioni del mossad è da presumere che tali rapporti esistano o che esista il monitoraggio da parte del mossad con la possibilità di ricattare minacciare ed orientare) e la massoneria sono una stanza di compensazione importante tra economia criminale e poteri legali economici e politici.
    c’è da notare che Netaniau è venuto a Roma a omaggiare Berlusconi, secondo me quel che veramente determinerà verso dove penderà la bilancia contro berlusconi sarà la posizione della chiesa cattolica, perchè secondo me sul terreno politico strategico Berlusconi potrebbe averla Vinta, malgrado la posizione di feroce avversione dimostrata dalla Gran Bretagna (e ne ha ragione perchè e stata scalzata da interlocutore privilegiato degli Stati Uniti, sia nei rapporti con l’IRAN e paesi arabi, sia nei rapporti con la Russia) berlusconi proprio per l’insperato riconoscimento giunto da Netaniau potrebbe riuscire a fare la quadratura del cerchio imponendo agli USA la propria politica come la più vantaggiosa per loro, del dialogo antagonista con l’iran e il rapporto forte con la Russia, e a quel punto i poteri mafiosi si dovranno inchinare ai protagonisti politici sempre salvo che la chiesa non dica basta….
  • Bloody_mary

    Quale sarebbe la parte pulita del pdl,il fascista Fini che e’ stato il delfino di
    Almirante in un partito che faceva esplicito richiamo all’ideologia della
    Repubblica Sociale Italiana come il msi?Uno che ha dichiarato cheMussolini
    e’ stato il piu’ grande statista italiano del 900 e dopo sei mesi ha invece
    detto che il fascismo e’ stato il male assoluto?Ma per favore non diciamo
    eresie.Curiosa poi la tesi dell’articolista:prima si sostiene che questo governo tramite Maroni ha ottenuto in pochi mesi piu’ successi contro la
    criminalita’ organizzata che tutti gli altri governi repubblicani insieme,poi
    lo si accusa di avere forti connivenze con la stessa malavita.Cioe’ in pratica mentre Maroni faceva arrestare i malavitosi e decapitava i clan Berlusconi
    invece cercava dei modi per favorirli.
    Su un punto sono invece pienamente concorde:sul fatto che ci sia un disegno
    di alcune procure legate alla corrente magistratura democratica per ribaltare
    l’esito delle ultime elezioni politiche in Italia:gli italiani,magari sbagliando,
    hanno scelto un presidente del consiglio ma magistratura democratica ha
    deciso,scavalcando il giudizio popolare,che questo presidente non va bene.
    Mi chiedo anche a questo punto se ci suggeriranno un candidato loro.
    Se tutto questo si avverasse saremmo in presenza di un vero e proprio
    golpe troglodita degno delle peggiori dittature sudamericane.