BERLUSCONI ABBRACCIA KRUGMAN MENTRE IL PD RESTA FERMO SULLA LINEA DI MENGELE

BERLUSCONI ABBRACCIA KRUGMAN MENTRE IL PD RESTA FERMO SULLA LINEA DI MENGELE

DI FRANCESCO MARIA TOSCANO

ilmoralista.it

Di Berlusconi si può pensare, legittimamente, tutto il male possibile ma non si può negare che si tratti di un uomo che possiede intuito, lungimiranza e coraggio. “Letta sfori i parametri europei”, ha detto l’altro ieri un Cavaliere in forma smagliante, “tanto quelli (cioè il politburo di Bruxelles, ndm) non ci cacciano”. Il capo del Pdl ha racchiuso in pochissime parole un programma politico molto migliore, esauriente e concreto, rispetto a tutte le fumisterie messe nero su bianco da combriccole di non meglio precisati “saggi” sempre alla ricerca di sospirati seggi. Senza cioè mettere in discussione alcune scellerate regole europee, pensate proprio per realizzare lo scempio che viviamo, l’agognata “crescita” rimarrà nei secoli uno sterile e vuoto esercizio retorico buono per rabbonire i citrulli. Se gli italiani avessero buona memoria, ricorderebbero certamente con orrore le pacchiane campagne mediatiche che accompagnavano i meschini provvedimenti adottati dal governo degli “ottimati” guidati dallo svampito reazionario Monti. Chi di voi ha dimenticato, ad esempio, il fantasioso progetto “Cresci Italia” che doveva seguire a ruota la medicina amara contenuta nel vagamente biblico decreto “Salva Italia”? Abbiamo visto come è andata a finire. Enrico Letta si è posto su un piano di perfetta continuità rispetto alle pantomime del precedente governo, privilegiando provvedimenti-spot perfettamente inutili, quando non dannosi, da spacciare per grandi riforme in grado di fare uscire il Paese della “crisi”. Ma quello che ancora molti non hanno capito è che Letta, sull’esempio di Monti, esercita il potere proprio in quanto flaccido garante di uno status quo che non vuole e non può mettere in discussione alcuni capisaldi concettuali che garantiscono il progressivo svuotamento del benessere diffuso tipico delle società occidentali, vero quanto dissimulato fine di questa tragedia moderna che oramai soltanto i ciechi e gli stupidi derubricano a questione di natura meramente tecnico-economica. Rispettando cioè in ossequioso e servile silenzio la norma che impone il limite del deficit fino ad un massimo del 3%, unito alla diabolica elevazione del pareggio di bilancio a prassi di valore costituzionale, l’Italia non potrà che accelerare nella sua folle corsa verso l’abisso.


Con buona pace dell’appena varato decreto “Fare” (ridere) che si occupa di motonautica, mediazione e qualche elemosina, mentre il paese brucia e si dispera. Enrico Letta, che è andato al G8 in Irlanda con la stessa eccitazione di un liceale alla gita del quinto anno (Obama crede in noi? Wonderful!), è costretto a muoversi come un equilibrista: da un lato deve garantire il mandato ricevuto provocando un ulteriore impoverimento della società italiana nel suo complesso (quindi deve aumentare l’Iva, confermare l’Imu e in aggiunta cominciare a tagliare servizi essenziali e universali che innervosiscono le élite); dall’altro deve tentare di occultare tali finalità filonaziste attraverso la mozione dei buoni sentimenti (lavoro ai ggiovani!), la diffusione di menzogne pelose e deresponsabilizzanti (non caricheremo le difficoltà sulle spalle delle future generazioni!), il tutto condito da un atteggiamento di recitata prostrazione, curiale e dimesso, che dovrebbe permettere al nipote di Gianni di continuare a rimanere in politica anche una volta terminato il lavoro sporco (Monti docet). Ora di fronte ad uno scenario del genere, è chiaro che le sortite tardive di Silvio Berlusconi rischiano di provocare salutari effetti destabilizzanti. Se la pubblica opinione dovesse mai comprendere che la crisi non è il risultato di una condanna divina bensì il frutto di una precisa e sadica scelta politica destinata a cambiare in peggio il volto del Vecchio Continente, le cose potrebbero improvvisamente prendere un’altra piega.



Alcuni mi dicono: “Ma che credibilità ha uno come Berlusconi che prima accetta tutti gli ordini impartitigli dalla Bce (anticipo del pareggio di bilancio compreso) e poi cade dalle nuvole, denuncia l’insensatezza di alcune regole e cita perfino Krugman?” Nessuna rispondo io. Solo che il problema non è questo. Berlusconi era giustizialista ai tempi di Mani Pulite, garantista quando governava lui, turbo-liberista negli anni ruggenti della globalizzazione selvaggia e si accinge ora a morire keynesiano una volta metabolizzato il cambiamento del clima generale. Berlusconi non è un politico ma un uomo dall’olfatto prodigioso destinato a vivere in perenne simbiosi con un elettorato mutevole e disorientato sempre alla ricerca di un istrione pronto a ripetere quello che di volta in volta vuole sentirsi dire. A questo bisogna aggiungere un altro elemento non secondario: Berlusconi sa di essere nel mirino della massoneria reazionaria per ragioni che ho già ampiamente illustrato in alcuni articoli passati (clicca per leggere) e, nella speranza di ottenere una pace onorevole, minaccia di preparare una guerra lunga e logorante per tutti. Nel caso in cui questa sera la Consulta dovesse trovare un appiglio per scacciare i cattivi pensieri che ronzano nella testa del Cavaliere, lo “statista di Arcore” (ho scritto “statista” non “stalliere”) eviterà in futuro di toccare argomenti decisivi e sensibili. Ma se, come penso, gli ermellini daranno invece torto al capo del Pdl, già da domani ci sarà di sicuro da divertirsi. Berlusconi infatti scaricherà comprensibilmente tutta la sua frustrazione sul governo di Enrico Letta, creatura di quel Giorgio Napolitano che ha già ricevuto il conforto della Corte al fine di ordinare la distruzione delle intercettazioni intercorse tra lo stesso Capo dello Stato e l’indagato Nicola Mancino. Un detto calabrese dice che “si rispetta il cane per non fare torto al padrone”. Bisogna però capire fino a che punto questa massima vale.


In ogni caso, aldilà delle intuibili motivazioni personali, la posizione di Berlusconi è ineccepibile. Mentre il Pd, sempre più confuso, inutile e dannoso, continua senza sosta a difendere le politiche del rigore in salsa comunitaria che provocano quotidiani suicidi. Meglio Berlusconi che afferma una verità oggettiva per perseguire interessi privati, di uno come Epifani che continua a difendere questo mostro di Ue magari perché realmente convinto della bontà di alcuni malefici dogmi. In conclusione, gli eventi inducono Berlusconi ad abbracciare e rilanciare per l’occasione le sacrosante analisi di Paul Krugman; mentre il Pd, cascasse il mondo, rimane nei secoli fedele a difesa delle posizioni di Mengele. L’esperimento per loro può evidentemente concludersi solo con la definitiva morte della cavia Italia.


Francesco Maria Toscano

Fonte: www.ilmoralista.it

Link: http://www.ilmoralista.it/2013/06/19/berlusconi-abbraccia-krugman-mentre-il-pd-resta-fermo-sulla-linea-di-mengele/

19.06.2013

Commenti (30)

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    1. ilsanto 21 giugno 2013

      Purtroppo mi trovo ad essere pessimista del resto il giochino vota a destra o a sinistra funziona ancora e se poi sperando di venirne fuori voti M5S prendi una tranvata e torni al teatrino che i burattinai ci hanno costruito.
      Tentare di uscirne vuol dire vedersela con una organizzazione enorme fatta di servizi, polizia, finanza, mass media, esercito, NATO.
      Che speranza ci può essere ? La rivoluzione mondiale ? e se diventa la scusa per una bella guerra mondiale ?

    1. Andreg 21 giugno 2013

      Nel centrodestra qualcuno ha anche capito le dinamiche di ciò che succede.
      Scrive Susy De Martini, neo-parlamentare europeo indipendente Pdl:

      Le lacrime della violinista greca, donna meravigliosa, commuovono il mondo ma il mondo deve sapere chi fa piangere la Grecia, chi l'ha portata alla fame e alla disperazione!
      L'Europa o meglio questa Unione Europea è la prima responsabile!
      I redditi dei greci sono diminuiti del 33%, la disoccupazione giovanile è al 60% e mancano le medicine negli ospedali!
      Il debito pubblico con l'austerità sarebbe dovuto calare, invece è passato dal 120% del 2009 al 160% di oggi!
      La crisi nasce dalla leggerezza con la quale investitori, specie francesi e tedeschi, hanno prestato in Grecia attratti dagli alti tassi e dal fatto che l'euro gli evitava il deprezzamento.
      Ma quando la bolla dei titoli subprime da un lato ha investito le banche europee che si sono ritrovate piene di cartastraccia e dall'altro lato la rigidità dei parametri europei ha messo in difficoltà la Grecia, già penalizzata dall'euro, si sono trovate a corto di liquidità sia le banche che la Grecia, con la differenza che le prime hanno trovato nella UE e nella Merkel i difensori dei loro altissimi tassi d'interesse mentre la Grecia è stata abbandonata al suo destino!
      I miliardi che noi abbiamo versato al "fondo salva-stati" non hanno salvato i cittadini greci, come vediamo, ma hanno toccato solo virtualmente il suolo ellenico, subito girati a creditori che potevano patteggiare prima, senza aspettare che la Grecia fosse in ginocchio né ottenere nulla di più!
      Questo non me lo invento io, ci è toccato leggerlo pochi giorni fa sul Sole 24Ore, le parole seguenti sono dell'Economista-capo del Fondo Monetario Internazionale: “una ristrutturazione immediata sarebbe costata meno ai contribuenti d’Europa ma la Germania era come paralizzata e timorosa di rompere un tabù.”
      Tradotto, vuol dire che la Germania tutela le banche, non le persone e come scrive Luigi Zingales, sempre sul Sole 24Ore "questo atteggiamento è comprensibile da parte di istituti che di fatto rappresentano l'interesse dei creditori (come il Fondo Monetario e la Bce) è meno comprensibile da parte dei Governi nazionali, che avrebbero dovuto difendere l'interesse dei debitori. È troppo chiedere un mea culpa anche da loro?".
      Vogliamo che anche l'Italia continui su questa linea montiana? Io direi proprio di no!!
      CAMBIARE QUESTA EUROPA E' UN DOVERE MORALE : RINEGOZIARE GLI ACCORDI UN DIRITTO VITALE !!

      da

    1. secretfreewolf 21 giugno 2013

      Ancora meglio, ACCISE sui carburanti salgono, quindi SEMPRE NELL'ANO DEL POPOLO SOVRANO, che ha scordato la sovranita' e demotivato accetta sempre piu' la SCHIAVITU, senza passare per la semplice SUDDITANZA. E pensare che un tempo c'era qualcuno che per il PROLETARIATO diceva di BATTERSI, mentre in nome di Karl SE LI TROMBAVA, MA mai sia che un SINISTRO abbia DUBBI, lui se mai cerca solo i problemi ALTRUI.

    1. Aironeblu 21 giugno 2013

      Articolo tragicamente reale, il Berlusconi che è stato funzionale ad un ventennio di decadenza del nostro paese si è rivelato una spina nel fianco sempre più fastidiosa Per la seconda fase del piano globalista (fallimento e svendita del paese). Se in un primo tempo pensavano di liquidarlo con le risatine del coglioncino francese e della culona inchiavabile, oggi devono constatare che la sua presenza continua a farsi sentire e a intralciare, per un semplice motivo: Berlusconi, al di là di ogni giudizio politico e morale, è un gigantesco imprenditore italiano, e non ha alcun interesse a veder fallire il paese in cui operano le sue aziende, a differenza dei liquidatori montiani e piddini.

      Speriamo dunque che il vento dell'opportunismo che muove il cavaliere ad ogni suo passo, lo spinga ad una guerra aperta ai parassiti del grande piano €uro, per gridare anche noi:

      "MENO MALE CHE SILVIO C'È"!!!

    1. Tanita 21 giugno 2013

      Eccellente.

    1. RenatoT 21 giugno 2013

      esatto :)

    1. gattocottero 21 giugno 2013

      Questa è mitica:


      https://fbcdn-sphotos-c-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/1012732_512992312083751_1395715056_n.jpg

    1. vraie 20 giugno 2013

      ciò è più facile venga tentato da un buon fascista (pochi anche loro) che un eletto/elettore del pd

    1. vraie 20 giugno 2013

      pare anche a me che non ci sia

    1. vraie 20 giugno 2013

      il sistema funziona così, ma funziona bene per loro!
      almeno per ora non mi farei illusioni:
      se il 3% della famosa "Rete" ha scoperto la "Verità" e con essa si trastulla .... funziona bene per loro

    1. nigel 20 giugno 2013

      Quoto 100%

    1. Arazzi 20 giugno 2013

      P.S: perchè con fessi del genere morto un berlusconi se ne farà subito un altro e la giostra continuerà a girare.

    1. Arazzi 20 giugno 2013

      "finta sinistra che rimbambisce ancora milioni di persone in buona fede piddine miopi e ideologicizzate" - NO, questa non vale più, i piddini e tutti quelli che ancora si sfogano contro il pompetta sono solo dei fessi e vanno trattati come tali - Basta con questo buonismo, è ora di prendersela con i veri responsabili, tutti i fessi che tengono in vita sta farsa della democrazia rappresentativa.

    1. Georgejefferson 20 giugno 2013

      Semplice.Cerca le ultime di cofferati (minuscolo volontario) sull'euro.E'la vecchia concezione pedagogica paternalista vetero novecentesca col bastone a modellare il popolo bue perche bue per definizione (e non perche mantenuto e fomentato tale)...e'lo stesso impianto ideologico risalente al terrore come principio educativo (cerca red terror) oppure ben esemplificato dal primo paragrafo di uno scritto di Bagnai (cerca:l'uscita dall'euro prossima ventura).Questi socialisti col culo degli altri fanno il paio con reazionarie famiglie di vecchia data.

    1. Shivadas 20 giugno 2013

      Hai perfettamente ragione la tragedia dell'Italia è stata identificare l'antiberlusconismo, con essere di sinistra (o socialdemocratico, o socialista, o ecc. ecc.) Io ad esempio mi considero di sinistra, ma non odio Berlusconi e non ho mai votato PD. Anzi, posto che il PD è il vero partito ultraliberista e servo dei poteri forti, molto spesso mi trovo più vicino ad alcune uscite del PDL.

    1. Shivadas 20 giugno 2013

      Al di la del merito della politica Keynesiana o a deficit positivo. Mi sai spiegare perchè i politici si sinistra (passi per quelli di destra), hanno accettato di inserire in costituzione il divieto di tali politiche. un conto e decidere se applicarle o meno un altro è renderle contra legem, ergo vietarle. Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio

    1. Georgejefferson 20 giugno 2013

      Se almeno se ne andasse fuori da i coglioni...verrebbe meno quel cazzo di appiglio della nostrana finta sinistra che rimbambisce ancora milioni di persone in buona fede piddine miopi e ideologicizzate.Diceva Bagnai che l'economista Modigliani nel circuito professionale internazionale e' sempre stato considerato un keynesiano bastardo reazionario.Ma per il popolo influenzato dai media,gli e' bastato scontrarsi a porta a porta negli anni 90 con Berlusconi per essere dipinto poi,e considerato come una anima bella di sinistra.Siamo arrivati al punto che basta essere contro Berlusconi per essere considerati di sinistra noi buoni quelli giusti.Non da tutti per fortuna,ma per tanti e' cosi.

    1. siletti86 20 giugno 2013

      Ciò vale anche per personaggi del calibro di Andreotti o Craxi. Ricordatevi inoltre che l'ultraliberista Berlusconi durante gli anni 80 appoggiava i socialisti tanto in Italia quanto in Francia! Non sembra alquanto insolito ciò??

    1. Solounintervento 20 giugno 2013

      E invece l'organizzazione di una collettività, unitamente alla politica monetaria da essa perseguita è il nucleo fondante di una società . Se il tipo di organizzazione della collettività e' il fulcro, la politica monetaria costituisce la leva di cui l'organizzazione della collettività ne è il fulcro. È le leve possono essere di 3 specie diverse, come le tipologie di politica monetaria possono essere diverse.Dal tipo di leva sociale si determina la capacità di lavoro , di crescita, di benessere. Il pareggio di bilancio, economicamente e socialmente dovrebbe essere la finalità perseguita dagli stati, solo in periodi eccezionali si dovrebbe perseguire una politica di deficit ai fini di un eventuale rilancio di un economia in sofferenza. Se la politica di deficit diventa uno standard di governo, per un economia e per quella collettività che permette la perenne politica di deficit e ' la fine.

    1. Solounintervento 20 giugno 2013

      E invece l'organizzazione di una collettività, unitamente alla politica monetaria da essa perseguita è il nucleo fondante di una società . Se il tipo di organizzazione della collettività e' il fulcro, la politica monetaria costituisce la leva di cui l'organizzazione della collettività ne è il fulcro. È le leve possono essere di 3 specie diverse, come le tipologie di politica monetaria possono essere diverse.Dal tipo di leva sociale si determina la capacità di lavoro , di crescita, di benessere.

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