BERGOGLIO: UN AUTENTICO, PERICOLOSO, GESUITA DI RAZZA

BERGOGLIO: UN AUTENTICO, PERICOLOSO, GESUITA DI RAZZA

DI FEDERICO MENCONI

ilribelle.com

Il nuovo capo della Chiesa cattolica ha immediatamente posto i puntini sulle “i” come si è rivolto alla folla con discorso da gesuita coi controfiocchi: egli si è rivolto ai romani esibendosi in un’apparente e quasi ingenua captatio benevolentiae presentandosi come Vescovo di Roma. Questo, però, era solo un modo per liquidare il predecessore ancora in vita, che ha così potuto definire Vescovo Emerito, e non Papa Emerito come lo definiscono in molti. Insomma: di Papa in Roma c’è n’è uno ed uno solo, e quell’uno è il gesuita Bergoglio.La ruffianeria verso le masse è, invece, stata nel parafrasare Wojtyła, il più mediatico dei Papi, quello che esordì definendosi «il nuovo Papa chiamato di un paese lontano», ma Bergoglio assimilandosi al polacco rimarca che lui è di più: perché lui «I fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo».



Una elezione che ha spiazzato i bookmakers e i vaticanisti, perché il papa era entrato in Conclave sottotraccia e con abilità gesuitesca era, quindi, riuscito a restare a margine di ogni dibattito e possibili critiche o polemiche sull’opportunità del suo nome. E ce ne sarebbe stato ampio e motivato spazio: le relazioni di Bergoglio con la terribile dittatura argentina degli anni ’70 nascondono molte più ombre del semplice essere stato nella contraerea tedesca, fatto che fu aspramente rimproverato al “Vescovo Emerito di Roma”.



E proprio nella scelta sudamericana bisogna poi vedere le grandi capacità di analisi geopolitica della Chiesa. La coincidenza della recente scomparsa di Chavez, che lascia privo l’immaginario popolare latinoamericano di un punto di riferimento forte, dà un ulteriore valore aggiunto alla scelta dei cardinali: si offre un nuovo idolo cui rivolgersi. Nel continente dove la Chiesa cattolica pesca il maggior numero di adepti, inoltre, si andava creando un pericoloso asse socialisteggiante e laico cui andava posto argine. Le rivendicazioni socioeconomiche devono rientrare nell’alveo della carità ed il nome Francesco è la ciliegina sulla torta.

Viste le ombre di connivenza con la dittatura argentina, non è difficile prevedere quali saranno le linee di condotta di Papa Francesco, che saprà sicuramente comportarsi esteriormente, da buon gesuita, nello stile del poverello di Assisi, ma non dimentichiamo che il Santo nel suo tentativo di riformare la Chiesa non ebbe il coraggio di arrivare all’eresia e si piegò a servire il Papa di un Vaticano che continuava ad accumulare ricchezze. Una sconfitta, quella di Francesco, che oggi raggiunge le massime vette con lo schiaffo dato ai francescani dai loro arcinemici gesuiti, attraverso la scelta del suo nome da parte di Bergoglio.



Diversa, probabilmente, sarà la sostanza del messaggio, forse più tesa ad esaltare il pauperismo e la carità, anziché le giuste rivendicazioni sociali ed il benessere diffuso. Francesco era il nome quasi vietato, più ancora di Pietro, ma invocato da molti. E il raffinato gesuita ha saputo cogliere le istanze popolari: un segnale importante, ma di abilità politica e non di cambio di rotta; un vero Francesco non può controllare lo IOR, Papa Luciani insegna.



L’avversario di Ratzinger del penultimo Conclave, è dunque riuscito nel suo disegno e, quindi, se prima si poteva credere che Benedetto XVI si fosse dimesso per stanchezza ed età, ora ogni ipotesi di complotto diventa legittima, essendo il complotto tutt’altro che alieno dallo stile gesuita.



Bergoglio è riuscito in quello che sembrava impossibile: un gesuita al soglio di Pietro. Membro di un ordine quasi incontrollabile che per questo prendeva un ulteriore voto di obbedienza al Papa, l’unico a cui fossero sottomessi. Adesso, con Francesco Papa, sono però responsabili solo di fronte a se stessi e di Papi in Roma ne hanno due. Quello ufficiale e quello “nero”, come è infatti chiamato il Preposito Generale della Compagnia di Gesù, Adolfo Nicolás Pachón.



Per i suoi interessi la Chiesa, o lo Spirito Santo secondo i credenti, non poteva fare scelta migliore. Sono tempi complicati e non c’è figura più adatta di un gesuita per gestirli, grazie alla raffinata preparazione dei membri della Compagnia, ma anche alla leggerezza morale di cui sono spesso accusati perfino all’interno della comunità dei credenti, fin dai tempi di Pascal.

Queste doti, però, se saranno utili alla Chiesa non è detto che saranno un bene per il resto del mondo. Ricordiamo sempre che gli stati secolari spesso li cacciarono dai loro confini, riuscendo anche ad ottenerne una temporanea abolizione, per la loro pericolosità ed ingerenza negli affari del mondo. Un’accusa che ogni bravo gesuita sa facilmente rivoltare, facendo credere che ciò avveniva perché loro si schieravano contro l’oppressione del potere: ed è esattamente l’impressione che il Papa, nero come un Cuervo (Los cuervos, i corvi, così si chiamano i sostenitori del San Lorenzo di cui Bergoglio è tifoso: come «Papa Cuervo» è stato salutato sul sito della squadra), ha immediatamente voluto dare, da vero gesuita di razza.

Ferdinando Menconi

www.ilribelle.com

14.03.2013

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Commenti (30)

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    1. bagumako 14 marzo 2013

      "Figli dei finocchi"? Ma che davero? Uno può avere ogni tipo di opinione personale in proposito, credente o ateo, cattolico o musulmano, ma pretendere che si accetti l'omosessualità all'interno di tali religioni solo perché PIACE A TE/ VA DI MODA non ha alcun senso. Cambia religione

    1. Bloodow 14 marzo 2013

      Che sia un Papa eletto col compito di contrastare l'avanguardia progressista latinoamericana e' fin troppo evidente, ma penso che contrastera' con altrettanta durezza questo capitalismo neo liberista e globalista che sta portando il mondo sull'orlo del baratro.

    1. Bloodow 14 marzo 2013

      Sui matrimoni gay la Chiesa non cambiera' mai posizione qualunque sia il Papa, non e' una questione di uomini ma di dottrina.

    1. FreeDo 14 marzo 2013

      Se saranno solo "guai" come tu scrivi, questo papato non lascia presagire niente di buono.

    1. Tanita 14 marzo 2013


      Tra le centinaia di telefonate e e-mail ricevute, ne scelgo una. "Non ci posso credere. Sono cosí angosciata e cosí arrabbiata che non so' ché fare. Ci é riuscito, ha avuto ció che voleva. Mi sembra di vedere Orlando in tinello, qualche anno fa, dicendo: ' Lui vuole essere Papa '. E' la persona indicata per coprire il marciume. E' un'esperto nell'occultare. Il mio telefono non smette di suonare, Fito mi ha telefonato in lacrime".

      Chi sottoscrive é Graciela Yorio, sorella del sacerdote Orlando Yorio, chi aveva denunciato Bergoglio come responsabile del proprio sequestro e delle torture alle quali fu sottomesso durante quei cinque mesi del 1976. Il Fito che le aveva telefonato sconsolato é Adolfo Yorio, suo fratello. Entrambi hanno dedicato molti anni della loro vita inoltrando le denuncie di Orlando, un teologo e sacerdote terzomondista deceduto nel 2000, torturato dall'incubo che ieri si é materializzato. Tre anni prima, il personaggio dei suoi brutti sogni era stato nominato arcivescovo di Buenos Aires, fatto che preannunciava quanto é successo ieri.

      Orlando Yorio non é sopravvissuto per conoscere la dichiarazione di Bergoglio nel Tribunale Orale Federale 5. Lí Bergoglio disse che seppe dell'esistenza di bambini rubati ai detenuti una volta finita la Dittatura. Ma il Tribunale Orale Federale 6, che ha inteso sul piano sistematico di appropriazione di figli di detenuti-desaparecidos, ricevette documenti che dimostrano che giá nel 1979 Bergoglio sapeva benissimo - ed era intervenuto almeno in un caso su richiesta del superiore generale, Pedro Arrupe -. Dovo aver ascoltato la narrazione dei fatti da Elena de la Cuadra, sequestrata nel 1977, quando era al 5to. mese di gravidanza. Bergoglio aveva allora consegnato loro una lettera per il Vescovo ausiliare di La Plata, Mario Picchi, sollecitandole d'intercedere presso il governo militare. Picchi venne a sapere che Elena aveva avuto una bambina, che fu consegnata ad un'altra famiglia. "Ce l'ha un matrimonio ben costituito e non ci saranno retromarcie", informó lui alla famiglia. Tra i tanti articoli, uno su Pagina/12, oggi:

      http://www.pagina12.com.ar/diario/elpais/1-215796-2013-03-14.html

      La copertina di Pagina/12 di oggi intitola, a caratteri cubitali, ció che milioni di noi abbiamo pensato e detto ieri in tutta l'Argentina:

      "Oddio!". "¡Dios mío!"

    1. valeriodonnini 14 marzo 2013

      Concordo

    1. valeriodonnini 14 marzo 2013

      Siamo sicuri che Francesco e' quello d' Assisi ? Non e' che per caso sia San Francisco de Jasso Azpilcueta Atondo ...

    1. affossala 14 marzo 2013

      ""Viste le ombre di connivenza con la dittatura argentina, non è difficile prevedere quali saranno le linee di condotta di Papa Francesco, che saprà sicuramente comportarsi esteriormente, da buon gesuita, nello stile del poverello di Assisi """

      infatti, guai ai matrimoni tra finocchio e finocchio ,guai alle adozioni dei bambini dei finocchi .

    1. zara 14 marzo 2013

      Citazione dall'articolo: "Le relazioni di Bergoglio con la terribile dittatura argentina degli anni ’70 nascondono molte più ombre del semplice essere stato nella contraerea tedesca".
      L'aver prestato il proprio servizio obbligatorio nel contingente della contraerea in difesa della Patria non può essere considerato un "ombra" , ma bensì l'adempimento del proprio dovere.del proprio
      Questa semplice osservazione inficia da sola la tendenziosità del presente articolo.

    1. Tanita 14 marzo 2013

      Infatti noi lo sentiamo come una sciagura: L'austeritá per voi, il compito di contrarrestare l'avanguardia progressista latinoamericana da noi. E uno schiaffo alle Madres de Plaza de Mayo, che l'avevano denunciato.

      Non per caso tanta gente piangeva ieri in Argentina, e non di felicitá.

      Magari le lacrime fossero ingiustificate!

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