BEPPE … IL CANGURO AZZOPPATO E #MATTEOSTAISERENO

BEPPE … IL CANGURO AZZOPPATO E #MATTEOSTAISERENO

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Grillo non è Crozza, un giullare del potere che intrattiene le masse cerebrolese di un pubblico sempre più passivo e inebetito, mutuando la falsa analisi socio politica con zerbinismi satirici verso l'una o l'altra fazione, oppure facendo un camouflage retorico tra destra e sinistra, maggioranza e opposizione, euro e no-euro, sempre al servizio dell’altra faccia del capitale finanziario che deve intrattenere e divertire …

Grillo non soffre della Sindrome di Zelig (Leonard il protagonista del film), una personalità camaleontica mossa da trasformismo identitario, espressione del perfetto conformista … Grillo non adotta nemmeno la comicità di Zelig (comic show), bastarda, superficiale e puttanesca, che prostituisce un'immagine tronfia di sé … se mai interpreta il volto più rabbioso e incazzato delle classi più devastate dalla crisi economica e lo ripropone attraverso la satira.

Di conseguenza Grillo usa la comicità per dissacrare l'ipocrisia della classe politica italiana, che per anni ha ingannato i propri elettori con tutti i mezzi disponibili, usa il moralismo per far emergere le contraddizioni insite nel sistema, usa il linguaggio dello show man per smascherare le fandonie della neolingua mediatica, per cui il Decreto Salva Banche risulta funzionale alla rapina dei risparmi degli obbligazionisti e dei correntisti, la Buona Scuola serve a privatizzare la scuola pubblica sul modello anglosassone e gli attacchi di Renzi all'UE e alla Merkel, mirano ad oscurare il prossimo collasso del sistema borsistico e bancario, voluto e pilotato per imporre nuove misure drastiche di privatizzazioni.

Grillo poi nel suo ultimo spettacolo non farebbe ridere ma riflettere, dice Massimo Fini, io aggiungerei che Grillo è riuscito in pochi anni a conquistare il 25% dei consensi elettorali, proprio perché interpreta la schizofrenia di questo tempo maledetto, dove l’uomo continua a immaginare di vivere ancora nel secolo breve, e invece il nuovo capitalismo finanziario sta facendo strage di diritti ed esseri umani, trasformati in semplici ologrammi, analfabeti emotivi e alogici, che scambiano per razionalità l’iperrealtà invasiva dell'organizzazione tecnica, priva ormai di qualunque ordine di senso riconoscibile.

E dunque spiazzando tutti gli osservatori politici, come al solito ha centrato l’obiettivo, tornando a fare temporaneamente spettacoli, riprendendosi un po’ della propria libertà, ma disorientandoli anche con una delle sue mosse politiche più riuscite: il dietrofront sulla legge Cirinnà. La bomba infatti è esplosa quando Beppe sul suo blog ha annunciato che sulla legge Cirinnà i parlamentari a 5 Stelle avrebbero votato secondo coscienza, e non in base all'ordine di scuderia impartito da tempo, un tiro mancino al governo, che stava mediando con Alfano scambi di favori, e prove tecniche con i centristi (Lorenzo Cesa).

Con il voltafaccia di Grillo tutto viene rimesso in discussione. Grillo ha intuito che Renzi difendeva la Cirinnà solo in apparenza, mentre dietro le quinte lavorava per trovare un punto di mediazione con i centristi, quindi il suo colpo di scena ha rimescolato il puzzle, lasciando il rottamatore rottamato, proprio mentre tentava di agganciare i 5 stelle e il centro, per aggiungere al suo cahier des charges l’ennesima riforma Ocse. Matteuccio ha cercato di azzoppare il canguro, per affossare una legge che non è certo apprezzata in Vaticano. Meglio massacrare le pensioni di reversibilità che farsi nemici i cardinali.

Sta di fatto che il premier sembra essere entrato in un periodo di disgrazie rancide e scalogne nere da invasione delle locuste, mentre i 5S mantengono i propri consensi, nonostante tutte le trappole mediatiche e fandonie diffamanti orditegli dai media. Ma Grillo e Casaleggio in questo sono stati accorti, evitando di ghettizzare il movimento su posizioni estreme, ma continuando ad alimentarlo con propaganda populista e fiancheggiando le istanze popolari più sensibili, quali: castacorruzione, onestà, reddito di cittadinanza, lavoro, costituzione, nazionalizzazione delle banche fallite …

Inoltre i vertici hanno gestito abilmente il blog, in modo da attrarre consensi sia da destra che da sinistra, hanno saputo governare gli iscritti e i parlamentari che spesso assumevano posizioni troppo sinistroidi, mantenendo certe ambiguità di "coscienza" sia sull’abolizione del reato di clandestinità ( che non cambia gli effetti della legge), che sulle unioni civili (che nella patria delle cappe rosse non sarebbero mai passate nella versione "stepchild adoption"). Grillo dunque, per compensare la tendenza sinistroide degli iscritti deve ogni tanto assestare una virata, al fine di soddisfare l'altra metà di destroidi.

Il momento è delicato per Renzi, l'attacco nei suoi confronti è ormai pressante, prima Manfred Weber il Capogruppo al Parlamento Europeo del PPE, che accusa il premier durante l’assemblea plenaria con queste pesanti parole: Renzi sta mettendo a repentaglio la credibilità europea a vantaggio del populismo“, poi il Vice Presidente della Commissione Valdis Dombrovskis che ammonisce che la flessibilità concessa all’Italia è a tempo e che l’Italia deve sbrigarsi a fare le riforme, e infine il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker che lamenta relazioni politiche burrascose con il governo italiano.

Renzi sembra essere diventato scomodo per le forze euriste, che stanno ricompattandosi per poterlo eliminare politicamente, sostituendolo con un Presidente Travicello, magari sostenuto da un Governo tecnico, nel nome dell’emergenza, e teleguidato da Francoforte. Guarda caso lo spread che finora se n’era stato buono intorno a soglia 100, nonostante il bail-in e le borse a picco, in pochi giorni ha toccato quota 150. Borse in calo, spread in aumento, credibilità del governo in Europa a livello da minimi storici. Che sta succedendo? Si è messo in moto forse lo stesso meccanismo che ha fatto esplodere il governo Berlusconi?

S’intravede di nuovo un disegno della Troika mirato a destabilizzare ancora la politica e l’economia italiana, quasi Renzi avesse sbracato oltre i limiti e fosse ora costretto a ripiegare la testa, accettando una nuova stretta di austerità. Certo anche la vita del M5S non è facile, perché non solo deve combattere contro tutti i mezzi di distrazione di massa che lo screditano e lo infamano quotidianamente, ma deve guardarsi anche alla spalle e ai fianchi, vessato dalle insinuazioni continue dei maestri del sospetto.

Leghisti travestiti da sovranisti che camuffano le loro responsabilità storiche con euroscetticismi paideutici … economisti che profetizzano il collasso dell'euro da 4 anni, o economisti con la sindrome del numero 4 (Bagnai + Borghi + BarraC + Berlusconi), che spargono fango sul movimento appena possono intervenire nei vari talk show, avvocati costituzionalisti che propongono false e improponibili alleanze tra il M5S e la Lega, salvatori della patria che sponsorizzano la Lega come fosse un partito vergine. Intanto i pentastellati non sono certo un movimento di pseudo-sinistri, non sono “compagni che sbagliano”, né un movimento radical-socialista, né un movimento di estrema destra, sono decisamente una cosa diversa, non identificabile con chiarezza: probabilmente sono i figli ribelli della dimensione postmoderna del pensiero debole.

Ma nel tempo contemporaneo, le masse cercano i simulacri e non i significati, implodono in una “maggioranza silente”, figura della “fine del sociale”, perché dove lo spettacolo ha invaso le nostre vite, le reali relazioni sociali regrediscono, gli individui scompaiono nei mondi della simulazione, nella stessa realtà virtuale dei media e del web, e non riescono più a fare massa pubblica sensibilizzata sui problemi comuni. E nello splendido reame dell’iperreale, tutto contribuisce a governare l’immaginario sociale, il pensiero e il comportamento degli utenti, tanto che non si stanno accorgendo della demolizione dei diritti democratici e del benessere sociale, anche se tutto sta accadendo alla luce del sole, sotto i loro occhi: lavoro, pensioni di reversibilità, welfare, sanità pubblica, riforme costituzionali, distruzione dell’assetto economico delle piccole e medie imprese … Tutto rientra nella pacata e atroce azione demolitrice del capitale, della grande finanza speculativa e delle corporations delocalizzatrici.

Comunque a mettere a posto le cose si è ridestato dal coma profondo il vecchio Giorgio, la cui apparizione è sempre una gufata avariata e che ha subito preteso una bella intervista sul giornale delle larghe intese, Repubblica, dove ha elargito qualche sganassone al giovin signore: “Le intese in Europa dovranno essere comunque molto più larghe” … “L'errore sarebbe, come sinistra, restare impigliati nella dimensione nazionale, anziché agire per fare un balzo in avanti nell'integrazione, perché il pericolo è ripiegare sulla difesa dei confini nazionali e sulla rivendicazione di maggior spazio per le politiche di bilancio nazionali".

E alle domande dalle cento pistole di Folli, l’avvoltoio ha decretato: "Oggi siamo di fronte a possenti spinte centrifughe. Perciò non dimentichiamo che qualsiasi intesa per rinnovare e far progredire l'Unione e superarne le attuali insostenibili contraddizioni deve comprendere la Germania. È inimmaginabile qualsiasi svolta senza e contro Berlino" … "L'Italia è interessata alle più ampie intese in tutte le istituzioni dell'Unione, e non solo per un componimento delle divergenze che sono insorte tra il nostro governo e la Commissione. Occorre accortezza e capacità di persuasione da parte nostra. "

azz … allora è giusta la previsione di un prossimo ministro del Tesoro o delle Finanze europeo? Inviato direttamente dalla Troika? Probabilmente sì … sembra finalmente arrivato il momento che i lanzichenecchi, travestiti da finanzieri, caleranno sullo stivale d’Europa, così come hanno fatto del resto tante volte nei secoli trascorsi.

Anche il Financial Times prevede una stranita foschia all’orizzonte: “Il quarantunenne premier che è andato al potere sull'onda dell'ottimismo e della buona volontà, come il leader più forte in Italia dai tempi di Silvio Berlusconi, deve ora fare i conti con i problemi in casa propria e all'estero . Problemi che minacciano di travolgere la sua amministrazione. Venerdì scorso, i report dell'Istat hanno mostrato che l'economia è cresciuta di appena lo 0,1% nel quarto trimestre del 2015.”

Al macero dunque le pensioni di reversibilità … e poi arriva la Troika, tanto gli assidui seguaci del partito collaborazionista voteranno sempre e comunque … Pd.

Beppe Grillo

Fonte: www.comedonchisciotte.org

18.02.2016

Riferimenti

http://www.huffingtonpost.it/2016/02/16/financial-times-contro-renzi_n_9240990.html

http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2016/2/9/DIETRO-LE-QUINTE-Ue-Napolitano-Mattarella-prove-di-governo-tecnico/677805/

http://www.repubblica.it/politica/2016/02/08/news/giorgio_napolitano_intese_piu_larghe_per_rilanciare_la_ue_renzi_non_escluda_merkel_e_popolari_-132974655/

Commenti (44)

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    1. Rosanna 18 febbraio 2016

      Del resto anche un orologio rotto segna l'ora esatta due volte al giorno ...

    1. Rosanna 18 febbraio 2016

      Beh certo che per assimilare Grillo a Salvini ce ne vuole ... infatti mi
      sembra che Grillo non abbia mai immerso le sue mani nel pentolone dei
      finanziamenti pubblici, non ha mai partecipato al saccheggio del
      benessere degli italiani, non ha mai firmato tutti i trattati dell'Ue,
      non è stato mai coinvolto in un giro di tangenti ... quindi il confronto
      mi sembra quanto mai impietoso ...

      gatekeepers del potere di turno? Purtroppo è una tesi sostenuta
      negli ultimi anni da ambienti che abbiamo conosciuto, e che si sono rivelati
      altrettanti gatekeepers. Insomma la partita è già truccata fin dall'inizio,
      e di fronte ai dadi truccati non è facile comunque vincere.

    1. Luposolitario 18 febbraio 2016

      ...esattamente!!....poiché di fatto tutti nessuno escluso, dei "cavalli" presenti sulla "giostra", ubbidiscono allo stesso stalliere.

    1. Rosanna 18 febbraio 2016

      Mah ... mi sembra molto improbabile che Grillo, il fondatore del movimento, si faccia da parte perché è arrivato Casaleggio junior ... anche perché conoscendo il carattere di Grillo non mi sembra una delle persone più arrendevoli ... per di più resta proprietario del simbolo

    1. Rosanna 18 febbraio 2016

      Veramente io ho espresso un altro concetto "Grillo non è Crozza, un giullare del potere che intrattiene le masse cerebrolese di un pubblico sempre più passivo e inebetito", quindi con masse cerebrolese non mi riferivo certo a te, me ne guarderei bene ... ma a tutti gli spettatori inebetiti che s'informano solo sulla tv e sui giornali, senza ampliare i propri orizzonti di senso cercando di consultare altre fonti ...

      per di più la mia posizione è abbastanza vicina all'anarchismo, trovo semplicemente opportuno cercare di approfittare di un'occasione, quale ci viene proposta dai 5 stelle ... senza però immaginarli necessariamente la risoluzione di tutti i mali ...

    1. temuchindallaCina 18 febbraio 2016

      Sempre commenti interessanti, arguti e precisi.

      Aspetto sempre di leggerti su analisi internazionali :-)

    1. temuchindallaCina 18 febbraio 2016

      AH AH AH, sempre perdonata ;-)

    1. Penta 18 febbraio 2016

      Non posso credere che ci sia qualcuno che ancor oggi non ha capito che Grillo per il Movimento 5 stelle è stato solo il megafono.
      Di Casaleggio.
      E che adesso c'è Casaleggio junior e lui è solo d'impiccio

    1. alsalto 18 febbraio 2016

      Tutta questa arroganza nel definire cerebrolesi tutti coloro che non risultino allineati ai vostri dogma non vi aiuta di certo.

      Tanto che s'arriva a difendere l'indifendibile come in questa occasione.
      Quando volete voi e' la rete (4 gatti tutti da verificare e mai verificabili, guardacaso, su di un server privato di un capetto arruffato che ha seduto sulle peggio poltrone e fa business a suon di influencer trolloidi ispirato dai tettami massimi del turboliberismo rapace) a decidere "dal basso".
      Quando poi non subentra il direttorio (che bel termine dal sapore nostalgico ITALIANI!!!).
      Ma pure se poi a dirvi cosa avete deciso e direttamente LUI l'altissimo va bene!

      Vedi? Ha anche tolto il nome dal simbolo!
      SI? Peccato ne detenga la proprieta' proprio come il nano con la stella padana...hahaha.

      Siete apparsi (ho voi stellati) sin da subito assai ipocriti in tema di unioni civili al pari dei piddini. Con un piede da dividersi fra troppe staffe. E manco che sia la prima volta.
      I cerebrolesi come il sottoscritto (anarchico, tanto per chiarire) non dimenticano e non fanno finta di non vedere.
      Dagli ammiccamenti del Grillo a Casa Pound ai maneggiamenti bancaioli del bullo fiorentino tanto per esser chiari.

      Aspettavo maggior onesta' intellettuale dalla Spadini pur mantenendo le sue dichiaratissime simpatie politiche.

      E mi dovrei prendere del cerebroleso e stare pure muto?

    1. iskra 18 febbraio 2016

      Basta con questi fenomeni da baraccone che giocano a fare la " rivoluzione "


      ma nella pratica sono solo funzionali al sistema

      il riformismo è morto .

      Il proletariato o è rivoluzionario o non conta nulla.
    1. spadaccinonero 18 febbraio 2016

      qualcuno non si è ancora accorto che il 5s funge da stampella per l'esecutivo...

      e qui si parla ancora di lotta al sistema

      bah...
    1. riefelis 18 febbraio 2016

      Grazie per la risposta argomentata.
      Rifletterò

    1. Rosanna 18 febbraio 2016

      Con capre benpensanti non mi rivolgevo naturalmente a te, riefelis, ma alla gran massa degli elettori che non comprende i retroscena della poltica, ma si limita a formarsi sui media mainstream ...

    1. Fischio 18 febbraio 2016

      Diverso tutti gli anni ma tutti gli anni uguale...cantava Guccini...Politici diversi ma tutti uguali dico io...Destroidi, Riformisti, Centristi, Liberali ecc...sono papponi di una stessa torta. Gentaccia che vola alto e che sgancia bombe sopra le teste della massa rincoglionita...l'apparente diverso (il Beppino, come il collega Salvini) è il peggiore di tutti, colui che approfitta della sua arte accattivante per imbrogliare e poi stordire, indirizzare la povera gente inconsapevole verso scenari inquetanti.E basterebbe informarsi un tantino per rendersi conto di chi sta dietro quel diverso imbellettato di simpatia(?) Diverso tutti gli anni ma tutti gli anni uguale...

    1. Rosanna 18 febbraio 2016

      riefelis, non si sa ancora quale sarà l'esito dell'iter legislativo, per altro di una legge che il Vaticano osteggia fortemente, e quindi la contraddizione è molto più evidente nell'atteggiamento del Pd, che a parole ha proposto la legge e dice di volerla votare con la stepchild adoption, e nei fatti la sta affossando, almeno nella sua piena garanzia dei diritti civili.

      In politica esistono anche i retroscena, le mosse false, le abilità strategiche, ed ora il Pd si trova messo al muro, se la legge passa senza la piena garanzia dei diritti il Pd smentisce se stesso ... quindi questa è una vittoria politica dei 5 stelle, che hanno magari sacrificato i diritti dei gay, per la difesa di altri diritti, quelli sociali, le pensioni di reversibilità, il reddito di cittadinanza, equitalia ...

      Certo che la massa delle capre benpensanti non capirà la mossa strategica, ma la tattica è evidente ...

    1. PietroGE 18 febbraio 2016

      Sono tatticismi senza costrutto. Il 5S ha una base che è molto più a sinistra del vertice Grillo Casaleggio, lo si vede da come hanno accolto all'inizio la legge sulle unioni civili. È anche possibile che abbiano fatto un paio di sondaggi e scoperto che al Sud, dove il 5S prende più voti, la legge sui cosiddetti diritti civili non è proprio popolare.

      D'altra parte l'articolo, che come al solito è ben scritto, fa benissimo a ricordare quali sono i veri temi che la discussione sui diritti omosessuali cerca di nascondere : la crisi europea e il disastro finanziario italiano. Una volta installato il ministro delle finanze europeo e la Troika a gestire la finanza italiana, non importerà un fico secco chi vincerà le prossime elezioni politiche. Il Paese, già più o meno commissariato, sarà ridotto in schiavitù.

    1. Rosanna 18 febbraio 2016

      Sono pienamente convinta Cataldo di quello che dici, siamo in piena destrutturazione costituzionale e non solo, siamo in piena dissoluzione della sovranità politica, monetaria ed economica, in più l'identità dello stato nazione sta per essere completamente assimilato da parte di un impero sovranazionale, che ha spezzato le relazioni tra i cittadini e i propri rappresentanti, che ormai prendono ordini direttamente dagli spread alimentati ad arte ...

      quindi in questa drammatica situazione in cui un presidente del consiglio nominato, un parlamento eletto in modo illegittimo, perfetti replicanti che affondano le fauci dei poteri finanziari nei risparmi e nei capitali delle famiglie italiane (ancora le più ricche d'Europa), non credo ci fosse molto tempo per formare i quadri dirigenziali, di cui i vecchi partiti si erano dotati con tanta abilità ed impegno, e al contrario si è dato vita ad un'assunzione di responsabilità dal basso, per sensibilizzare gli eletti ed accelerare i tempi ...

      sta di fatto che oggi il M5S è in parlamento, con un buon pacchetto di voti, può condurre la propria decisa opposizione al sistema, facendo magari anche degli errori, ma comunque per il momento sembra l'unica opposizione credibile ... inserita certo in un contesto dialettico insito nel regime capitalistico, perché un'alternativa potrebbe essere la lotta armata, che però credo che nessuno possa augurarsi ...

    1. riefelis 18 febbraio 2016

      Ragionamenti privi di logica

      "Con il voltafaccia di Grillo tutto viene rimesso
      in discussione. Grillo ha intuito che Renzi difendeva la Cirinnà solo in
      apparenza, mentre dietro le quinte lavorava per trovare un punto di
      mediazione con i centristi, quindi il suo colpo di scena ha rimescolato
      il puzzle, lasciando il rottamatore rottamato, proprio mentre tentava di
      agganciare i 5 stelle e il centro, per aggiungere al suo cahier des charges
      l’ennesima riforma Ocse. Matteuccio ha cercato di azzoppare il canguro,
      per affossare una legge che non è certo apprezzata in Vaticano. Meglio
      massacrare le pensioni di reversibilità che farsi nemici i cardinali."

      Mi sembra evidente cje il M5S poteva spiazzare le dununciate mediazioni che si svolgevano dietro le quinte votando compatto per il provvedimento. E' proprio il loro dietrofront che darà forza a queste mediazioni.

    1. Cataldo 18 febbraio 2016

      Si fa un errore costante quando si analizza il M5s, si perde di vista il quadro, come è ovvio, ma spesso si fa anche un errore più insidioso, si valuta il consenso al movimento sul piano elettorale come il risultato delle azioni politiche correnti del movimento stesso, questo è profondamente sbagliato.
      Una grande parte del consenso al movimento espresso elettoralmente è derivato, essendo un moto di rigetto della cooptazione della casta che anima tutte le scelte dei rappresentanti degli altri partiti, fin quando resterà dominante questa percezione di alterità, pur nelle sue profonde contraddizioni, non cambierà questo dato di base.
      Il fatto che si accusi il movimento di non avere una linea politica è quantomeno pleonastico, in quanto non c'era nel programma una "linea" ma un insieme di prescrizioni circoscritte, il fatto che anche queste si stiano sfilacciando nella prassi è normale.
      Le mie perplessità su Casaleggio sono ben antecedenti alla nascita del movimento, il fatto che ci si ostini nel 2016 su piattaforme proprietarie è un elemento oggettivo, che non si può certo derubricare, ma esiste nella politica, e nell'azione sociale in genere, una costante eterogenesi dei fini, per la quale non è detto che i risultati della propria azione siano coerenti con quanto è stato preventivato; nel caso il movimento ha presto intrapreso direzioni sue proprie che non possono inquadrarsi in un "piano", il ruolo degli eletti in positivo e sopratutto in negativo lo abbiamo visto, cosi come i limiti insormontabili della selezione di classe dirigente, che pensa di poter fare a meno di una strutturazione della formazione politica e di momenti organizzativi di verifica e maturazione del personale politico.
      Detto questo, teniamo sempre presente che siamo in piena destrutturazione costituzionale, con un presidente del consiglio nominato, un parlamento eletto in modo illegittimo, che si appresta a confiscare ulteriori stock di capitale delle famiglie per favorire i cerchi concentrici dei parassiti internazionali e delle loro zecche locali, in questo quadro drammatico va inserita la deludente azione del movimento, ma con tutti i suoi limiti è un comunque elemento di dialettica nelle istituzioni, che potrà anche essere addomesticata, ma intanto esiste.
      Rimane intera la domanda: quanto senso ha inserire il pensiero politico alternativo nelle forme istituzionali vigenti ? Non sono queste ormai rese immuni ad "alternative" ?
      Ci sarà a breve un ulteriore elemento per elaborare risposte, che segue altri a dire il vero di segno negativo, ed è il futuro referendum istituzionale, non tanto per il risultato, ma per come ci arriveremo e per come lo presenterà il sistema mediatico.



    1. gaia 18 febbraio 2016

      Mi scusi per l'imperdonabile dimenticanza.

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