BBC: FAZIOSA, LIMITATA, COLPEVOLE

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

John Pilger, Hans von Sponeck, Dahr Jamail e altri rispondo alla
dichiarazione della BBC riguardante il Tribunale Mondiale sull'Iraq.

"Perchè dire di più? Osserva questa distinzione: tra il folle che desidera ardentemente il suo bene e il saggio che desidera ardentemente il bene degli altri". (Shantideva, VIII secolo)

Di recente Media Lens ha lanciato un media alert riguardo la mancanza di informazione (da parte dei media britannici) sul Tribunale Mondiale per l'Iraq (World Tribunal on Iraq - WTI), tenutosi ad Instanbul lo scorso mese. La nostra allerta, Il Misterioso Caso del Fantasmagorico Tribunale Mondiale sull'Iraq, è stata spedita il 6 luglio 2005.Abbiamo suggerito ai nostri lettori di chiedere agli alti dirigenti della BBC perché la loro emittente, che è pubblica, non stesse informando sui molti rapporti di presunti crimini di guerra statunitensi a Fallujah e in altre zone dell'Iraq. Perché, in particolare, i principali notiziari della BBC ignoravano le dannate conclusioni del Tribunale contro l'invasione e l'occupazione dell'Iraq? E quando mai la BBC ha parlato della colpevolezza di Bush e Blair per crimini di guerra?

Per i media professionali, queste sono domande a cui è difficile rispondere razionalmente, preservando una qualche parvenza di dignità. La dissonanza cognitiva dimostrata dagli alti dirigenti della BBC, nel disperato tentativo di far credere che la 'imparzialità' della BBC sia ben salda - anche se le attuali prestazioni dei loro media promuovono chiaramente l'agenda di questo potere statale distruttivo - è incredibile a vedersi. Ricorda la vanteria della Regina Bianca in 'Attraverso lo specchio' di Lewis Carrol: 'Perché, a volte, ho creduto ad almeno sei cose impossibili prima di colazione". Alice nel Paese delle Meraviglie: Il "Giornalismo basato sulle prove" che ignora le prove!

Ora, Helen Boaden, il direttore dei notiziari della BBC, ha rilasciato la seguente dichiarazione alle molte persone che le hanno scritto. Abbiamo chiesto ad alcuni noti commentatori di rispondere (vedi oltre).

"La ringrazio per la sua email che critica la mancanza di informazione nella BBC quanto al Tribunale Mondiale sull'Iraq. Abbiamo ricevuto numerose lamentele su questa questione in diverse sedi della BBC e - dopo un attento studio del problema - quella che segue è la risposta, che spedisco per conto della BBC stessa.

Gli argomenti in discussione al meeting di Istanbul sono importanti e molti del temi discussi in tale sede sono stati trattati anche dalla BBC, che li ha esaminati continuamente o regolarmente nelle proprie emittenti. Ci sono molte conferenze che la BBC non segue – a causa di disponibilità limitata di risorse - ma per noi l'importante è che si mandino in onda notizie su una vasta gamma di argomenti.

Attualmente la nostra priorità finanziaria in relazione all'Iraq è riportare gli eventi dal paese stesso. La BBC è l'unica emittente britannica ad aver mantenuto una presenza continuativa nel paese, inclusa la presenza di agenzia permanente a Baghdad. Un esempio di come questo investimento abbia ripagato è l'intera giornata di notizie che abbiamo avuto su BBC News 24, BBC World, Radio 5 Live e sul sito web di BBC News il 7 giugno. In quel giorno, abbiamo scritto una cronaca dei diversi aspetti della vita delle 27 milioni di persone che abitano in Iraq. C'è un sommario di quel che abbiamo fatto sul sito web: http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/4603875.stm

La BBC ha esaminato gli eventi in Iraq da molte angolazioni, compresa l'infrastruttura legale; il ruolo dell'ONU; le relazioni internazionali: la condotta delle forze della coalizione e le violazioni dei diritti umani ad Abu Ghraib; la controversia su Guantanamo Bay. Ma a differenza del WTI, che considera la guerra in Iraq sbagliata come premessa, la BBC deve essere di larghe vedute ed imparziale nel suo approccio.

Siamo ligi ad un giornalismo basato sulle prove. Non siamo stati in grado di stabilire che gli Stati Uniti abbiano usato armi chimiche proibite o che abbiano commesso altro atrocità contro i civili a Falljah, lo scorso Novembre. Le inchieste sul campo, allora e successivamente, indicano che ciò non è probabilmente avvenuto.

La BBC prende il suo obbligo di fornire un informazione imparziale con la massima serietà. Le assicuriamo che noi lottiamo per un giornalismo responsabile, di larghe vedute.

Sua, Helen Boaden, Direttrice della BBC News" (Email forwardata da molti lettori di Media Lens, dal 13 luglio 2005 in poi).

Il premiato giornalista John Pilger, che ha una vasta esperienza come reporter in Iraq, ci ha detto:
"La risposta di Helen Boaden è semplicemente ridicola. Lei afferma che la BBC non ha stabilito che gli Stati Uniti abbiano usato delle armi proibite o commesso delle atrocità. Gli Stati Uniti hanno ammesso di aver usato il napalm, un arma proibita, e le prove delle atrocità a Fallujah sono schiaccianti: troppe per essere riportate qui. Leggete, per esempio, la dichiarazione dei dottori all'ospedale generale di Fallujah e di altri testimoni oculari indipendenti. La giustificazione per cui la BBC non ha stabilito la realtà di tutto questo è da ricercarsi nel fatto che tutti i suoi reporter siano embedded con gli Americani e i Britannici, e trasmettono dunque le informazioni degli occupanti, che non hanno nulla di 'imparziale'." (Email a Media Lens, 14 luglio 2005)

Abbiamo anche contattato il Tribunale Mondiale sull'Iraq per la loro risposta. La coordinatrice delle comunicazioni Caroline Muscat ci ha detto che il WTI aveva invitato Jonny Dymond, il corrispondente ad Istanbul del BBC World Service, perché partecipasse alle udienze del Tribunale. Lei ha aiutato nell'organizzare le interviste e nel fornire i filmati: "abbiamo fatto del nostro meglio per andare incontro alle sue necessità".

Dymond ci ha confermato di aver partecipato alla conferenza stampa di apertura e al primo dei 5 giorni di procedimento (email di Jonny Dymond a Media Lens, 14 luglio 2005). Il tutto si è risolto in una notizia del BBC World Service di 24 secondi, e un servizio più lungo di circa 90 secondi. Questi servizi non hanno menzionato la conclusione del Tribunale per cui la BBC, ed altri noti media mainstream, abbiano delle “responsabilità speciali per aver promosso le menzogne sulle armi di distruzione di massa in Iraq”.

Carloine Muscat ci ha detto: “La mancanza di informazione presso il BBC World Service non è dovuta ad alcuna negligenza nostra”.

Ma nemmeno una goccia di questa pur limitata informazione è stata trasmessa sui principali bollettini informativi della BBC, come i telegiornali delle sei o delle dieci su BBC1. Muscat continua:
“In effetti, Ms. Helen Boaden sta dicendo che il Tribunale non era una priorità per la BBC per via dei giudizi fatti alla BBC su questa iniziativa globale”. Ha aggiunto che il Tribunale “è stato seguito da milioni di persone in tutto il mondo grazie ai siti web alternativi, ai video e alle registrazione audio fornite in streaming dal sito web del WTI... Il fatto che gli Iracheni abbiano rischiato le loro vite viaggiando ad Istanbul e testimoniando gli orrori che hanno affrontato quotidianamente non era una priorità, infatti la BBC ha detto: “Attualmente la nostra priorità finanziaria in relazione all'Iraq è riportare gli eventi dal paese stesso”.

Mentre rispettiamo l'impegno della BBC per un giornalismo basato sulle prove, è difficile ignorare il fatto che le prove in questa storia siano nel Tribunale stesso. Il fatto che un numero significativo di rispettati diplomatici, accademici, reporter e legali che difendono i diritti umani si siano ritrovati con degli esperti internazionali in vari campi per portare l'attenzione del mondo sulle ingiustizie che si stanno verificando in Iraq, è in sé una storia che merita di essere riportata.

La BBC ha trascurato l'esperienza e la professionalità di tutti quelli che hanno partecipato a questo Tribunale. Infatti, una delle ragioni per cui questa iniziativa ha avuto luogo è proprio il fatto che abbiamo sentito, come milioni di persone in tutto il mondo, una mancanza di equilibrio, chiarezza ed obiettività nell'informazione sulla cosiddetta 'guerra al terrore'. Mancando di capire il significato insito nel presentare l'altra faccia di questa guerra, la BBC ha confermato che avevamo ragione”. (Email a Media Lens, 14 luglio 2005)

Abbiamo contattato Dahr Jamail, un giornalista 'non-embedded' che ha coraggiosamente testimoniato dall'Iraq per un totale di otto mesi. Jamail ha portato la sua testimonianza ad Istanbul, descrivendo molte atrocità inflitte agli Iracheni dalle forze USA. Questa è stata la sua risposta:
“E' interessante che Helen Boaden usi come ragione per non aver informato sul WTI che la BBC ricorra ad un 'giornalismo basato sulle prove', per poi dire che la BBC non è stata 'in grado di stabilire che gli Stati Uniti abbiano usato armi chimiche proibite o che abbiano commesso altro atrocità contro i civili a Falljah, lo scorso Novembre'.

Questo è uno degli scopi principali per cui il WTI ha avuto luogo – fornire queste informazioni ai media e informare il monde sulle atrocità commesse in Iraq”. (Email a Media Lens, 13 luglio 2005)

Jamail ha evidenziato che il Tribunale ha fornito tutte le prove di cui la BBC aveva bisogno: “le testimonianze, tra cui quelle di molti Iracheni, dell'uso di armi illegali da parte degli Stati Uniti a Fallujah lo scorso novembre, come cluster bomb, pallottole all'uranio, napalm ed armi chimiche”. Jamail ha anche evidenziato che “i testimoni e le fotografie dell'esercito statunitense che attacca gli ospedali uccidendo sia dottori che civili mostrano che questa sia una procedura operativa standard nelle avventure dell'esercito in Iraq”. Ha concluso:
“E' chiaro che se la BBC fosse veramente impegnata per un 'giornalismo basato sulle prove', come dice Ms. Boaden, avrebbe riportato quel che i dottori Iracheni e i civili dicono essere accaduto a Fallujah lo scorso novembre”. Fede cieca: La BBC ignora il suo stesso mantra di 'imparzialità'

Hans von Sponeck (nella foto in basso) è un ex assistente del segretario generale della Nazioni Uniti, che ha condotto il programma umanitario oil-for-food a Baghdad per 18 mesi. Ha dato le dimissioni nel 2000, inorridito dall'impatto delle sanzioni imposte dalle Nazioni Unite all'Iraq. Anche lui ha risposto alla email di Boaden:


“Il Tribunale Mondiale sull'Iraq non era solo 'un'altra conferenza'.
Una
BBC ricettiva ed imparziale avrebbe dovuto capire velocemente che
l'evento di Istanbul avrebbe fornito una rara immagine di una società
planetaria che si batte per la pace, la giustizia, l'onestà politica e
la responsabilità. La BBC ha scelto di ignorare il suo stesso avviso
per
cui 'imparzialità è informare su tutte le parti'. Bypassare un
movimento
per la responsabilità internazionale quando l'opportunismo politico e
la
disonestà dilagano, quando il diritto internazionale è violato e la
sicurezza umana sta diventando un sogno lontano, significa solo aderire
all'antitesi del giornalismo di larghe vedute”. (Hans von Sponeck,
email
a Media Lens, 13 luglio 2005)

Tim Llewellyn, un ex corrispondente dal Medio Oriente per la BCC, ha
riconosciuto “le difficoltà immense sul terreno” per i reporter in
Iraq,
ma ci ha detto che la Boaden si sofferma “sul fatto che l'utilizzo
dell'uranio impoverito e il verificarsi di atrocità a Fallujah e in
altri luoghi siano informazioni speciose”. Ha continuato:

“C'è una grande quantità di prove affidabili per cui le forze di
invasione avrebbero usato uranio impoverito e napalm in Iraq (noi
britannici abbiamo usato sicuramente il primo, nel 1991) e gli esperti
di difesa della BBC potrebbero fare molto di più perché si sapesse,
nell'arena pubblica. L'uso di tali orribili armi contro aree civili sta
sicuramente alimento la rabbia che si manifesta in attacchi come quelli
contro Madrid e Londra. L'inabilità o la riluttanza della BBC ad
esporre
in modo adeguato o anche solo discutere intelligentemente l'uso di tali
armi quali l'uranio impoverito o il napalm crea vergogna o è ritenuto
addirittura provocativo verso i telespettatori o gli utenti
radiofonici,
specialmente vista la sua propensione a permettere ai presentatori e
agli ospiti di accusare con furia l'Iran a causa della presunto
problema
delle armi nucleari". (Email a Media Lens, 14 luglio 2005)

Infine, Richard Keeble, professore di giornalismo alla Lincoln University e autore di 'Etica per i giornalisti' ci ha mandato la sua risposta alla dichiarazione della BBC:
"I media mainstream hanno celebrato la 'rivoluzione' che ha avuto luogo in seguito agli attentati di Londra, con l'uso preminente di immagini scattate con telefoni cellulari fornite da persone qualunque e dai weblog. Questo, è stato sostenuto, rappresenta una 'democratizzazione' dei media mainstream. Sembra che la rivoluzione più urgente per i media mainstream sia l'acquisizione di nuovi valori. Il loro fallimento nell'informare sul Tribunale Mondiale sull'Iraq dimostra come dominino ancora le priorità convenzionali. Il giornalismo mainstream rimane troppo vicino agli interessi e alle strutture economiche e politiche. Sempre più persone lo capiscono e si spostano verso delle alternative più autentiche" (Email a Media Lens, 13 luglio 2005)

Mark Byford, il vice direttore generale della BBC, ha affermato di recente che "ora, la BBC parte dal presupposto che il cliente che paga il canone abbia ragione. Dopo tutto, gli abbonati sono le stesse persone che hanno fondato e possiedono la BBC nel regno Unito". (Byford, 'Il tuo amico flessibile', The Guardian, 11 giugno 2005). Ha osservato: "Il modo in cui un'organizzazione risponde alle richieste di qualcuno è un metro del modo in cui le persone percepiscono l'apertura e la ricettività di quell'organizzazione".

Abbastanza vero. Ahimè, giudicano le reazioni che vediamo ogni giorno, molti utenti sono profondamente scettici sulle affermazioni della BBC quanto alla sua "apertura" e "ricettività".

Capiscono ogni giorno di più la sorprendete realtà per cui la BBC, emittente pubblica, è un accessorio per i crimini di guerra ed il terrorismo di stato perpetrato dal governo britannico, in tandem con il suo alleato statunitense.

Fonte:http://www.medialens.org
20.07.05

Traduzione per www.comedonchsciotte.org a cura di CARLO MARTINI

AZIONE SUGGERITA

L'obbiettivo di Media Lens è promuovere la razionalità, la compassione e il rispetto per gli altri. Per i lettori: quando scrivete ai giornalisti, vi raccomandiamo fortemente di mantenere un tono educato, non aggressivo e non offensivo.

Scrivete a Helen Boaden, direttrice di BBC news, Email: [email protected]

e a Mark Byford, vice direttore generale Email: [email protected]

Chiedete perché la BBC non stia informando sulle prove sostanziali di crimini di guerra della “coalizione” a Fallujah e in altre parti dell'Iraq. Perché la BBC non ha mai interrogato Blair e gli altri politici di alto livello sulla loro colpevolezza per queste atrocità?

Vi preghiamo di copiare le vostre email ai seguenti:

> Roger Mosey, direttore del telegiornale della BBC Email: [email protected] Mark Thompson, direttore generale della BBC
Email: [email protected]

Michael Grade, presidente della BBC
Email: [email protected]

Vi preghiamo di mandare delle copie di queste email a:
[email protected]

Questo è un servizio gratuito. Comunque, il supporto finanziario è vitale. Vi preghiamo di considerare di dare meno ai media aziendali e donare di più a Media Lens: http://www.medialens.org/donate.html

Una versione printer-friendly di questa allerta può essere trovata per circa una settimana dopo la data d'intestazione qui:
http://www.medialens.org/alerts/index.php

e poi, successivamente, nel nostro archivio presso:

http://www.medialens.org/alerts/archive.php

Visita il sito web di Media Lens: www.medialens.org

Commenti (0)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.