BARLETTA, SONO MORTE PER QUATTRO EURO L'ORA

DI LUCIANO GALLINO
repubblica.it

Le hanno trovate abbracciate. Le quattro donne morte lunedì nel crollo della palazzina lavoravano in nero per pagare i mutui. E venivano pagate 4 euro l´ora. Ieri si è levato il monito di Napolitano: «È inaccettabile». La Procura di Trani ha aperto un´inchiesta per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Ma al momento non ci sono indagati.

Un edificio pieno di crepe, uno scantinato mal illuminato, mal aerato, senza uscite di sicurezza. Nel quale lavoravano una decina di donne, faticando fino a dieci ore al giorno. Però senza contratto di lavoro, e pagate 4 euro l´ora.

Nella foto tratta da Facebook tre delle vittime del crollo della palazzina di Barletta: in alto con la maglia turchese Antonella Zaza, con gli occhiali Giovanna Sardaro e in basso Matilde Doronzo (Ansa)Di laboratori del genere ce ne sono decine solo a Barletta, che diventano migliaia se si guarda all´insieme del Mezzogiorno, e decine di migliaia se lo sguardo si allargasse mai al Centro e al Nord.

Di laboratori e officine e cantieri in nero è piena tutta l´Italia, lo era prima della crisi e lo è ancora di più adesso che la crisi morde tutti e dovunque. Non tutti hanno sulla testa mura che si sgretolano. Però le condizioni di lavoro crudeli, il lavoro in nero e le paghe da quattro euro o meno sono per centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori l´esperienza di ogni giorno. Il sindaco di Barletta ha detto che non se la sente di attribuire alle persone alcuna responsabilità per le condizioni in cui avevano accettato di lavorare in nero entro quel laboratorio. E neanche alla famiglia dei titolari, che non firmavano contratti in regola, ma nel crollo hanno perso la giovanissima figlia. Dalle nostre parti, intendeva dire il sindaco, l´alternativa al lavoro nero è la disoccupazione e la fame (o l´ingresso nella truppa della criminalità). L´affermazione è politicamente poco opportuna. Il guaio – che è un guaio di tutti noi – è che il sindaco ha ragione. Fotografa una situazione. Il mercato del lavoro è stato lasciato marcire dai governi e dalle imprese in tutte le regioni d´Italia. La crisi ha accelerato il degrado, ma esso viene dall´interno del paese, non dall´esterno. Una intera generazione oppressa dalla precarietà lavora quando può, quando riesce a trovare uno straccio di occupazione. Stiamo uccidendo in essa la speranza.

Adesso milioni di italiani guarderanno i funerali di Barletta in tv, e molti proveranno una stretta al petto, e il giorno dopo torneranno al loro lavoro precario per legge, grazie alle riforme del mercato del lavoro, o precario perché del tutto in nero. Tuttavia qualcuno un po´ di vergogna potrebbe o dovrebbe pur provarla. Come può un paese in cui si vendono centinaia di migliaia di auto di lusso l´anno, in cui ci sono più negozi di moda che lampioni stradali, e milioni di famiglie hanno almeno due cellulari pro capite, permettere a sé stesso di lasciar morire sotto una casa malandata che crolla un gruppo di giovani donne che faticavano senza contratto per 4 euro l´ora? Le abbiamo costruite tutte noi, queste trappole fisicamente e giuridicamente infami, con le nostre scelte di vita, i nostri consumi, con lo squallore della nostra cultura politica e morale.

Luciano Gallino
Fonte: www.repubblica.it
5.10.2011

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dana74
dana74
5 Ottobre 2011 , 8:22 8:22

non è una situazione nuova.
E’ inutile che quella cariotide yankee si indigni, lui che avalla la politica del “si è vissuti sopra le possibilità”, capo indiscusso del pensiero “l’immigrazione è una risorsa” dato che gli italiani sono dei fannulloni.
Fiumi di inchiostro quando ad essere sfruttati sono gli immigrati, ma di queste situazioni che come dice giustamente Gallino, ce ne sono una cifra indecente, e che si chiede? Che ce ne siano di più da sfruttare noi e loro.
E se prima di invitare immigrati ad essere sfruttati COME gli italiani PRIMA SI REGOLARIZZASSE GLI ITALIANI STESSI?

A proposito di fannulloni, chi denuncia queste situazioni? I sindacati e gli ispettorati del lavoro, profumatamente pagati, che fanno chiudono gli occhi?
La guardia di finanza oltre che a manganellare qua e là, che fa non vede e non sente mai niente?
Mi stupisco di come organsimi che sono radicati nel territorio niente sappiano di queste situazioni, son sempre “fulmini a ciel sereno”.

Tao
Tao
5 Ottobre 2011 , 9:16 9:16

E’ crollato un muro, ma è come se si fosse spalancato un sipario. Le donne morte nel sottoscala di una palazzina di Barletta confezionavano tute e magliette per meno di quattro euro all’ora. Tina, Matilda, Giovanna, Antonella: il Sud-Est asiatico nel Sud-Est italiano. Avevano trent’anni, un marito disoccupato e il mutuo della casa da pagare: la condizione disperata di chi non può più contrattare neppure la propria dignità. La tragedia ha scoperchiato un destino analogo a quello di mille altri sottoscala, dove si lavora stipati come conigli in tane fetide, senza uscite di sicurezza e senza luce. Funziona così: l’azienda fallisce, chiude, licenzia e poi riapre in un seminterrato, che a volte è addirittura un garage, offrendo lavoro nero e sottopagato a un manipolo di donne – giovani madri, per lo più – disposte a tutto pur di aiutare la famiglia a sopravvivere. Sono le schiave dei tempi moderni. Condannate a ripetere lo stesso gesto per dieci, dodici, quattordici ore al giorno. Troppo stanche, angosciate e ricattabili per poter protestare o anche solo prendere coscienza dei propri diritti. «Se non ora quando?» è una domanda che sfiorisce prima di giungere ai loro orecchi. Non può esistere idea di riscossa per… Leggi tutto »

Tao
Tao
5 Ottobre 2011 , 9:20 9:20

Questa tragedia dimostra anche tre cose: 1) non c’è bisogno di andare in Cina per trovare lavoro a basso costo, a 4 euro all’ora ne trovi in italia. In Cina sono ora sui 2 euro l’ora e poi ci sono i costi e complicazioni dei trasporti e della logistica (nonchè i problemi di frodi e qualità), per cui il mezzogiorno (e altre zone), lavorando in nero, sarebbero competitive verso i paesi emergenti, come costi di produzione. Senza contare che se anche risparmi 1 euro di differenziale di costo del lavoro quando importi dallo Shenzen rispetto a produrre a Bari, perdi però tutto il resto del salario che viene pagato ad un cinese, che lo spende in Cina piuttosto che ad un italiano che lo spende in Italia. La Globalizzazione, come discusso qui tante volte, è solo una gigantesca frode. Bisogna semplicemente mettere dazi alle importazioni dalla Cina, i cinesi se le comprino loro le loro magliette 2) l’evasione fiscale in Italia è soprattutto nel mezzogiorno, perchè qui in Emilia ad esempio è semplicemente impossibile trovare laboratori, officine o uffici dove tutti sono in nero. Ed è necessaria, perchè questi laboratori non riescono in maggioranza a tirare avanti se devono pagate… Leggi tutto »

maristaurru
maristaurru
5 Ottobre 2011 , 9:23 9:23

E’ crollato un muro su uno stabile fatiscente, dopo che a quanto pare, si erano avvisati i tecnici per valutare il pericolo e dopo che sembra detti tecnici avevano dato il via libera.. tutto bene. Questo anche è lo Stato, questo è il modo di lavorare, questo probabilmente si cercherà di farlo dimenticare , nel coro unanime del lavoro nero, che cacchio di lamentela è? sono decenni che si chiudono orecchi, occhi , e bocca, proprio come si fa verso certe altre manchevolezze. quattro donne sono morte perchè a quanto pare chi doveva dichiarare inagibile il palazzo non lo ha fatto, non è crollato un muro, ma una casa che andava sgomberata e chi doveva farlo NON LO HA FATTO. Le marmellate al sangue non mi piacciono

tania
tania
5 Ottobre 2011 , 9:51 9:51

Solo in Romania ci sono 7000 aziende italiane che sfruttano 900.000 rumeni ( senza diritti alcuno ) a meno di 3 euro all’ora . Solo in Romania . In Vietnam , ad esempio , altri servi costano , sempre alle aziende italiane , meno di 2 euro all’ora . E così via… Ovviamente , oltre allo sfruttamento umano , queste aziende italiane hanno mano libera nella devastazione ambientale . Bene ( anzi male ) : consiglio quindi , ancora una volta , alla propaganda in camicia nera che ogni giorno vomita la sua spazzatura anche su questo sito … di cominciare a combattere quel capitalismo italiano sopra descritto .

materialeresistente
materialeresistente
5 Ottobre 2011 , 10:13 10:13

E’ incredibile come si riesca su una storia del genere a tirare dentro la questione dell’immigrazione. L’immigrazione è una risorsa e la morte di queste donne, sfruttate, con questo fatto in un paese di vecchi bacucchi non c’entra un beneamato cazzo.

materialeresistente
materialeresistente
5 Ottobre 2011 , 10:19 10:19

Questo spazio vede sempre più fascisti nostalgici dell’impero vomitare minchiate.
Una cortesia, risparmiateci almeno i sermoni di gente che di mestiere fa lo speculatore come questo tizio:
http://www.cobraf.com/

materialeresistente
materialeresistente
5 Ottobre 2011 , 10:23 10:23

E’ perché loro ai padroni portavano il baldacchino durante la marcia su Roma, regalavano fabbriche come agli Agnelli, e vorrebbero risolvere il problema della disoccupazione italiana non facendo lavorare le donne a nero, come a Barletta, ma mandando i loro mariti a conquistare le province dell’impero. Sono servi del capitalismo italiano, loro.

stonehenge
stonehenge
5 Ottobre 2011 , 10:26 10:26

Napolitano è ridicolo: “E’ inaccettabile…”
Va bene che lui vive nell’ovatta, che usa “le nostre” auto di lusso, “i nostri” palazzi storici, “il nostro” paese… basterebbe che andasse un po in giro per vedere le fatiscenti case e strutture situate specialmente nel meridione per capire che tutto può crollare da un momento all’altro…che stesse zitto…sto pagliaccio firmaleggi.

Nauseato
Nauseato
5 Ottobre 2011 , 10:31 10:31

Posso testimoniare che a Milano, ho visto lavorare in nero per 4€/h …

Nelle cooperative … lavorano precari per 6€/h con tutele inesistenti 10 ore al giorno, ma almeno non sono del tutto in nero. E malgrado questo, c’è gente che fa a pugni per poter lavorare.

Detto questo, detto tutto.

misunderestimated
misunderestimated
5 Ottobre 2011 , 12:20 12:20

Domanda: se un lavoratore del privato al Sud piglia la metà di quello che prenderebbe al Nord (tenendo conto che il costo della vita è comunque più basso), come mai un postino di Dobbiaco piglia lo stesso stipendio di uno da Canicattì? Vedi allora che gli statali se ne infischiano di immigrazione (anzi, la difendono), di dazi doganali (antistorici) e non si sforzano minimamente di comprendere il fenomeno dell’evasione fiscale (per loro ogni partita IVA è un potenziale ladro: ti credo, i loro stipendi sono pagati con le nostre tasse!).

Cornelia
Cornelia
5 Ottobre 2011 , 12:22 12:22

In questo momento al TG3 smentiscono il sig. Cobraf e le sue idee geniali:

in Emilia Romagna stanno licenziando la gente in massa, la costringono a formare cooperative e la riassumono a 5 euro l’ora. Tutto nella legalità tanto cara all’Emilia, tutto uguale identico che in Puglia.

Evidentemente Cobraf non è informato a sufficienza.

misunderestimated
misunderestimated
5 Ottobre 2011 , 12:32 12:32

Ora capisco: il capitalismo “italiano”, essendo “fascista”, è l’unico che va combattuto per dispetto alla “propaganda in camicia nera che ogni giorno vomita la sua spazzatura anche su questo sito”. E il capitalismo maltese, quando sarà il suo turno?

cavalea
cavalea
5 Ottobre 2011 , 12:32 12:32

Mi pare una conseguenza ovvia; la globalizzazione è un sistema di vasi comunicanti dove non sono previste valvole di intercettazione (leggi frontiere), ragion per cui anche 5 euro all’ora sono una enormità se confrontati alle paghe orarie afhane.

Prepariamoci ai 5 euro mensili, allora il mercato, forse, approva.

misunderestimated
misunderestimated
5 Ottobre 2011 , 12:34 12:34

L’immigrazione è una risorsa… quanto i vecchi bacucchi.

misunderestimated
misunderestimated
5 Ottobre 2011 , 12:37 12:37

Proposte?!?!

Affus
Affus
5 Ottobre 2011 , 12:52 12:52

Ieri sera Befera e Bruno Vespa hanno detto che chi non regge al mercato ,ovvero alla tassazione del 45% ,non deve piu esistere ! Guai al piccoli .

tania
tania
5 Ottobre 2011 , 13:13 13:13

No , in realtà non hai capito nulla . Ho citato l’esempio delle aziende italiane evidentemente in risposta a chi si sente italiana o italiano e che , lamentando i disagi provocati dall’immigrazione in Italia , propaganda spazzatura del tipo “prima gli italiani” . Invece che fare un’analisi anticapitalista che ovviamente richiede un punto di vista internazionale , globale .. Come lo è quel capitale che provoca le migrazioni .

GioCo
GioCo
5 Ottobre 2011 , 18:08 18:08

“[…] Come può un paese in cui si vendono centinaia di migliaia di auto di lusso l´anno, in cui ci sono più negozi di moda che lampioni stradali, e milioni di famiglie hanno almeno due cellulari pro capite, permettere a sé stesso di lasciar morire sotto una casa malandata che crolla un gruppo di giovani donne che faticavano senza contratto per 4 euro l´ora? […]”

Semplice, basta che la stampa (tipo repubblica?) sia pagata da banchieri, affaristi senza scrupoli e imprenditori del debito che trasformano l’economia in una festa del profitto e della mercificazione. A loro giova e tanto. A noi meno, ma in previsione di costuire l’attesa società neo-medioeval-tecnologica tanto gettonata, chissenefrega. No?

misunderestimated
misunderestimated
6 Ottobre 2011 , 1:45 1:45

Realtà come il subappalto nell’edilizia esistono per abbondanza di disperati da sfruttare. Chi li ha impoveriti? Chi ha dato loro il permesso di muoversi, chi li ha fatti entrare?

stonehenge
stonehenge
6 Ottobre 2011 , 2:25 2:25

NWO

simonlester
simonlester
6 Ottobre 2011 , 3:24 3:24

Immigrati senza qualifiche che si propongono per pochi euro l’ora sono una risorsa? per industrialotti senza scrupoli certamente
Così quelle 4 ‘fannullone’ per sopravvivere hanno dovuto accettare le stesse condizioni.
Intanto gli altri paesi importano cervelli (anche i nostri che ovviamente non vogliono lavorare per pochi soldi e in più precari) che creano valore aggiunto e ricchezza.

Giancarlo54
Giancarlo54
6 Ottobre 2011 , 3:44 3:44

L’immigrazione è un problema e non una risorsa. Problema che va risolto con calma e ponderazione. Sentivo ieri una “vecchia” intervista di Marco Tarchi, spiegava chiaramente la questione e come affrontare il multiculturalismo figlio diretto di questa invasione. Giacchè è impossibile da fermare l’invasione, sempre che si voglia restare in una società aperta, come pare voglia la maggioranza degli italiani, la questione del multiculturalismo va affrontata e risolta per evitare la disintegrazione della società. Le parole d’ordine, che secondo me sono valide, sono no alla xenofobia e no alla xenoflilia. Sulla prima siamo quasi tutti d’accordo, adesso bisogna mettersi d’accordo anche sulla seconda.

Giancarlo54
Giancarlo54
6 Ottobre 2011 , 4:01 4:01

Mentre la tua analisi anticapitalista cosa dice? La rivoluzione mondiale? Ottimo, auguri per la prossima e oramai imminente realizzazione. Complimenti, la mia sarà anche “spazzatura fascista”, la tua è spazzatura e basta. Senza offesa, mi raccomando.

Giancarlo54
Giancarlo54
6 Ottobre 2011 , 4:03 4:03

Come non lo sai? La rivoluzione mondiale. Proposta che sta per realizzarsi, non avrai dubbi?

Giancarlo54
Giancarlo54
6 Ottobre 2011 , 4:05 4:05

Fascista! Come di permetti di postare questa “spazzatura fascista” su CDC? Devi aspettare, fiducioso la rivoluzione mondiale di Tania e compagnia briscola.

PS: il post è ironico ma non trovo le faccine…..

Tao
Tao
6 Ottobre 2011 , 5:55 5:55

5 operaie assassinate a Barletta. Come alla ThyssenKrupp, una strage sul lavoro che nasce da una lunga catena di violazione delle leggi, dei diritti, dei contratti, delle norme di sicurezza ambientali e per le persone e, soprattutto, dalla ricerca del profitto a tutti i costi. A differenza che alla ThyssenKrupp, però, questa strage non è stata al centro del confronto mediatico. Anzi, dopo che si è appreso che il crollo della palazzina diventava una strage di operaie il fatto è stato quasi derubricato. Che dire, infatti, di operaie che in Italia prendono 3,95 euro all’ora per 12 ore di lavoro al giorno medie? Il che dà diritto a quei 500/600 euro mensili che per una famiglia del Mezzogiorno in crisi possono voler dire la sopravvivenza. Sentiremo le solite litanie sulla lotta al lavoro nero e sul rispetto delle leggi. Ma la realtà è che a pochi anni dalla strage della ThyssenKrupp dobbiamo solo dire che quella che doveva essere un’estrema deformazione del sistema è diventata il sistema. Un sistema fondato sul supersfruttamento del lavoro fino alle condizioni di paesi lontani, quelli di cui si parlava qualche anno fa come ultimi siti della delocalizzazione e della globalizzazione. Ora la globalizzazione l’abbiamo… Leggi tutto »