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BARAK OBAMA E IL DECLINO DELL'AMERICA

DI SPENGLER
atimes.com

L’America sta andando verso il declino e le elezioni presidenziali di questa settimana potrebbero essere l’ultima occasione per invertire questa tendenza. Stiamo diventando un diverso tipo di paese, con gente e credenze diverse. Altri quattro anni di Barack Obama e potremmo già trovarci nel punto di non ritorno, anche se nessuno sa bene veramente dove ci si trovi. C’è ancora tempo per cambiare rotta ma non ci potrebbe più essere nel 2016.Quasi un terzo degli americani oggi hanno accesso a buoni pasto, al welfare, ai pagamenti dei sussidi per disabilità, ma quando George W. Bush terminò il suo mandato solo un americano su cinque ne poteva usufruire. Questo enorme cambiamento si è verificato prima dello scoppio della bomba demografica ad orologeria che esploderà verso la fine di questo decennio, e che spingerà l’America verso una dipendenza ancora maggiore.

Questa bomba ad orologeria ha quattro aspetti:

  • I figli del baby boom andranno in pensione, e la percentuale di americani over 60, in poco più di un decennio, passerà da un sesto ad un quarto della popolazione totale;
  • La popolazione che sostituirà i baby boomer proverrà sempre più da famiglie con il più basso livello di istruzione;
  •  Si sta formando un nuovo sottoproletariato come effetto del forte aumento del tasso di nascite fuori dal matrimonio, che nel 2011 arrivava ai due quinti del totale delle nascite;
  • La dipendenza dal sostegno del governo aumenterà notevolmente in maniera inversa alla capacità del governo federale di offrire assistenza finanziaria alla popolazione che ne avrà bisogno.

Percentuale degli americani oltre i 60 anni

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Fonte: UN World Population Prospects, Scenario fertilità costante

Quando ho inviato il mio libro How Civilizations Die all’editore nell’estate del 2011, la prospettiva del declino dell’America sembrava ancora lontana: per molti anni l’America ha avuto il più alto tasso di fertilità tra i paesi industrializzati, il più alto sviluppo tecnologico, le università più avanzate, e il popolo più ottimista. Ma la preponderanza dei nuovi dati rende la prospettiva di un declino americano una possibilità piuttosto reale.

I numeri accendono una luce su alcuni aspetti della campagna elettorale presidenziale, che sono, o almeno dovrebbero essere, sorprendenti.

Perché, per esempio, l’amministrazione Obama ha provocato la gerarchia della Chiesa cattolica, chiedendo che le istituzioni cattoliche pagassero anche le pillole abortive con l’assicurazione sulla salute dei lavoratori? I vescovi cattolici hanno sostenuto Obamacare fin dall’inizio, e la decisione dell’amministrazione di alienarsi un alleato per placare un blocco elettorale quasi incontrastato (giovani donne non sposate) sembra sconsiderato.

La risposta sta nella fiducia della campagna di Obama che gli ispanici voteranno per i sussidi federali piuttosto che per la fiducia in lui. “Se vincerò per un secondo mandato, una buona ragione per cui vincerò sarà perché il candidato repubblicano e il partito repubblicano si sono alienati il gruppo demografico in più rapida crescita del paese, la comunità Latina,” ha detto Obama al Des Moines Register in un’intervista del 23 ottobre, una dichiarazione che doveva essere ufficiosa ma che poi  è stata pubblicata con il permesso del presidente. Poi il Register ha cominciato a supportare Mitt Romney, il primo repubblicano sostenuto da due generazioni.

Gli ispanici rappresentano il 70% della crescita della popolazione cattolica dal 1960, e sarà la maggioranza dei cattolici americani tra il 2025 e il 2030, secondo le proiezioni della Chiesa.

Il livello di formazione degli Ispanici

Free Image Hosting at www.ImageShack.us Fonte: Census Bureau, 2010

Gli Ispanici sono grandi lavoratori, la partecipazione alla forza lavoro per gli ispanici nel mese di ottobre 2012 è stata del 66,3%, superiore al tasso medio del 64,8% per la popolazione totale. Sembrano anche meno dipendenti dai buoni pasto rispetto alla popolazione generale (il Dipartimento dell’agricoltura dichiara che solo il 10% dei destinatari dei buoni alimentari siano ispanici, che costituiscono circa il 17% della popolazione, anche se un quinto del totale non è identificabile per etnia).

Ma il tasso di disoccupazione  tra gli ispanici è del 10%, rispetto al 7,9% complessivo. Il livello di disoccupazione superiore tra gli ispanici è interamente dovuto al minor livello di istruzione; il tasso di disoccupazione per gli americani con un diploma di scuola media superiore o inferiore è pari al 12,2%.  Questo spiega perché i due terzi dei latinos (in base ad un sondaggio Fox News del 1° Nov.) intendono votare per Obama. Per loro è andata peggio del resto della popolazione negli ultimi quattro anni, e hanno preso meno aiuti dal governo rispetto al resto della popolazione, ma le loro prospettive sono molto più povere rispetto al resto della popolazione in un mercato del lavoro che richiede una istruzione superiore.

Quando i Baby Boomers  andranno in pensione, saranno gli ispanici a sostituirli progressivamente in quanto oggi costituiscono circa il 15% della popolazione in età lavorativa, ma gli ispanici sono già un quarto dei bambini americani.

Percentuale della Popolazione ispanica vs il totale, per fascia di età

Free Image Hosting at www.ImageShack.us Fonte: Ufficio censimento

L’idea che gli ispanici sommergeranno la popolazione americana con i loro tassi di natalità e di alta immigrazione è una fantasia xenofoba. L’immigrazione dal Messico potrebbe essersi fermata durante gli ultimi anni, come ha riportato il Pew Hispanic Center all’inizio di quest’anno, perché il lavoro nelle costruzioni e in altri campi è evaporato.

Il Wall Street Journal ha scritto il 3 ottobre, “Il tasso di fecondità totale per le donne negli Stati Uniti –per numero di nati ogni 1.000 donne tra i 15 ei 44 anni – era al 63,2‰ nel 2011, in calo dal 64,1‰ nel 2010 e risulta essere il tasso più basso dal 1920, quando il governo iniziò a rilevare questi dati, ma il calo più marcato è stato rilevato tra i giovani ispanici: “.. donne ispaniche tra i 20 e 24 anni hanno visto il loro tasso di fecondità scendere  a 115‰ lo scorso anno dal 165‰ nel  2007 ”

L’improvviso calo della fertilità ispanica richiama alla mente il rapido declino dei tassi di natalità nelle regioni cattoliche negli anni 1960 e 1970, in particolare in Quebec, in Spagna e in Polonia, che ora hanno alcuni dei tassi di fertilità più bassi del mondo. Il tasso di fertilità del Messico è sceso appena sopra il livello di sostituzione. Se gli ispanici americani stanno seguendo il modello di  altri paesi cattolici, ne consegue che  la prossima generazione sarà molto meno cattolica di quella dei loro genitori.

I Cattolici ispanici non sono l’unico segmento della popolazione religiosa americana la cui fede sembra attenuarsi con il cambiamento generazionale. Sarah Posner scrive il 9 ottobre sul Guardian, di Londra:  “… i dati mostrano chiaramente che [i cristiani conservatori] stanno perdendo pubblico”. Un’altra indagine del Public Religion Research Institute la scorsa settimana ha rilevato invece che Mitt Romney ha il sostegno del 80% dei giovani Millennials bianchi evangelici (dai 18 ai 25 anni), ma questo è un piccolo collegio elettorale che tende a decrescere: gli evangelici bianchi rappresentano solo il 12,3% della fascia di età di quel gruppo che è meno della metà della loro proporzione nella fascia di età 50-64 anni. Il sondaggio Pew ha evidenziato che mentre il 32% degli americani tra i 50 ei 64 anni sono evangelici bianchi, lo sono solo il 13% tra i  18 e i 29 anni.

Non si può incolpare il presidente Obama per l’apparente declino della fede religiosa tra i giovani ispanici o tra gli evangelici, ma il dispregio che mostra per la Chiesa cattolica rende le cose sicuramente peggiori. E’ più difficile far crescere i propri figli in una comunità religiosa se il presidente snobba la più grande confessione religiosa.  Una generazione meno intrisa di valori tradizionali e che ha una istruzione più debole, va incontro a un futuro tetro.

Si sta verificando una transizione programmata verso il basso del livello di istruzione americano: ormai la generazione di maggior successo nella storia economica americana è andata o sta andando in pensione, ma sarà sostituita in misura sempre maggiore da quei bambini che provengono da famiglie con un livello di istruzione molto basso e con poca propensione culturale a dare una buona formazione ai loro figli. Per contro, gli asiatico-americani rappresentano meno del 12% del totale della popolazione scolastica di New York City, ma rappresentano circa i tre quarti degli studenti che si presentano agli esami di ammissione  per le migliori scuole. ll reddito non ha nulla a che fare con la disparità, la nuova élite di New York, gli studenti della città provengono prevalentemente da povere famiglie di immigrati.

Non ci saranno soldi pubblici per l’istruzione sufficienti per risolvere il problema. I bambini imparano ad apprendere, e trovare una motivazione per studiare solo nelle loro famiglie. I bambini asiatico-americani di New York frequentano le stesse miserabili scuole pubbliche di tutti gli altri, ma i loro genitori si mettono insieme per racimolare i soldi pur di mandarli anche in quelle scuole tanto affollate.

Quindi c’è una soluzione ovvia al problema: favorire l’immigrazione asiatica. Non servirà a mettere un sistema a punti come in Canada, perché non ci sono ancora abbastanza asiatici che arrivano già istruiti per colmare il divario. E’ difficile immaginare come attuare questo tipo di politica e tanto meno se sarà accettabile. Ma non c’è nulla di antiamericano nell’ incoraggiare una immigrazione con un alto livello di istruzione. L’America è riuscita perché aveva un tasso di alfabetizzazione del 90% quando fece la rivoluzione, mentre in Francia era meno del 40% .

Per l’economia americana sarà difficile assorbire forze  lavoro che entreranno con qualifiche molto basse. Le costruzioni offrono sempre meno posti di lavoro per i lavoratori meno istruiti e resterà così a lungo.

La popolazione americana è passata da 200 a 300 milioni dal 1970 ad oggi, ma il numero totale di famiglie con due genitori con bambini è lo stesso di quando Richard Nixon entrò in carica: 25 milioni. Nel 1973, gli Stati Uniti avevano 36 milioni di abitazioni con tre o più camere da letto, non molte di più rispetto al numero delle famiglie con due genitori con bambini – il che significa che l’offerta di case famiglia era più o meno in linea con il numero delle famiglie. Nel 2005, il numero di abitazioni con tre o più camere da letto era raddoppiato a 72 milioni, ma in America c’era ancora lo stesso numero di famiglie con due genitori con bambini.

Ma il numero di famiglie con due genitori e bambini, che costituiscono la famiglia tipo che richiede e può permettersi una casa di grandi dimensioni, è rimasto sostanzialmente stagnante dal 1963, secondo il Census Bureau.

Tra il 1963 e il 2005, per essere chiari, il numero totale delle famiglie, classificate dal Census Bureau, è cresciuto da 47 a 77 milioni. Ma la maggior parte delle famiglie è senza figli, e tra queste sono calcolate anche quelle definite piuttosto stranamente “mono- famiglie.”

Da dove può arrivare il lavoro per i non qualificati?

Il settore delle nuove imprese sta affogando. Come ho già scritto il rendimento medio sul capitale investito (ROI) per le 3181 società statunitensi quotate, nel secondo trimestre, è stato solo dell’ 1,0%, contro il 10,2% realizzato dalle prime 500 per capitalizzazione di mercato. Le piccole imprese non possono più tagliare i costi, in un mondo globalizzato in cui la tecnologia, la produzione e la commercializzazione a livello globale si muovono con processi differenti. Anche se l’avventura di Facebook è cominciata in una stanza dormitorio di Harvard, il gigante dei social network ha tirato su la scala dietro di sé. Anche nel mondo dei social media a ruota libera ormai, la soglia di ingresso è punitivamente troppo alta.

La tempesta economica perfetta è in incubazione. Una popolazione americana con un basso livello di istruzione in un continente enorme di bambini cresciuti in famiglie monoparentali, incontrerà un mercato del lavoro dominato da oligopoli aziendali che possono cercare e offrire indifferentemente il lavoro in qualsiasi parte del mondo.

Questo è il futuro. Ma il presente è già un motivo di allarme. Nicholas Eberstadt dell’American Enterprise Institute ne parla nel suo nuovo libro, A Nation of Takers: America’s Entitlement Epidemic che si può sintetizzare in questo elenco:

• Spese assistenziali, dopo aver calcolato il livello di inflazione e la crescita della popolazione, saliranno di oltre il 700% in 50 anni. Nel 2010, la media pro capite del peso delle spese assistenziali per ogni uomo, donna e bambino era di circa 7.200 dollari, cioè quasi $ 29.000 per una famiglia-tipo di quattro persone.

• Nel 1960, un dollaro ogni tre che arrivavano al governo federale serviva per le spese assistenziali e due dollari servivano per la governance.  Nel 2010, questo rapporto era invertito: un dollaro per la governance e due per l’assistenza.

• Circa la metà degli americani vive in una famiglia che riceve una o più pensioni.

• Quasi la metà dei bambini americani vivono in famiglie che ricevono una o più pensioni.

• Circa il 18% di tutto il reddito personale degli Stati Uniti proviene dai trasferimenti statali.

• Quasi 12 milioni di americani in età lavorativa nel 2010 erano titolari di uno o più pagamenti per disabilità come previsto dai programmi di assistenza, quindi un americano ogni 11,3 abitanti della stessa età con un lavoro.

• Circa il 35% degli americani nel 2011 viveva in famiglie che avevano un sussidio di povertà, circa il doppio del tasso dei primi anni 1980.

Ecco perché il deficit di bilancio continua a correre oltre un trilione di dollari all’anno. L’economia americana non può sopravvivere con solo il 58% della popolazione in età lavorativa occupata (rispetto al 63% prima della crisi).

Occupazione Rapporto Popolazione

Free Image Hosting at www.ImageShack.us Fonte: Bureau of Labor Statistics

Durante lo scorso anno, il Tesoro americano ha preso in prestito 1.200 miliardi di dollari. La metà di questo importo è stato prestato da stranieri. Mitt Romney si chiede se vale la pena farsi prestare tanto denaro dalla Cina per finanziare tutte le  voci del bilancio federale, ma la Cina ha venduto un netto di $ 165 miliardi di titoli del Tesoro nel corso degli ultimi 12 mesi. Il Giappone invece è stato il più grande acquirente con $ 220 miliardi di dollari.

L’America non può continuare a finanziare una popolazione indigente contando sulla generosità del resto del mondo per molto tempo ancora. Ad un certo punto gli stranieri richiederanno un premio per il rischio per possedere titoli del Tesoro USA. E ogni aumento dell’1% del tasso di interesse sul debito pubblico avrà un costo per il Tesoro di 160 miliardi di dollari l’anno.

Obama potrebbe trovarsi a diventare il James Callaghan degli Stati Uniti, il Primo Ministro laburista inglese che portò la Gran Bretagna al suo nadir economico durante la crisi della sterlina del 1976.

Titoli esteri / titoli del Tesoro USA

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Fonte: US Treasury

Un secondo mandato per Barack Obama promette ancora lo stesso programma: più dipendenza, più spesa assistenziale, più debito federale e più dipendenza da finanziatori stranieri – almeno fino a quando il resto del mondo si stancherà delle irresponsabilità americane e cercherà un uso migliore per i suoi soldi.

L’America riuscirà a recuperare il danno? Probabilmente, se si muove subito. Si tratta di scegliere la ricetta migliore per evitare la spirale catastrofica del declino nazionale.

Spengler è sul canale di David P Goldman. Il suo libro How Civilizations Die (and why Islam is Dying, Too) è stato pubblicato da Regnery Press a settembre 2011. Un volume di suoi saggi su cultura, religione e economia, It’s Not the End of the World – It’s Just the End of You, è stato pubblicato lo scorso autunno, da Van Praag Press.

Fonte: http://atimes.com
Link:
http://atimes.com/atimes/Front_Page/NK06Aa02.html
5.11.2012

Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di ERNESTO CELESTINI

Pubblicato da Bosque Primario

  • grillone

    è verissimo che l’america sta andando verso il declino(come tutto l’occidente del resto); ma non è colpa o merito di obama; semplicemente, negli ultimi 20 anni sono emersi(prima alla chetichella, poi con forza dirompente)nuove economie, nuove nazioni, nuovi players, e ormai non possiamo farci piu niente. l’unica cosa che dovremmo fare è appendere per i piedi tutti i capi di stato e gli amministratori delegati di multinazionali che hanno voluto a tutti i costi(nostri)questa globalizzazione!!! tutto qui

  • Fabriizio

    traduzione dell’articolo di David Goldman

    meno messicano-cattolici

    e piu’ asiatici

    questa la soluzione !

    parola di ebreo.

  • Jor-el

    Un delirio liberista-guerrafondaio. Dopo aver impoverito la popolazione per 30 anni filati con politiche di tagli alla spesa pubblica, dopo aver distrutto la scuola pubblica dagli asili alle università statali, ora tignano perché hanno “troppi poveri” sul groppone e, nel contempo, minacciano gli altri stati. Delinquenti.

  • Jor-el

    Ah, dimenticavo, e dopo essersi sputtanati una quantità enorme di capitali in armamenti, guerre, guerricciole, guerrette, “rivoluzioni” per sostenere gli interessi particolari di uno staterello straniero (uno a caso).

  • Aironeblu

    ‘a Merica’!

    Vi è piaciuto l’ultraliberismo capitalista? Godetevelo!

  • Cataldo

    Gli amministratori di società hanno fatto benissimo, sarebbe ingiusto appenderli, i profitti sono infatti stati a livello record per i loro mandanti.
    Il problema di fondo è che la globalizzazione, di per se conseguenza e in parte causa della rivoluzione digitale in piena causazione circolare, ha generato un incremento di produttività che si è incanalato in una sola direzione, quella dei capitalisti internazionali, per una serie di motivi non c’è stata una reale redistribuzione.
    Le condizoni del lavoro sono state omologate al ribasso fidando sulla imposizione di una redistribuzione del lavoro sul piano globale che affogasse le istanze del lavoro nella redenzione della manodopera asiatica, mentre si dissolveva il controllo degli stati sulla finanza, permettendo alla concentrazione finanziaria di assumere il controllo totale delle politiche economiche*.
    I nuovi players che dici sono operanti in questo contesto, semmai rimane il problema della tecnocrazia cinese, con quello del’identità Russa, e della loro permeabilità alle istanze delle elite, a giudicare da quanto si vede i tentativi di omologazione sembrano essere avanti, ma è una storia ancora da scrivere.

    Pensiamo a come si era pensato il ruolo l’Euro ed a come si è andato poi evolvendo la sua natura ed il suo utilizzo operativo.

  • bstrnt

    Idee poche e molto ben confuse!
    Cos’è prassi neocon confondere gli effetti con le cause?
    Gli USA sono in declino (brutale, aggiungo io) a causa dell’endemica carenza di capacità di pensiero analitico propria dei fondamentalisti puritani.
    Hanno voluto aprire commercialmente senza contrappesi a paesi come Cina ed
    India che hanno quasi metà della popolazione mondiale, credendo di poter creare dal nulla 2,5 miliardi di consumatori?
    Certo per qualche anno le multinazionali americane hanno fatto un sacco di soldi, adesso il vento è cambiato e la Cina si sta mangiando gli USA, mentre gli USA possono solo ringraziare la bulimia dei soliti criminali delle élite globali.

  • frankieboy85

    Quindi il succo di questo gran pistolotto dell’Internazionale Capitalista è il capitale umano: siccome non possiamo eliminarli fisicamente, cacciamo i fannulloni mangiasussidi neri e ispanici e importiamo geek asiatici, così risparmiamo sulla formazione scolastica-universitaria. A che serve far studiare gli autoctoni o formarli sul lavoro… meglio arruolare bande di disperati stranieri già formati a spese d’altri, no?

    Ci troviamo di fronte a mercati iper-saturi dove 5000 persone si scannano per un posto di lavoro anche di alto profilo tecnico.

    Tutto ciò è insostenibile.
    Perchè non istituire gli Hunger games o altri tipi di giochi gladiatori? *sarcasmo*