AVANTI BARACK. INFRANGI LO SPECCHIO

Da Bunker Hill a Baghdad Dispaccio di Pinter per Obama

DI MIKE WHITNEY
informationclearinghouse.info

Venite a vedere il sangue nelle strade.

Venite a vedere

il sangue nelle strade.

Venite a vedere il sangue

nelle strade!

Poesia di Pablo Neruda

All’incirca un mese prima dell’annuncio della candidatura di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti, l’ex consigliere della sicurezza nazionale Zbigniew Brzezinski è apparso al Charlie Rose Show della PBS dove gli è stato chiesto se secondo lui Obama potesse essere una buona scelta come presidente. Brzezinski ha fatto una pausa, ha guardato Rose di sottecchi e ha risposto, “Pensa solo al simbolismo”. Subito dopo queste parole, Brzezinski e Rose si sono messi a ridere come per una battuta per pochi.
Naturalmente, Brzezinski aveva ragione. Obama era la scelta perfetta per la presidenza. Non per la sua esperienza. Non ne aveva affatto. Era stato senatore per due anni e il suo curriculum era così breve da poter stare sul retro di una scatola di fiammiferi.

Tuttavia Obama aveva ciò che Brzezinski & Co. stavano cercando: il simbolismo, il genere di simbolismo capace di creare una connessione tra lui e persone di tutto il mondo che avevano l’impressione che uno di loro era finalmente riuscito a raggiungere la vetta. Meglio ancora, Obama era un populista carismatico in grado di riempire gli stadi di fan adoranti e dare un volto benevolo agli interventi dell’America in Afghanistan e in Iraq. Brzezinski non poteva sperare in meglio. Dopo otto anni passati a trascinare il “marchio America” nel fango, il Paese avrebbe finalmente ottenuto l’urgente lifting di cui aveva tanto bisogno e avrebbe cominciato a risanare la propria immagine ammaccata di nazione indispensabile nel mondo.

Per la sinistra, Obama è stato un fiasco totale. Ha inasprito la guerra in Afghanistan, ha intensificato i bombardamenti transfrontalieri in Pakistan, ha esitato a parlare di persecuzione dei crimini di guerra, ha rifiutato di fare pressioni sui membri della Camera dei Rappresentanti per facilitare l’organizzazione dei lavoratori (EFCA – Employee Free Choice Act), e si è circondato di rappresentanti del mondo bancario che hanno affidato 12,8 trilioni di dollari alle cure di istituti finanziari d’investimento senza alcuna assicurazione rispetto alla restituzione di tale denaro. A parte un trascurabile decreto sulle cellule staminali, Obama non ha fatto assolutamente nulla per confermare le sue credenziali di progressista. La verità è che Obama non è né progressista né conservatore; è semplicemente un oratore che sa essere di ispirazione e un bravo politico privo di forti convinzioni rispetto ad alcunché. Se mai raggiungerà la grandezza, sarà per essere stato spinto in una crisi che non poteva evitare e aver agito, riluttante, nell’interesse del popolo americano. Questa è una possibilità che sussiste tuttora, sebbene sembri sempre meno probabile ogni giorno che passa.

Zbigniew Brzezinski

I leader stranieri sono chiaramente sollevati dall’uscita di scena di George W. Bush, e sembrano disposti a dare ad Obama ogni opportunità di riparare relazioni e prendere le distanze dal passato. Ma Obama si è sforzato poco per ricambiare o dimostrare un serio impegno rispetto ad un reale cambiamento. L’enfasi sembra vertere sulle pubbliche relazioni più che sulla politica; su sfarzose occasioni per farsi fotografare, discorsi grandiosi, viaggetti da una capitale all’altra, piuttosto che sul porre fine alle intromissioni e al militarismo cronici degli Stati Uniti. Dov’è l’arrosto? O tutto si riduce a vacua ostentazione?

Ora, nessuno è ancora pronto a considerare Obama un fallimento, ma questi deve dimostrare di essere l’uomo giusto adottando provvedimenti per fermare la macchina bellica e tenere a freno le élite aziendali e il parassita bancario. Ma è davvero possibile per un uomo solo – per quanto benintenzionato – cambiare il corso di una nazione e resistere al branco di malviventi che muovono i fili da dietro le quinte? Ricordiamoci che la storia americana fatta di interventismo violento, guerre senza provocazione, rivoluzioni colorate e colpi di stato, ha un lungo pedigree che va da Bunker Hill fino a Baghdad. Questo fiume di sangue non ha preso l’avvio con George Bush e non finirà con Barack Obama. Ogni generazione ha prodotto la propria litania di crimini, da Wounded Knee a Nagasaki a My Lai a Falluja. Nel discorso pronunciato da Harold Pinter in occasione dell’assegnazione del premio Nobel, il drammaturgo evoca un caso che riassume il modello di ostilità che è stato riprodotto, ancora e ancora, ovunque i mandarini di Washington abbiano rilevato un’opposizione al loro pugno di ferro.

Harold Pinter, discorso di accettazione del premio Nobel.

“In Nicaragua, gli Stati Uniti sostennero la brutale dittatura di Somoza per oltre 40 anni. Nel 1979 il popolo nicaraguense, guidato dai sandinisti, rovesciò questo regime; fu una rivoluzione popolare straordinaria.

I sandinisti non erano perfetti. Avevano una buona dose di arroganza e la loro filosofia politica conteneva diversi elementi contraddittori. Ma erano intelligenti, razionali e civili. Si proponevano di creare una società stabile, decorosa e pluralista. Fu abolita la pena di morte. Centinaia di migliaia di contadini indigenti furono strappati all’invisibilità in cui vivevano. Oltre 100mila famiglie ricevettero terreni. Furono costruite duemila scuole. Un’eccezionale campagna di alfabetizzazione ridusse l’analfabetismo nel Paese a meno di un settimo. Furono istituite istruzione e assistenza sanitaria gratuite. La mortalità infantile fu ridotta di un terzo. La poliomelite fu debellata.

Gli Stati Uniti denunciarono questi successi come sovversione marxista-leninista. Dal punto di vista del governo statunitense, si trattava di un precedente pericoloso. Se al Nicaragua si fosse permesso di stabilire norme basilari di giustizia sociale ed economica, se gli si fosse permesso di elevare gli standard di assistenza sanitaria e di istruzione, di conquistare l’unità sociale e l’orgoglio nazionale, i Paesi confinanti si sarebbero posti le stesse domande e avrebbero agito nello stesso modo. A quel tempo, c’è da dire, vi era una tenace opposizione allo status quo in El Salvador.

Poco fa ho parlato di ‘un affresco di menzogne’ che ci circonda. Il presidente Reagan soleva definire il Nicaragua come una ‘segreta totalitaria’. Quest’espressione fu in genere accolta dai media, e di certo dal governo britannico, come un’osservazione esatta ed equa. Ma di fatto, durante il governo sandinista, non si registrarono squadroni della morte. Non si registrarono torture. Non si registrarono episodi di brutalità militare sistematica o ufficiale. Nessun prete fu assassinato in Nicaragua. In effetti, al governo c’erano tre preti, due gesuiti e un missionario della Società di Maryknoll. Le prigioni totalitarie erano in realtà lì accanto, in El Salvador e Guatemala. Gli Stati Uniti avevano abbattuto il governo democraticamente eletto del Guatemala nel 1954 e si stima che oltre 200mila persone siano rimaste vittima delle dittature militari che si sono susseguite.

Sei dei più esimi gesuiti al mondo furono ferocemente assassinati all’Università Centroamericana di San Salvador nel 1989 da un battaglione del reggimento Atcatl addestrato a Fort Benning, Georgia, USA. L’arcivescovo Romero – uomo estremamente coraggioso – fu ucciso mentre diceva messa. Secondo le stime, morirono 75mila persone. Perché furono uccise? Furono uccise perché credevano nella possibilità e nella necessità di una vita migliore. Questa convinzione li qualificò immediatamente come comunisti. Morirono perché osarono mettere in discussione lo status quo, quell’infinito acrocoro fatto di povertà, malattia, degrado e oppressione, che costituiva il loro diritto di nascita.

Alla fine gli Stati Uniti abbatterono il governo sandinista. Ci vollero anni e molta resistenza, ma l’implacabile persecuzione economica e 30mila morti alla fine minarono lo spirito dei Nicaraguensi. Erano di nuovo esausti ed indigenti. Fu il ritorno nel Paese delle case da gioco. La fine dell’assistenza sanitaria e dell’istruzione gratuite. Il ritorno, vendicativo, delle grandi aziende. La ‘democrazia’ aveva prevalso.

Ma questa ‘politica’ non fu affatto limitata all’America Centrale. Fu portata avanti in tutto il mondo. Fu infinita. Ed è come se nulla di tutto questo sia mai accaduto.

Gli Stati Uniti sostennero e in molti casi ingenerarono tutte le dittature militari di destra nel mondo a partire dal Secondo Dopoguerra. Mi riferisco a Indonesia, Grecia, Uruguay, Brasile, Paraguay, Haiti, Turchia, Filippine, Guatemala, El Salvador e, naturalmente, Cile. L’orrore che gli Stati Uniti inflissero al Cile nel 1973 non potrà mai essere espiato e non potrà mai essere perdonato.

In tutti questi Paesi si verificarono centinaia di migliaia di morti. Si verificarono davvero? E possono essere in tutti i casi attribuite alla politica estera statunitense? La risposta è affermativa in entrambi i casi: si verificarono e sono attribuibili alla politica estera americana. Ma sembra che non sia così”.

Il discorso di Pinter è un tetro atto di accusa contro la politica estera statunitense; una politica che ora si cela dietro la facciata da rock star di Barack Obama. Nulla è cambiato e, forse, nulla cambierà. La medesima campagna barbara che ha prosperato con Bush è passata ad Obama intatta. Ovunque vi sia resistenza alle ambizioni statunitensi, lì è il nemico. Non importa se si tratta di marxisti a Bogotà, nazionalisti in Kosovo, bolivariani a Caracas, miliziani shiiti a Beirut, islamici moderati a Mogadiscio o quaccheri a Toledo. Sono tutti nemici, ognuno di loro, e li si deve affrontare.

Obama non è uno stupido; sa che lo stanno usando. Sa di non essere stato scelto per le sue opinioni illuminate sull’assistenza sanitaria e sulle cellule staminali. È stato scelto perché gli uomini in carica avevano bisogno di un nuovo uomo-immagine dietro cui nascondersi per portare avanti le loro attività illecite. Obama non è tanto un comandante supremo, ma piuttosto un abile prestigiatore che distoglie l’attenzione dalla guerra clandestina che continua inesorabilmente con o senza il suo consenso. Ancora Pinter dice:

“I crimini degli Stati Uniti sono stati sistematici, continui, feroci, spietati, ma solo in pochissimi ne hanno davvero parlato. Bisogna riconoscerlo all’America. Ha esercitato una manipolazione alquanto clinica del potere in tutto il mondo mascherandosi da forza del bene universale. Un numero di ipnosi eccezionale, persino arguto, di enorme successo… Uno stratagemma scintillante”.

Si consideri come si sono modellate le notizie per far sembrare che le invasioni dell’Iraq e dell’Afghanistan fossero effettuate per altruismo. Di conseguenza, la guerra in Afghanistan è divenuta l’”Operazione libertà infinita”, con l’enfasi sulla generosità disinteressata del bombardare un Paese fino all’oblio e riportare al potere violenti signori della guerra. La stessa strategia è stata usata per l’invasione dell’Iraq, celebrata come la “liberazione da un brutale dittatore”. Liberazione che è costata la vita ad oltre un milione di Iracheni e l’esodo di quattro milioni di profughi. Eppure, nessuno all’ONU o nella cosiddetta comunità internazionale ha fatto pressioni affinché gli U.S.A. fossero allontanati dal Consiglio di Sicurezza o affinché i loro leader fossero perseguiti per crimini di guerra. Ciò testimonia il successo dei media statunitensi nel sorreggere quell’“affresco di menzogne” di cui parla Pinter. Con Obama al governo, la farsa è solo peggiorata. Le notizie sulla guerra sono cessate del tutto. Guerra? Quale guerra? Ciò che importa ora sono gli allegri scambi di battute tra Obama e Jay Reno, o le braccia ben proporzionate di Michelle, o l’adorabile cane de agua portoghese di Malia. L’America è di nuovo tutta intera. Che riprendano le uccisioni.

Pinter: “Cos’è successo alla nostra sensibilità morale? L’abbiamo mai avuta? Cosa significano queste parole? Si riferiscono forse ad un termine usato molto di raro oggigiorno, coscienza? Una coscienza che non ha a che fare solo con i nostri atti ma anche con la responsabilità che condividiamo per gli atti altrui? è forse morto tutto questo? Si consideri la Baia di Guantanamo. Centinaia di persone sono state trattenute senza accusa per oltre tre anni, senza alcuna rappresentanza legale o diritto di difesa, tecnicamente trattenute per sempre. Questa struttura completamente illegittima è mantenuta in totale spregio della Convenzione di Ginevra. La cosiddetta ‘comunità internazionale’ non solo la tollera, ma se ne ricorda solo a stento. Questo oltraggio criminale è stato commesso da un Paese che si dichiara ‘leader del mondo libero’. Pensiamo mai agli abitanti della Baia di Guantanamo? Cosa ne dicono i media? Fanno la loro comparsa ogni tanto, con un trafiletto a pagina sei. Sono stati spediti in una terra di nessuno da cui potrebbero non fare mai ritorno. Attualmente molti stanno facendo lo sciopero della fame, e sono alimentati forzatamente, e tra essi vi sono residenti del Regno Unito. Non c’è cautela nelle procedure di alimentazione forzata. Nessun sedativo o anestetico. Solo un tubo ficcato nel naso e in gola. La gente vomita sangue. Questa è tortura. Cos’ha da dire in proposito il Segretario agli affari esteri britannico? Nulla. Cos’ha da dire in proposito il Primo ministro britannico? Nulla. Perché no? Perché gli Stati Uniti hanno detto: criticare la nostra condotta a Guantanamo costituisce un atto ostile. O siete con noi o siete contro di noi”.

Obama non deve risolvere i problemi del mondo. Non deve invertire il riscaldamento globale né rallentare il picco del petrolio, curare l’AIDS o mettere fine alla fame nel mondo. Tutto ciò che deve fare è soddisfare i requisiti minimi del suo lavoro di presidente, ovvero portare giustizia al suo popolo. Ecco perché processare Bush per crimini di guerra è più importante di qualsiasi altra questione in calendario. La giustizia viene prima di tutto il resto; è il filo che tiene insieme il tessuto sociale. Giustizia per le vittime che sono state uccise nelle loro case con le loro famiglie, mentre dormivano o stavano a cena. Giustizia per la gente bombardata durante le feste di matrimonio o mentre andava al lavoro o era alla moschea a pregare Dio. Questo è ciò che la gente vuole da Obama. Giustizia, niente di più. Il Reverendo Martin Luther King disse, “L’arco dell’universo morale è lungo, ma si piega verso la giustizia”. Sta ad Obama seguire quell’arco e fare almeno un passo sulla via della legalità, dell’assunzione di responsabilità e della giustizia.

Pinter: “Quante persone bisogna uccidere per meritare la qualifica di stragista o criminale di guerra? Centomila? Più che sufficienti, direi. Perciò è legittimo che Bush e Blair siano chiamati a rispondere di fronte alla Corte Penale Internazionale”.

È molto poco probabile che un nero con un passato nell’organizzazione di comunità creda veramente che espandere la guerra in Afghanistan sia la cosa giusta da fare. E non è probabile neppure che egli sostenga le intercettazioni, il giro di vite sugli immigrati, le sanzioni a chi vende marijuana terapeutica, trilioni di dollari per salvare le banche o interrogatori “potenziati”. Sta semplicemente leggendo il copione che gli è stato fornito. Ma con l’aggravarsi della crisi economica, la progressiva radicalizzazione del Paese e l’aumento dell’instabilità politica, quel copione sarà da buttare. Obama avrà moltissime opportunità di scrollarsi di dosso i burattinai e dimostrare di che stoffa è veramente fatto. Forse, dopo tutto, è un grand’uomo.

Pinter: “Quando guardiamo in uno specchio pensiamo che l’immagine di fronte a noi sia fedele, ma se ci spostiamo di un millimetro l’immagine cambia. In realtà stiamo guardando infinite immagini riflesse. Talvolta, tuttavia, uno scrittore quello specchio lo deve infrangere, perché è dall’altro lato che la verità ci fissa negli occhi”.

Avanti, Barack. Infrangi lo specchio.

Mike Whitney
Fonte: http://informationclearinghouse.info
Link: http://informationclearinghouse.info/article22499.htm
27.04.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ORIANA BONAN

23 Commenti
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Gioacchino_Murat
Gioacchino_Murat
7 Maggio 2009 19:55

“I sandinisti non erano perfetti”,in effetti l’aggettivo perfetto poco si addice
a chi,anche in nome di una rivoluzione,stermina e incarcera gli avversari
politici.Se ci fate caso quando si uccide e si massacra in nome di un ideale
che ha una qualche relazione col marxismo si usa la parola rivoluzione,che
suona molto bene.Quando si uccide per altre ideologie si usano sempre
parole come imperialismo,bieca tirannia,dittatura,fascismo,decisamente
cacofoniche.Senza contare poi chi cerca di abbattere con le armi un regime,
come quello sandinista,che aveva preso il potere con le armi:quelli sono
controrivoluzionari reazionari,persone spregevoli di nome e di fatto.

Lestaat
Lestaat
7 Maggio 2009 20:11

Non sai di cosa stai parlando caro Gioacchino.
Ma proprio no.

Gioacchino_Murat
Gioacchino_Murat
7 Maggio 2009 20:24

Meno male che il sito e’ frequentato anche da gente colta e informata come te,cosa vuoi io sono all’antica,mi fido ancora di giornali tipo corriere e
repubblica piuttosto che del manifesto.Sono un uomo di regime.

fengtofu
fengtofu
7 Maggio 2009 22:36

allora dillo, o uomo di regime che venera i falsari, che non sai di quel che parli ma credi ciecamente alle loro veline programmate accuratamente a Washington. Lo so che è difficile stabilire la verità se non si tocca con mano, io l’ho fatto col Nicaragua sandinista, e per quel che ho visto lì e altrove in sudAmerica, a dire falsità sei tu, e il peggio è che sei in buona fede, perchè ti fidi dei delinquenti prezzolati.

Gioacchino_Murat
Gioacchino_Murat
7 Maggio 2009 22:40

Cioe’ vorresti dire che ls presa del potere da parte dei sandinisti e’ stata
incruenta?Se si sei tu a dire falsita’ enormi

mirko1313
mirko1313
8 Maggio 2009 2:08

Dai ragazzi, smettiamola di dare corda a Gioacchino. A lui piace provocare, non bazzica questo sito casualmente. Con metodica dedizione si impegna a smontare qualsiasi tesi contraria al sentire comune, quello diffuso dai mass media ben allineati per intenderci (tutti), e quando si rende conto che i suoi argomenti sono evanescenti e destinati a sciogliersi come neve al sole la butta in vacche e comincia col disco rotto del comunismo.
Quindi non cadete nella tentazione di rispondere alle sue provocazioni se volete evitare di invischiarvi in discussioni sterili, fasulle… perchè il simpatico Gioacchino non è qui per confrontare idee, ma per smontare verità scomode.
E’ molto più divertente stare al suo gioco e sparare cazzate di rimando.
Un bacione Gioacchino

mirko1313
mirko1313
8 Maggio 2009 2:08

Dai ragazzi, smettiamola di dare corda a Gioacchino. A lui piace provocare, non bazzica questo sito casualmente. Con metodica dedizione si impegna a smontare qualsiasi tesi contraria al sentire comune, quello diffuso dai mass media ben allineati per intenderci (tutti), e quando si rende conto che i suoi argomenti sono evanescenti e destinati a sciogliersi come neve al sole la butta in vacche e comincia col disco rotto del comunismo.
Quindi non cadete nella tentazione di rispondere alle sue provocazioni se volete evitare di invischiarvi in discussioni sterili, fasulle… perchè il simpatico Gioacchino non è qui per confrontare idee, ma per smontare verità scomode.
E’ molto più divertente stare al suo gioco e sparare cazzate di rimando.
Un bacione Gioacchino

mirko1313
mirko1313
8 Maggio 2009 2:08

Dai ragazzi, smettiamola di dare corda a Gioacchino. A lui piace provocare, non bazzica questo sito casualmente. Con metodica dedizione si impegna a smontare qualsiasi tesi contraria al sentire comune, quello diffuso dai mass media ben allineati per intenderci (tutti), e quando si rende conto che i suoi argomenti sono evanescenti e destinati a sciogliersi come neve al sole la butta in vacche e comincia col disco rotto del comunismo.
Quindi non cadete nella tentazione di rispondere alle sue provocazioni se volete evitare di invischiarvi in discussioni sterili, fasulle… perchè il simpatico Gioacchino non è qui per confrontare idee, ma per smontare verità scomode.
E’ molto più divertente stare al suo gioco e sparare cazzate di rimando.
Un bacione Gioacchino

6463
6463
8 Maggio 2009 2:08

Ma che gioacchino?! … non vedi che è sempre virgo_sine_copula?

6463
6463
8 Maggio 2009 2:29

La parola specchio m’ha ricordato questo:

http://www.wolfstep.cc/1096/german-tales-v-berlusconi-ist-pop/

obama come berlusconi è un fenomeno pop?

PIEROROLLA
PIEROROLLA
8 Maggio 2009 2:49

Il mondo oggi non è solo minacciato dalle crisi economiche cicliche (ogni volta più frequenti). La disoccupazione, la rovina economica e perdite favolose di beni e ricchezze, sono inseparabili compagne delle leggi del denominato libero mercato che regolano oggi l’economia mondiale. Il libero mercato proscrive qualsiasi ingerenza da parte dello stato nell’economia, lo stato è considerato un pericolo per questa, Come se l’esercito, sanità, educazione, cultura, scienza, giustizia, giudici, e tante altre attività si potessero fare senza lo stato e le sue leggi. Lo stato, nonostante, con il suo rigore e forza ostacolava gente come Marx, Lenin e altri teorici che vedevano in questo un istrumento per gli sfruttatori per imporre l’odioso sistema capitalista, e concepì l’idea di trasformarlo in uno strumento della Rivoluzione nella fase di transizione verso una nuova società. I colonialisti, capitalisti e imperialisti hanno creato la loro condotta e valori. Parlano di libertà, democrazia, diritti umani, ecc. Negli USA, dopo la sua fondazione, milioni di esseri umani continuarono lavorando come schiavi, ai quali il creatore non aveva concepito nessun diritto come stipulava la Dichiarazione di Philadelphia. Durante circa cent’anni, gli uomini erano considerati merce che si comprava nel mercato, e dopo altri cent’anni durante la guerra… Leggi tutto »

sacrabolt
sacrabolt
8 Maggio 2009 5:09

Questo è ciò che la gente vuole da Obama. Giustizia, niente di più. Il Reverendo Martin Luther King disse, “L’arco dell’universo morale è lungo, ma si piega verso la giustizia”. Sta ad Obama seguire quell’arco e fare almeno un passo sulla via della legalità, dell’assunzione di responsabilità e della giustizia.

Pinter è un uomo che ha la forza morale di dire le cose come stanno. Per questo i nostri media lo ignorano; per questo la dichiarazione di accettazione del nobel è stata riportata (in sintesi) solo da rainews24 su satellite… se non ricordo male coerentemente nel contenitore “no comment”.

In questa intervista poi, Pinter sta chiedendo a Obama di farsi ammazzare. Non succederà.

nessuno
nessuno
8 Maggio 2009 6:01

purtroppo dobbiamo leggere le tue farneticazioni non ostante sia scritto nell’articolo:

Poco fa ho parlato di ‘un affresco di menzogne’ che ci circonda. Il presidente Reagan soleva definire il Nicaragua come una ‘segreta totalitaria’. Quest’espressione fu in genere accolta dai media, e di certo dal governo britannico, come un’osservazione esatta ed equa. Ma di fatto, durante il governo sandinista, non si registrarono squadroni della morte. Non si registrarono torture. Non si registrarono episodi di brutalità militare sistematica o ufficiale. Nessun prete fu assassinato in Nicaragua. In effetti, al governo c’erano tre preti, due gesuiti e un missionario della Società di Maryknoll. Le prigioni totalitarie erano in realtà lì accanto, in El Salvador e Guatemala. Gli Stati Uniti avevano abbattuto il governo democraticamente eletto del Guatemala nel 1954 e si stima che oltre 200mila persone siano rimaste vittima delle dittature militari che si sono susseguite.

Mi auguravo che il blocco dei commenti ci avesse liberato della tua sgradita presenza ma non è cosi.
Mi auguro che anche gli altri utenti comprendano che personaggio sei e ti evitino.
Continua pure è la regola del sito
e tanti saluti al tuo clone virgo

virgo_sine_macula
virgo_sine_macula
8 Maggio 2009 7:10

Grazie del permesso paladino della democrazia.

Gioacchino_Murat
Gioacchino_Murat
8 Maggio 2009 7:35

Caro over 50 debbo confessare di aver fatto il medesimo tuo pensiero
coi tuoi post durante il blocco dei commenti:identita’ di vedute.

Gioacchino_Murat
Gioacchino_Murat
8 Maggio 2009 7:36

Ricambio volentieri il saluto del simpatico mirko,senza bacio ovviamente.

Lestaat
Lestaat
8 Maggio 2009 12:09

Perchè invece di chiacchierare a vanvera non cominci ad argomentare?
Hai detto una fraccata di sciocchezze e menzogne a proposito del Nicaragua. Se davvero pensi sia così perchè non mi racconti il tuo punto di vista e non mi dai uno straccio di documentazione in proposito?
O erano sanguinari solo perchè qualcuno te l’ha detto?
Su….uno sforzino dai.
Magari, così, la prossima volta, qualcuno ti prende anche sul serio.

owanda
owanda
8 Maggio 2009 12:10

Grande Gioacchino_Murat !!

Un uomo, un nick, un neurone.

Gioacchino_Murat
Gioacchino_Murat
8 Maggio 2009 18:10

OK ti accontento anche se so che dirai che si tratta di informazioni di regime:il sandinismo,movimento che si ispirava al pensiero del generale Sandino(gia’ il fatto che un movimento politico si ispiri alle idee di un generale la dice lunga sulle sue tendenze)nacque come movimento marxista ma in esso affluirono in seguito anche numerosissimi cattolici,dunque si puo’ dire che fosse un movimento cattocomunista,che tentava di conciliare le incinciliabili teorie del marxismo con quelle del Vangelo(le differenze tra le due teorie penso tu le sappia).Entrambe le anime del movimento avevano come cardine del loro pensiero l’utilizzo della forza per prendere il potere da parte del proletariato,l’una in maniera piu’ organizzata,l’altra col metodo della guerriglia,ma sempre di uso della forza si trattava. Alla fine prevalse la via tercerista dei fratelli Ortega che tentava di mediare le due posizioni e le due anime e dopo la fuga di Somoza i sandinisti presero il potere nel 1979(con la forza dopo una lunga guerra rivoluzionaria).Dopo aver realizzato varie riforme(e questo va ascritto a loro merito)in campo sociale i sandinisti intrapresero una guerra contro i controrivoluzionari finanziati dagli usa e solo questa ultima guerra di controrivoluzione costo’ al paese oltre 65000 morti,dunque se a questi aggiungiamo… Leggi tutto »

Gioacchino_Murat
Gioacchino_Murat
8 Maggio 2009 19:14

Battuta molto originale e divertente,del resto giudicare una persona da
un nick(peraltro di chiara ispirazione rivoluzionaria) e’ segno di grande
capacita’ di analisi.

Lestaat
Lestaat
8 Maggio 2009 20:51

“Dunque se tu causi in un paese piccolo oltre 100 mila morti per fare una rivoluzione anche se per abbattere una bieca dittatura,a mio avviso sei un assassino anche tu.”
Ahhhhhh ecco.
Mettete i fiori nei vostri cannoni..
Ho capito.
Tutti bruttie cattivi.
okok va bene.

Gioacchino_Murat
Gioacchino_Murat
8 Maggio 2009 21:35

La frase finale sul sandinismo non e’ comunque mia ed e’ una condanna senza appello.Del resto la storia ci insegna che spesso le rivoluzioni
sostituiscono una dittatura con un’altra dittatura solo in nome di ideali
diversi.E poi perche’ un rivoluzionario marxista ha il diritto di uccidere ad esempio e un controrivoluzionario no?perche’ i morti provocati dai movimenti
marxisti non sono vittime?perche’ il marxismo va sempre al potere con le
armi e mai con le elezioni?Mettete dei fiori nei vostri cannoni era in effetti
l’unico motto giusto del 68.

Tanita
Tanita
4 Giugno 2012 22:33

Uscire dalla NATO sarebbe un bel modo di cominciare a guarire.
E smettere di finanziare i genocidi con la propria povertà.
Banksters e warmongers si stanno succhiando l’anima dell’Umanità. I giochini dei vari Brzezinsky, le “mosse” dei vari Rotschild e Rockefeller e tutta questa perversione messa insieme dove guarda caso, parte delle vittime (i cittadini europei) sono costretti ad essere complici delle massacri della NATO, costituiscono la spazzatura rappresentativa del neomedievalismo torquemadista del Secolo XXImo. Niente luci, tutto ombre.
Grazie tante: NON NEL MIO NOME. NON NEL MIO NOME!
Irak: NON NEL MIO NOME.
Afghanistan: NON NEL MIO NOME.
Libia: NON NEL MIO NOME.
Siria: NON NEL MIO NOME.
Iran: NON NEL MIO NOME.
Líbano: NON NEL MIO NOME.

NON NEL MIO NOME, NE’ IN QUELLO DI MIO PADRE, TANTOMENO IN QUELLO DEL MIO NONNO PARTIGIANO SEPOLTO A PISCINA.
NON NEL NOSTRO NOME.