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AVANTI BARACK. INFRANGI LO SPECCHIO

Da Bunker Hill a Baghdad Dispaccio di Pinter per Obama

DI MIKE WHITNEY
informationclearinghouse.info

Venite a vedere il sangue nelle strade.

Venite a vedere

il sangue nelle strade.

Venite a vedere il sangue

nelle strade!

Poesia di Pablo Neruda

All’incirca un mese prima dell’annuncio della candidatura di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti, l’ex consigliere della sicurezza nazionale Zbigniew Brzezinski è apparso al Charlie Rose Show della PBS dove gli è stato chiesto se secondo lui Obama potesse essere una buona scelta come presidente. Brzezinski ha fatto una pausa, ha guardato Rose di sottecchi e ha risposto, “Pensa solo al simbolismo”. Subito dopo queste parole, Brzezinski e Rose si sono messi a ridere come per una battuta per pochi.
Naturalmente, Brzezinski aveva ragione. Obama era la scelta perfetta per la presidenza. Non per la sua esperienza. Non ne aveva affatto. Era stato senatore per due anni e il suo curriculum era così breve da poter stare sul retro di una scatola di fiammiferi.

Tuttavia Obama aveva ciò che Brzezinski & Co. stavano cercando: il simbolismo, il genere di simbolismo capace di creare una connessione tra lui e persone di tutto il mondo che avevano l’impressione che uno di loro era finalmente riuscito a raggiungere la vetta. Meglio ancora, Obama era un populista carismatico in grado di riempire gli stadi di fan adoranti e dare un volto benevolo agli interventi dell’America in Afghanistan e in Iraq. Brzezinski non poteva sperare in meglio. Dopo otto anni passati a trascinare il “marchio America” nel fango, il Paese avrebbe finalmente ottenuto l’urgente lifting di cui aveva tanto bisogno e avrebbe cominciato a risanare la propria immagine ammaccata di nazione indispensabile nel mondo.

Per la sinistra, Obama è stato un fiasco totale. Ha inasprito la guerra in Afghanistan, ha intensificato i bombardamenti transfrontalieri in Pakistan, ha esitato a parlare di persecuzione dei crimini di guerra, ha rifiutato di fare pressioni sui membri della Camera dei Rappresentanti per facilitare l’organizzazione dei lavoratori (EFCA – Employee Free Choice Act), e si è circondato di rappresentanti del mondo bancario che hanno affidato 12,8 trilioni di dollari alle cure di istituti finanziari d’investimento senza alcuna assicurazione rispetto alla restituzione di tale denaro. A parte un trascurabile decreto sulle cellule staminali, Obama non ha fatto assolutamente nulla per confermare le sue credenziali di progressista. La verità è che Obama non è né progressista né conservatore; è semplicemente un oratore che sa essere di ispirazione e un bravo politico privo di forti convinzioni rispetto ad alcunché. Se mai raggiungerà la grandezza, sarà per essere stato spinto in una crisi che non poteva evitare e aver agito, riluttante, nell’interesse del popolo americano. Questa è una possibilità che sussiste tuttora, sebbene sembri sempre meno probabile ogni giorno che passa.

Zbigniew Brzezinski

I leader stranieri sono chiaramente sollevati dall’uscita di scena di George W. Bush, e sembrano disposti a dare ad Obama ogni opportunità di riparare relazioni e prendere le distanze dal passato. Ma Obama si è sforzato poco per ricambiare o dimostrare un serio impegno rispetto ad un reale cambiamento. L’enfasi sembra vertere sulle pubbliche relazioni più che sulla politica; su sfarzose occasioni per farsi fotografare, discorsi grandiosi, viaggetti da una capitale all’altra, piuttosto che sul porre fine alle intromissioni e al militarismo cronici degli Stati Uniti. Dov’è l’arrosto? O tutto si riduce a vacua ostentazione?

Ora, nessuno è ancora pronto a considerare Obama un fallimento, ma questi deve dimostrare di essere l’uomo giusto adottando provvedimenti per fermare la macchina bellica e tenere a freno le élite aziendali e il parassita bancario. Ma è davvero possibile per un uomo solo – per quanto benintenzionato – cambiare il corso di una nazione e resistere al branco di malviventi che muovono i fili da dietro le quinte? Ricordiamoci che la storia americana fatta di interventismo violento, guerre senza provocazione, rivoluzioni colorate e colpi di stato, ha un lungo pedigree che va da Bunker Hill fino a Baghdad. Questo fiume di sangue non ha preso l’avvio con George Bush e non finirà con Barack Obama. Ogni generazione ha prodotto la propria litania di crimini, da Wounded Knee a Nagasaki a My Lai a Falluja. Nel discorso pronunciato da Harold Pinter in occasione dell’assegnazione del premio Nobel, il drammaturgo evoca un caso che riassume il modello di ostilità che è stato riprodotto, ancora e ancora, ovunque i mandarini di Washington abbiano rilevato un’opposizione al loro pugno di ferro.

Harold Pinter, discorso di accettazione del premio Nobel.

“In Nicaragua, gli Stati Uniti sostennero la brutale dittatura di Somoza per oltre 40 anni. Nel 1979 il popolo nicaraguense, guidato dai sandinisti, rovesciò questo regime; fu una rivoluzione popolare straordinaria.

I sandinisti non erano perfetti. Avevano una buona dose di arroganza e la loro filosofia politica conteneva diversi elementi contraddittori. Ma erano intelligenti, razionali e civili. Si proponevano di creare una società stabile, decorosa e pluralista. Fu abolita la pena di morte. Centinaia di migliaia di contadini indigenti furono strappati all’invisibilità in cui vivevano. Oltre 100mila famiglie ricevettero terreni. Furono costruite duemila scuole. Un’eccezionale campagna di alfabetizzazione ridusse l’analfabetismo nel Paese a meno di un settimo. Furono istituite istruzione e assistenza sanitaria gratuite. La mortalità infantile fu ridotta di un terzo. La poliomelite fu debellata.

Gli Stati Uniti denunciarono questi successi come sovversione marxista-leninista. Dal punto di vista del governo statunitense, si trattava di un precedente pericoloso. Se al Nicaragua si fosse permesso di stabilire norme basilari di giustizia sociale ed economica, se gli si fosse permesso di elevare gli standard di assistenza sanitaria e di istruzione, di conquistare l’unità sociale e l’orgoglio nazionale, i Paesi confinanti si sarebbero posti le stesse domande e avrebbero agito nello stesso modo. A quel tempo, c’è da dire, vi era una tenace opposizione allo status quo in El Salvador.

Poco fa ho parlato di ‘un affresco di menzogne’ che ci circonda. Il presidente Reagan soleva definire il Nicaragua come una ‘segreta totalitaria’. Quest’espressione fu in genere accolta dai media, e di certo dal governo britannico, come un’osservazione esatta ed equa. Ma di fatto, durante il governo sandinista, non si registrarono squadroni della morte. Non si registrarono torture. Non si registrarono episodi di brutalità militare sistematica o ufficiale. Nessun prete fu assassinato in Nicaragua. In effetti, al governo c’erano tre preti, due gesuiti e un missionario della Società di Maryknoll. Le prigioni totalitarie erano in realtà lì accanto, in El Salvador e Guatemala. Gli Stati Uniti avevano abbattuto il governo democraticamente eletto del Guatemala nel 1954 e si stima che oltre 200mila persone siano rimaste vittima delle dittature militari che si sono susseguite.

Sei dei più esimi gesuiti al mondo furono ferocemente assassinati all’Università Centroamericana di San Salvador nel 1989 da un battaglione del reggimento Atcatl addestrato a Fort Benning, Georgia, USA. L’arcivescovo Romero – uomo estremamente coraggioso – fu ucciso mentre diceva messa. Secondo le stime, morirono 75mila persone. Perché furono uccise? Furono uccise perché credevano nella possibilità e nella necessità di una vita migliore. Questa convinzione li qualificò immediatamente come comunisti. Morirono perché osarono mettere in discussione lo status quo, quell’infinito acrocoro fatto di povertà, malattia, degrado e oppressione, che costituiva il loro diritto di nascita.

Alla fine gli Stati Uniti abbatterono il governo sandinista. Ci vollero anni e molta resistenza, ma l’implacabile persecuzione economica e 30mila morti alla fine minarono lo spirito dei Nicaraguensi. Erano di nuovo esausti ed indigenti. Fu il ritorno nel Paese delle case da gioco. La fine dell’assistenza sanitaria e dell’istruzione gratuite. Il ritorno, vendicativo, delle grandi aziende. La ‘democrazia’ aveva prevalso.

Ma questa ‘politica’ non fu affatto limitata all’America Centrale. Fu portata avanti in tutto il mondo. Fu infinita. Ed è come se nulla di tutto questo sia mai accaduto.

Gli Stati Uniti sostennero e in molti casi ingenerarono tutte le dittature militari di destra nel mondo a partire dal Secondo Dopoguerra. Mi riferisco a Indonesia, Grecia, Uruguay, Brasile, Paraguay, Haiti, Turchia, Filippine, Guatemala, El Salvador e, naturalmente, Cile. L’orrore che gli Stati Uniti inflissero al Cile nel 1973 non potrà mai essere espiato e non potrà mai essere perdonato.

In tutti questi Paesi si verificarono centinaia di migliaia di morti. Si verificarono davvero? E possono essere in tutti i casi attribuite alla politica estera statunitense? La risposta è affermativa in entrambi i casi: si verificarono e sono attribuibili alla politica estera americana. Ma sembra che non sia così”.

Il discorso di Pinter è un tetro atto di accusa contro la politica estera statunitense; una politica che ora si cela dietro la facciata da rock star di Barack Obama. Nulla è cambiato e, forse, nulla cambierà. La medesima campagna barbara che ha prosperato con Bush è passata ad Obama intatta. Ovunque vi sia resistenza alle ambizioni statunitensi, lì è il nemico. Non importa se si tratta di marxisti a Bogotà, nazionalisti in Kosovo, bolivariani a Caracas, miliziani shiiti a Beirut, islamici moderati a Mogadiscio o quaccheri a Toledo. Sono tutti nemici, ognuno di loro, e li si deve affrontare.

Obama non è uno stupido; sa che lo stanno usando. Sa di non essere stato scelto per le sue opinioni illuminate sull’assistenza sanitaria e sulle cellule staminali. È stato scelto perché gli uomini in carica avevano bisogno di un nuovo uomo-immagine dietro cui nascondersi per portare avanti le loro attività illecite. Obama non è tanto un comandante supremo, ma piuttosto un abile prestigiatore che distoglie l’attenzione dalla guerra clandestina che continua inesorabilmente con o senza il suo consenso. Ancora Pinter dice:

“I crimini degli Stati Uniti sono stati sistematici, continui, feroci, spietati, ma solo in pochissimi ne hanno davvero parlato. Bisogna riconoscerlo all’America. Ha esercitato una manipolazione alquanto clinica del potere in tutto il mondo mascherandosi da forza del bene universale. Un numero di ipnosi eccezionale, persino arguto, di enorme successo… Uno stratagemma scintillante”.

Si consideri come si sono modellate le notizie per far sembrare che le invasioni dell’Iraq e dell’Afghanistan fossero effettuate per altruismo. Di conseguenza, la guerra in Afghanistan è divenuta l’”Operazione libertà infinita”, con l’enfasi sulla generosità disinteressata del bombardare un Paese fino all’oblio e riportare al potere violenti signori della guerra. La stessa strategia è stata usata per l’invasione dell’Iraq, celebrata come la “liberazione da un brutale dittatore”. Liberazione che è costata la vita ad oltre un milione di Iracheni e l’esodo di quattro milioni di profughi. Eppure, nessuno all’ONU o nella cosiddetta comunità internazionale ha fatto pressioni affinché gli U.S.A. fossero allontanati dal Consiglio di Sicurezza o affinché i loro leader fossero perseguiti per crimini di guerra. Ciò testimonia il successo dei media statunitensi nel sorreggere quell’“affresco di menzogne” di cui parla Pinter. Con Obama al governo, la farsa è solo peggiorata. Le notizie sulla guerra sono cessate del tutto. Guerra? Quale guerra? Ciò che importa ora sono gli allegri scambi di battute tra Obama e Jay Reno, o le braccia ben proporzionate di Michelle, o l’adorabile cane de agua portoghese di Malia. L’America è di nuovo tutta intera. Che riprendano le uccisioni.

Pinter: “Cos’è successo alla nostra sensibilità morale? L’abbiamo mai avuta? Cosa significano queste parole? Si riferiscono forse ad un termine usato molto di raro oggigiorno, coscienza? Una coscienza che non ha a che fare solo con i nostri atti ma anche con la responsabilità che condividiamo per gli atti altrui? è forse morto tutto questo? Si consideri la Baia di Guantanamo. Centinaia di persone sono state trattenute senza accusa per oltre tre anni, senza alcuna rappresentanza legale o diritto di difesa, tecnicamente trattenute per sempre. Questa struttura completamente illegittima è mantenuta in totale spregio della Convenzione di Ginevra. La cosiddetta ‘comunità internazionale’ non solo la tollera, ma se ne ricorda solo a stento. Questo oltraggio criminale è stato commesso da un Paese che si dichiara ‘leader del mondo libero’. Pensiamo mai agli abitanti della Baia di Guantanamo? Cosa ne dicono i media? Fanno la loro comparsa ogni tanto, con un trafiletto a pagina sei. Sono stati spediti in una terra di nessuno da cui potrebbero non fare mai ritorno. Attualmente molti stanno facendo lo sciopero della fame, e sono alimentati forzatamente, e tra essi vi sono residenti del Regno Unito. Non c’è cautela nelle procedure di alimentazione forzata. Nessun sedativo o anestetico. Solo un tubo ficcato nel naso e in gola. La gente vomita sangue. Questa è tortura. Cos’ha da dire in proposito il Segretario agli affari esteri britannico? Nulla. Cos’ha da dire in proposito il Primo ministro britannico? Nulla. Perché no? Perché gli Stati Uniti hanno detto: criticare la nostra condotta a Guantanamo costituisce un atto ostile. O siete con noi o siete contro di noi”.

Obama non deve risolvere i problemi del mondo. Non deve invertire il riscaldamento globale né rallentare il picco del petrolio, curare l’AIDS o mettere fine alla fame nel mondo. Tutto ciò che deve fare è soddisfare i requisiti minimi del suo lavoro di presidente, ovvero portare giustizia al suo popolo. Ecco perché processare Bush per crimini di guerra è più importante di qualsiasi altra questione in calendario. La giustizia viene prima di tutto il resto; è il filo che tiene insieme il tessuto sociale. Giustizia per le vittime che sono state uccise nelle loro case con le loro famiglie, mentre dormivano o stavano a cena. Giustizia per la gente bombardata durante le feste di matrimonio o mentre andava al lavoro o era alla moschea a pregare Dio. Questo è ciò che la gente vuole da Obama. Giustizia, niente di più. Il Reverendo Martin Luther King disse, “L’arco dell’universo morale è lungo, ma si piega verso la giustizia”. Sta ad Obama seguire quell’arco e fare almeno un passo sulla via della legalità, dell’assunzione di responsabilità e della giustizia.

Pinter: “Quante persone bisogna uccidere per meritare la qualifica di stragista o criminale di guerra? Centomila? Più che sufficienti, direi. Perciò è legittimo che Bush e Blair siano chiamati a rispondere di fronte alla Corte Penale Internazionale”.

È molto poco probabile che un nero con un passato nell’organizzazione di comunità creda veramente che espandere la guerra in Afghanistan sia la cosa giusta da fare. E non è probabile neppure che egli sostenga le intercettazioni, il giro di vite sugli immigrati, le sanzioni a chi vende marijuana terapeutica, trilioni di dollari per salvare le banche o interrogatori “potenziati”. Sta semplicemente leggendo il copione che gli è stato fornito. Ma con l’aggravarsi della crisi economica, la progressiva radicalizzazione del Paese e l’aumento dell’instabilità politica, quel copione sarà da buttare. Obama avrà moltissime opportunità di scrollarsi di dosso i burattinai e dimostrare di che stoffa è veramente fatto. Forse, dopo tutto, è un grand’uomo.

Pinter: “Quando guardiamo in uno specchio pensiamo che l’immagine di fronte a noi sia fedele, ma se ci spostiamo di un millimetro l’immagine cambia. In realtà stiamo guardando infinite immagini riflesse. Talvolta, tuttavia, uno scrittore quello specchio lo deve infrangere, perché è dall’altro lato che la verità ci fissa negli occhi”.

Avanti, Barack. Infrangi lo specchio.

Mike Whitney
Fonte: http://informationclearinghouse.info
Link: http://informationclearinghouse.info/article22499.htm
27.04.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ORIANA BONAN

Pubblicato da Davide

  • Gioacchino_Murat

    “I sandinisti non erano perfetti”,in effetti l’aggettivo perfetto poco si addice
    a chi,anche in nome di una rivoluzione,stermina e incarcera gli avversari
    politici.Se ci fate caso quando si uccide e si massacra in nome di un ideale
    che ha una qualche relazione col marxismo si usa la parola rivoluzione,che
    suona molto bene.Quando si uccide per altre ideologie si usano sempre
    parole come imperialismo,bieca tirannia,dittatura,fascismo,decisamente
    cacofoniche.Senza contare poi chi cerca di abbattere con le armi un regime,
    come quello sandinista,che aveva preso il potere con le armi:quelli sono
    controrivoluzionari reazionari,persone spregevoli di nome e di fatto.

  • Lestaat

    Non sai di cosa stai parlando caro Gioacchino.
    Ma proprio no.

  • Gioacchino_Murat

    Meno male che il sito e’ frequentato anche da gente colta e informata come te,cosa vuoi io sono all’antica,mi fido ancora di giornali tipo corriere e
    repubblica piuttosto che del manifesto.Sono un uomo di regime.

  • fengtofu

    allora dillo, o uomo di regime che venera i falsari, che non sai di quel che parli ma credi ciecamente alle loro veline programmate accuratamente a Washington. Lo so che è difficile stabilire la verità se non si tocca con mano, io l’ho fatto col Nicaragua sandinista, e per quel che ho visto lì e altrove in sudAmerica, a dire falsità sei tu, e il peggio è che sei in buona fede, perchè ti fidi dei delinquenti prezzolati.

  • Gioacchino_Murat

    Cioe’ vorresti dire che ls presa del potere da parte dei sandinisti e’ stata
    incruenta?Se si sei tu a dire falsita’ enormi

  • mirko1313

    Dai ragazzi, smettiamola di dare corda a Gioacchino. A lui piace provocare, non bazzica questo sito casualmente. Con metodica dedizione si impegna a smontare qualsiasi tesi contraria al sentire comune, quello diffuso dai mass media ben allineati per intenderci (tutti), e quando si rende conto che i suoi argomenti sono evanescenti e destinati a sciogliersi come neve al sole la butta in vacche e comincia col disco rotto del comunismo.
    Quindi non cadete nella tentazione di rispondere alle sue provocazioni se volete evitare di invischiarvi in discussioni sterili, fasulle… perchè il simpatico Gioacchino non è qui per confrontare idee, ma per smontare verità scomode.
    E’ molto più divertente stare al suo gioco e sparare cazzate di rimando.
    Un bacione Gioacchino

  • mirko1313

    Dai ragazzi, smettiamola di dare corda a Gioacchino. A lui piace provocare, non bazzica questo sito casualmente. Con metodica dedizione si impegna a smontare qualsiasi tesi contraria al sentire comune, quello diffuso dai mass media ben allineati per intenderci (tutti), e quando si rende conto che i suoi argomenti sono evanescenti e destinati a sciogliersi come neve al sole la butta in vacche e comincia col disco rotto del comunismo.
    Quindi non cadete nella tentazione di rispondere alle sue provocazioni se volete evitare di invischiarvi in discussioni sterili, fasulle… perchè il simpatico Gioacchino non è qui per confrontare idee, ma per smontare verità scomode.
    E’ molto più divertente stare al suo gioco e sparare cazzate di rimando.
    Un bacione Gioacchino

  • mirko1313

    Dai ragazzi, smettiamola di dare corda a Gioacchino. A lui piace provocare, non bazzica questo sito casualmente. Con metodica dedizione si impegna a smontare qualsiasi tesi contraria al sentire comune, quello diffuso dai mass media ben allineati per intenderci (tutti), e quando si rende conto che i suoi argomenti sono evanescenti e destinati a sciogliersi come neve al sole la butta in vacche e comincia col disco rotto del comunismo.
    Quindi non cadete nella tentazione di rispondere alle sue provocazioni se volete evitare di invischiarvi in discussioni sterili, fasulle… perchè il simpatico Gioacchino non è qui per confrontare idee, ma per smontare verità scomode.
    E’ molto più divertente stare al suo gioco e sparare cazzate di rimando.
    Un bacione Gioacchino

  • 6463

    Ma che gioacchino?! … non vedi che è sempre virgo_sine_copula?

  • 6463

    La parola specchio m’ha ricordato questo:

    http://www.wolfstep.cc/1096/german-tales-v-berlusconi-ist-pop/

    obama come berlusconi è un fenomeno pop?

  • PIEROROLLA

    Il mondo oggi non è solo minacciato dalle crisi economiche cicliche (ogni volta più frequenti). La disoccupazione, la rovina economica e perdite favolose di beni e ricchezze, sono inseparabili compagne delle leggi del denominato libero mercato che regolano oggi l’economia mondiale.
    Il libero mercato proscrive qualsiasi ingerenza da parte dello stato nell’economia, lo stato è considerato un pericolo per questa, Come se l’esercito, sanità, educazione, cultura, scienza, giustizia, giudici, e tante altre attività si potessero fare senza lo stato e le sue leggi.

    Lo stato, nonostante, con il suo rigore e forza ostacolava gente come Marx, Lenin e altri teorici che vedevano in questo un istrumento per gli sfruttatori per imporre l’odioso sistema capitalista, e concepì l’idea di trasformarlo in uno strumento della Rivoluzione nella fase di transizione verso una nuova società.

    I colonialisti, capitalisti e imperialisti hanno creato la loro condotta e valori. Parlano di libertà, democrazia, diritti umani, ecc. Negli USA, dopo la sua fondazione, milioni di esseri umani continuarono lavorando come schiavi, ai quali il creatore non aveva concepito nessun diritto come stipulava la Dichiarazione di Philadelphia. Durante circa cent’anni, gli uomini erano considerati merce che si comprava nel mercato, e dopo altri cent’anni durante la guerra civile, soffrirono atroci discriminazioni ed emarginazioni. Oggi costituiscono, insieme agli indios e latinoamericani, i cittadini più poveri che pullulano i carceri statunitensi compiendo lavori pesanti e poco remunerati.

    Non si dice che mille di milioni di persone nel mondo soffrono di: fame, analfabetismo, disoccupazione, sottosviluppo e malattie che riducono la loro aspettativa di vita di due terzi o metà rispetto quella dei paesi ricchi.

    A questi problemi si aggiungono altri, come il traffico di droghe, il crimine organizzato, la fuga dei cervelli, e l’immigrazione illegale. Cercano di sottomettere perfino la mente delle popolazioni, attraverso i mass media e le tecniche più moderne della cosiddetta industria della ricreazione.

    Su quali basi si sostiene quest’ordine?. Sulla ricchezza e la forza. Dispongono per questo di tutto il denaro del mondo e i mezzi militari più sofisticati. In più sono i maggiori esportatori di armi a livello mondiale, che non implicano una minaccia alcuna per la loro egemonia mondiale, ma che contribuiscono a creare guerre locali e affari miliardari di multinazionali, creando così una dipendenza anche dei suoi alleati.

    Stampano denaro per coprire il fabbisogno del mercato internazionale con cifre che non conoscono limiti, e con questo denaro, acquistano proprietà per le sue multinazionali, risorse naturali, e il frutto del lavoro dei popoli sottomessi per sostenere le società di consumo e lo spreco che hanno creato.

    Inoltre gli Stati Uniti, hanno il monopolio del controllo delle istituzioni multilaterali di credito e d’investimento.

    Quando queste inquietudini arrivano alle menti di molti milioni di persone nel mondo, che non vuogliono lasciarsi sfruttare dalle bugie quotidianamente proclamate, allora arrivano costantemente notizie su altre realtà.

    Per esempio: le multinazionali nel 2004, ultimo anno che appare nelle statistiche, hanno ottenuto dal estero, profitti per 700.000 milioni di dollari, e che pagarono al fisco solo 16.000 milioni di dollari grazie agli sconti statali che contemplano dei privilegi per le imprese nordamericane che investono in altri paesi, anche perchè la loro produzione sono lesive gli USA, in termini di contaminazione, ecc. La sola idea di ridurre questi privilegi da parte dell’attuale amministrazione Obama, suscitò la protesta d’importanti organizzazioni imprenditoriali molto potenti economica e politicamente.

    Ci sono un sacco di notizie nazionali e internazionali degli USA, dove si mette in evidenza i privilegi nazionali che questo paese ha imposto al mondo. Ci sono politici all’estero, che si offendono se qualcuno osa chiamare gli Stati Uniti (impero), come se questa parola non fosse appropriata per descriverlo.

    L’altra faccia della moneta è ancora peggiore, si è parlato delle sette flotte che gli Stati Uniti usano per imporre al mondo la sua potenza militare, appoggiati con più di 800 basi militari distribuite nel mondo. Guantanamo con le sue celle e le sue torture che hanno sconvolto l’opinione pubblica mondiale, è solo una di quelle 800 in suo possesso.

    Per rendersi conto del superpotere militare con il quale gli Stati Uniti prottegono il sistema economico e sociale imposto all’umanità, ci sono alcuni dati pubblicati dalla stampa specializzata.

    Gli Stati Uniti possiedono: 534 missili balistici intercontinentali (ICBM) Minuteman III e Pacekeeper, 432 di questi sono da lancio sottomarino (SLBM) e Trident C-4 D-5 installati su 17 sottomarini del tipo Ohio, e circa 200 a lungo raggio, e circa 200 bombardieri nucleari a lungo raggio che possono essere riforniti in aria, tra questi 16 invisibili B-2.
    I missili trasportati sono a testate multiple, Il numero di testate nucleari dispiegate vanno da 5 mila a 10 mila. Le sue forze armate sono oltre 2 milioni di uomini a tutto questo si deve aggiungere più di cento satelliti di uso militare e comunicazioni, che compongono lo scudo spaziale per la guerra elettromagnetica.

    Russia l’altra grande potenza, è stata circondata da armi nucleari offensive.

    Quasi nessuno dovrebbe aggiungere un’altra parola, tranne che per ricordare che grazie al monopolio del denaro e di risorse naturali, gli Stati Uniti ha annunciato ieri, per bocca del principale comandante della ciberguerra per il Pentagono, che il paese è determinato a portare avanti lo sforzo globale di utilizzare la tecnologia dei computer per dissuadere o sconfiggere “ i nemici ”, tutelando i diritti costituzionali della popolazione “.

    La notizia è stata diffusa ieri dalla principale agenzia di notizie AP..

    Quanta sicurezza si può cercare nel mondo oggi?

    E’ una domanda che ancora non ha trovato risposta!

  • sacrabolt

    Questo è ciò che la gente vuole da Obama. Giustizia, niente di più. Il Reverendo Martin Luther King disse, “L’arco dell’universo morale è lungo, ma si piega verso la giustizia”. Sta ad Obama seguire quell’arco e fare almeno un passo sulla via della legalità, dell’assunzione di responsabilità e della giustizia.

    Pinter è un uomo che ha la forza morale di dire le cose come stanno. Per questo i nostri media lo ignorano; per questo la dichiarazione di accettazione del nobel è stata riportata (in sintesi) solo da rainews24 su satellite… se non ricordo male coerentemente nel contenitore “no comment”.

    In questa intervista poi, Pinter sta chiedendo a Obama di farsi ammazzare. Non succederà.

  • nessuno

    purtroppo dobbiamo leggere le tue farneticazioni non ostante sia scritto nell’articolo:

    Poco fa ho parlato di ‘un affresco di menzogne’ che ci circonda. Il presidente Reagan soleva definire il Nicaragua come una ‘segreta totalitaria’. Quest’espressione fu in genere accolta dai media, e di certo dal governo britannico, come un’osservazione esatta ed equa. Ma di fatto, durante il governo sandinista, non si registrarono squadroni della morte. Non si registrarono torture. Non si registrarono episodi di brutalità militare sistematica o ufficiale. Nessun prete fu assassinato in Nicaragua. In effetti, al governo c’erano tre preti, due gesuiti e un missionario della Società di Maryknoll. Le prigioni totalitarie erano in realtà lì accanto, in El Salvador e Guatemala. Gli Stati Uniti avevano abbattuto il governo democraticamente eletto del Guatemala nel 1954 e si stima che oltre 200mila persone siano rimaste vittima delle dittature militari che si sono susseguite.

    Mi auguravo che il blocco dei commenti ci avesse liberato della tua sgradita presenza ma non è cosi.
    Mi auguro che anche gli altri utenti comprendano che personaggio sei e ti evitino.
    Continua pure è la regola del sito
    e tanti saluti al tuo clone virgo

  • virgo_sine_macula

    Grazie del permesso paladino della democrazia.

  • Gioacchino_Murat

    Caro over 50 debbo confessare di aver fatto il medesimo tuo pensiero
    coi tuoi post durante il blocco dei commenti:identita’ di vedute.

  • Gioacchino_Murat

    Ricambio volentieri il saluto del simpatico mirko,senza bacio ovviamente.

  • Lestaat

    Perchè invece di chiacchierare a vanvera non cominci ad argomentare?
    Hai detto una fraccata di sciocchezze e menzogne a proposito del Nicaragua. Se davvero pensi sia così perchè non mi racconti il tuo punto di vista e non mi dai uno straccio di documentazione in proposito?
    O erano sanguinari solo perchè qualcuno te l’ha detto?
    Su….uno sforzino dai.
    Magari, così, la prossima volta, qualcuno ti prende anche sul serio.

  • owanda

    Grande Gioacchino_Murat !!

    Un uomo, un nick, un neurone.

  • Gioacchino_Murat

    OK ti accontento anche se so che dirai che si tratta di informazioni di
    regime:il sandinismo,movimento che si ispirava al pensiero del generale
    Sandino(gia’ il fatto che un movimento politico si ispiri alle idee di un
    generale la dice lunga sulle sue tendenze)nacque come movimento marxista
    ma in esso affluirono in seguito anche numerosissimi cattolici,dunque si puo’
    dire che fosse un movimento cattocomunista,che tentava di conciliare
    le incinciliabili teorie del marxismo con quelle del Vangelo(le differenze tra
    le due teorie penso tu le sappia).Entrambe le anime del movimento
    avevano come cardine del loro pensiero l’utilizzo della forza per prendere
    il potere da parte del proletariato,l’una in maniera piu’ organizzata,l’altra
    col metodo della guerriglia,ma sempre di uso della forza si trattava.
    Alla fine prevalse la via tercerista dei fratelli Ortega che tentava di mediare
    le due posizioni e le due anime e dopo la fuga di Somoza i sandinisti
    presero il potere nel 1979(con la forza dopo una lunga guerra rivoluzionaria).Dopo aver realizzato varie riforme(e questo va ascritto
    a loro merito)in campo sociale i sandinisti intrapresero una guerra contro
    i controrivoluzionari finanziati dagli usa e solo questa ultima guerra
    di controrivoluzione costo’ al paese oltre 65000 morti,dunque se a questi
    aggiungiamo i morti della lunga guerra rivoluzionaria,le vittime ammontano a ben oltre le 100 mila unita’.Alle prime elezioni veramente
    libere nel paese i sandinisti persero nel 1990(e questo la dice lunga sul loro vero consenso popolare).Dunque se tu causi in un paese piccolo
    oltre 100 mila morti per fare una rivoluzione anche se per abbattere una
    bieca dittatura,a mio avviso sei un assassino anche tu.Ti cito infine un
    pezzo tratto dal blog di Italo Campisi:”Il sandinismo è morto perchè ripete gli stessi errori (il caudillismo, lo scambio di influenze, i patti scellerati, le prove di forza) che hanno marcato la storia del Nicaragua, con il risultato di averne fatto un paese povero, arretrato, limitato, incapace di rispondere con maturità alle prove di democrazia alle quali è stato chiamato.”

  • Gioacchino_Murat

    Battuta molto originale e divertente,del resto giudicare una persona da
    un nick(peraltro di chiara ispirazione rivoluzionaria) e’ segno di grande
    capacita’ di analisi.

  • Lestaat

    “Dunque se tu causi in un paese piccolo oltre 100 mila morti per fare una rivoluzione anche se per abbattere una bieca dittatura,a mio avviso sei un assassino anche tu.”
    Ahhhhhh ecco.
    Mettete i fiori nei vostri cannoni..
    Ho capito.
    Tutti bruttie cattivi.
    okok va bene.

  • Gioacchino_Murat

    La frase finale sul sandinismo non e’ comunque mia ed e’ una condanna senza appello.Del resto la storia ci insegna che spesso le rivoluzioni
    sostituiscono una dittatura con un’altra dittatura solo in nome di ideali
    diversi.E poi perche’ un rivoluzionario marxista ha il diritto di uccidere ad esempio e un controrivoluzionario no?perche’ i morti provocati dai movimenti
    marxisti non sono vittime?perche’ il marxismo va sempre al potere con le
    armi e mai con le elezioni?Mettete dei fiori nei vostri cannoni era in effetti
    l’unico motto giusto del 68.

  • Tanita

    Uscire dalla NATO sarebbe un bel modo di cominciare a guarire.
    E smettere di finanziare i genocidi con la propria povertà.
    Banksters e warmongers si stanno succhiando l’anima dell’Umanità. I giochini dei vari Brzezinsky, le “mosse” dei vari Rotschild e Rockefeller e tutta questa perversione messa insieme dove guarda caso, parte delle vittime (i cittadini europei) sono costretti ad essere complici delle massacri della NATO, costituiscono la spazzatura rappresentativa del neomedievalismo torquemadista del Secolo XXImo. Niente luci, tutto ombre.
    Grazie tante: NON NEL MIO NOME. NON NEL MIO NOME!
    Irak: NON NEL MIO NOME.
    Afghanistan: NON NEL MIO NOME.
    Libia: NON NEL MIO NOME.
    Siria: NON NEL MIO NOME.
    Iran: NON NEL MIO NOME.
    Líbano: NON NEL MIO NOME.

    NON NEL MIO NOME, NE’ IN QUELLO DI MIO PADRE, TANTOMENO IN QUELLO DEL MIO NONNO PARTIGIANO SEPOLTO A PISCINA.
    NON NEL NOSTRO NOME.