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ATTIVITA’ DI STUDENTI D’ARTE ISRAELIANI PRESSO LE ABITAZIONI DI UFFICIALI FEDERALI

DI WAYNE MADSEN
onlinejournal.com

Alla vigilia dell’anniversario del 9/11 e con la strana ripetizione dell’attività degli “studenti d’arte” israeliani [segnalata] presso gli uffici e le abitazioni del governo federale, dell’esercito americano, e persino dei giudici federali un anno e mezzo prima dell’attacco del 9/11, il WMR è stato informato di un aumento della stessa attività rinnovata presso le abitazioni di attuali ed ex ufficiali federali.

Nell’incidente più recente, gli ufficiali federali della Transportation Security Administration (TSA) [1] hanno riferito che degli “studenti d’arte” israeliani si sono presentati presso le loro abitazioni di Brea, California, nella Orange County. In modo simile all’attività [condotta] dagli studenti d’arte alla fine del 2000 e all’inizio del 2001, un Israeliano, accompagnato da uno o due altri, compreso uno alla guida, ha esaminato il vicinato offrendo dipinti israeliani porta a porta. Gli individui della TSA in quella zona non sono agenti di sicurezza aeroportuali, ma funzionari più alti dell’agenzia per la sicurezza aerea, parte del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale.

Nella foto: la base aerea di Kirtland (Albuquerque)

A seguito, ”Il ritorno del terribile giocattolaio” (Gianluca Freda, Blogghete!!!);Nel 2000 e nel 2001, è stata la Drug Enforcement Administration (DEA) [2] ad avviare l’investigazione dell’attività come un’operazione di intelligence di Israele, ma l’investigazione è stata successivamente interrotta alcuni mesi prima del 9/11 su ordine del procuratore generale John Ashcroft e del direttore dell’FBI Louis Freeh.

Dopo il 9/11 e la rivelazione dell’operazione israeliana sui media, il direttore dell’FBI Robert Mueller ha continuato con l’approccio “passivo” verso l’attività israeliana.
Il WMR è stato inoltre allertato da un ex membro del Congresso in merito ad un nuovo sviluppo dell’attività israeliana nella zona di Atlanta. Degli individui stranieri che corrisponderebbero alla descrizione di Israeliani si sono presentati presso le case dei familiari e di un amico di un ex membro [del Congresso], nonché telefonato agli stessi, chiedendo se avrebbero preso in considerazione di ospitare uno studente straniero nelle loro abitazioni. Ci sono segnalazioni che questi studenti stranieri viaggiano in gruppo e che guidano all’interno dei quartieri in modo simile agli studenti d’arte-venditori israeliani.

A seguito di segnalazioni che alcuni venditori ambulanti israeliani di prodotti cosmetici del Mar Morto erano scomparsi da alcuni centri commerciali in tutto il paese, il WMR ha ricevuto la segnalazione di alcuni Israeliani che lavorano al Centro Commerciale di Coronado Mall ad Albuquerque, New Mexico che eserciterebbero con tattiche aggressive di vendita.

Il WMR ha precedentemente riportato che dei venditori ambulanti israeliani facevano domande per indagare sui militari presso i centri commerciali di Norfolk, Virginia; della Columbia, Maryland; e a Pentagon City a Arlington, Virginia. Albuquerque è la sede della base aerea di Kirtland, che ospita l’Air Force Nuclear Weapons Center e i suoi distaccamenti, la 498th Nuclear Systems Wing e la 377th Air Base Wing. Kirtland è anche la sede dell’ufficio di Albuquerque della Defense Threat Reduction Agency (DTRA), del Air Force Safety Center, della Air Force Inspection Agency, del Air Force Operational Test and Evaluation Center.

Wayne Madsen
Fonte: http://onlinejournal.com
Link: http://onlinejournal.com/artman/publish/article_6312.shtml
13.09.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

[1] L’agenzia nazionale americana per la sicurezza dei trasporti

[2] Agenzia federale antidroga

Pubblicato da Davide

  • Tao

    IL RITORNO DEL TERRIBILE GIOCATTOLAIO

    DI GIANLUCA FREDA
    blogghete!!!

    Chi possiede un po’ di familiarità con i retroscena degli attacchi dell’11 settembre 2001, saprà sicuramente chi è Dominik Suter. Si trattava del titolare dell’azienda di trasporti newyorchese nota come Urban Moving System, in realtà un’attività di copertura del Mossad israeliano, di cui Suter era un agente. I famosi “cinque israeliani danzanti”, che ballavano di gioia e si davano il cinque mentre filmavano gli edifici del WTC che crollavano al suolo, erano altrettante spie israeliane e furono arrestati dalla polizia newyorchese proprio accanto ad uno dei furgoncini della Urban Moving System di cui erano alle dipendenze. Uno dei cinque aveva con sé 4.700 dollari in contanti. Un altro aveva due passaporti esteri. All’interno del furgone venne trovato uno dei “taglierini” che i fantomatici 19 terroristi avrebbero utilizzato per dirottare gli aerei.

    Si sospetta fortemente che i furgoncini della UMS siano stati utilizzati, fra le altre cose, per trasportare l’esplosivo destinato a minare i tre grattacieli demoliti l’11/9. Com’è noto, le cinque spie del Mossad arrestate (Sivan e Paul Kurzberg, Yaron Shmuel, Oded Ellner e Omer Marmari, tutti tra i 22 e i 27 anni di età), vennero rispedite in Israele dopo appena dieci settimane, grazie all’interessamento dell’allora capo della Homeland Security americana Michael Chertoff, anche lui cittadino israeliano (sua madre era stata tra i membri fondatori del Mossad). Tre dei “cinque israeliani danzanti” (Shmuel, Ellner e Marmari) comparvero in seguito anche alla tv israeliana [www.erichufschmid.net] , dichiarando che la loro missione era “semplicemente” quella di documentare l’evento. Non spiegarono però perché tale documentazione producesse in loro tanto sollazzo.

    Non si trattò, peraltro, delle uniche spie israeliane arrestate su suolo americano a ridosso dell’11/9. Stando a quanto sostiene Fox News [www.youtube.com] , nei mesi precedenti la data degli attacchi furono arrestati almeno 140 israeliani sospettati di essere coinvolti in operazioni di spionaggio; altri 60 vennero arrestati dopo l’11/9. Tutto questo fa pensare, ovviamente, che negli Stati Uniti fosse in preparazione un’operazione di intelligence del Mossad di assai ampie proporzioni, strettamente connessa agli eventi dell’11/9.  

    Due giorni dopo l’arresto delle cinque spie, Dominik Suter fuggì precipitosamente in Israele, sotto il naso degli agenti dell’FBI, intenti a sequestrare computer e scatole di documenti nella sede centrale della UMS a Weehawken, in New Jersey. Quando tre mesi dopo i cameramen del programma 20/20 della ABC arrivarono per filmare gli uffici dell’azienda, il personale sembrava essere fuggito via in fretta e furia. “Sembrava che l’azienda fosse stata chiusa in gran fretta”, si legge sul sito della ABC [www.antichristconspiracy.com], “c’erano telefoni cellulari sparsi dappertutto; le linee telefoniche dell’azienda erano ancora operative e gli oggetti di proprietà di dozzine di clienti erano ammassati in magazzino”.
    Fin qui i fatti che sono noti più o meno a tutti. Pochi sanno però che la Urban Moving System non era l’unica attività di copertura del Mossad in cui Suter fosse coinvolto. Suter è registrato anche come agente di un’altra compagnia, la Gould Street Corporation. Per gestire questa seconda attività, Suter  risultava titolare di un ufficio situato al n. 73-75 di Gould Street a Bajonne, in New Jersey.

    Dando un’occhiata con Google Earth, si può notare che al 73-75 di Gould Street hanno sede alcuni grossi capannoni:

    All’interno di questi capannoni, si trovava il deposito merce di un’altra azienda, la E & W River Corporation [businessfinder.silive.com], con sede al n. 73 di Gould Street. Questa azienda risulta concessionaria della vendita dello Zoom Copter (foto in alto), che dovrebbe essere un’altra vecchia conoscenza degli studiosi dell’11/9. Lo Zoom Copter era un giocattolo che veniva venduto, nei giorni precedenti all’11/9, in piccoli chioschi sparsi nei centri commerciali degli Stati Uniti. Secondo quanto riportato da Fox News [www.youtube.com], vi erano “migliaia” di questi punti vendita, tutti gestiti da sedicenti “studenti d’arte” israeliani (la maggior parte dei quali era priva di permesso di soggiorno). Come riferito dalla Fox, gli “studenti d’arte” non erano altro che agenti del Mossad israeliano operanti su suolo americano, probabilmente per preparare la grande e sanguinosa messinscena dell’11/9, e utilizzavano la vendita di giocattoli e dipinti come ennesima copertura per le loro attività di spionaggio. Questa massiccia presenza di cittadini israeliani in territorio americano fra il 2000 e il 2001 aveva insospettito la DEA, l’agenzia antidroga statunitense, che aveva iniziato ad indagare sulle piccole rivendite di giocattoli, sospettando un’operazione dell’intelligence israeliano; ma gli agenti della DEA erano stati fermati pochi mesi prima dell’11/9 dal Procuratore Generale John Ashcroft (altro fanatico cristiano-sionista legato a gruppi radicali come Stand for Israel; il suo Ashcroft Group lavora oggi per la IAI, l’industria aerospaziale israeliana) e dal direttore dell’FBI, Louis Freeh.
    Dominic Suter era dunque il “trait d’union”, l’elemento unificante di due di queste attività di copertura: la Urban Moving System e la vendita degli elicotteri giocattolo.

    La cosa preoccupante è che, stando a quanto riferisce Wayne Madsen in questo articolo (vedi sopra) , negli USA si starebbe verificando in questi giorni una reviviscenza dell’invasione degli “studenti d’arte” israeliani, proprio come avvenuto fra il 2000 e il 2001. La Transportation Security Administration (TSA) riferisce che alcuni di questi “studenti” avrebbero iniziato a battere la zona di Brea, in California, per vendere porta a porta dipinti e articoli di vario genere. Anche nella zona di Atlanta alcuni stranieri, la cui descrizione corrisponde a quella di cittadini israeliani, avrebbero iniziato a contattare telefonicamente e di persona le famiglie del luogo chiedendo la possibilità di ospitare studenti israeliani presso le loro abitazioni per uno “scambio alla pari”. In vari centri commerciali degli Stati Uniti sono poi comparsi piccoli chioschi, gestiti da israeliani, che vendono cosmetici ricavati da “sali del Mar Morto con tecniche piuttosto “aggressive” e che sono improvvisamente spariti dopo le segnalazioni arrivate alle autorità da parte di alcuni cittadini. Uno dei centri commerciali in cui tali attività sono state segnalate è il Coronado Mall di Albuquerque, in New Mexico, non lontano dalle base aerea di Kirtland, che ospita uno dei più importanti centri di stoccaggio delle armi nucleari degli Stati uniti. I sospetti che l’intelligence israeliana sia al lavoro per realizzare una seconda (e più grave) operazione false-flag come quella dell’11/9 sono dunque giustificati, soprattutto alla luce della recente accelerazione delle ostilità israeliane verso l’Iran [blogghete.blog.dada.net], cui gli Stati Uniti – senza una nuova catastrofe da addossare questa volta alla Repubblica Islamica – difficilmente sarebbero disposti a prestare supporto militare.

    Gianluca Freda
    Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/
    Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2010-09-15
    165.09.2010

  • ulrichrudel

    Gianluca Freda, come leggo,avvalora quanto già sostenuto da M.Blondet con il libro 11 settembre colpo di stato in USA.edizione maggio 2002.
    Però se gli agenti del Mossad,ritornano con il solito giochetto ,o,sono stupidi, e questo non credo o come pare di capire hanno le spalle ben coperte da chi negli USA dovrebbe controllare.Ma non credo ancora che il tutto è finalizzato per attaccare l’Iran.Di questo abbiamo già discusso anche su questo sito lungamente. Ricordi I missili russi intercettori localizzati in Ossezia ed i missili che sicuramente l’Iran possiede, a differenza dell’Irak?

  • Don-Kisciotte

    Io non credo nella versione ufficiale sull 11/9. Mi appare da subito e nettamente come una grossa montatura. Tuttavia non riesco a capire come a livello di complotto si possa arrivare a gestire tutti gli aspetti per nascondere e depistare la verità, a tutti i livelli. Ad esempio tutti i controllori di volo di tutte le stazioni di controllo vicine a New York erano tutti infiltrati del Mossad, che hanno fatto finta di non vedere i dirottamenti? Gli agenti che hanno sequestrato le telecamere vicino al pentagono e quelli che hanno visionato i filmati, non c’è nemmeno una persona di cuore che, pur rischiando la propria pelle, denunci che non si trattava di un aereo di linea ma di un altro velivolo/missile? Per un complotto di cosi grosse dimensioni è necessario l’accordo tacito e fermo di moltissime persone che operino su molti aspetti e su molti livelli. Non nascondo che a volte mi sembra tutto eccessivo.

  • Hassan

    “Ad esempio tutti i controllori di volo di tutte le stazioni di controllo vicine a New York erano tutti infiltrati del Mossad, che hanno fatto finta di non vedere i dirottamenti?”

    Se ti fossi informato in modo approfondito sulle tesi contro la teoria ufficiale, conosceresti perfettamente la situazione dei controllori di volo, comprese loro testimonianze e trascrizioni delle comunicazioni.

    “Gli agenti che hanno sequestrato le telecamere vicino al pentagono e quelli che hanno visionato i filmati, non c’è nemmeno una persona di cuore che, pur rischiando la propria pelle, denunci che non si trattava di un aereo di linea ma di un altro velivolo/missile?”

    Gli agenti che hanno sequestrato le telecamere… le hanno sequestrate e basta, non hanno visionato il contenuto, probabilmente messo subito al sicuro da qualche capoccione o addirittura distrutto, come hanno distrutto i video sulle torture di Guantanamo.

    “Per un complotto di cosi grosse dimensioni è necessario l’accordo tacito e fermo di moltissime persone che operino su molti aspetti e su molti livelli.”

    Di nuovo: se avessi approfondito la questione come si deve (sto parlando di leggersi MIGLIAIA di documenti, testimonianze, e visionare centinaia di ore di materiale a disposizione), sapresti benissimo che in un complotto di queste dimensioni bastavano POCHISSIME persone ben posizionate (e c’erano tutte, da Wolfowitz a Rumsfeld e via discorrendo), e poi MOLTISSIME persone che NON sapevano quello che stavano facendo, cioè non sapevano di far parte di un ingranaggio che era stato “dirottato” verso uno scopo che non era quello solito (difendere il paese invece di andare in “standby”… i controllori di volo rientravano in questo ingranaggio, inconsapevolmente come è ben chiaro dalle loro testimonianze).

    Questa è una materia che o la si approfondisce a dovere (spendendoci sopra parecchio tempo, che non tutti possono permettersi), oppure che se si tratta con un approccio “fast food” (sperando di avere tutti i dettagli con striminzite informazioni-pillola ) allora si giunge alla conclusione che “ci volevano milioni di cospiratori… cosa impossibile!”.

  • Biecoblu

    Ho postato due volte (la terza è in attesa di pubblicazione) questo commento su “Blogghete!” ma Gianluca non ha voluto pubblicarlo, allora lo faccio qui sperando voglia degnarsi di rispondermi :
    1) Se fossi del mossad cercherei di dissimularmi al meglio invece di andare a vendere elicotterini in giro (soprattutto quando ce ne sono già tanti che hanno adottato lo stesso deguisement).
    2) Farei albergare i miei agenti in appartamenti o pensioni come tutti gli studenti del mondo invece che cercare di farli ospitare da privati (il che potrebbe allertare più d’uno – “ma quanti studenti d’arte israeliani senza tetto ci sono a NY ?!?”)
    Ci sarebbero altri appunti da fare ma mi fermo qui, affermando che a me sembra la trama di un film di spionaggio di serie B, roba da gonzi.
    Concludo, tanto per chiarezza, che sono estremamente scettico (ed è dir poco) riguardo le spiegazioni ufficiali dell 9-11.
    Gianluca, che mi rispondi ?