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ATTENZIONE STA PER ARRIVARE IL BABAU !


Strani intrighi fra l’uomo nero, i talebani e il sosia accreditato di bin Laden

DI ANTONELLA RANDAZZO
lanuovaenergiablogspot.com

Quasi ogni giorno avvengono bombardamenti e massacri in diversi paesi – Iraq, Afghanistan, Somalia, Pakistan, ecc. –
Questo significa che parecchie persone innocenti – anche bimbi, donne e vecchi – rimangono orrendamente mutilate o muoiono.

Dove sono gli occidentali che protestano per tutto questo?

Forse da qualche parte molti protestano ma i mass media non ce lo dicono?

Dove sono le manifestazioni, come quelle che negli anni Sessanta chiedevano la fine della guerra in Vietnam? Dove sono i giovani che si indignano, che protestano in massa, che rifiutano i crimini e la guerra desiderando un mondo migliore?

Dobbiamo forse credere che anni di manipolazione mentale hanno dato i loro frutti addomesticando persino le nuove generazioni?
Forse i giovani sono troppo impegnati a cercare amici su Facebook? Forse le persone non vogliono perdersi la puntata dei “Cesaroni”?
O forse credono che i militari statunitensi, armati fino ai denti, in realtà siano in missione di pace, o in missione segreta, che consisterebbe magari nell’esportare hot-dog e coca cola?

Gli occidentali sono diventati indifferenti alle stragi commesse dalle potenze imperiali? O forse molti non sanno perché il telegiornale si guarda bene dal far sapere o capire?

Perché le masse non protestano? Credono che i massacri fatti altrove non riguardino gli occidentali?
Eppure lo stesso gruppo criminale che uccide nelle zone di guerra crea “crisi” in occidente, ovvero ci rende sempre più poveri in modo tale che non ci venga in mente di organizzare attività “sovversive”, essendo preoccupati a sopravvivere.

O forse si pensa che le guerre di oggi siano “giustificate”, al contrario di quelle di ieri?

Evidentemente, ieri la motivazione del “comunista tiranno” veniva digerita meno dell’attuale “terrorista che uccide per pura pazzia”.
In realtà, le guerre di ieri contro il nemico “comunista”, oppure quelle di oggi contro il nemico “terrorista”, hanno nascosto e continuano a nascondere i paradossi del mondo ad egemonia Usa. Un mondo che professa di possedere istituzioni democratiche che, ad un’analisi approfondita, non rispetta affatto, basandosi sulla legge del più forte e sul più spietato colonialismo, mascherato da “democrazia”.

Le autorità Usa dicono di avere dei nemici “terroristi”, ma poi uccidono cinicamente popolazioni inermi; dicono di svolgere “missioni umanitarie”, ma poi condannano milioni di persone a morire di fame a causa delle loro politiche economiche, imposte furbamente attraverso istituzioni apparentemente Internazionali (Fmi, Bm, Wto). L’élite egemone non desidera un mondo in cui la ricchezza possa essere maggiormente ridistribuita, e non ama che i popoli possano avere voce in capitolo nelle questioni politiche ed economiche. Ha quindi trovato la formula per istituire un’apparente “democrazia”, che nasconde e copre il vero potere di natura imperiale.

Il “terrorismo” è diventato un alibi per commettere qualsiasi nefandezza contro chiunque disturbi il sistema.
Ma un bimbo di tre anni può essere un terrorista? Una donna che si trova a casa propria accudendo la famiglia può essere una feroce terrorista? E un vecchio privo di armi può essere un terrorista che sfida la superpotenza imperiale? E’ credibile tutto ciò?
La verità è che i bombardamenti avvengono sulla popolazione. L’intera popolazione afgana, come irachena, somala o palestinese, viene considerata “terrorista”, poiché quello che il gruppo stegocratico intende per “terrorismo” è il non essere disposti a vivere nell’occupazione straniera, vessati in vario modo e privati dei mezzi necessari per vivere un’esistenza dignitosa.

Il “terrorismo” si sta svelando un metodo efficace per giustificare guerre, massacri e genocidi, incutendo paura come nell’infanzia faceva il “babau” o “l’uomo nero”. Ci viene detto che i gruppi terroristici sarebbero in agguato, pronti ad ucciderci.
In realtà non risulta che il “terrorismo islamico” abbia fatto morti in Italia, mentre la mafia fa centinaia di morti all’anno e la medicina e farmacologia ufficiali ucciderebbero almeno 80 persone al giorno. Eppure il nemico più feroce, ci viene detto, è il “terrorista estremista islamico”.

Questo nemico viene descritto come insensato, feroce, irrazionale. Il sistema, in altre parole, gioca la carta del nemico oscuro, incomprensibile, che deve fare molta paura proprio perché pazzo.
Come se, invece, bombardare su persone innocenti fosse razionale e civile.

La Casa Bianca ha parlato di un nemico oscuro e indecifrabile, una sorta di demonio nascosto che minaccia e uccide per il gusto di fare del male. Il nuovo nemico è un nemico non decifrato, non delineato, se non vagamente, negli intenti e nelle motivazioni. E’ il male stesso, categoria da precisare di volta in volta, ma che mantiene il richiamo all’analogo concetto biblico oscuro e mistico. Questo nemico viene chiamato “terrorismo” .(1)
In realtà era indispensabile un nuovo nemico poiché già gli stegocrati sapevano che le politiche di globalizzazione avrebbero generano un sistema politico dittatoriale, a cui molti si sarebbero ribellati. Ciò emerge drammaticamente dai documenti del Fmi e della Bm, in cui persino le sommosse vengono previste e cooptate all’interno del “programma di ristrutturazione”. Joseph Stigliz osserva: “Le abbiamo chiamate le sommosse del Fmi”. Nei documenti del Fmi e della Bm le sollevazioni popolari fanno parte del “programma”, e vengono indicati anche gli “interventi della polizia, i carri armati, la repressione”.(2)
Il premio Nobel per la pace Adolfo Pérez Esquivel, che ha fatto parecchie battaglie a difesa dei diritti civili, a proposito delle politiche che stanno alla base della globalizzazione sostiene che la “liberalizzazione” economica e la repressione sono strettamente legate l’una all’altra.(3)
Tutto questo doveva trovare una giustificazione nella “lotta al terrorismo”.
In tal modo le autorità statunitensi possono giustificare l’enorme aiuto militare e finanziario che danno alle dittature.


E’ emersa così una nuova “missione” contro una specie di mostro, da combattere senza pietà perché altrimenti distruggerebbe i valori americani. Questo mostro non può essere “convertito” perché non è razionale come si presume sia chi lo combatte.

Alcuni sono convinti che l’attuale sistema sia razionale. Adesso è diventato di moda persino asserire che i blogger indipendenti che denunciano i crimini del sistema sarebbero “irrazionali” (non sanno più cosa inventarsi).
E in cosa consisterebbe questa presunta razionalità del sistema? Massacrare persone innocenti dicendo che si stanno uccidendo “terroristi” sarebbe razionale? Credere di vivere in una “democrazia” quando invece ci sono tutti gli elementi della dittatura sarebbe razionale? Le torture che avvengono a Guantanamo e in altre carceri sono segno di razionalità? Imporre un sistema favorevole soltanto a pochi sarebbe razionale?
Chiudere entrambi gli occhi sui crimini commessi dalle autorità occidentali nel Terzo mondo sarebbe razionale?
E se fra i morti innocenti sotto i bombardamenti ci fosse vostra madre, sorella o qualcuno dei vostri figli sareste ancora disposti a difendere a spada tratta questa presunta inappuntabile razionalità?
Questa “logica”, che vede l’irrazionale dove si cerca di smascherare la propaganda, farebbe rabbrividire persino Orwell.

I metodi di manipolazione delle opinioni e dei comportamenti delle persone avvengono su aspetti non razionali, come
la paura.
L’immagine del nemico oscuro fa presa su molti, che invece di sollevarsi e protestare per l’uccisione di bambini innocenti quasi ringraziano. Si sentono protetti. Quando sentono al telegiornale “uccisi talebani” o “sventato attentato terroristico” si sentono sollevati. Pensano: “ci stanno proteggendo”, “stanno impedendo che vengano ad ucciderci”. Ignorano che il grado di mistificazione della realtà ha raggiunto l’apice.

Ad esempio ignorano che l’estremismo islamico è stato potenziato e finanziato dalle stesse autorità statunitensi, che si valsero del governo pakistano e dei suoi servizi segreti (Isi), per addestrare 100.000 militanti islamici, fra il 1982 e il 1992. Crearono i combattenti mujaheddin, che utilizzarono in numerose guerre.
Attraverso i servizi segreti furono dati milioni di dollari affinché l’estremismo islamico diventasse forte a tal punto da combattere in molte parti del mondo. Le autorità americane fecero pubblicare e diffondere nelle scuole molti libri che inneggiavano all’odio contro l’Occidente. A questo proposito, così scrisse il “Washington Post” del 23 marzo 2002:

“Questi manuali zeppi di riferimenti al Jihad e di immagini di fucili, proiettili, soldati e mine sono alla base del programma scolastico nazionale. Anche i talebani hanno usato i libri pubblicati con i soldi americani (…). (libri che ) Hanno fomentato la violenza in un’intera generazione”.(4)

Le autorità statunitensi iniziarono nel 2000 ad attuare misure contro l’Afghanistan. Il “Toronto Sun” scriveva il 4 dicembre del 2000: “Gli Stati Uniti misero in atto, contro l’Afghanistan devastato dalla guerra un embargo punitivo stile Iraq, in un momento in cui buona parte dei diciotto milioni di abitanti del paese era senza tetto e stava morendo di fame”.(5)
L’embargo e le operazioni militari degli Usa avevano lo scopo di distruggere e piegare il paese, in modo tale da poterlo controllare. L’embargo colpiva la gente comune, e non i Talebani. Morirono almeno tre milioni di persone, di cui moltissimi erano bambini. In Afghanistan gli americani stavano praticando gli stessi metodi di sterminio dei civili praticati in Vietnam, in Cambogia, in Iraq e in molti altri paesi. Si combatteva non il “terrorismo” ma il popolo, affamandolo, bombardandolo e privandolo della possibilità di avere una vita normale.

Non tutti sanno che l’intervento bellico in Afghanistan del 2001 fu fatto perché le autorità statunitensi volevano ripristinare la produzione di droga, che era precipitata in seguito agli accordi che i Talebani avevano stipulato con l’Onu nel 2000. L’Onu aveva imposto il divieto di coltivazione del papavero. Con la vittoria degli Usa la produzione di droga, dall’1,4% (2001) della produzione mondiale, salì al 78% (2003). Raggiunse quasi i livelli record del 1999 (79%). Gli Usa misero al governo Hamid Karzai, un ex agente della Cia, che aveva lavorato in Afghanistan nel periodo in cui la Unocal stava trattando con i Talebani per la costruzione dell’oleodotto.

E non molti sanno che le forze Nato hanno spacciato i morti civili per Talebani. PeaceReporter ha documentato che alcuni fucili sono stati messi addosso ai morti per poterli spacciare per Talebani:

“L’aviazione bombarda i villaggi in cui si pensa vi siano dei Talebani. Vengono sganciati ordigni da 500 libbre, che non distinguono certo tra combattenti e civili. Dopo il raid aereo, intervengono sul posto le forze speciali per verificare il risultato dell’attacco e fare rapporto al comando… Queste pattuglie si portano sempre dietro una bella scorta di kalashnikov sequestrati in altre occasioni e li depongono accanto ai civili. Scattano una bella foto ed ecco che quei morti, nel rapporto, diventano talebani. Il sistema lo hanno inventato gli statunitensi, stanchi di vedersi messi sotto accusa per i “danni collaterali”: con queste messe in scena e con le prove fotografiche sanno di poterla fare franca di fronte a chiunque li accusi. Ma adesso hanno imparato a fare lo stesso anche i britannici e i canadesi. Tale pratica si sta però rivelando strategicamente controproducente, perché la popolazione locale, che in passato non appoggiava minimamente i talebani, preferisce andare a combattere con loro per vendetta o semplicemente perché, se vengono ammazzati lo stesso, tanto vale morire in battaglia… “Uccisi 50 talebani qui, 90 Talebani là”, in realtà si tratta sempre di civili spacciati per talebani con il giochino dei fucili buttati vicino ai cadaveri… La Nato bombarda senza sosta, di giorno e di notte… Sparano su tutti, senza stare a guardare se sono civili o Talebani”.(6)

E non molti sanno che persino il concetto di “terrorismo” non è ancora stato definito chiaramente nella legislazione americana, né in quella europea. Le autorità europee e americane menzionano spessissimo il termine “lotta al terrorismo”, senza darne una definizione chiara e univoca. Il rimanere nel vago permette la mancata distinzione fra terrorismo e proteste dei civili contro governi ingiusti o contro l’occupazione straniera. La distinzione sarebbe di importanza notevole per la tutela dei diritti umani.
Persino i movimenti sociali che denunciano crimini e ingiustizie in molti paesi del mondo possono essere etichettati come “terroristi” o “antiamericani”, e accusati di perseguire una sorta di “teoria del complotto” contro il potere “libero e democratico” degli Usa. In questo modo si offuscano pericolosamente gli intenti di difesa dei diritti umani, e si cerca di criminalizzare chi denuncia il crimine e non chi lo fa.
Il termine terrorismo viene sempre più accostato al problema della povertà, ma tale accostamento nasconde non poche insidie per i poveri. Le sollevazioni e le proteste della gente disperata non sono mai finalizzate ad uccidere qualcuno, ma ad ottenere i mezzi per la sopravvivenza o una società più giusta. Il potere, se non vuol concedere nulla, definisce ogni protesta un atto terroristico, per criminalizzare le proteste e avere un motivo in più per difendere la “sicurezza”. Il concetto di “sicurezza” viene ripetuto in modo ossessionante, per giustificare l’assenza di libertà e il controllo continuo dei civili da parte delle forze armate.
L’importanza di distinguere il terrorismo dalle ribellioni alle occupazioni straniere o a governi ingiusti è fondamentale per la tutela dei diritti umani. Eppure questa distinzione non viene fatta per consentire alle autorità occidentali di intervenire ovunque a reprimere i popoli, potendo poi dire che si trattava di “operazioni per combattere il terrorismo”. In realtà queste repressioni – bombardamenti, massacri e controlli- sono esse stesse operazioni terroristiche.
Col pretesto della lotta al terrorismo le forze armate americane sono diventate la più potente macchina da guerra che ha licenza di rivolgersi contro chiunque, compreso lo stesso popolo americano.
E se gli italiani si ribellassero all’occupazione militare statunitense o al sistema iniquo che impoverisce sempre più subirebbero lo stesso trattamento degli afgani e degli iracheni, e i crimini sarebbero chiamati “lotta al terrorismo”.
Se questo non accade è soltanto perché gran parte degli italiani si beve la propaganda di regime e crede che la lotta al terrorismo li protegga o che i governi siano impegnati a risolvere la “crisi”.

La guerra è contro chiunque abbia da protestare o da combattere contro un sistema ingiusto e criminale.
La guerra attuale è una guerra che si articola intorno alle zone più povere del pianeta, per combattere le rivendicazioni dei poveri, e per mantenere il controllo del potere economico che produce fame e morte. E’ una guerra globale, così come è stata globalizzata l’economia della povertà. Il concetto di “terrorismo internazionale” permette di legittimare questa guerra e di renderla necessaria. Come se la lotta ad un presunto gruppo di criminali potesse giustificare massacri e guerre contro popoli inermi. Come osserva Gore Vidal: “La guerra non è un’opzione praticabile. Le guerre si fanno contro le nazioni,
non contro bande di delinquenti privi di radici… (in Italia contro la mafia) a nessuno è ancora venuto in mente di bombardare Palermo”.(7)

L’attuale gruppo al potere vorrebbe che tutti accettassero passivamente di farsi sfruttare, ingannare o massacrare. Vorrebbe un mondo in cui le masse rimanessero passive verso i crimini e le ingiustizie, sorrette dalla fede religiosa, che dona una speranza ultraterrena, l’unica loro concessa.

In conclusione, se non troviamo vecchi amici su Facebook viviamo lo stesso. Se non ci emozioniamo per i concorrenti di un reality viviamo lo stesso. Se non acquistiamo l’ultimo oggetto tecnologico viviamo lo stesso. Ma se non ci indigniamo per i crimini commessi nei paesi aggrediti non viviamo lo stesso. Non è vita quella che ci vede indifferenti alle ingiustizie, alla sofferenza altrui, ai genocidi e alle guerre.
La nostra stessa essenza di esseri umani ci chiede di vivere non soltanto per gli istinti di sopravvivenza, e non soltanto per noi stessi.
La vita vera è capire cosa succede nel mondo, e sollevare la propria voce. E’ rigettare un sistema che riduce l’umanità in burattini o martiri.

Antonella Randazzo

Fonte: http://lanuovaenergia.blogspot.com
Link: http://lanuovaenergia.blogspot.com/2009/05/attenzione-sta-per-arrivare-il-babau.html
27.05.2009

Articoli correlati:
“LA DISTRUZIONE DELL’AFGHANISTAN”
http://www.disinformazione.it/distruzione_afghanistan.htm

“ORIGINE E SIGNIFICATO DEL CONCETTO DI TERRORISMO”
http://www.disinformazione.it/significato_terrorismo.htm

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NOTE

1) Il termine “terrorista” veniva utilizzato dagli inglesi già negli anni Cinquanta, che così definivano i ‘ribelli’ delle colonie, cioè gli indigeni coloniali che rivendicavano la libertà e le loro terre, come ad esempio i Mau Mau del Kenya.
2) Palast Greg, “Democrazia in vendita. I padroni del mondo”, Marco Tropea Editore, Milano 2003, p. 158.
3) Palast Greg, op. cit., p. 181.
4) “From US, the ABC’s Of Jihad. Violent Soviet-Era Textbooks Complicate Afghan Education Efforts”, “Washington Post”, 23 marzo 2002.
5) Margolis Eric, “U.S.-Russian Crusade Against Osama Bin Laden”, “The Toronto Sun”, 4 dicembre 2000, cit. in Ahmed Nafeez Mosaddeq, “Guerra alla verità. Tutte le menzogne dei governi occidentali e della Commissione “Indipendente” Usa sull’11 settembre e su Al Qaeda”, Fazi Editore, Roma 2004, p. 38.
6) “Il manifesto”, 21 settembre 2006.
7) Vidal Gore, “Le menzogne dell’impero”, Fazi editore, Roma 2002.

BIBLIOGRAFIA

Ahmed Nafeez Mosaddeq, “Guerra alla verità. Tutte le menzogne dei governi occidentali e della Commissione “Indipendente” Usa sull’11 settembre e su Al Qaeda”, Fazi Editore, Roma 2004.
Brisard Jean-Charles e Dasquié Guillaume, “La verità negata. Una voce fuori dal coro racconta il ruolo della finanza internazionale nella vicenda Bin Laden”, Marco Tropea Editore, Milano 2002.
Blum William, “Con la scusa della libertà”, Marco Tropea Editore, Milano 2002.
Chomsky Noam, Vandana Shiva, Stiglitz Joseph E., “La debolezza del più forte. Globalizzazione e diritti umani”, Oscar Mondadori, Milano 2004.
Chossudovsky Michel, “Guerra e globalizzazione. La verità dietro l’11 settembre e la nuova politica americana!”, EGA-Edizioni Gruppo Abele, Torino 2002.
Coll Steve, “La guerra segreta della CIA. L’America, l’Afghanistan e Bin Laden dall’invasione sovietica al 10 settembre 2001”, Rizzoli, Milano 2004.
Mamdani Mahmood, “Musulmani buoni e cattivi. La guerra fredda e l’origine del terrorismo”, Laterza, Bari 2005.
Palast Greg, “Democrazia in vendita. I padroni del mondo”, Marco Tropea Editore, Milano 2003.
Rahnema Majid, “Quando la povertà diventa miseria”, Einaudi, Torino 2005.
Vidal Gore, “Le menzogne dell’impero”, Fazi Editore, Roma 2002.
Yves Mény, “Crisi e futuro della democrazia”, Passigli Editore, Bolsena (VT), 2005.

Pubblicato da Davide

  • AlbaKan
  • AlbaKan

    Perché le masse non protestano? Credono che i massacri fatti altrove non riguardino gli occidentali?…Esattamente! E’ qui la risposta a tutte le domande sull’indifferenza dell’occidente. Quante volte avete sentito dire che grazie alla Nato in europa abbiamo vissuto 60 anni di “pace” (?)? Siamo proprio in gamba…la guerra la facciamo in altri territori, fuori dai confini della “civiltà”(?)!!!!!!!!!! Come dice Chomsky: [www.vocidallastrada.com] “La posizione dell’Europa è vergognosa: dicono che non sono d’accordo ma li appoggiano. La posizione degli Stati Uniti è grottesca. La maggior parte dei paesi temono gli Stati Uniti- e per motivi validi, quindi stanno zitti e si fanno da parte”. La guerra in Af-Pak è di vitale importanza sia per la posizione goeostrategica che per (cosa + importante) il controllo di oleodotti (vedi il progetto TAPI), riducendo [www.vocidallastrada.com] il controllo dell’energia dell’Asia Centrale da parte della Russia. [www.vocidallastrada.com]

  • Comandante_Che_Guevara

    Hamid Karzai un ex agente della cia?Ha raccolto solamente fondi per
    combattere al tempo i sovietici ed ha in seguito osteggiato il regime
    talebano,tutto qui.Mi piacerebbe in proposito sentire il parere della
    preparatissima dottoressa Paola Pisi,la piu’ titolata a rispondere:Karzai
    era un’agente della cia?

  • Gariznator

    Ma cosa possiamo fare? In quanti sono quelli che sanno e che s’indignano? Possiamo organizzarci, possiamo combattere? Boicottare i prodotti USA può essere utile? Manifestare può essere utile? Smettere di pagare le tasse può cambiare qualcosa? Insomma, contro chi dobbiamo rivolgere la nostra indignazione??
    È molto brutto accorgersi di essere dalla parte dei cattivi, rendersi conto che qualunque nostra azione alla fine avvantaggia e appoggia gli oppressori (sia delle nazioni povere che nostri). Dov’è la via d’uscita?
    Io credo che l’unico modo sarebbe una rivolta, un’insurrezione dei popoli. Esercito, polizia, carabinieri, un’azione corale del popolo. Sembrerebbe quasi alla portata visto che siamo nell’era della comunicazione, peccato che l’era della comunicazione sia anche l’era del controllo capillare.
    La cosa più brutta è che hanno fatto in modo che non ci sia bisogno di un controllo “dall’alto” ma che siano le stesse persone comuni a controllare i loro vicini.
    Non si ha libertà, e si fa presto a perdere la volontà e la determinazione alla rivolta… Speriamo che la fame e la disperazione risveglino i cuori. Viviamo a metà, forse a un terzo. Siamo diventati numeri in una statistica, siamo tutti uguali, tutti facili da irregimentare e tutti (nessuno escluso) in qualche modo influenzati e suggestionati dal sistema.
    Il discorso è molto ampio, ci sono molti gruppi di persone ed ognuno di questi gruppi si è creato la sua scappatoia. Chi non si cura, chi non ha la cultura, chi riversa le speranze in nuove forme pseudoreligiose, chi ha rinunciato e chi dice che in fondo ce lo meritiamo.
    Forse sarebbe il caso di iniziare a raccogliere le armi e attendere il momento opportuno, il male deve essere colpito dall’interno, e guardacaso noi siamo proprio alla base del male, siamo noi a sostenerlo…

  • AlbaKan

    Non è che bisogna essere per forza agenti della CIA inscritti all’albo (se ce n’è uno…9 per fare gli interessi dell'”impero”…
    Anche Sarkofagò è “un uomo della CIA”, anche Saddam è stato “piazzato” al potere dagli Usa, cosa intendi per “agente della Cia”? Si può fare il lavoro sporco in ogni modo, non solo nel ruolo di 007 ecc… Secondo me basta solo essere corrotti… 😉 😉

  • Hassan

    Ottimo articolo, ma questa parte:

    “Questo significa che parecchie persone innocenti – anche bimbi, donne e vecchi – rimangono orrendamente mutilate o muoiono.”

    Perchè gli uomini “non giovani” sono colpevoli di default ? Tra l’altro in Iraq ci son state diverse “kamikaze” donne… dobbiamo per questo togliere anche le donne dalla categoria di “innocenti” ?

    Sarebbe ora di liberarsi da questi pregiudizi, e quando si parla di “morti innocenti” in queste guerre, si inizino a citare TUTTE le morti: uomini, donne, bambini, vecchi.

    Invece di scrivere solo “donne e bambini” per cercare di impietosire il lettore.

  • sacrabolt

    Credo sia lo stile del progressista medio del piddì… apropos, sul sito della randazzo campegga il banner del partito democratico. Commuoviamoci e bombardate, l’importante è dire “guerra brutto!” e fare qualche disciplinatissima manifestazione, sottotono che si potrebbe disturbare.

  • malanimo

    Purtroppo il motivo per cui c’è tanta indifferenza verso le guerre e le stragi imperialiste risiede in gran parte nella convinzione che qualunque mezzo sia lecito per preservare il nostro “benessere” e annullare ogni fantomatica minaccia.
    Brucino pure al fosforo bianco i bambini di Gaza e vengano dilaniati dalle bombe dei Predator quelli dell’Afganistan purché i nostri possano continuare ad ingozzarsi di nutella.

  • Don-Kisciotte

    Beh, io un piccolo contributo l’ho dato. E’ una piccola cosa in un mare di altre cose che è ancora necessario fare, ma sono contento di averla fatta. In pratica ho rifiutato un’offerta di lavoro (non di tipo militare, ma di servizio collaterale) presso una base Nato in Italia, in un periodo in cui, pensate, ero alla ricerca di una occupazione da almeno 5 mesi. In questo modo so almeno di non aver dato il mio contributo (seppur indiretto) alle attività espansive di un entità militare. Non è un contributo eccezionale alla pace, ma al tempo mi era “costato” molto.

  • mazzi

    Lo squallore e’ che non si sente, non si sente dentro, si sente solo sulla base di principi, perche’ dignum et yustum est, ma alla fin fine quello che conta e’ dove e con chi passare il weekend.

  • nessuno

    Siamo assuefatti
    Sono decenni che i media ci bombardano con conflitti , genocidi in tutte le parti del mondo
    Noi la guerra pensiamo di conoscerla avendola vista mille volte in tv
    E questo da assuefazione che porta all’indifferenza
    Muoiono bambini in Afghanistan, Pakistan, Iraq e l’elenco potrebbe continuare nell’indifferenza totale.
    In molti , specialmente i giovani, manco sanno da che parte si trovano

  • Comandante_Che_Guevara

    Intendo esattamente un agente regolare della cia,iscritto a libro paga,
    come dice la sempre audace Randazzo.

  • nsu_prinz_atomic_car

    Benvenuti nella “Società dello Spettacolo” ormai la politica internazionale è diventata il cuore dell’irrealtà nel mondo reale. Creano un nemico e lo combattono una volta in nome della democrazia un’altra volta in nome di qualche religione ma quando si parla di money sembrano essere tutti d’accordo a prescindere dall’ideologia. Lo strazio è che a pagare è sempre la parte povera e debole della società.

  • alez

    Obama ammette candidamente che “abbiamo finito i soldi, ora”.
    http://www.drudgereport.com/flashocs.htm

    Pare proprio che la crisi non sia esattamente “un problema psicologico” come afferma il nostro Presidente Economista, a meno che il Sommo non voglia alludere allo status psicologico del suo collega alla Casa Bianca.

    Guerra, armi, petrolio, finanza, debito, corruzione, sovraconsumo: questi sono, ormai evidenti a tutti, gli ingredienti del collasso americano.

    Ma siccome dentro ogni problema c’è una opportunità, ecco su un piatto d’argento lo strumento per fare pressione sui guerrafondai americani: visto che il diritto, l’etica, la protesta popolare non sono mai riusciti a fermare i loro massacri, potremmo farcela con il grano.

    Come? Beh, prima collassa il dollaro, prima gli americani dovranno abbandonare i fronti di guerra per mancanza di fondi.
    Il panico fa presto a partire, di questi tempi: prosciughiamo i conti bancari, non compriamo azioni, buoni del tesoro, strumenti finanziari.
    Risparmiamo ed evitiamo ogni spesa di cui possiamo fare a meno.

    Avremo la soddisfazione di aver accelerato la resa dei conti, con assoluta legittimità, senza rischiare manganellate, nell’unica maniera al momento efficace.
    Particolare non da poco, inoltre, avremo adottato un approccio difensivo alla gestione finanziaria familiare.

  • clausneghe

    Io il babau, o almeno una parte di esso sono costretto a sentirmelo fischiare e ululare sulla testa, proprio in questo preciso istante..
    Mi riferisco ai velivoli militari che , dopo una giornata di intensissimo rilascio di scie chimiche, o di condensa o di che cazzo sono, ora, anzi da due ore, sembra si divertano a tuonare bassi nel cielo bresciano tutto velato da queste orride scie bianche che la gente “normale” nemmeno vede…
    Dove vivo io la vita è oramai diventata qualche cosa di alieno, di profondamente disarmonico e innaturale.
    Ammiravo, si fà per dire, poco fà il tramonto rosso sulle “velature” artificiali con sottofondo sonoro di: allarmi antifurto, rombi di aerei, sirene varie.
    Se io fossi Dio, impiegherei meno di un attimo a svellere per sempre questa genia stolta e malvagia che popola queste povere lande.

  • reza

    E se IO ti dico che Karzai ha fatto anche l’operaio edile in Iran ?

  • reza

    Se si lascia l’afghanistan a se stesso, si lascia la possibilità di controllare una terra che è posta in mezzo a; CINA,INDIA e l’ASIA CENTRALE cioé in mezzo alle due potenze che vanno a sostituire l’AMERICA come prima potenza e il più grande serbatotio di GAS e di PETROLIO.

    Meditate gente, meditate.

  • nettuno

    Una volta c’era l’Unione Sovietica che si occupava dei temi della pace e della guerra , come appunto il Vietnam … ora non c’e nessuna forza politica in grado di contrastare le delinquenti potenze occidentali.
    Glagio ha vinto , l’informazione naviga su internet ,ma occorre saperla filtrare. La Randazzo ha ragione .. nessuno contesta più … siamo vittime di in sistema che fa guerre umanitarie e le spettacolarizza..
    Possiamo almeno parlarne nei posti di lavoro di queste cose? se la risposta è no, vuol dire che ci hanno lavoto il cervello…

  • Biribissi

    E’ inutile lamentarsi..fino a che non saremo stanchi di tutto questo non muoveremo un dito..questo è l’unico motivo..teniamoci stretto il nostro squallido quotidiano..oltre c’è la paura del bau bau che è dentro di noi..siamo tutti molto indignati..ma quando ci incazzeremo??